18/06/2025 - 18:00

“Da 18 mesi assistiamo ad attacchi israeliani con bombardamenti indiscriminati sulla Striscia di Gaza. Oltre 54mila persone sono state uccise, tra cui 18mila bambini, un'intera generazione di palestinesi. A ciò si aggiungono le operazioni militari israeliane in Libano, Siria, Cisgiordania, Yemen e, ora, Iran, un Paese di 90 milioni di abitanti. Il rischio di un’ulteriore escalation è gravissimo e va fatto tutto il necessario per impedirlo.” Lo dichiara Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

“L’obiettivo dell'attacco all'Iran – prosegue l’esponente dem – oltre a cancellare il sesto round dei negoziati sul programma nucleare iraniano e rimandare la conferenza prevista a New York in questi giorni sulla soluzione a due stati, osteggiata dal governo Netanyahu, è anche quello di oscurare ciò che accade a Gaza e ritrovare il sostegno dei paesi occidentali che nelle ultime settimane vacillava a causa dei crimini commessi dal governo Netanyahu nella Striscia. Ma non possiamo permettere che ciò avvenga. Ogni giorno a Gaza, nonostante non se ne parli più, migliaia di civili affamati si riversano nei centri di distribuzione gestiti dall'organizzazione israelo-americana ‘Gaza Humanitarian Foundation’, che non ha alcune competenza umanitaria, ma raccoglie dati anche biometrici dei beneficiari palestinesi da consegnare all’esercito israeliano. E quotidianamente l’IDF e i contractors sparano sui civili ridotti allo stremo e in attesa di ricevere gli aiuti, uccidendone a decine. Tutto questo è inaccettabile. Il silenzio è colpevole. La legalità internazionale, così come l’Europa dei diritti e della solidarietà tra i popoli, sono sepolti sotto le macerie di Gaza".

“Il Partito Democratico – conclude Boldrini – continuerà a promuovere iniziative, dentro e fuori dal Parlamento, con le altre forze politiche progressiste e le associazioni per tenere viva l'attenzione su Gaza, per denunciare lo sterminio del popolo palestinese e fare pressione perché si ponga fine a tutto ciò. Se la comunità internazionale, governo italiano incluso, continuerà a voltarsi dall’altra parte si macchierà di una colpa di cui la storia le presenterà il conto”.

 

18/06/2025 - 17:59

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato e rappresenta una leva fondamentale per il rilancio economico e sociale del Paese. Per questo, come richiesto dal gruppo PD al Parlamento europeo, ritengo utile lavorare in UE, se possibile, per una modifica normativa che consenta una proroga di 18 mesi rispetto all'utilizzo dei fondi restanti del Next Generation EU non ancora spesi”, dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico nella commissione affari europei della Camera.
“Il Governo italiano – prosegue – cosa intende fare? Intende sostenere in Consiglio questa istanza, considerato anche i gravi ritardi nell'attuazione del Piano in Italia di cui è responsabile, e che rischiano di mettere in discussione milioni di euro destinati a opere pubbliche nei nostri territori? È una richiesta del resto che arriva da sindaci, amministratori locali e cittadini, che non possono essere penalizzati per colpe non loro. Con la stessa chiarezza – aggiunge De Luca – diciamo no all’ipotesi di destinare le risorse del PNRR e del Next Generation EU alla spesa militare. Chiediamo al Governo Meloni e alla sua maggioranza – conclude – di fare ogni sforzo per rispettare il cronoprogramma stabilito, ma di attivarsi comunque con urgenza in sede europea per evitare di perdere questa occasione storica per colpa della sua inerzia ed incapacità.”

