"L'Italia sosterrà l'introduzione del reato di "segregazione di genere" nella convenzione sui cimini contro l'umanità in discussione all'Onu. Dopo una lunga trattativa, la risoluzione, a mia prima firma e sostenuta da tutto il gruppo del PD in Commissione esteri, è stata approvata all'unanimità. A marzo 2023 le attiviste afghane e iraniane hanno lanciato la campagna "End gender apartheid today". Un anno dopo è stata la premio Nobel Narges Mohammadi, detenuta nelle carceri iraniane per essere un'attivista per i diritti delle donne, a chiedere l'istituzione del reato di apartheid di genere, cioè la segregazione sociale delle donne. La campagna è stata rilanciata in Italia da associazioni tra cui Pangea e Amnesty international. E il Pd, che da sempre, è accanto al movimento "Donna, vita, libertà" non poteva lasciare che proprio le voci delle donne afghane e iraniane restassero inascoltate. Con l'approvazione della nostra risoluzione, l'Italia prende una posizione chiara e inequivocabile: la segregazione delle donne, la loro esclusione da qualsiasi forma di vita sociale, il divieto perfino di cantare, parlare e pregare in pubblico, diventi "crimine contro l'umanità" riconosciuto dall'Onu". Lo dichiara laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Quando non ci sono battaglie ideologiche o bandierine da mettere, il governo si spacca. Oggi al Senato e a Strasburgo si vedono i veri volti della maggioranza una volta lasciati liberi di votare. Le ripicche, gli sgambetti e i veti tra i due vicepremier ci preoccupano alla vigilia di una manovra finanziaria fatta da tagli e nessun investimento. E in tutto questo, la propaganda non riesce a nascondere le grandi difficoltà in cui versa la sanità pubblica. C'è ancora una maggioranza in Italia?” Così Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali.
“Quando non ci sono battaglie ideologiche o bandierine da mettere, il governo si spacca. Oggi al Senato e a Strasburgo si vedono i veri volti della maggioranza una volta lasciati liberi di votare. Le ripicche, gli sgambetti e i veti tra i due vicepremier ci preoccupano alla vigilia di una manovra finanziaria fatta da tagli e nessun investimento. E in tutto questo, la propaganda non riesce a nascondere le grandi difficoltà in cui versa la sanità pubblica. C'è ancora una maggioranza in Italia?” Così Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali.
“Il governo ha fornito Importanti precisazioni, in particolare apprendiamo che avremo l'elenco della composizione del Comitato. Molto importante anche la precisazione che siamo in una fase in cui è il Comitato a fare delle proposte che non pregiudicano le decisioni del governo. In merito al tema della consultazione pubblica, noi l'abbiamo avanzata, ricordo, perché il governo ha chiesto la delega su questo provvedimento, quindi di fronte ad una delega ci sembrava importante aumentare il confronto. Ovviamente siamo molto favorevoli che sia fatta in sede parlamentare. Tuttavia, di fronte a questa contraddizione nell'operato del governo, pensiamo sia importante avere tutte le informazioni relative alla composizione di questo Comitato e sia utile avere tempi precisi perché si possa fare una discussione adeguata entro marzo, come è stato riferito”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, in replica alla risposta del sottosegretario dell’Economia e delle finanze, Federico Freni, all’interrogazione in commissione sottoscritta anche dai deputati dem D’Alfonso, Ricciardi, Stefanazzi e Tabacci.
“Ci auguriamo che vengano almeno rispettati i tempi per analizzare il testo in Parlamento senza corse in avanti della maggioranza” ha aggiunto Merola a margine. Nell’interrogazione si chiedeva al governo quale sia “l’attuale composizione del Comitato di coordinamento e dei gruppi di lavoro per la riforma del Testo Unico della Finanza, in quali tempi saranno emanati gli schemi di decreto attuativi, con quale tempi e modalità intenda procedere a una consultazione pubblica nonché come intenda garantire la trasparenza dei lavori del Comitato e dei gruppi anche con riguardo alle occasioni in cui uno o più fra i loro membri si siano o si saranno astenuti dalle votazioni per conflitto d’interessi”.
