16/01/2026 - 16:58

Secondo ISTAT crescono inflazione, costo della spesa, costo dell’energia. Per il paese sono tempi difficili. Non bastano le immagini di una premier in giro per il mondo a rassicurarlo. Se voleva fare la storia poteva alzare i salari. Invece, neanche quello minimo verrà aumentato.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

16/01/2026 - 14:17

“L’unico elemento positivo della risposta del sottosegretario Molteni alla nostra interpellanza è che ha ammesso l’esistenza del Protocollo sulla 'Sicurezza del Personale e dei Passeggeri', sottoscritto nell’aprile 2022 ma dimenticato dal Governo Meloni che non ha ancora realizzato le misure previste e non convoca il gruppo di lavoro per i ferrovieri dall’Estate 2025. Nessuna risposta sul perché in oltre 3 anni di Governo, Piantedosi e Salvini non sono stati in grado di garantire gli interventi messi nero su bianco nel protocollo: a partire dal rafforzamento dei presidi fino alla messa in sicurezza degli accessi, come avviene negli aeroporti. Continueremo a chiedere conto al Governo del mancato coinvolgimento di Sindacati, Aziende, Forze dell’Ordine e Istituzioni locali e territoriali nell’individuazione e nella realizzazione di strumenti concretamente utili ad affrontare l’emergenza e non solo ad alimentare la propaganda.” Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu nella replica dell'interpellanza urgente al governo presentata dal Gruppo del Partito Democratico sul problema della sicurezza all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna e delle aggressioni presso la stazione Termini di Roma.
“Per quanto riguarda l’annuncio di nuovi ingressi in Polizia, ricordiamo al Governo che non bastano a colmare le carenze d’organico e le esigenze del turnover, per questo continueremo senza sosta a chiedere di fare scorrere immediatamente le graduatorie di tutti i vice ispettori ed allievi agenti necessari. L’alibi delle risorse che mancano non regge più, visto che ogni giorno il Governo vara nuove società che costano milioni di euro solo per i vertici. Grazie all’inchiesta del Domani scopriamo che sta per nascerne un’altra per disporre i bandi dei servizi ferroviari intercity, di cui non sappiamo ancora niente se non che il Presidente guadagnerà 311 mila euro e i Consiglieri d’Amministrazione 280, parametrati sugli aumenti in stile Brunetta che già da luglio vengono erogati all’Autorità di Regolazione dei Trasporti”, conclude Casu.

16/01/2026 - 14:00

“Subito un tavolo di confronto per assicurare continuità produttiva e occupazionale”

Abbiamo chiesto con un’interpellanza parlamentare al ministro Urso di aprire un tavolo permanente di confronto con la Provincia Autonoma di Bolzano, l’azienda e le rappresentanze sindacali per accompagnare ad una soluzione positiva la questione del rischio vendita o delocalizzazione della produzione di acciai speciali che il governo stesso ha dichiarato ‘di interesse strategico nazionale’.
Il bando per la concessione del diritto di superficie su cui insiste la fabbrica a Bolzano è andato deserto e ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità istituzionale dalla destra che governa e dunque ha il potere decisionale sia in provincia autonoma di Bolzano, che in Veneto, che al ministero. Abbiamo chiesto quali iniziative concrete il governo intenda assumere per garantire certezze sul futuro dell’occupazione per 600 lavoratori a Bolzano e 1200 a Vicenza più indotto, assicurando coerenza tra le decisioni delle autonomie territoriale e gli obiettivi nazionali di reindustrializzazione, transizione produttiva, tutela del lavoro. In una risposta di sette righe, il ministero si è limitato a dire che è “in attesa di comunicazioni ufficiali da parte della provincia autonoma di Bolzano sull’esito dell’avviso pubblico scaduto ieri (andato deserto ndr) nonché sulle relative valutazioni che l’ente intenderà intraprendere, che si auspica siano coerenti con quelle già espresse dal nostro dicastero sull’importanza di questo tipo di produzione per il paese, anche in virtù delle sinergie con lo stabilimento Valbruna di Vicenza”.
Una risposta decisamente insufficiente, che poi accosta le vicende di Terni e Piombino decisamente fuori contesto. Nessun impegno ad accompagnare un tavolo di confronto tra gli Enti e i portatori di interesse, in un ambito che assume rilievo strategico locale e nazionale.

