08/04/2026 - 12:21

Il cessate il fuoco in una guerra insensata e ingiustificabile è una buona notizia, ma non basta. Dopo settimane di devastazione, ricatti e blocchi, è inaccettabile che si continui a giocare sul destino del Medio Oriente. Donald Trump e Benjamin Netanyahu devono assumersi fino in fondo la responsabilità delle loro scelte: fermare davvero e immediatamente i bombardamenti, porre fine a ogni escalation e garantire senza ambiguità la protezione della popolazione civile.
Non servono dichiarazioni di facciata né tregue fragili: serve una svolta concreta, verificabile, che metta al centro il diritto internazionale e che tuteli anche le forze di pace impegnate nell’area come gli italiani in Libano.
Quanto accaduto finora pesa come una responsabilità politica e morale gravissima a cui il governo Meloni non è stato in grado di muovere critica e prendere distanze, né di esercitare opera di persuasione sull’amico Trump.
Allo stesso tempo, la comunità internazionale non può continuare a restare spettatrice. A partire dall’Unione europea, è necessario un protagonismo forte, autonomo e credibile: l’Europa deve uscire dall’ambiguità, esercitare pressione politica e diplomatica reale e guidare un processo che costruisca finalmente una pace vera, giusta e duratura.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

08/04/2026 - 12:20

“Un cessate il fuoco è sempre un sospiro di sollievo. Ma è una tregua fragile e parziale, che esclude il Libano, a dimostrazione della volontà di Netanyahu di portare avanti una guerra permanente. Tutte le parti ora sono chiamate a rispettare la tregua, ma siamo arrivati a un passo dall’abisso. Quando si minaccia di morte un’intera civiltà, il mondo ha già perso. E questa sconfitta morale è stata inflitta da Donald Trump. Restano i morti civili, la devastazione e un gigantesco fallimento politico di una guerra illegale e contraria ai nostri interessi: il regime è ancora lì, più brutale di prima e con le chiavi di Hormuz ha un’arma geopolitica potentissima. Ora l’Italia sostenga il ritorno alla diplomazia, di un ruolo delle Nazioni Unite e di un protagonismo dell’Europa che è stata irrilevante. Per farlo, però, servirebbe il coraggio di esprimere quel giudizio politico di condanna sull’idea di mondo di Trump e Netanyahu, un mondo di instabilità e guerra. Una condanna che fin qui è mancata”. Lo ha detto il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo a ‘L’Aria che tira’ su La7.

 

08/04/2026 - 12:00

“A quattro anni dall’inizio della legislatura e ormai agli sgoccioli, Mollicone continua con un ritornello stanco, attribuendo ai governi precedenti responsabilità che sono invece tutte dell’attuale esecutivo. Un goffo tentativo di nascondere l’incapacità del governo di gestire il Ministero della Cultura.
Mai come con il governo Meloni la cultura è stata così politicizzata: piegata a logiche di parte, privata della sua autonomia, compressa negli spazi e colpita da tagli ripetuti in ogni manovra di bilancio, fino a essere utilizzata come un bancomat per finanziare misure estranee alle sue finalità.
Mollicone, insieme a Giuli, dovrebbe fare autocritica. L’acrimonia dimostrata verso un settore strategico come quello cinematografico ha prodotto un disastro, gettando un’intera industria nell’incertezza e nello stallo.
Prendano atto del fallimento e smettano di recriminare e scaricare responsabilità su altri, come stanno facendo adesso sul mancato finanziamento al docufilm su Regeni. La legislatura si chiude con un bilancio negativo sotto gli occhi di tutti, segnato anche dalle continue frizioni interne alla maggioranza e allo stesso partito di Meloni, come dimostrano queste uscite a poche ore dal question time”.
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura alla Camera.

