“Con un emendamento al decreto fiscale a firma del presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI), Fratelli d’Italia tenta di reintrodurre il ravvedimento speciale per chi aderisce al concordato preventivo biennale 2025-2026, già escluso dal governo nella precedente versione del provvedimento. Siamo di fronte all’ennesimo condono mascherato, che va nella direzione sbagliata e mina la credibilità del sistema tributario”. Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo del Partito Democratico in commissione Finanze alla Camera.
“Questa politica di continui condoni, rottamazioni e agevolazioni a beneficio di categorie selezionate di contribuenti – prosegue Merola – non solo incentiva l’evasione fiscale, ma riduce drasticamente il tasso di adesione spontanea al pagamento delle imposte, creando un sistema iniquo dove chi rispetta le regole è penalizzato due volte. È un colpo diretto alla fiducia dei cittadini nello Stato e alla tenuta del nostro welfare, dalla sanità all’istruzione, fino all’assistenza”.
“Il Partito Democratico – conclude – è e resterà contrario a ogni misura che favorisca i furbi a scapito della collettività. Serve un fisco equo, certo e trasparente, capace di sostenere una società giusta e inclusiva, non l’ennesimo favore elettorale camuffato da provvedimento fiscale”
“In risposta alla surreale nota stampa di Bonguerrieri urge rispondere perché la solita pratica di propaganda e disinformazione che questo governo pratica si fermi e smetta di speculare sulla pelle di alluvionati e dei territori. Nessuna schizofrenia, patologia che eviterei di tirare in ballo nel rispetto di chi ne soffre davvero. La malafede invece la rimandiamo al mittente, ovvero a coloro che da una parte usano toni trionfalistici approvando migliorie che vi chiediamo da due anni e che avete sempre, voi sí, rifiutato o ignorato. Oggi arrivate, dopo aver ripristinato un clima collaborativo che avevate contribuito ad avvelenare con le accuse dei vostri ministri a regione e sindaci - questo governo non è un bancomat, accuse di mala gestione, conferenze stampa in piena emergenza per polemizzare contro chi stava salvando vite, ricordate? Siamo al secondo Commissario in due anni, il quale con spirito repubblicano sta lavorando a stretto contatto con regione e sindaci e che grazie a questa cooperazione si sono fatti significativi passi in avanti. A loro, ai territori, ai sindaci, ai comitati degli alluvionati va il sostengo per aver lavorato nonostante tutto e nonostante le mancanze e le migliorie che solo oggi avete concesso loro dopo due anni di richieste. Il decreto risulta insufficiente sulla prospettiva, quella chiedono i cittadini, sapere se potranno rimanere nei propri territori perché le Istituzioni stanno realmente affrontando la crisi climatica e le sue conseguenze con serietà e responsabilità. Questo il punto che abbiamo reputato gravemente insufficiente e che ha motivato il voto contrario. Lasci stare quindi i malati psichiatrici e se ci chiedete se siamo in malafede allora no, siamo coerenti ed esigenti per i nostri territori e per il diritto a restare dei nostri cittadini e delle nostre imprese” così la deputata democratica Ouidad Bakkali.
“Fratelli d’Italia torna all’attacco per riproporre un bel condono sotto forma di ravvedimento speciale per chi aderisce alla seconda versione del concordato preventivo biennale. Un’ipotesi già respinta dal governo, ma che ora rispunta grazie a un emendamento al decreto fiscale presentato dal presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI)”. Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, componente della commissione Bilancio e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.
“Si tratta dell’ennesimo tentativo di piegare la leva fiscale a una concezione profondamente clientelare: provvedimenti di favore per gruppi ben identificati di contribuenti, con l’obiettivo evidente di ottenerne il sostegno elettorale. Ma così facendo – prosegue l’esponente Pd – si costruisce un fisco colabrodo, dove a parità di reddito si pagano imposte profondamente diverse. Un sistema in cui chi rispetta le regole viene doppiamente penalizzato: paga più degli altri e subisce la concorrenza sleale di chi, evadendo le imposte, può offrire prezzi più bassi senza alcuna conseguenza.”
“La morale, purtroppo, resta sempre la stessa: rubare alla collettività non è considerato un furto. Il Partito Democratico continuerà a contrastare con forza questa deriva, per difendere un principio basilare di equità fiscale e rispetto delle regole”, conclude
Tema serio, non sia ennesimo diversivo estivo
"Siamo pronti a un confronto serio e nel merito sulla proposta di Forza Italia, ma nelle sedi istituzionali, non a mezzo stampa. Lo Ius Scholae riguarda vite reali, non può diventare un nuovo dibattito agostano buono solo per riempire l’estate politica", dichiara la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali della camera, Simona Bonafè.
