30/11/2022 - 14:26

"La presenza dell’ENEA in Emilia-Romagna si articola su due sedi principali: la sede del Brasimone e la sede di Bologna Martiri di Monte Sole (Mms). Queste due realtà costituiscono un patrimonio di ricerca tecnologica nel settore dell’energia e dell’ambiente di primaria rilevanza nazionale. Il Centro dell'Enea del Brasiamone, più in specifico, è oggi uno dei maggiori centri di ricerca italiani in termini di infrastrutture sperimentali per attività di progettazione, sviluppo tecnologico per sistemi energetici avanzati e attività sperimentali per lo sviluppo ingegneristico. I due centri costituiscono un patrimonio tecnologico pressoché unico dell'Enea nel nord del Paese che permette alle attività qui condotte di accedere a finanziamenti europei (Horizon 2020, Consorzio ITER, Eurofusion), nazionali pubblici e privati, regionali e non da ultimo di enti di ricerca internazionali (Cina, Regno Unito, Stati Uniti). Proprio in virtù di queste competenze, molte attività di Enea condotte presso Brasimone e  Bologna MMS trovano oggi ampio spazio nei programmi europei e internazionali, nonché in progetti nazionali. Dal 2019 è anche attivo un Protocollo di intesa dedicato dell’ENEA con le regioni Emilia-Romagna e Toscana sul centro di Brasimone. In questo quadro sono previste attività di ricerca sostenute della Regione Emilia-Romagna dedicate, fra le altre cose, allo sviluppo di sistemi di produzione di radio farmaci per la cura di patologie oncologiche e allo sviluppo di droni per attività di controllo e monitoraggio a livello civile e industriale". Lo dichiara il deputato dem Andrea De Maria.
"Tuttavia - conclude De Maria - i centri bolognesi di ENEA sembrano soffrire una evidente assenza di investimenti in termini di risorse umane, cosa che può compromettere in maniera sensibile lo svolgimento delle attività già finanziate. Con l'approssimarsi del trasferimento della sede bolognese di Martiri di Monte Sole presso la struttura del Tecnopolo, appare sempre più urgente, quindi, un progetto di valorizzazione complessivo della presenza Enea sul territorio che porti a sinergia i punti di forza oggi esistenti, alleviando così anche le debolezze presenti. Per questo con i colleghi Andrea Rossi e Virginio Merola abbiamo interrogato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sulle strategie di Enea nel complesso dell'area emiliano-romagnola per valorizzare, in raccordo con gli enti locali interessati, le realtà specifiche esistenti, per fare fronte agli impegni assunti a livello regionale, nazionale ed internazionale e come intenda potenziare queste realtà".

30/11/2022 - 14:24

“Sviluppare la produzione di fonti rinnovabili, proseguire le politiche fiscali sulla riqualificazione degli edifici, tutelare e salvaguardare il patrimonio di biodiversità e garantire maggiori strumenti alle Regioni per eseguire le opere contro il dissesto idrogeologico”. Sono le richieste del capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera Marco Simiani, nel corso dell’audizione del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

“Non condividiamo le scelte di questo governo di intervenire 'in corsa' sul superbonus: uno strumento che era tra l'altro già stato ricalibrato e che ha garantito crescita del Pil, occupazione, risparmio energetico e messa in sicurezza degli immobili. Siamo invece soddisfatti che il ministro condivida pubblicamente, a differenza della premier Meloni, le scelte del Pd di una maggiore differenziazione degli approvvigionamenti energetici ed in particolare sulla necessità dei rigassificatori mobili di Ravenna e Piombino. Vanno però definite in tempi brevi e certi le compensazioni in termini ambientali, sociali, occupazionali ed economiche per i territori interessati”, conclude Marco Simiani.

30/11/2022 - 14:24

“Sarebbe molto importante se tra i candidati della segreteria del Pd, prima delle primarie, vi fosse un accordo affinché la “costituente” del Pd prosegua per un tempo congruo. Per avere quella profondità che non ha potuto sviluppare prima dei “gazebo”. Il manifesto dei valori, del resto, noi lo abbiamo già. Per me è inciso nella ‘Carta dei valori’ del Lingotto. Serve piuttosto una nuova forma di relazioni con la società ed una nuova missione di una grande forza democratica verso la nuova dimensione delle grandi ingiustizie, dell’emergenza ecologica, energetica e sanitaria e della rivoluzionaria applicazione tecnologica ai rapporti sociali. Dimensioni ancora lontane nel 2008. Per questo, senza legare le mani a chi sarà eletto o eletta, è bene che dopo le primarie egli prosegua questo grande lavoro di ricerca, ascolto e proposta. Che richiede tempo e creatività collettiva”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

