Desidero esprimere pubblicamente un sincero e profondo ringraziamento all’Ambasciatore Paolo Crudele per il lavoro svolto con dedizione, equilibrio e passione nel corso del suo mandato a Canberra. L’Ambasciatore Crudele ha rappresentato l’Italia con competenza e sensibilità, dimostrando sempre grande attenzione ai bisogni dei connazionali e al rafforzamento dei legami tra il nostro Paese e l’Australia.
Sotto la sua guida, l’Ambasciata d’Italia ha promosso con efficacia il dialogo istituzionale, la cooperazione economica, culturale e scientifica, valorizzando il contributo delle imprese italiane e sostenendo le nuove generazioni di italo-australiani che vogliono mantenere vivo il legame con le proprie origini.Il suo stile sobrio ma incisivo, la capacità di ascolto e la vicinanza concreta alle nostre comunità hanno lasciato un segno profondo. In anni complessi, segnati da sfide globali e da importanti trasformazioni, l’Ambasciatore Crudele ha saputo rafforzare il ruolo dell’Italia come interlocutore credibile, affidabile e vicino alle persone. Desidero ringraziarlo, a titolo personale e istituzionale, per la collaborazione costante e per l’attenzione dimostrata verso le istanze degli italiani all’estero, che ha sempre affrontato con serietà e spirito di servizio. A lui vanno il mio più sentito apprezzamento e gli auguri più sinceri per i prossimi incarichi e per il futuro, certo che continuerà a onorare il nostro Paese con la stessa professionalità e dedizione che lo hanno sempre contraddistinto." Così Nicola Carè, deputato eletto nella circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.

"La Legge di Bilancio per le opere del Paese è stata un bagno di sangue. Meloni e Giorgetti hanno svenduto il futuro delle infrastrutture italiane lasciando intatte le risorse solo per il Ponte sullo Stretto. Una infrastruttura, peraltro, che adesso è soltanto sulla carta e con progetto e permessi che hanno ancora troppe incognite”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
"La manovra economica trasmessa al Senato - aggiunge - mostra chiaramente che sono stati definanziati progetti essenziali, come le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, la statale 106 Jonica, la statale 4 Salaria, la Tirrenica e la Salaria. Si tratta di Infrastrutture necessarie per la mobilità dell'intera nazione e dei centri urbani a maggiore densità. Questi tagli devastanti certificano l'assoluta inconsistenza politica di Matteo Salvini, che ha assistito impotente e nonostante le continue promesse mancate, alla completa messa in mora del suo Ministero. Come Partito Democratico - conclude - cercheremo di rimediare a questo disastro presentando emendamenti durante il passaggio parlamentare”.
“La Rai, servizio pubblico finanziato dai cittadini, ha il dovere di garantire pluralismo, libertà d’espressione e accesso all’informazione. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in Vigilanza Rai. Per la seconda volta assistiamo alla mancata messa in onda del documentario No Other Land, previsto su Rai 3 il 7 e il 21 ottobre scorsi e cancellato all’ultimo momento senza spiegazioni.”
I componenti della Vigilanza unitamente a Laura Boldrini denunciano: “il film, vincitore del premio Oscar come miglior documentario, racconta la resistenza della comunità palestinese di Masafer Yatta contro l’occupazione israeliana e rappresenta una testimonianza di grande valore umano e politico. È inaccettabile che una produzione di tale rilievo venga esclusa dal palinsesto per motivazioni che, a oggi, restano oscure.”
“Ancora più gravi – proseguono– appaiono le parole del direttore Cinema e serie TV Rai, Adriano De Maio, secondo cui la messa in onda sarebbe stata rinviata per non ‘incrinare il clima di speranza per la pace’. Un’affermazione che suona come un tentativo di censura preventiva e un’ingerenza politica inammissibile. La pace non si costruisce nascondendo la verità o impedendo la diffusione di opere che raccontano la sofferenza dei popoli.”
“Ci aspettiamo dalla Rai – conclude la deputata – chiarezza sulle ragioni di questa decisione e la conferma della nuova data di trasmissione annunciata per il 15 novembre. Il servizio pubblico deve tornare a essere presidio di libertà e di pluralismo, non strumento di oscurantismo e autocensura.”