"Chiediamo la calendarizzazione della proposta in Parlamento. Abbiamo una nostra legge depositata, chiara sia su Ius Soli che Ius Scholae, e siamo disponibili al dialogo per miglioramenti concreti. Ma il confronto – conclude la democratica – deve restare serio e rispettoso del tema, coinvolgendo anche le associazioni che da anni si battono per questa riforma".
“Accogliamo con favore l’iniziativa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che ha annunciato di aver avviato un confronto con la Commissione Europea per fare chiarezza sui meccanismi di formazione dei prezzi dei voli da e per la Sicilia e la Sardegna. Un’azione importante, che nasce dall’indagine conoscitiva avviata nei mesi scorsi sugli algoritmi di prezzo utilizzati dalle compagnie aeree, anche dopo le nostre ripetute richieste e che punta a rafforzare la trasparenza delle tariffe e la concorrenza effettiva a vantaggio dei cittadini. Si tratta di un passo avanti decisivo verso il riconoscimento del diritto alla mobilità per i residenti delle isole, troppo spesso penalizzati da costi eccessivi dei biglietti. È fondamentale che l’azione dell’Antitrust non si limiti alla comparabilità delle tariffe, ma vada fino in fondo per individuare eventuali pratiche scorrette o accordi tra operatori che limitano la concorrenza e ostacolano la mobilità delle persone". Così il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.
"Per questo - prosegue l'esponente dem - chiediamo alla premier e al suo governo di sostenere al massimo livello istituzionale l’iniziativa dell’AGCM, non restando alla finestra ma impegnandosi attivamente nel confronto con Bruxelles, affinché si arrivi a risultati concreti e misurabili. Il tema della trasparenza dei prezzi non riguarda solo i voli. È urgente estendere questo approccio anche ai collegamenti marittimi da e per la Sicilia e la Sardegna, dove negli ultimi mesi si sono registrati rincari significativi, presenti negli anni scorsi e ora accentuati dal sistema ETS (Emission Trading Scheme) sulle emissioni navali. Anche in questo caso servono controlli e trasparenza: i passeggeri hanno diritto di sapere se e in che misura i nuovi costi ambientali incidano realmente sulle tariffe e se le compagnie stiano trasferendo oneri in modo proporzionato o se vi siano margini di speculazione. Le isole italiane sopportano un costo aggiuntivo strutturale legato alla propria condizione geografica: per la Sardegna, si stima che il costo complessivo dell’insularità per l’economia regionale sia pari a oltre 5.700 euro pro capite. Solo il sovraccosto legato al trasporto di persone e merci supera i 660 milioni di euro annui. Per la Sicilia, l’impatto è stimato a circa 1.200 euro per abitante. I costi del trasporto marittimo, in particolare, risultano più alti del 36% rispetto alla media nazionale".
"In entrambi i casi - conclude Lai - questi costi si traducono in un minor accesso ai servizi, un disincentivo agli investimenti e una penalizzazione per il turismo e l’economia locale. Intervenire con misure concrete sulla trasparenza delle tariffe e sulla concorrenza reale è un modo per iniziare a colmare questo gap. L’iniziativa dell’Antitrust può essere una svolta attesa da anni, se accompagnata e rafforzata dal governo italiano. Garantire prezzi giusti e trasparenti per i collegamenti da e per le isole, sia aerei che marittimi, non è solo una questione di mercato, è un principio di equità e coesione nazionale."
“L'emendamento del governo approvato oggi in commissione sul dl infrastrutture e' un preoccupante passo indietro sulla normativa antimafia in un settore particolarmente permeabile come quello dell'autotrasporto”, così il capogruppo democratico in commissione trasporti della camera, Anthony Barbagallo che aggiunge “si tratta di un pericoloso passo indietro che restringe molto il campo dei controlli antimafia”.
“Il dialogo e il confronto nel merito della proposta e del testo sono il cuore del nostro lavoro nell’Istituzione parlamentare e non mancheranno. Non sia un altro dibattito agostano, come lo fu lo scorso anno, parliamo di vite e storie vere di ragazzi e ragazze che nascono, crescono qui e non si vedono riconosciuti come cittadini e come italiani e questo comporta reali sofferenze e concrete discriminazioni. Siamo pronti a confrontarci, a dialogare perché possano esserci miglioramenti concreti.
Noi abbiamo una proposta di legge depositata con proposte molto chiare sia per quanto riguarda sia lo ius soli che lo ius scholae, punto sul quale si esprime la proposta di Forza Italia che è chiaramente lontana dalla nostra per i tempi e per gli aspetti di meritocrazia che lega il diritto alla cittadinanza all’esperienza scolastica di questi ragazzi e ragazze. Questo percorso per parte nostra sarà affrontato tenendo aperto il dialogo anche con le associazioni e i movimenti che da anni promuovono questa riforma perché possano partecipare e continuare ad esprimere le loro proposte alle quali continueremo a dare voce”
Così la deputata democratica Ouidad Bakkali che chiede a Fi la calendarizzazione parlamentare della proposta.
