“Il Parlamento italiano ha dovuto attendere dodici lunghi giorni per ascoltare la voce della premier sull’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran. Meloni è fuori tempo massimo. La presenza oggi per il Consiglio Europeo è un obbligo. La presenza dopo l'attacco in Iran era un dovere, un atto di responsabilità e invece ha preferito fuggire dal confronto parlamentare. Anche la forzatura di unire due discussioni differenti, costringendoci a votare risoluzioni con un ordine del giorno e conclusioni provvisorie sui temi europei è una scelta inaccettabile, un’offesa grave al ruolo del Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca, intervenendo in Aula nel corso della discussione sulle comunicazioni della presidente del Consiglio sulla guerra in Iran e sul prossimo Consiglio europeo.
“Meloni - ha aggiunto - aveva il dovere di dire subito una cosa netta senza tentennare: l'attacco unilaterale di Stati Uniti ed Israele è illegale e va condannato perché contrario al diritto internazionale. Punto. Una cosa è l’alleanza, un’altra è la sudditanza. Ci sono leader europei che hanno parlato con chiarezza. Bene il meccanismo di solidarietà europeo verso Cipro. Ma il governo avrebbe dovuto mostrare solidarietà e vicinanza politica anche al premier spagnolo Pedro Sánchez, attaccato volgarmente da Trump, per aver detto quello che doveva dire Meloni: No alla guerra, No alla distruzione del diritto internazionale. La presidente del Consiglio dica oggi l'Italia non metterà mai a disposizione le basi militari per alimentare un conflitto illegale. Non perché lo chiede il Pd, ma perché lo impone l'articolo 11 della Costituzione. Articolo - ha concluso - che il governo sta calpestando quando invia Tajani come osservatore al Board of Peace”.
“Questa mattina sono stato con i lavoratori della Trasnova di Pomigliano d’Arco al Ministero delle Imprese. Il PD segue questa vertenza da oltre un anno con la massima attenzione. Si intravedono alcune luci sulla possibile ricollocazione, ma la preoccupazione resta alta: è incredibile il ritardo e la superficialità con cui il governo ha affrontato una crisi che nasce da una scelta precisa di Stellantis, che si è lavata le mani non rinnovando la commessa con Trasnova. Continueremo a fare la nostra parte — anche con il supporto della Regione Campania — perché tutte le soluzioni possibili vengano messe sul tavolo al più presto. Nessun posto di lavoro può essere perduto” così il deputato democratico Marco Sarracino.
Il deputato Gian Antonio Girelli ha inviato oggi una lettera all’Ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran in Italia per esprimere forte preoccupazione per la situazione di Matin Mohammadi, giovane arrestato durante le proteste dello scorso dicembre e attualmente detenuto a Teheran.
Nella lettera Girelli richiama l’attenzione sulla particolare gravità della vicenda, sottolineando come Mohammadi fosse minorenne al momento dei fatti contestati e ricordando che il diritto internazionale vieta in modo assoluto l’applicazione della pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di diciotto anni al momento del presunto reato.
Il deputato evidenzia inoltre le notizie diffuse da organizzazioni per i diritti umani secondo cui, dopo l’arresto, al giovane sarebbe stato negato l’accesso a un avvocato e ai contatti con la famiglia, oltre alle preoccupazioni relative alle condizioni della detenzione.
«Ho ritenuto doveroso rivolgermi direttamente all’Ambasciatore – afferma Girelli – per chiedere che sia garantita la piena tutela della vita e dei diritti di Matin Mohammadi. La protezione dei minori e il rispetto dei diritti fondamentali della persona rappresentano principi universali che la comunità internazionale è chiamata a difendere».
Nella lettera il parlamentare esprime quindi l’auspicio che la vicenda possa trovare una rapida soluzione nel rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, e che la detenzione del giovane possa concludersi quanto prima.
“È importante ricordare che questo referendum non ha quorum, quindi è fondamentale andare a votare. E nel nostro caso è importante votare No”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico.
“Questa riforma – spiega l’esponente dem – non riguarda la giustizia e non interviene su nessuno dei problemi reali del sistema giudiziario. Non migliora il funzionamento dei tribunali e non affronta le difficoltà che cittadini e operatori incontrano ogni giorno. Non riguarda neppure la separazione delle carriere, che di fatto già esiste. Il punto centrale è invece un altro: questa riforma riguarda i nostri diritti e le nostre garanzie di cittadini. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura servono proprio a tutelare i cittadini, perché solo una magistratura libera può garantire che i diritti di tutti vengano riconosciuti e difesi”.
