"Rinnovo della misura Opzione Donna", così recitava il programma elettorale di Giorgia Meloni. Una misura essenziale per le lavoratrici per accedere alla pensione anticipata optando per il calcolo contributivo. L’ennesima vergognosa bugia. L’inasprimento dei requisiti e il restringimento della platea decisi dal governo negli ultimi due anni ne hanno provocato un crollo. Nei primi nove mesi dell’anno sono state liquidate appena 2.749 pensioni con questo strumento: erano 9.972 nello stesso periodo dello scorso anno e 11.594 in tutto il 2023. Un crollo abominevole. Inoltre, con oltre la metà delle pensioni (1.185) che non arriva a mille euro. L’ennesima promessa tradita: hanno fatto una stretta tale che impedisce alle lavoratrici di scegliere l’uscita anticipata. Le donne continuano ad essere le più penalizzate con le scelte del Governo Meloni, che decide di fare cassa anche sulle loro pensioni e sui loro diritti. Una donna contro le donne, la peggior immagine di una premier arroccata a Palazzo Chigi intenta ogni giorno a distruggere la vita degli italiani. E, purtroppo, delle italiane.
Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
Ormai non passa giorno senza avere una conferma in più rispetto a questa manovra. Una vergognosa operazione di propaganda piena di bugie e prese in giro che non fa altro che aggravare la situazione delle famiglie e di milioni di italiane e italiani. Di questo si tratta. I dati di oggi dell'osservatorio sulle prestazioni pensionistiche di Inps fotografano una situazione allarmante: nel 2023 i pensionati con una pensione inferiore a 1.000 euro al mese sono stati 4.786.521, pari al 29,5% del totale. Le donne con pensioni inferiori a 1.000 euro al mese sono oltre tre milioni di cui quasi un milione hanno una pensione inferiore 500 euro al mese. E di fronte a questa situazione non solo non hanno mantenuto nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale ma hanno addirittura pensato di prendere in giro le persone aumentando le pensioni minime di 3 euro al mese. Questo è il governo dei patrioti, un governo di bugiardi che tradisce gli italiani tutti i giorni”. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
La manovra scellerata che il governo Meloni ha messo in campo conferma tutte le nostre paure. Non solo non c’è traccia del maxi piano di assunzioni di medici e infermieri annunciato dal ministro Schillaci ma non c’è traccia nemmeno dei fondi che dovevano servire per il personale in fuga dagli ospedali, le liste d'attesa infinite, le aggressioni e le minacce quotidiane. A conferma c’è il sacrosanto sciopero nazionale convocato dai medici per chiedere una volta per tutte risposte a questo governo di bugiardi. È l’ennesima prova dell’idea strutturale di distruzione del sistema sanitario nazionale che questa destra ha in mente. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali alla camera e membro della segreteria nazionale.
“Due anni di bugie e ciononostante il presidente del Consiglio si autoincensa. Elenca una serie di numeri che molto si distaccano dalla realtà e raccontano un'Italia dove tutto va bene. In realtà si nascondono sotto il tappeto tutte le difficoltà che hanno decisamente impoverito le famiglie italiane”. Così il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali.
“Vorrei ricordare a Meloni – continua il parlamentare - che sono davvero due anni dove ha fatto la storia: il record di poveri assoluti in Italia, 6 milioni e oltre 4,5 milioni non si curano più. Ha fatto tagli draconiani all'assistenza per le persone con disabilità e aumentato tasse e spese per le famiglie. Altro che investimenti, sono stati due anni di tagli e ideologia”, conclude Furfaro.
"Le parole del ministro Giorgetti sono l'ennesima dimostrazione di quello che noi sosteniamo da tempo: questo governo ha il chiaro obiettivo di smantellare il servizio sanitario nazionale. Con gli investimenti previsti per il 2025 non solo non ci sarà nessun rilancio, ma continuerà l'emergenza per le cittadine e i cittadini che si vedranno negato il diritto costituzionale alla salute. Ormai 4,5 milioni di persone non si curano più, di cui 2,5 milioni per ragioni economiche. A dispetto degli annunci roboanti, a dispetto dei tweet della presidente del Consiglio nei fatti non ci sono stanziate risorse reali aggiuntive, se non a partire dal 2026. Il “record storico” di cui parla la presidente Meloni è che nel 2025-2026 la spesa sanitaria scenderà al 6,05% del PIl. Il minimo storico degli ultimi 15 anni. Questi sono i numeri i vostri sono i soliti vergognosi giochetti fatti di slogan e inganni. Presidente Meloni c'è una cosa che fa più schifo di fare malapolitica: mentire". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Il vice premier Tajani rivendica il "successo" delle politiche migratorie del governo, ma dietro queste parole si cela una realtà drammatica fatta di disumanità e sofferenza. La tragedia di Cutro, in cui vite innocenti sono state spezzate, e la gestione caotica dei barconi tra i porti italiani evidenziano un sistema che respinge in modo cinico e crudele, anziché accogliere. A questo si aggiunge l’assurdità dell’accordo con l’Albania, che viola palesemente i diritti umani, rinchiudendo persone in centri di detenzione all’estero, senza che abbiano commesso alcun reato. L'Italia, un tempo simbolo di accoglienza, oggi è percepita all'estero come una nazione che suscita vergogna, non solidarietà. Forza italia ha sacrificato il rispetto dei diritti umani sull’altare della tenuta del governo”. Così in una nota il responsabile welfare del Pd, il deputato democratico Marco Furfaro.
