“Il termalismo italiano non è un settore residuale del passato, ma una risorsa strategica che incrocia salute, prevenzione, territorio e sviluppo economico”.
Così il deputato dem, Gian Antonio Girelli, intervenendo al Convegno nazionale 'Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato', promosso da Unioncamere e Isnart a Roma.
Girelli ha sottolineato come il Rapporto Unioncamere-Isnart restituisca con chiarezza il valore distintivo del sistema termale italiano, fondato sull’efficacia terapeutica delle acque e sulla loro integrazione con i territori.
“La distinzione tra termalismo, wellness e turismo della salute - ha osservato - non è una questione terminologica, ma una garanzia di credibilità scientifica, sanitaria e di mercato”. Secondo Girelli, il nodo centrale resta quello del riordino normativo: “Non possiamo continuare a governare il termalismo con un quadro frammentato, in cui sanità, turismo e sviluppo territoriale procedono senza un reale coordinamento. Serve una cornice chiara che riconosca il termalismo come leva di prevenzione, non solo come risposta a valle della malattia”. Un tema particolarmente rilevante, alla luce delle sfide che interessano il Servizio sanitario nazionale: l’aumento delle patologie croniche, l’invecchiamento della popolazione e la crescente domanda di continuità assistenziale.
“La prevenzione - ha evidenziato - non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in strumenti concreti e accessibili”. In questo contesto, Girelli ha richiamato la necessità di avviare una riflessione su forme selettive di agevolazione o esenzione per le cure termali, pensate come investimento preventivo e non come misura assistenziale generalizzata, rivolte in particolare a persone con patologie croniche stabilizzate, soggetti fragili e interventi di prevenzione secondaria e terziaria integrati con la medicina territoriale. “Si tratta di scelte che possono avere un duplice effetto - ha concluso -: ridurre la pressione sul sistema sanitario e valorizzare strutture termali di qualità che oggi risultano sottoutilizzate. Il confronto europeo dimostra che, quando inserito in una strategia pubblica coerente, il termalismo può diventare una vera infrastruttura territoriale di salute. L’Italia ha tutte le condizioni per fare questo salto di paradigma”.
“Secondo quanto riportato dai mezzi di informazione, il Governo avrebbe avviato un percorso di intervento sull’organizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale, attraverso un disegno di legge di delega.
Si tratta di un ambito estremamente delicato, che incide direttamente su un diritto fondamentale delle persone e sulla tenuta complessiva del sistema pubblico di tutela della salute. Proprio per questo, ogni variazione dell’attuale assetto del Servizio sanitario nazionale non può essere affrontata senza un confronto vero, aperto e nei tempi adeguati.
Non si tratta di stravolgere il Servizio sanitario nazionale, ma di capire come porre rimedio alle tante lacune che oggi si stanno registrando. Ed è evidente che questo non può avvenire senza il pieno coinvolgimento del Parlamento e di tutto il mondo della sanità, sindacati compresi.
Il Parlamento deve poter svolgere fino in fondo il proprio ruolo, non limitandosi a ratificare scelte già definite, ma contribuendo in modo sostanziale all’indirizzo e ai contenuti delle decisioni che verranno assunte. Allo stesso tempo, è indispensabile aprire un dialogo strutturato con gli operatori sanitari, le professioni, le organizzazioni sindacali e le realtà sociali, che quotidianamente garantiscono il funzionamento del sistema pubblico.
In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere riservata a prevenzione, medicina territoriale e medicina di prossimità, temi centrali per rispondere ai bisogni reali delle persone e per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Questioni che non possono restare marginali, ma che devono trovare spazio esplicito nei futuri provvedimenti attuativi.
«Intervenire sul Servizio sanitario nazionale è necessario, ma solo se ogni scelta sarà il frutto di un confronto serio e trasparente, capace di rafforzare, e non indebolire, i principi di universalità e accessibilità alle cure che rappresentano il cuore della sanità pubblica”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli deputato Pd E vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
“L’Istat parla chiaro: il problema delle liste d’attesa non è ancora stato risolto; i cittadini per evitare liste d’attesa interminabili sono costretti a ricorrere a strutture private che sono diventate costosissime. Non è giusto nei confronti di chi le strutture private non se le può permettere. Aumenta il divario fra Nord e Sud e fra le varie Regioni. La verità è che questo governo fa solo chiacchiere ma pochissimi fatti”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli deputato Pd e vicepresidente della commissione d’inchiesta sul covid.