Così le deputate del Partito democratico Sara Ferrari e Rosanna Filippin.

 

16/01/2026 - 12:02

La paralisi della vigilanza non può continuare: è un vero e proprio vulnus alla democrazia. E non può essere solo un problema delle opposizioni che da tempo denunciano l’utilizzo della RAI per la propaganda di governo e si battono per un servizio pubblico pluralista. Ci rivolgiamo ai presidenti di Camera e Senato perché sono in gioco strumenti del confronto democratico e si usa il servizio pubblico che appartiene a tutti solo per interessi di parte. Il tutto aggravato dall’avvicinarsi di appuntamenti elettorali che incidono profondamente sul nostro sistema. È un appello che non possono non accogliere nell’interesse di tutti i cittadini: è un caso senza precedenti che un’azienda pubblica di tale rilevanza non abbia una guida solida e riconosciuta e la commissione di vigilanza non possa svolgere la funzione di verifica.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati. 

 

16/01/2026 - 11:29

"Non sono soddisfatto della risposta del Governo alla mia interpellanza urgente sull' assassinio di Alessandro Ambrosio. Il Sottosegretario Molteni infatti non ha, a mio avviso, chiarito in alcun modo le ragioni della mancata attuazione del decreto di allontanamento di Marin Jelenic, emesso dal Prefetto di Milano lo scorso 23 dicembre. Peraltro riferito a un soggetto di cui lo stesso Sottosegretario ha ricordato la pericolosità ben nota anche prima dei tragici fatti del 5 gennaio e che è stato evidentemente libero di muoversi sul territorio nazionale. Una chiarezza dovuta di fronte a quanto così drammaticamente accaduto e per evitare che situazioni simili possano ripetersi". Così Andrea De Maria, deputato PD

16/01/2026 - 10:41

“Alla luce delle notizie sulla stampa forse bisognerebbe interrogarsi su quanto sta emergendo a proposito dei vertici dell’Autorità Garante della Privacy. Probabilmente il problema non è Report o Ranucci, ma forse riguarda direttamente i vertici dell’Authority sulla privacy. Cosa ne pensa la presidente Meloni su quanto è emerso? Non dovrebbero dimettersi tutti i dirigenti che hanno usato soldi pubblici in modo improprio? Quanto è coinvolto Fratelli d’Italia in questa vicenda?”. Così in una nota i componenti Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai

16/01/2026 - 09:44

Da opposizioni lettera ai presidenti delle Camere “chiediamo incontro urgente, non garantita terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”

Alla cortese attenzione
On. Lorenzo Fontana – Presidente della Camera dei Deputati
On. Ignazio La Russa – Presidente del Senato della Repubblica

Egregi Presidenti,
con la presente i sottoscritti capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione tornano a richiamare la Vostra attenzione sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza.
Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione.
Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione.
La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica.
Per queste ragioni, i capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di:
- Esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai;
- Definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo;

- Assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione;

- Garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali.
Confidando nel Vostro tempestivo intervento per evitare un ulteriore deterioramento del ruolo della Rai e per tutelare la qualità dell’informazione pubblica nel nostro Paese, restiamo in attesa di un Vostro cortese riscontro.

Distinti saluti,

Chiara Braga
Riccardo Ricciardi
Luana Zanella
Maria Elena Boschi
Matteo Richetti
Riccardo Magi

Francesco Boccia,
Stefano Patuanelli,
Giuseppe De Cristofaro,
Raffaella Paita,
Marco Lombardo

 