18/06/2025 - 17:58

“Anziché abbassare le bollette dell’energia, il Governo Meloni continua ad aumentare i costi per famiglie e imprese. Con un emendamento approvato nottetempo nell’ultima legge di bilancio, il Governo ha cancellato le gare previste dalla legge Bersani del 1999 per le concessioni della distribuzione elettrica. Queste concessioni, ora automaticamente rinnovate, non sono più gratuite ma comportano un onere finanziario che le società devono versare allo Stato. Il problema? Questo costo viene riconosciuto dal Governo come investimento infrastrutturale e scaricato direttamente nelle bollette degli italiani. Il Partito Democratico si è fermamente opposto a questa norma, e oggi trova conferma nella relazione annuale dell’ARERA, l’autorità indipendente di regolazione del settore energetico. Nella relazione si legge chiaramente: “L'Autorità ritiene che questa previsione si ponga in contrasto con i principi generali di tariffazione basata su costi efficienti del servizio e che, a tutela degli interessi di utenti e consumatori, risulti dunque opportuno minimizzare, se non annullare, l'impatto dell'onere di rimodulazione in bolletta”. Il decreto del Governo è ora soggetto a parere parlamentare, e in quell’occasione faremo valere la voce dei consumatori, che si oppongono con forza a questo ennesimo aggravio nascosto nelle bollette, voluto dal Governo Meloni” così una nota del vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
 

18/06/2025 - 17:57

“In merito a quanto riportato da alcuni organi di stampa, è doveroso fare chiarezza: è del tutto falso che il Partito Democratico sia favorevole all’istituzione di una "riserva militare" nei termini proposti dalla maggioranza”, così il capogruppo democratico nella commissione difesa della Camera, Stefano Graziano che sottolinea come: “la proposta di legge che ho presentato un anno e mezzo fa non ha alcun assetto militare, né prevede funzioni operative in ambito bellico. Al contrario, si tratta di un progetto pensato per valorizzare – in chiave civile e sociosanitaria – e supportare le attività logistiche e assistenziali della Croce Rossa”.
“È evidente – sottolinea Graziano - che la nostra proposta di  legge è profondamente diversa da quella presentata dal presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, che – come si legge chiaramente nel testo della proposta di legge della maggioranza – prevede esplicitamente il possibile utilizzo della riserva in caso di guerra. Ogni tentativo di confondere i piani o di attribuirci intenti che non ci appartengono è strumentale e inaccettabile” conclude Graziano.

18/06/2025 - 17:56

“L'Istat ci dice che nei prossimi dieci anni il 90% dei comuni delle aree interne del nostro Paese avrà un importante calo demografico ma, ciononostante, il governo si conferma sordo alle difficoltà delle persone e dei tanti giovani che saranno costretti a lasciare l'Italia. Anzi, questo governo continua a tagliare le risorse: -7,7 miliardi di euro di spesa corrente per gli enti territoriali, -3,5 miliardi di euro sul Fondo perequativo infrastrutturale e una spesa sanitaria che diminuisce rispetto al prodotto interno lordo”. Lo dice il deputato Pd, Augusto Curti, durante il Question Time alla Camera con il ministro Foti sullo spopolamento delle aree interne.
“Le aree interne del nostro Paese – continua il parlamentare - stanno affrontando una crisi strutturale molto profonda, sia in termini di spopolamento, sia per la desertificazione economica e sociale. Il programma nazionale per la Strategia nazionale aree interne ha rappresentato per molto tempo un passaggio fondamentale riconoscendo la centralità di quei territori troppo a lungo dimenticati. Oggi purtroppo questo non basta più perché dei 4000 comuni, solo meno della metà è coinvolto nei progetti della Snai. Il governo batta un colpo e la smetta di tagliare risorse e speranze ai cittadini”, conclude Curti.

