“Matteo Salvini vuole far uscire l’Italia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sì, avete capito bene. Dopo una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, dopo ospedali al collasso, dopo centinaia di migliaia di morti, secondo lui la soluzione è abbandonare l’unico organismo internazionale che coordina la risposta globale alle emergenze sanitarie. Perché? Perché cavalcare le teorie no-vax porta voti. Perché la scienza è un ostacolo quando il tuo unico obiettivo è la propaganda. Parliamo dello stesso Salvini che derideva le mascherine mentre le terapie intensive esplodevano, che attaccava medici e scienziati per dare spazio a ciarlatani e disinformatori, che in piena pandemia strizzava l’occhio ai no-vax, contribuendo a diffondere dubbi e paure che hanno fatto perdere vite umane. E ora? Ora vuole isolare l’Italia, farci uscire dall’unica rete di prevenzione e collaborazione sanitaria globale. Perché secondo lui “fare come Trump” è più importante che proteggere la salute pubblica. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni prenda immediatamente e pubblicamente le distanze da questa pericolosa follia e da chi si permette di giocare con la salute degli italiani” così sui social il capogruppo democratico nella commissione affari sociali della camera, Marco Furfaro.
”Oggi parliamo del fallimento del proibizionismo, di una politica che voleva combattere le droghe e che invece è finita per alimentarle. Non ne ha fermato il consumo, ha aumentato la criminalità, abbiamo carceri sovraffollate e zero controllo sulla salute pubblica. Un fallimento. Un fallimento soffocato da una strumentalizzazione politica insopportabile, fatta di pregiudizi e paure infondate”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, durante la dichiarazione di voto finale sulla mozione del Partito Democratico in materia di legalizzazione della cannabis per finalità terapeutico e ricreativo.
“Guardiamo – ha aggiunto l’esponente dem - ai numeri: 6 milioni di italiani consumano cannabis regolarmente. Il 40 per cento del mercato delle droghe illegali è legato alla cannabis. 6,5 miliardi di euro finiscono ogni anno nelle tasche delle mafie grazie al mercato nero. Se davvero vogliamo proteggere i giovani, dobbiamo togliere la cannabis dal mercato nero e investire in educazione. Siamo ostaggio del vostro mestiere preferito, quello di diffondere paure e fake news, come quella che regolamentare la cannabis aumenterebbe il consumo tra i giovani. O che non esistono droghe leggere e droghe pesanti. Sostenete che la cannabis sia una droga di passaggio verso sostanze più pericolose e che legalizzare la cannabis rafforzerebbe le mafie, quando è vero il contrario”.
“L’Italia – ha concluso Furfaro - è pronta per questo cambiamento. Vogliamo regolamentare l’utilizzo di cannabis perché a differenza vostra abbiamo a cura la salute delle persone, non i like, la lotta alle mafie, non gli slogan, la difesa delle nostre imprese, non le urla strappa applausi. Perché il proibizionismo è la storia di un fallimento epocale. Perché per decenni abbiamo preferito i pregiudizi ai numeri, la paura ai fatti, la propaganda alla prevenzione, le mafie alla legalità. È arrivato il momento di scrivere tutta un’altra storia. Contro le mafie, per uno Stato che ha a cuore i propri figli”.
“Le dimissioni di Josefa Idem sarebbero auspicabili. La politica deve dare l’esempio”, twittava Giorgia Meloni. “Idem? Se fosse successo a una di noi del centrodestra, saremmo già state cacciate”, aggiungeva Daniela Santanché. Ora che proprio Daniela Santanché è stata rinviata a giudizio per aver truccato i bilanci di Visibilia per sette anni, attendiamo fiduciosi le doverose dimissioni. Perché ci saranno. Giusto, presidente Meloni?” Così sui social il deputato democratico Marco Furfaro.
