10/03/2026 - 14:30

"L’ennesima inchiesta che scuote la Sicilia, con l’indagine che coinvolge Salvatore Iacolino, pezzi delle istituzioni e vertici della pubblica amministrazione conferma un quadro ormai insostenibile. La Regione siciliana continua a essere attraversata da scandali, opacità e sospetti inquietanti. Quando la magistratura indaga per mafia e corruzione figure legate ai vertici della gestione pubblica, non siamo di fronte a un episodio isolato. Siamo di fronte al fallimento politico e morale di una classe dirigente che avrebbe dovuto garantire trasparenza, legalità e rigore nella gestione della cosa pubblica". Lo afferma la deputata siciliana del Pd Giovanna Iacono.

"La sanità - aggiunge la deputata dem - uno dei settori più delicati e vitali, continua invece a essere terreno di nomine discutibili, reti di potere e dinamiche che troppo spesso sfuggono al controllo democratico. Le siciliane e i siciliani assistono da anni a un susseguirsi di scandali, mentre i servizi pubblici peggiorano e la fiducia nelle istituzioni crolla. Il presidente della Regione, Renato Schifani, non può continuare a fare finta di nulla. Non può limitarsi a dichiarazioni di circostanza mentre la credibilità della Regione affonda".

"Serve - conclude Iacono - un atto immediato di responsabilità politica. Schifani metta fine all’agonia politica e morale del suo governo, prenda atto del fallimento di questa stagione politica e restituisca alle siciliane e ai siciliani la parola. La Sicilia non può essere ostaggio di un sistema di potere che continua a produrre scandali e ombre. La Sicilia merita istituzioni credibili, trasparenti e libere da qualsiasi condizionamento".

 

10/03/2026 - 14:14

“Pd, M5S e Avs hanno depositato un parere alternativo unitario sul recepimento della direttiva europea sulla parità retributiva tra donne e uomini”.

 

Così in una nota congiunta i capigruppo di Pd, M5S e Avs in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, Dario Carotenuto e Franco Mari.

“Il giudizio sul decreto legislativo del governo è molto critico. Nei fatti - spiegano - il provvedimento smentisce il cuore dell’iniziativa europea sia sul terreno della trasparenza dei livelli retributivi complessivi sia rispetto a quanti lavoratori saranno interessati a questa innovazione: restano fuori rider, partite Iva, intermittenti. Un altro rischio evidente è che il decreto apra la strada ai contratti pirata, come peraltro è stato segnalato da datori di lavoro e sindacati durante il ciclo di audizioni svoltosi in commissione. Chiediamo quindi che il governo accetti le nostre osservazioni e che si apra davvero una discussione sull’effettiva applicazione di una direttiva decisiva in un Paese dove la diseguaglianza di genere resta ancora scandalosamente alta, nelle retribuzioni come nella qualità del lavoro”, concludono Scotto, Carotenuto e Mari.

 

10/03/2026 - 13:42

“300 euro al mese di affitto per un salario di 42 euro al giorno: un dato eclatante e gravissimo che va condannato e che emerge ora grazie alle preziose indagini di Prefettura e Questura di Matera, dopo la strage in cui morirono quattro braccianti. Si chiama caporalato e va combattuto insieme”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, che oggi a Montecitorio ha audito chi sta svolgendo le indagini sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati. L’episodio, avvenuto a ottobre 2025 in Basilicata, aveva coinvolto dieci braccianti, che erano stati obbligati a viaggiare su una macchina da sette posti.

“Non ci fu un’attenzione mediatica, ma la tragicità di quanto avvenuto ci impone un approfondimento maggiore. Come ho già in passato ricordato gli ispettori e le ispettrici svolgono un ruolo fondamentale sui territori e anche in questo caso andrebbero aumentati i posti lavoro: ci vengono segnalate difficoltà e carenze nel personale a cui dobbiamo sopperire - prosegue la deputata dem - Alla luce degli elementi gravi che stanno emergendo e dell’illegalità diffusa che ci è stata riportata, come i 2 milioni di evasione contributiva nelle imprese della costa ionica lucana, ho dunque chiesto una relazione, come prevede la legge sul caporalato, per avviare i tavoli permanenti”.

“Sul caporalato occorre un lavoro congiunto tra istituzioni ed è solo avendo a disposizione tutti i dati possibili che possiamo contrastarlo. Da oggi potremo avviare un percorso di migliore vigilanza là dove si trovano condizioni disumane di sfruttamento” conclude Gribaudo.

 

10/03/2026 - 13:41

“Bisogna agire subito sulla sterilizzazione delle accise ed evitare che sia proprio lo Stato a incamerare un extragettito a spese dei contribuenti, che ne pagano le conseguenze. Anzi, esortiamo il governo ad applicare lo stesso meccanismo di sterilizzazione per calmierare i costi in bolletta dell’energia e del gas”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo pd in commissione attività produttive della Camera.

