“Il caso del Teatro La Fenice certifica il fallimento del Governo e di Fratelli d’Italia nelle politiche culturali.”
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.
“La vicenda legata alla nomina di Beatrice Venezi è il risultato di una scelta politica imposta dall’alto, senza ascolto del mondo della musica e della lirica, che abbiamo contestato fin dall’inizio.”
“È un metodo sbagliato, che mortifica competenze e autonomia delle istituzioni culturali e che oggi presenta il conto.”
“Era stata trasformata in una bandiera da Fratelli d’Italia. Oggi quella bandiera è stata ammainata.”
“Ci auguriamo che tutta questa vicenda non costi neanche un euro allo Stato italiano. Il prezzo sulla credibilità delle nostre istituzioni culturali, purtroppo, è già stato altissimo.”
“Il ministro Giuli, invece di esprimere solidarietà al sovrintendente Colabianchi, dovrebbe richiamarlo per la gestione caotica e gravissima dell’intera vicenda. Non bastano queste tardive marce indietro per nascondere responsabilità ormai evidenti.”
“Attendiamo di conoscere nel dettaglio tutte le conseguenze di quanto sta accadendo, per poi assumere gli atti politici conseguenti in Commissione Cultura alla Camera, la Commissione guidata da Federico Mollicone, che in questi anni si è più volte espresso a favore di Venezi e che oggi dovrebbe trarre le conseguenze di questa grave sconfitta politica, personale e del suo partito, oltre che delle scelte del Governo Meloni.”
“Oggi dal porto di Augusta è salpata la nuova missione della Global Sumud Flotilla per Gaza. Sono oltre 60 barche e centinaia di attivisti che proveranno a portare aiuti umanitari e a rompere il blocco navale illegale sulle acque territoriali palestinesi. E’ una missione pacifica, pacifista e pienamente nel solco del diritto internazionale. Va sostenuta. Gli attivisti sono in mare a ribadire che la tragedia nella Striscia non è finita. Auspichiamo che tutti i governi diano il massimo sostegno a questa spedizione umanitaria perchè arrivi fino in fondo senza ostacoli a Gaza. Bisogna essere solidali con loro in questo momento, proprio perché è calata una cappa di silenzio sul genocidio di un popolo che merita libertà, giustizia e la fine dell’occupazione”. Lo dichiarano Arturo Scotto, deputato Pd, Annalisa Corrado, eurodeputata Pd e Paolo Romano, consigliere regionale Pd Lombardia. Tutti e tre imbarcati nella global Sumud Flotilla di settembre scorso.
“Anche quest’anno a Dongo, luogo simbolo della resistenza e della lotta di liberazione, non ci hanno risparmiato l’ignobile spettacolo di apologia del fascismo. Un insulto alla nostra storia e alla memoria di chi ha dato la vita per la libertà. Per questo è inaccettabile che un gruppo di nostalgici possano sfilare impunemente in camicia nera, esibendo simboli e rituali, come il saluto romano, che la nostra Costituzione condanna senza appello.
C’è un’ipocrisia di fondo che questo Governo non riesce più a nascondere: da un lato si usa il pugno di ferro contro il dissenso pacifico, introducendo decine di nuovi reati e norme repressive che sanno di autoritarismo; dall’altro, si mostra una tolleranza imbarazzante verso chi inneggia apertamente alla dittatura.
Rinnovo la richiesta al Ministro Piantedosi perché garantisca l’identificazione di tutti coloro che si sono resi protagonisti di questi atteggiamenti e si ponga fine a queste manifestazioni che ogni anno si svolgono con lo stesso vergognoso rituale.
Chi governa ha il dovere di fare i conti con la storia una volta per tutte, invece di continuare a strizzare l'occhio a un passato che l'Italia ha già giustamente condannato e superato ottant'anni fa”. Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati
“Si chiamava Paul Neeraj, era un lavoratore di origini indiane e aveva 32 anni. Da più di una settimana era in agonia all’ospedale Ruggi di Salerno. Abbandonato come un sacco di patate davanti al pronto soccorso dai suoi caporali che sono scappati come conigli. Entrambe le gambe erano ormai in cancrena perché esposte a pericolose sostanze chimiche. Una storia simile a quella di Satnam Singh a Latina. Una morte per sfruttamento, i cui mandanti sono ancora ignori. Quel lavoratore è morto il 25 aprile, nel giorno della liberazione dal nazifascismo. C’è ancora tantissimo da fare per mettere in atto i valori della Costituzione. Abbiamo già presentato una interrogazione parlamentare, andremo fino in fondo. Il caporalato è il principale nemico da combattere nei campi e in ogni luogo di lavoro”. Lo dichiara Arturo Scotto capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“Le notizie di tensioni e aggressioni avvenute a margine del corteo del 25 aprile a Roma devono essere condannate e non devono in alcun modo sporcare la straordinaria partecipazione democratica di cittadini in una giornata così significativa per il nostro Paese. È fondamentale ribadire con forza che proprio grazie al 25 Aprile oggi possiamo difendere sempre in Italia il diritto di manifestare di tutti, nel rispetto dei valori della Costituzione e della Liberazione. Il 25 aprile rappresenta l’unità antifascista, la democrazia e la libertà: principi che devono continuare a unire e mai dividere.