“Oggi raccontiamo l’esperienza positiva e concreta di due Aziende Sanitarie ospedaliere, quella di Modena e Bologna, impegnate a risorse date ad attuare interventi di umanizzazione delle cure e per migliorare la qualità dei servizi offerti, costruendo un sistema ospedaliero che si adatti meglio ai bisogni di tutti, con l'obiettivo di mettere al centro le persone, migliorare significativamente la qualità delle cure e il benessere complessivo di tutti gli attori coinvolti nel sistema sociosanitario. Spiace però constatare ciò che ormai tutti sanno e che la Fondazione Gimbe ha certificato da tempo, e cioè che la dotazione di risorse del Fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil scenderà al punto più basso mai toccato negli ultimi quindici anni: 6,05%, un livello sempre più lontano da quello dei Paesi dell’area Ocse e che ci colloca agli ultimi posti in Europa, soglia destinata scendere addirittura al 5,93% nel 2027. Ci fa piacere che il governo abbia voluto introdurre una sperimentazione sul tema che trattiamo oggi per i prossimi due anni, ma servirà immediata coerenza sulle risorse per farla funzionare. Ci auguriamo che le buone pratiche già in essere come quelle che presentiamo oggi possano servire da apripista”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato dem, Stefano Vaccari, in apertura del convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, al quale ha inviato un video messaggio di saluto l’assessore alle Politiche per la Salute dell'Emilia-Romagna, Massimo Fabi, con gli interventi dei direttori delle due Aziende ospedaliere di Modena e Bologna, nonché medici e rappresentanti del volontariato impegnati sui progetti di umanizzazione.
“L’umanizzazione - ha detto il capogruppo Pd in commissione Affari sociali, Marco Furfaro, concludendo i lavori - non è un lusso. È una necessità, una priorità politica, un diritto. È il segno di una società che sceglie di mettere la persona al centro, non come slogan ma come realtà concreta. E per questo, oggi più che mai, è nostro dovere lavorare per un sistema sanitario che non solo curi, ma lo faccia rispettando e valorizzando l’umanità di chi lo attraversa, che sia un paziente, un medico o un infermiere. Purtroppo questo governo sta andando in una direzione opposta, è una delle più grandi differenze tra di noi. Oggi - ha concluso - abbiamo voluto far conoscere e discutere con queste eccellenze proprio perché pensiamo che la sanità debba tornare a mettere al centro le persone, la loro cura e il loro benessere”.
"Il Governo non perda tempo e chiarisca come intende intervenire di fronte all'incremento dei prezzi dei beni di consumo, che sta gravando in modo significativo sulle famiglie italiane, in particolare sui ceti meno abbienti. I dati diffusi dal Codacons evidenziano un aggravio medio di 448 euro all'anno per una famiglia con due figli, che, considerando la totalità delle famiglie italiane, equivale a un maggiore esborso complessivo di 8,5 miliardi di euro nel 2024. Ancora più allarmante è che siano proprio i prodotti alimentari, beni essenziali per la vita quotidiana, a registrare le maggiori impennate di prezzo", si legge in una nota del capogruppo democratico nella Commissione Affari Sociali della Camera, Marco Furfaro.
"Questa situazione sta compromettendo fortemente il potere d'acquisto delle famiglie, già provate dagli aumenti degli anni passati, con effetti disastrosi sui bilanci domestici, in particolare per chi si trova in condizioni di maggiore fragilità economica. Chiediamo al Governo quali misure concrete intenda adottare per arginare il caro prezzi e proteggere le famiglie italiane, soprattutto quelle appartenenti ai ceti più bassi, dall'erosione del reddito e dalla crescente difficoltà di accesso ai beni primari. Non possiamo perdere altro tempo: serve un intervento strutturale per incrementare i salari reali e rafforzare i minimi", conclude Furfaro.
