“Auspico che venga fatta chiarezza molto presto sulle indiscrezioni che vorrebbero un collegamento tra il maxi processo Eternit e Jeffrey Epstein, un criminale condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Il mio pensiero, nel frattempo, va ai famigliari delle vittime, che anche in questo caso attendono da oltre vent’anni una giustizia che è stata per loro più volte deludente e che, con queste ultime notizie, hanno vissuto l’ennesima presa in giro a prescindere dalla veridicità dei fatti”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di Lavoro in Italia, alla luce delle indiscrezioni di Report che collegano il maxi processo Eternit ed Epstein.
"Esprimiamo grande preoccupazione per quanto sta avvenendo in Venezuela. Chiediamo che il Governo italiano trovi la capacità di pronunciare parole ben diverse da quelle che abbiamo letto, parole nette e coerenti con la storia del nostro Paese a difesa del diritto internazionale violato dall’attacco unilaterale e illegittimo voluto da Trump, a sostegno degli organismi multilaterali e delle ragioni della diplomazia. E che lavori per garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Venezuela e la liberazione di Alberto Trentini e degli altri detenuti politici. La condanna che sempre abbiamo espresso, con atti parlamentari e prese di posizione nette verso il regime di Maduro e la sua violazione sistematica dei diritti umani, non giustifica in alcun modo quanto avvenuto in queste ore. Per questo chiediamo un’informativa al Governo in Parlamento sulla situazione in Venezuela e sulle sue preoccupanti conseguenze sul piano globale". Così in una nota al termine della Segreteria, i capigruppo PD alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia.
"Voglio esprimere la piena solidarietà ai giornalisti de 'la Repubblica' per il furto di sei computer presso la redazione di Napoli. A loro va tutta la mia vicinanza e quella di tutto il Partito democratico. Siamo davanti ad un atto grave per la libertà di informazione e di stampa, pilastri della democrazia. Mi auguro che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che la giustizia possa seguire completamente il proprio corso”. Così in una nota il deputato e capogruppo PD in commissione di difesa di Montecitorio, Stefano Graziano.
Ulteriore tassa sulle imprese obbligare ad assicurarsi
"La proroga al 31 marzo 2026 dell’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese, prevista dal Decreto Milleproroghe 2026, non solo non risolve il problema di fondo ma penalizza ulteriormente le imprese. Si tratta infatti di una misura che continua a imporre un onere ingiustificato alle imprese, con una proroga limitata solo ad alcune categorie, senza una logica chiara e con evidenti disparità di trattamento tra settori produttivi omogenei". Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Questo obbligo va abrogato, perché rappresenta una vera e propria tassa occulta: oltre al costo della polizza, circa il 21,5 per cento del premio finisce infatti allo Stato. Si tratta di un ulteriore subdolo balzello che colpisce chi fa impresa, senza offrire reali tutele e senza una strategia pubblica efficace di prevenzione e gestione dei rischi", conclude Simiani.
“L’attacco di Trump contro il Venezuela è un precedente pericoloso e deplorevole. Il regime di Maduro è brutale e per questo abbiamo sempre sostenuto l’opposizione venezuelana. Oggi il sistema di regole internazionali che ha finora evitato guerre su scala globale è ancora più fragile. Quando si afferma la forza dell’aggressione brutale ogni paese del mondo è più esposto” così sui social la vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle.
Destra senza vergogna: parlamentari del territorio in religioso silenzio
"Il Governo Meloni ha cancellato l’ammodernamento e la messa in sicurezza della Tirrenica, ma continua a colpire cittadini e imprese aumentando i pedaggi. Dal 1° gennaio 2026 il casello di Rosignano arriva, ad esempio, a costare 1 euro per appena 14 chilometri. Dal tre anni ad oggi gli aumenti sono stati continui, pesantissimi ed esponenziali. Una sequenza assurda di rincari che dimostra una sola cosa: si fa cassa sulla pelle degli utenti senza offrire alcun servizio in cambio". E' quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
«Prima si eliminano gli investimenti, poi si fanno pagare di più gli automobilisti. Questo è il metodo della destra, del binomio Salvini-Meloni e dei parlamentari del territorio completamente asserviti a questo scempio. Una scelta cinica e irresponsabile che penalizza la costa toscana, i pendolari e il sistema economico locale. La Tirrenica è diventata il simbolo di una politica infrastrutturale fallimentare, fatta di promesse cancellate e di pedaggi aumentati. Far pagare di più una strada insicura e abbandonata non è solo inaccettabile: è senza vergogna", conclude Simiani.
"Domani ricorre l'anniversario della strage del Pilastro. Il 4 gennaio 1991 tre giovanissimi carabinieri furono barbaramente assassinati dalla Banda della Uno Bianca. Nel ricordare il loro sacrificio e, con loro, tutte le vittime della Uno Bianca è importante chiedere che chi ha compiuto quei delitti terribili sconti fino in fondo la sua pena. Ed anche che si faccia piena luce su aspetti ancora oscuri, sulle coperture di cui ha goduto quel gruppo di criminali, la cui azione ha certamente avuto un effetto di destabilizzazione per la comunità e le istituzioni di Bologna". Così in una nota Andrea De Maria, deputato PD.
