101 anni dopo sul luogo dove fu rapito Giacomo Matteotti. Per
rinnovare l’impegno contro il fascismo e rendere omaggio a un combattente per la libertà e la democrazia. Nel suo nome continueremo a
far vivere ogni giorno nelle istituzioni e nel paese i valori della Costituzione.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Più di 14 milioni di italiane e italiani non hanno avuto paura di andare a votare e di chiedere più diritti. Lo hanno fatto nonostante l’invito a disertare le urne da parte delle più alte cariche dello stato come il Presidente del Senato. Chi voleva educare gli italiani a stare a casa ha fallito perché i cittadini vogliono essere liberi di scegliere e di indicare al governo una rotta per l’Italia.
I quasi 13 milioni che si sono espressi per i sì sono comunque più degli elettori che hanno eletto il governo Meloni: far finta di non vedere questo dato è irrispettoso di chi si è recato alle urne. Per noi, questa è la base per costruire l’unità e lavorare per l’alternativa a partire dalla condizione e dai problemi veri delle persone.
Ora le battaglie per un lavoro più stabile e più sicuro, una cittadinanza per chi vive nel nostro paese, continuano in Parlamento e nel paese.Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Tanti, tantissimi, in piazza con l’Italia che grida basta massacri del popolo palestinese e condanna Hamas per l’orrore del 7 ottobre. L’Italia che vuole la pace e due popoli due Stati.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Il voto per i referendum di domenica 8 e lunedì 9 giugno è per il futuro. Il futuro dei giovani e del Paese”. Così Chiara Braga, presidente dei deputati del Partito Democratico, lancia, con un video sui canali social dei deputati dem, un appello forte e chiaro alla partecipazione democratica in vista dell’imminente consultazione referendaria.
“I referendum – aggiunge l’esponente Pd - ci danno l’opportunità di modificare leggi concepite in altre stagioni economiche e sociali: troppe volte il profitto si costruisce sullo sfruttamento del lavoro. La precarietà è sempre più diffusa e impedisce a chi vuole costruirsi un futuro di farlo in serenità”.
La capogruppo dem alla Camera sottolinea l’impegno del Partito Democratico su un tema centrale: “Per noi la sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta, messa a rischio da norme sbagliate, come quelle che prevedono subappalti a cascata dove è impossibile individuare responsabilità e garantire risarcimenti certi. Il partito democratico invita a votare 5 sì per il lavoro e l’inclusione.
Vogliamo garantire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori il diritto a un lavoro stabile, sicuro e più protetto in casi di licenziamenti illegittimi. Serve andare a votare per dire basta alla precarietà e fermare una destra repressiva che limita i diritti di lavoratrici e lavoratori”.
“Il quinto referendum – conclude Braga - chiede di dimezzare i tempi per chiedere la cittadinanza italiana per chi è nato, vive stabilmente e lavora regolarmente nel nostro paese: un quesito semplice che può cambiare la vita di oltre due milioni persone, molti giovani, che di fatto oggi sono cittadini di serie B. Per questo vi invitiamo ad andare a votare: perché con il voto possiamo davvero contribuire a cambiare le cose. Anche per questo la destra invita all’astensione. Hanno paura del voto e non vogliono consentire alle cittadine e ai cittadini di decidere. Non vogliono che sia il nostro voto democratico a garantire più tutele per i lavoratori e più inclusione nella nostra società. Domenica e lunedì andiamo a votare e votiamo cinque ‘Sì’”.
Il decreto sicurezza è l’abdicazione dello Stato di diritto a favore della paura. Dopo aver mortificato il Parlamento, negando il confronto e la possibilità di migliorare l’obbrobrio, ora vengono peggiorate leggi esistenti, colpendo soprattutto persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità o fragilità sociale. Tutto ciò che è incontrollabile, che devia da una norma definita, diventa reato e il diritto penale sostituisce sempre di più il confronto pubblico, il dibattito politico e civile. Tutto questo ci avvicina molto e in modo pericoloso alle società illiberali e alle democrazie autoritarie che tanto piacciono a Giorgia Meloni.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Pronti a niente, ma disposti a tutto. Pur di votare l’orrido decreto sicurezza portato avanti tra forzature e arroganza, hanno deciso una seduta fiume per tutta la notte. Non ci spaventano. Saremo qui a contrastare un disegno repressivo che vuole limitare libertà garantite dalla Costituzione.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Non bisogna essere subalterni alle bugie” lo ha detto la segretaria Elly Schlein intervenendo alla presentazione del rapporto Asvis promossa dal gruppo Pd alla Camera dei Deputati. Durante l’incontro il direttore di Asvis Enrico Giovannini ha ribadito le preoccupazioni per i rischi che l’Unione Europea abbandoni politiche sulla sostenibilità dopo anni di straordinario impulso. Secondo Giovannini la politica dovrebbe imprimere un’accelerazione decisa e concreta, proprio partendo dai dati e dall’esperienza.
“Oggi ci troviamo di fronte a scenari geopolitici preoccupanti, che minacciano non solo la pace e la stabilità, ma anche gli sforzi per uno sviluppo equo e sostenibile” ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera introducendo i lavori. “Di fronte a queste sfide, il nostro compito, come Italia e come Europa, è quello di riaffermare con forza l’impegno verso la sostenibilità, proprio mentre cresce il rischio di scelte di retroguardia”.
Chiudendo l’incontro la segretaria Schlein ha ribadito “l’impegno del Partito democratico nel rispondere ai tentativi della destra italiana ed europea con un programma economico che non faccia pagare alla parte più debole della società i costi della transizione e pretenda risorse certe perché famiglie e imprese siano accompagnate nei cambiamenti necessari”.
