01/12/2022 - 14:12

“Valuteremo il ministro Salvini dai suoi atti e senza alcun pregiudizio. Ma certamente usciamo da questa audizione preoccupati e delusi. Intanto sul tema del Mezzogiorno: saremo vigili affinché non venga distolto un euro delle somme assegnate con il Pnrr e gli altri strumenti di finanziamento per recuperare il gap Nord/Sud. Ed ancora, nessun riferimento nella relazione del ministro al tema, a noi tanto caro, della continuità territoriale; la mobilità sostenibile scomparsa dall'agenda del governo non solo nominalmente. Silenzi sul regime delle concessioni autostradali, nonché per le energie rinnovabili su porti, aeroporti e ferrovie. Sulle dighe avremmo voluto ascoltare una proposta per affrontare l’enorme problema ambientale della dismissione dei vecchi impianti ormai inutili e per ristabilire il normale corso dei fiumi e la ripresa delle zone umide. Ambigui anche i riferimenti sulle sovrintendenze al Codice appalti. Infine, abbiamo ribadito negli interventi di oggi che il Pd terrà alta la guardia sul tema del lavoro e della tutela dei lavoratori nei porti, aeroporti e nelle altre infrastrutture”.

Così il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, a margine dell’audizione del ministro Salvini.

01/12/2022 - 14:10

“In violazione delle norme di contabilità pubblica, che impediscono di inserire nella Legge di bilancio norme che non hanno effetti finanziari e in particolare norme che definiscono procedure o hanno carattere organizzativo, il presidente della commissione Bilancio della Camera non ha accolto la nostra proposta di stralcio dell'articolo 143 della Legge di bilancio. Una norma che stabilisce una procedura per arrivare alla determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni, che esclude totalmente il Parlamento. Un argomento di grande rilevanza che deve essere trattato adeguatamente, non inserito in violazione alle norme, in una Legge di bilancio che dovrà essere votata in tempi estremamente ridotti, senza possibilità di alcun confronto di merito. Una prova di forza inutile per un tema di estrema delicatezza per il nostro Paese”.

Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano.

01/12/2022 - 11:38

“Accelerare la messa in sicurezza del territorio, procedere con una legge contro il consumo di suolo e approvare al più presto il piano nazionale di adattamento climatico. Ma soprattutto utilizzare la prossima Legge di bilancio per destinare tutte le risorse a disposizione del Parlamento a rafforzare la prevenzione del dissesto idrogeologico, ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici e dedicare cura al territorio, evitando di disperderle in opere inutili e dannose. Incalzeremo il governo perché il tema del clima, della difesa del territorio, della manutenzione diventi una priorità per evitare altre tragedie come quella di Casamicciola. Ma soprattutto metteremo in campo ogni azione per scongiurare nuovi condoni edilizi. Preoccupano infatti le parole e le ambiguità del ministro perché non esiste un ‘abusivismo leggero’. Preoccupa perché le forze politiche che sostengono l’attuale governo sono state protagoniste in passato di condoni gravissimi, che precedono quello del 2018 che estese proprio a Ischia le norme del condono più permissivo di sempre. Chiediamo di garantire ai sindaci e ai prefetti strumenti e risorse per attuare i piani di salvaguardia e abbattere ciò che non poteva e non doveva essere costruito, per sbloccare le procedure di esproprio e per mettere davvero in sicurezza un territorio fragile come il nostro”.

 

Cosi la deputata del Pd, Chiara Braga, intervenendo a nome del Gruppo durante l’informativa del ministro Musumeci sulla tragedia di Ischia.

01/12/2022 - 10:37

“Con la scomparsa di Gerardo Bianco perdiamo una personalità di grande cultura e passione politica. Le sue idee, la sua fedeltà alle istituzioni repubblicane sono state un esempio per il nostro Paese e per noi sempre punto di riferimento”.

Così la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani.

30/11/2022 - 19:02

Tweet di Lia Quartapelle, deputata Pd, in occasione della visita in Italia  del ministro degli esteri iraniano Hossein AmirAbdollahian

 Ministro @Antonio_Tajani  ecco l’occasione per chiedere lo stop alle condanne a morte dei manifestanti e per criticare la repressione contro donne e uomini di “Donna vita e libertà”. Sarebbe ora: il suo governo finora non ha detto una parola!

