“Il Dap, dipartimento della polizia penitenziaria, ha negato al comune di Modena la possibilità di svolgere una seduta del Consiglio Comunale presso la casa circondariale di Sant’Anna. Una decisione grave che rappresenta non solo uno sgarbo istituzionale verso la città di Modena, ma anche il tentativo di impedire da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo che vengano accesi i riflettori su una serie di criticità e interrogativi sul sovraffollamento, sull’assistenza sanitaria, sulle condizioni di lavoro del personale, sulle carenze e di progetti e di reinserimento all’interno di quella struttura carceraria”.
"Le parole del procuratore Tescaroli sono la conferma di quanto purtroppo denunciamo da mesi: il governo Meloni ha abbandonato Prato. Cinque mesi fa, in occasione della visita del ministro Piantedosi per il Comitato nazionale sulla sicurezza, ponemmo dieci domande precise sulle carenze di organico nelle forze dell'ordine, in Tribunale, in Procura, all'Ispettorato del Lavoro. Non abbiamo ricevuto risposte, solo promesse. Oggi il procuratore capo certifica quello che temevamo: da agosto non è arrivato nulla. Zero rinforzi. Zero incrementi negli organi investigativi. Nulla di nulla. Tescaroli descrive una situazione emergenziale dove la Procura, per mancanza di personale, è costretta a selezionare quali indagini svolgere. È una situazione inaccettabile. Alla vigilia della visita, anzi, della passerella di Piantedosi a Prato, chiedemmo un piano serio con numeri e tempi certificati. Non lo abbiamo mai visto. La deputata Mazzetti allora parlò di enfasi mediatica, ma oggi i fatti le danno torto. Non sono i giornali a inventare i pacchi bomba o le sparatorie. In più occasioni avevamo chiesto al ministro di venire in parlamento per riferire su Prato e sulle infiltrazioni criminali che rischiano di danneggiare pesantemente il distretto. La risposta sono stati solo silenzi imbarazzati. Ora basta, è venuto il momento che il titolare del Viminale venga in aula per dire con chiarezza cosa intende fare per Prato. Servono risposte immediate: quanti agenti, quanti ispettori, quali risorse, con quali tempi. La sicurezza dei cittadini pratesi non può più attendere".
Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La decisione del governo israeliano di sospendere le autorizzazioni a 37 organizzazioni umanitarie internazionali attive nella Striscia di Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, subordinando il rinnovo delle licenze alla trasmissione alle autorità israeliane di elenchi nominativi e dati sensibili del personale palestinese, è di estrema gravità ed avrà conseguenze drammatiche su una popolazione civile già colpita da una crisi umanitaria senza precedenti. La revoca delle autorizzazioni a partire dal prossimo 1° marzo e il conseguente obbligo ad abbandonare l’area deriva da una riforma delle procedure particolarmente controversa. Numerose Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam e Caritas Gerusalemme, hanno spiegato di non aver adempiuto alle richieste per proteggere l’incolumità dei propri operatori palestinesi in un contesto di conflitto armato e per garantire il rispetto della normativa europea in materia di tutela dei dati personali. Commissione europea ed Onu chiedono la rimozione di ogni barriera per l’arrivo degli aiuti ed hanno criticato la decisione israeliana. l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha definito 'inaccettabile' l’annuncio di Israele di sospendere le attività di 37 Ong a Gaza, denunciando l’ennesima restrizione illegittima all’accesso umanitario e ha invitato la comunità internazionale a intervenire con urgenza, ricordando a Israele l’obbligo, previsto dal diritto internazionale, di garantire e facilitare l’ingresso degli aiuti essenziali. Quali iniziative urgenti intende assumere il governo italiano? Come intende garantire il rispetto del diritto umanitario internazionale, assicurando l’accesso continuo e sicuro agli aiuti umanitari per la popolazione civile?”.
Così i deputati e le deputate democratiche, Provenzano Boldrini, Quartapelle, Porta, Scotto, Scarpa, Vaccari, Ferrari, Ghio, Bakkali e Berruto, in un’interrogazione rivolta al ministro degli Esteri, Tajani.