“La violenza è da condannare sempre senza se e senza ma. Quanto accaduto questa notte a Seano (Prato) durante il presidio di protesta organizzato da Sudd Cobas è inaccettabile. Il Pd Toscana è vicino ai lavoratori che mentre manifestavano pacificamente per i loro diritti sono stati aggrediti da un gruppo di persone non identificate. Muovere azioni così brutali contro lavoratori in sciopero ha dell’inverosimile e non può essere tollerato in una società democratica. Chi lotta per il diritto di lavorare con dignità, per un orario di lavoro equo e per il rispetto delle normative sul lavoro non può essere lasciato solo. Ci auguriamo che le Forze dell’ordine facciano al più presto luce su questa vicenda identificando gli aggressori” così in una nota congiunta il deputato dem e segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi e il deputato dem e membro della segreteria nazionale del Pd Marco Furfaro.
"Oggi la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno a mia prima firma che impegna il governo a sollecitare un confronto con la Fondazione Enasarco al fine di trovare una soluzione in merito ai lavoratori silenti. Un primo piccolo passo per sanare una vera e propria ingiustizia. Infatti, quella dei silenti Enasarco è una battaglia di civiltà partita grazie alla denuncia dal pistoiese Francesco Briganti, che nel 2018 fu tra i primi a segnalare il caso, iniziando uno sciopero della fame in protesta con l'ente. Un dramma che riguarda circa 700mila italiane e italiani, persone che per anni hanno versato contributi ad Enasarco ma che non avendo raggiunto i vent'anni di contribuzione richiesti dalla Fondazione non hanno diritto alla pensione, ritrovandosi così con contributi appunto "silenti". Una grande ingiustizia che non poteva e non può rimanere inascoltata, anche perché quei contributi versati sono il frutto del sacrificio di anni di lavoro. Occorre dunque trovare rapidamente una soluzione tra le parti, Stato, Enasarco e silenti, che possa finalmente sanare il problema e rendere giustizia a tante e tanti. Questo di oggi è stato allora il primo passo, fondamentale, perché mette in chiaro la volontà collettiva di lavorare sul tema, ma ora inizia la vera battaglia. Francesco Briganti ha nuovamente intrapreso lo sciopero della fame e chiede risposte alla politica. Oggi abbiamo iniziato a scrivere quella risposta, lui ci aiuti in salute a finirla e la maggioranza dia seguito a questo impegno".
Lo scrive in una nota Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico e componente della segreteria nazionale.
"I dati che ha illustrato la fondazione Gimbe oggi, nel corso della presentazione del settimo rapporto sul SSN, sono a dir poco allarmanti. La spesa per la salute delle famiglie italiane è cresciuta del 10,3% nel solo 2023 e sono più di 4,5 milioni le persone che hanno smesso di curarsi. Sono numeri angoscianti che uniti alle disuguaglianze regionali, alla migrazione sanitaria, alle liste d’attesa e alla carenza di medici fotografano quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza per il Paese. Il governo si fermi immediatamente: siamo l’ultimo paese all’interno del G7 per spesa sanitaria. Basta tagliare i fondi per il SSN, basta con condoni e mancette e si aumentino subito le risorse, come stiamo proponendo noi, con forza, negli ultimi mesi. Bisogna incrementare la spesa sanitaria e portarla al 7,5% del Pil. Noi siamo disponibili a sederci ad un tavolo e trovare le soluzioni migliori, come si fa nelle emergenze. Bisogna salvare il SSN e bisogna farlo adesso. Il governo la smetta con condoni e mancette, se inizia a pensare seriamente al Paese ci troverà pronti" Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Ennesimo provvedimento senza il minimo senso da parte del governo di Giorgia Meloni. In un momento in cui si tagliano ingenti risorse a comparti essenziali del nostro servizio sanitario nazionale, la maggioranza decide di estendere il regime di esenzione dall’Iva per alcune tipologie di prestazioni sanitarie di chirurgia estetica. Tra questi, anche agli interventi effettuati prima del 17 dicembre 2023, ovvero il giorno in cui è entrato in vigore il regime di esenzione. Una misura che peserà per 3,5 milioni di euro per il solo 2024. I nostri ospedali stanno esplodendo, non si trovano risorse per il personale medico e paramedico, le famiglie non hanno più la garanzia del medico di base, ma in compenso il governo dei patrioti trova i soldi per defiscalizzare gli interventi di chirurgia estetica. Queste sono le priorità della destra. Che vergogna”. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale
“'Sotto i 7 euro è sfruttamento; il lavoro è dignità e deve essere pagato correttamente serve un salario minimo garantito; metterò fuori legge uno stipendio da sfruttamento'. Queste sono le parole di Matteo Salvini che con la sua solita ipocrisia in tv grida 'prima gli italiani' e poi dal suo posto di potere vira su un 'prima gli sfruttatori'”. Così il deputato Marco Furfaro, Capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali, intervenendo in Aula nella discussione sul ddl Lavoro.