08/04/2026 - 11:44

“I fatti accaduti in Abruzzo e Molise con le plurali e ingestibili situazioni di dissesto idrogeologico dimostrano l’impossibilità di poter reagire alle stesse con le risorse territoriali e regionali. Per questa ragione il cosiddetto nuovo Codice di Protezione civile che ha preso forza dalla drammatica esperienza di Rigopiano prevede prima del riconoscimento dell’emergenza nazionale il riconoscimento di una condizione istituzionale nazionale propedeutica e anticipata di mobilitazione nazionale che permette di concentrare risorse organizzative dedicate per fare fronte alla dimensione ingestibile al livello territoriale. Urge su questo piano che la Regione Abruzzo e la Regione Molise si attivino formalizzando la richiesta a Via Ulpiano, sede del Dipartimento nazionale del riconoscimento delle condizioni eccezionali di gravità per la mobilitazione nazionale delle nostre risorse procedurali ed organizzative di Protezione Civile delle popolazioni dei luoghi colpiti rovinosamente, poiché sono a rischio e in pericolo i progetti di vita delle persone e delle collettività con il godimento dei diritti fondamentali perché irrinunciabili. Ci sono paesi interi in Abruzzo senza possibilità di vivere il diritto alla istruzione e all’assistenza sanitaria per la distruzione del sistema di ogni grado di viabilità. Pensiamo a Castiglione Messere Marino in provincia di Chieti e all’intera fascia dei comuni di quelle terre alte, fino al basso Molise e alla fragilità dolorosissima di Silvi alta in Abruzzo!”. Lo dichiara Luciano D’Alfonso, deputato Pd e Vicepresidente della Commissione d’Inchiesta Parlamentare sul rischio idrogeologico, che ha chiesto l’attivazione dello “Stato di mobilità nazionale per l’Abruzzo e il Molise”.

07/04/2026 - 20:41

"Tra poche ore scade l'ultimatum di Trump che, accecato dal suo furore bellico, minaccia di distruggere "un'intera civiltà". L'attacco deliberato e illegale degli Usa e di Israele contro l'Iran non ha mai avuto, da parte di Washington, un obiettivo chiaro. Si è passati dalla minaccia nucleare che l’Iran rappresenterebbe ad un cambio di regime, fino alla minaccia della distruzione di una civiltà, ora che Trump non sa come uscire dall'impasse in cui si è cacciato da solo, conducendo un'operazione militare priva di strategia e di obiettivi.
Un'ulteriore escalation su larga scala nella guerra contro Teheran non solo non libererà il Paese dal regime degli ayatollah, ma metterà ancora più in pericolo la popolazione civile. A rischiare di più sono le prigioniere e i prigionieri politici detenuti nelle carceri iraniane, tra cui la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, perché non hanno neanche la possibilità di scappare e cercare riparo altrove.
In queste ore riceviamo appelli disperati da parte di attiviste e attivisti iraniani per i diritti umani che chiedono alla comunità internazionale di mobilitarsi per fermare quell'inferno che viene costantemente minacciato dal presidente statunitense e un ulteriore aggravarsi della situazione.
Il ministro Crosetto, oggi alla Camera, avrebbe potuto dire cosa l'attuale governo sta facendo per impedire nuove violazioni del diritto internazionale da parte di Trump e Netanyahu e in difesa delle vite dei civili iraniani, oltre che degli interessi energetici italiani. Ha preferito, invece, fare uno sterile e inutile elenco degli usi delle basi Usa e Nato sul territorio italiano durante i governi precedenti. Speravamo, dopo l'intervista di questa mattina, di ascoltare parole ferme e decise. Ancora una volta, non è successo. Chiedere l'unità alle opposizioni senza avere un piano su come porre fine a questa gravissima crisi, è solo un vuoto esercizio retorico". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

