"Quello che si sottovaluta della vicenda Santanchè è il messaggio a milioni di cittadini italiani in difficoltà, che fanno fatica a mettere il pranzo con la cena. Non c’entra nulla il garantismo, come evoca la destra da più parti. Il rischio è che passi l’idea che l’esercizio disinvolto nella gestione dei soldi di tutti sia tutto sommato un peccato veniale. Se sei un eletto, un amministratore o un futuro ministro non puoi usare i fondi pubblici destinati alla Cassa integrazione per far lavorare i dipendenti della tua azienda. Significa abusare di una legge dello Stato oltre che mettere i lavoratori in una condizione di sudditanza oggettiva. Se sei in cassa integrazione - pagata dallo Stato - non devi lavorare. Punto. Lo dice la norma, ma anche il buonsenso. Se invece l’impresa decide che la produzione non si ferma, tocca all’impresa pagare i lavoratori e non allo Stato e quindi ai contribuenti. Questa vicenda è paradigmatica di quale sia l’etica della responsabilità di un pezzo della classe dirigente di questo paese. Che magari va in tv e fa la fustigatrice sul reddito di cittadinanza, ma non si guarda mai allo specchio. Come se i potenti fossero in fin dei conti “legibus solitus”. Noi chiediamo un passo indietro della Ministra Santanchè per queste ragioni. Non abbiamo nessuna volontà di sostituirci a un tribunale sul caso Visibilia". Così in una nota il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro.
“La decisione di Eni Versalis di chiudere il sito di Brindisi nel bel mezzo della trattativa con Governo e parti sociali è di una gravità inaudita, che ben testimonia la sostanziale indifferenza dei vertici aziendali verso le sorti dei dipendenti e delle loro famiglie. Per di più, la progressiva dismissione degli impianti significa prepararsi a cancellare definitivamente un settore, come quello della chimica di base, fondamentale per l’industria del Paese. Il Governo dovrebbe reagire a tutto questo, muoversi per difendere i lavoratori ed evitare l’ennesima crisi industriale nell’area di Brindisi. Tutto questo è inaccettabile.“ Così Claudio Stefanazzi, deputati salentino del Partito Democratico.
"Evidentemente per Fratelli d'Italia anche per le offese ci sono sue pesi e due misure, soltanto ieri chiedevano ed ottenevano giustamente solidarietà ad una loro deputata vergognosamente insultata sui social mentre oggi, dopo poche ore, veicolano odio e commenti volgari su Maria Elena Boschi solo perché, su un ordine del giorno per riconoscere la parità di genere nella nuova composizione del Csm, si è chiesta come possa la maggioranza di una presidente del consiglio donna non sentire il dovere di sostenere una battaglia di civiltà per tutte le donne. All'esponente di Italia Viva va tutta la mia solidarietà e il mio sostegno". Così la vicepresidente vicaria dei deputati Pd Simona Bonafè.
"Il timore più diffuso, in queste ore, è che non si arrivi a rispettare tutte le fasi dell'accordo sulla tregua a Gaza. Farlo saltare, come potrebbero tentare di fare i partiti dell’ultra destra messianica israeliana, sarebbe una scelta altamente impopolare. Sia in Israele, sia in Palestina c'è la consapevolezza che non si può continuare a vivere nella guerra permanente. Netanyahu da anni dice: "Noi gestiamo il conflitto". Ma il conflitto non si gestisce. Lo dimostra il 7 ottobre, lo dimostra il tentativo di annessione violenta della Cisgiordania, lo dimostra la carneficina a Gaza con 70mila morti, e oltre 100mila feriti secondo le stime di Lancet.
La comunità internazionale non ha fatto abbastanza, in questi anni, per evitare che si arrivasse a questo punto. Ora faccia di più anche per accompagnare l'accordo fino alla fine. E per sostenere lo stato di Palestina e il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, di rientro dalla missione del Comitato stesso in Israele e Palestina.