30/11/2022 - 19:00

Chiediamo al governo di spiegare con chiarezza quale sia la sua posizione sul Mes. Basta con le ambiguità e con la confusione. Soltanto qualche settimana fa il ministro Giorgetti confermava che il governo rispetterà gli impegni e procederà alla ratifica della riforma del Trattato MES, sulla scia del precedente esecutivo Draghi. Oggi invece alla Camera la maggioranza di governo sconfessa questa posizione e presenta al fotofinish, segnale di evidenti e forti difficoltà e dissidi interni, una mozione che impegna l’esecutivo a non approvare il disegno di legge di ratifica del Mes. La domanda che ci poniamo a questo punto è: Giorgetti è ancora il ministro dell’Economia del governo Meloni o è stato sfiduciato nella sostanza dalla sua stessa maggioranza?

Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo Pd alla Camera.

30/11/2022 - 18:55

Dichiarazione di Piero Fassino, deputato Pd

 “Non è dell’Unione europea o delle istituzioni comunitarie, o istituzioni comuni come il Mes, la  responsabilità delle fragilità di queste istituzioni, ma è il prevalere della gelosia delle nazioni e quanto più si supererà questa gelosia e si costruiranno invece delle politiche comuni,  tanto più l’Europa sarà più forte e saranno anche più forti gli interessi del nostro Paese” .
 Cosi Piero Fassino nella dichiarazione di voto per conto del gruppo Pd sulle mozioni concernenti la ratifica del Trattato del Mes .
“L’Unione Europea , - ha proseguito Fassino-  è una istituzione sovranazionale i cui soci sono i 27 paesi che ne fanno parte. L’Ue è una società per azioni e se, usando questa metafora, gli azionisti non capitalizzano la società,  ovvero le istituzioni comunitarie sono impotenti.” Per l’esponente Dem  “continuare a puntare il dito contro le istituzioni comunitarie, indicandole come causa di tutti i mali quando semmai queste istituzioni pagano continuamente i limiti e le contraddizioni dei paesi sovrani, equivale a confondere causa ed effetto, come spesso fa la maggioranza”. “Si pensi – ha sottolineato Fassino-  al regolamento di Dublino, dove esiste una proposta di superamento da parte della Commissione europea, sostenuta a larga maggioranza dal parlamento europeo.  Se quella proposta è ferma è perché una serie di paesi sovrani  si rifiutano di darvi corso a quella proposta bloccando la possibilità di andare oltre quel  regolamento che tanto penalizza il nostro paese.  E stesso ragionamento si può fare per la politica energetica comune . Chi non la vuole  sono una serie di paesi che si rifiutano , privilegiando  le loro politiche energetiche, di far propria la proposta della Unione Energetica. Ma si potrebbe estendere il ragionamento anche alla politica estera dove l'Unione europea e' spesso afasica,  perche molti Stati privilegiano le proprie scelte nazionali a scapito di strategie comuni. E nel Mes è la stessa cosa: il board di quella istituzione è composto dai ministri degli Stati membri. E se il Mes non funziona lo si deve addebitare non  al meccanismo in quanto tale, ma alle volontà degli Stati nazionali che quel meccanismo sono chiamati a far funzionare.” In conclusione, Fassino ha ribadito che se “l’Europa oggi è spesso fragile  e debole, se meccanismi come quelli del Mes hanno molte contraddizioni , non si può scaricare  le responsabilità sulle istituzioni europee,  quando le istituzioni europee sono le prime  ad essere penalizzate dalla incapacità dei paesi  membri  di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità”.

30/11/2022 - 18:06

"La destra boccia la mozione presentata dal Pd alla Camera e dice chiaramente che il 'salario minimo' non serve. Noi la pensiamo diversamente e crediamo che questo sia un provvedimento centrale per ridare dignità al lavoro e promuovere la giustizia sociale. Perché le disuguaglianze non sono solo inaccettabili ma rappresentano anche un freno ad ogni prospettiva di crescita e sviluppo. Continueremo a lavorare per introdurre il salario minimo anche in Italia, uno dei 5 Paesi europei che non lo hanno. Provando a creare convergenze con tutte quelle forze parlamentari e non che sono pronte a battersi per ottenerlo. Nell'interesse delle persone e di chi sta peggio".

Lo scrive su Facebook Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della commissione Lavoro della Camera, commentando la bocciatura della mozione sul salario minimo da parte della maggioranza di centrodestra.