 

 

18/06/2025 - 17:55

Dem presentano interrogazione: risorse promozione cinema usate per giochi di potere

“Quanto sta emergendo in queste ore sulla stampa, se confermato, sarebbe di una gravità estrema. Diverse ricostruzioni giornalistiche riportano l’utilizzo disinvolto di fondi destinati alla promozione del cinema italiano, che sarebbero stati impiegati – attraverso Cinecittà – dal vertice del Collegio Romano per finalità del tutto estranee a quelle istituzionali. Non solo: tali risorse pubbliche sarebbero state utilizzate per ‘giochi di potere’ e alimentare dinamiche di scontro e intrighi all’interno della maggioranza, con il tentativo di trarne vantaggi politici personali arrivando addirittura a promettere compensi a giornalisti. Alla luce di queste gravi accuse, riteniamo indispensabile che il Ministero della Cultura chiarisca immediatamente: il Ministro Alessandro Giuli e la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno il dovere istituzionale di fornire al più presto spiegazioni puntuali e trasparenti. I fondi pubblici devono essere impiegati nel pieno rispetto delle finalità per cui sono stati stanziati, in modo trasparente e nell’interesse esclusivo dei cittadini. Ogni utilizzo improprio va condannato senza esitazioni e accertato con tempestività. Presenteremo un’interrogazione su quanto sta emergendo” così una nota dei componenti democratici della commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, Matteo Orfini, Mauro Berruto e Giovanna Iacono che ribadiscono la richiesta, finora inascoltata, al presidente della commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, di aprire con urgenza una discussione sulla crisi dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana.

 

18/06/2025 - 17:55

“La vicenda del dossieraggio genovese da parte di esponenti di Fratelli d’Italia nei confronti della sindaca Salis è gravissima e inquietante. Dopo un sottosegretario condannato per rivelazione di segreto d’ufficio, una ministra coinvolta in plurimi procedimenti giudiziari, parlamentari armati di pistola, giornalisti spiati, e ora un dirigente del suo partito che — secondo notizie di stampa — avrebbe commissionato un dossier per colpire un avversario politico, la Presidente del Consiglio non ha proprio nulla da dire? Non sente il dovere di assumere quel rigore istituzionale che chiedeva con forza quando era all’opposizione?” Così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

18/06/2025 - 17:54

"Il ministro Foti non può dire che le aree interne sono una priorità per il suo governo. Nel suo piano strategico per le aree interne, al punto numero 4, tra gli obiettivi da raggiungere, parlando di irreversibilità della situazione, il ministro scrive: 'un numero non trascurabile di aree interne si trova già in una fase compromessa e queste aree quindi non possono porsi alcuna inversione di tendenza'. Questo è quanto ha scritto il governo e quanto afferma il suo collega Giorgetti questa mattina, sventolando bandiera bianca certificando l'ineluttabilità del processo di spopolamento. Questo governo ha detto a quelle migliaia di ragazze e ragazzi che ogni anno sono costretti ad andare via, che alla fine hanno fatto bene perché in Italia non avrebbero avuto alcun futuro. Questo governo si arrende e abbandona le aree interne". Lo dice il deputato Marco Sarracino, responsabile coesione territoriale del Pd, in replica al ministro Foti durante il Question Time sullo spopolamento delle aree interne.
"Il governo - sottolinea l'esponente dem - uccide le speranze con le sue scelte politiche: con il no al salario minimo, con i tagli alla sanità pubblica in territori dove è già difficile raggiungere le zone ospedaliere, con il taglio del fondo perequativo infrastrutturale che serviva per le nostre strade, le nostre ferrovie, le nostre reti idriche soprattutto nelle regioni dove la siccità avanza. E vuole farlo con l'autonomia differenziata che farà esplodere ancora di più diseguaglianze e divari inaccettabili. Il Pd invece, a quei ragazzi vuole offrire la speranza di un futuro nel territorio in cui nascono. Vuole garantire loro il diritto a restare". "Se il governo ritiene che le aree interne rappresentino un problema di cui liberarsi, se ritiene che chi vi abita deve essere condannato alla solitudine, alla paura di essere cittadini di serie B, con meno diritti e meno servizi, noi crediamo che quelle persone in quei territori siano una grande occasione di crescita e sviluppo nel nostro paese. E non le abbandoneremo", conclude Sarracino.