07/04/2026 - 19:34

I componenti del Pd della Commissione Difesa della Camera attaccano il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l’informativa odierna in Parlamento.
“Le dichiarazioni del ministro mostrano una evidente perdita di lucidità. Si tratta di un fatto molto grave perché provengono dal titolare della Difesa, che dovrebbe gestire una fase estremamente delicata per il Paese e per la comunità internazionale”, affermano. “Nel corso dell’informativa, proseguono gli esponenti del Partito Democratico, Crosetto non solo ha rivolto lo sguardo al passato, ma accomunato  situazioni profondamente diverse tra loro, senza offrire una lettura chiara e adeguata della crisi attuale”. Secondo i democratici l, “le missioni citate erano inserite in un quadro multilaterale e condiviso, anche in ambito NATO, mentre oggi ci troviamo di fronte a un conflitto con caratteristiche radicalmente diverse, segnato da una dinamica unilaterale e da responsabilità ben precise”.
“Parole che risultano ancora più gravi alla luce del ruolo istituzionale ricoperto dal ministro. Ma probabilmente non c’è da stupirsi da chi vorrebbe una persona che sta accendendo conflitti in tutto il mondo come Trump candidato al premio Nobel per la Pace”, concludono i democratici.

07/04/2026 - 19:07

“Non esistono i contratti equivalenti. Esistono i contratti comparativamente più rappresentativi. A questi vanno agganciate le retribuzioni minime, altrimenti saremo davanti all’ennesima truffa del Governo, che fa entrare dalla finestra i contratti pirata. Siamo stufi degli annunci del Sottosegretario Durigon che continua a parlare di una delega sulle retribuzioni di cui non c’è traccia, di cui nemmeno le parti sociali sono state informate. La strada è molto semplice: il salario minimo che tornerà in Parlamento a Maggio. Dopo che la destra ci ha fatto perdere quasi quattro anni senza combinare nulla per contrastare il lavoro povero, ora sono davanti alla prova della verità. Non possono più scappare“.

Così Arturo Scotto, capolista Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

07/04/2026 - 19:05

“Chiediamo un’informativa urgente al governo, in particolare ai ministri Salvini e Urso, sulla grave situazione legata alla carenza di carburanti negli aeroporti italiani. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sono già diversi gli scali coinvolti: Milano Linate, Treviso, Bologna, Venezia, Brindisi e Reggio Calabria. Il contesto internazionale, con l’aumento del costo del cherosene, sta già producendo effetti sulle compagnie aeree, che stanno trasferendo i rincari sui passeggeri, tra aumenti dei prezzi e nuovi costi aggiuntivi”. Lo ha detto in Aula alla Camera Anthony Barbagallo, deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti.

“Ma il dato più preoccupante – ha aggiunto l’esponente dem – è che, secondo le prime stime, le scorte potrebbero esaurirsi nel giro di cinque settimane. Una prospettiva allarmante, soprattutto perché coincide con l’avvio della stagione turistica, quando aumentano voli e presenze. Il rischio è una congiuntura molto grave: aumento dei costi, esaurimento delle scorte e crescita della domanda. Una situazione che potrebbe bloccare la vita ordinaria del Paese, con danni evidenti non solo per il turismo, ma anche per famiglie, imprese e sistema produttivo”.

“Per questo – ha concluso Barbagallo - chiediamo al governo quali contromisure intenda adottare e se abbia già avviato un confronto con aeroporti e compagnie aeree. È necessario sapere se siano stati coinvolti i rappresentanti del settore e quali iniziative si intendano mettere in campo. Di fronte a una situazione così delicata serve un intervento immediato e, se necessario, un provvedimento d’urgenza condiviso con il Parlamento”.

 

07/04/2026 - 18:25

Difenda la Costituzione e dica no alle basi militari

 