30/11/2022 - 14:23

“La guerra scatenata dalla Federazione russa contro l’Ucraina in maniera ingiustificata e illegale non è un conflitto tra due Stati, ma una guerra di aggressione, un’invasione violenta, in cui gli attacchi che si stanno susseguendo in queste ore, in questi giorni, non distinguono tra obiettivi militari e civili ucraini. La strategia politica russa è imperniata sulla logica di potenza. Il Partito democratico non ha oggi bisogno di capriole o di abiure. Per noi è sempre stata netta in questi nove mesi la richiesta di un cessate il fuoco e l'avvio di un negoziato, presupposto immancabile per una conferenza di pace. E’ un’urgenza soprattutto per coloro che sono dovuti scappare dal proprio Paese. Non vedo nessuna contraddizione fra questa aspirazione e le scelte fatte con l'aiuto economico, umanitario e di difesa del popolo ucraino, poiché senza quello sforzo europeo e degli alleati della Nato non saremmo qui a dibattere di negoziati e di come avviarli”.

Così il capogruppo dem in commissione Esteri alla Camera, Vincenzo Amendola, nella dichiarazione di voto in Aula sulle mozioni concernenti iniziative in relazione al conflitto tra Russia e Ucraina.

“Il sentimento profondo di pace e disarmo - ha aggiunto - non è un tema sconosciuto nel nostro Paese, anche per le tragedie che abbiamo vissuto, come testimonia la manifestazione dello scorso 5 novembre e le personalità che hanno sempre lavorato per la pace. Purtroppo ad oggi la sciagurata avventura militare russa non ha mai concepito una mediazione, perché questa non soddisfa le sue mire. Magari avessimo potuto con un tratto di penna negoziale cambiare la fase del conflitto. Aiutare chi è sotto il fuoco non vuol dire volere la guerra ad oltranza. Il negoziato che noi auspichiamo non può però rimuovere i principi che noi tutti difendiamo, non a caso si cita l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Qualunque cosa decidessimo qui oggi, con la calma della razionalità politica, dobbiamo essere comunque coscienti che ci sono valori insopprimibili, come l’indipendenza e la libertà, che non aspettano nessuna autorizzazione e nessuna analisi geopolitica. Oggi per fermare la guerra ci vuole una visione salda, testardaggine diplomatica per riaprire la via negoziale al cessate il fuoco, ma fermezza nei principi di chi è aggredito. Servirà l’Unione europea, certo. Seppure fragile, ancora in costruzione, comunque l’Ue è la nostra comunità di destino. In questa guerra - ha concluso - teniamocela stretta e continuiamo tutti insieme a costruire una politica differente”.

30/11/2022 - 14:22

Sostegno alla resistenza e tenace ricerca della pace

“Siamo molto soddisfatti per l’approvazione della nostra mozione sulla guerra della Russia contro l’Ucraina. Un testo che conferma la linea che abbiamo sempre sostenuto in questi nove mesi di conflitto e che tiene insieme due urgenze: quella di sostenere con ogni mezzo necessario la resistenza del popolo ucraino aggredito, che anche in queste ore sta subendo vittime civili e massicci attacchi contro le proprie infrastrutture; e quella di sviluppare il massimo impegno nazionale e internazionale per giungere all’immediato cessate il fuoco, all’avvio del negoziato diplomatico e a una conferenza di pace rispettosa dei principi di libertà e indipendenza”.

Così in una nota il Gruppo del Partito democratico - Italia Democratica e Progressista della Camera.

30/11/2022 - 14:22

Il no alla nostra mozione per l’introduzione del salario minimo dimostra la distanza della maggioranza di governo a una questione cruciale per la nostra società. Dicono infatti no a una scelta in grado di restituire dignità al lavoro, di combattere inaccettabili disuguaglianze e che darebbe vita a una competitività capace di dare impulso a uno sviluppo reale e non basato sulla contrazione del costo del lavoro. La nostra battaglia per un tema fondamentale per il futuro del nostro Paese non si ferma certo qui.

Così in una nota il Gruppo Pd-Idp della Camera.

29/11/2022 - 16:59

“Oggi in commissione Cultura alla Camera abbiamo votato contro l’aggiunta ‘merito’ alla definizione del Ministero. Non è una semplice questione nominale. L’ Art. 34 della Costituzione recita ‘La scuola è aperta a tutti... I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’.