"Quando un consultorio familiare rischia di chiudere non è un problema tecnico, ma una sconfitta dello Stato sul territorio. Per questo ho depositato un’interrogazione al Ministro della Salute sul futuro del Consultorio Familiare di Capo d’Orlando (in provincia di Messina), un presidio che serve circa 26.000 persone e che svolge funzioni essenziali di prevenzione, assistenza e tutela sociale. Oggi questa struttura opera già in condizioni di forte sofferenza, con un’équipe ridotta al minimo indispensabile e senza alcuna garanzia sul futuro, nonostante il ruolo centrale che la legge assegna ai consultori familiari". Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
"Il pensionamento annunciato della ginecologa a partire da gennaio 2026, senza una sostituzione programmata - continua la parlamentare dem - rischia di trasformarsi nel colpo definitivo: chiusura di fatto, servizi sospesi, percorsi interrotti. È una prospettiva che non può essere accettata né normalizzata. Chiedo quindi quali misure urgenti il governo intenda adottare, insieme alla Regione Siciliana e all’Asp di Messina, per garantire continuità operativa e rispetto dei livelli essenziali di assistenza". "Difendere il consultorio di Capo d’Orlando significa difendere il diritto alla salute, in particolare di donne, minori e famiglie, e riaffermare che la sanità pubblica non può arretrare di fronte alle carenze di programmazione", conclude Marino.
“Di male in peggio. Con l'anno nuovo arriva una nuova 'tassa' da parte del governo Meloni: parlo dello Spid di Poste, finora gratuito, che diventa a pagamento dal 1 gennaio 2026. Piu volte in questi mesi con diversi atti parlamentari abbiamo chiesto al governo di fermare un accanimento a dir poco ingiustificato: ogni cittadino italiano dovrà pagare 6 euro per avere il suo Spid con Poste italiane”. Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd in Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni, Anthony Barbagallo.
“Come Pd – sottolinea il parlamentare dem - abbiamo anche chiesto di tutelare le famiglie meno abbienti con Isee sotto i 30 mila euro per conservare la gratuità dello Spid. Continueremo ad incalzare il governo in tutte le sedi anche in ordine al mancato o ritardato trasferimento delle risorse del Pnrr ai gestori dell'identità digitale che inevitabilmente sta generando un aumento dei costi per l'utente finale e, quindi, il cittadino. Lo stesso si dica per i forti ritardi per la carta d'identità elettronica”.
“Siamo preoccupati e francamente stanchi che a pagare dell'incapacità del governo Meloni siano sempre le famiglie, le imprese e i professionisti. Lo Spid è di interesse pubblico e un compagno di viaggio indispensabile per la vita quotidiana delle persone. Per questo deve restare gratuito”, conclude Barbagallo.
“Le immagini del latte buttato nelle stalle lombarde rappresentano una situazione inaccettabile che non può essere archiviata come una normale dinamica di mercato. È il risultato di accordi disattesi e di una filiera lasciata senza governo. La denuncia di Copagri Lombardia conferma ciò che gli allevatori segnalano da tempo: disdette unilaterali dei contratti, assenza di garanzie sul ritiro del latte e totale scarico del rischio economico su chi produce. Tutto questo avviene nonostante gli impegni assunti nei mesi scorsi al tavolo con il Ministero, che avrebbero dovuto garantire stabilità contrattuale e strumenti di gestione delle crisi. In sede di approvazione della legge di bilancio 2026, la Camera ha approvato un ordine del giorno che riconosce le criticità del comparto lattiero-caseario e impegna il Governo ad adottare misure di salvaguardia e compensazione. Un atto politico che conferma come il problema sia noto e riconosciuto. Tuttavia, tra gli impegni formali e la realtà delle stalle si è aperto un divario evidente. Gli accordi non vengono rispettati, le tutele non arrivano e intanto il latte viene buttato, con un danno economico, ambientale e sociale enorme. Dietro ogni litro di latte ci sono lavoro, investimenti e dignità. Continuare a rinviare o a nascondersi dietro il mercato significa accettare che a pagare siano sempre gli stessi: gli allevatori. Non è spreco. È una crisi che va affrontata ora, dando seguito agli impegni presi e intervenendo per ristabilire regole e responsabilità nella filiera”. Così la Capogruppo del Pd in commissione agricoltura della camera, Antonella Forattini.