“La Legge di Bilancio del Governo è una manovra che rinvia le risposte e non affronta le vere priorità del Paese.”
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico.
“Mancano scelte strutturali sulla sanità pubblica e sulla prevenzione. Al di là degli annunci, non vi è un reale rafforzamento del Servizio sanitario nazionale: come evidenziato anche dalla Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria cresce in valori assoluti ma continua a ridursi il suo peso sul PIL, segno di un progressivo definanziamento.”
“Non ci sono risorse adeguate per il trasporto pubblico locale, che è una leva fondamentale per la coesione sociale, per il diritto alla mobilità e per la transizione ambientale. Così come risultano deboli e frammentari gli interventi su ambiente e politiche climatiche.”
“Preoccupa inoltre l’assenza di un vero sostegno agli investimenti produttivi e all’innovazione: le imprese, in particolare le piccole e medie, non trovano in questa manovra strumenti capaci di accompagnare la crescita e affrontare le difficoltà economiche.”
“Completamente dimenticate sono le aree interne e la montagna, che avrebbero bisogno di politiche dedicate per contrastare spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Una mancanza grave, che accentua i divari territoriali.”
“Sul fronte sociale, la manovra non offre risposte concrete alle famiglie, ai giovani e alle donne: non vi sono misure strutturali per la casa, per l’occupazione femminile e giovanile, né una visione chiara sul tema delle pensioni, su cui emergono peraltro evidenti divisioni all’interno della stessa maggioranza di Governo.”
“Il Governo ha accolto, seppur con una riformulazione, un nostro ordine del giorno sulla povertà alimentare: un segnale positivo, ma insufficiente se non inserito in una strategia complessiva che affronti lavoro povero, salari bassi e perdita di potere d’acquisto.”
“Questa Legge di Bilancio – conclude Girelli – manca di una visione di sviluppo equo e sostenibile. Servivano scelte coraggiose su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e coesione territoriale. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché queste priorità tornino al centro dell’agenda politica.”
“La maggioranza come sempre non è mai d’accordo al suo interno e questo emerge forte e chiaro. Lo abbiamo visto con la legge sui condomini un vero e proprio scandalo. Lo abbiamo visto con il riscatto di laurea e ora con le pensioni. Non era Salvini che voleva rottamare la legge Fornero?? Oggi lo stesso Salvini la peggiora. Innalza ancora di più l’età pensionabile e i giovani non vedranno un euro della loro pensione. Persone che hanno lavorato tutta una vita. Che vergogna!”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli deputato Pd e vicepresidente della commissione d’inchiesta sul covid.
“Ci riteniamo offesi come esponenti della montagna dalla risposta del ministro Calderoli rispetto ad una lettura dell'uso improprio delle risorse negli ultimi anni per i comuni montani. L'azione del governo sulle aree montane è una presa in giro: si annunciano leggi a favore della montagna e nel frattempo si tagliano le risorse, eliminando molti comuni dall'annovero per far sembrare che i fondi stanziati siano maggiori per i rimanenti. Ci sono tanti comuni piccoli, come Preseglie in provincia di Brescia, che dai nuovi criteri annunciati dall'esecutivo saranno esclusi dalla classificazione di montagna solo in maniera statalista e secondo algoritmi o criteri di presunti esperti che non conoscono minimamente la storia della montagna, le sue aggregazioni e la sua dinamica legata alla sussidiarietà e alla ridistribuzione delle risorse”. Lo dichiara il deputato Pd Gian Antonio Girelli in replica al ministro Calderoli durante il Question time alla Camera.
“La risposta del ministro Calderoli è irrispettosa nei confronti dei comuni montani e del principio di autonomia. Bastava condividere la classificazione con gli stessi comuni per costruire dal basso le nuove regole, invece di investire solo nel centralismo regionale che si somma a quello statale di cui la montagna non ha alcun bisogno”, conclude Girelli.