“Amnesie e silenzi sono la prerogativa costante della presidente Meloni che rivendica di essere una donna al potere ma poi lo dimentica quando si tratta di stare dalla parte delle donne. Sui social di fratelli d'Italia vengono indirizzati insulti ed improperi alla deputata Elena Boschi sol perché avrebbe rivendicato la parità di genere nella scelta dei componenti del Csm e avrebbe segnalato che una simile battaglia dovrebbe essere fatta in primis dalle donne. La reazione è quella tipica della destra che impugna il manganello e si lascia andare ad offese sessiste e piene di odio. La presidente Meloni continua a guardare altrove. Oggi due volte: prima dopo il rinvio a giudizio della sua Ministra Santanchè ed ora con lo squadrismo parolaio dei suoi militanti. Da parte nostra piena solidarietà alla deputata Boschi”.
Lo dichiara il deputato del PD, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
"Chiediamo al Governo e alla maggioranza di centrodestra di passare dalle parole ai fatti sulle risorse per l'abbattimento delle liste di attesa in sanità. Nonostante gli annunci, nel decreto Milleproroghe è sparito l'aumento fino allo 0,7% del fondo sanitario da destinare all'abbattimento delle liste di attesa. Non si tratta certo di un aumento di risorse, ma di dare maggiore flessibilità alle Regioni per poter destinare più risorse all'abbattimento delle liste di attesa. Ecco perché abbiamo presentato un emendamento per inserire nel decreto Milleproroghe la disposizione annunciata dal sottosegretario Gemmato e riportata sul sito della presidenza del consiglio ma di fatto sparita dal provvedimento. In questi mesi dalla maggioranza sono arrivati ripetuti annunci per l’abbattimento delle liste di attesa che sono tutti caduti nel vuoto. È stato anche approvato un decreto legge ad hoc che però non ha visto stanziare i fondi necessari. Serve un salto di responsabilità per assicurare le prestazioni della sanità pubblica". Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Artuto Scotto, Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
“Le dimissioni di Josefa Idem sarebbero auspicabili. La politica deve dare l’esempio”, twittava Giorgia Meloni. “Idem? Se fosse successo a una di noi del centrodestra, saremmo già state cacciate”, aggiungeva Daniela Santanché. Ora che proprio Daniela Santanché è stata rinviata a giudizio per aver truccato i bilanci di Visibilia per sette anni, attendiamo fiduciosi le doverose dimissioni. Perché ci saranno. Giusto, presidente Meloni?” Così sui social il deputato democratico Marco Furfaro.
Ha manomesso per anni i bilanci della sua azienda: è un’accusa gravissima che la magistratura ha rivolto alla ministra Santanchè e per la quale ora dovrà affrontare un processo. Per questo non può rimanere al suo posto e deve dimettersi. Anche la Premier Meloni deve pretendere che lasci. Sarebbe davvero uno strano governo, quello dei “patrioti” che umilia e offende le istituzioni.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Quando oggi in aula il sottosegretario Barbaro ha detto che non esistono ostacoli normativi al rinnovamento della PA, di fatto ha negato la realtà e la difficoltà che incontrano migliaia di persone. Il governo Meloni ha tradito tutte le promesse anche quelle fatte direttamente dalla stessa Premier che all'opposizione gridava la necessità degli scorrimenti delle graduatorie.” Così in una nota congiunta il deputati dem Andrea Casu e Arturo Scotto, primi firmatari dell’interpellanza urgente sottoscritta dai parlamentari Pd Ascani, Bonafè, Carè, De Luca, Di Biase, Di Sanzo, Fornaro, Ghio, Girelli, Gribaudo, Iacono, Malavasi, Marino, Pagano, Roggiani Scarpa, Serracchiani, Simiani e Vaccari. “La necessità – continuano i Dem - da qui a 10 anni di un milione di assunzioni per il ricambio della PA richiede sia una grande stagione di concorsi che lo scorrimento delle persone già risultate idonee nei concorsi precedenti non uno 'Squid game' tra persone chiamate a fare e rifare concorsi per poi arrivare alla fine a vedersi bloccata l’assunzione per assurde scelte del Governo come quelle che hanno portato all’ultima sentenza del Consiglio di Stato.“ “Il vero 'no politico' non è quello dei sindacati che chiedono rinnovi di contratti adeguati ma quello di Zangrillo a utilizzare tutte le energie disponibili per colmare le carenze e garantire subito il rinnovamento e rafforzamento della PA che serve a tutti i cittadini”, concludono Casu e Scotto.