“Il Pd ha presentato un pacchetto di emendamenti al DL bollette che vanno proprio in questa direzione. Il governo non può essere indifferente a delle misure proposte dal PD che mirano ad aiutare i cittadini, le famiglie e le imprese”, conclude Pandolfo.

 

10/03/2026 - 13:41

“Secondo quanto riportato oggi dalla stampa regionale sarda, durante un incontro pubblico organizzato nel tribunale di Oristano per illustrare ai cittadini il funzionamento dell’attività giudiziaria, due agenti della Digos avrebbero chiesto alla cancelleria l’elenco dei partecipanti”.

Lo dichiarano Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, e Silvio Lai, deputato dem eletto in Sardegna.

“Se quanto riportato fosse confermato - aggiungono - si tratterebbe di un fatto molto grave. Non stiamo parlando di una riunione riservata, ma di un’iniziativa pubblica aperta ai cittadini. Chiedere i nomi dei presenti in un contesto del genere non può che produrre un effetto intimidatorio del tutto incompatibile con la partecipazione civica e con il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per questo abbiamo depositato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia per sapere chi abbia disposto tale iniziativa, su quale base normativa e con quali finalità. Un episodio del genere, se confermato, è ancora più grave perché avviene nel pieno di una campagna referendaria che riguarda la riforma della Costituzione con la modifica di sette articoli sull’ordine giudiziario. In una democrazia matura i cittadini devono poter partecipare liberamente al dibattito pubblico, senza il timore di essere identificati o schedati. Il governo - concludono - chiarisca immediatamente: nei tribunali italiani si promuove la partecipazione dei cittadini o si raccolgono i nomi di chi partecipa?”.

 

10/03/2026 - 13:11

Studio conferma efficacia Zone 30 e cancella stereotipi di genere odiosi e falsi confermando differenze quasi nulle tra uomini e donne alla guida.

 

“Il report sulla sicurezza stradale elaborato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ‘A. Faedo’ (CNR-ISTI) in collaborazione con Octo Telematics dimostra quanto sia fondamentale basare le politiche pubbliche sull’analisi dei dati reali di guida. Lo studio si fonda su una base informativa estremamente ampia: oltre 2,17 milioni di scontri, circa 97.000 sinistri analizzati, 238 milioni di viaggi estratti da 1,93 miliardi di spostamenti registrati da più di 2,3 milioni di veicoli. Tra i risultati più significativi emerge che viene confermata l’efficacia delle zone 30 e che le differenze di genere nei comportamenti di guida sono marginali, con scarti inferiori a 2,1 punti percentuali. Un dato importante che contribuisce a superare antichi e odiosi stereotipi totalmente falsi e conferma che il rischio dipende soprattutto dai comportamenti e dalle scelte normative e tecnologiche che possono intervenire per contrastare le azioni più rischiose. Studi come questo rappresentano uno strumento prezioso per orientare politiche di prevenzione e sicurezza stradale sempre più efficaci”.

 

Dichiara in una nota Andrea Casu, Deputato Pd e Vicepresidente Commissione Trasporti – Camera dei Deputati.

 

10/03/2026 - 10:08

“Non permetteremo che una semplificazione amministrativa cancelli il diritto alla salute. Il Sindaco deve restare l’ultima autorità a difesa della propria comunità”.

Così le deputate e i deputati democratici, Viggiano, Stefanazzi, Simiani e Guerra, che oggi hanno depositato una proposta di emendamento cruciale all'Art. 14, comma 3 del Dl 19/2026 per cancellare una distorsione normativa che rischia di svuotare di significato il ruolo del Primo Cittadino nelle scelte ambientali e sanitarie più delicate del territorio.
“Il Dl 19/2026 - spiegano - introduce un automatismo pericoloso: se un'impresa è in possesso di autorizzazioni ambientali (come l’AIA o l’AUA), viene automaticamente declassata o esclusa dal novero delle industrie insalubri. In parole povere: il rispetto di parametri tecnici e burocratici diventerebbe un ‘lasciapassare’ intoccabile, capace di scavalcare ogni valutazione sanitaria locale.
La Salute non è una Pratica Amministrativa. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) - aggiungono - è uno strumento tecnico necessario, che guarda alle tecnologie (BAT) e ai limiti di legge, ma la salute dei cittadini è una materia viva, complessa e territoriale. Un impianto può essere tecnicamente a norma, ma ambientalmente insostenibile per la popolazione residente in un determinato contesto”.
La modifica proposta aggiunge al comma 3 la seguente clausola di salvaguardia: “fatte salve le prerogative del Sindaco previste dagli artt. 50 e 54 del TUEL”.
“Si tratta - precisano - di un atto di responsabilità politica che mira a blindare il potere di ordinanza così da impedire che i colossi industriali possano impugnare i provvedimenti sindacali sventolando una semplice autorizzazione tecnica. Il Sindaco, quale Autorità Sanitaria Locale, non può essere ridotto a spettatore passivo mentre decisioni calate dall'alto impattano sull'aria e sull'acqua dei propri concittadini. Non siamo contro l'industria, siamo per la legalità sanitaria. Sostituire la classificazione delle industrie insalubri con un'autorizzazione tecnica - concludono - significa ignorare la storia del diritto sanitario italiano. Con questo emendamento, riportiamo l’uomo al centro e restituiamo al Sindaco lo scudo necessario per proteggere la propria gente”.