"Le parole del procuratore Tescaroli sono la conferma di quanto purtroppo denunciamo da mesi: il governo Meloni ha abbandonato Prato. Cinque mesi fa, in occasione della visita del ministro Piantedosi per il Comitato nazionale sulla sicurezza, ponemmo dieci domande precise sulle carenze di organico nelle forze dell'ordine, in Tribunale, in Procura, all'Ispettorato del Lavoro. Non abbiamo ricevuto risposte, solo promesse. Oggi il procuratore capo certifica quello che temevamo: da agosto non è arrivato nulla. Zero rinforzi. Zero incrementi negli organi investigativi. Nulla di nulla. Tescaroli descrive una situazione emergenziale dove la Procura, per mancanza di personale, è costretta a selezionare quali indagini svolgere. È una situazione inaccettabile. Alla vigilia della visita, anzi, della passerella di Piantedosi a Prato, chiedemmo un piano serio con numeri e tempi certificati. Non lo abbiamo mai visto. La deputata Mazzetti allora parlò di enfasi mediatica, ma oggi i fatti le danno torto. Non sono i giornali a inventare i pacchi bomba o le sparatorie. In più occasioni avevamo chiesto al ministro di venire in parlamento per riferire su Prato e sulle infiltrazioni criminali che rischiano di danneggiare pesantemente il distretto. La risposta sono stati solo silenzi imbarazzati. Ora basta, è venuto il momento che il titolare del Viminale venga in aula per dire con chiarezza cosa intende fare per Prato. Servono risposte immediate: quanti agenti, quanti ispettori, quali risorse, con quali tempi. La sicurezza dei cittadini pratesi non può più attendere".
Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“In attesa che il tribunale amministrativo si pronunci è importante firmare e continuare a far firmare. Raggiungere 500mila firme significa costituire il comitato promotore, significa avere spazi per informare, significa avere spazi sui media e significa soprattutto poter mettere i cittadini italiani nelle condizioni di esprimere un voto libero, consapevole e informato”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.
“Mentre aumentano aggressioni, scippi e rapine, diminuiscono i poliziotti per strada. E la colpa è del Governo, capace solo di litigare sui militari e fare propaganda per coprire il proprio fallimento sulla sicurezza” così il deputato democratico, responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri.
“Secondo quanto riportato dai mezzi di informazione, il Governo avrebbe avviato un percorso di intervento sull’organizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale, attraverso un disegno di legge di delega.
Si tratta di un ambito estremamente delicato, che incide direttamente su un diritto fondamentale delle persone e sulla tenuta complessiva del sistema pubblico di tutela della salute. Proprio per questo, ogni variazione dell’attuale assetto del Servizio sanitario nazionale non può essere affrontata senza un confronto vero, aperto e nei tempi adeguati.
Non si tratta di stravolgere il Servizio sanitario nazionale, ma di capire come porre rimedio alle tante lacune che oggi si stanno registrando. Ed è evidente che questo non può avvenire senza il pieno coinvolgimento del Parlamento e di tutto il mondo della sanità, sindacati compresi.
Il Parlamento deve poter svolgere fino in fondo il proprio ruolo, non limitandosi a ratificare scelte già definite, ma contribuendo in modo sostanziale all’indirizzo e ai contenuti delle decisioni che verranno assunte. Allo stesso tempo, è indispensabile aprire un dialogo strutturato con gli operatori sanitari, le professioni, le organizzazioni sindacali e le realtà sociali, che quotidianamente garantiscono il funzionamento del sistema pubblico.
In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere riservata a prevenzione, medicina territoriale e medicina di prossimità, temi centrali per rispondere ai bisogni reali delle persone e per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Questioni che non possono restare marginali, ma che devono trovare spazio esplicito nei futuri provvedimenti attuativi.
«Intervenire sul Servizio sanitario nazionale è necessario, ma solo se ogni scelta sarà il frutto di un confronto serio e trasparente, capace di rafforzare, e non indebolire, i principi di universalità e accessibilità alle cure che rappresentano il cuore della sanità pubblica”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli deputato Pd E vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
"E' un profondo dolore apprendere della scomparsa di Valeria Fedeli. Donna battagliera e ironica, femminista, ex presidente del Senato, ex ministra dell'istruzione, dirigente politica e, prima ancora, dirigente sindacale. In ogni ruolo che ha ricoperto, Valeria si è sempre battuta per i diritti delle donne e la parità di genere.
