09/03/2026 - 14:28

“Mentre il prezzo del petrolio torna a salire per le tensioni internazionali dovute all’attacco all’Iran, il nostro Paese continua a non avere un’azione stabilizzatrice che garantisca la sicurezza di cittadini e imprese rispetto al caro carburanti in atto. La tensione geopolitica aumenta, e l’Italia non contrasta i rincari dei carburanti. Per le famiglie italiane i costi sono ormai insostenibili e il governo è immobile. Non si riducono i prezzi alla pompa, non è aumentata la concorrenza e non è si interviene sulle dinamiche che determinano la formazione dei prezzi. Anche sulle accise mobili continua la propaganda del governo. La verità è che la presidente del Consiglio Meloni è inerte mentre servirebbero strumenti automatici e trasparenti per calmierare i prezzi”.

Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo.

 

09/03/2026 - 14:22

“Le parole del ministro Urso sull'emergenza carburanti suonano familiari ma insufficienti: task force, monitoraggi, commissioni di allerta rapida. Lo abbiamo già visto. Con il prezzo del petrolio che continua a crescere e l'intensificarsi della crisi nel Golfo, non bastano i proclami del governo. Mentre le famiglie fanno i conti con benzina sopra i 2 euro e le imprese rischiano una mazzata da 10 miliardi, il governo risponde con annunci e strumenti già esistenti, presentati come novità”. Lo dice il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

“Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, il decreto Bollette del 2023 non è superato dal nuovo scenario di guerra. Eppure — sottolinea l'esponente dem — i prezzi salgono, i costi energetici per le imprese crescono del 13,5% rispetto all'anno scorso, e la risposta è sempre la stessa: aspettiamo, monitoriamo, valutiamo. Oggi non basta più. Manca un'analisi onesta delle dinamiche reali della filiera. Il caro energia non è un fenomeno atmosferico: è il risultato di scelte, o di mancate scelte. Continuare a inseguire le crisi con annunci aumenterá solo le criticità già esistenti”.

«Quando l'energia costa troppo non è un problema tecnico: è un problema di scelte politiche. Il Partito Democratico — conclude Merola — chiede al governo risposte concrete: quali risorse, in che misura, con quale copertura. Non basta annunciare un'intensificazione dei controlli: bisogna agire subito sulla sterilizzazione delle accise ed evitare che sia proprio lo Stato a incamerare un extragettito a spese dei contribuenti, che ne pagano le conseguenze. Anzi, esortiamo il governo ad applicare lo stesso meccanismo di sterilizzazione per calmierare i costi in bolletta dell’energia e del gas. Gli italiani non hanno bisogno di task force. Hanno bisogno di un governo che assuma responsabilità”.

 

09/03/2026 - 14:15

“A seguito dell’escalation militare in Medio Oriente il prezzo dei carburanti è schizzato alle stelle ma il governo Meloni non si pronuncia e non attiva alcuna azione per far fronte alla situazione. Dell’inerzia dell’esecutivo ne fanno le spese le famiglie e le imprese che sostengono costi altissimi. Dalla presidente Meloni solo parole di circostanza e nulla più”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani.
“È giunto il momento di passare dalle parole ai fatti e soprattutto cambiare rotta e puntare sulle energie alternative per evitare che il nostro Paese si trovi sempre nelle stesse condizioni ogni volta che il mercato estero dell’energia fluttua in maniera incontrollata”, conclude il parlamentare dem.

09/03/2026 - 14:04

"Il "non condivido e non condanno" di Meloni è il manifesto di un equilibrismo inammissibile quando si guida un paese fondatore dell'Ue e membro del G7, soprattutto davanti a una guerra di aggressione nata fuori dal diritto internazionale, come universalmente riconosciuto. Un conflitto iniziato da Israele e USA nei confronti dell’Iran e che si è già estesa a tutta la regione causando distruzione e morti tra la popolazione civile e che sta avendo ripercussioni anche economiche sulla vita quotidiana delle italiane e degli italiani. La stessa preoccupante ambiguità trapelata dalle parole dei ministri Crosetto e Tajani in Parlamento a proposito dell’utilizzo delle basi militari Usa nel nostro territorio che, se concesso, ci renderebbe complici di una guerra d’aggressione.
Non dovrebbe essere difficile condannare questa operazione militare chiaramente illegittima. Ma Giorgia Meloni è la stessa che, unica in Europa, arrivò a giustificare l’attacco Usa in Venezuela. E' evidente che la presidente del Consiglio mette al primo posto la sua sudditanza a Trump e non l'interesse nazionale e il rispetto della Costituzione". Lo dichiara Laura Boldrini. deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