“Sulla prevenzione sanitaria si parla molto ma si agisce poco. Sono orgoglioso che il Gruppo Pd abbia voluto portare in Aula un argomento così importante invece di soffermarsi a citare governi nazionali e regionali che hanno smantellato il SSN o tolto tante conquiste che sono state raggiunte sulla prevenzione. Oggi la discussione è concentrata su un cambio di stile di vita, perché il 70% delle patologie hanno origine da come viviamo e cosa mangiamo. Ecco che quindi servono educazione e opportunità concrete per cambiare in meglio lo stile di vita: è inutile affermare che è necessario mangiare sano se nel portafoglio non ci sono soldi a sufficienza per fare la spesa”. Lo dichiara il deputato e primo firmatario della mozione Pd, Gian Antonio Girelli sulla prevenzione sanitaria.
“Prevenzione – sottolinea il parlamentare - significa avere una medicina di prossimità che è il luogo di organizzazione di una sanità che arriva al cittadino che ne ha bisogno. Prevenzione significa ridurre la distanza tra le autorizzazioni e la distribuzione dei farmaci perché 18 mesi sono troppi. Prevenzione significa affrontare la medicina di genere, oggi troppo al maschile come se le donne fossero destinate solo a essere caregiver familiari. Prevenzione significa ristabilire il patto tra tutti gli attori in campo nel mettere al primo posto il mantenimento della salute e la responsabilizzazione nel mantenersi sani e mantenere sana la collettività”. “È necessario saldare la frattura che esiste tra sanità e sociosanitario perché la fragilità sanitaria coincide con la fragilità sociale. Ventuno modelli territoriali di sanità non hanno più ragione di esistere”, conclude Girelli.
“La recente rilevazione sull’andamento dei prezzi evidenzia un fenomeno inaccettabile: beni alimentari come caffè, cioccolato, formaggi e carne registrano incrementi a doppia cifra, e per una coppia con due figli la spesa alimentare è aumentata di oltre 230 euro l’anno. Questo significa che milioni di famiglie sono costrette ad affrontare serie difficoltà, famiglie che a fronte di prezzi di beni alimentari raddoppiati e triplicati, non vedono minimamente aumentare il proprio stipendio di un centesimo.
E il governo sembra non tenerne minimamente conto. Anche perché non vediamo misure in legge di Bilancio in questo senso.
È necessario attivare strumenti mirati – da sgravi fiscali per i prodotti base a monitoraggi sui listini – affinché l’inflazione di primo giro non si trasformi in una tassa occulta per i cittadini e investire e mettere risorse per il ceto cosiddetto medio, salario minimo e reddito, per poter dare alle famiglie un po di respiro.
Per questo chiediamo che il Governo la smetta con questo silenzio e faccia qualcosa di concreto per evitare questo totale impoverimento delle famiglie”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli deputato pd e componente della commissione affari sociali della camera.
“La cessione di Iveco a un gruppo extraeuropeo rappresenta un campanello d’allarme per il futuro del nostro sistema industriale e per la capacità dell’Italia di difendere i propri asset strategici. Iveco è uno degli ultimi grandi costruttori industriali italiani nel settore dell’automotive pesante. Il trasferimento del controllo fuori dall’Unione Europea rischia di indebolire il presidio industriale nazionale e di spostare le principali leve decisionali all’estero. È indispensabile che il governo garantisca che la sede torinese mantenga un ruolo strategico e che una parte della governance resti in Italia. È necessario tutelare i lavoratori e la filiera produttiva mentre le garanzie occupazionali appaiono limitate a un orizzonte di due anni. Chiediamo un piano industriale dettagliato, con impegni vincolanti e pluriennali su stabilimenti, livelli occupazionali e investimenti in ricerca e sviluppo, per proteggere l’indotto, in particolare in Lombardia ed Emilia-Romagna.
Il caso Iveco è il sintomo di una fragilità più ampia: la mancanza di una politica industriale nazionale ed europea capace di proteggere e rilanciare i settori strategici. L’Italia deve farsi promotrice di un quadro comune europeo di difesa industriale, con strumenti pubblici d’intervento sul modello francese e tedesco. Su questi aspetti fondamentali il ministro Urso oggi in audizione non è stato in grado di assumere impegni chiari. Rimangono aperti tutti i problemi emersi: tutelare l’interesse nazionale, garantire la continuità produttiva e assicurare che Iveco resti un presidio industriale e tecnologico italiano all’interno di una strategia europea condivisa”.
Così i deputati del Pd Vinicio Peluffo, Antonella Forattini, Alberto Pandolfo, Arturo Scotto e Gian Antonio Girelli.
