“All’indomani dell’approvazione del testo base sulla riforma di Roma Capitale, le scelte sulla manovra di Meloni, Giorgetti e Salvini tradiscono immediatamente Roma e i romani. Il taglio di 50 milioni alla metro C di Roma rischia di mettere a repentaglio la realizzazione di una fondamentale opera strategica per la Capitale e per tutto il Paese e l’acquisto del materiale rotabile necessario a renderla funzionale e operativa. Ringraziamo il Ministro Tajani e le voci che anche nella maggioranza si stanno levando per chiedere al Governo di fare immediata marcia indietro, come già fatto l’anno scorso ci opporremo con tutte le nostre forze in Parlamento per fermare questa incoerente assurdità” così una nota del vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Sono stati tre giorni di dialogo serrato e ascolto vero tra tutte le parti sociali. Ci siamo confrontati senza pregiudizi e, anzi, gli Stati Generali sono stati il luogo in cui abbiamo raccolto le critiche, sempre costruttive, perché come ci ha ricordato il nostro Presidente Mattarella non esistono scorciatoie su temi come la sicurezza sul lavoro”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, al termine della tre giorni degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro a Montecitorio.
“È stata una maratona impegnativa ma piena di spunti, molti decisamente di buon senso: sembrerebbe, infatti, che maggioranza e opposizione possano trovare dei punti di unione su un tema che non deve avere colore politico. Oggi, alla presenza di Tino Magni, presidente della Commissione sulle condizioni di lavoro al Senato, e di Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro, abbiamo concordato che occorre un impegno bipartisan per conseguire quanto emerso in queste giornate - prosegue la deputata - Ci sono arrivate delle richieste più che comprensibili, alcune anche toccanti, come quelle da parte dei famigliari delle vittime, che ci hanno ricordato che nonostante sia passato del tempo dalla tragedie che li hanno colpiti non è cambiato nulla. Ecco, questo deve cessare”.
“Patenti a punti, accordo Stato Regioni, gratuito patrocinio: sono tutti punti su cui ci sono state richieste modifiche e miglioramenti, sono sicura che riusciremo, insieme, a essere più efficaci nel lavoro legislativo a prescindere dalle bandiere politiche. Do l’appuntamento al prossimo anno con una speranza: che ci sia un coordinamento della governance delle banche dati, perché ciò che abbiamo tristemente registrato in questa edizione è che sia sul fronte della giustizia sia su quello di appalti e subappalti non ci sono dati a disposizione e torneremo a chiederli, così come mancano troppi magistrati per garantire che la legge faccia il proprio percorso in tempi decorosi per il dolore di chi ha perso qualcuno” conclude Gribaudo.
"La Procura di Roma ha appena ascoltato il nostro collega Arturo Scotto che, insieme ad altri, ha presentato un esposto per sequestro di persona per i fatti accaduto alla Global Sumud Flotilla a cui lo stesso Scotto ha partecipato a bordo della barca Karma. In quelle ore si sono consumate diverse violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani perpetrate dalla marina e dalla polizia israeliane. Le barche sono state fermate in acque internazionali, circa 450 persone arrestate e trasferite in carceri israeliane pur non avendo commesso alcun reato. Su questo abbiamo già presentato un'interrogazione a cui il governo non ha ancora risposto. E oggi, insieme alla collega Patrizia Prestipino e ai colleghi Enzo Amendola, Fabio Porta e Nico Stumpo, ne depositiamo un'altra con la quale chiediamo al ministro Tajani di pretendere la restituzione dei cellulari sequestrati illegalmente nei giorni della detenzione. A bordo della Flotilla c'erano anche 4 parlamentari.". Lo dichiara Laura Boldrini. deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"I telefoni di ognuno di noi non sono solo strumenti di comunicazione, ma veri e propri archivi di dati sensibili e privati - sottolinea Boldrini - . La nostra Costituzione, all'art.15, tutela la segretezza della corrispondenza privata di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. E all'art. 68 stabilisce che i membri del Parlamento non possono essere sottoposti a perquisizioni, intercettazioni di comunicazione o sequestro di corrispondenza senza l’autorizzazione del Parlamento".
