“Siamo allibiti dal fatto che Giusi Bartolozzi non abbia ancora presentato le proprie dimissioni. Dopo parole così gravi e inappropriate che rappresentano un attacco alle istituzioni democratiche da parte di chi per missione dovrebbe difenderle, il passo naturale è uno solo: lasciare immediatamente l’incarico. E invece nulla.” Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Giustizia alla Camera.
“E se lei non si dimette, perché Palazzo Chigi non le impone un passo indietro? Se non la fa, il Governo mostra di condividere le parole della capo di Gabinetto di Nordio che costituiscono una minaccia all’autonomia e all’indipendenza della
magistratura. Oppure il Governo e la premier Meloni sono troppo deboli di fronte alla capo di Gabinetto del Ministro?”
“Che cosa sta succedendo davvero? Il governo chiarisca subito se ha paura di Bartolozzi e perché nel caso dovrebbe averne”.
"Ci aspettavamo le dimissioni immediate di Giusi Bartolozzi. E invece da destra arrivano addirittura giustificazioni maldestre. Che minimizzano le parole totalmente eversive della capo di gabinetto di Nordio. Evidentemente, il governo non può scaricarla. C’entrerà per caso lo scandalo Al-Masri? Forse Bartolozzi sa cose che inguaierebbero mezzo governo?". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro
“Ancora una volta Fratelli d’Italia sceglie la strada dell’attacco personale invece di confrontarsi sui problemi reali dei cittadini. Le interrogazioni contro Cristina Manetti in consiglio regionale sono l’ennesimo tentativo di trasformare uno strumento istituzionale in un’operazione polemica che nulla ha a che vedere con l’interesse della Toscana e soprattutto con l’operato dell’assessore”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
“Cristina Manetti sta svolgendo il proprio incarico con competenza, impegno e senso delle istituzioni. Se la destra pensa di sostituire il confronto politico con polemiche personalistiche dimostra solo di non avere proposte concrete per il territorio. Colpisce poi il doppiopesismo della Consigliera Chiara La Porta di Fratelli d’Italia: contro Manetti continue interrogazioni provocatorie mentre quando era deputata non ha esitato a difendere chi ha veramente sbagliato piu volte”: conclude.
"Sono più di 19mila, secondo stime del governo ucraino e di organizzazioni umanitarie, i bambini e le bambine ucraine deportate dall'esercito russo in territori della Federazione o nei territori ucraini occupati.
Una cifra spaventosa che potrebbe essere molto più alta perché solo la Russia ha i numeri reali di questa tragedia.
Oggi, al Comitato diritti umani della Camera che presiedo, abbiamo audito Maksym Maksymov, responsabile dei progetti di "Birng Kids Back UA", l'organizzazione voluta dal presidente Zelensky proprio per riportare a casa queste bambine e questi bambini.
Quello che succede loro, una volta prelevati dagli orfanotrofi o strappati alle loro famiglie e alla loro rete sociale, è un percorso di cancellazione dell‘identità che viene distrutta con l'indottrinamento, con la modifica dei documenti, perfino il luogo e la data di nascita vengono cambiati perché risultino nati in Russia. Gli effetti psicologici su bambini e bambine sono devastanti.
il dott. Maksymov ci ha riferito perfino di casi di suicidio tra i ragazzi più grandi che hanno tentato, senza riuscirci, di tornare in Ucraina.
Finora il progetto Bring Kids Back UA, a cui collaborano organizzazioni umanitarie, imprese e anche paesi stranieri tra cui l'Italia, è riuscito a riportare in Ucraina 2032 bambine e bambini.
Questo crimine orrendo è oggetto di un'inchiesta della Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura nei confronti di Putin. Ma il rimpatrio incondizionato di tutti questi bambini e bambine è un passaggio non trattabile per una società giusta, come ha sottolineato il dott. Maksymov". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La maggioranza fa un parere con 16 prescrizioni al governo, dimostrando di essere spaccati su tutto, anche sulla sanità militare”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Stefano Graziano e Ilenia Malavasi, rispettivamente capogruppo in commissione Difesa e Affari sociali della Camera, a proposito del decreto legislativo sulle disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare.
