"In tema di politiche del lavoro l'opposizione riesce a fare sintesi e a presentarsi unita con proposte concrete. Dopo la sconfitta della maggioranza al referendum, è la dimostrazione che un'alternativa credibile sta prendendo forma". Lo afferma il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, intervenendo sull'esito del referendum e sulla risposta della maggioranza, sottolineando come l'opposizione stia invece costruendo un'alternativa credibile e concreta.
“La reazione del governo – aggiunge l’esponente dem - è però emblematica. Anziché dire 'fermiamoci un attimo, sediamoci e approviamo il salario minimo', la destra non ha trovato niente di meglio che presentare la legge elettorale. Cioè il modo in cui cercano a tavolino di non perdere le elezioni.
"È incredibile – conclude Scotto - quale sia la scala delle priorità di un governo che evidentemente pensa di più a mantenere il potere piuttosto che a risolvere i problemi di milioni di lavoratori. Lavoratori che hanno perso potere d'acquisto, che non riescono a fare la spesa e che sono condannati a una vita precaria".
"In tema di politiche del lavoro l'opposizione riesce a fare sintesi e a presentarsi unita con proposte concrete. Dopo la sconfitta della maggioranza al referendum, è la dimostrazione che un'alternativa credibile sta prendendo forma". Lo afferma il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, in un'intervista sui canali social dei deputati Pd, in merito all'esito del referendum e alla risposta della maggioranza, sottolineando come l'opposizione stia invece costruendo un'alternativa credibile e concreta.
“La reazione del governo – aggiunge l’esponente dem - è però emblematica. Anziché dire 'fermiamoci un attimo, sediamoci e approviamo il salario minimo', la destra non ha trovato niente di meglio che presentare la legge elettorale. Cioè il modo in cui cercano a tavolino di non perdere le elezioni.
"È incredibile – conclude Scotto - quale sia la scala delle priorità di un governo che evidentemente pensa di più a mantenere il potere piuttosto che a risolvere i problemi di milioni di lavoratori. Lavoratori che hanno perso potere d'acquisto, che non riescono a fare la spesa e che sono condannati a una vita precaria".
“La fotografia dell’Ocse sull’Italia è impietosa e conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il governo non ha il timone della situazione e che il Paese naviga a vista. Le previsioni sulla crescita del Pil vengono ulteriormente tagliate anche a causa a causa del lievitare dei costi dell’energia provocati dalla folle guerra scatenata da Trump e Netanyahu. La manovra di bilancio è ormai morta e sepolta, a dimostrazione che il governo non ha una politica economica. Il decreto Bollette è ormai privo di senso perché incapace di affrontare le emergenze, con effetti negativi su occupazione e famiglie. La verità è che l’Italia affonda e il governo fa ammuina: venga subito in Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Oggi in question time in commissione Lavoro alla Camera abbiamo chiesto al governo per quale motivo continuano a invitare ai tavoli ministeriali organizzazioni datoriali e sindacali che firmano i contratti pirata. Una denuncia che è arrivata direttamente da Confindustria, Confcommercio e Confesercenti. La viceministra Bellucci non ha risposto praticamente nulla. Non ha nemmeno stigmatizzato l’episodio. E’ un fatto molto grave, anche perché si è aggirato il quesito posto dal Pd che si riferiva a una vicenda specifica. Crediamo sia necessario un chiarimento urgente. Il governo deve dire esplicitamente che non asseconda chi fa dumping salariale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Se l’esito dell’analisi del voto referendario nella destra è l’accelerazione della legge elettorale, vuol dire che non hanno capito niente. Stanno peggio di un pugile suonato. Mi sarei aspettato che avessero detto: messaggio ricevuto, mettiamo subito in calendario il salario minimo e votiamolo insieme. Invece, la risposta è: troviamo un escamotage per perdere meno voti possibili. Pensano a salvarsi, non a salvare l’Italia”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Ha vinto la forza della Costituzione. Ogni volta che provano a toccarla, perdono. Milioni di cittadini hanno detto un NO netto alla volontà di sottomettere la Magistratura al potere del Governo. Se passavano ora, avrebbero preso tutto. Ora dobbiamo costruire l’alternativa. Perché questo è stato anche un No alla guerra, un No all’affossamento del Salario Minimo, un No al definanziamento di sanità e scuola. Continueremo testardamente unitari come ha detto Elly Schlein a unire e rinnovare il campo progressista”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Meloni parla di ‘manina’ a proposito di Delmastro. Per lei la responsabilità non è di chi fa una società con la figlia di un prestanome del clan Senese. Ma piuttosto di chi ha rivelato questa vicenda grave all’opinione pubblica. Meloni evoca complotti perché ha paura di perdere”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Ho