"Anche per quanto riguarda il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti, la Toscana è all'avanguardia. Il nuovo piano regionale garantirà infatti il recupero delle materie prime, la riduzione dei volumi esportati e il progressivo superamento delle discariche. L'economia circolare entra così pienamente nel sistema produttivo regionale, garantendo contestualmente la salvaguardia ambientale": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"Questo piano rappresenta una svolta nelle politiche ambientali e produttive dei territori coinvolti ed è la sintesi migliore che si potesse ottenere oggi per applicare l'economia circolare in ogni settore. Questo provvedimento rappresenta una certezza anche sui processi industriali per lo sviluppo e la crescita del territorio toscano. Il Partito Democratico, supportando in questi anni l’assessore Monia Monni, il presidente Giani e tutto il consiglio regionale del Pd, ha dimostrato che la promessa fatta nel programma elettorale all’inizio del mandato è stata mantenuta": conclude Marco Simiani.
“La notizia del rinvio a giudizio della Santanchè sul caso Visibilia ci colpisce. Avevamo chiesto da tempo le sue dimissioni, prima che si esprimesse la procura. Vale sempre la presunzione di innocenza, ma reputiamo che una Ministra della Repubblica che avrebbe utilizzato la Cassa Covid in maniera inappropriata non può rappresentare le istituzioni della Repubblica. Ci aspettiamo che la Presidente Meloni le chieda di fare un passo indietro”.
Così il capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Oggi raccontiamo l’esperienza positiva e concreta di due Aziende Sanitarie ospedaliere, quella di Modena e Bologna, impegnate a risorse date ad attuare interventi di umanizzazione delle cure e per migliorare la qualità dei servizi offerti, costruendo un sistema ospedaliero che si adatti meglio ai bisogni di tutti, con l'obiettivo di mettere al centro le persone, migliorare significativamente la qualità delle cure e il benessere complessivo di tutti gli attori coinvolti nel sistema sociosanitario. Spiace però constatare ciò che ormai tutti sanno e che la Fondazione Gimbe ha certificato da tempo, e cioè che la dotazione di risorse del Fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil scenderà al punto più basso mai toccato negli ultimi quindici anni: 6,05%, un livello sempre più lontano da quello dei Paesi dell’area Ocse e che ci colloca agli ultimi posti in Europa, soglia destinata scendere addirittura al 5,93% nel 2027. Ci fa piacere che il governo abbia voluto introdurre una sperimentazione sul tema che trattiamo oggi per i prossimi due anni, ma servirà immediata coerenza sulle risorse per farla funzionare. Ci auguriamo che le buone pratiche già in essere come quelle che presentiamo oggi possano servire da apripista”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato dem, Stefano Vaccari, in apertura del convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, al quale ha inviato un video messaggio di saluto l’assessore alle Politiche per la Salute dell'Emilia-Romagna, Massimo Fabi, con gli interventi dei direttori delle due Aziende ospedaliere di Modena e Bologna, nonché medici e rappresentanti del volontariato impegnati sui progetti di umanizzazione.