"Il governo sta navigando a vista e si sta dimostrando inadeguato a difendere la credibilità politica internazionale del Paese e la tenuta economica di famiglie ed imprese. L'esecutivo continua ad avere un atteggiamento di totale subalternità nei confronti di Trump e di ambiguità rispetto ad un conflitto pericoloso ed illegale. Bisogna interloquire a schiena dritta, come stanno facendo i premier di Spagna, Francia e Austria, che hanno negato l’utilizzo dello spazio aereo ai velivoli destinati a combattere in Iran. La Premier Meloni ha impiegato dodici giorni prima di venire in Parlamento. Per settimane ha detto che non condivideva e non condannava questo attacco; solo qualche giorno fa ha affermato di non essere d’accordo. La premier italiana dovrebbe condannare e prendere le distanze con forza da un’azione illegale che rischia di incendiare il mondo e portarci nel baratro. Abbiamo chiesto che si dicano parole nette da questo punto di vista. E vorrei essere molto chiaro rispetto alle parole di Meloni e Crosetto: non accettiamo lezioni dalla destra come opposizioni. Noi stiamo dimostrando responsabilità, chiedendo al governo di difendere il diritto internazionale e la Costituzione del Paese. La destra quando era all’opposizione non ha mostrato la stessa responsabilità: strizzavano l’occhio ai No Vax, ai No Mask e ai No Green Pass. Ora noi chiediamo parole chiare: l’Italia non deve entrare in una guerra illegale contraria al diritto internazionale e pericolosa per la sicurezza globale. Sul fronte economico, il governo peraltro sembra limitarsi a tentativi di restyling politico e distrazioni mediatiche, senza ottenere risultati concreti. Famiglie e imprese continuano a pagare aumenti di bollette, carburanti e carrello della spesa, peraltro non solo a causa della guerra, ma anche per l’incapacità del governo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Servono azioni urgenti e una strategia chiara con misure strutturali. Non basta un viaggio come tentativo di restyling politico e come azione di distrazione mediatica. Finora, le iniziative adottate sono state insufficienti e sbagliate". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a Tagadà su La7

 

07/04/2026 - 18:11

“L’audizione del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, sulla crisi profonda del calcio italiano non andava sconvocata ma semmai rafforzata, convocando anche i vertici della Lega Calcio Serie A”. È quanto si legge in una nota, del responsabile nazionale sport e componete Pd nella commissione e cultura della camera, Mauro Berruto che chiede al presidente della commissione Mollicone le ragioni dell’annullamento dell’audizione prevista per questa settimana. “Mai come come in questo momento - prosegue Berruto - è necessario un approfondimento sulle ragioni della profonda crisi del nostro calcio”.
Secondo il democratico, “il Parlamento deve poter acquisire tutti gli elementi utili prima di assumere eventuali iniziative. Per questo, oltre a Gravina – in carica fino a giugno – dovrebbero essere ascoltati anche il presidente e l’amministratore delegato della Lega A.
“FIGC e Lega Calcio Serie A, sono, entrambi, soggetti parte in causa della crisi e immagino avranno elementi interessanti da portare sul tavolo istituzionale”, conclude la nota chiedendo di riconvocare Gravina insieme al presidente e all’amministratore delegato della Lega Calcio Serie A.

07/04/2026 - 17:51

“L’hanno rifatto. Ancora una volta la destra ruba risorse al Sud per dirottarli altrove. Dopo i 150 milioni tolti l’anno scorso, ora altri 163 milioni vengono dirottati dalla ferrovia adriatica alla diga di Genova. È l’ennesimo colpo assestato al Mezzogiorno, che stavolta taglia direttamente le gambe a un’infrastruttura vitale per il nostro sviluppo. Esattamente come avvenuto più e più volte negli ultimi quattro anni, la destra di Meloni e Salvini non si fa specie di usare il Mezzogiorno come bancomat per coprire l’ultimo buco finanziario. Mai abbiamo avuto un Governo più antimeridionalista di questo. E mentre Palazzo Chigi continua a saccheggiare il Sud, i parlamentari meridionali del centrodestra preferiscono voltarsi dall’altra parte”.

Così Marco Lacarra, deputato pugliese del Partito Democratico.

 

07/04/2026 - 17:47

“Il ministro Crosetto ha perso un’occasione per spiegare le scelte del governo. Sempre più paesi stanno negando l’uso delle basi agli USA.  Quindi: il diniego emerso il 31/3 è una presa di distanza o Meloni resterà con il cerino in mano, ultima irriducibile a sostenere Trump?” Così sui social la vice presidente della commissione Esteri della camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.