Saremo sempre insieme e dalla parte di chi manifesta democraticamente mai di chi semina violenza e intolleranza”.
Così il deputato democratico Andrea Casu.
“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche. Dobbiamo essere grati a chi 81 anni fa ebbe coraggio di scegliere da che parte stare, di abbandonare la vita di sempre per combattere e liberare l’Italia. A loro va il nostro ringraziamento e alla loro memoria vogliamo rendere merito. Ricordare la Resistenza significa ricordare che la democrazia si costruisce ogni giorno. Con la partecipazione e il coraggio della coerenza. Di fronte a un mondo sconvolto dal ritorno dei nazionalismiquel grido di libertà del 1945 deve essere la nostra bussola. Difendiamo quel patto, difendiamo la costituzione”.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, in un video per i social.
"La cacciata delle bandiere ucraine dai cortei, del 25 aprile, anche nella mia città Bologna, i cartelli che equiparano sionismo e fascismo, gli atti di intolleranza che si sono manifestati rappresentano il contrario dei valori della Resistenza. Chi crede nella Costituzione e nell' Antifascismo è chiamato ad isolare qualunque tentativo di strumentalizzare il 25 aprile per promuovere l' estremismo e l' intolleranza". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Il 25 aprile non è solo memoria, è responsabilità. È una chiamata a continuare quel processo di liberazione, ogni giorno, nelle nostre comunità, nelle istituzioni, nella vita quotidiana”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, durante le celebrazioni per il 25 aprile a Pietra Ligure.
“Oggi, mentre provano a trasformare il 25 aprile in una generica festa della libertà, dobbiamo ribadire con chiarezza che è la festa della Liberazione. Di una scelta di campo. Di una rottura netta con il nazifascismo - ha proseguito la deputata dem - Il Parlamento della Repubblica italiana nasce da quella lotta. È figlio della Resistenza e per questo non può e non deve mai essere uno spazio neutro rispetto a chi richiama, anche solo simbolicamente, ideologie che quella storia ha sconfitto. Anche per questo ho impedito l’ingresso in luoghi istituzionali a esponenti del mondo neofascista e sono stata sanzionata: sono colpevole di antifascismo e lo sono fieramente”.
"Negli ultimi anni abbiamo assistito a un tentativo di confondere, di riscrivere, di attenuare. Si parla di “ragazzi di Salò”, si evocano pacificazioni che rischiano di mettere sullo stesso piano chi lottava per la libertà e chi difendeva una dittatura. In un Paese che non ha avuto una Norimberga capace di fare pienamente i conti con il proprio passato, queste ambiguità diventano ancora più pericolose. Ecco perché dico, ora e sempre, viva la Liberazione, viva la Resistenza e la Repubblica antifascista”, ha concluso Gribaudo.
“Le notizie e le denunce emerse in queste ore sul funzionamento e sui contenuti di alcuni programmi di Radio1 impongono un chiarimento immediato. Il servizio pubblico ha il dovere di garantire equilibrio, pluralismo e rispetto di tutte le sensibilità, soprattutto quando si affrontano temi fondativi della nostra storia repubblicana.”
Lo dichiarano i parlamentari del Partito Democratico in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.
“Per queste ragioni – proseguono i parlamentari– presenteremo un’interrogazione per fare piena luce su quanto accaduto, verificare il rispetto dei principi del servizio pubblico e comprendere quali iniziative la direzione Rai intenda assumere per ristabilire condizioni di equilibrio e correttezza dell’informazione”.
“È fondamentale – concludono i dem – che la Rai torni ad essere uno spazio autenticamente pluralista, capace di garantire un confronto aperto e rispettoso, all’altezza del suo ruolo e della fiducia dei cittadini”.
“Siamo ormai di fronte a una gestione della cultura e delle istituzioni culturali inadeguata e pasticciata, degna dell’asilo Mariuccia”. Lo afferma la capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, commentando la decisione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di non partecipare all’apertura della Biennale di Venezia.