09/03/2026 - 13:58

L’impennata dei prezzi dei carburanti, con il diesel che ha ormai raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, è diventata una tassa insostenibile che grava direttamente sulle spalle di famiglie, pendolari e imprese. Davanti a questa emergenza, che rischia di paralizzare il Paese, l'inerzia del governo Meloni è ingiustificabile. Mentre il costo del pieno aumenta di oltre 12 euro in pochi giorni a causa delle tensioni internazionali Palazzo Chigi resta a guardare. Non è più il tempo dei video social o delle promesse elettorali puntualmente tradite: la Presidente Meloni passi finalmente dalle parole ai fatti. La segretaria del Pd Elly Schlein ha indicato una strada chiara e percorribile: utilizzare l’extragettito IVA, generato proprio dai rincari alla pompa, per finanziare il taglio delle accise mobili.

È paradossale che lo Stato continui a incassare miliardi dai rincari che impoveriscono i cittadini. Chiediamo un intervento immediato: il governo attivi subito il meccanismo di riduzione delle accise per restituire ossigeno alle famiglie e al comparto produttivo. Ogni giorno di ritardo è un colpo inferto al potere d'acquisto degli italiani e alla tenuta economica del Paese. La propaganda non abbassa i prezzi, le scelte politiche sì: Meloni smetta di scappare dalle proprie responsabilità.

Così il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei.

 

09/03/2026 - 13:17

“Il Presidente della Repubblica Mattarella, come sempre in modo fermo ed elegante, ci ha consegnato il messaggio da ricordare anche oggi: una reale parità si raggiungerà solo quando non si chiederà più alle donne di adottare modelli maschili per raggiungere i vertici. È l’augurio migliore che il nostro Capo dello Stato potesse farci”.

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, invitata al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare l’8 marzo.

 

“Il Presidente ha detto che una società che investe nelle donne diventa oltre che più equa più forte e che la Repubblica ha dato molto alle donne e le donne hanno dato molto alla Repubblica ma l'equilibrio non è ancora alla pari - prosegue la deputata dem - Ed è proprio così: siamo ancora in una posizione di subalternità rispetto agli uomini. Lo siamo nel divario salariale, nella scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, nella violenza di genere, nella conciliazione tra vita e lavoro”.

 

“Con lucidità il Presidente ci ha ricordato il percorso intrapreso finora, le leggi approvate che hanno reso il nostro Stato più democratico, le madri costituenti che 80 anni fa hanno fatto tanto per l’Italia. Ma il Presidente ci indica anche la via, che abbiamo ben chiara, anche se questo Governo in Parlamento non ha accolto le nostre proposte: congedi paritari, salario minimo, eliminare gli ostacoli sul lavoro. Continueremo a lavorare in questa direzione. Grazie, Presidente” conclude Gribaudo.

 

09/03/2026 - 13:16

“Dal Medio Oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. Sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. Un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, già provato da anni di difficoltà strutturali. Un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”.

Così Stefano Vaccari, deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.

“In Emilia-Romagna - aggiunge - la situazione è particolarmente preoccupante. Le marinerie dell’Adriatico, da Goro a Cattolica, passando per Porto Garibaldi, Ravenna, Cesenatico e Rimini, sono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunità costiere. Migliaia di lavoratori e famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo comparto, che rappresenta anche una componente essenziale della filiera agroalimentare italiana. Il nuovo aumento del costo del carburante rischia di aggravare una crisi già pesante, segnata negli ultimi anni dal caro energia, dalle difficoltà del mercato e dai ritardi nei ristori legati al fermo pesca. Molte imprese oggi si trovano nella condizione paradossale di dover scegliere se uscire in mare lavorando in perdita o fermare l’attività. Maggiori rischi per i modelli peschereccio/azienda/famiglia. Per queste ragioni chiediamo al Governo, di intervenire con urgenza. È necessario ripristinare strumenti di sostegno immediati, a partire dal credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca, già adottato in passato in situazioni analoghe, e accelerare il pagamento dei ristori ancora pendenti. Altra possibile strada potrebbe essere quella di valutare anche l’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), che consentono interventi mirati senza gravare ulteriormente sui plafond de minimis delle imprese. La pesca non può essere lasciata sola. Parliamo di un settore strategico per l’economia del Paese, per la sicurezza alimentare e per la tutela delle nostre comunità costiere. Servono risposte rapide e concrete - conclude - prima che questa nuova impennata dei costi metta definitivamente in ginocchio molte imprese”.