"Le licenze rilasciate da Israele a molte aziende, incluse italiane, per lo sfruttamento del gas naturale nelle acque palestinesi violano il diritto internazionale, aggravano il conflitto e aprono la strada a nuove annessioni illegittime.
Per questo, con un'interrogazione al ministro degli Esteri chiediamo se il governo non intenda porre fine a questa pratica sospendendo l'acquisto di beni e risorse frutto proprio di quello sfruttamento. Hanno firmato l'interrogazione anche le colleghe Sara Ferrari, Rachele Scarpa e Patrizia Prestipino e i colleghi Fabio Porta, Arturo Scotto, Nico Stumpo e Stefano Vaccari.
Le acque al largo della Striscia di Gaza non sono di competenza di Israele, come stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e dagli Accordi di Oslo. L'Italia è tenuta al rispetto del diritto internazionale così come lo sono le aziende a partecipazione statale come Eni.
E' ora di porre fine ad un sistema economico che avalla l'illegalità e l'occupazione illegittima di acque palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La manovra del Governo Meloni rappresenta un pugno in faccia all’intero sistema del trasporto pubblico locale. La manovra 2026 non sostiene il settore adeguandolo all’aumento dei costi per l’inflazione e mette anche a rischio il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico locale. Come spiega la lettera inviata da Agens, ANAV e Asstra la copertura attualmente prevista è stimata in circa 150–180 milioni annui, a fronte di un costo complessivo pari a 270 milioni di euro nel 2025, 370 milioni nel 2026 e 510 milioni annui a regime dal 2027”. Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Nella manovra – sottolineano i parlamentari dem - non c’è traccia di iniziative per sostenere la crisi dei trasporti, potenziare servizi e collegamenti sempre più difficili con le aree interne, evitare il taglio di diritti e servizi per cittadini e lavoratori. Nemmeno un euro per reintrodurre il bonus abbonamenti e garantire la gratuità per gli studenti come già avviene in Campania ed Emilia-Romagna insieme al diritto al ritorno a casa dei fuori sede come abbiamo chiesto di fare con le proposte di legge che, come Partito Democratico, abbiamo da tempo presentato insieme al Coordinamento nazionale dei circoli della mobilità del PD”.
“Le uniche iniziative del Governo sulla mobilità sono i tagli che rischiano di compromettere opere fondamentali per la mobilità delle città come la Metro C di Roma, la linea M4 di Milano e la metropolitana di Napoli e al tempo stesso riducono sensibilmente i fondi per la mobilità sostenibile, le ciclovie urbane e per lo sviluppo infrastrutturale. Come PD ci batteremo in Parlamento e nel Paese per cambiare la manovra, che colpisce insieme passeggeri, pendolari, lavoratori, enti locali, sindacati e imprese impegnandoci a depositare tutti gli emendamenti necessari per portare nelle Camere la loro voce, che evidentemente la Presidente Meloni e il Ministro Salvini hanno deciso di non ascoltare” concludono Misiani e Casu.
"Sulla Tirrenica si è purtroppo concluso il grande inganno della destra di governo: con la Legge di Bilancio 2026 è stata infatti definitivamente definanziata di tutte le risorse che erano state stanziate dall'esecutivo Draghi; dopo i tagli della scorsa Manovra sono stati infatti tolti altri 80 milioni di euro e per l'infrastruttura rimane solo un misero milione. Non possiamo addossare soltanto la colpa al Ministro Salvini, che ormai è alle prese con una perenne e sconclusionata campagna elettorale e con un partito in palese crisi, e che - viste le recenti esternazioni su pensioni e affitti brevi - non ha nemmeno letto il testo approvato dal Cdm. Salvini d'altronde si è dimostrato, fin dal 2022, inaffidabile facendo annunci falsi sulla Tirrenica mai confermate dai fatti. La colpa è oggi soprattutto di tutti i rappresentanti territoriali e dei parlamentari dei partiti di governo che in questi anni hanno fatto promesse su promesse e difeso il governo. Il risultato è che adesso siamo tornati indietro di decenni e nonostante i continui pericoli per la viabilità locale e la necessità di un'opera fondamentale per lo sviluppo e la viabilità. Proveremo a rimettere le risorse con emendamenti alla Manovra nel corso del passaggio parlamentare, ma adesso la destra dovrebbe solo tacere e vergognarsi": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
Borgonzoni annuncia riduzione dal 40% al 30%. ‘Una follia’
“Le dichiarazioni della Sottosegretaria Borgonzoni confermano la confusione totale che regna attorno alle politiche per il cinema e l’audiovisivo. Prima ammette che i fondi sono stati drasticamente ridotti, poi assicura che saranno aumentati attingendo al bilancio del Ministero, quindi sostiene che le risorse verranno recuperate già in Parlamento durante l’esame della manovra, e infine cambia di nuovo versione parlando di un assestamento di bilancio. Tutte ipotesi diverse e contraddittorie, che alimentano soltanto disorientamento tra gli operatori del settore.
E, cosa ancora più grave, mentre le risorse diminuiscono, il Governo preannuncia un nuovo taglio anche sulla percentuale del tax credit, che scenderà dal 40% al 30%. Una scelta incomprensibile, l’ennesima conferma dell’assenza di una direzione chiara, che getta sempre più nell’incertezza un comparto che, per continuare a generare investimenti e occupazione, avrebbe invece bisogno di stabilità e regole certe.
Siamo di fronte al solito gioco delle tre carte. Il risultato è un settore colpito ancora una volta duramente, nonostante il suo ruolo strategico per la cultura e per l’economia del Paese — solo per ragioni ideologiche e politiche, e per rispondere al mandato di Meloni di colpire chi ha l’unico difetto di essere libero. E come se non bastasse, la Sottosegretaria ha l’assurdo pretesa di essere ringraziata dalle opposizioni. Ringraziata per cosa? È lei – insieme al suo Governo – la principale responsabile di questo caos e del disastro che sta travolgendo il cinema italiano.”
Così il deputato democratico, componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.
“Il governo Meloni festeggia i tre anni ma solo con bugie. A questo punto ci chiediamo: sarà vero che la presidente Meloni è romana? Se lo è davvero, spieghi il definanziamento di 50 milioni di euro alla Metro C, un taglio assurdo che rischia di bloccare un’opera strategica per la città di Roma, proprio in un momento cruciale in cui si stanno portando avanti importanti cantieri. Questa manovra con tagli non previsti ad importanti infrastrutture denota tutta l’inadeguatezza di questo governo”. Lo dichiara la deputata del Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.
“I tagli al Fondo per il cinema e l’audiovisivo previsti nella manovra, 150 milioni in meno nel 2026 e 200 nel 2027, rappresentano un disastro industriale. Il settore non può reggere un colpo di questa portata, dopo due anni di difficoltà dovuti al pasticcio sul tax credit. Migliaia di imprese e lavoratori rischiano di non farcela, e con loro un pezzo importante della produzione culturale del Paese”. Così il deputato dem Matteo Orfini, componente della commissione Cultura.
“Con questi tagli – prosegue l’esponente Pd – si indebolisce una filiera che genera ricchezza e occupazione per oltre 180mila persone e che ha saputo portare la qualità del cinema e delle serie italiane sui mercati internazionali. È un accanimento incomprensibile, dettato da motivi politici: la destra considera questo mondo ostile e, non potendolo egemonizzare, prova a distruggerlo. Ma il cinema non è un giocattolo o un lusso, è un pezzo dell’industria nazionale e dell’identità culturale del Paese”.
“Tra l'altro – conclude Orfini - sono stati tagliati anche finanziamenti accessori, ma non meno importanti, come quelli per portare il cinema nelle scuole a fare progetti educativi di avviamento alla conoscenza del cinema italiano e della cultura italiana. Il Partito Democratico si batterà in Parlamento per correggere queste scelte inique, insieme alle altre opposizioni e a tutte le realtà del settore, dai produttori agli autori fino agli interpreti. Difendere il cinema significa difendere lavoro, cultura e futuro”.
“Continua da parecchi mesi lo scontro nella maggioranza sulla governance dei porti, un conflitto che rischia di danneggiare l’intero sistema Paese. E’ evidente che il Governo non sta agendo nell’interesse generale: i porti rimangono commissariati e senza presidenti e la maggioranza certifica l’assenza di scelte strategiche per la crescita e l’efficienza del sistema della portualità. Una gestione pessima di istituzioni che dovrebbe essere condotta con l’unico obiettivo di rafforzare la competitività e la funzionalità dei porti italiani, non di alimentare equilibri di potere interni alla maggioranza.
Le parole pronunciate oggi da Matteo Salvini, secondo cui “le nomine di parecchi presidenti di porti sono ferme in commissione al Senato da mesi” e che, di fronte allo stallo, “oggi faccio io le prime tre e poi, se la commissione non procede, la prossima settimana faccio le altre tre”, certificano non solo una frattura nella maggioranza, ma anche una torsione istituzionale che mina il principio del confronto parlamentare. Serve invece rispetto per le sedi istituzionali, a partire dal Parlamento, dove queste scelte dovrebbero essere discusse e affrontate con trasparenza e responsabilità, non imposte con atti unilaterali o logiche di forza”.
È quanto dichiarano la vicepresidente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera, Valentina Ghio il capogruppo della Commissione Trasporti di Montecitorio Anthony Barbagallo e i componenti PD della Commissione Trasporti alla Camera Ouidad Bakkali, Andrea Casu e Roberto Morassut, a commento delle dichiarazioni del ministro Salvini sulla gestione delle nomine delle Autorità portuali. “Salvini venga a riferire in Parlamento, concludono i parlamentari, quali sono i problemi politici e di merito per cui da troppo tempo sta tenendo bloccate le nomine dei porti, non certo per allungare ancora i tempi, ma per chiarire con trasparenza quali sono i problemi e poi procedere rapidamente e al meglio con le nomine”.
“All’indomani dell’approvazione del testo base sulla riforma di Roma Capitale, le scelte sulla manovra di Meloni, Giorgetti e Salvini tradiscono immediatamente Roma e i romani. Il taglio di 50 milioni alla metro C di Roma rischia di mettere a repentaglio la realizzazione di una fondamentale opera strategica per la Capitale e per tutto il Paese e l’acquisto del materiale rotabile necessario a renderla funzionale e operativa. Ringraziamo il Ministro Tajani e le voci che anche nella maggioranza si stanno levando per chiedere al Governo di fare immediata marcia indietro, come già fatto l’anno scorso ci opporremo con tutte le nostre forze in Parlamento per fermare questa incoerente assurdità” così una nota del vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Sono stati tre giorni di dialogo serrato e ascolto vero tra tutte le parti sociali. Ci siamo confrontati senza pregiudizi e, anzi, gli Stati Generali sono stati il luogo in cui abbiamo raccolto le critiche, sempre costruttive, perché come ci ha ricordato il nostro Presidente Mattarella non esistono scorciatoie su temi come la sicurezza sul lavoro”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, al termine della tre giorni degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro a Montecitorio.
“È stata una maratona impegnativa ma piena di spunti, molti decisamente di buon senso: sembrerebbe, infatti, che maggioranza e opposizione possano trovare dei punti di unione su un tema che non deve avere colore politico. Oggi, alla presenza di Tino Magni, presidente della Commissione sulle condizioni di lavoro al Senato, e di Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro, abbiamo concordato che occorre un impegno bipartisan per conseguire quanto emerso in queste giornate - prosegue la deputata - Ci sono arrivate delle richieste più che comprensibili, alcune anche toccanti, come quelle da parte dei famigliari delle vittime, che ci hanno ricordato che nonostante sia passato del tempo dalla tragedie che li hanno colpiti non è cambiato nulla. Ecco, questo deve cessare”.
“Patenti a punti, accordo Stato Regioni, gratuito patrocinio: sono tutti punti su cui ci sono state richieste modifiche e miglioramenti, sono sicura che riusciremo, insieme, a essere più efficaci nel lavoro legislativo a prescindere dalle bandiere politiche. Do l’appuntamento al prossimo anno con una speranza: che ci sia un coordinamento della governance delle banche dati, perché ciò che abbiamo tristemente registrato in questa edizione è che sia sul fronte della giustizia sia su quello di appalti e subappalti non ci sono dati a disposizione e torneremo a chiederli, così come mancano troppi magistrati per garantire che la legge faccia il proprio percorso in tempi decorosi per il dolore di chi ha perso qualcuno” conclude Gribaudo.
"La Procura di Roma ha appena ascoltato il nostro collega Arturo Scotto che, insieme ad altri, ha presentato un esposto per sequestro di persona per i fatti accaduto alla Global Sumud Flotilla a cui lo stesso Scotto ha partecipato a bordo della barca Karma. In quelle ore si sono consumate diverse violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani perpetrate dalla marina e dalla polizia israeliane. Le barche sono state fermate in acque internazionali, circa 450 persone arrestate e trasferite in carceri israeliane pur non avendo commesso alcun reato. Su questo abbiamo già presentato un'interrogazione a cui il governo non ha ancora risposto. E oggi, insieme alla collega Patrizia Prestipino e ai colleghi Enzo Amendola, Fabio Porta e Nico Stumpo, ne depositiamo un'altra con la quale chiediamo al ministro Tajani di pretendere la restituzione dei cellulari sequestrati illegalmente nei giorni della detenzione. A bordo della Flotilla c'erano anche 4 parlamentari.". Lo dichiara Laura Boldrini. deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"I telefoni di ognuno di noi non sono solo strumenti di comunicazione, ma veri e propri archivi di dati sensibili e privati - sottolinea Boldrini - . La nostra Costituzione, all'art.15, tutela la segretezza della corrispondenza privata di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. E all'art. 68 stabilisce che i membri del Parlamento non possono essere sottoposti a perquisizioni, intercettazioni di comunicazione o sequestro di corrispondenza senza l’autorizzazione del Parlamento".
"Il governo italiano, che avrebbe quanto meno dovuto chiedere spiegazioni e protestare con le autorità israeliane per quello che è avvenuto in quei giorni, non ha invece battuto ciglio e non ha difeso i diritti delle italiane e degli italiani sequestrati - conclude -. Con queste interrogazioni pretendiamo che lo faccia".
“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste. Non solo non ci sono le risorse necessarie a evitare i tagli di servizi nel trasporto pubblico locale, garantendo almeno gli 800 milioni di euro necessari a coprire l’aumento dei costi per l’inflazione, ma manca anche la destinazione vincolata di tutte le risorse necessarie a coprire interamente il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e lavoratori che il governo, nell’accordo siglato il 20 marzo 2025, aveva promesso di trovare con la rimodulazione della accise che ancor prima Meloni e Salvini avevano, a più riprese, promesso di abolire. Ma quante volte vogliono riuscire a rimangiarsi la parola nella stessa legislatura?”. Così in una nota congiunta i componenti democratici della commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo, rispettivamente vicepresidente della commissione e capogruppo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio vicepresidente del Gruppo Pd e Roberto Morassut, componente della presidenza del Gruppo Pd.
Tra la vecchia Alitalia e la nuova Ita Airways ci sono circa duemila lavoratori lasciati senza alcuna tutela: professionisti con oltre venticinque anni di esperienza che oggi si trovano senza ammortizzatori sociali, senza garanzie occupazionali e con la Naspi ormai in scadenza. È una situazione inaccettabile che rischia di cancellare un pezzo di storia e di competenza del trasporto aereo italiano”. Lo dichiara il deputato Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati democratici.
“Il Partito Democratico – prosegue l’esponente dem – ha chiesto la proroga degli ammortizzatori sociali e l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente tra governo, azienda e sindacati. Dopo la fusione con Lufthansa, non ci sono elementi certi sul piano delle assunzioni e non è accettabile che nuovi ingressi possano avvenire a discapito di chi per anni ha rappresentato con professionalità e competenza l’immagine del Paese nel mondo. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente e un’istanza di accesso agli atti per fare piena chiarezza.”
“Il rischio – conclude Barbagallo – è quello di archiviare una delle eccellenze del nostro sistema dei trasporti, lasciando senza prospettive migliaia di famiglie. Il governo intervenga subito per garantire continuità occupazionale e rispetto per i lavoratori Alitalia”.