Pensioni: Scotto, governo scarica su Inps pasticcio sui requisiti
Vigileremo su intervento governo per scongiurare incremento età pensionabile.
Vigileremo su intervento governo per scongiurare incremento età pensionabile.
“Domani chiederemo in Ufficio di Presidenza della commissione Lavoro l’audizione del presidente dell’Inps. Chiediamo al presidente Rizzetto di attivarsi rapidamente per individuare la data. Stiamo assistendo a una guerriglia continua tra partiti diversi della maggioranza sul tema della previdenza, mentre tantissimi lavoratori assistono in maniera abbastanza attonita a questo balletto assurdo sui requisiti dell’età pensionabile. Pretendiamo trasparenza nelle informazioni e verità nelle scelte”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Dichiarazione di Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro della Camera
“E’ evidente che sulle pensioni è in corso uno scontro tra Lega e Fratelli d’Italia. Oggetto del desiderio: mettere le mani sull’Inps. In mezzo la vita di decine di migliaia di lavoratori che non sanno quando e come andranno in pensione. Al governo abbiamo gente irresponsabile”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ormai è sempre più palese che ci troviamo di fronte ad un governo inadeguato. La questione dell'ipotesi di modifica unilaterale dei requisiti pensionistici operata da Inps sui propri applicativi, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei Ministeri competenti, è vergognosa. E’ una totale assenza di trasparenza istituzionale. Inps ha aggiornato i criteri di calcolo introducendo un aumento dei requisiti di accesso.
“La gestione dell’INPS appare sempre più fuori controllo. Dopo i problemi sulle comunicazioni ufficiali sui requisiti per la pensione, emergono nuovi disservizi sul simulatore per il calcolo della pensione.
Le continue marce indietro e la mancanza di chiarezza non solo generano confusione tra i cittadini, ma pongono seri dubbi sulla trasparenza dell’istituzione, che sembra operare con l’obiettivo di non creare difficoltà al governo, agendo come una semplice fanfara della propaganda.
"Questa mattina abbiamo audito in commissione Bilancio il presidente dell'Inps. Fra le varie cose che ha detto ha sottolineato che i giovani sotto i 35 anni in Italia sono quelli che hanno le retribuzioni più basse. Noi abbiamo un mercato del lavoro malato, perché il segmento che dovrebbe essere più richiesto quello dei giovani che è anche più preparato tecnologicamente viene bastonato dal nostro mercato del lavoro. Il problema più serio che abbiamo in Italia è quello dei bassi salari. Aumenta l'occupazione ma solamente perché si spinge su un'occupazione mal pagata.
Giovedì alla Camera presentazione studio congedo paternità
Giovedì prossimo, 26 settembre, alle ore 10, alla Camera verrà presentato lo studio “Verso una genitorialità condivisa: l’esperienza delle aziende con il congedo di paternità”, condotto da Tortuga Thin Tank, con il coinvolgimento dell’on. Lia Quartapelle (PD) e on. Cristina Rossello (FI) e il supporto della rete Ceo for Life. Lo studio analizza i casi di alcune decine di aziende in cui è stato adottato il congedo di paternità per un periodo superiore a quanto già previsto dalla legge.
“Secondo l’Inps siamo a più 29% di Cassa integrazione ordinaria e quasi il 6% di domande di indennità di disoccupazione rispetto al 2023. Numeri impietosi ed inequivocabili. Sono soprattutto i giovani e le donne le vittime di questa situazione senza precedenti. Nonostante i trionfalismi del governo siamo un paese che affonda in una crisi drammatica. La crescita del ricorso agli ammortizzatori sociali sono la spia di un quadro sempre più cupo della nostra economia.
“La risposta della ministra per le pari opportunità e la famiglia al question time del Pd sul flop del bonus mamme è inadeguata. Roccella dribbla sui risultati e non affronta le tante criticità di una misura che è stata comunicata male e promossa peggio dal governo. Una misura che presenta elementi di iniquità , per l’esclusione delle donne che ne hanno più bisogno perché con contratti precari . Inoltre costringe le donne a chiedere il bonus anziché riconoscerlo in automatico secondo i requisiti di legge.