01/04/2026 - 16:17

“La Transizione 5.0, misura fondamentale per il rilancio dell'industria italiana, sta diventando una barzelletta con il ministro Urso. I fondi stanziati e poi diminuiti, sono esauriti a novembre 2025 creando oltre 7000 imprese 'esodate'. Tutte le promesse di ripristino delle risorse non sono state mantenute e il nuovo decreto 38/2026 ha coperto solo il 35% del fabbisogno delle 7000 imprese. Oggi il ministro annuncia lo stanziamento di 1,5 miliardi per coprire quello che manca. Ma la domanda resta: quali sono le coperture se il ministro Foti parla di 'sacrifici' senza dire chi li farà e il viceministro Leo dichiara che sono solo delle previsioni di gettito?” Lo dichiara la deputata PD, Paola De Micheli durante il Question Time alla Camera con il ministro Urso.
“Il ministro Urso non sta facendo un favore alle imprese, il suo è un dovere istituzionale. La promessa di rilancio della transizione industriale sbandierata oggi, non diventi l'ennesima prova mancata e fallimento annunciato”, conclude De Micheli.

 

01/04/2026 - 15:55

“Il ministro Urso parla di oltre 20 miliardi stanziati per la transizione energetica e, ovviamente, lo fa in miniera fuorviante mentre non risponde sul destino delle imprese che hanno investito sulla base di regole precise e di promesse fatte dal governo che non sono state rispettate. Quelle imprese non stanno ricevendo quanto è stato loro pattuito”. Lo dichiara il deputato PD e Vicepresidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo in replica al ministro Urso durante il Question Time alla Camera.
“Il problema – sottolinea il parlamentare dem - non sono le somme marginali rifinanziate oggi ma il fatto che Transizione 5.0 è stata adottata con con risorse pari a 6,3 miliardi all'inizio, che sono diventate 2,5 con la chiusura anticipata delle prenotazioni d'affido delle imprese. Mentre ci sono nuove promesse, che non si sa come saranno finanziate, migliaia di imprese si trovano con un sostegno parziale rispetto a quanto avevano programmato durante l'investimento. L'instabilità regna sovrana tra ritardi attuativi e nuovi provvedimenti, che con regole complesse, non danno alcuna certezza per le imprese”. “La Transizione 5.0, misura che doveva essere il pilastro della transizione industriale, ora non ha alcuna fondamenta stabile. Urso continua a cambiare le regole a partita in corso, per poi rattoppare gli errori e le mancanze che hanno segnato il suo dicastero e presentarsi in Aula annunciando coperture indefinite. Questo non è governo dell'economia ma gestione del caos”, conclude Peluffo.

01/04/2026 - 15:32

“La destra ha respinto il mio emendamento al Decreto Pnrr che chiedeva di rifinanziare il progetto ‘Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati’: si tratta di una scelta incomprensibile e soprattutto incoerente con gli impegni presi dal governo in Parlamento. Solo pochi mesi fa era stata infatti riconosciuta la priorità di trovare una soluzione per questi interventi, che riguardano 62 Comuni e oltre mezzo milione di cittadini. Parliamo di progetti già pronti, con iter esecutivi conclusi e risorse pubbliche già investite, che oggi vengono di fatto abbandonati”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè.

“È inaccettabile promettere risposte nelle sedi istituzionali e poi votare contro quando si tratta di mantenerle. Senza un rifinanziamento e un cronoprogramma certo si rischia di compromettere definitivamente interventi cantierabili, danneggiando territori e patrimonio culturale diffuso. Continueremo a batterci perché il governo rispetti gli impegni assunti e garantisca certezze ai Comuni che hanno creduto in questo progetto”, conclude BonafèPnrr

01/04/2026 - 15:25

“Questo provvedimento nasce da uno scandalo, però interpella qualcosa di molto più profondo: la capacità di stare al passo con i mutamenti del mercato, di proteggere davvero i cittadini nel loro ruolo di consumatori.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita e all'esplosione del fenomeno dell'influencer marketing.
Parliamo di 15 mila imprese in Italia che spesso sono tra l'altro imprese a conduzione femminile, un comparto consistente, vitale, che deve avere delle regole chiare, non per limitarlo ma per farlo crescere su delle basi sane.

