“Caro Foti, mi vuoi portare in tribunale? Volentieri. Così mi consenti di dimostrare che campi di politica (niente di male, ovviamente) e non del lavoro dei campi. L'ho letto dal TUO sito che fai politica da 43 anni (eletto nel 1980 come consigliere comunale a Piacenza). E che - sempre dal TUO sito - sei stato consigliere provinciale, vicesindaco, nonché sei volte (sei) in Parlamento. È cosa pubblica che tu sia indagato, ma essendo garantista ritengo che riuscirai a dimostrare la tua innocenza dalla fangosa vicenda di corruzione che ti vede coinvolto. Querelami pure, sarà un piacere uscire dalla propaganda e tornare alla realtà!” Così il deputato democratico, Marco Furfaro, replica al capogruppo di Fdi, Tommaso Foti.
“Caro Foti, sono 43 anni - 43 anni - che campi di politica, sei a spese dei contribuenti nelle istituzioni da quando avevi 20 anni, non hai mai fatto altro che questo e l'unica cosa per cui sei famoso - dopo 43 anni di politica e dolce far niente - è l'essere indagato per corruzione. Ma taci per favore, che io alla tua età, mentre tu campavi sulle spalle degli italiani, mi alzavo la mattina alle 4 per lavorare nei vivai per pagarmi gli studi universitari. Sei e siete degli ipocriti, sempre pronti a fare le vittime per nascondere che l'unica cosa che conta per voi sono il potere e i privilegi. Per voi e i vostri amici di famiglia”.
Così su X il deputato democratico, Marco Furfaro replica al capogruppo di Fdi alla Camera, Tommaso Foti, che ha detto “consiglierei al Pd di salire sui trattori almeno qualcuno di loro dimostrerebbe di aver lavorato almeno un'ora nella sua vita”.
Furfaro: in atto goffo tentativo di ingannare opinione pubblica
“La cosa più insopportabile della destra italiana è la costante presa in giro delle persone, il tentativo di ingannarle, il piagnisteo vittimista per dare sempre colpa agli altri. Provano a cavalcare la protesta degli agricoltori in modo patetico, come se fossero dei passanti e non i responsabili che governano. Seguitemi. La destra dice che il problema è l'Europa. Bene. Sapete chi è il commissario europeo all'agricoltura? Il polacco conservatore di destra Janusz Wojciechowski del partito Diritto e Giustizia che in Europa fa riferimento al Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei. Sapete chi ne è la Presidente? Giorgia Meloni. Passiamo al Consiglio europeo. Sapete chi siede da un anno e mezzo nel consiglio? Giorgia Meloni. Il problema è il governo italiano? Bene, gli agricoltori protestano perché Meloni, Salvini, Lollobrigida e il loro governo hanno:
- tolto l'esenzione Irpef
- tolto esenzione contributi under40
- messo assicurazione obbligatoria e diminuito parte copertura dello Stato
- escluso canoni agevolati per le rinnovabili
Gli agricoltori vadano a manifestare a Palazzo Chigi, non a Sanremo. E soprattutto la destra la smetta di prendere in giro le persone e affronti i problemi che causa ogni giorno a tutta Italia”.
Così su X il deputato democratico, componente della segreteria del Pd, Marco Furfaro.
"La lettera inviata a Giorgia Meloni con le proposte del Patto per un nuovo welfare spero siano ascoltate dal governo perché ad ora il lavoro dell’esecutivo è insufficiente, fatto di propaganda e annunci vuoti sulla pelle degli anziani. Dalla pandemia in poi è stata chiara a tutti l’urgenza di un intervento per assicurare agli anziani la possibilità̀ di avere percorsi di cura dignitosi e il più possibile fatti di assistenza domiciliare. Servizi che nel nostro Paese o mancano o sono completamente insufficienti. Il governo invece di seguire la legge delega costruita dal Governo Draghi e intervenire su questi punti ha costruito una misura, come la prestazione universale, che universale non è. Si tratta di una sperimentazione spot che arriverà a poco più di 25mila persone. Con l’aggravante che oltre ad essere non autosufficienti bisogna pure essere poveri. Un provvedimento che doveva essere una riforma di sistema invece è una scatola vuota fatta senza coinvolgimento delle organizzazioni che rappresentano gli anziani, senza un’idea di fondo e con requisiti ferrei escludenti. Arrivano persino a legare la disabilità al reddito solo per evitare che il provvedimento sia più largo e preveda più risorse. Le politiche di un nuovo welfare avrebbero bisogno di risorse (in Italia spendiamo 270 euro l’anno per un non autosufficiente contro una media Ue di 584), ma soprattutto di politiche serie sui servizi domiciliari e su prestazioni davvero universali. Qui siamo solo alla propaganda". Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale del Pd.