“Quello che questa maggioranza e questo governo vogliono fare è togliere autonomia e indipendenza alla magistratura, per avere le mani libere e poter agire senza essere disturbati. Per questo – conclude Serracchiani – è importante partecipare al voto e scegliere il No, per difendere le garanzie dei cittadini e l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.
“Il presidente del Senato Ignazio La Russa non ne azzecca una. Dovrebbe avere più rispetto del Parlamento e del ruolo che ricopre. La Russa chieda scusa al senatore Nicita e a tutto il Parlamento”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera e di Vigilanza sulla Rai.
“In Sicilia servono procedure urgenti e semplificate soprattutto in tema paesaggistico ed ambientale per consentire il ripristino delle coste e delle imprese danneggiate dal ciclone Harry.. E’ una urgenza determinata anche dall’imminenza della stagione estiva. Oltre alla questione legata alla procedure torniamo a ribadire che i ristori stanziati con il ‘dl maltempo’ sono del tutto insufficenti, come emerso oggi nel corso delle audizioni in commissione Ambiente della Camera”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato Dem, Anthony Barbagallo.
“La questione più delicata – prosegue – sottolineata da diversi sindaci e dalla stessa Anci riguarda la costa ionica della Sicilia dove ci sono diversi scarichi fognari che scaricano in mare e per cui occorre intervenire con celerità, tramite procedure semplificate e anche con il silenzio assenso”.
“Per un territorio come il nostro, dove il distretto tessile è già sotto pressione da mesi, il segnale che arriva oggi dai panificatori si aggiunge a un quadro che conosciamo bene. Tessile, manifattura, artigianato lanciano da tempo lo stesso grido dall’allarme: la capacità delle piccole e medie imprese di reggere i costi energetici è al limite. Per chi lavora con forni accesi molte ore al giorno, con macchinari che non si possono spegnere, l'energia non è una voce del bilancio tra le altre. È la condizione stessa della produzione. Il decreto bollette arriva dopo mesi di annunci e con misure insufficienti. L'Italia nel 2024 ha pagato l'energia elettrica al prezzo più alto d'Europa. Veniamo da tre anni di scelte sbagliate: norme contraddittorie sulle rinnovabili, tagli alle comunità energetiche, indebolimento degli strumenti per l'efficienza energetica. Dovevamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Il governo ha fatto l'opposto, e oggi famiglie e imprese pagano il conto. Il problema di fondo è che questo decreto non cambia l'architettura del sistema: il prezzo dell'energia resta agganciato al gas, anche nelle ore in cui produciamo da fonti rinnovabili. Finché non si interviene su questo meccanismo, continueremo a inseguire l'emergenza. Le risorse per intervenire ci sono, e lo Stato le incassa già: dalle aste sulle emissioni e dai dividendi delle società energetiche partecipate. Potrebbero essere indirizzate verso una riduzione strutturale dei costi. I contratti di lungo periodo per le rinnovabili sono uno strumento giusto, ma il governo li ha inseriti con due anni e mezzo di ritardo. Un provvedimento di emergenza non sostituisce una strategia. Il PD le proposte concrete le ha avanzate in Commissione: un pacchetto di emendamenti che chiede al governo di sterilizzare le accise per calmierare i costi in bolletta, evitando che ricada su cittadini e imprese. Il governo si muova”.
Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato PD in Commissiona attività produttive della Camera, attuale coordinatore reggente del PD Prato.
I deputati del Pd, Stefano Vaccari, Andrea De Maria e Virginio Merola, hanno presentato una serie di emendamenti al Dl Bollette per contrastare la decisione del governo di spostare la sede dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo da Bologna a Roma.
Gli emendamenti, tra l’altro, puntano in particolare a mantenere la sede dell’Agenzia a Bologna od anche a prevedere una soluzione equilibrata con sede legale a Roma e sede operativa tecnico-scientifica a Bologna, salvaguardando il ruolo strategico del Tecnopolo e dell’ecosistema scientifico già esistente.