30/11/2022 - 16:59

“Dopo l'audizione del ministro Valditara siamo ancora più preoccupati di quanto già non lo fossimo. Lo show degli ultimi giorni non è servito solo a illustrare l'idea di una scuola in cui il merito è una parola vuota e dove si deve mortificare e umiliare lo studente che sbaglia, ma anche a coprire il vuoto di idee che abbiamo registrato oggi nel corso dell'intervento del ministro. La verità è che non è stata data nessuna risposta concreta sul tema del precariato dei docenti, sul potenziamento del sistema integrato 0/6, sugli strumenti di prevenzione del disagio e del bullismo, sull'edilizia e la dispersione scolastica. Del resto, non sono previsti investimenti significativi nella legge di bilancio, non ci sono ulteriori risorse rispetto a quelle previste dal Pnrr, le risorse per il nuovo contratto sono insufficienti e, soprattutto, non è stata pronunciata una parola sulla volontà, contenuta nella legge di bilancio, di ridurre nel corso dei prossimi dieci del 10% il numero delle scuole italiane. E’ del tutto evidente, infatti, che la norma prevista dalla manovra porterà a un accorpamento degli istituti. Il rigore, la disciplina e il classismo della scuola descritta da Valditara a mezzo stampa servono solo a nascondere il tentativo di ridimensionare gli investimenti sull'istruzione che si farà nei prossimi anni, già a partire dalla prossima Legge di bilancio”.

 

Così la capogruppo dem in VII commissione e responsabile Scuola del Pd, Irene Manzi.

30/11/2022 - 16:49

“La tragedia che sta vivendo la popolazione di Ischia conferma l'esigenza di contrastare ogni forma di condono edilizio e di dare al Paese una normativa nazionale sul consumo di suolo, che tenga insieme l'aspetto parallelo della riqualificazione dell'esistente, del quadro europeo e del riparto di competenze tra Stato e regioni. Chiediamo al ministro Pichetto Fratin se intenda promuovere e sostenere l'adozione di una normativa efficace per il contenimento del consumo di suolo che consenta di raggiungere l'obiettivo di «consumo di suolo zero al 2050» e quali iniziative intenda adottare per aggiornare e approvare senza indugi il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”. Così il capogruppo dem in commissione Ambiente, Marco Simiani, nel corso del Question time alla Camera al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica.
Nella replica a Pichetto Fratin, il vicepresidente della commissione Trasporti Roberto Morassut si è detto “del tutto insoddisfatto della risposta del ministro, del resto nella relazione sulle linee programmatiche del suo governo la presidente Meloni ha completamente disatteso la conoscenza stessa di un fenomeno che ormi riveste un’importantissima rilevanza sociale per il nostro territorio, il tema del dissesto idrogeologico. C’è voluta l’ennesima tragedia di Ischia e prima ancora delle Marche a ricordarci che il nostro Paese è estremamente fragile. Dispiace che nella replica del ministro non ci sia alcun riferimento al primo decreto Semplificazioni per il Pnrr, che ha introdotto misure di accelerazione e soprattutto di potenziamento degli enti locali, che sono la prima frontiera per affrontare le opere di prevenzione, e che allo stato attuale risultano disattese se non del tutto ignorate da questo governo. Sul tema del consumo del suolo, non occorre solo stanziare dei fondi che purtroppo sono sempre molto pochi, ma finalmente portare a termine un lavoro che il Parlamento aveva impostato e dare così dopo 80 anni delle norme nuove alla rigenerazione urbana di questo Paese. Anche da questo punto di vista, non c’è nessuna traccia nelle linee programmatiche della presidente Meloni, per questo il nostro giudizio non può che essere del tutto negativo”.

30/11/2022 - 16:27

“Nell’ultima versione della legge di bilancio licenziata dal Governo apprendiamo che ben 400 milioni di euro sono stati stanziati per il dibattito parlamentare. Oggi, davanti ai grandi disastri che con una frequenza ormai preoccupante mettono in ginocchio intere comunità, è doveroso chiedersi se non sia più giusto investire queste risorse nella prevenzione del rischio idrogeologico. Ciò che è avvenuto a Ischia è solo l’ultimo degli eventi calamitosi per cui piangiamo vittime e danni gravissimi al territorio. Nel nostro Paese in quasi il 95% dei comuni c’è il rischio reale di dissesto idrogeologico. Ben 21,8 milioni di persone, cioè un italiano su tre, vivono in zone ad alto rischio. Negli ultimi 40 i disastri naturali in Italia sono aumentati in maniera spropositata. Lo sanno bene le popolazioni terremotate dell’Abruzzo e del Centro Italia, delle Marche e del Sud.”
Lo dichiara Ubaldo Pagano, Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Allora il Partito Democratico vuole fare una proposta al Governo Meloni. Vista anche la necessità di accorciare i tempi dell’esame della manovra, togliamo tutti i 400 milioni dalla disponibilità del Parlamento per devolverli interamente alla cura dei territori più a rischio, alla prevenzione e alla ricostruzione delle aree colpite. È una proposta di buon senso che speriamo tutti possa essere accolta senza tentennamenti”.