“Se le anomalie e le distorsioni nel mercato dell’energia sono state possibili, come emerge dal rapporto ARERA, allora è evidente che c’è stata una grave falla nei meccanismi di controllo e vigilanza. E questa è, a tutti gli effetti, una responsabilità politica. Il governo non può limitarsi a fare finta di niente: se per mesi non ha vigilato, se non ha chiesto conto, se ha ignorato gli allarmi lanciati da più parti sul caro energia, oggi deve fare ammenda. Deve ammettere che qualcosa non ha funzionato – e che a pagarne il prezzo sono state famiglie e imprese. 5 miliardi sono una cifra enorme su cui serve trasparenza: non è un favore, è un dovere istituzionale che il governo deve garantire”. Lo dichiara Andrea Casu, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio.
“Si chiude una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria che ha investito la mia famiglia come un tornado. Ho sempre dichiarato la mia fiducia nella magistratura e mi sono sempre e solo difeso nelle aule giudiziarie. Oggi la verità viene finalmente alla luce ed è una bella giornata.”
Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito democratico, in merito alla sentenza di assoluzione della Corte d’Appello di Torino che chiude una lunga vicenda giudiziaria iniziata 8 anni fa e che aveva portato ad una serie di avvisi di garanzia da parte della Procura delle Repubblica di Bari, poi archiviati dopo anni di indagine per insussistenza della notizia di reato, e al processo che si era celebrato a Torino con la condanna in primo grado a 5 mesi per finanziamento illecito ai partiti.
"L’elezione di Joan Pere Pons alla presidenza dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE è un risultato importante per il Gruppo Socialista e Democratico e per tutta l’organizzazione. Grazie anche al sostegno convinto della delegazione del Partito Democratico, si rafforza un orientamento progressista e multilaterale in un contesto internazionale che richiede dialogo, cooperazione e difesa della democrazia" lo dichiarano in una nota i membri democratici della delegazione italiana all'Assemblea parlamentare dell'OSCE, Alessandro Alfieri ed Enzo Amendola, a margine della 32ª Sessione annuale in corso in Portogallo.
“Sullo ius scholae siamo pronti a discutere, la posizione del Partito Democratico è chiara così come la disponibilità a cercare dialogo in Parlamento per dare diritti di cittadinanza a quelle bambine e bambini a cui oggi sono negati. Si tratta di una norma di civiltà. Mi auguro che almeno questa volta Forza Italia non soprassieda rispetto alle posizioni della Lega, come avvenuto con le norme sulle detenute madri. I diritti dei minori non possono essere messi in discussione, Forza Italia ne chieda subito la calendarizzazione, il Pd sarà pronto a discuterne”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza.
“Abbiamo depositato oggi una interrogazione urgente al Governo dopo che Glovo ha annunciato l’introduzione di incentivi economici ai rider per lavorare anche a 40 gradi. Una scelta grave, che per un po’ di soldi in più rischia di mettere a rischio la vita delle persone che lavorano. Nel testo abbiamo posto questa domanda e pretendiamo una risposta dal Governo: ‘Quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di assicurare l’integrale rispetto della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per i lavoratori della citata società, scongiurando che iniziative come quelle indicare in premessa possano trasformarsi in indiretti incentivi a mettere a rischio dei lavoratori che svolgono l’attività gravosa di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore, attraverso piattaforme anche digitali’”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Quanto emerso nell’ambito dell'indagine avviata da ARERA sul funzionamento dei mercati elettrici nel 2022-2024 è di una gravità assoluta. Le notizie riportate da organi di stampa, secondo cui ci sarebbe stato un vero e proprio cartello tra produttori per manipolare il mercato e gonfiare artificialmente i prezzi dell’energia, impongono una risposta immediata, trasparente e pubblica. Parliamo di un possibile danno per famiglie e imprese stimato in 5 miliardi di euro, nel pieno di una crisi che ha già messo a dura prova la tenuta sociale ed economica del Paese.”
“Il Partito Democratico ha più volte richiesto nel corso dei mesi di fare luce sul meccanismo di formazione del Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, così come abbiamo sollecitato più volte che venissero resi pubblici gli esiti dell’indagine conoscitiva avviata da ARERA con la delibera 401/2024/R/eel. La pubblicazione era prevista entro il 31 marzo scorso. A oggi, siamo a luglio, e solo nelle ultime ore – senza alcuna comunicazione ufficiale – sarebbe stato reso disponibile un rapporto tecnico da cui emergerebbero elementi molto preoccupanti, su cui è necessario far piena luce.”