07/04/2026 - 17:30

“Non si arretra di un passo davanti a chi tenta di colpire esperienze positive e coraggiose. L’atto vandalico contro il bistrot antimafia Ohana Bistrot Antimafia è un segnale grave che va respinto con fermezza”.
Lo dichiara la deputata democratica Marianna Madia.
“Colpire Noi Antimafia significa colpire una comunità che ha scelto di stare dalla parte della legalità, creando opportunità e inclusione attraverso il riutilizzo sociale dei beni pubblici. A tutte le persone coinvolte va il mio sostegno e ringraziamento per il lavoro che portano avanti ogni giorno, con determinazione e senso civico. Sono con voi”.

 

07/04/2026 - 14:49

Con Meloni finanziamenti cinema politicizzati e poco trasparenti

Il gruppo del Partito democratico della Camera ha depositato l’interrogazione al ministro della Cultura Alessandro Giuli, che domani dovrà rispondere nel corso del question-time alla Camera, sul mancato riconoscimento dei contributi pubblici al documentario su Giulio Regeni. L’atto, a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein, contesta fortemente la decisione del Ministero della Cultura e le nuove norme che hanno politicizzato il finanziamento delle produzioni cinematografiche e non è un caso che oggi due componenti della commissione di valutazione si siano dimessi. Nel testo si sottolinea come il documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo” sia stato giudicato “non meritevole di sostegno pubblico”, con una decisione che “appare difficilmente comprensibile e priva di adeguata motivazione”. I dem parlano di una scelta “soltanto politica”, evidenziando “l’anomalia di una bocciatura che colpisce un’opera già realizzata, premiata e ampiamente riconosciuta”. Secondo il Pd, le nuove regole avrebbero determinato “una forte centralizzazione politica delle scelte”, “riducendo i meccanismi automatici e trasparenti” e “orientando di fatto anche le scelte artistiche”. Nel mirino anche la “composizione della commissione incaricata della selezione”, rispetto alla quale “sono stati sollevati dubbi circa la piena imparzialità delle scelte”. Al ministro viene quindi chiesto di chiarire, in modo puntuale, le ragioni dell’esclusione e quindi “quali siano le motivazioni che avrebbero determinato l’esclusione del documentario ‘Giulio Regeni, tutto il male del mondo’ dai finanziamenti pubblici, tali da chiarire in modo inequivocabile che la decisione sia stata assunta esclusivamente sulla base di criteri tecnici e oggettivi, escludendo qualsiasi condizionamento di natura politica”. L’interrogazione è sottoscritta da Elly Schlein, Chiara Braga, Irene Manzi, Matteo Orfini, Giovanna Iacono, Mauro Berruto, Gianni Cuperlo, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Andrea Casu e Federico Fornaro.

 

07/04/2026 - 08:39

“Questo  dibattito sulle primarie si deve chiudere. E dobbiamo fare una proposta concreta per affrontare la tempesta dei prezzi in arrivo, operando sul campo fiscale e assorbendo lì i margini di lievitazione”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

“Le primarie - continua Morassut- sono inevitabili. Sono un carburante di mobilitazione popolare. Non possiamo  togliere alla gente una facoltà dopo averla meravigliosamente inventata e offerta e scegliere un leader come frutto di accordi di vertice. E non è giusto definirle come un scannatoio. Ci si confronta e poi si converge sul vincente condividendo un arco di valori comuni”.

“Il problema - spiega Morassut - è come le fai. La disciplina che ti dai. E soprattutto se le persone incarnano un programma e non solo delle sensazioni personali. Nel 2016 io feci le primarie per la candidatura a Sindaco di Roma. Ricordo che fui l’unico a presentare un programma organico di trecento pagine. Persi, senza il sostegno delle correnti di allora ma con quello della sinistra interna e di uomini come Eugenio Scalfari. La prima cosa che feci dopo l’esito fu salutare Roberto Giachetti e lavorai con lui nel ballottaggio”.

“Il Pd alle eventuali primarie, fatte così, deve andarci unito e con una sola proposta. Che inevitabilmente deve essere la sua massima espressione. Queste sono le uniche condizioni per avere uno schieramento mobilitato e con la sua legione più grande orgogliosamente in battaglia. La mancanza di una sola di queste condizioni indebolirebbe  la coalizione”, conclude Morassut.

 

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