 

 

18/06/2025 - 15:47

“Lo Stato deve rispondere del modo in cui tratta chi si trova sotto la sua custodia”

«Le immagini che arrivano dal CPR di Gradisca d’Isonzo sono sconvolgenti. Un uomo inseguito, fermato con la forza, trascinato via e successivamente ripreso a terra con il volto insanguinato. Se confermato, ci troveremmo di fronte a un episodio di violenza inaccettabile, che richiede accertamenti immediati e trasparenti. Nessuna ragione può giustificare il ricorso a metodi brutali, ancor meno in una struttura dello Stato che deve occuparsi della loro custodia.» Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, segretaria della commissione Giustizia.
«I CPR continuano a essere luoghi opachi, sottratti al controllo pubblico e istituzionale, dove troppo spesso si verificano episodi di sofferenza e violazione dei diritti fondamentali. Il Cpr di Gradisca – evidenzia la deputata – è un luogo fatiscente e già in parte inutilizzabile per le condizioni dell’edificio. Il Ministro Piantedosi venga immediatamente in Parlamento a riferire, chiarisca se sono state avviate indagini interne, chi ha autorizzato l’intervento delle forze dell’ordine in quelle modalità, e che tipo di tutela sia stata assicurata alla persona coinvolta. Il diritto non si sospende nei CPR – conclude Di Biase - e lo Stato deve rispondere del modo in cui tratta chi si trova sotto la sua custodia.»

 

18/06/2025 - 15:24

“Forse finalmente anche Palazzo Chigi ha capito che serve una concertazione di qualità e che per farlo occorre dare una giusta rappresentanza: basta con i contratti pirata. Ringrazio in particolare la Uil per la campagna Zero Morti sul Lavoro”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, questa mattina alla tavola rotonda, organizzata a Borgaro Torinese dalla Uil e a cui ha partecipato anche il segretario Pierpaolo Bombardieri, dal titolo “Oltre l’emergenza”.

“La patente a crediti così concepita dal Governo non ha funzionato - ha proseguito Gribaudo - Serve un intervento più puntuale. Nessuna patente è stata sospesa: questo perché bisogna andare in giudicato e la misura non può funzionare. Conosciamo, infatti, molto bene quanto è lunga la giustizia in Italia e la misura così com’è non può avere efficacia”.

“Abbiamo bisogno di agire sotto più leve: dalla formazione alla cultura della sicurezza, passando per l’aumento del numero degli ispettori e dei loro stipendi. Ma in modo particolare serve una procura speciale o rivedere la geografia giudiziaria. Lo dobbiamo ai famigliari delle vittime che ci chiedono risposte, perché quello è un torto che si ripete due volte nei confronti di chi si è alzato per andare a lavorare e ha perso la vita” ha concluso Gribaudo.

 

18/06/2025 - 15:04

“La Toscana anche sul tema del fine vita è la terra dei diritti civili: la legge regionale rappresenta una iniziativa coraggiosa e necessaria che ha disciplinato per prima in Italia le procedure per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito secondo le prescrizioni della Corte Costituzionale. Molto resta però da fare perché questa destra oscurantista sta dimostrando ancora una volta di non saper governare, non solo impugnando la normativa regionale, ma proponendo soluzioni divisive, ideologiche che calpestano la dignità e libertà personali”: così il segretario dem della Toscana e deputato Pd Emiliano Fossi intervenendo oggi al convegno “Fine vita tra libertà e diritti” alla Camera.

 

18/06/2025 - 13:58

“Chi è Giorgia Meloni per decidere quanto debba soffrire una persona? Chi siamo noi, come Stato, per imporre a qualcuno di vivere anche quando resta solo dolore?". Lo ha dichiarato Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale, nel suo intervento durante il convegno “Fine vita tra libertà e diritti” alla Camera.

