24/02/2026 - 14:30

“Vorrei esprimere piena solidarietà e vicinanza all’arcivescovo di Palermo Lorefice, oggetto di attacchi violenti sui social per aver espresso il suo pensiero, nell’esercizio del suo ministero.
Sono parole piene di umanità, quelle di don Corrado Lorefice, che denunciano la strage di migranti che si consuma nel Mediterraneo, l’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità politica, in Italia e in Europa, di fermare questa sistematica omissione di soccorso verso i naufraghi.
Uomini di Chiesa come Lorefice, testimoni quotidiani del Vangelo, non hanno certo bisogno di difensori politici. Ma è dovere di tutti noi difendere la libertà di chi richiama le istituzioni al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da ogni forma di intimidazione e violenza” così il deputato democratico, componente della commissione Antimafia Peppe Provenzano.

24/02/2026 - 14:05

Con Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Bonetti, Boschi e Magi

A seguito del rinvio della proposta di legge sul congedo paritario, le forze di opposizione incontreranno la stampa oggi alle ore 14.30, presso il Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati (terzo piano, Sala Berlinguer).
Interverranno Elly Schlein, Giuseppe Conte (in collegamento), Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni (in collegamento), Elena Bonetti, Maria Elena Boschi e Riccardo Magi.
Giornalisti, fotografi e cineoperatori sono pregati di accreditarsi inviando una mail all’indirizzo: pd.ufficiostampa@camera.it.

 

24/02/2026 - 13:50

“Oggi, seppure con molto ritardo, la Camera definisce un importante punto di partenza condiviso per lo sviluppo dei centri di elaborazione dati. Come PD ci siamo battuti per uno sviluppo diffuso dei data center sul nostro territorio che coinvolga sia le esperienze positive già avviate sia nuove strutture definite con qualità degli spazi per valorizzare aree dismesse. È giusto che la regolamentazione parta dal Parlamento con una legge delega e non per decreto, perché è in gioco una questione politica, globale e nazionale: i data center non devono diventare cattedrali nel deserto gestite da remoto, ma fucine di innovazione per favorire lo sviluppo economico, sociale, ambientale e democratico ”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu esprimendo il voto favorevole del PD alla delega al governo  per i centri di elaborazione dati.
“Ci batteremo – sottolinea il parlamentare dem - affinché l'Italia difenda sempre l'interesse nazionale e i data center non diventino i porti franchi delle nuove compagnie delle indie. Siamo davanti ad una sfida di cambiamento e dobbiamo essere pronti alla funzione di scoperta e di costruzione di nuove rotte che servono al futuro. Né colonia, né autarchia, l'Italia deve trovare la sua autonomia tecnologica per proteggere nell'interesse nazionale, da un lato, la sicurezza dei dati e dall'altro l'attrattività degli investimenti”. “Grazie ai data center nel 2025 la Francia ha saputo attrarre 69 miliardi di dollari di investimenti a fronte dei 5 del nostro paese: dobbiamo fare di più per costruire subito il mercato unico europeo dell'innovazione indicato dai rapporti di Letta e Draghi e renderne l’Italia protagonista”, conclude Casu.

24/02/2026 - 12:58

“No ministro Nordio, noi abbiamo ben chiara la portata enorme di questo referendum. Noi non difendiamo la magistratura, noi difendiamo la Costituzione e la Democrazia, che si nutrono dei principi fondamentali della separazione e dell’equilibrio fra i poteri e dell’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Noi non temiamo il controllo di legalità della magistratura sull’azione di governo. Non siamo noi che abbiamo chiesto un “riequilibrio” dei poteri; non siamo noi che abbiamo chiesto che venga posta fine “all’intollerabile invadenza della magistratura”; non siamo stati noi a dire che questa riforma “conviene” alla politica. La verità ministro è che gli italiani stanno capendo che siete voi a volere una magistratura “collaborativa” e non più autonoma e indipendente. Le chiedo ministro, senza un magistrato autonomo e indipendente, ma “ipotecato” dalla politica, noi avremmo saputo qualcosa della vicenda di Rogoredo? Io penso di no. E i cittadini lo stanno capendo ed è per questo che voteranno No” così la responsabile Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani risponde al ministro Nordio che oggi ha detto che 'conviene anche a Schlein la vittoria del sì, altrimenti la politica è ipotecata'.