Il Governo taglia 1,7 miliardi di euro per manutenzione e messa in sicurezza di strade. Oggi il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi risponde che è colpa delle Province che non sanno spendere, ma i dati dicono che non è così. Ci penserà Matteo Salvini a spiegarlo agli amministratori? Intanto zero risposte su come rimediare!
Lo ha scritto X su Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati
Resistenza è la risposta che il Paese seppe dare alla bomba fatta esplodere dai fascisti in piazza della Loggia a Brescia contro i lavoratori: 8 morti e 102 feriti. Era in gioco la democrazia e l’abbiamo difesa. Non lo dimentichiamo mai.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
La solidarietà è uno strumento fondamentale, è quello che distingue la civiltà dalla barbarie. Ma nel conflitto in Medio Oriente non basta e non può bastare. Dopo la morte di migliaia e migliaia di civili, bambini, operatori umanitari, di fronte al piano criminale di Netanyahu che vuole annientare il popolo palestinese. Per questo chiediamo al governo italiano di essere all’altezza della sua tradizione diplomatica e di farsi promotore di azioni concrete, già in ritardo, per il cessate il fuoco e la costituzione di due Stati a cui garantire pace e sicurezza. Per questo le parole del Ministro Tajani oggi in Aula sono apparse insufficienti, imbarazzate e imbarazzanti. Perché l’Italia ha mancato tutte le occasioni per agire: dal riconoscimento dello stato di Palestina come hanno fatto Francia e Spagna, al voto contrario alla sospensione dell’accordo di cooperazione tra Ue e Israele. L’inerzia e le mezze parole non possono bastare, noi non ne saremo complici.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Siamo qui, e ci prepariamo alla seduta notturna, per opporci ai tentativi della destra di trasformare il paese in uno stato di polizia. Niente sarà più come prima. Il decreto sicurezza è come la legge truffa, come il salva ladri, come il porcellum. Ci opporremo con tutti gli strumenti a disposizione delle opposizioni a un provvedimento frutto delle forzature di una destra arrogante e pericolosa.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Il segnale che arriva dalla tornata amministrativa dice che le forze progressiste quando si uniscono possono vincere ovunque con candidature forti, autorevoli e credibili, con coalizioni che lavorano insieme su le molte cose da fare per i cittadini.
Questo è un metodo che convince e ottiene fiducia, è quel terreno testardamente unitario su cui il partito democratico ha lavorato a partire dalla segreteria Schlein. E i risultati danno ragione perché con le altre forze ci uniscono battaglie importanti, come il lavoro, la sanità, il pessimo decreto sicurezza che stiamo discutendo in Parlamento. Abbiamo una responsabilità verso il paese che rischia con questo governo di arretrare sul piano sociale e internazionale. Nasce qui lo sforzo di ricerca dell’unità.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, a Radio anch’io.
Centrosinistra avanti nelle grandi città e Genova e Ravenna conquistate al primo turno: c’è un paese che vuole cambiare e che sceglie persone credibili, preparate e inclusive. La lezione che viene dalla prima tornata elettorale delle amministrative ci dice che al di là della propaganda e delle parole vuote, la destra non è credibile e la prova del governo non paga. Cambiare si può, costruire un’altra idea di paese più giusto, solidale e democratico è possibile. Oggi è un giorno importante per tutte le forze del centrosinistra che hanno scelto l’unità e che credono nell’alternativa.
Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo PD alla Camera e al Senato, e NicolaZingaretti, capo delegazione PD al Parlamento europeo
“La trattativa a pezzi sui dazi indebolisce Bruxelles. L’Europa deve essere legittimata a trattare con Trump con un’unica voce. Invece l’Italia è l’unico paese in cui i due vicepremier dicono cose completamente diverse sull’Europa e la Premier Meloni temporeggia da mesi per decidere come schierarsi se con Trump o con l’Europa. Questa indecisione la pagano le imprese per le quali non è stato fatto nulla se non promettere risorse prese dal Prnn che era nato con tutt’altre finalità”.
Lo ha detto oggi Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenuta a Skytg24
“Sulla crisi di Gaza, quell’apocalisse umanitaria provocata da Netanyahu è il momento che il governo italiano faccia pressione sull’Europa e in tutte le sedi diplomatiche perché si arrivi al più presto al cessate il fuoco e si consenta il passaggio di aiuti e cibo. Non bisogna accettare il disimpegno degli Stati Uniti ma insistere per il riconoscimento dello stato di Palestina con il diritto ad esistere in pace e sicurezza. La stessa che va garantita a Israele. Va bloccato il tentativo di deportazione e usati tutti gli strumenti di pressione, sanzioni e sospensione degli accordi con Israele” ha proseguito Braga.
Infine sui prossimi referendum dell’8 e 9 giugno Braga ha ricordato che “toccano questioni concrete e riguardano norme che hanno indebolito la sicurezza e la certezza del lavoro. Per questo il quorum si può raggiungere nonostante la scarsa informazione e gli inviti di esponenti delle istituzioni a disertare il voto: sarà una grande partecipazione e darà un messaggio chiaro alla maggioranza”.
“Salvini non ha capito: non deve spiegare a nessuno come si combatte la mafia. Esistono già strutture e procedure che garantiscono controlli e trasparenza, grazie alle leggi vigenti e all’operato di forze di polizia e magistratura. Al momento sappiamo che lui ha in mente solo deroghe e regole meno restrittive. Non consentiremo a chi ha dato via libera ai subappalti a cascata e ridotto gli spazi di trasparenza e concorrenza nel codice appalti, di fare colpi di mano nella lotta contro le infiltrazioni delle mafie negli appalti e nella pubblica amministrazione”.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.