"Il governo italiano, che avrebbe quanto meno dovuto chiedere spiegazioni e protestare con le autorità israeliane per quello che è avvenuto in quei giorni, non ha invece battuto ciglio e non ha difeso i diritti delle italiane e degli italiani sequestrati - conclude -. Con queste interrogazioni pretendiamo che lo faccia".
“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste. Non solo non ci sono le risorse necessarie a evitare i tagli di servizi nel trasporto pubblico locale, garantendo almeno gli 800 milioni di euro necessari a coprire l’aumento dei costi per l’inflazione, ma manca anche la destinazione vincolata di tutte le risorse necessarie a coprire interamente il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e lavoratori che il governo, nell’accordo siglato il 20 marzo 2025, aveva promesso di trovare con la rimodulazione della accise che ancor prima Meloni e Salvini avevano, a più riprese, promesso di abolire. Ma quante volte vogliono riuscire a rimangiarsi la parola nella stessa legislatura?”. Così in una nota congiunta i componenti democratici della commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo, rispettivamente vicepresidente della commissione e capogruppo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio vicepresidente del Gruppo Pd e Roberto Morassut, componente della presidenza del Gruppo Pd.
Tra la vecchia Alitalia e la nuova Ita Airways ci sono circa duemila lavoratori lasciati senza alcuna tutela: professionisti con oltre venticinque anni di esperienza che oggi si trovano senza ammortizzatori sociali, senza garanzie occupazionali e con la Naspi ormai in scadenza. È una situazione inaccettabile che rischia di cancellare un pezzo di storia e di competenza del trasporto aereo italiano”. Lo dichiara il deputato Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati democratici.
“Il Partito Democratico – prosegue l’esponente dem – ha chiesto la proroga degli ammortizzatori sociali e l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente tra governo, azienda e sindacati. Dopo la fusione con Lufthansa, non ci sono elementi certi sul piano delle assunzioni e non è accettabile che nuovi ingressi possano avvenire a discapito di chi per anni ha rappresentato con professionalità e competenza l’immagine del Paese nel mondo. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente e un’istanza di accesso agli atti per fare piena chiarezza.”
“Il rischio – conclude Barbagallo – è quello di archiviare una delle eccellenze del nostro sistema dei trasporti, lasciando senza prospettive migliaia di famiglie. Il governo intervenga subito per garantire continuità occupazionale e rispetto per i lavoratori Alitalia”.
a responsabile nazionale giustizia del Pd, la deputata democratica, Debora Serracchiani, ha promosso un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Nordio in merito alle notizie giornalistiche secondo cui “il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia ha utilizzato una motovedetta dell'Arma dei Carabinieri”. L’interrogazione - sottoscritta dai deputati Casu, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Scarpa - riprende quanto riportato da diversi organi di stampa secondo cui la dottoressa Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, “si sarebbe recata tra il 3 e il 4 ottobre 2025 sull’isola di Capri per partecipare a un convegno organizzato dalla Corte di cassazione”, a bordo di un mezzo riservato al Ministro Nordio per motivi di sicurezza e rappresentanza istituzionale, e con la presenza di “il professor Gaetano Arnao, coniuge della medesima, persona estranea all’Amministrazione”.
L’interrogazione sottolinea che “non risulterebbero sussistenti le condizioni di sicurezza o di emergenza tali da giustificare l’impiego di una motovedetta militare” e ricorda che il Codice dell’ordinamento militare riserva l’uso dei mezzi militari “a finalità istituzionali, di servizio o di sicurezza personale di alte cariche dello Stato, previa specifica autorizzazione ministeriale”.
La vicenda, se confermata - scrivono i democratici - solleva questioni di rilievo disciplinare e amministrativo, anche in relazione all’impiego di risorse pubbliche”.