Il concetto di ‘merito’ entrò in questo articolo grazie a un emendamento di Palmiro Togliatti. Non accettiamo dunque davvero lezioni da nessuno sulla necessità di promuovere il merito. Ma tutti sanno che il tema oggi non è la discriminazione nei confronti di chi ‘merita’, ma piuttosto di chi pur meritando ‘non ha’ condizioni economiche per continuare gli studi e veder riconosciuti i propri diritti.

Quell’articolo oggi è di fatto tradito dalle disuguaglianze che rendono non rispettato anche l’articolo 3. Sono gli ultimi, gli esclusi, coloro a cui dobbiamo prestare oggi tutta la nostra attenzione.

La modifica di un nome non serve a niente, o addirittura può indicare priorità e indirizzi sbagliati.

Visto il livello di abbandono scolastico, se proprio bisognava cambiare qualcosa dopo ‘Ministero dell’Istruzione’, bisognava aggiungere ‘e del diritto allo studio e alla conoscenza’”.

Così il deputato democratico Nicola Zingaretti in un post su Facebook

29/11/2022 - 16:48

Dichiarazione di Claudio Michele Stefanazzi, deputato Pd

“Il Governo dovrebbe  procedere, senza ulteriori indugi, alla ratifica della riforma del Trattato istitutivo del MES, presentando il relativo disegno di legge in tempi brevi, anche in modo da consentire l’avvio delle nuove funzioni e contribuire al rafforzamento del sistema finanziario dell’Eurozona.” E’ quanto ha dichiarato in aula il deputato del Pd Claudio Michele Stefanazzi, intervenendo sulle mozioni concernenti la ratifica della riforma del Trattato del Mef. Per Stefanazzi, “il progetto di riforma del MES ampliando i compiti del MES stesso, trasformandolo nel backstop del fondo unico di risoluzione bancaria, contribuisce al raggiungimento del secondo pilastro dell’Unione Bancaria, consentendo un intervento nell’ambito delle crisi bancarie, sulla scia di quanto il nostro paese chiede da tempo.”  “Si tratta dunque, ha proseguito Stefanazzi- di una vera e propria mutualizzazione dei rischi che, sotto il profilo della solidarietà europea, è un ottimo segnale, ed è un ulteriore viatico verso il progetto dell’Unione bancaria, fino all’obiettivo di  creare anche dei meccanismi di mutualizzazione delle perdite.” Per il parlamentare Dem infine, “e’ opportuno completare l’attuale negoziato di modifica del MES, inteso quale passo indispensabile per l’ulteriore trasformazione di tale organismo in un vero e proprio Fondo Monetario Europeo, all’interno del quadro giuridico di diritto dell’Unione, coordinato con le politiche di bilancio europee” . In conclusione, Stefanazzi osserva che “ esiste un enorme spazio di intermediazione del debito in capo all’Unione. Porre in un unico contenitore quota parte delle entrate fiscali nazionali e quota parte dei debiti dei paesi membri, protetti dalla potenza di fuoco dell’Ue, può aumentare il potenziale di finanziamento dell’intera Unione europea. Questo consentirebbe – per Stefanazzi-  di ridurre il costo di finanziamento per l’intera Unione europea, sostenendo al contempo la Bce nelle operazioni nei mercati del debito, ponendo le basi per una programmazione e uno sviluppo in settori strategici”.

29/11/2022 - 16:41

“Quest’estate l’agricoltura italiana è stata messa a dura prova da una siccità che non dobbiamo considerare un fenomeno da archiviare. Servono soluzioni sulla gestione del suolo e una vera e propria politica nazionale sull’acqua. Passi avanti sono stati fatti, ma non sono ancora sufficienti. Un’opportunità viene dal Pnrr che mette a disposizione 880 milioni con l’obiettivo di aumentare del 40% le fonti di irrigazione dotate di contatore. Dei 2 miliardi da investire in infrastrutture idriche, solo 350 milioni sono destinati a 20 grandi bacini. Troppo pochi, e comunque non c’è ancora nessun progetto. È necessario mettere a terra tutti i sistemi che permettono di non disperdere acqua, come l’irrigazione goccia a goccia, investire sulla digitalizzazione e sulla relativa formazione. Cruciale, poi, è puntare sulle coltivazioni che ottimizzano l’utilizzo di acqua selezionando le colture e promuovendo incentivi per l’adozione di pratiche agricole più sostenibili. Obiettivi ambiziosi che crediamo possano essere raggiunti, mettendo in campo tutti gli attori e migliorando il monitoraggio. Per questo condividiamo la necessità di istituire una cabina di regia nazionale presso Palazzo Chigi, che coinvolga i ministeri interessati, le Regioni, la Protezione civile, le autorità di distretto, i consorzi di bonifica, le associazioni di impresa, i gestori idrici ed energetici. Anche noi vogliamo la sovranità alimentare, ma per raggiungerla serve una nuova politica agricola lungimirante”.