“Su un semplice parere in commissione Lavoro alla Camera sulla magistratura onoraria oggi la destra ha dato uno spettacolo indecente. Senza numeri, in quello che si può definire il mercoledì nero della maggioranza, ha applicato una tecnica dilatoria facendo auto ostruzionismo per ritardare i tempi del voto e garantire attraverso le sostituzioni dei commissari numeri sufficienti. Il punto parere infatti è passato con il voto decisivo della presidenza. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di una maggioranza che è andata in frantumi”.
Lo dichiarano i capigruppo in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5s) e Franco Mari (Avs).
“Dopo voto in cui il Governo è andato sotto su Rai e emendamento Calabria in commissione bilancio al Senato, è un dato di fatto che abbiamo un governo testardamente diviso e unitariamente poltronista. Pensa solo a se stesso e se ne infischia degli interessi veri degli italiani”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo Pd in Vigilanza sulla Rai.
"La manifestazione organizzata oggi dall’Ente Nazionale Sordi (ENS) in piazza Santi Apostoli è stata una grande dimostrazione di forza e determinazione da parte della comunità sorda italiana. Siamo orgogliosi che la nostra segretaria Elly Schlein, insieme a una folta rappresentanza del Partito Democratico, abbia partecipato per portare il nostro sostegno a questa battaglia di civiltà". Così il deputato dem Marco Furfaro responsabile Welfare Pd e capogruppo in Commissione Affari sociali.
"L’ENS - continua il parlamentare - ha ribadito con forza richieste chiare e giuste: incremento dell’indennità di comunicazione, pari opportunità lavorative, eliminazione delle barriere comunicative e sociali. Sono istanze che il Partito Democratico sostiene con convinzione, come dimostrano le proposte che abbiamo portato nella legge di bilancio per garantire risposte concrete e dignità a una comunità che troppo spesso è stata ignorata". "La sordità non deve più essere un limite, ma una sfida che lo Stato affronta con responsabilità per garantire che nessuno resti indietro. Questa è la società che vogliamo costruire: inclusiva, equa e rispettosa dei diritti di tutte e tutti", conclude Furfaro.
“Non si è mai visto un attacco così martellante al diritto di sciopero dall’inizio di questa legislatura, Salvini fa il bullo da giorni con Cgil e Uil, fino ad arrivare alla scelta gravissima di precettare lo sciopero generale nel settore dei trasporti. Un’arma di distrazione di massa per nascondere il fatto che oggi la maggioranza di centrodestra non esiste più, va sotto due volte in commissione Bilancio del Senato sottoponendo il Paese ad uno spettacolo poco edificante. Milioni di lavoratrici e lavoratori aspettano risposte da chi aveva promesso mari e monti, purtroppo, sotto l’albero di Natale troveranno una manovra lacrime e sangue”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Il Governo e la maggioranza invocano la parola unità solo a chiacchiere, mentre nella sostanza fanno l'opposto. Con gli interventi di Valditara, Meloni e Salvini hanno delegittimato qualunque tipo di percorso unitario. E in questi due anni non hanno messo in campo nessun intervento strutturale su formazione, cultura ed educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Una delegittimazione molto grave del lavoro del Parlamento e della stessa commissione Femminicidio
Le parole del ministro Valditara sono state paradossali, fuori misura, indegne, soprattutto se pronunciate da chi ha la responsabilità delle politiche educative di questo Paese. E la premier Meloni invece che sconfessare quelle parole, ha rincarato la dose". Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, e membro della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, intervenendo in Aula sulla mozione per il contrasto alla violenza contro le donne.
"Se in questo Paese ci sono ancora studentesse universitarie costrette ad incatenarsi per avere uno sportello anti-violenza nella loro università, se le donne non denunciano anche per paura di non essere credute, significa che il Governo Meloni, chiuso nel suo recinto ideologico, ha perso due anni di tempo per investire in percorsi di educazione affettiva, sessuale, nelle università, nelle scuole e in tutta la comunità educante, in formazione obbligatoria per operatori. E quindi praticatela davvero l'unita' che invocate a parole, fatelo e noi ci saremo, lavorando nei fatti per cambiare i condizionamenti della cultura patriarcale della nostra societa", ha aggiunto Ghio.