assistito con un certo stupore al piccolo corteo di Napoli promosso dall’Ugl a difesa del contratto sottoscritto con Glovo. Peraltro l’Ugl è l’unico sindacato ad averlo siglato. Si attaccano le inchieste della magistratura di Milano che hanno scoperchiato lo sfruttamento di quarantamila lavoratori e si ribadisce che i ciclofattorini sono lavoratori autonomi e non dipendenti. E tali devono restare. Se fossero davvero lavoratori autonomi non è chiaro per quale motivo i rider debbano essere del tutto eterodiretti dall’algoritmo, con un controllo costante e pervasivo e con procedure che non consentono di disconnettersi, pena l’applicazione di sanzioni, fino alla cancellazione dalla piattaforma. Infine, quella manifestazione ha preso di mira la Cgil con toni squadristici senza precedenti. Pensiamo che sia davvero incredibile che si difendano nei fatti dei contratti pirata, nonostante gli interventi della magistratura, e si chieda di continuare così come è senza porsi l’obiettivo di una stabilizzazione di chi lavora con turni massacranti e senza alcuna tutela”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Delmastro è un caso da studiare. O è sfortunato o è un avventuriero. In ogni caso va cacciato dal Governo. Meloni non lo farà. Sapeva ma ha taciuto. Forse per paura del referendum. Una bistecca tricolore andata di traverso. Ma soprattutto un’idea proprietaria delle istituzioni”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
"I lavoratori italiani stanno pagando seriamente gli effetti della guerra di Trump e Netanyahu. L’impennata del costo del carburante ha effetti immediati sul carrello della spesa. Gli italiani sono costretti a contare i soldi per arrivare alla quarta settimana. Meloni aveva promesso di fermare qualsiasi operazione speculativa. Ma si è limitata a dirlo, senza fare praticamente nulla. Troppo impegnata a spacciare fake news sul referendum che ha paura di perdere. Schlein ha proposto una misura immediata sulle accise mobili per evitare effetti devastanti della speculazione. Chiediamo un provvedimento immediato che vada in questa direzione per salvare il potere d’acquisto dei salari di milioni di persone".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Vorrei ricordare al presidente della commissione Lavoro della Camera, Rizzetto, che la Cgil non fa propaganda per il No utilizzando le indagini sul caporalato. Prende semplicemente atto che è stata la magistratura a scoperchiare il sistema di sfruttamento che emerge in larga parte del tessuto produttivo senza che il governo di destra abbia fatto mezzo provvedimento per arginarlo. Quella stessa magistratura che dalle parti del ministero della Giustizia definiscono ‘plotone di esecuzione’. Anziché attaccare il sindacato, si siedano al tavolo con le parti sociali e trovino misure per contrastare i contratti pirata, i subappalti al ribasso, il sottosalario”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Presenteremo una interrogazione al Mimit sulla presenza ai tavoli delle organizzazioni che firmano contratti pirata. Urso ha il dovere di dare spiegazioni. Non è la prima né l’ultima volta che accade: questo governo nei fatti accetta che i lavoratori possano essere sfruttati con la concorrenza al ribasso. Diventa sempre più chiaro per quale motivo hanno detto di no al salario minimo”. Così una nota del capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto.
“L’emergenza italiana si chiama potere d’acquisto dei salari e degli stipendi. Persino l’INPS certifica che per effetto della crescita inflattiva i lavoratori perderanno un mese di stipendio. Ma questo è il governo che ha rinnovato il contratto del pubblico impiego riconoscendo ai dipendenti solo un terzo dei soldi persi. Da mesi chiediamo una sessione straordinaria del Parlamento sulla questione salariale. Ma per la presidente Meloni l’emergenza non è questa: bocciano il salario minimo, i congedi paritari, la settimana corta. Per loro la priorità è mettere i magistrati sotto tutela e la legge elettorale per evitare di perdere. Per noi e per tutti gli italiani, come si arriva a fine mese”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
"Promettere favori per trascinare le persone al voto nei referendum è qualcosa di inaudito. Eppure lo ha fatto il deputato Mattia di Fdi elogiando il clientelismo. Una vergogna. Stiamo parlando della nostra Costituzione, non delle elezioni di una bocciofila. Meloni si dissoci".
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
"Meloni attacca i giudici ma non si occupa di bollette. Parla in maniera ignobile di libertà per gli stupratori ma dimentica che le persone stanno facendo i conti con l’emergenza della benzina. Parla di tavoli immaginari con le opposizioni ma non fa una cosa semplice: accogliere la proposta di Elly Schlein sulle accise mobili. Basta con la propaganda, c’è un paese che sta soffrendo a cui occorre dare risposte immediate di fronte a una emergenza generata dai suoi amici Trump e Nethanyahu". Lo dichiara in una nota Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.