Lo ha detto la deputata del Pd Antonella Forattini nel suo intervento oggi in Commissione Agricoltura della Camera.

29/11/2022 - 16:34

“La nostra mozione impegna il Governo in due direzioni: a procedere senza ulteriori indugi e senza ulteriori ritardi alla ratifica della riforma del Trattato istitutivo del MES, presentando il relativo disegno di legge in tempi brevi, anche in modo da consentire l’avvio delle nuove funzioni e contribuire al rafforzamento del sistema finanziario dell’Eurozona. Chiediamo inoltre al Governo di farsi parte attiva affinché il processo di riforma avviato in relazione al Patto di Stabilità e Crescita permetta di coniugare sempre più in futuro il rispetto di traiettorie di riduzione del debito e stabilità economico-finanziaria degli Stati membri con le esigenze sempre più attuali e sempre più stringenti di politiche di investimenti e sviluppo, in particolar modo nei settori sociali e della transizione ambientale e digitale”. Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Giovanna Iacono, illustrando la mozione del Partito Democratico sulla ratifica della riforma del Trattato istitutivo del Mes.

29/11/2022 - 16:23

Tweet on. Andrea Casu, segretario del Pd romano e dell’ufficio di presidenza del gruppo alla Camera

Grazie alla battaglia del Sindaco Gualtieri il Governo corregge il tiro e inserisce nella legge di Bilancio le risorse necessarie per il completamento della #MetroC opera strategica fondamentale per #Roma e per l'Italia. Una buona notizia per la Capitale e per tutto il Paese.

29/11/2022 - 16:07

"Occorre ripristinare una rinnovata legalità internazionale. Siamo attivamente coinvolti, nell'ambito della Nato, a dare il nostro contributo per irrobustire la postura di deterrenza e difesa negli spazi orientali dell'area euro-atlantica. Chiediamo al Governo dunque di adoperarsi in ogni sede internazionale per l'immediato cessate il fuoco e il ritiro di tutte le forze militari russe, di continuare a garantire pieno sostegno al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, di adoperarsi in sede europea e internazionale per promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei cittadini russi perseguitati, arrestati o costretti a fuggire dal paese, per aver protestato contro il regime e contro la guerra; a provvedere a misure di sostegno alle imprese per i maggiori oneri derivanti dalla applicazione di sanzioni, a definire ogni soluzione necessaria per assicurare la sicurezza alimentare a livello globale attraverso corridoi sicuri. La pace è urgente e necessaria. La via per costruirla passa da un ristabilimento della verità, del diritto internazionale, della libertà del popolo ucraino". Lo ha detto Nicola Carè, deputato del Pd e componente della commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo in aula alla Camera nel corso della discussione generale sulle mozioni sull'Ucraina.

29/11/2022 - 16:02

Dichiarazione di Mauro Laus, deputato Pd

 
“È giusto che nel nostro Paese ci siano lavoratori che percepiscono una retribuzione pari a 4 euro e 70 l’ora e poi, dopo un anno, si arrivi a  5 euro e 19 e dopo due anni si stabilizzano a 6 euro e 50? Lo trovate giusto ed equo?” Così il deputato del Partito Democratico Mauro Laus, intervenendo in Aula sulle mozioni riguardanti l’introduzione del salario minimo. Laus, “provocando” il parlamento ha chiesto ancora se “sia  giusto che tanti di questi lavoratori, anche laureati,  percepiscano meno di un percettore pieno del reddito di cittadinanza”. Per Laus “è profondamente ingiusto che un giovane lavoratore sappia in anticipo che percepirà una pensione da fame, perché oltre alla discontinuità lavorativa e spesso al part time involontario si ritrova a   versare contributi  veramente risibili.”  “E chiedo – ha sottolineato Laus-  se deve essere, come spesso accade,  un giudice a risolvere le problematiche dovute alla manifesta incapacità politica”. “Anche perché – precisa Laus-  se si esclude il salario minimo legale , resta esclusivamente la soluzione di una legge sulla rappresentanza, così come hanno previsto i padri costituenti con l’art 39.  E non come avviene oggi tramite accordi privatistici  che non hanno nessun valore giuridico. Diventa pertanto necessario applicare gli artt. 39, 36 e 3 della Costituzione”.  Per Laus, inoltre , appare davvero singolare che  “al Consiglio Nazionale del lavoro siano depositati circa 1000  contratti e molti di questi  si candidano a regolamentare le stesse attività merceologiche.” Per il parlamentare del Pd  “è profondamente ingiusto che sia lo Stato, con tutte le sue articolazioni, nel beneficiare dei salari bassi  negli appalti e nei sub appalti. “A queste domande  - ha concluso Laus-  rispondo che non è giusto  e mi aspetto da questo governo e da questa  maggioranza un sussulto di responsabilità. Noi del Pd chiediamo che la cifra oraria non possa scendere sotto i 9 euro e 50, e la riteniamo per niente   una richiesta propagandistica  come è stata invece definita da qualcuno nella maggioranza".