“Il Pd si batterà senza sosta per l'introduzione del salario minimo perché è un argine alla ricattabilità, perché le persone non rinuncino ai propri diritti e possano vivere la democrazia dicendo anche un 'no' e non sotto padrone”, conclude Furfaro.
“Palazzo Chigi non è la dependance di via della Scrofa: se Meloni vuole incontrare Alberto Feijo’o come leader del partito dei conservatori deve farlo nelle sedi di partito. C’è una continua confusione dei piani e non va bene: le istituzioni non sono né a disposizione del partito né della famiglia. Tantomeno delle battaglie di un partito” così il deputato democratico, Marco Furfaro commenta la notizia dell’incontro a Palazzo Chigi tra Meloni ‘in veste di leader di Fratelli d’Italia’ e il presidente del Partidp Popular spagnolo, Feijo’o.
“Un grosso in bocca al lupo a Susanna Cenni che oggi è diventata neo presidente di Anci Toscana. Una figura di grande esperienza amministrativa con alle spalle, oltre al mandato da sindaca di Poggibonsi, anche l'esperienza di assessora regionale e di parlamentare. Sarà chiamata ad un lavoro fondamentale in un contesto assai faticoso per gli amministratori locali e in particolare per i sindaci che si trovano ad esercitare il proprio ruolo tra i tagli del governo e la gestione delicata dei fondi PNRR. Sono convinto però che il suo profilo sia quello più giusto e più unitario e che saprà far bene e costruire la sua azione politica in continuità con il lavoro serio e meticoloso fatto da Matteo Biffoni nel corso dei suoi due mandati da presidente” così in una nota il deputato democratico, Marco Furfaro.
“Questa mattina abbiamo partecipato all’iniziativa organizzata da Medici nel Mondo: “aborto ad ostacoli”, che denunciava l'impossibilità di tante donne in Italia di abortire e il percorso dolore da affrontare quando riescono a esercitare un loro diritto. Una iniziativa volutamente “disturbante” che costringe a confrontarsi con quello che deve subire una donna che vuole esercitare il proprio diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Linguaggio denigratorio, stigma, obbligo di ascoltare il “battito del feto”, obiettori di coscienza ovunque, antidolorifici negati. Il diritto negato che diventa trauma, psicologico e fisico” dichiarano Gribaudo e Furfaro
Continuano i deputati dem: “In un Paese che aggrava di giorno in giorno la possibilità di accesso alla libertà di scelta delle donne e in cui negli ospedali pubblici si aprono le cosiddette “stanze d’ascolto” dovremmo istituire un luogo all’interno del Parlamento in cui donne e uomini antiabortisti possano ascoltare le storie di queste donne.”
"Giorgia Meloni in questi anni ha ripetuto i suoi mantra continuamente, ma il governo dei patrioti e per la famiglia non è stato in grado di produrre nessuna piccola azione che risulti efficace in tal senso. Solo slogan e propaganda. Siamo un Paese in cui è sempre più complesso riuscire a conciliare occupazione, carriera e cura dei figli. Le madri lavoratrici che rassegnano le dimissioni sono in aumento e questo per mancanza di servizi adeguati a sostegno della genitorialità. Tutto il peso del lavoro di cura grava allora sulle spalle delle madri. Per questo le donne, a parità di istruzione o addirittura con istruzione superiore rispetto agli uomini, ricoprono posizioni e percepiscono retribuzioni più basse. L’assenza di servizi all’infanzia o di misure dirette al work-life balance, come settimana corta o smart working, non consentono di conciliare il ruolo genitoriale con quello professionale. Leggiamo da indiscrezioni di stampa che ci sarebbero 5-6 miliardi da destinare alla famiglia. Bene. Chiediamo al governo di usarli per una misura strutturale che cambierebbe la vita di tante persone e incentiverebbe davvero la natalità: si chiama congedo paritario per entrambi i genitori, con 5 mesi pagati al 100% non trasferibile. Approviamo subito un congedo paritario pienamente retribuito per entrambi i genitori. Sarebbe un segnale forte e un atto concreto verso le politiche a sostegno della genitorialità. Sia la madre che il padre avrebbero diritto allo stesso periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, senza differenze di genere, per partecipare alla crescita e alla cura del figlio. Si passerebbe dalle politiche, invocate e mai attuate, di conciliazione pensate per le sole donne, a politiche di condivisione e conciliazione pensate per entrambi i genitori. Il governo esca dalla propaganda e si confronti con la nostra proposta che cambierebbe strutturalmente la legislazione attuale, che prevede solo 10 giorni di astensione dal lavoro per i papà, e rappresenterebbe un’azione diretta per il sostegno alle famiglie e di contrasto alla crisi della natalità". Lo dichiarano in una nota i deputati della segreteria nazionale PD Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche e welfare, e Cecilia Guerra, responsabile lavoro.