Dati Aifa allarmanti, mancano farmaci comuni e quelli salva vita
“Il ministro Schillaci informi il parlamento su quali misure sta mettendo in campo il Governo per evitare che la carenza di farmaci preziosi ed essenziali per diverse terapie e per un ampio spettro di patologie si protragga ulteriormente con evidenti e gravi danni per la salute”. Lo chiedono i deputati democratici Marianna Madia, Lia Quartapelle e Marco Furfaro che hanno presentato oggi un’interrogazione al ministro della Salute.
“Sono mesi ormai che nelle farmacie mancano diversi farmaci, spesso legati a terapie salvavita. Secondo i dati forniti da Aifa - sottolineano i democratici - sono circa 3500 i prodotti carenti e la difficoltà di reperimento riguarda prodotti e farmaci di utilizzo comune come paracetamolo, ibuprofene, antibiotici o l’amoxicillina. Ma
anche farmaci di più difficile reperimento come l’insulina. Questa situazione - concludono - è ulteriormente aggravata dalla contemporanea presenza della sindrome influenzale e del Covid che incidono in maniera rilevante sulla mancanza di questi prodotti nella disponibilità al pubblico”.
"Il governo Meloni ormai ci ha abituato alle falsità e alle prese in giro, soprattutto quando si parla di persone non autosufficienti. Nel decreto attuativo della riforma dell’assistenza agli anziani presentato ieri non troviamo altro. Un decreto che in pompa magna annuncia la cosiddetta “prestazione universale”, ma che nei fatti risulta essere esclusivamente una misura sperimentale, per il biennio 2025-2026, rivolta ad una platea piccolissima. Infatti, rispetto ai 3 milioni di persone non autosufficienti, per ottenerla si deve essere in possesso di una serie di stringenti requisiti: almeno 80 anni, livello di bisogno assistenziale gravissimo, isee inferiore a 6000 Euro e titolarità di indennità di accompagnamento. Siamo alle solite, solo bugie e nessun investimento vero, dalle promesse di destinare 1 miliardo di euro siamo passati a destinarne meno della metà ad una platea che alla fine è solo lo 0.18% delle persone che ora usufruiscono dell'assegno di accompagnamento. L’ennesima operazione di propaganda a cui ci ha abituato questo governo che continua imperterrito a giocare con la vita delle persone, soprattutto con le persone più fragili". Lo dichiara Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche e welfare della segreteria nazionale PD e capogruppo in commissione affari sociali.
Finalmente in commissione affari sociali alla Camera è stata calendarizzata la proposta di legge del partito democratico che chiede di riconoscere la figura del caregiver familiare. È un fatto importante perché aprirà una discussione profonda con le altre forze politiche su quella che riteniamo essere una vera e propria emergenza sociale. Una proposta che nasce dalla necessità di dare un sostegno a più di 2,8 milioni di persone in Italia che per ragioni affettive, per scelta o per necessità, si prendono cura dei propri cari non autosufficienti. Un caregiver familiare spesso vive le conseguenze di questa sua scelta a livello professionale, in termini di assenza al lavoro, ad esempio, o nelle limitazioni della vita sociale. Per questo è urgente riconoscere queste figure e sostenerle anche dal punto di vista economico. La calendarizzazione è un primo passo e le prossime settimane saranno decisive per una legge decisiva per la vita di milioni di persone. Lo afferma Marco Furfaro della segreteria nazionale PD e capogruppo in commissione affari sociali.
Vergognosa forzatura, Fontana prende distanze da Ciocchetti
“Dopo la vergognosa forzatura della maggioranza, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana ha richiamato il vicepresidente Luciano Ciocchetti (che presiedeva la commissione in sostituzione di Cappellacci) e la prossima settimana la commissione Affari sociali di Montecitorio rivoterà il mandato al relatore sulla legge istitutiva della commissione Covid. Ringraziamo il presidente per il suo tempestivo intervento, quel voto avrebbe creato un gravissimo precedente. Resta il dato politico che Fdi, Lega e Forza Italia vogliono sfregiare i regolamenti parlamentari per piegare le istituzioni alle volontà della maggioranza. E la commissione Covid che vogliono istituire rientra esattamente in questo disegno”. Così i deputati democratici della Commissione affari sociali della Camera, Marco Furfaro, Paolo Ciani, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi e Nicola Stumpo.