 

09/03/2026 - 20:05

Inaccettabili le parole della Bartolozzi capo di gabinetto di Nordio, che è stata protagonista di una vicenda che ci ha fatto vergognare nel mondo, rimpatriando un torturatore libico e che ogni giorno dovrebbe lavorare per occuparsi dei problemi veri della giustizia, rispettando i magistrati. Più ci avviciniamo al Referendum più la destra perde freni inibitori e dice quello che pensa veramente: vuole togliere di mezzo la magistratura semplicemente perché applica la legge. Noi invece vogliamo difenderla perché è una parte fondamentale della nostra democrazia scolpita dalla Costituzione che è nata dal sacrificio dei padri e madri costituenti. Gli italiani lo stanno capendo.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati intervenendo a Capua ad una iniziativa per il No al referendum .

 

09/03/2026 - 19:17

“In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In 13 secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate tutte: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura… sono plotoni di esecuzione”. Ecco il vero obiettivo del governo: non le parole di Meloni, non i discorsi lunghi e retorici, ma quello che Bartolozzi ha detto chiaro e tondo. Si vuole mettere a tacere la magistratura, ridurla al silenzio, far sparire un presidio fondamentale di democrazia e giustizia.

Il Partito Democratico lo denuncia con forza: nessun governo può “togliere di mezzo” la magistratura senza minare lo Stato di diritto. I cittadini devono sapere cosa c’è davvero dietro il sì che oggi viene raccontato come necessario”. Così Simona Bonafè, Capogruppo PD Commissione Affari Costituzionali della Camera.

 

09/03/2026 - 19:00

La Capo di gabinetto si dimetta se pensa quello che dice

“Clamoroso e inaccettabile. Il ministro Nordio condivide? Invitare in una trasmissione a ‘votare sì e togliere di mezzo la magistratura’, definendola ‘plotoni di esecuzione’, è un attacco diretto, deliberato e intollerabile all’autonomia e alla credibilità della giustizia italiana. Parole del genere da chi guida il gabinetto del Ministero della Giustizia non sono semplici errori: sono un’offesa alle istituzioni e suonano come una minaccia all’integrità dello Stato di diritto.

Chi ricopre un ruolo così delicato deve dimostrare fiducia nelle istituzioni e nel lavoro della magistratura. Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere. Se questa fiducia viene meno, l’unica scelta coerente è rimettere immediatamente il proprio incarico.” Così il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi.

 

 

09/03/2026 - 18:20

“Le parole attribuite a Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto al ministero della giustizia e magistrata, sono sconcertanti e gravissime. Dire pubblicamente che ‘se vince il No scapperò da questo Paese’ perché si è sottoposti a un’indagine rappresenta un messaggio inaccettabile ancora di più per chi ricopre un ruolo istituzionale così delicato. Chi esercita funzioni di vertice al Ministero della Giustizia dovrebbe per primo dimostrare rispetto e fiducia nelle istituzioni e nel lavoro della magistratura. Se questa fiducia viene meno, la conseguenza più coerente non è minacciare la fuga dall’Italia, ma rimettere il proprio incarico. Un capo di gabinetto che dichiara di non avere fiducia nella giustizia del proprio Paese appare semplicemente inadatto al ruolo che ricopre. Prima vengano le dimissioni, poi si potrà discutere nel merito di tutto il resto.” Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico.