Nel corso degli interventi di fine seduta, il deputato dem Gian Antonio Girelli ha ricordato Jole Garuti, figura centrale dell’impegno civile e della cultura della legalità. “Ha fatto della coerenza e dell’impegno civile una forma di educazione alla libertà”, ha detto Girelli, sottolineando come Garuti, insegnante, formatrice e anima del Centro di documentazione ‘Saveria Antiochia – Osservatorio Antimafia’, abbia dedicato la vita a costruire una cultura della legalità concreta e quotidiana.
L'esponente dem ha ripercorso le tappe principali del suo percorso, dal ruolo tra le fondatrici di Libera a Milano fino al lavoro svolto al fianco di Saveria Antiochia, madre del poliziotto Roberto, ucciso dalla mafia: “Insieme hanno trasformato il dolore in impegno, creando un luogo di memoria attiva e cittadinanza consapevole. E ha ricordato anche l’impegno di Garuti nell’educazione dei giovani: “Ha insegnato che contrastare la mafia non significa solo denunciare il male, ma scegliere ogni giorno la giustizia, la responsabilità e il rispetto dell’altro”.
Con il suo intervento, Girelli ha voluto rendere omaggio alla testimonianza personale di Garuti: “La ricordiamo per la sua voce ferma, la sua mitezza ostinata, il suo passo lento e coraggioso. In lei vive la parte migliore della nostra società civile, quella che non si arrende e continua, con pazienza e tenacia, a costruire giustizia ogni giorno”.
“I dati diffusi dall’Istat sono inequivocabili e certificano il fallimento delle politiche del governo Meloni sulle liste d’attesa. Nel 2024 quasi il 10% degli italiani – parliamo di 5,8 milioni di persone – ha rinunciato a curarsi. La prima causa? Le liste d’attesa troppo lunghe. È una situazione gravissima e senza precedenti nelle dimensioni”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico e membro della Commissione Affari sociali della Camera.
“Di fronte a questi numeri – prosegue Girelli – il governo continua a raccontare che i decreti sulle liste d’attesa funzionano. Ma la realtà fotografata dall’Istat è opposta: sempre più cittadini, soprattutto donne e anziani, sono costretti a rinunciare alle cure. È una frattura sociale che mette a rischio il nostro Servizio sanitario nazionale”.
“Non servono annunci o operazioni propaganda: servono soluzioni. Il diritto alla salute non può dipendere dalla fortuna o dal conto in banca, ma servono investimenti strutturali, assunzioni stabili e una programmazione reale dell’offerta sanitaria”, conclude Girelli.
ra dal Pd impegno costante in Parlamento
“Il tumore della prostata metastatico non è solo una patologia complessa, ma una sfida per l’intero sistema sanitario: una questione di equità, qualità delle cure e responsabilità pubblica. Dove esistono modelli organizzativi integrati, multidisciplinari e continui, i pazienti ricevono diagnosi tempestive, terapie appropriate e un accompagnamento lungo tutto il percorso. Dove invece prevale la frammentazione, chi ne paga il prezzo sono i cittadini”. Così il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali e Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Prevenzione e diminuzione del rischio”, commenta i risultati dell’incontro odierno alla Camera dedicato al tumore della prostata metastatico.
Nel corso della conferenza stampa sono emerse esperienze cliniche e organizzative che dimostrano come il modello delle Prostate Cancer Unit possa rappresentare la base per una rete nazionale capace di garantire uniformità e qualità dell’assistenza. “Non si tratta di creare qualcosa di estraneo al sistema – prosegue Girelli – ma di riconoscere, valorizzare e rendere replicabili le migliori pratiche già esistenti, mettendo a sistema competenze, strutture e risorse. La buona politica ha il dovere di costruire cornici che consentano al Servizio sanitario nazionale di offrire le stesse opportunità di cura ovunque, senza differenze geografiche”.
Per Girelli è necessario “assicurare continuità alle attività avviate oggi, definendo standard omogenei e sostenendo una rete nazionale integrata per la salute maschile che includa prevenzione, diagnosi precoce, qualità dei percorsi terapeutici e presa in carico globale dei pazienti”.
Il parlamentare ha annunciato che le indicazioni emerse dal confronto di oggi “diventeranno parte di un impegno politico stabile, attraverso iniziative parlamentari e atti di indirizzo. Il documento presentato non resterà sulla carta: sarà la base per un lavoro condiviso con istituzioni, professionisti e associazioni dei pazienti. I diritti alla salute non possono dipendere dal territorio di residenza. Trasformare le migliori evidenze scientifiche e organizzative in garanzie esigibili è il nostro compito”.