“Anni ad occhieggiare ai novax, ai nogreenpass, a contestare le misure di restrizione e mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini, per poi preparare un piano pandemico che ricalca esattamente le stesse cose fatte dai tanto odiati Conte e Speranza.
La destra è sinonimo di ipocrisia. Un continuo inganno alle persone, per poi prenderle in giro una volta al potere”. Lo scrive su X il deputato e capogruppo Pd in commissione Affari social di Montecitorio, Marco Furfaro.
"Il gioco che sta facendo il governo sul fondo per combattere i disturbi del comportamento alimentare è davvero vergognoso. Oggi durante il Question time in Parlamento abbiamo chiesto di ripristinare il fondo e di aprire finalmente la procedura di riconoscimento autonomo dei DCA all’interno dei LEA. La risposta del Ministro è stata un interminabile giro di parole, a tratti incomprensibile e fuori contesto. Quello che abbiamo capito è che a valle delle mobilitazioni che ci sono state da parte delle associazioni, delle famiglie dei pazienti e dell’opposizione, quanto meno si è trovato un piccolo budget di 10 milioni per dare una parte di copertura al fondo che era stato completamente definanziato. In Italia sono circa 4 milioni le persone in cura per anoressia, bulimia e binge eating e ci sono circa 4.000 decessi all’anno. Persone che muoiono non perché vittime di una malattia terminale, ma per mancanza di cure. Cure che verrebbero assicurate se venisse attuata la legge del 2021 e si facesse un semplice decreto attuativo, che il governo si rifiuta di fare. Per questo, le parole del ministro ci lasciano ancora una volta l’amaro in bocca perché i 10 milioni non bastano per curare i 4 milioni di malati. Il Ministro di fatto blocca l’unica strada da percorrere ovvero quella di inserire i DCA in un capitolo autonomo dei LEA, con budget specifico e assicurare obbligo di cura in tutte le regioni. Per questo venerdì parteciperemo alla mobilitazione nazionale del movimento lilla, delle associazioni, degli studenti. Saremo in piazza con chi chiede di applicare una legge sui LEA che garantirebbe cure e dignità. Quella legge dello Stato che voi vi rifiutate di applicare, tradendo le speranze di milioni di persone".
Così i dem Marco Furfaro e Rachele Scarpa che sono intervenuti oggi al question time alla Camera.
Ora non ci sono scuse, subito nuove assunzioni e investimenti infrastrutturali
"Dopo la visita e le promesse tradite del viceministro Sisto alla giustizia, i proclami delle parlamentari di destra del territorio come Mazzetti e La Porta cui non seguiva nessun impegno da parte del governo, l'interrogazione fatta al Ministro Nordio che ha risposto non dando nessuna risposta, ho deciso di mettere alla prova il governo e il Parlamento con un ordine del giorno sul Tribunale di Prato che impegnava il governo ad assumere tutte le iniziative necessarie al fine di dare risposta alla domanda di giustizia di un intero territorio. Predisponendo, in particolare, fin dal primo provvedimento utile, tutte le misure necessarie a procedere alla prosecuzione e alla conclusione dei lavori strutturali del Palazzo di giustizia in tempi rapidi e ragionevoli. Nonché - prosegue l'ordine del giorno approvato - all’assunzione e all’assegnazione di personale amministrativo al fine di permettere la riapertura dell'ufficio decreti ingiuntivi presso il giudice di pace". Così in una nota Marco Furfaro, deputato, annuncia l'approvazione a larga maggioranza di un ordine del giorno a sua prima firma sul Tribunale di Prato.
"Una volta ancora" - spiega il deputato Pd eletto a Prato - "c'è la destra pratese e le sue parlamentari capaci di parlare sui giornali ma mai di alzare la mano per chiedere un impegno per il territorio al governo e poi ci siamo noi, che lavoriamo per Prato con i fatti. Siamo contenti che il Parlamento abbia votato un impegno per Prato che ora il governo deve rispettare, assumendo personale, proseguendo i lavori strutturali e ripristinando il corretto lavoro degli uffici. Vigileremo affinché questo impegno diventi al più presto operativo".