Dobbiamo evitare pertanto che, il fatto di abbinare alla vendita di un prodotto la promessa di una donazione in favore di una causa benefica, diventi una pratica distorsiva.

Su questo disegno di legge il Pd ha lavorato affinché ci fosse maggiore trasparenza, più tutela per il consumatore e più dignità per gli enti del terzo settore che rischiano di essere strumentalizzati a fini commerciali, e questo non deve assolutamente accadere.
Si poteva fare di più anche sulle sanzioni, sulla tutela del terzo settore, prevedendo meccanismi di verifica durante il corso della promozione e sul tema dell’azione commerciale da parte dell’influencer marketing. Per queste ragioni il gruppo del Partito Democratico ha espresso un voto di astensione perché crediamo che il mercato digitale richieda un legislatore in grado di anticipare le dinamiche e non di rincorrerle”. Lo ha detto in aula Alberto Pandolfo, capogruppo pd in commissione attività produttive della camera esprimendo il voto di astensione del Partito Democratico al Ddl in materia di destinazione di proventi derivanti dalla vendita di prodotti.

01/04/2026 - 14:18

“I dati usciti oggi da Istat confermano quello che diciamo da tempo: dal Governo Meloni arriva solo propaganda e nessun risultato per la situazione del lavoro in Italia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, analizzando i dati Istat secondo cui calano gli occupati e aumentano i disoccupati.

“I numeri ci restituiscono l’immagine di un Paese che non consente ai nostri giovani di lavorare - prosegue la deputata dem - Invece di aumentare diritti e tutele, valutando le nostre proposte sul tema, Meloni e i suoi continuano a darsi pacche sulle spalle per risultati fittizi che infatti vengono smentiti dai dati”.

“Vogliamo che si parta dalla nostra proposta sul salario minimo e che ci si concentri su quelle fasce più a rischio, giovani e donne prima di tutto, per invertire questa tendenza preoccupante con misure strutturali e serie che pensino al lungo raggio e non solo all’emergenza” conclude Gribaudo.

 

01/04/2026 - 13:46

Le liste di attesa non sono un problema tecnico, né una questione amministrativa, ma sono lo specchio di un sistema sanitario che questo governo sta lentamente, ma sistematicamente smantellando. I numeri parlano chiaro: nel 2025, 5,8 milioni di persone sono state costrette a rinunciare a cure o esami, un cittadino su 10. Non stiamo parlando di piccoli disagi, ma di diritti negati, di malattie non diagnosticate, di cure impossibili. Chi può si rivolge al privato pagando, chi non può aspetta per l’eternità o rinuncia alle cure.
Le attese medie sono di 105 giorni, per una tac fino a 360 giorni, visite specialistiche 500 giorni, colonscopia 720 giorni. A questa situazione emergenziale il governo ha scelto di rispondere con la solita propaganda, anziché con i fatti. La mozione della maggioranza è piena di desiderata e di proposte ipotetiche, senza alcun obiettivo concreto.

Il cosiddetto decreto liste d'attesa, approvato nel giugno del 2024 a cinque giorni dalle elezioni europee, è stato presentato come una svolta storica. Ma era solo uno spot elettorale. A quasi due anni dall'approvazione, dopo 660 giorni, mancano ancora decreti attuativi fondamentali. Non ci sono piani straordinari di assunzioni. Non c'è un euro aggiuntivo strutturale per il personale. L'Organismo nazionale di verifica e controllo sulle liste d'attesa, istituito nel 2024 con oltre un milione e mezzo di euro di dotazione, non è ancora operativo. Un sistema opaco, garantito dalla totale assenza di controllo. Questo non è governare la sanità: è nascondere il problema sotto il tappeto.

