Salario minimo: Pd-M5s-Avs-Terzo Polo, non audire Brunetta lede prerogative Commissione
Rizzetto tramuta Parlamento in dependance governo
Rizzetto tramuta Parlamento in dependance governo
“Le scelte identitarie del governo di Giorgia Meloni sono tutte contro il Sud. Hanno cancellato il reddito di cittadinanza, sono contrari al salario minimo, mettono in campo l'autonomia differenziata e stanno trasformando il Pnrr da grande opportunità a un vero e proprio campo di battaglia. Se prendiamo queste scelte e le caliamo nei confronti del Mezzogiorno, rendiamo la situazione del Sud quasi una situazione irreversibile. Per noi invece il Sud è la più grande occasione di sviluppo e cambiamento del nostro Paese”.
Alle 17.30 in sala stampa a Montecitorio si terrà Conferenza stampa sul salario minimo alla luce delle novità intervenute sul calendario in Parlamento dopo il rinvio in commissione della legge proposta unitariamente dalle opposizioni. Interverranno i capigruppo in Commissione lavoro di Pd, M5s, Avs, Azione, Più Europa.
“Il tavolo per la previdenza, istituito in pompa magna dalla Ministra Calderone pochi mesi dopo l’insediamento del Governo, non è stato altro che una presa in giro. Innanzitutto verso le parti sociali.
Dichiarazione di Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa.
Fare chiarezza sui contratti, garantire a tutti i lavoratori e lavoratrici uguali diritti - contributi, malattie, ferie - legiferare per tutelare il lavoro cominciando dal salario minimo prima che agisca la magistratura. Le buone ragioni della sentenza di Milano
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Il rinvio in commissione del testo sul salario minimo è una fuga dalla realtà, dalla realtà di 3 milioni e mezzo di lavoratori poveri, di sei milioni di lavoratori fragili che vivono con contratti precari, intermittenti, part time involontario. Oggi arrivano i dati dell'Inps: in questo Paese cresce il lavoro precario e si abbassa il numero dei contratti a tempo indeterminato. Le scelte di questa maggioranza portano progressivamente a un impoverimento dei diritti e a una generazione condannata a non avere futuro.
"Davanti a 3 milioni e mezzo di lavoratrici e lavoratori poveri, davanti a più di mezzo milione di firme raccolte, davanti all'evidente richiesta di salari dignitosi da parte del Paese, il governo Meloni scappa e rinvia la legge sul salario minimo in commissione.
Un escamotage per non affrontare il tema e per camuffare il proprio imbarazzo.
Un altro tentativo, dopo aver chiesto il parere al CNEL, di affossare la legge senza metterci la faccia.
“La maggioranza in aula ha deciso il rinvio in commissione della legge sul salario minimo e dunque di non procedere con il voto in aula. Motivo: lo studio del Cnel. Evidentemente hanno paura di decidere. D’ora in poi ci toccherà chiedere al Cnel il parere preventivo su tutti i provvedimenti economici e sociali. Almeno ci sarà qualcuno in grado di decidere un orientamento politico di fronte alla fuga della destra”. Lo dichiara il capogruppo dem in commissione Lavoro Arturo Scotto.
La destra ha deciso di rinviare ancora una volta la decisione sulla nostra proposta di salario minimo. Una scelta vergognosa sulla pelle di 3,5 milioni di lavoratrici e lavoratori che attendono risposte concrete. La destra continua a scegliere la propaganda, ai danni del Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.