15/01/2026 - 18:46

“Questo incontro nasce dall’esigenza di restituire centralità al confronto pubblico e al merito di una riforma costituzionale che è stata approvata senza un vero dibattito parlamentare e senza ascoltare le tante voci critiche che si sono levate nel Paese”.
Lo ha dichiarato l’On. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico, intervenendo all’incontro pubblico di approfondimento sulla riforma della giustizia, promosso dallo stesso deputato e dal Centro Studi Civitas, che si è svolto a Lecce, a Palazzo De Pietro, alla presenza dell’On. Enrico Costa, dell’On. Federico Gianassi, dell’avv. Viola Messa e dell’avv. Giovanni Tarquini, con la moderazione del direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, Rosario Tornesello e i saluti introduttivi del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, prof. avv. Antonio De Mauro, dell’avv. Vincenzo Caprioli dell’organismo congressuale forense e dell’avv. Carlo Congedo, Presidente del Centro Studi Civitas.
“La maggioranza ha blindato il testo, respingendo ogni proposta emendativa e ignorando osservazioni fondate di natura tecnica e costituzionale. Per questo è fondamentale creare occasioni di discussione aperta, che consentano ai cittadini di comprendere davvero i contenuti e le implicazioni di una riforma che incide su un equilibrio delicatissimo del nostro ordinamento democratico”, ha spiegato Stefanazzi.
Nel suo intervento, il deputato dem ha criticato la riduzione del dibattito pubblico alla sola separazione delle carriere, sottolineando come molte delle criticità del sistema giudiziario italiano siano legate a carenze organizzative e responsabilità politiche, non risolte dall’impianto della riforma. “Sullo sfondo – ha aggiunto – emerge un’impostazione ideologica e una volontà di ‘regolare i conti’ con la magistratura, che rischia di aprire la strada a una pericolosa subordinazione del pubblico ministero al potere esecutivo”.
“Dopo anni di delegittimazione della politica, oggi si intravede il tentativo di colpire un altro potere dello Stato. Scelte come il sorteggio del CSM mettono in discussione i principi democratici sanciti dalla Costituzione e possono avere ricadute dirette sulle libertà civili e politiche dei cittadini”, ha concluso Stefanazzi, ribadendo l’importanza di un’informazione corretta e di un confronto serio in vista del referendum del prossimo marzo

 

15/01/2026 - 18:07

“La liberazione del cooperante Alberto Trentini ha riportato l’attenzione internazionale su quanto accade in Venezuela, ma non possiamo fermarci a questo risultato”, afferma Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Estero. “Da tempo denunciamo l’esistenza di un regime autoritario che reprime le libertà democratiche e sindacali e mette in carcere chi non la pensa come il governo”.

Porta ricorda che il caso Trentini “non è isolato” e sottolinea l’impegno del Pd nel mantenere alta l’attenzione. “Oggi restano 24 detenuti con cittadinanza italiana, arrestati per motivi politici. Persone di cui spesso non si parla, ma che il Partito Democratico ha continuato a ricordare e per le quali ha lavorato in questi mesi, anche attraverso iniziative parlamentari, in coordinamento con il governo”, evidenzia. L’esponente dem richiama inoltre il quadro politico generale: “Le ultime elezioni non sono state riconosciute non solo dall’Italia, ma anche da Paesi progressisti come Brasile e Colombia”.

“Non dobbiamo abbassare la guardia sul Venezuela”, conclude Porta. “Il popolo venezuelano soffre da anni e la comunità internazionale ha il dovere di sostenere una vera transizione democratica. Serve aprire una fase nuova, fondata su elezioni libere, trasparenti e democratiche, senza arresti e repressioni. Come Pd continueremo a stare dalla parte dei diritti umani, civili e politici e a sollecitare il governo italiano a mantenere una posizione chiara e coerente”.

 

15/01/2026 - 18:06

“Il Partito Democratico sostiene con convinzione gli obiettivi della transizione digitale ed ecologica e gli investimenti avviati grazie al Pnrr, ma oggi le imprese si trovano davanti a risorse scarse e incerte”, afferma Alberto Pandolfo, deputato e capogruppo Pd in commissione Attività produttive. “I fondi inizialmente previsti, circa 6 miliardi, sono stati pesantemente rimodulati dal governo e ridotti a poco più di 2 miliardi, generando un’incertezza profonda che blocca gli investimenti e rallenta il raggiungimento degli obiettivi”.