“La maggioranza con 16 osservazioni bacchetta il governo sulla sanità militare. E da non dimenticare che anche tutti i sindacati militari si sono espressi contro questa riforma che non tiene conto dei reali bisogni dei militari.
In più in un momento così delicato a livello internazionale, con un quadro politico complesso, ci si occupa della sanità militare invece di occuparsi del benessere degli operatori della difesa (alloggi, pensioni, stipendi). Noi abbiamo chiesto al Governo di sospendere questa riforma e cambiare radicalmente tutto. È evidente ancora una volta che questo governo ha fallito anche su tema della sicurezza e difesa”, concludono i capigruppo dem.
“Siamo allibiti dal fatto che Giusi Bartolozzi non abbia ancora presentato le proprie dimissioni. Dopo parole così gravi e inappropriate che rappresentano un attacco alle istituzioni democratiche da parte di chi per missione dovrebbe difenderle, il passo naturale è uno solo: lasciare immediatamente l’incarico. E invece nulla.” Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Giustizia alla Camera.
“E se lei non si dimette, perché Palazzo Chigi non le impone un passo indietro? Se non la fa, il Governo mostra di condividere le parole della capo di Gabinetto di Nordio che costituiscono una minaccia all’autonomia e all’indipendenza della
magistratura. Oppure il Governo e la premier Meloni sono troppo deboli di fronte alla capo di Gabinetto del Ministro?”
“Che cosa sta succedendo davvero? Il governo chiarisca subito se ha paura di Bartolozzi e perché nel caso dovrebbe averne”.
“Chiediamo al Governo di accogliere subito i nostri emendamenti al Dl Bollette. Le nostre proposte riguardano principalmente l’estensione del meccanismo delle accise
mobili anche al gas per scongiurare il boom delle bollette e l’ampliamento della platea delle persone che potranno accedere al bonus bollette da 115 euro. Vogliamo e dobbiamo tutelare cittadini e imprese per evitare che il peso delle bollette schiacci soprattutto le famiglie e i lavoratori meno abbienti”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
“Il superamento dei due euro al litro per il gasolio e della soglia di 1,8 euro per la benzina è un segnale molto preoccupante che conferma come l’Italia sia entrata in una nuova fase di shock energetico. Il boom dei prezzi si sta già scaricando direttamente sulle tasche di cittadini e imprese. Di fronte a rincari così rapidi servono interventi urgenti e immediati per contenere gli aumenti ed evitare fenomeni speculativi. Non si può restare fermi mentre salgono i costi dei trasporti, della logistica e di interi settori produttivi come agricoltura e pesca.
Meloni chiarisca subito quali misure intende adottare per proteggere famiglie e imprese e garantire sicurezza energetica. Il governo si dia una svegliata: non sono accettabili ulteriori rinvii mentre i prezzi alla pompa continuano a salire.”
Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.
"Le notizie di stampa sull’indagine che coinvolgerebbe l’attuale amministratrice delegata di Cinecittà, Manuela Cacciamani, in un filone dell’inchiesta sul tax credit per il cinema richiedono un chiarimento immediato da parte del ministro della Cultura. Chiediamo al ministro Giuli di uscire dal silenzio per spiegare quali iniziative intende assumere per evitare ulteriori imbarazzi a Cinecittà e al settore audiovisivo".
"In questi mesi la destra e il governo hanno condotto una campagna violentissima contro il settore audiovisivo utilizzando alcune storture del sistema del tax credit come pretesto per mettere in discussione l’intero sistema di sostegno al cinema, producendo una crisi drammatica nel comparto. Oggi però, di fronte a un’indagine che riguarda una figura scelta proprio da Fratelli d’Italia e politicamente vicina ad Arianna Meloni, dal governo non arriva alcuna parola. È una contraddizione evidente su cui il ministro Giuli deve chiarire".
Lo dichiara Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico componente della commissione Cultura della Camera.