“Questa giornata non chiude un percorso – conclude Girelli – lo apre. Alla qualità clinica deve corrispondere la qualità delle scelte pubbliche. E su questo continueremo a lavorare con determinazione”.
Crescono in Italia i casi di malattie sessualmente trasmissibili (MST), una tendenza che impone un rafforzamento delle politiche di prevenzione, informazione e diagnosi precoce. Se ne discute oggi e domani a Firenze all’XI Congresso Nazionale SIMaST, appuntamento di riferimento per clinici e operatori sanitari impegnati nella tutela della salute sessuale.
“L’aumento delle malattie sessualmente trasmissibili è un campanello d’allarme che non può essere ignorato”. Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari Sociali della Camera. “La salute sessuale è parte integrante della salute pubblica: occorre investire su informazione corretta, accesso tempestivo ai test, presa in carico multidisciplinare e servizi territoriali capaci di intercettare precocemente bisogni e fragilità. Prevenzione e diagnosi precoce significano equità, tutela dei cittadini e sostenibilità del sistema sanitario”.
Il Congresso SIMaST 2025 riunisce esperti da tutta Italia per condividere buone pratiche sulla gestione clinica delle MST e promuovere un approccio che integri competenze dermatologiche, infettivologiche, urologiche, ginecologiche e di salute pubblica.
“È essenziale – conclude Girelli – promuovere un dialogo chiaro sulle MST, migliorare l’accesso agli screening e sostenere i professionisti sanitari nella diffusione di strumenti e percorsi efficaci. La prevenzione è una responsabilità collettiva e la politica deve fare la sua parte, rafforzando servizi e programmi dedicati”.
“Le analisi Gimbe confermano ciò che denunciamo da mesi: dietro l’apparente aumento delle risorse per la Sanità contenuto nella prossima legge di Bilancio si nasconde un vero e proprio definanziamento strutturale. Il gap di 17,5 miliardi tra quanto sarebbe necessario per mantenere il livello di finanziamento al 6,3% del Pil e quanto realmente stanziato nel periodo 2023-2026 certifica una scelta politica chiara: continuare a indebolire il Servizio sanitario nazionale”.
Così commenta il deputato del Pd Gian Antonio Girelli la proposta di bilancio aggiungendo, inoltre che “non basta sbandierare aumenti nominali. In rapporto al Pil, dopo un breve rialzo nel 2026, il finanziamento tornerà a scendere fino al 5,93% nel 2028, toccando un minimo storico. È un segnale gravissimo: meno risorse significa liste d’attesa più lunghe, più spesa privata per le famiglie, maggiori diseguaglianze di accesso alle cure e un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno”.
“Il Governo – conclude Girelli - fermi questa deriva. Servono investimenti veri e strutturali, programmazione, personale e strumenti per garantire universalità, equità e qualità delle cure. La sanità pubblica è un pilastro della nostra democrazia: continuare a indebolirla significa mettere a rischio la coesione sociale e il diritto alla salute di milioni di cittadini”.
Dobbiamo cancellare ogni forma di pregiudizio
“Oggi, giornata mondiale della salute mentale, deve essere l’occasione di una riflessione su come vada potenziata la presa in carico di questa patologia. Agendo su due versanti:
uno prettamente sanitario, investendo sul supporto psicologico, sulla rete territoriale, sulle diagnosi precoci, su percorsi di cura adeguatamente seguiti. Un altro di natura culturale. Dove deve essere cancellata ogni forma di pregiudizio e di stigma che spesso accompagnano questa patologia, portando le persone che ne sentono i sintomi a rivolgersi con fiducia alla rete di cura, facendo in modo che vi sia una capacità di tenere incluso chi ne è colpito nel tessuto lavorativo e sociale. Così come ad essere di reale supporto alle loro famiglie. Un cambiamento che deve vedere quindi nella prevenzione un obiettivo prioritario teso a migliore lo stato di salute della comunità e, non dimentichiamolo, anche a diminuire la spesa nella cura. Nell’occasione è doveroso ringraziare il personale sanitario, gli operatori del terzo settore, la rete di volontariato che sono vicini alle persone in difficoltà spesso sopperendo alle lacune delllo Stato”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del PD e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, in occasione della giornata mondiale della salute mentale.