“Questa instabilità – prosegue l’esponente dem - ha messo l’Italia in difficoltà rispetto ad altri Paesi europei. Mentre Stati come la Spagna hanno garantito continuità e chiarezza agli operatori, consentendo di programmare gli investimenti, in Italia prevale una logica di stop and go che penalizza competitività e sviluppo. Sul tema dei territori, avevamo proposto meccanismi di premialità e accompagnamento, per evitare che le aree più disponibili a ospitare gli impianti pagassero anche per quelle che restano indietro. Così invece si aumentano le diseguaglianze”.

“Il problema di fondo – conclude Pandolfo - è che oggi non si comprende la direzione della politica industriale del governo Meloni”. La continua rimodulazione di strumenti e incentivi non chiarisce quale traiettoria si voglia seguire su transizione digitale, transizione ecologica e rinnovabili. Noi restiamo convinti degli obiettivi, ma non delle modalità: servono certezze, equità territoriale e una strategia chiara per accompagnare imprese e Paese verso il futuro”.

 

15/01/2026 - 17:58

“La percezione di insicurezza dei cittadini è in crescita, mentre il governo continua a rispondere con slogan e propaganda”, lo afferma Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, intervistato sui canali social dei deputati dem. “L’esecutivo Meloni vive una contraddizione evidente: per anni ha alimentato la retorica dell’emergenza criminalità, oggi prova a dare segnali rassicuranti, ma senza affrontare i problemi reali che le persone avvertono nei territori, anche alla luce di fatti gravissimi accaduti di recente”.

Secondo Mauri, di fronte a questa distanza tra racconto e realtà “il governo non fa nulla di concreto: continua a inventare nuovi reati e ad annunciare decreti sicurezza, spesso con un’impostazione securitaria e ideologica, utile solo alla propaganda”. Una strategia che, sottolinea l’esponente dem, non produce risultati: “Nella legge di bilancio non c’è un euro in più per rafforzare il presidio del territorio, migliorare i salari o aumentare gli organici delle forze dell’ordine. Anzi, nel 2025 ci sono stati 1.500 poliziotti in meno: le nuove assunzioni non compensano i pensionamenti”.

“Così non si va da nessuna parte”, conclude Mauri. “La sicurezza si costruisce con due pilastri inseparabili: prevenzione e repressione. Servono investimenti veri sulle forze dell’ordine e sulle politiche sociali dei comuni, non tagli e decreti spot. Il Partito Democratico continuerà a fare proposte serie e a denunciare le falsità del governo, perché i cittadini abbiano chiarezza su ciò che sta realmente accadendo”.

 

15/01/2026 - 17:40

“Il governo ha scelto la strada della forzatura burocratica invece del confronto istituzionale”, lo afferma Irene Manzi, deputata e capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura, sui canali social dei deputati dem, commentando la decisione del Consiglio dei ministri di commissariare Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato via libera ai piani di dimensionamento della rete scolastica. “È un atto che comprime le autonomie locali e impone alle regioni accorpamenti e tagli alle autonomie scolastiche senza tenere conto dei bisogni dei territori e delle comunità”.

Manzi ricorda come il tema del dimensionamento sia stato introdotto dalla prima legge di bilancio del governo Meloni e più volte rinviato e modificato dallo stesso esecutivo. “I rigidi parametri numerici sono stati  inseriti da quella legge di bilancio e sono stati ripetutamente prorogati nei decreti Milleproroghe, a dimostrazione del fatto che si tratta di criteri inadeguati, calati dall’alto e poco aderenti alla realtà delle scuole”, sottolinea l’esponente dem.

“Lo abbiamo detto più volte anche in Aula: questa misura va rivista nella sua interezza”, conclude Manzi. “Non ha prodotto alcun miglioramento della qualità dell’offerta didattica, ma solo ennesimi tagli contabili. È la cifra dell’azione del governo Meloni sulla scuola: centralizzazione, riduzione delle autonomie e nessuna attenzione reale alla qualità dell’istruzione”.