"La legge sul fine vita approvata dalla Toscana non obbliga nessuno. Applica con rigore i criteri fissati dalla Corte costituzionale affinché una persona possa dire “basta” a inutili sofferenze e sapere quali procedure seguire. Non è eutanasia di Stato, come dice la destra. È garantire il rispetto della dignità umana e della libertà. Per questo non solo difenderemo la legge toscana, ma rilanciamo: serve subito una legge nazionale sul fine vita. Una legge degna, che non arretri nemmeno di un millimetro rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale. Non è possibile che il diritto a morire con dignità debba dipendere dal codice di avviamento postale. La politica deve avere il coraggio di affrontare la complessità. Noi non ci volteremo dall’altra parte, sapendo che una legge non cancella il dolore ma dà almeno dignità a chi lo vive. E questa è una delle più alte forme di umanità che la Repubblica può praticare”.

18/06/2025 - 13:55

“Finanziamenti certi per garantire un piano complessivo di interventi per la Via Francigena: un percorso visitato ogni anno da decine di migliaia di pellegrini, provenienti da oltre 50 paesi”. Questo l’obiettivo della proposta di legge depositata a Montecitorio da Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana, per recuperare l’antico itinerario che rappresenta non soltanto un volano di sviluppo turistico sostenibile e destagionalizzato ma una vetrina internazionale per le eccellenze enogastronomiche e artigianali del paese, capace inoltre di valorizzare un tessuto umano e sociale ricco di storia, cultura e tradizione.
“Da tempo si parla di inserire la Via Francigena tra i siti Unesco patrimonio dell’Umanità ma manca una normativa organica in materia, per promuovere un coordinamento a livello nazionale capace anche di attirare contributi pubblici e privati. Fino ad oggi si sono infatti susseguiti interventi efficaci (statali, regionali in particolare della Toscana e territoriali) senza però una regia unitaria in grado di mettere realmente in rete e sviluppare il patrimonio diffuso”.
“Recentemente sono arrivate risorse attraverso il fondo per i cammini religiosi, istituito dalla Legge di Bilancio 2022: riteniamo però che la Via Francigena, per storia, cultura e tradizione debba ottenere un riconoscimento peculiare specifico. Una normativa quindi finalizzata a elevare la fruibilità dell'intero itinerario attraverso la corretta manutenzione, la conservazione e il recupero del patrimonio esistente, la messa in sicurezza del tracciato, la valorizzazione di strutture ricettive e un'adeguata informazione promozionale”.
“L'articolo 1 definisce le finalità della legge, stabilendo le modalità di intervento per la salvaguardia e la valorizzazione della Via Francigena. L'articolo 2 sancisce l'istituzione del Fondo annuale mentre l'articolo 3 indica poi le modalità di finanziamento, specificando che saranno le regioni interessate, nel pieno rispetto dell'autonomia e del decentramento amministrativo, a individuare le proposte e le priorità degli interventi. L'articolo 4 promuove progetti di collaborazione fra soggetti pubblici e privati, mentre l'articolo 5 prevede, infine, la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni della legge pari a 20 milioni di euro l’anno”, conclude Emiliano Fossi.

18/06/2025 - 12:22

Domani alla Camera ore 11 conferenza stampa del Pd_

Si terrà domani giovedì 19 giugno alle ore 11 presso la sala Berlinguer della Camera dei Deputati la conferenza stampa del Pd sul ‘caro centro estivi’.

Interverranno:

Anna Ascani, vicepresidente della Camera dei Deputati;
Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera;
Michela Di Biase, capogruppo Pd nella commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza;
Marco Furfaro, responsabile nazionale welfare Pd.

Per l’ingresso alla Sala Berlinguer da Via degli Uffici del Vicario 21 è necessario inviare un accredito all’indirizzo:
pd.ufficiostampa@camera.it

 

18/06/2025 - 12:01

“Per ISTAT la fuga dei cervelli ha origine nei bassi salari. Caritas spiega che il 30 per cento di chi fruisce dei pacchi alimentari è povero pur lavorando. Ma in Parlamento, ieri, abbiamo votato la ‘giornata nazionale sulla ristorazione’ e non il salario minimo che la destra si rifiuta di calendarizzare nonostante decine di migliaia di firme raccolte. Questo diniego continuo e inspiegabile rappresenta il testamento politico di un governo che si è definitivamente separato dalla realtà”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

 

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