Da vice presidente del Senato, ha condiviso con me l'elezione del Presidente Mattarella sedendo alla presidenza della Camera: per la prima volta due donne rappresentavano le due Camere. "E' proprio una bella conquista" commentò Valeria.
Ci mancheranno il suo impegno e la sua passione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La scomparsa di Valeria Fedeli mi addolora profondamente. La nostra comunità perde una donna coraggiosa, appassionata e che ha dimostrato tutto il suo amore per la scuola, per l’educazione e per lo sport come strumento di affermazione dei diritti. Personalmente perdo una preziosa e affettuosa consigliera che mi costringeva a guardare allo sport da un’angolazione diversa. Nel dolore non posso che prometterle che continueremo nel solco del suo esempio e della sua tenacia, fra le altre, la sua lotta per la parità di genere nello sport, in tutte quelle sfumature che la visione di Valeria rendeva chiare e necessarie. Sono certo che è ciò che ci sta chiedendo. Buon viaggio, Valeria”. Così il deputato democratico, responsabile nazionale sport Mauro Berruto.
"La scomparsa di Valeria Fedeli rappresenta una perdita profonda per la politica italiana e per tutte le donne che hanno trovato in lei un punto di riferimento. Sindacalista, parlamentare, ministra, ha servito le istituzioni con passione, competenza e rigore. Il suo impegno per i diritti, per l’istruzione pubblica e per l’uguaglianza resterà un esempio prezioso. Ai suoi familiari va il mio più sincero cordoglio": ê quanto dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.
"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Valeria Fedeli. Sindacalista, dirigente politico, esponente delle istituzioni. Una personalità di altissimo profilo, competente e appassionata. Un riferimento per tanti di impegno per la giustizia sociale, la democrazia, la differenza di genere. Per me una amica e una compagna con cui abbiamo condiviso tante occasioni di impegno e di lavoro politico". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Valeria Fedeli. Valeria è stata una capace donna politica al servizio delle istituzioni e del Partito. Esprimo la mia vicinanza alla famiglia, al marito Achille Passoni e a quanti le hanno voluto bene”. Lo dichiara Stefano Graziano, esponente dem e capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
“Una bruttissima notizia: Valeria Fedeli non c’è più. Oggi provo un dolore profondo e vero. Come vera era Valeria nelle battaglie politiche, nelle discussioni, nel sostenere le altre donne. Una figura insostituibile, un esempio per molte di noi. Non mi sembra vero. È stata una sindacalista e una politica combattiva, autorevole, capace e generosa. Mi ha dato consigli preziosi, c’era sempre e mancherà tremendamente, a me e a tutte e tutti noi”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla morte dell’ex ministra Valeria Fedeli.
“Ciao Valeria. Ci lascia una donna coraggiosa che ha speso tutta la vita per battaglie di progresso e umanità. Senza mai perdere il sorriso e la mano tesa verso tutti. Un gran dolore, forte abbraccio ad Achille. RIP” così sui social il deputato democratico Enzo Amendola.
Ricordiamo con un minuto di silenzio Valeria Fedeli. Il suo impegno nelle istituzioni, da vice presidente del Senato, ministra, appassionata femminista, sindacalista, dirigente politica e la ringraziamo per tutto quello che ha fatto per la nostra comunità. Ci stringiamo ad Achille in questo triste momento e con un minuto di silenzio esprimiamo il nostro dolore e rispetto per la scomparsa di Valeria. Nei prossimo giorni ricorderemo il suo impegno nelle istituzioni e nel paese.
Così Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei deputati ha espresso il cordoglio dei deputati e dei senatori riuniti in Assemblea per la scomparsa di Valeria Fedeli.
Ha dato esempio nella militanza, dignità per il lavoro, ci sono battaglie che vanno portate avanti
Vicinanza umana e politica