“È passato diverso tempo da quando il ministro ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro con il presidente Pietrangelo Buttafuoco, senza riuscire a trovare una soluzione. Siamo davanti a una gestione personalistica, fatta di gelosie, mancato coordinamento e tensioni che nulla hanno a che vedere con ciò che dovrebbe essere la cura del patrimonio culturale e di uno degli eventi artistici più importanti della scena internazionale”.
“È possibile che, in tutto questo tempo, il ministro non sia riuscito ad avviare un dialogo costruttivo con il presidente Buttafuoco per riportare la situazione a una decisione saggia?”.
“Il gioco dell’autonomia ha raggiunto il suo apice ieri, quando la giuria della Biennale ha addirittura preso le distanze dalla presidenza. Siamo ormai a un tutti contro tutti, dimostrazione evidente del caos che questo governo sta producendo anche nel settore culturale. Un quadro che conferma come, anche in ambito culturale, questa legislatura si stia rivelando un grande fallimento”.”
"Ieri sera centinaia di pratesi sono venuti ad ascoltare Matteo Biffoni. È il segno di un legame forte e reale con la città. E non sorprende: Matteo conosce Prato, ne conosce le difficoltà, sa cosa serve per governarla. Ha indicato una direzione precisa: una Prato che rivendica il suo ruolo in Toscana, in Italia e in Europa, che sa di avere il distretto tessile più grande del continente e che vuole affrontare le sfide che questo comporta. Siamo alle porte di una 'Nuova stagione' e sono convinto che Matteo sia la persona giusta per guidarla, con obiettivi chiari e all'altezza di quella che è la locomotiva economica della Toscana. Per questo ho proposto la sua candidatura e ho lavorato, insieme a tutto il Partito Democratico, per arrivare compatti a questo momento. Ora tutte e tutti al lavoro per il futuro della nostra città".
Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato.
“Ottima iniziativa del ministro Abodi che con Coni e Cip firma un protocollo d’intesa per contrastare l’antisemitismo nelle manifestazioni sportive. Giusto e doveroso.
Ora, naturalmente e nel rispetto di quel sacro valore della vita che il ministro ha evocato, mi aspetto dichiarazioni e soprattutto azioni, insieme a Coni e Cip, per contrastare il regime di apartheid cui è sottoposto il Comitato Olimpico palestinese, che ho avuto modo di vedere con i miei occhi nel corso della missione sportiva in Cisgiordania nel novembre scorso e che il comitato olimpico Palestinese, riconosciuto dal CIO dal 1996, ha denunciato, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati a Roma nello scorso febbraio” così Mauro Berruto, responsabile nazionale sport e deputato del PD.
Domani, 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, la presidente Laura Boldrini parteciperà alle celebrazioni ufficiali del Comune di San Miniato (Pi). Il programma prevede diversi eventi a partire dalle ore 8.30. Al termine del corteo, che partirà alle 11.30 da piazza Repubblica, sono previsti gli interventi del Sindaco Simone Giglioli, del presidente del consiglio comunale Matteo Betti e un discorso conclusivo dell'on. Boldrini sul valore della memoria e il significato che ha la Resistenza 81 anni dopo la Liberazione.
“Secondo il tweet del ministro dell’Interno Piantedosi questo Decreto Sicurezza non sarebbe uno spot. È evidente invece che ci troviamo di fronte a una vera e propria ‘excusatio non petita’. La verità è che la lingua batte dove il dente duole. Perché in realtà questo decreto è esattamente uno spot a favore di telecamere e totalmente inutile per la sicurezza dei cittadini. Infatti il ministro lo usa per raggranellare qualche ‘like’, confermando la nostra convinzione. Sulla circostanza che l'account usato sia quello personale del ministro, per di più fatto rilanciare da quello ufficiale del Viminale, ci sentiamo di stendere un velo pietoso".
Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e già viceministro dell’Interno.
"Esprimo la più netta condanna per le gravissime e farneticanti parole rivolte da Vladimir Solovyev contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si tratta dell'ennesimo, intollerabile tentativo della propaganda russa di inquinare il dibattito pubblico, colpire le istituzioni del nostro Paese e chi rappresenta i valori della nostra Costituzione e la nostra ferma collocazione internazionale. Al Capo dello Stato, punto di riferimento imprescindibile della nostra democrazia e garante dell’unità nazionale, va la nostra vicinanza e solidarietà totale.
Non permetteremo a nessuno di scalfire il prestigio delle nostre massime cariche istituzionali, né di intimidire un Paese che resta orgogliosamente schierato a difesa della libertà e del diritto internazionale contro ogni forma di aggressione e autoritarismo.”
Così Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.