La situazione è chiara. Lo certifica lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio: il sistema sanitario italiano rallenta, sotto un costante sottofinanziamento, il privato cresce e i fondi sanitari sono in forte espansione. Così le disuguaglianze aumentano e si mina il principio costituzionale di universalità delle cure.

Per il Partito democratico la difesa del sistema sanitario nazionale è una priorità, e dovrebbe esserlo per qualsiasi governo, perché su questo ci giochiamo la democrazia di un paese e l'uguaglianza dei cittadini.

Le nostre proposte sono semplici e nette: portare il finanziamento pubblico al 7,5% del PIL, la media europea, in un percorso pluriennale credibile; superare i tetti di spesa per il personale e avviare un piano straordinario di assunzioni, perché mancano quarantamila tra medici e infermieri e la situazione peggiora ogni anno, adeguando le retribuzioni e prevedendo incentivi economici per chi opera nelle aree interne o disagiate; rendere la Piattaforma nazionale delle liste d'attesa pienamente trasparente, con dati leggibili per regione e per struttura; rendere finalmente operativo l'Organismo di verifica e controllo; vietare la chiusura delle agende e garantire il pieno rispetto della normativa su intramoenia, quando il pubblico non riesce a rispettare i tempi, evitando che il costo ricada sui cittadini;  rafforzare la medicina territoriale e l'investimento in prevenzione.

Sono proposte che il Partito Democratico porta avanti da anni, a partire dalla legge Schlein che la maggioranza ha bocciato con la solita arroganza. Una emergenza seria merita una risposta vera. Per questo continueremo a batterci, perché la salute degli italiani non diventi una variabile dipendente dall'indifferenza di chi ci governa”. Lo ha detto in aula Ilenia Malavasi capogruppo Pd in commissione affari sociali della camera, dichiarando il voto favorevole alla mozione del Pd e contrario a quella di maggioranza.

 

01/04/2026 - 13:46

"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Federico Enriques. Intellettuale, protagonista del dibattito culturale, impegnato nelle istituzioni. Tante sono state le occasioni di incontro e collaborazione con lui. Per il suo ruolo così rilevante nella comunità bolognese e per il comune impegno politico. Tutte le mie condoglianze ai suoi familiari". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

01/04/2026 - 13:20

i terrà oggi, mercoledì 1 aprile, alle ore 15 nella Sala della Regina della Camera dei deputati il convegno “A fianco delle imprese italiane nel mondo: il confronto tra Parlamento e Camere di Commercio Italiane in Europa”, iniziativa organizzata dal deputato Nicola Carè. L’appuntamento intende promuovere un momento di confronto sul ruolo delle imprese italiane all’estero e sul contributo delle Camere di Commercio Italiane in Europa nel sostegno all’internazionalizzazione, alla promozione del Made in Italy e al rafforzamento dei rapporti economici con i territori di riferimento. Ad aprire i lavori sarà l’indirizzo di saluto della vicepresidente della Camera, Anna Ascani. Seguiranno gli interventi dello stesso Nicola Carè, già rappresentante dei segretari generali di tutte le Camere di Commercio italiane all’estero, del presidente di Assocamere Estero Mario Pozza e dei delegati delle 35 Camere di Commercio Italiane in Europa.
L’iniziativa punta a valorizzare il ruolo della rete camerale italiana all’estero come strumento di supporto alle imprese e come ponte tra sistema produttivo, istituzioni e comunità italiane nel mondo.