 

09/03/2026 - 12:41

“Famiglie e imprese pagano l’aumento insostenibile dei carburanti ma sulla proposta di Elly Schlein per contenere i prezzi con le accise mobili dal Governo Meloni abbiamo sentito solo parole. Vigileremo in Parlamento ora servono i fatti”. Così il deputato democratico, Andrea Casu.

 

09/03/2026 - 11:30

“Non condivido, nè condanno.
Così pensa di uscirsene Giorgia Meloni. Mentre il mondo si incendia, mentre Trump è Nethanyahu portano avanti la loro ennesima guerra, lei fa l’equilibrista nel tentativo di non scontentare i suoi amici che non le hanno nemmeno fatto mezza telefonata per avvisarla dell’attacco all’Iran. Come dire: adda passà a nuttata. L’Italia che diventa nuovamente italietta, senza autonomia e senza bussola, incapace di pronunciare un semplice No: no alla guerra, non alla violazione del diritto internazionale. Imbarazzante”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

09/03/2026 - 10:56

“L’intervista del ministro Urso sui carburanti è l’ennesima operazione di propaganda su un problema reale che il Governo continua a non affrontare.

Urso rivendica il decreto carburanti del 2023 come se avesse introdotto strumenti efficaci contro i rincari. In realtà quel decreto ha prodotto soprattutto una misura simbolica: l’obbligo di esporre il cartello con il prezzo medio regionale nei distributori. Una misura contestata dagli operatori e poi bocciata dal TAR perché sproporzionata e inefficace.

Non ha ridotto i prezzi alla pompa, non ha aumentato la concorrenza e non ha inciso sui meccanismi reali di formazione dei prezzi.

Ancora più singolare è sentire il ministro parlare oggi di accise mobili come se fosse una novità del Governo Meloni.

Quel meccanismo esiste nel nostro ordinamento dal 2008 e applicato per la prima volta nello stesso anno con decreto. È stato utilizzato più volte negli anni ed è stato applicato su larga scala nel 2022 dal governo Draghi per contenere l’impatto dell’impennata dei prezzi energetici.

Il Governo Meloni nel 2023 non ha introdotto le accise mobili: al contrario le ha rese più deboli, trasformando un meccanismo automatico e obbligatorio in uno strumento facoltativo, rimesso alla discrezionalità del Governo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mentre il prezzo del petrolio torna a salire e la tensione geopolitica aumenta, l’Italia continua a non avere un vero strumento anticiclico per proteggere cittadini e imprese dai rincari dei carburanti.

Serve meno propaganda e più politica industriale dell’energia.
Servono strumenti automatici e trasparenti per calmierare i prezzi, una riforma della rete di distribuzione che il ministro continua a tenere nel cassetto e una vigilanza reale sulle dinamiche della filiera.

Continuare a inseguire le crisi con annunci e task force non basta.
Quando l’energia costa troppo non è un problema tecnico: è un problema di scelte politiche”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato Pd e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, a proposito dell’intervista del ministro delle imprese e made in Italy Adolfo Urso alla Stampa.

 

09/03/2026 - 09:52

Questo è l’appello lanciato da un gruppo di parlamentari (sen. Walter Verini PD, on. Andrea De Maria PD, on. Marco Pellegrini M5S, sen. Marco Lombardo AZIONE, sen. Ivan Scalfarotto ITALIA VIVA, sen Ilaria Cucchi AVS), durante la conferenza stampa del 24 novembre 2025 tenutasi a Roma presso la Camera dei Deputati. I parlamentari hanno deciso di ritrovarsi a Bologna il prossimo 13 marzo alle ore 11,30 presso il Museo per la Memoria di Ustica (via di Saliceto 3/22 Bologna), accompagnati come a Roma da: Daria Bonfietti Presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Giuseppe Giulietti Coordinatore dell’Associazione Articolo 21, Carlo Bartoli e Silvestro Ramunno rispettivamente Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Presidente dell’OdG E-R, Vittorio Di Trapani Presidente FNSI.

Prima visiteranno il Museo per la Memoria di Ustica poi terranno alle 12 una Conferenza Stampa, presso la sede del Quartiere Navile di Bologna (via di Saliceto 5, Bologna).