24/02/2026 - 12:20

“Tra il 18 e il 20 gennaio 2026 il Mediterraneo centrale è stato colpito dal ciclone “Harry”, che ha investito l’area tra le coste tunisine e il Canale di Sicilia. In quelle stesse ore centinaia di persone sarebbero partite da Sfax affrontando il mare in condizioni estreme. Inizialmente si è parlato di circa 380 dispersi, ma le testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari fanno temere un bilancio ancora più grave. Nei giorni successivi, diversi corpi sono stati avvistati o recuperati in mare, anche nei pressi di Pantelleria e lungo le coste siciliane e calabresi. Di fronte a una tragedia di queste proporzioni lo Stato ha il dovere di attivarsi con ogni mezzo per il recupero dei corpi, per l’identificazione delle salme e per garantire alle famiglie il diritto alla verità. Non possiamo lasciare parenti e comunità nell’incertezza e nel silenzio".

Così la deputata del Pd Rachele Scarpa, che ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Interno, delle Infrastrutture e degli Affari Esteri per chiedere quali iniziative siano state adottate per intensificare le attività di ricerca e recupero, quali procedure siano attive per l’identificazione delle salme e se il Governo intenda rendere pubblici dati chiari e aggiornati su dispersi e corpi recuperati, assicurando comunicazioni formali ai familiari.

«Il rispetto della dignità delle persone morte in mare – conclude Scarpa – non è un tema secondario né ideologico: è una responsabilità istituzionale. Servono trasparenza, coordinamento e un impegno concreto per evitare che tragedie simili si ripetano».

 

24/02/2026 - 12:13

“La fotografia che il rapporto ci restituisce è chiara: in Italia il lavoro deve conciliarsi meglio e di più con le vite delle persone. Le aziende possono fare molto, e spesso lo fanno, ma è compito innanzitutto dello Stato farsi carico dei bisogni delle persone. Questi dati ci servono per poter intervenire dal punto di vista normativo e legislativo, occupandoci di quello che serve al Paese”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratica, durante la presentazione del nono rapporto Censis-Eudaimon avvenuta a Roma questa mattina.

“Stiamo vivendo un cambiamento epocale, tra intelligenza artificiale e rilevanza del benessere delle persone in un contesto di lavoro, che non può distaccarsi dal bisogno di crescita economica e dal coinvolgimento delle aziende - ha proseguito la deputata dem - Serve un salto di qualità e soprattutto occuparci del dato salariale: non si potrà mai supplire con un buono pasto al non arrivare a fine mese e per questo serve inserire il salario minimo, valorizzare la nostra Costituzione e una misurazione della rappresentanza attraverso una legge”.

“C’è una consapevolezza sul tema del benessere generale, che attraversa e riguarda tutte e tutti noi in modo diverso dal passato. Dobbiamo lavorare su questo, ciascuno con le proprie competenze ma insieme, per fare gli interessi del Paese” ha concluso Gribaudo.

 

24/02/2026 - 12:07

“Più che occuparsi della scaletta del prossimo Festival di Sanremo e parlare di fantomatici agguati e atti riparatori, il Presidente del Senato dovrebbe garantire il corretto funzionamento degli organi parlamentari di garanzia. Le parole pronunciate ieri da Ignazio La Russa risultano improprie e preoccupanti, perché evocano un’ingerenza politica su scelte editoriali che non competono alla seconda carica dello Stato”. Lo dichiarano in una nota i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza RAI. “Ci saremmo aspettati dal Presidente del Senato – prosegue la nota – un impegno concreto per superare la situazione anomala che dall’inizio della legislatura sta impedendo alla Commissione di Vigilanza Rai di svolgere il proprio lavoro, a causa dell’ostruzionismo della maggioranza. Un blocco che di fatto paralizza un organismo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza del servizio pubblico. Registriamo invece un silenzio assordante su questo tema. Difendere l’autonomia e l’indipendenza della Rai significa rispettare le prerogative del Parlamento e assicurare ai cittadini un’informazione libera e plurale” concludono i parlamentari dem della Vigilanza Rai.

24/02/2026 - 11:51

“Il governo ha scelto di non presentarsi in commissione Lavoro alla Camera per rispondere alla nostra interrogazione su quanto sta accadendo in Trasnova. Una decisione grave e ingiustificabile. Parliamo infatti di lavoratrici e lavoratori che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento, persone che oggi vivono nell’incertezza più totale e che si sentono abbandonate da un esecutivo che continua a gestire le vertenze aziendali con sciatteria e superficialità, senza alcun rispetto per chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro”.

Così i deputati democratici della commissione Lavoro alla Camera, Marco Sarracino, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Emiliano Fossi e Mauro Laus.

“Disertare la Commissione - aggiungono - significa sottrarsi al confronto istituzionale e voltare le spalle a chi chiede risposte, tutele e soluzioni. È uno schiaffo non all’opposizione, ma a centinaia di famiglie che attendono chiarezza sul proprio futuro. Noi non accetteremo questo silenzio. Continueremo a portare la loro voce nelle istituzioni - concludono - e a pretendere che il governo si assuma fino in fondo le proprie responsabilità a partire dal coinvolgimento di Stellantis”.