“Ve lo avevamo detto che il taglio dei fondi e il ridimensionamento dei Comites avrebbero messo seriamente a rischio la partecipazione al referendum degli italiani all’estero. Oggi purtroppo ne stiamo vedendo le conseguenze.
In molti territori e regioni, sia in Francia che in Spagna, si registra una forte disorganizzazione: diversi cittadini segnalano di non aver ancora ricevuto il materiale informativo e, in alcuni casi, neppure le schede elettorali per poter votare. Una situazione che crea confusione, ritardi e difficoltà concrete nell’esercizio del diritto di voto. A questo si aggiungono segnalazioni provenienti dal Sud America, che contribuiscono ad aumentare le preoccupazioni sulla gestione complessiva del processo.
Il punto centrale resta uno: quando si riducono risorse e strumenti di rappresentanza sul territorio, è inevitabile che il sistema si indebolisca e che emergano problemi organizzativi che rischiano di compromettere la partecipazione democratica”.
Così il vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, il deputato democratico Toni Ricciardi, intervenendo in Aula, ha chiesto al ministro degli Esteri Tajani di vigilare sulla situazione.
“Siamo al quinto giorno di voto per gli italiani all’estero sul referendum si conferma molto preoccupante”, ha concluso Ricciardi.
“Sul Piano Casa siamo ancora in alto mare e continuano i rinvii. Nonostante mesi di annunci, il decreto resta confuso e privo di una direzione chiara”, dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd nella Commissione Ambiente della Camera. Simiani è intervenuto oggi alla Camera per stigmatizzare il fatto che il Piano Casa continui a restare fuori dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri, confermando i continui rinvii su un tema cruciale per l’emergenza abitativa. Secondo l’esponente del Partito Democratico, “il Paese avrebbe bisogno di 400 mila abitazioni in più”. Questi continui rinvii rappresentano, per Simiani, l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza e incapacità del ministro Matteo Salvini nella gestione del dicastero. “Il risultato – sottolinea – è che famiglie, amministrazioni locali e operatori del settore restano senza certezze, mentre il governo continua a improvvisare su un tema cruciale come quello dell’abitare”.
"Ammetto che provo un certo disagio nel prendere parola su questa proposta di legge, mentre in Iran colonne di fumo si alzano nel cielo e i depositi di petrolio bruciano, un disastro ambientale e sanitario di proporzioni immani sta accadendo in queste ore. La guerra annienta tutto: le vite umane in primis, ma anche gli sforzi di tante cittadine e cittadini, famiglie e imprese che cercano di fronteggiare la vera sfida per la sopravvivenza della specie umana, che è quella climatica. Una sommatoria di piccole e grandi azioni che viene spazzata via da chi ha scatenato l'ennesima guerra illegale e criminale. Eppure non si può non continuare a insistere sulla strada del lavoro costante, testardo e paziente per la pace e per la conversione ecologica”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata Pd Eleonora Evi, annunciando il voto favorevole all’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta.
"Istituire questa giornata – ha spiegato l’esponente dem - è un atto importante ma simbolico. I simboli, quando sono radicati in politiche concrete, hanno il potere di orientare comportamenti ed educare generazioni. A patto che non restino isolati. Il riciclo della carta è un tassello fondamentale dell'economia circolare: riciclare significa ridurre il consumo di risorse vergini, abbattere le emissioni, proteggere le foreste, costruire un'economia che non distrugge le basi naturali su cui si fonda. È nelle scuole che si radica la coscienza ambientale. Eppure troppo spesso non si fa la raccolta differenziata, non ci sono contenitori o sono dimenticati in qualche magazzino. Escludere un riferimento esplicito alle scuole dal testo è, a nostro avviso, un errore".
"Ci auguriamo — ha concluso Evi — che questo impegno si concretizzi presto in altri provvedimenti: dal sistema di deposito cauzionale per la plastica al potenziamento della raccolta dei rifiuti elettronici, su cui il nostro paese è drammaticamente indietro. Perché la conversione ecologica non resti una promessa, ma diventi la bussola concreta per le politiche del nostro Paese".