Tutto ciò accadrà alla vigilia dell’udienza davanti al Gip per l’archiviazione richiesta dalla Procura della Repubblica di Roma, per continuare ad affermare che proprio dalle indagini della stessa Procura sono stati evidenziati nuovi elementi di estremo interesse che meritano di essere approfonditi a cominciare dalla presenza, sempre ufficialmente negata dalle autorità francesi, della portaerei Foch nel mare di Napoli e dalla individuazione nel cielo di Ustica, di un’azione militare di aerei francesi e americani di base a Grazzanise, ben seguita dai centri Radar e dal Comando Nato in Belgio. Nelle 450 pagine dell’indagine è emerso che ambienti mafiosi palermitani sin dall’ avvenuto abbattimento del DC9 Itavia con 81 persone a bordo, erano a conoscenza delle tragiche dinamiche della Strage. Infine vi è la completa e totale conferma delle conclusioni della sentenza-ordinanza del Giudice Rosario Priore.
Questi sono elementi che meritano di essere ulteriormente indagati, superando, finalmente, quel velo di indifferenza e omertà che fino ad ora ha caratterizzato la collaborazione di Stati alleati direttamente coinvolti nella tragica vicenda.

Verità e giustizia è l’unico e vero obiettivo da raggiungere, come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 45° anniversario:
“La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”.

E’ necessario che le indagini proseguano e che il Governo italiano, in difesa della dignità nazionale, solleciti maggiormente la piena e completa collaborazione dei “Paesi amici” per raggiungere verità e giustizia sulla Strage di Ustica.

 

08/03/2026 - 22:00

"Voglio manifestare tutta la mia solidarietà agli uomini delle Forze dell' Ordine che sono stati feriti negli incidenti al Pilastro a Bologna. Mentre il dissenso espresso in forme democratiche e non violente va sempre rispettato, l' uso della violenza è inaccettabile e va sempre condannato ed isolato, senza alcuna ambiguità. È importante che su questo tutte le forze politiche dicano parole chiare e nette".

Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

08/03/2026 - 21:59

C’è ancora molto da fare e abbiamo idee chiare: una legge sul consenso, educazione all’affettività, parità salariale, asili nido e servizi, congedo paritario. E poi libertà, quella che chiediamo per le donne iraniane e per quelle di tutti i paesi in guerra. Buon 8 Marzo!

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

08/03/2026 - 21:58

“Il settore della pesca rimane in grande difficoltà e oggi a problemi strutturali mai risolti (come i mancati indennizzi per il fermo pessca del 2024 e del 2025) si aggiunge il forte rincaro del gasolio legato alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran. Una situazione che rischia di mettere definitivamente in ginocchio molte imprese, in particolare della Toscana”: è quanto dichiara il capogruppo Dem in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, dopo aver incontrato a Porto Santo Stefano e Porto Ercole (in provincia di Grosseto) le associazioni dei pescatori per fare il punto sulle principali criticità del comparto.

“Parliamo di un settore strategico che da anni chiede risposte senza ottenerle e che oggi vive una fase di emergenza. Anche i ritardi nei pagamenti dei ristori segnalati dal Ministero dell’Agricolturaconfermano le difficoltà del comparto. Servono interventi immediati, a partire da agevolazioni concrete e dal ripristino del credito di imposta sui carburanti, come fatto all'indomani della guerra in Ucraina, per sostenere lavoratori e imprese che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi di uscita in mare”: conclude.

 

08/03/2026 - 18:07

"La pioggia non ha fermato la piazza di Roma, gremita di persone. Questo è un altro 8 marzo di lotta per la parità e i diritti delle donne. Abbiamo un governo, per la prima volta guidato da una donna, che boccia e ostacola qualsiasi provvedimento dell'opposizione che vada nella direzione dell'uguaglianza. Hanno bocciato il salario minimo quando la donne sono pagate il 20 per cento meno degli uomini, hanno affossato il congedo genitoriale paritario quando il gap occupazionale tra padri e madri è del 30 per cento, hanno tolto opzione donna e le consigliere di parità, hanno svuotato la legge sul consenso nei rapporti sessuali trasformandola nel suo contrario, hanno vietato l'educazione sessuale e affettiva nella scuola primaria e non l'hanno resa automatica in quella secondaria fingendo di dimenticare che senza cultura del rispetto non si cambia la mentalità. Si limitano a provvedimenti bandierina da potere usare l'8 marzo. Con quale coraggio Giorgia Meloni sostiene che con il suo governo le donne hanno fatto passi avanti? È esattamente il contrario e questa piazza, come le tante altre in tutta Italia, lo testimonia". Lo dichiara, dalla manifestazione di Roma, Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

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