“L’umanizzazione - ha detto il capogruppo Pd in commissione Affari sociali, Marco Furfaro, concludendo i lavori - non è un lusso. È una necessità, una priorità politica, un diritto. È il segno di una società che sceglie di mettere la persona al centro, non come slogan ma come realtà concreta. E per questo, oggi più che mai, è nostro dovere lavorare per un sistema sanitario che non solo curi, ma lo faccia rispettando e valorizzando l’umanità di chi lo attraversa, che sia un paziente, un medico o un infermiere. Purtroppo questo governo sta andando in una direzione opposta, è una delle più grandi differenze tra di noi. Oggi - ha concluso - abbiamo voluto far conoscere e discutere con queste eccellenze proprio perché pensiamo che la sanità debba tornare a mettere al centro le persone, la loro cura e il loro benessere”.
“La cabina di regia sulla crisi idrica istituita con il decreto siccità n.39 del 2023 si è riunita 4 volte in un anno e mezzo, il commissario ha presentato una prima relazione nell’agosto 2023 depositata e disponibile, con la rilevazione della situazione generale, una seconda relazione annunciata il 19 marzo 2024, che doveva contenere gli interventi necessari, mai resa pubblica. Da quel momento altre due riunioni di cui si è annunciato l’ordine del giorno ma senza una informazione sulle decisioni o sulle iniziative in essere.
Dall’agosto 2023 nulla si sa di quanto l’autorità, il commissario straordinario e il governo stiano facendo sulla siccità nel Paese. La crisi idrica, lungi dall’essere risolta, è in via di peggioramento. Per quanto riguarda il Nord Italia le nevicate ridotte del 40% rispetto allo scorso anno annunciano una analoga riduzione dell’acqua disponibile in primavera, mentre al Sud la situazione è già grave e non si comprende quali iniziative siano in corso e con quali effetti. Nel frattempo agli agricoltori in Sicilia e in Sardegna viene annunciato che la stagione irrigua neanche partirà. Per questo motivo lunedì sarà depositata un’interrogazione al ministro Salvini che presiede la cabina di regia sulla crisi idrica nella quale si chiederà conto dell’azione in corso del commissario nazionale e del Governo”.
Lo dichiarano i deputati PD Silvio Lai, della Commissione Bilancio e Stefano Vaccari, capogruppo della Commissione Agricoltura.
Si svolgerà oggi, venerdì 17 alle ore 11, presso la Sala del Refettorio della Camera, il convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, nel quale verranno presentate le esperienze di Bologna e Modena per un ospedale a misura di paziente. Percorsi di umanizzazione del ricovero attraverso palestre dove le pazienti con endometriosi possono praticare yoga, spazi esterni attrezzati con food truck per una pausa pranzo più confortevole e volontari formati per tenere compagnia agli anziani a rischio di disorientamento.
Aprirà i lavori Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e a seguire gli interventi di: Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna; Chiara Gibertoni e Claudio Vagnini, direttori generali rispettivamente dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e di Modena; Francesca Gorla, Sviluppo organizzativo IRCCS AOU di Bologna; Maria Chiara Wirz, ricercatrice Service Design IRCCS AOU di Bologna; Emanuela Luppi, Vicepresidente Comitato Consultivo Misto AOU di Modena; Carlo Alboni, Responsabile Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica MiniInvasiva e Robotica AOU di Modena; Chiara Gibertoni, Direttrice Generale IRCCS AOU di Bologna; Francesca Neviani, Dirigente Medico, Geriatria AOU di Modena; Angela Bertani, Dirigente Medico, Gastroenterologia AOU di Modena; Tanja Magni, paziente AOU di Modena. Conclusioni: Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.
Per accreditarsi è necessario scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
"Siamo preoccupati per il calo delle vendite di Stellantis nel 2024. Un ulteriore segnale negativo che ci parla di un anno che arriva difficile con gli annunci già certificati di cassa integrazione negli stabilimenti italiani. Il Governo deve avere un ruolo più assertivo e non affidarsi solo alle dichiarazioni di principio dell’azienda. Servono piani industriali duraturi e l’impegno di un fondo sociale europeo per la transizione su cui la destra continua a non dare risposte". Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro.