“Sulla violenza contro le donne, gli uomini non devono sentirsi chiamati in causa per solidarietà ma solo per responsabilità: è a noi uomini che spetta di cambiare”. Lo dichiara in Aula il deputato Pd, Andrea Rossi durante la discussione generale del disegno di legge sul delitto di femminicidio. “La violenza contro le donne – continua il parlamentare dem - non è un'emergenza improvvisa ma un fenomeno radicale strutturale e quotidiano, un sistema che mette in discussione la libertà e l'autonomia delle donne. E non si può dire 'mai più' se non si affronta il perché il numero di femminicidi non diminuisce”. “Oggi in Parlamento – aggiunge Rossi - con l'approvazione del reato di femminicidio si fa un passo comune e si afferma che questo non è un omicidio come gli altri né un'aggravante”.
“Ma la repressione non è sufficiente a invertire la rotta e cambiare la radice culturale che ancora oggi si chiama patriarcato, quella struttura che nega l'autonomia delle donne. È l'educazione la risposta: l'educazione al rispetto, al consenso, alla affettività e alla sessualità. Se non offriamo ai nostri giovani gli strumenti educativi minimi, il vuoto verrà colmato dai social, dalle polarizzazioni e dai modelli tossici che parlano più forte delle istituzioni”, conclude Rossi.
“Il governo ha operato un definanziamento silenzioso e inaccettabile delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) all'interno del PNRR, tagliando le risorse da 2,2 miliardi di euro a soli 795,5 milioni. Questa scelta, combinata con la decisione del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) di confermare la chiusura dello sportello per i contributi al 30 novembre, configura di fatto una chiusura anticipata della misura, in totale contrasto con gli impegni europei e la visione di una transizione energetica giusta e partecipata. Stiamo parlando di un atto grave che rischia di vanificare le progettualità già avviate da centinaia di Comuni, enti del Terzo Settore e cooperative che, confidando nella dotazione originaria, si sono impegnati per contrastare la povertà energetica e favorire l’autoconsumo diffuso. Chiediamo se il governo sia a conoscenza degli effetti combinati della riduzione della dotazione finanziaria e della chiusura dello sportello GSE al 30 novembre 2025 e se non ritenga che tale scelta configuri una chiusura anticipata della misura rispetto agli obiettivi e agli impegni originariamente assunti, compromettendo il pieno conseguimento del target e di disperdere progettualità già avviate”. Così il vicepresidente in commissione Attività produttive Vinicio Peluffo e il capogruppo dem Alberto Pandolfo in un’interrogazione parlamentare.
“L’obiettivo originario del PNRR per le CER, che prevedeva l'installazione di 2 GW entro giugno 2026 e 5 GW entro fine 2027 di nuova potenza rinnovabile, è messo seriamente a rischio da questa gestione confusa e al ribasso da parte dell'esecutivo. Nonostante il ministero dell’Ambiente abbia prorogato lo sportello per recuperare i ritardi accumulati, il taglio drastico delle risorse e la chiusura forzata del bando creano incertezza, penalizzando proprio quei soggetti (in particolare i Comuni fino a 50.000 abitanti) che solo di recente hanno potuto finalizzare i progetti. È essenziale che il governo fornisca una risposta chiara e un piano di rifinanziamento strutturale che permetta alle CER di diventare il pilastro della decentralizzazione energetica del Paese, evitando che le scelte attuative si traducano in una clamorosa occasione persa a danno dei territori”.
“Sei milioni e 400 mila donne, in Italia, hanno subito almeno una violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita. Dall’inizio dell’anno ci sono stati almeno 89 femminicidi, ma non esistono dati ufficiali. Sono numeri agghiaccianti ai quali devono sommarsi quelli della disparità salariale e occupazionale”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, nella giornata del 25 novembre.
“L’Italia è un Paese ancora profondamente sommerso nella cultura patriarcale e fatica a uscirne fuori, anche con l’aiuto di certe dichiarazioni da chi si trova nelle istituzioni - prosegue la deputata dem - La speranza arriva da quelle piazze piene di persone che lottano insieme, ma anche dalle donne nelle istituzioni che possono fare la differenza e da quei momenti di unità come nel caso della recente approvazione alla Camera della proposta di legge sul consenso libero, attuale e sempre revocabile”.
“C’è ancora tanta strada da fare, dobbiamo lottare ancora, sempre. Difendere tutte vuol dire lottare ancora. Il 25 novembre è tutti i giorni: dentro e fuori le istituzioni” conclude Gribaudo.
“Desidero esprimere il mio cordoglio per la scomparsa di Bruna Pinasco, una figura amata e stimata che ha accompagnato con discrezione e profondità uno dei protagonisti della nostra cultura. La sua presenza gentile e il suo ruolo umano, sempre vissuto con riservatezza, hanno lasciato un segno indelebile”: è quanto di chiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sulla morte della moglie di Sergio Staino.
“Mi unisco al dolore dei familiari e di tutti coloro che le hanno voluto bene. La sua memoria resterà legata a una stagione significativa della vita culturale del nostro territorio, che continueremo a custodire con rispetto e gratitudine”: conclude.
“Nel voto di ieri c'è anche un pezzo di Toscana. La vittoria del Pd e l'affermazione forte del campo progressista portano con sé il lavoro, l'impegno e la visione della nostra regione. Alla Toscana, al nostro Partito democratico e alla nostra coalizione si deve un pezzo fondamentale della costruzione di quell'alleanza larga che ha permesso di vincere in Puglia e Campania. Ricordo la fatica, la pazienza, la perseveranza nel costruire questa opzione anche qui da noi: l’impegno del Pd Toscana in stretto collegamento con il nazionale, la volontà delle altre forze politiche di credere in questo progetto, il lavoro del presidente Giani in questa direzione. In certi momenti, molti ci guardavano come allucinati, come marziani. Oggi si capisce che eravamo terrestri con una visione ancorata alla concretezza.
Oggi il Pd e il campo progressista escono più forti nelle regioni che torniamo a governare, con una prospettiva vera e realistica: essere competitivi per le politiche del 2027 e per le amministrative del prossimo anno. È stata premiata la politica che parla di proposte, contenuti, idee. La politica che sta vicina ai problemi delle persone. Quanto più siamo davvero prossimi alle persone - e non occupati in discorsi politicisti - tanto più il Pd e il centrosinistra vengono premiati. Siamo contenti, soddisfatti, pronti a continuare questo percorso”. Così il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi.
“Sono dalla parte degli ispettori e le ispettrici del lavoro, che oggi sono scesi in piazza in tutta Italia e soprattutto sotto al Ministero del Lavoro. L’INL è un ente fondamentale per la prevenzione e la cultura della sicurezza sul lavoro, occorre preservarlo e garantire tutele e diritti a chi svolge un compito così importante”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’Inchiesta sulle condizioni di lavoro.
“Quello che chiedono è prima di tutto rispetto della figura professionale, troppo spesso dimenticata nonostante i solenni annunci fatti dal Governo dopo gravi infortuni sul lavoro, a cui non seguono mai azioni concrete per potenziare e rendere funzionale l’ente - prosegue Gribaudo - Sappiamo che ci sono addirittura difficoltà a coprire i posti messi a bando, segnale che indica come alle competenze, professionalità e responsabilità di queste lavoratrici e lavoratori non corrisponda un sufficiente riconoscimento”.
“Modernizzazione della struttura informatica, forme di welfare aziendale, trattamento economico adeguato, superamento della logica svilente dei numeri nelle attività di vigilanza per tornare ad un approccio più incentrato sulla qualità: ci chiedono un intervento immediato, che potrebbe essere inserito nel Decreto Sicurezza sul Lavoro, che così com’è è insufficiente per contrastare nel concreto le morti e gli infortuni” conclude Gribaudo.
Sala stampa della Camera dei deputati, martedì 25 novembre – ore 13:00
Si terrà oggi, 25 novembre, alle ore 13:00, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, la conferenza stampa di presentazione del Corteo Nazionale NO PONTE in programma a Messina il 29 novembre.
L’iniziativa è promossa da un fronte ampio e trasversale: oltre 80 associazioni, comitati, partiti e movimenti che negli anni hanno espresso un impegno costante contro il progetto del Ponte sullo Stretto e per un modello di sviluppo reale, sostenibile e fondato sui bisogni dei territori. Durante la conferenza stampa saranno illustrati i contenuti politici della mobilitazione, alla luce anche dei recenti rilievi e dinieghi della Corte dei Conti, che hanno messo in evidenza criticità rilevanti del progetto:
* assenza di coperture finanziarie certe,
* rischi di squilibrio nella spesa pubblica,
* elementi progettuali non definiti o incoerenti,
* timori fondati sui potenziali impatti economici, ambientali e sociali,
* incertezza sui tempi, sulla sicurezza e sulla governance dell’opera.
Si tratta di osservazioni che confermano quanto comitati, cittadini ed esperti denunciano da anni: il Ponte non è una priorità, non è una soluzione ai problemi strutturali del Sud e rischia di assorbire risorse fondamentali per infrastrutture realmente necessarie – dalla messa in sicurezza del territorio al trasporto pubblico, dai collegamenti ferroviari alla manutenzione ordinaria e straordinaria.
Il corteo del 29 novembre sarà dunque una grande manifestazione nazionale, aperta a tutti e tutte, per ribadire una visione alternativa: sviluppo, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente e sicurezza del territorio non si costruiscono con mega-opere irrealistiche, ma con investimenti concreti, verificabili e sostenibili.
Abbiamo vinto! Siamo molto soddisfatti”, lo afferma su Facebook Piero De Luca, deputato e segretario del PD Campania, commentando l’elezione di Roberto Fico a Presidente della Regione.
“Sono congratulazioni e auguri di buon lavoro a Roberto Fico, nuovo Presidente della Regione Campania. Una vittoria netta che premia il lavoro politico e il buon governo dell'amministrazione regionale in questi 10 anni”.
De Luca sottolinea anche “lo sforzo unitario del Partito Democratico e dell'intera coalizione progressista”, ricordando che il risultato “ci dà fiducia”. E aggiunge: “Dalla Campania e dalla Puglia, con l'elezione di Antonio Decaro come Presidente di Regione, arriva un messaggio forte e chiaro di opposizione a un governo di destra che ha fortemente politicizzato la competizione, un governo nemico del Mezzogiorno e dannoso per l'intero Paese”.
L’esponente dem rivolge inoltre “un abbraccio a Giovanni Manildo per la generosità dell'impegno profuso in Veneto”, segnando l’unità del campo progressista anche nelle regioni dove l’esito è stato diverso. “Dal risultato di queste elezioni regionali parte la sfida per costruire un'alternativa di governo credibile e seria alla destra a livello nazionale”, prosegue De Luca, indicando il percorso che si apre dopo il voto. “La strada è quella giusta. Avanti insieme, con determinazione, verso le prossime elezioni politiche del 2027”, conclude.
“I risultati delle sei regioni chiamate al voto nel 2025, comprese Campania, Puglia e Veneto che hanno appena chiuso i seggi, confermano che la partita per le prossime elezioni politiche è assolutamente aperta.
L’alleanza progressista con il fondamentale contributo del PD, che cresce in % sulle precedenti regionali, ha dimostrato di essere competitiva se si continuerà ad essere, come ci ricorda sempre Elly Schlein, «testardamente unitari».
Adesso è necessario lavorare per costruire una piattaforma politica e programmatica capace di essere attrattiva e credibile anche per quella parte di elettorato che sempre più spesso sceglie di astenersi in tutte le consultazioni ma non alle politiche.
Sarà tra questi milioni di elettori intermittenti che si giocherà la partita per vincere le prossime politiche”.
Lo scrive l’on. Federico Fornaro del Partito Democratico.
“La valenza nazionale di questa tornata elettorale è sotto gli occhi di tutti. La maggioranza ha tentato in ogni modo, anche facendo leva sui propri incarichi istituzionali, di cercare un consenso che però non si è materializzato. Non sono riusciti a fermare la domanda di cambiamento che i cittadini hanno espresso con forza. La sconfitta di Cirielli in Campania ne è la prova più evidente, e il risultato straordinario di Decaro, che doppia il centrodestra in Puglia, lo conferma ulteriormente. La linea unitaria promossa dalla segretaria si è rivelata una scelta vincente: quando il centrosinistra si presenta con una proposta comune, solida e coerente, gli elettori riconoscono credibilità, serietà e visione. Il segnale che arriva dal Mezzogiorno è chiaro così come il messaggio di condanna all’autonomia differenziata e al taglio dei fondi: la partita in vista delle prossime politiche è completamente aperta.” Così una nota del deputato democratico Enzo Amendola.
"Congratulazioni a Roberto Fico, neopresidente della Campania, e ad Antonio Decaro, neopresidente della Puglia. Campani e pugliesi hanno deciso di continuare ad essere amministrati dal centrosinistra. In Campania, in particolare, la sconfitta è tutta del governo, dato che il candidato del centrodestra era un componente del governo. A niente sono servite le campagne populiste né mezzucci come le surreali promesse di sanatorie. E neppure gli show a base di saltelli sui palchi: mentre loro saltano, noi vinciamo le elezioni. Alla fine della partita delle regionali, il centrosinistra ha conquistato due regioni strappandole alla destra: Sardegna e Umbria. Non possiamo che dirci soddisfatti.
Anche in Veneto, sebbene abbia vinto il centrodestra, il risultato di Manildo quasi doppia quello del candidato di centrosinistra delle scorse regionali.
Il centrosinistra unito può vincere e lo ha dimostrato tante volte: la linea "testardamente unitaria" della segretaria Schlein è quella giusta. Ora va consolidata sul piano nazionale per dare un'alternativa vera al governo Meloni.
Amareggia il dato dell'astensionismo molto alto. Un fenomeno che va compreso fino in fondo per riuscire a contrastarlo e tenere viva la democrazia di questo Paese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il segnale che arriva da Puglia e Campania è inequivocabile: dal Sud si è alzata una spinta politica che il governo non può ignorare. La caduta di Cirielli e la straordinaria vittoria di Decaro mostrano che il consenso attorno al governo si sta incrinando e che la corsa verso il 2027 resta apertissima. Il progetto unitario promosso dalla segretaria ha dimostrato la propria solidità: quando le forze del centrosinistra si presentano con una proposta comune e coerente, gli elettori ne colgono la serietà e l’affidabilità. I risultati ottenuti nelle due regioni del Sud raccontano di una comunità che chiede un cambio di passo e che non accetta più politiche che la penalizzano. Il voto ha segnalato con forza il rifiuto delle scelte portate avanti dal governo Meloni, a partire dall’autonomia differenziata, percepita come una misura che rischia di allargare i divari invece di ridurli.” Così una nota del deputato democratico Marco Lacarra.
“La riscossa parte dal Sud: da queste elezioni regionali emerge un segnale netto per il governo che esce sconfitto da questa prova elettorale, e la battuta d’arresto del viceministro Cirielli ne è la conferma più evidente. La sfida in vista del 2027 è tutt’altro che chiusa. La linea unitaria della segretaria Schlein si è rivelata vincente: quando le opposizioni si presentano unite la destra perde” così una nota del deputato democratico Nico Stumpo che aggiunge: “Gli elettori hanno espresso un giudizio severo sulle politiche che penalizzano il Mezzogiorno portate avanti da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, a partire dall’autonomia differenziata”.