"Un governo disarmante: oggi in commissione affari sociali ho interrogato il ministro della salute, tramite il sottosegretario Gemmato, per avere spiegazioni urgenti sulla questione dei test salivari e sulle misure del nuovo codice della strada. Parliamo di una questione molto seria, visto che la sola positività a questi test comporta la punibilità anche se il guidatore ha assunto sostanze molti giorni prima e senza presentare alcun sintomo di alterazione psicofisica. Siamo molto preoccupati: questi test che rilevano principalmente il THC non tengono conto dei pazienti che si curano con cannabis medica, o farmaci psicoattivi e inoltre possono produrre falsi positivi tra chi assume farmaci per l’ipertensione, per il diabete e la depressione o addirittura farmaci da banco come tachipirina e ibuprofene. Un ulteriore paradosso è che questi test non rilevano Metadone, Buprenorfina, Fentanyl o Ketamina che sono sostanze psicoalteranti molto potenti e molto pericolose. Purtroppo la risposta confusa ricevuta dal governo ("abbiamo istituito un tavolo"), ci ha dato dimostrazione dell’approccio puramente ideologico con la quale è stato costruito questo provvedimento. Hanno deciso esclusivamente di costruire una strategia di propaganda che non garantisce sicurezza e non salva la vita, ma anzi la rovina a chi è sobrio mentre permette di mettersi alla guida dopo aver assunto droghe pesanti". Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
"Roma Termini, oggi. A conclusione di una giornata di ritardi di ore e ore. Giornata in cui, sui suoi profili social, il ministro dei Trasporti ha pubblicato tre post: uno su dei rapinatori rom in fuga, uno su un 36enne nordafricano espulso e uno su Matteo Viviani de 'Le Iene'. Presidente Meloni, a che ora dimissiona un ministro dei Trasporti che fa tutto meno che il ministro dei Trasporti? Anche lei è in già in ritardo. Persino più dei treni". Lo scrive sui social il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
“Stamattina a Pescia (PT) un operaio di 59 anni ha perso la vita per il crollo di un albero che lo ha centrato in pieno mentre lavorava. Una fatalità che ci sconvolge e ci lascia senza parole. Un tragico evento, l’ennesimo, che ha generato in queste ore un'amarezza enorme in tutta la comunità. È l’ennesima tragedia sul lavoro ed è l’ennesima vita spezzata. In questi momenti dobbiamo tutti sentire il peso addosso delle responsabilità e provare, nel dolore, a produrre ogni azione e ogni intervento legislativo necessario per impedire che accadano di nuovo cose come queste. A tutta la comunità di Pescia e alla famiglia va tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà. Non si può morire così e non si può morire mentre si fa il proprio lavoro”. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Ormai è sempre più palese che ci troviamo di fronte ad un governo inadeguato. La questione dell'ipotesi di modifica unilaterale dei requisiti pensionistici operata da Inps sui propri applicativi, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei Ministeri competenti, è vergognosa. E’ una totale assenza di trasparenza istituzionale. Inps ha aggiornato i criteri di calcolo introducendo un aumento dei requisiti di accesso. Sono modifiche, che se confermate, segneranno un netto peggioramento della situazione previdenziale e smaschereranno una volta per tutte Giorgia Meloni e il suo governo di bugiardi. Riforma del sistema previdenziale, superamento della legge Fornero e quota 41 sono questi gli slogan usati in campagna elettorale. Purtroppo la realtà è diversa e ci ha svelato i loro trucchetti sull’aumento delle finestre e sullo smantellamento di Ape sociale e Opzione donna. Fanno quello che sanno fare meglio: raccontare bugie mentre chiedono sacrifici sempre e solo sulla pelle delle persone". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale.
"Con le novità annunciate ieri, Meta ha fatto due mosse. La prima - con la rimozione del factchecking - permette alla multinazionale di allinearsi al trumpismo, rendendosi disponibile a diventarne il megafono attraverso la promozione di contenuti falsi per alimentare la rabbia delle persone verso nemici immaginari e dando alibi e consenso alle forze reazionarie di destra. Con la seconda - dichiarando di voler rimuovere le restrizioni ai contenuti politici - ha confermato che le nostre denunce sull'utilizzo di pratiche di alterazione dell’informazione politica erano fondate. La multinazionale quattro anni fa avrebbe infatti implementato un sistema tramite il quale controllava, alterandola secondo criteri sconosciuti, la visibilità di tutta l’informazione politica. Per questo, anche su nostra segnalazione, la Commissione Europea pochi mesi fa aveva avviato un’indagine formale, dato che quella pratica viola il Digital Service Act (DSA), il quale vieta il cosiddetto "shadow banning". Oggi Zuckerberg fa retromarcia su questa pratica perché teme un’ennesima multa. In caso di sanzione, e quindi certificazione della violazione del DSA, decine di migliaia di politici, giornalisti ed influencer europei potrebbero infatti far causa alla multinazionale chiedendo i danni: per Meta sarebbe un disastro reputazionale ed economico di dimensioni gigantesche.