“La scelta del governo di spostare ItaliaMeteo da Bologna a Roma è incomprensibile perché priva di una visione complessiva, senza un progetto industriale e scientifico e mette a rischio attività, investimenti e professionalità costruite negli ultimi anni”, dichiarano i deputati Pd, Vaccari, De Maria e Merola. “A Bologna - spiegano - esiste già un ecosistema unico in Europa per la meteorologia e lo studio del clima, con il Tecnopolo che ospita il Centro europeo per le previsioni meteorologiche, il Cineca, il Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici, il Cnr e l’Università. Smantellare questo sistema significa indebolire l’intera strategia nazionale sulla meteorologia e sulla climatologia e il ruolo internazionale conquistato nel tempo”. Vaccari, De Maria e Merola, sottolineano inoltre che il lavoro svolto finora dall’Agenzia è strettamente legato alle infrastrutture scientifiche e di calcolo presenti a Bologna: “Le attività di modellistica meteorologica nazionale, la piattaforma MeteoHub e le infrastrutture di supercalcolo sono sviluppate in stretta sinergia con il Cineca e con il sistema scientifico del Tecnopolo. Spostare tutto a Roma significa interrompere un modello di collaborazione che sta dando risultati importanti”.
Per i deputati del Pd è necessario invece rafforzare la rete nazionale della meteorologia: “Chiediamo al governo di tornare sui suoi passi. L’Agenzia ItaliaMeteo deve essere il perno di un sistema nazionale moderno e integrato. Per questo proponiamo di mantenere a Bologna la sede tecnico-scientifica e di sviluppare eventualmente una sede legale a Roma e presidi territoriali nel Paese, valorizzando le competenze già esistenti”.
“Sulla vicenda della partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia e sulle possibili conseguenze anche sui finanziamenti europei, il governo chiarisca con urgenza quale sia la posizione ufficiale dell’Italia. Dopo la lettera firmata da numerosi ministri della Cultura europei e le dichiarazioni della Commissione europea sull’ipotesi di sospendere alcuni fondi alla Fondazione Biennale, serve una risposta chiara nelle sedi parlamentari. Non bastano interviste o dichiarazioni informali. Al momento la linea dell’esecutivo appare ambigua: da una parte le dichiarazioni del ministro della Cultura Alessandro Giuli, dall’altra le decisioni e gli atti del presidente della Biennale, nominato dal governo stesso. Due piani che rischiano di trasmettere all’esterno posizioni diverse su una questione che riguarda l’immagine culturale e politica del Paese in Europa. Per questo è necessario che il governo chiarisca ufficialmente quale indirizzo intenda sostenere e quali iniziative intenda assumere, anche alla luce delle possibili ripercussioni sui finanziamenti europei e sulle relazioni culturali con i partner dell’Unione”. Così una nota della capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.
“La sciagurata e illegale azione preventiva di Trump e Netanyahu all'Iran oltre a migliaia di morti e ad una drammatica instabilità internazionale, ha scatenato uno shock energetico che ha fatto scattare i prezzi dei carburanti. Il governo deve muoversi immediatamente per garantire l'approvvigionamento e la riduzione dell'impatto sui cittadini e le imprese prodotto dal caro carburanti”. Lo dichiara la deputata PD, Sara Ferrari, segretaria dell’ufficio di presidenza, intervenendo durante il Question Time con il ministro Pichetto Fratin alla Camera.
“Il PD con la Segretaria Schlein, ha proposto la riduzione delle imposte sulla benzina, compensate dall'aumento delle entrate dell'Iva: una battaglia, quella sulle accise, da slogan della stessa premier Meloni, quando era in campagna elettorale, di cui si è dimenticata però da quando governa. Se non è questo il momento di agire per aiutare i consumatori, i lavoratori e le aziende, quando lo sarà mai per questo governo? Al momento da Meloni e l'esecutivo solo silenzio e inerzia a danno dei cittadini italiani”, conclude Ferrari.
“L’omicidio di Daniela Zinnanti a Messina, uccisa con decine di coltellate dall’ex compagno, è un fatto terribile che provoca orrore e indignazione. Questo ennesimo femminicidio, avvenuto nuovamente nel capoluogo dopo un anno dalla brutale uccisione di Sara Campanella, dimostra quanto la violenza contro le donne sia ancora un’emergenza strutturale. Anche in Sicilia i dati restano preoccupanti e impongono una risposta politica chiara: servono più risorse per i centri antiviolenza, strumenti di protezione realmente efficaci e un lavoro serio sulla prevenzione e sull’educazione al rispetto. Non possiamo limitarci alla condanna dopo le tragedie: la politica deve assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa scia di sangue”: è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
“La sciagurata e illegale azione preventiva di Trump e Netanyahu all'Iran oltre a migliaia di morti e ad una drammatica instabilità internazionale, ha scatenato uno shock energetico che ha fatto scattare i prezzi dei carburanti. Il governo deve muoversi immediatamente per garantire l'approvvigionamento e la riduzione dell'impatto sui cittadini e le imprese prodotto dal caro carburanti”. Lo dichiara la deputata PD, Sara Ferrari, segretaria dell’ufficio di presidenza, intervenendo durante il Question Time con il ministro Pichetto Fratin alla Camera.