30/11/2022 - 16:09

Dichiarazione di Virginio Merola, capogruppo Pd in Commissione Finanze della Camera

“Il Partito democratico darà parere contrario  al decreto n.173  in materia di riordino delle attribuzioni dei ministeri”. Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo del Pd in Commissione Finanze della Camera, che aggiunge:  “siamo contrari perchè le nuove denominazioni  corrispondono a una visione d’insieme che riteniamo infondata e preoccupante. Noi pensiamo che lo sviluppo debba essere sostenibile  dal punto di vista ambientale, economico e  sociale. Togliere quindi le parole “sostenibile” e “transizione ecologica” e togliere la parola “istruzione” ma aggiungere “merito” a una scuola che dovrebbe essere fattore principale di eguaglianza e inclusione, è conseguenza di una visione che, con la legge di bilancio a breve in discussione, si tradurrà in azioni concrete con tagli alla sanità, mancati investimenti nella scuola, al reddito di poveri e pensionati. Resta il ministero del Mare almeno a farci sorridere: senza Guardia costiera, ma con le concessioni balneari e un pedalò per la vastità delle onde.”

30/11/2022 - 15:46

"La decisione della maggioranza di destra di eliminare il concetto di ‘Mobilità Sostenibili’ dalla denominazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riporta indietro le lancette della storia del nostro Paese. Non si tratta infatti solo di aver depennato un paio di paroline, ma della scelta politica conseguente di voler togliere dalle priorità i temi dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Temi centrali in materia di transizione ecologica. Del resto, queste nostre preoccupazioni sono confermate dalla modifica operata anche sulla denominazione del ministero della Transizione ecologica, che diventa ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, privandolo così della connessione tra transizione ecologica e transizione energetica e, quindi, con lo sviluppo delle fonti alternative a quelle fossili. Decisioni miopi viste anche le priorità del Pnrr, che destina il 40% delle risorse proprio alla transizione ecologica, e che preoccupano molto visto che il ministero dei Trasporti è interessato da progetti e riforme che riguardano 4 delle 6 missioni del Piano, con oltre 41 miliardi di euro destinati proprio alla missione ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’".

 

Così il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.

30/11/2022 - 15:44

“La miope stretta del governo che colpisce le donne è resa facilmente evidente dai numeri provocati dalle modifiche contenute nella legge bilancio a Opzione Donna. Si riduce in modo drammatico lo stanziamento delle risorse destinate a questa riforma: da 110 milioni a poco più di 20; si restringe quindi il numero delle possibili beneficiarie: solo 2.900 a fronte di 17mila potenziali richiedenti. Questo il frutto della drastica riduzione dei profili riservati a questa opzione: non si andrà più in pensione con opzione donna a 58 anni, ma a 60 anni di età, abbassata di due anni solo se si hanno 2 figli e si è contemporaneamente caregiver o invalidi al 75 per cento o se si è stati licenziati! Un passo indietro a cui ci opporremo con forza sia in Parlamento che nella società a fianco delle donne e delle forze sociali e sindacali con le quali condividiamo questa battaglia”. Lo dichiara la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani.

30/11/2022 - 15:20

“Il cambio di denominazione del ministero dell’Agricoltura è solo un artificio retorico. Per questo come gruppo Pd abbiamo votato contro in commissione Agricoltura. La sovranità alimentare non può essere confusa con sovranismo e autarchia e ha un senso nel logo di un ministero se accompagnata alla cifra della sostenibilità. Non essendo stata accolta la nostra proposta non potevamo che esprimere un parere contrario anche a tutela della gran parte degli agricoltori e delle imprese agricole che sono già in sintonia con questi orientamenti e ci consegnano per questo produzioni di assoluta eccellenza. Sovranità alimentare significa cibo sano e nutriente da attività agricole pulite e significa difendere il valore del cibo come diritto umano da garantire e tutelare. Al governo, infine, parlano di cibo e rinunciano però a richiamare quale prioritaria la strategia del farm to fork per guidare, sulla base di una decisione europea, la transizione verso un sistema alimentare, equo, sano e rispettoso dell’ambiente”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari.

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