“L’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta diventa ancor più significativa grazie all’approvazione di un nostro emendamento che collega le iniziative di sensibilizzazione ad alcuni dei principali eventi italiani dedicati all’ambiente e alla sostenibilità”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, in merito all'approvazione della proposta di legge “Istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta” che passa ora all’esame del Senato.
“Il testo - sottolinea l'esponente dem - prevede infatti che i progetti e gli eventi di sensibilizzazione e promozione sul riciclo della carta siano coordinati anche nell’ambito di appuntamenti di grande rilevanza nazionale come le Paper Week, la Mostra Internazionale dell’industria cartaria e il Pianeta Terra Festival. Le Paper Week, promosse da Comieco insieme alla Federazione Carta e Grafica e a Unirima, sono dedicate all’informazione e alla formazione sul riciclo di carta e cartone. Il Pianeta Terra Festival, ideato da Editori Laterza e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, affronta invece i grandi temi della sostenibilità, dagli ecosistemi al clima, dall’energia ai nuovi modelli economici, coinvolgendo studiosi, istituzioni e cittadini".
"Si tratta - conclude Simiani - di appuntamenti che coinvolgono cittadini, imprese, studenti e istituzioni e che rappresentano occasioni fondamentali per diffondere buone pratiche ambientali. Valorizzare questi momenti significa rafforzare il lavoro della filiera cartaria, promuovere l’economia circolare e sostenere un modello di sviluppo sempre più attento all’ambiente e all’uso responsabile delle risorse”.
“La pezza è peggio del buco. Bartolozzi non si scusa e anzi sembra voler addirittura confermare il riferimento ai plotoni di esecuzione, senza peraltro dire nulla sulla parte della sua dichiarazione in cui sosteneva che con il sì si sarebbe ‘tolta di mezzo la magistratura’. Quella dunque resta confermata?”. Così la deputata democratica Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, interviene sulle parole di Giusi Bartolozzi. “Nel merito – prosegue Serracchiani – se davvero si voleva intervenire sul funzionamento del processo penale lo si poteva fare con una legge ordinaria. La scelta della riforma costituzionale dimostra invece che l’obiettivo è un altro: indebolire gli equilibri e mettere sotto pressione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Per questo continuiamo a dire che questa riforma non serve alla giustizia né ai cittadini, ma solo a un governo che vuole mani libere e più spazio per agire indisturbato”, conclude la deputata dem.
Domani question time dem alla Camera con Pichetto Fratin
Il Gruppo parlamentare del Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Pichetto Fratin, che sarà discussa domani nel corso del question time alla Camera. L’atto ispettivo sottolinea “l’azione militare unilaterale di Usa e Israele, in violazione del diritto internazionale, e le ritorsioni indiscriminate del regime iraniano stanno creando ulteriori, gravi, tensioni internazionali e instabilità geopolitica con nuovi effetti sul mercato dell’energia, in particolare, sul prezzo dei carburanti”. Nel testo si evidenzia come “siamo di fronte ad un vero e proprio ‘shock energetico’” e come nelle ultime settimane si registrino “aumenti rapidi e significativi dei prezzi dei carburanti alla pompa”, con il rischio di fenomeni speculativi e ricadute dirette su famiglie e imprese. Il documento richiama inoltre l’impatto dei rincari sui costi di trasporto, sulla logistica e sull’andamento dei prezzi al consumo, con effetti particolarmente pesanti per alcuni comparti produttivi, tra cui pesca e agricoltura. I deputati Pd chiedono quindi al Governo interventi immediati per garantire la sicurezza energetica e contenere gli effetti dei rincari, richiamando anche la necessità di rafforzare una strategia strutturale per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate e accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, dei sistemi di accumulo e dei processi di elettrificazione dei consumi. L’interrogazione si conclude con la richiesta al ministro di chiarire “quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nell’immediato e in prospettiva di medio e lungo termine, e per contenere l’impatto dei rincari dell’energia su famiglie e imprese.” Il Question time è firmato dalla capogruppo Chiara Braga a dalle deputate e deputati democratici Marco Simiani, Augusto Curti, Eleonora Evi, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Federico Fornaro e Andrea Casu.