“Il PD con la Segretaria Schlein, ha proposto la riduzione delle imposte sulla benzina, compensate dall'aumento delle entrate dell'Iva: una battaglia, quella sulle accise, da slogan della stessa premier Meloni, quando era in campagna elettorale, di cui si è dimenticata però da quando governa. Se non è questo il momento di agire per aiutare i consumatori, i lavoratori e le aziende, quando lo sarà mai per questo governo? Al momento da Meloni e l'esecutivo solo silenzio e inerzia a danno dei cittadini italiani”, conclude Ferrari.
“Dalle parole del ministro Pichetto Fratin sembra che tutto va bene, nonostante i prezzi alle stelle dei carburanti a seguito dell'escalation militare in Medio Oriente. Per il ministro è tutto nella norma e le famiglie e le imprese stanno pagando bollette basse, ma è chiaro che non è così. La realtà è totalmente diversa e servono azioni immediate e aggiuntive al decreto bollette che finora è stato un vero fallimento. È necessario un nuovo provvedimento che metta mano sulle accise sui carburanti e che dia sostegno alle famiglie, alle imprese e a diversi settori fondamentali come l'agricoltura, la pesca e la logistica dei trasporti. I costi sono raddoppiati, i portafogli sono vuoti e le persone non arrivano a fine mese”. Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani in replica al ministro Pichetto Fratin durante il Question Time alla Camera.
“Il ministro Pichetto Fratin non ci risponda un'altra volta con la favola del nucleare: servono risposte immediate e non tra quindici anni, se, quando e forse ci sarà il nucleare. La risposta è ora con l'efficientamento energetico e con seri investimenti nelle fonti rinnovabili e non con la litania che tutto va bene, perché non è così”, conclude Simiani.
"L’apertura della procedura di infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione edilizia sulla direttiva “case green” rappresenta l’ennesima bocciatura dell’operato del governo. Ancora una volta l’esecutivo dimostra ritardi, incapacità e totale assenza di programmazione su un tema decisivo come quello della casa, dell’efficienza energetica e del futuro del patrimonio edilizio del Paese. Il governo non solo continua a non intervenire con un vero piano casa capace di affrontare le difficoltà di milioni di famiglie, ma con la sua inefficienza espone l’Italia anche al rischio concreto di sanzioni europee. Se questo accadrà, a pagare non saranno i ministri responsabili dei ritardi, ma i cittadini e i contribuenti italiani. Quella della Commissione europea è dunque un’ulteriore sonora bocciatura dell’azione del governo. Una bocciatura che rischia di trasformarsi in una vera e propria tassa sull’inefficienza: la tassa Meloni” così il cpaogruppo del Pd in commissione ambiente della Camera, Marco Simiani.
“La patente a crediti è obbligatoria da ottobre 2024, ma i dati forniti da INAIL per il 2025 registrano un aumento degli incidenti e delle malattie professionali denunciate. Ci è costata un milione, ma non ne è stata ritirata nemmeno una: come pensate di migliorare questo strumento, che evidentemente non funziona?”
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, interrogando durante il Question Time il Ministero del Lavoro sulla patente a crediti.
“Allo stato attuale, non risultano pubblicamente disponibili informazioni dettagliate sui costi sostenuti per la realizzazione e la gestione della piattaforma digitale della patente a crediti, né dati ufficiali che attestino in modo chiaro una correlazione tra l’introduzione del sistema e una riduzione degli infortuni nel settore, anzi i dati INAIL ci dicono che nel settore edile gli infortuni sono aumentati più che negli altri settori da quando lo strumento è in vigore” ha proseguito la deputata dem.
“La ministra Calderone si dice sempre disponibile e poi non risponde mai, le criticità evidenziate non sono state minimamente prese in considerazione. Sulla bontà dello strumento siamo d’accordo, ma funziona da un anno e mezzo e non è stata ritirata nessuna patente: c’è qualcosa che non va. C’è la possibilità di migliorare e io sono disponibile per sapere dove e in quale tavolo, ma ci servono risposte di fronte ai dati oggettivi: la patente a crediti va ricorretta con urgenza” ha concluso Gribaudo.