“Vorrei ricordare al ministro Musumeci che prima ancora di essere ministro è stato presidente della mia regione, la Sicilia, e poteva fare qualcosa concretamente per il Sud, ma con il suo intervento pietoso di oggi ha praticamente confessato ai cittadini che non solo non ha fatto nulla ma non ci ha nemmeno provato allora come oggi”. Lo dichiara la deputata del Pd, Giovanna Iacono, commentando le parole del ministro Musumeci alla presentazione del rapporto Svimez.
“Dai dati Svimez vediamo che il Sud e le isole cresceranno sempre meno a partire dal 2025, a causa della mancanza di politiche strutturali da parte del Governo di contrasto ai divari territoriali. L’abrogazione della decontribuzione per le imprese del Sud avrà un impatto devastante su crescita e occupazione e se consideriamo già i tagli alle risorse per il Sud primo fra tutti la sanità possiamo tranquillamente affermare che questo governo ha completamente abbandonato il sud al proprio destino”, ha aggiunto Iacono.
La maggioranza è in frantumi. Ormai ogni giorno si fanno sempre più incolmabili le distanze tra Forza Italia e la Lega nel Parlamento italiano così come in quello europeo, come testimoniano gli scivoloni di oggi della maggioranza in Senato e la spaccatura sul voto della nuova Commissione Von der Layen. Altre che schermaglie, come si affretta a derubricarle la premier. Meloni farebbe bene a trarne le dovute conseguenze, così non si governa un Paese.
Così il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.
“Uno spettacolo veramente imbarazzante quello andato in scena in commissione Bilancio del Senato. La maggioranza è andata sotto due volte durante la discussione del decreto Fiscale a causa della guerra in corso tra Tajani e Salvini. Mentre va in scena questo patetico siparietto, con migliaia di tavoli di crisi aperti con persone che stanno seriamente rischiando di perdere il posto di lavoro, la maggioranza pensa bene di farsi i dispetti in parlamento e si divide anche in Europa. Con quale altro nemico penserà di prendersela Giorgia Meloni?”. Così il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive.
“La maggioranza non c’è più, Giorgia Meloni ne prenda atto e ne tragga le logiche conseguenze. Sono divisi su tutto, dai voti a Bruxelles, alla guerra in Ucraina passando per la Legge di Bilancio. Oggi in commissione Bilancio al Senato, durante le votazioni al decreto fiscale, la narrativa della premier che descrive armonia e sintonia tra le forze della sua maggioranza e pericolosi nemici al di fuori del loro perimetro di alleanze, si è volatilizzata quando la maggioranza è stata battuta due volte a distanza di poche ore: una volta sul taglio del canone Rai voluto da Salvini ma osteggiato da Forza Italia e l’altra per l'astensione della Lega su un emendamento a firma Lotito, in merito alla sanità in calabrese. Tutto questo avviene durante la discussione della Manovra alla Camera, dove un Paese in difficoltà aspetta misure per tornare a crescere”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“L’apericena non è servito a niente: oggi il governo è andato in minoranza al Senato per ben due volte. Alla vigilia dell’esame della legge di bilancio, c’è una maggioranza spaccata con i due vice premier e le rispettive forze pronti a sgambetti e veti. Si può governare così il paese? Stanno imponendo sacrifici, colpendo i più fragili, sprecando risorse invece di investire nella sanità pubblica e rimangono attaccati al potere a dispetto di tutto”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.
“Governo bocciato due volte nella stessa giornata su temi economici, in piena sessione di bilancio. La maggioranza non c'è più: Meloni ne tragga le conseguenze e riveda la manovra. Le tensioni sono evidenti e nascono da una profonda insoddisfazione, diffusa anche nei partiti di maggioranza, per scelte economiche sbagliate e incapaci di rispondere alle vere esigenze dei cittadini. Temi cruciali come sanità e lavoro restano dimenticati, nonostante la propaganda del governo” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.