01/04/2026 - 12:43

I deputati del Partito Democratico Stefano Vaccari, Segretario di Presidenza della Camera, e Virginio Merola, capogruppo in Commissione Finanze, hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze sulla vicenda della società Global Starnet Ltd, già condannata al pagamento di una rilevante sanzione amministrativa nel settore dei giochi pubblici.
Si chiede al Governo di fare piena luce sulla posizione debitoria della società, sulle iniziative intraprese in merito alla richiesta di rateizzazione e sui rapporti con una nuova società, Global Starnet S.r.l., costituita nel 2025 e operante nello stesso ambito.
“Parliamo di una vicenda che solleva interrogativi rilevanti sul rispetto delle regole e sulla tutela dell’interesse erariale. È necessario chiarire se vi siano tentativi di aggirare obblighi fiscali e concessori attraverso nuove configurazioni societarie”, dichiarano Stefano Vaccari e Virginio Merola.
“Il settore dei giochi pubblici richiede il massimo rigore in termini di trasparenza, affidabilità e solidità economica. Chiediamo al Governo e all’ADM di verificare con attenzione ogni eventuale continuità tra le società coinvolte e la correttezza delle procedure di rilascio o subentro nelle concessioni”, aggiungono i deputati Dem.
L’interrogazione punta inoltre ad accertare la composizione societaria, gli organi amministrativi e i beneficiari effettivi della nuova società, nonché l’eventuale esistenza di collegamenti diretti o indiretti con la precedente concessionaria.
“È fondamentale garantire che nessun soggetto possa operare nel settore in presenza di pendenze rilevanti verso lo Stato. La credibilità del sistema concessorio passa dal rispetto rigoroso delle regole”, concludono i deputati Vaccari e Merola.

01/04/2026 - 11:12

“Abbiamo chiesto che nel Decreto Bollette venga inserito il credito di imposta per il gasolio agricolo: il caro energia sta costando troppo a chi lavora nell’agricoltura, andando a peggiorare la situazione. Il nostro odg è stato riformulato e il Governo sceglie di lasciare indietro un settore che, se non riesce ad avviarsi in primavera, porterà con sé gravi conseguenze non solo per le attività produttive ma anche per la sicurezza alimentare del Paese”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ieri ha presentato un ordine del giorno sulla necessità di introdurre un credito d'imposta per il gasolio agricolo.

“Tra il 2022 e il 2024 il settore agricolo ha subito un sovraccarico per l'acquisto di carburanti, energia elettrica, combustibili e lubrificanti superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto alla media del decennio 2010-202 - prosegue la deputata dem - Nel 2022 era stato inserito un credito di imposta per la guerra tra Russia e Ucraina, dimostrando la fattibilità di questo percorso: perché ora il settore agricolo è stato escluso dal Governo?”

“Abbiamo anche chiesto che l’agricoltura riceva sostegni e misure esattamente come nei settori dell’autotrasporto e della pesca e che in futuro questi provvedimenti di carattere energetico o di contrasto alla crisi internazionale non escludano automaticamente un settore che ricopre un ruolo così strategico per l’Italia. Ringrazio la capogruppo Antonella Forattini per aver combattuto insieme a me: l’odg è stato riformulato ma l’auspicio è che al Senato, dove si sta discutendo il decreto, la maggioranza scelga di stare veramente dalla parte del lavoro” conclude Gribaudo.

 

01/04/2026 - 10:51

“Il cinema italiano continua a essere messo all’angolo da un governo che pensa solo alla propria propaganda, senza dare alcuno slancio concreto a un settore vitale per la nostra cultura e per la nostra economia. Giuli non è altro che l’esecutore di questa scelta fallimentare, su mandato della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha il compito di penalizzare un comparto che considera ostile. Meno risorse alla creatività italiana, più soldi alle produzioni estere, con tagli complessivi a tutto il Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo.

Si autoproclamano patrioti salvo poi demolire un'industria italiana d'eccellenza a tutto vantaggio dei competitori stranieri.

Si fermino e rivedano queste scelte assurde che stanno colpendo ormai da quasi due anni maestranze, artisti e autori, imprese” Lo dichiara Matteo Orfini, componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e deputato del PD.