“Non possiamo permettere che un tema così delicato venga gestito in silenzio. Serve subito un’informativa urgente in Aula del Ministro Pichetto Fratin. Serve trasparenza. Serve una discussione pubblica in Parlamento a partire da un’audizione di Arera che chiediamo venga in Commissione. Non è accettabile che il governo continui a tacere mentre i cittadini e le imprese rischiano di aver pagato, ingiustamente, miliardi in bollette gonfiate da comportamenti speculativi.”
“Chiediamo al Ministro Pichetto Fratin di attivarsi immediatamente per sollecitare ARERA a fornire pubblicamente e in modo completo gli esiti dell’indagine e a chiarire quali misure intenda adottare per impedire che simili distorsioni possano ripetersi. È tempo di responsabilità, non di reticenze”. Così il democratico Vinicio Peluffo, Vicepresidente Commissione Attività Produttive della camera dei deputati Camera dei Deputati.
“L’ANSFISA è nata dopo la tragedia del Ponte Morandi per vigilare sulla sicurezza delle ferrovie e delle grandi infrastrutture, ma oggi verserebbe in una condizione di paralisi gestionale, con personale tecnico insufficiente, concorsi falliti, incarichi dirigenziali opachi e l’assenza di un vero corpo ispettivo operativo”. Lo rendono noto i deputati del Pd, Silvio Lai e Anthony Barbagallo, che hanno presentato un’interrogazione parlamentare urgente, a prima firma di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, sullo stato di grave disfunzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA).
“L’Agenzia, preposta a garantire la sicurezza dell’intero sistema ferroviario italiano e di numerose infrastrutture critiche, è stata oggetto di una denuncia unitaria da parte di tutte le rappresentanze sindacali, che ne segnalano il possibile ruolo nell’origine di numerosi episodi di guasti e ritardi che affliggono le ferrovie italiane.
Secondo la denuncia unitaria dei sindacati (FP CGIL, UILPA, CONFINTESA, CIDA, USB), l’Agenzia disporrebbe di appena 270 tecnici su 668 unità previste, con intere regioni prive di ingegneri incaricati dei controlli, rendendo impossibile l’attività di vigilanza che dovrebbe essere la vocazione esclusiva dell’ente. ANSFISA, invece, sarebbe stata riempita di personale amministrativo non tecnico, snaturando la sua funzione originaria.
I ritardi, i blocchi e i disservizi che colpiscono quotidianamente il sistema ferroviario nazionale – proseguono i deputati dem – non sono frutto del caso. Se l’Agenzia deputata alla sicurezza viene privata di risorse, personale e strumenti, è inevitabile che il sistema ne risenta gravemente, con ricadute dirette sulla vita dei cittadini”.
L’interrogazione, sottoscritta anche dai deputati PD Casu, Ghio, Morassut e Graziano, chiede “al Ministro Salvini conto dell’istituzione di una quarta Direzione Generale, che assorbirebbe ulteriori risorse per nuovi incarichi dirigenziali, invece di risolvere le attuali e gravi criticità ispettive, unica vera funzione dell’Agenzia.
Particolarmente grave è lo stato di abbandono delle sedi territoriali, che dovrebbe allarmare qualunque governo attento alla sicurezza pubblica. A Cagliari, la sede è priva di pulizie da oltre due mesi; a Catania, la sede è chiusa da tempo, con il personale costretto a lavorare in modalità agile in modo permanente. Una situazione indegna di un’Agenzia nazionale per la sicurezza”.
“Il Governo – concludono Barbagallo e Lai – ha il dovere morale e politico di intervenire subito. Non si può accettare che chi dovrebbe garantire la sicurezza dei trasporti sia messo nelle condizioni di non poterlo fare”.
“Siamo estremamente preoccupati per l’evoluzione della vertenza Trasnova. Il tavolo convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non ha prodotto alcun passo avanti concreto. Anzi, la situazione appare ancora più incerta e rischiosa. Se non si interviene subito, il 31 dicembre le lavoratrici e i lavoratori si ritroveranno esattamente come un anno fa: senza commesse, senza prospettive, senza lavoro. È uno scenario inaccettabile. Il governo ha il dovere di fare la propria parte, a partire da un confronto serio con Stellantis. Noi saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e sosterremo tutte le mobilitazioni che i sindacati metteranno in campo nelle prossime settimane. Nessun posto di lavoro può essere sacrificato. E nessun silenzio istituzionale può essere accettato”.
Così i deputati democratici Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Marco Sarracino, della segreteria del Pd.