Noi però non ci fermiamo e andiamo avanti spediti con la nostra proposta di legge sulla trasparenza dei social e continuando a chiedere all’UE di indagare su quanto fatto dalla multinazionale americana e da tutte quelle che orientano, direttamente o indirettamente, l'opinione pubblica tramite i social network". Così in una nota Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
"Il Governo ha cancellato, per la seconda volta, il fondo contro i disturbi alimentari. Già nella scorsa legge di bilancio, Giorgia Meloni lo aveva spazzato via, salvo poi fare marcia indietro dopo la battaglia dell'opposizione e le denunce di associazioni e cittadini. Adesso, la storia si è ripetuta: la maggioranza ha bocciato il mio emendamento per rifinanziare in legge di bilancio, con 20 milioni di euro, il fondo contro i DCA. Giorgia Meloni trova miliardi e miliardi di euro per un canile in Albania, per i rimborsi spese dei ministri, per il Ponte sullo Stretto, per costruire campi da golf, per marchette agli amici, ma non 20 milioni di euro per la salute di di 4 milioni di persone affette da anoressia, bulimia e da patologie legate alla psiche e al corpo. Un insulto ai 4000 morti, oltre 10 al giorno.
E morti non perché affetti da una malattia terminale, ma per mancanza di cure, di fondi e di leggi non applicate. Continueremo a batterci, a partire dal decreto Milleproroghe, per costringere il Governo a fare, ancora una volta, marcia indietro. Il diritto alla salute delle persone, presidente Meloni, viene prima dei costi della sua propaganda". Lo denuncia sui social Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Il Ministro Schillaci non è presente in Aula, ma quando abbiamo letto la notizia non credevamo ai nostri occhi. Dopo anni di frasi assurde, gesti irresponsabili, convegni con No-Vax in Senato e negazionismo della peggior specie, ecco la ciliegina: via le multe a chi non si è vaccinato.
Un’alluvione ti porta via la casa o l’azienda su cui hai investito tutta la vita? Il Governo non ti dà un euro. Sei un medico o un infermiere? Non ci interessi. Non paghi le tasse o le multe, violi la legge, metti in pericolo la salute del prossimo? Il Governo ti premia con un bel condono. La sanità va in pezzi e voi stanziate 150 milioni per lisciare il pelo ai novax.
Con quei soldi potevamo rifinanziare il fondo per i disturbi alimentari che avete cancellato, aumentare i soldi per medici e infermieri, fare assunzioni, abbattere le liste di attesa, istituire lo psicologo di base. Con questa norma il Governo perde credibilità nei confronti dei cittadini, di chi ha rispettato le regole, di chi ha perso i propri cari a causa del Covid”. Lo ha detto Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali della Camera, replicando al governo sulla questione del condono delle multe ai no vax.
“Cara Montaruli, l'unica cosa che sapete fare bene è dire bugie. Il fondo contro la morosità incolpevole è stato completamente definanziato, mettendoci comuni in difficoltà e a rischio sfratto 600mila famiglie italiane. Il piccolo particolare è che lo avete definanziato voi, alla prima legge di bilancio. Cancellando un fondo per i poveri morosi di 50 milioni di euro, mentre facevate vergognosi condoni per oltre un miliardo di euro. Per questo i comuni non hanno i soldi per le persone in difficoltà. Il fatto che ora abbiate deciso di reinserirlo dopo due anni di pressing delle opposizioni dimostra solo quanto vi siate sbagliati e che alla fine la realtà per fortuna è più forte della vostra ipocrisia”. Così sui social il capogruppo democratico nella commissione affari sociali della Camera, Marco Furfaro.
“La maggioranza e il governo privilegiano la sanità privata a danno del Servizio Sanitario Nazionale” lo ha dichiarato il democratico Marco Furfaro, intervenendo in Commissione Bilancio alla Camera. "Vogliamo aumentare gli stipendi degli infermieri e fermare la deriva portata avanti da questo governo, che vede nella sanità privata l'unico settore su cui investire. Chiediamo di fermare questo sistematico smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale e quindi di abrogare l'articolo della manovra che prevede ulteriori risorse per le prestazioni presso il privato accreditato per destinarle interamente all’aumento delle retribuzioni degli infermieri". L’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza dopo che il governo ha dato parere negati. “Il Ministro Schillaci – ha concluso Furfaro – si dimostra, ancora una volta, nemico degli operatori sanitari”.