Senza una pressione costante e concreta su Putin, non ci sarà alcuna pace possibile. L’Ucraina è pronta a negoziare, ma la Russia vuole ancora conquistare: per questo è giusto che l’Unione Europea continui con nuove sanzioni e con decisioni forti”. Lo afferma la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri.
“L’Europa si muove – prosegue l’esponente dem - ma il governo Meloni resta muto e privo di iniziativa. È il governo più stabile d’Europa eppure non propone mai una vera strategia: si limita a seguire ciò che decidono gli altri nei consessi europei o ciò che suggerisce Donald Trump. Un atteggiamento che non è all’altezza di un Paese come l’Italia”.
“Il Partito democratico – conclude Quartapelle - chiede che il nostro governo assuma finalmente un ruolo propositivo per rafforzare l’Europa. Meloni dice di voler difendere l’Occidente, ma Trump non è chiaro se voglia difendere l’Occidente o Putin. Per questo l’Italia deve stare saldamente nell’Unione Europea, rendendola più forte e più unita. La pace in Ucraina passa attraverso il coinvolgimento di tutti i grandi Paesi del mondo, inclusa la Cina, che va chiamata a una responsabilità vera e trasparente”.
"Le conseguenze delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki sarebbero uno scherzo al confronto di quelle delle armi nucleari disponibili oggi. Se venissero usate, segnerebbero la distruzione dell'umanità per come la conosciamo". E' questo l'accorato appello che l'associazione Nihon Hidankyo, Premio Nobel per la pace nel 2024, rappresentata da Masashi Ieshima, e ICAN, campagna internazionale promotrice del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), premio Nobel nel 2017, rappresentata da Florian Eblenkamp, hanno rivolto al Comitato diritti umani della Camera, che presiedo, durante l'audizione di questa mattina. Ieshima e Eblenkamp erano accompagnati da Alessja Trama, responsabile delle Relazioni esterne del progetto “Senzatomica”, e da Francesco Vignarca, coordinatore Campagne della Rete Italiana Pace Disarmo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidene del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Le armi nucleari oggi disponibili sono esponenzialmente più potenti di quelle usate dagli Usa sul Giappone 80 anni fa. E, in questo momento, a possederle non è più un solo Paese come allora, ma ben nove. L'allarme lanciato da Ieshima ed Eblenkamp ha basi solide: più volte, in passato, il mondo si è avvicinato molto alla possibilità che queste armi di distruzione di massa venissero usate - sottolinea Boldrini -. Un pericolo scampato solo in extremis, ma che non possiamo permettere si ripeta perché, come ha detto Ieshima, "l’uso di queste armi è un pericolo esistente e l'unica cosa da fare per mettere in sicurezza l’umanità è abolirle".
"La Commissione esteri ha già approvato nel 2023 all'unanimità una risoluzione a mia firma che impegnava il governo a partecipare come osservatore alla scorsa Conferenza del TPNW. Ma a quell'impegno non c'è stato alcun seguito. Continueremo convintamente a lavorare perché l'Italia si avvicini al Trattato e si impegni concretamente per l'abolizione delle armi nucleari" conclude la presidente del Comitato.
“Non solo il governo e i partiti di maggioranza non hanno ritirato le querele temerarie nei confronti di Ranucci, ma, da quanto apprendiamo, in questi giorni il Garante della privacy si sarebbe mosso su input politico per sanzionare in modo esemplare le puntate di Report che riguardavano l'origine del caso Boccia e le sue dimissioni. Aspettiamo una rapida smentita, al contrario sarebbe atto fuori da ogni logica di trasparenza un ulteriore grave attacco al servizio pubblico. Vogliamo comprendere meglio la situazione e, riguardo a quanto denunciato da Ranucci, attendiamo di acquisire informazioni prima di valutare un eventuale accesso agli atti su questo procedimento. Allo stesso tempo, sarà importante verificare come la RAI intende tutelare un programma del servizio pubblico, affinché possa continuare a svolgere il suo lavoro di informazione libera e indipendente” così una nota dei componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.
