Manovra: Girelli, Giorgetti conferma che non ci sono risorse aggiuntive per la sanità, chiediamo chiarezza
La narrazione dei 3 miliardi in più priva di ogni fondamento, è solo cinica propaganda sulla pelle degli italiani
La narrazione dei 3 miliardi in più priva di ogni fondamento, è solo cinica propaganda sulla pelle degli italiani
“Siamo molto preoccupati per una manovra che, al di là dei soliti annunci roboanti, prevede tagli di spesa, aumento di tasse e sacrifici per famiglie e imprese. I tagli ai ministeri indicati nel Dpb consegnato a Bruxelles dovrebbero valere nel 2025 circa 2,5 miliardi di euro. Questo significa tagli lineari di spesa a partire da cultura, istruzione e università che già nelle scorso leggi di bilancio sono state oggetto di mancati investimenti e tagli.
“Nella manovra finanziaria del governo, basata su tagli per gli enti locali e ministeri, che pagheranno i cittadini in termini di servizi e di diritti e su nuovo importante debito per lo Stato, emerge il silenzio tombale sull’agricoltura. Non un cenno da parte del ministro Giorgetti sul settore primario dell’economia italiana, paradossale dopo le fanfare al G7 Agricoltura a Siracusa. Una scelta che confermerebbe, come sottolineano tutti i giorni diversi opinionisti, la difficoltà del ministro Lollobrigida nella compagine di governo.
Siamo davanti a truffa elettorale: prendi i voti e scappa
“Non mettono le risorse necessarie per il contratto del pubblico impiego per garantire il recupero dell’inflazione per tre milioni di lavoratori. Nel frattempo, allungano l’età pensionabile su base volontaria nel pubblico impiego dopo che avevano promesso di abolire la Legge Fornero. Siamo davanti a una truffa elettorale: prendi i voti e scappa”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, commentando la nota ufficiale di Palazzo Chigi sulla manovra.
“Ci troviamo di fronte a una manovra al buio, non solo perché è stata approvata di notte, evitando ieri un confronto parlamentare, ma anche perché non chiarisce le coperture. La coperta, purtroppo è molto corta”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee della Camera, intervenendo a Restart su Rai3.
"Avevano promesso, anche durante le audizioni del PSB, che non avrebbero più tagliato i fondi a chi, sul territorio, deve dare risposte ai cittadini. Ci avevano garantito che comuni ed enti locali non sarebbero stati toccati. E invece, questa mattina ci svegliamo con una manovra che, ancora una volta, colpisce duramente gli enti locali, che saranno costretti a contribuire con 1,6 miliardi di euro in due anni. È inaccettabile che siano sempre i territori a pagare il prezzo delle scelte sbagliate di questo governo.
“Mentre Giuli taglia nastri, il ministero della Cultura subisce un ennesimo feroce taglio al bilancio che avrà effetti profondi su settori già fortemente colpiti dalle scorse manovre del governo Meloni” così in una nota la capogruppo democratica nella commissione e Cultura della Camera, Irene Manzi, commenta l’approvazione della manovra di bilancio da parte del Cdm. “I margini di azione politica sono irrisori, Giuli è già stato commissariato di fatto”.
“Il collega Amorese che cerca di difendere l’assenza di Giuli al Cdm di questa sera conferma, indirettamente, la sforbiciata in arrivo per i settori culturali. La chiamano ‘riduzione delle inefficienze’ ma sono tagli belli e buoni che tutti i settori culturali stanno denunciando e su cui gli stessi uffici del Mic, senza guida, sono in imbarazzo. A partire proprio dall’editoria Italiana, che ha più volte richiamato pubblicamente il governo Meloni a rivedere le scelte portate avanti finora.
"La destra sta preparando una Legge di bilancio contro gli italiani. Abbiamo un governo spaccato e nel caos, con un Ministro dell'Economia che ha di fatto commissariato i ministri. La manovra che arriverà in CDM si tradurrà in tagli ai servizi e al welfare e il prezzo più alto lo pagheranno i cittadini più in difficoltà, mentre si preparano condoni per i soliti noti. Ci opponiamo fermamente a questa visione e lavoreremo per indicare all'Italia una strada alternativa, basata sul sostegno al lavoro, sulla giustizia sociale e.
“Si apprende dalla stampa che il Consiglio dei ministri di oggi vuole tornare ancora una volta a fare cassa con il gioco d’azzardo, prevedendo di riscuotere 500 milioni in più, per le concessioni. L’economia dell’azzardo provoca danni alle famiglie, crea dipendenza e indebita le persone. Fare cassa sul gioco ignorando i guasti che produce nella società e alle persone più fragili è inaccettabile”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.