 

24/02/2026 - 11:35

“Morti, feriti, animali domestici uccisi. La stagione venatoria appena conclusa ha lasciato dietro di sé una scia di episodi drammatici che non possono essere ignorati. Chiediamo al governo trasparenza e dati certificati anche ai fini della adeguatezza delle misure di prevenzione adottate con norme e regolamenti e conseguente copertura dei rischi nei contratti delle società assicuratrici”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi, prima firmataria di una interrogazione al Governo, firmata anche dai deputati del PD Mauri, Roggiani, Prestipino e Barbagallo.

“Gli episodi di cronaca si moltiplicano. I fatti dei Nebrodi, così come tanti altri incidenti riportati dalle cronache locali e nazionali, dimostrano che il tema della sicurezza nelle aree rurali non può più essere rimandato. I cittadini, i cacciatori stessi, meritano risposte chiare”, aggiunge Evi.

“Chiediamo al Governo di richiedere all’IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni – una comunicazione dettagliata al Parlamento sui dati relativi all’assicurazione obbligatoria connessa alla caccia: numero e ammontare degli indennizzi liquidati, modalità di verifica dell'adempimento, distinzione tra polizze collettive delle associazioni venatorie e contratti individuali. Si chiede inoltre che siano resi disponibili dati disaggregati su morti, feriti, danni a cose e animali d’affezione uccisi o feriti, suddivisi per tipologia di caccia e per regione. Solo con dati certi si possono costruire politiche efficaci per la sicurezza di tutti.
Vorremmo sapere quali iniziative concrete il Governo intenda adottare per rafforzare la sicurezza nelle campagne italiane alla luce dei dati acquisiti”, conclude la dem.

 

24/02/2026 - 11:02

Anche oggi il presidente La Russa dispensa perle di saggezza. E tanto per tenere bassi i toni, cita Almirante e la pena di morte. Il fatto che lo faccia un’altissima carica dello Stato dà i brividi. Dimostra ancora una volta l’inadeguatezza di La Russa per un ruolo delicato che richiede equilibrio, senso della misura e moderazione.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

24/02/2026 - 10:47

“Quattro anni fa l'Ucraina veniva brutalmente aggredita dalla Russia di Putin. Siamo orgogliosi di aver sostenuto da subito con tutte le forme di assistenza necessarie la resistenza del popolo e delle istituzioni ucraine rispetto ad un attacco inaccettabile all'indipendenza, alla libertà di uno Stato sovrano e ad una violazione grave del diritto internazionale. Il conflitto purtroppo produce ogni giorno vittime innocenti ed enormi sofferenze. È necessario continuare ad aiutare l'Ucraina. Guai a dare segni di cedimento o stanchezza. Il messaggio da inviare oggi è netto: siamo con voi, non allenteremo il nostro sostegno. È in gioco l'esistenza stessa dell'Ucraina, ma anche la sicurezza dell'intera Europa. Continuiamo a chiedere dunque con forza un cessate il fuoco immediato e un tavolo diplomatico per la Pace sempre più incisivo, con la presenza vera e da protagonisti al negoziato di Kiev e di Bruxelles. La Pace non può essere una resa. La Pace dev'essere necessariamente giusta, sicura, duratura. Ne va del nostro futuro e della nostra libertà”. Così il capogruppo del Pd in commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

24/02/2026 - 10:29

"Secondo alcune stime, sarebbero circa 2 milioni, su entrambe le parti, le persone uccise, ferite o scomparse da quando quattro anni fa la Russia di Putin invase l'Ucraina pensando che sarebbe bastato un blitz per spodestare Zelensky e prendere il controllo del Paese. Non ci sono cifre ufficiali sulle conseguenze disastrose, in termini di vite umane, della scelta scellerata di Putin di usare la forza militare contro Kiev, ma quattro anni dopo quel 24 febbraio, le condizioni umanitarie sono gravissime in molte aree dell'Ucraina, intere città sono al gelo e senza elettricità, devastate dai bombardamenti, decine di migliaia di sfollati sono in rifugi precari e la trattative sono in stallo. L'Ue ha commesso l'errore di appiattirsi fin da subito sul solo invio di armi all'Ucraina, tralasciando ogni tentativo diplomatico e politico fino a lasciar campo libero a Trump e ai suoi metodi ricattatori. Ma l'unico interesse di Trump è stato ricattare Zelensky per ottenere un accordo capestro sulle terre rare, togliendole poi il sostegno militare e disinteressandosi di fatto del conflitto una volta che gli è stato chiaro che Putin non lo avrebbe seguito nei suoi progetti.
Chi sta pagando il costo altissimo di tutto questo, è il popolo ucraino che da quattro anni subisce bombardamenti, rapimenti di bambini, annessione di territori. È indispensabile, per il bene del popolo ucraino e per stabilizzare il continente europeo, incrementare gli sforzi negoziali credibili anche da parte di soggetti internazionali finora rimasti estranei. L'Ue si impegni con determinazione sul piano politico e diplomatico per porre fine a questo conflitto garantendo sicurezza a Kiev e fermando le criminali mire espansionistiche di Putin". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/02/2026 - 10:28