Leggo dalle agenzie di stampa che esponenti della maggioranza di governo - gli onorevoli Lupi e Semenzato - hanno dichiarato che dopo aver azzerato il fondo contro i disturbi del comportamento alimentare (DCA), ora vogliono renderlo strutturale per legge. Dovrebbero spiegarci perché non hanno proferito parola mentre la loro stessa maggioranza affossava il fondo con la legge di bilancio, svuotandolo e mettendo a rischio progetti, cure e ambulatori per 3 milioni di persone. E perché hanno ritrovato la parola solo dopo che abbiamo denunciato il totale definanziamento, ma non importa. Visto che ci interessa l’obiettivo e non la polemica, siamo pronti ad approvare immediatamente una legge che renda il fondo strutturale. Ad ora, gli ambulatori rischiano di chiudere e i fondi per il 2024 non ci sono, se vogliono davvero ripristinarli e non tradire le ennesime promesse ai malati e alle loro famiglie, calendarizzino subito la proposta di legge. Abbiamo una proposta del Partito Democratico sullo stesso tema e ci mettiamo a disposizione del confronto per approvarla in tempi brevissimi. Altrimenti, sarà l’ennesima presa in giro a danno di milioni di persone che aspettano fondi e cure, non chiacchiere.
"Quello che si ripete ormai ogni anno ad Acca Larentia non ha nulla a che fare con le commemorazioni delle vittime innocenti. Quello a cui assistiamo è una vera e manifesta apologia di fascismo, pubblica e rivendicata da pezzi dell’estremismo di destra. Il problema però non sono solo i gruppuscoli neofascisti ma ci preoccupa soprattutto il silenzio della premier Giorgia Meloni che ha trovato il tempo di commentare tutto dal pandoro della Ferragni alla carne sintetica ma non trova 2 minuti per dire, come hanno fatto autorevoli esponenti del suo governo, che lei e il suo partito ripudiano e condannano, in maniera netta, queste manifestazioni nostalgiche. E la Presidente Meloni lo dovrebbe fare in primis perché ha giurato sulla costituzione antifascista ma anche per non far coprire ogni volta di ridicolo il nostro paese dalla stampa internazionale giustamente indignata alla vista di quelle scene disgustose. Questo è un Paese in cui chi grida "viva l’Italia antifascista" viene identificato e chi organizza parate neofasciste viene lasciato indisturbato. E’ davvero vergognoso e inaccettabile". Lo ha detto Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, intervenendo a Tagadà su La7.
"Quello che è successo nella notte a Lamporecchio, in provincia di Pistoia, è un fatto gravissimo. Un cippo dedicato al comandante partigiano, Giovanni Calugi, è stato imbrattato con una svastica. Giovanni Calugi fu sindacalista, assessore e comandante partigiano della formazione Sap Lamporecchio e contribuì alla liberazione nel settembre del 1944. Ovviamente quell’orrore è opera di ignoti e codardi, caratteristica che accomuna da sempre i fascisti. E’ uno sfregio che fa male a tutta la comunità di Lamporecchio e dell’intera Toscana perché fa emergere quanto, anche in territori con anticorpi solidi come il nostro, stiano rialzando la testa nostalgici degli anni più bui della nostra storia. Ma una cosa è certa: non avranno nemmeno un secondo di gloria per le loro scorrazzate e nemmeno un centimetro di legittimità. A Lamporecchio, in Toscana e in tutta Italia non c’è spazio per i rigurgiti fascisti e nazisti. La nostra democrazia è figlia della resistenza e ha nella costituzione repubblicana e antifascista il proprio perimetro di valori condivisi e nel quale, come ha giustamente detto il sindaco Torrigiani cui va la mia solidarietà, non ci sarà mai spazio per questi vigliacchi fascisti”.
Così in una nota Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
"La legge di bilancio ha tagliato qualsiasi sostegno a favore delle persone più fragili, della cura e del sociale. Dopo aver tagliato di 400 milioni di euro al fondo a sostegno delle persone con disabilità, aver definanziato il fondo affitti ed eliminato il reddito di cittadinanza, la destra ha avuto il coraggio di non rifinanziare il Fondo dedicato al contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna). Un piccolo fondo che negli ultimi due anni ha potuto contare su 25 milioni che servivano agli enti, alle associazioni e alle famiglie per costruire una progettualità inclusiva in tutte le regioni d’Italia. Nel 2023, in Italia circa 4.000 persone sono morte per la mancanza di cure connesse ai disturbi alimentari. Purtroppo di anoressia, bulimia, binge eating e di tutte le sfumature meno conosciute di DCA si muore. E non perché siano malattie incurabili, ma perché non ci si può curare subito e bene. Servirebbero risorse, il governo le taglia. E non solo hanno tagliato le poche risorse indispensabili per fronteggiare questo dramma, ma il governo si ostina a non voler riconoscere i DNA autonomamente nei LEA per garantire prestazioni sanitarie e sociosanitarie adeguate ai singoli casi. Il governo premia gli evasori e fa cassa sulla pelle di persone che hanno delle patologie, una roba inquietante". Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali e componente della segreteria del Partito Democratico.