29/11/2022 - 15:59

“È necessario valorizzare e difendere il pluralismo dell'informazione, a partire dal lavoro dei giornalisti che sono costantemente sotto attacco nell'esercizio di un diritto sacrosanto che è quello della libertà di stampa. Un diritto che non può essere messo a tacere o in discussione, perché rappresenta un indice importante della qualità democratica del Paese. Nel frattempo, va tutelato con maggiore forza il lavoro giornalistico con ulteriori misure per la stabilizzazione e le garanzie del lavoro, in linea con le risorse stanziate dal governo Draghi e, in particolare, dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Serve promuovere una legge quadro relativa al settore editoriale che tenga conto anche delle esigenze di un comparto profondamente trasformato dopo i due anni post Covid; pensiamo, ad esempio, all’informazione digitale. Ed è necessario tutelare e valorizzare le edicole come presidi di comunità, attraverso la stabilizzazione di misure già adottate in questi ultimi anni. Infine, dobbiamo ulteriormente promuovere la lettura dei quotidiani a scuola, ci sono già misure che vanno in questa direzione e che sono state introdotte dalla Legge di bilancio 2020, ma vanno adottati ulteriori interventi per stimolare la lettura critica e formata dei quotidiani da parte degli studenti”.

 

Così la capogruppo del Pd in VII Commissione, Irene Manzi, nel corso delle audizioni del sottosegretario all'editoria, Alberto Barachini.

29/11/2022 - 15:56

“Dopo una crescita ininterrotta fra il 1995 e il 2010, l’ultimo decennio ha visto un decremento drammatico del potere d’acquisto dei salari che oggi si traduce nella presenza di circa un milione e mezzo di lavoratori poveri. Parliamo di donne e uomini che guadagnano fra 550 e 820 euro al mese. L’11,8% dei lavoratori. Se consideriamo soltanto i lavoratori più giovani, la quota sale al 15,6%. Gli ultimi governi, quindi anche quelli con il PD in maggioranza, sono già intervenuti per ridurre il peso del fisco sulla busta paga. La riforma dell’Irpef del governo Draghi ha inglobato e allargato questo sgravio. Ma dal lato della contrattazione e imprese, invece, non sono stati fatti passi avanti. Dopo una fatica incomprensibile, grazie anche al ministro Orlando, si era arrivati a un accordo coi sindacati. Ma la caduta del governo Draghi ha fermato tutto. Cari amici dei 5stelle, resta incredibile come abbiate sottovalutato un passaggio fondamentale per dare salari dignitosi a milioni di persone”.

Così la deputata dem e vicepresidente della commissione Lavoro, Chiara Gribaudo, intervenendo in Aula per illustrare la mozione del Pd sul salario minimo.

“Ma io - ha aggiunto - voglio fare una un’opposizione costruttiva con due proposte per eliminare illegalità e sfruttamento: la prima, la ripresa e la rilegittimazione della contrattazione sindacale; la seconda, appunto, il salario minimo. Le strade per raggiungere l’obiettivo sono due: riuscire ad approvare una legge sulla rappresentanza, creando le condizioni per l’efficacia erga omnes dei contratti collettivi; e stabilire un salario minimo per legge, che può integrarsi o meno con la contrattazione. Ma entrambe le soluzioni sono inutili se non lavoriamo su politiche per la crescita e la produttività. Abbiamo bisogno di crescita non debito, di produttività non evasione: l’opposto della destra. Affrontare il tema del lavoro povero - ha concluso - non è una battaglia della sinistra. È un investimento sul futuro dell’Italia”.

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