 

15/01/2026 - 17:17

«Il Governo ha approvato un decreto forte nel titolo ma debolissimo nei contenuti e ha messo l’ennesima fiducia per fuggire da un confronto sul merito», ha dichiarato Andrea Gnassi intervenendo in Aula sul voto di fiducia al decreto Transizione 5.0.
«Manca totalmente una visione di politica industriale e una strategia energetica nazionale. La transizione viene ridotta a un elenco disorganico di crediti d’imposta,ha detto Gnassi, ricordando che «in tre anni di Governo sono aumentati i prezzi dell’energia, le bollette per famiglie e imprese e l’incertezza normativa apre scenari per speculazioni e ferite al paesaggio italiano». Gnassi ha denunciato «il taglio alle risorse del PNRR e alle comunità energetiche rinnovabili, definanziate del 64 per cento», sottolineando che «il Governo ha smontato la principale misura industriale del PNRR sulla transizione energetica, tagliandola di quasi 4 miliardi di euro e lasciando oggi le imprese in lista d’attesa». Si devono produrre 80 gigawatt da fonti rinnovabili. Per noi questo è un obiettivo inderogabile. Le rinnovabili sono leva per cambiare il paradigma industriale della produzione di beni e servizi. Ma il governo non fa nulla sull  assalto speculativo ai territori più fragili dove mega impianti possono devastare per sempre paesaggi, bellezza, borghi. È proprio l’art 9 della costituzione che tutela il paesaggio. Vanno coinvolti enti locali, territori regioni nella pianificazione di aree realmente vocate. I grandi impianti vanno fatti dove conviene all Italia , non a grandi fondi che investono come se le rinnovabili  fossero prodotti finanziari. Oggi, ci sono tecnologie, istituti di ricerca autorevoli che individuano con  dati certi aree e spazi. 14 milioni sono gli edifici elevati dopo gli anni 60, su cui mettere pannelli. Strutture pubbliche, parcheggi, aree oggetto di bonifica, cave, miniere dismesse, green belt cioè aree attigue a strade e autostrade e infrastrutture varie (dove ricade benzene e PM 10) sommano 800mila e di ettari di aree utilizzabili  localizzabili, circa 10.000 KM2. Si può partire domani mattina con le rinnovabili senza devastare il paesaggio . 
Con l’aggiunta poi che avete fatto di Transizione 5.0 un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia delle imprese che vogliono innovare », ha concluso Gnassi. «Per queste ragioni il Partito Democratico ha votato contro questo provvedimento».

 

15/01/2026 - 17:12

“È una proposta semplice ma necessaria: garantire le stesse condizioni a sostegno della genitorialità per mamme e papà”. Lo afferma Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando l’avvio in commissione Lavoro della discussione sulla proposta dem per istituire il congedo paritario. Il testo prevede “cinque mesi uguali per la mamma e per il papà, retribuiti al 100 per cento e non trasferibili”, superando una disuguaglianza che oggi vede le madri con cinque mesi di congedo e i padri limitati a dieci giorni, come se la maternità fosse una responsabilità solo delle donne.

“Si tratta – sottolinea l’esponente Pd - di un intervento non più rinviabile, anche alla luce del calo demografico: oggi in Italia nascono circa 370 mila bambini, dieci anni fa erano oltre 500 mila. Serve rimettere al centro la natalità, il sostegno alla maternità e la condivisione della cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne. Una situazione che si riflette anche sul lavoro. Le donne guadagnano in media il 30 per cento in meno, hanno una maggiore incidenza di contratti part time e circa la metà di loro lavora a tempo parziale, spesso  costretta a scegliere tra essere madre o lavoratrice. È una rinuncia che il Paese non può più permettersi”.

“Garantire congedi paritari – conclude Malavasi - significa sostenere l’occupazione femminile, superare le disuguaglianze di genere e scardinare una visione culturale ancora arretrata che relega la cura alle donne”. È un investimento sul futuro del Paese ed è una battaglia di civiltà: mettere donne e uomini nelle condizioni di essere genitori e costruire progetti di vita, facendo della natalità una vera priorità nazionale”.

 

15/01/2026 - 16:58

“Lo ribadisce l’Inps oggi: i salari non recuperano il potere d’acquisto. Ma per Meloni l’emergenza è un’altra: riempire le carceri alzando le pene, punire chi manifesta il dissenso in piazza e vietare i salvataggi in mare delle Ong. E’ un governo ‘benaltrista’, mentre la stragrande maggioranza dei lavoratori non arriva a fine mese. Chiediamo di riaprire la discussione sul salario minimo”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

Pagine