 

09/03/2026 - 18:00

"Accendete un faro sui minorenni detenuti nelle carceri russe di cui nessuno parla". E' questo l'appello che oggi Aleksandra "Sasha" Skochilenko mi ha rivolto oggi in un incontro. Aleksandra Skochilenko è una giovane artista russa, arrestata poco dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia perché, insieme ad altri attivisti, aveva sostituito delle targhette nei supermercati con bigliettini che riportavano frasi come “Basta guerra! Nei primi tre giorni, sono stati uccisi 4.300 soldati russi. Perché la TV non ne parla?”.
Per questo, è stata condannata a sette anni di reclusione. E' stata liberata dopo due anni e mezzo di detenzione nell'ambito di uno scambio di prigionieri, grazie anche alla campagna che sua madre ha coraggiosamente portato in tutta Europa, Italia inclusa.
Oggi Aleksandra, che è stata riconosciuta tra i Giusti da Gariwo, vive in Germania e sta continuando la sua battaglia contro la guerra in Ucraina, contro il regime russo e perché si parli dei detenuti politici in Russia. Tra loro, diversi minorenni, come Arsenij Turbin, arrestato a 15 anni per avere detto no alla guerra. Adesso ha 17 anni e le sue condizioni di detenzione sono inaccettabili. Purtroppo, spesso le famiglie di queste ragazze e questi ragazzi non denunciano per timore di ritorsioni sui loro figli. Sta all'opinione pubblica, a noi, ai governi europei, alla comunità internazionale tenere alta l'attenzione su questi detenuti perché è grazie alla pressione mondiale che possono essere liberati.
Insieme a lei c'era anche Boris Belenkin, tra i fondatori di Memorial, l'associazione che custodisce la memoria delle persecuzioni avvenute sotto il regime sovietico, chiusa dal governo russo e dichiarata illegale. Tra le attività di Memorial, c'è l'affissione delle targhe "Ultimo indirizzo" in corrispondenza delle ultime abitazioni note dei perseguitati dal regime sovietico prima e russo oggi. Tra loro, anche la giornalista Anna Politkovskaja la cui targa, però, è stata divelta per ben 24 volte a riprova di come si voglia cancellare il suo nome dalla memoria e dalla storia". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

09/03/2026 - 16:00

“Il governo Meloni è molto bravo con le parole, gli slogan, ma sarebbe anche arrivato il momento di passare ai fatti. Il prezzo della benzina è alle stelle e grava pesantemente sulle famiglie. Così come l’energia. Servirebbero politiche strutturali per ridurre il costo dei carburanti, dell’energia e delle accise. Non bastano task force. I cittadini hanno bisogno di risposte concrete”. Lo dichiara il deputato del Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio della Camera.

09/03/2026 - 15:47

 “Il problema delle liste di attesa è un’emergenza nazionale ed è uno dei principali fattori di disuguaglianza nell’accesso alle cure”. Lo ha detto il deputato Pd Andrea Casu intervenendo in Aula alla Camera sulle mozioni per la riduzione delle liste di attesa nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo Casu “il decreto del Governo sulle liste di attesa è stato presentato come una riforma risolutiva, ma se guardiamo alla realtà dei fatti dobbiamo dire con grande chiarezza che quel provvedimento, ad oggi, non ha prodotto i risultati annunciati: siamo davanti a uno dei più grandi fallimenti del governo. Del resto – ha aggiunto Casu - le liste di attesa non si riducono per decreto: si riducono se ci sono più medici, più infermieri, più tecnici sanitari e più strutture in grado di erogare prestazioni. Tutti aspetti su cui il governo non sta facendo nulla”. Per il parlamentare dem il nodo resta quello delle risorse: “La questione del finanziamento della sanità pubblica non è un tema tecnico, è una scelta politica. Senza investimenti strutturali - ha avvertito Casu - sarà molto difficile affrontare davvero i problemi del sistema sanitario.  Secondo le principali analisi nazionali – ha sottolineato  Casu - oltre il 50 per cento delle prestazioni specialistiche non viene erogato nei tempi previsti dalle classi di priorità del sistema sanitario. In molte realtà territoriali le attese per esami diagnostici fondamentali superano i tre o quattro mesi e per alcune visite specialistiche si arriva anche oltre i sei mesi. Dietro questi numeri ci sono persone reali. E quando una persona rinuncia a una visita medica perché deve aspettare troppo tempo o perché non può permettersi una prestazione privata – ha concluso Casu – non è solo un problema sanitario, è una ferita nel principio di uguaglianza su cui si fonda la nostra Repubblica, è un vero e proprio tradimento ai principi costituzionali”.

 

09/03/2026 - 15:26

"È grave e inaccettabile che il Governo utilizzi un decreto urgente sulle emergenze climatiche per sancire lo spostamento della Agenzia Meteo dal Tecnopolo di Bologna. Una scelta sbagliata a cui sono nettamente contrario, che non solo danneggia il territorio ma che porta l' agenzia fuori da un contesto di grande valore come il Tecnopolo di Bologna. Auspico che il Governo torni sui suoi passi e riapra un confronto con la Regione Emilia-Romagna. Come PD presenteremo un emendamento soppressivo dell' articolo 18 del decreto che contiene questa previsione". Così Andrea De Maria deputato PD.

 

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