"Quattro anni dopo l'Ucraina è un paese che è rimasto, ha resistito. Un Paese che è cambiato, è diventato più piccolo per i morti, i profughi, la russificazione delle zone conquistate. Ma è un Paese più determinato, che ha scelto la strada dell'Europa. E' un paese che ha affrontato anche uno scandalo di corruzione. Un Paese che è diventato anche più vicino, un Paese per il quale tifiamo alle Olimpiadi e che sentiamo parte dell'Europa. Resistere, vivere, sperare. E' quello che gli ucraini hanno deciso di fare. Avevano un'altra scelta: arrendersi e farsi occupare, ma hanno voluto decidere del loro futuro. Dall'Ucraina arriva una grande lezione per l'Europa: anche noi possiamo tenere in mano il nostro futuro". Lo ha detto la deputata del Pd e vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle, intervenendo in Aula in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.

"Quando l'Ungheria di Orban fa il gioco di Putin, come ieri, ci lamentiamo dell'Europa ma dimentichiamo quanto l'Europa sia cambiata in questi anni. In questi quattro anni è cambiata anche la Russia. Stando alla propaganda è un paese vicino alla vittoria, ma manda a morire migliaia di uomini ogni giorno per qualche metro di territorio, è un Paese che manda miliziani africani perché ha finito gli uomini da mandare al fronte. Noi, ucraini, italiani, francesi, polacchi, spagnoli, noi europei sappiamo di potere fare solo una cosa: rendere l'Europa più unita, più forte, più sicura", ha concluso la dem.

 

23/02/2026 - 19:40

“Il governo ha voltato le spalle alla montagna italiana. Con la nuova classificazione voluta dal Ministro Calderoli e avallata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oltre 700 comuni perderanno strumenti e risorse fondamentali per la sopravvivenza e lo sviluppo dei loro territori.
Una scelta politica precisa, non un errore: per questa destra esiste una montagna di serie A e una montagna di serie B. Comunità intere, spesso già fragili, vengono private del sostegno a cui avrebbero pieno diritto, in nome di una riclassificazione che penalizza chi è già ai margini.
È una responsabilità politica enorme che si assume il Governo, che noi abbiamo contrastato in questi mesi in parlamento ma che viene ribadita oggi con la bocciatura sistematica dei nostri emendamenti e dei nostri ordini del giorno. Siamo curiosi di sapere come faranno i parlamentari della maggioranza eletti nei territori montani a giustificarsi con i sindaci di quei territori. Dietro ogni comune escluso ci sono famiglie, imprese, scuole, servizi essenziali che rischiano di scomparire. Il Pd continuerà a non stare in silenzio mentre migliaia di cittadini vengono abbandonati.

Lo dichiarano in una nota i deputati del Pd Sarracino, Girelli, Curti, Ferrari, Fornaro, Ghio, Gnassi, Gribaudo, Marino, Roggiani, Simiani, Vaccari e il responsabile a

 

23/02/2026 - 19:21

“Nel corso dell’esame del decreto Milleproroghe è stato respinto l’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico che mirava a escludere qualsiasi proroga della permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino oltre il termine dei tre anni fissato dagli accordi istituzionali, e a garantire finalmente alla comunità locale le compensazioni promesse e mai pienamente riconosciute. La proposta del Pd voleva ribadire un principio chiaro: il sacrificio chiesto alla città in una fase di emergenza energetica doveva restare temporaneo e accompagnato da misure concrete di ristoro e sviluppo per il territorio”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati PD Emiliano Fossi Marco Simiani e Laura Boldrini sul loro ordine del giorno respinto oggi dall’Aula di Montecitorio.
“La bocciatura dell’ordine del giorno apre ora la strada alla linea già imboccata dal governo: concedere la proroga senza alcun beneficio aggiuntivo per il territorio, come ammesso pochi giorni fa dal Ministro Pichetto, che ha annunciato la proroga senza inserire nuove compensazioni per Piombino. Si profila così una decisione calata dall’alto, che trasforma una misura emergenziale in una scelta strutturale senza garantire nulla alla comunità locale. In questo quadro pesa anche il silenzio del sindaco di Piombino, che in tre anni non è riuscito a ottenere le compensazioni promesse né a far valere con forza le ragioni della città, lasciando il territorio privo di una guida autorevole in un passaggio così delicato”, concluno i deputati dem.

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