"La carenza di personale nei Vigili del Fuoco non è una novità né un’emergenza improvvisa: da mesi, come Partito Democratico, la denunciamo con interrogazioni e atti parlamentari rimasti senza risposta. In Toscana, come nel resto del paese, si sono perse centinaia di unità operative, con conseguenze dirette sui tempi di intervento e sulla qualità del servizio. Meno vigili in servizio significa più straordinari, maggiore stress e un sistema di soccorso che fatica a reggere l’aumento delle emergenze": è quanto dichiara il Capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sul grido di allarme lanciato dalle associazioni sindacali.
"Di fronte a questa realtà il governo sceglie di non intervenire sul vero problema, cioè il rafforzamento degli organici e degli investimenti, e punta invece a una riforma che rischia di militarizzare il Corpo, snaturandone la funzione civile e di protezione dei cittadini. È una scelta che non risolve le carenze, ma le aggrava. Servono assunzioni, stabilizzazioni e mezzi adeguati, non un cambio di modello che allontana i Vigili del fuoco dalla prevenzione e dal soccorso. Continuare a ignorare i dati significa assumersi una responsabilità politica precisa. Anche le ultime norme sul reclutamento inserite nel Milleproroghe senza però risorse contestuali adeguate sono insufficienti": conclude.
“La mancata proroga degli sgravi fiscali per l’assunzione di donne e giovani nel Mezzogiorno è un altro regalo che la destra fa alla parte più debole del Paese. Lo hanno fatto sparire dal Milleproroghe e ora provano a recuperare con un emendamento in extremis. Non si capisce chi sia il responsabile di questo pasticcio che in ogni caso allungherà di molto i tempi per l’entrata in vigore della misura. Siamo alle solite: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Di fronte a tanta improvvisazione chiediamo alla ministra Calderone di venire a riferire in Commissione Lavoro. Il Parlamento deve essere informato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Destra costringe i giovani a lasciare Paese
"Giorgia Meloni si occupa di lavoro solo quando commenta in modo parziale e fuorviante i dati sull’occupazione, costruendo una narrazione autocelebrativa che non corrisponde alla realtà. I numeri raccontano altro: da anni la condizione dei giovani in Italia è negativa, tra precarietà diffusa, salari bassi e assenza di prospettive. È anche per questo che sempre più ragazze e ragazzi stanno lasciando il paese. In questo quadro, interrompere gli sgravi per le assunzioni stabili non è un dettaglio tecnico, ma una scelta politica che penalizza il lavoro dignitoso e scoraggia le imprese che vogliono investire sui giovani".
Così il deputato Dem e segretario Pd della Toscana, Emiliano Fossi, sugli incentivi cancellati dalla destra.
"Lo stesso approccio miope colpisce le donne. Il governo di Giorgia Meloni parla di record occupazionali, ma intanto smantella incentivi fondamentali per ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro. Senza politiche strutturali, le donne continuano a essere relegate nei lavori più precari e peggio retribuiti, soprattutto nel Mezzogiorno. Tagliare o rinviare questi strumenti significa accettare che la disuguaglianza diventi strutturale. Serve una politica del lavoro seria, che punti su occupazione stabile e salari dignitosi, non propaganda basata su dati raccontati a metà": conclude.
“Mentre il mondo dorme, tante Ong non potranno più operare nei Territori palestinesi occupati da Israele. Per capirci: non entreranno Save the Children e Medici Senza Frontiere. Quando si parla della più grande democrazia del Medio Oriente bisognerebbe contare fino a dieci”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
La bocciatura, da parte del Governo e della maggioranza, del mio ordine del giorno alla legge di bilancio rappresenta una scelta grave e profondamente ingiusta nei confronti dei risparmiatori della Banca Popolare di Bari. Ancora una volta, circa 70.000 piccoli azionisti, in gran parte pugliesi, vengono esclusi da qualsiasi forma di ristoro pubblico nonostante abbiano subito la perdita dei risparmi di una vita.”
Così Marco Lacarra, deputato barese del Partito Democratico.
“Il Fondo indennizzo risparmiatori ha consentito allo Stato di intervenire a tutela di migliaia di cittadini colpiti da crisi bancarie analoghe. Non si comprende, dunque, perché ai risparmiatori della Popolare di Bari venga negato lo stesso diritto, sulla base di una distinzione meramente formale tra commissariamento e liquidazione, che non cambia in nulla il danno subito”.
“Con la manovra il Governo ha deciso di riaprire i termini del FIR per i beneficiari già previsti, escludendo ancora una volta chi è stato colpito dal dissesto della Popolare di Bari. Una scelta che certifica una disparità di trattamento intollerabile e alimenta l’idea di risparmiatori di serie A e di serie B, con una penalizzazione evidente a danno del Mezzogiorno”.
“Non chiediamo privilegi, ma equità e giustizia. Continuerò a battermi affinché agli azionisti e agli obbligazionisti della Popolare di Bari sia riconosciuto il diritto di accedere al FIR in condizioni di piena parità con tutti gli altri. Lo Stato non può continuare a voltare le spalle a migliaia di famiglie che attendono risposte da anni.”