 

01/04/2026 - 10:38

“Il ministro Nordio deve spiegare con urgenza perché due capi del dipartimento della Polizia penitenziaria, Ernesto Napolillo e Lina Di Domenico siano ancora al loro posto nonostante la loro presenza allo stesso tavolo insieme all'ex sottosegretario Andrea Delmastro e all'ex Capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusy Bartolozzi alla Bisteccheria d'Italia oggetto, come noto, dell'inchiesta per intestazione fittizia e riciclaggio di denaro di origine mafiosa del clan Senese”. Lo dichiara in Aula la deputata e Responsabile Giustizia del PD, Debora Serracchiani per chiedere un'informativa urgente al ministro Nordio.
“Come è possibile – continua la parlamentare dem - che due capi del DAP siano ancora al loro posto come se non fosse successo nulla? Di cosa si parlava durante la cena? Magari hanno fornito, loro malgrado, informazioni inerenti le carceri italiane e notizie relative a detenuti per mafia. Solo questo sarebbe sufficiente per chiedere un passo indietro a quei dirigenti. Tra l'altro Napolillo è noto alle cronache per la circolare dell'ottobre 2025 con ha di fatto impedito negli istituti penitenziari le attività trattamentali, come il teatro, il laboratorio di lettura o addirittura la via crucis”. “In un Paese normale, le dimissioni di Napolilllo e Di Domenico sarebbero atto dovuto, ma per il governo Meloni l'impunità viene sempre prima di tutto. Su queste circostanze, abbiamo depositato interrogazioni e chiediamo a Nordio di riferire con urgenza alla Camera”, conclude Serracchiani.

31/03/2026 - 21:19

"Famiglie e imprese non possono aspettare"

"Oggi il governo ha chiuso il decreto bollette con la fiducia, tagliando il dibattito parlamentare. È una scelta che dice molto su come questo esecutivo intende affrontare il caro energia: forzando la mano invece di ascoltare i cittadini e le imprese". Così Christian Di Sanzo, deputato del PD e membro della commissione Attività produttive della Camera.

"I fatti - conclude Di Sanzo - sono chiari: dal 1° aprile le bollette elettriche per le famiglie vulnerabili aumenteranno dell'8,1%, per effetto delle tensioni sui mercati internazionali. Le misure contenute in questo decreto non sono all'altezza di questa pressione. Un bonus una tantum, peraltro molto limitato, non è una risposta strutturale al caro energia. E il rinvio del phase-out dal carbone al 2038 va nella direzione opposta alla transizione che questo Paese deve compiere. Questo non è governare, è rincorrere gli eventi".

 

31/03/2026 - 20:54

Esprimiamo piena solidarietà al collega Claudio Stefanazzi e alla sua famiglia per un atto intimidatorio gravissimo – il tentativo di incendio dell’auto della moglie – che colpisce non solo una persona, ma la tenuta democratica del Paese. Un messaggio preciso, violento, inaccettabile.

Purtroppo non si tratta di episodi isolati: da tempo Stefanazzi denuncia una recrudescenza criminale nel suo territorio rimasta senza risposte, mentre cresce la pressione su chi difende legalità e giustizia. Per questo la nostra non è soltanto una parola di solidarietà ma è una richiesta politica precisa.

Chiediamo al Governo e al ministro Matteo Piantedosi interventi immediati come il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, più controllo del territorio, più risorse per prevenire e contrastare questi fenomeni.
La sicurezza non si fa con la propaganda, ma con scelte concrete.

 

Lo ha detto Chiara Braga, intervenendo in Aula per sollecitare l’attenzione del Governo sulle intimidazioni al deputato del Pd Claudio Stefanazzi.

 

31/03/2026 - 20:27

"Gli atti vandalici contro la sede di Fratelli d' Italia a Bologna rappresentano un atto inaccettabile. In democrazia ci si confronta con le idee e con il libero confronto democratico non con la violenza e l'intolleranza. Giusto che tutte le forze politiche dicano parole nette di condanna". Così Andrea De Maria, deputato PD.

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