“Non possiamo permettere che anche Rosignano diventi un nuovo simbolo della crisi industriale italiana. Il governo intervenga immediatamente per salvaguardare i 400 posti di lavoro dello stabilimento Ineos e difendere un settore strategico per il territorio e per il paese. Non possiamo assistere passivamente a un possibile ridimensionamento di uno dei poli chimici più importanti d’Italia”.
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Marco Simiani ed Emiliano Fossi, che hanno presentato un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy.
“Serve un’azione decisa - aggiungono - per sostenere il comparto chimico, strategico per la nostra autonomia industriale e per la transizione energetica. Non possiamo permettere che l’Europa e l’Italia compiano un ‘suicidio industriale’ mentre Stati Uniti e Cina continuano a rafforzare la loro competitività grazie a politiche energetiche e industriali mirate. Serve un tavolo di crisi con la Regione Toscana, i sindacati e l’azienda per garantire la continuità produttiva del sito di Rosignano. Dopo le difficoltà di Piombino e Livorno la regione non può subire un’altra ferita occupazionale. Il governo Meloni - concludono - dimostri finalmente di avere una strategia chiara ed efficace per difendere il lavoro e la competitività del nostro sistema produttivo”.
“Questa legge di bilancio non migliora la situazione economica e sociale del Paese, anzi la peggiora. Non c’è niente sulla crescita, non c’è nulla per le famiglie se non degli sconti come se fossimo al supermercato, e aumenta l’età per andare in pensione. Dovevano abolire la Fornero e cancellare le accise sulla benzina, invece peggiorano tutto”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla legge di bilancio.
In un Paese serio non possono esserci due ministri della Giustizia.
“Le rivelazioni del quotidiano Domani sul viaggio a Capri della Capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, sono troppo gravi per consentire ancora alla Presidente Meloni e al Ministro Nordio di fare finta che non ci sia un problema al ministero della Giustizia”. Lo afferma il deputato Andrea Casu, componente della presidenza del Gruppo Pd. “L’utilizzo, se confermato, di una motovedetta riservata esclusivamente alle missioni speciali e ufficiali dei ministri, per raggiungere l’isola insieme al marito rappresenterebbe un fatto di estrema gravità, incompatibile con il ruolo che Bartolozzi ricopre”.
Casu ricorda che “la stessa Bartolozzi risulta indagata per false dichiarazioni nell’ambito del caso Almasri, e che già la scorsa settimana la collega Serracchiani aveva denunciato in Aula, durante il Question Time, l’anomalia di una “ministra ombra” con una propria segreteria e un potere crescente dentro via Arenula. A questo punto – sottolinea – non basta più il silenzio imbarazzato o le mezze verità: serve fare piena chiarezza”.
"In attesa che venga fatta piena luce su tutti gli aspetti di questa vicenda il ministro Nordio e la presidente Meloni – conclude Casu - devono assumersi le proprie responsabilità politiche. Non possono più far finta di nulla: in un Paese serio, non possono esserci due ministri della giustizia, le dimissioni della Bartolozzi sono un atto dovuto non più rinviabile”.
Ma quale governo della stabilità, quello Meloni è il governo dell’austerità: hanno presentato la manovra più piccola degli ultimi anni, con coperture incerte e senza misure per la crescita.
Litigano sugli affitti brevi, non hanno una strategia per lo sviluppo e mancano del tutto politiche industriali. Taglio delle tasse irrilevanti e pochi euro per le pensioni: quindi non sarà minimamente compensato l’aumento del carrello della spesa né i costi dell’energia che pesano su famiglie e imprese e che sono i più alti d’Europa. Per non parlare della sanità, dove gli investimenti raggiungono il minimo storico degli ultimi anni.
Mancano anche i 25 miliari di euro per le imprese annunciati per fronteggiare l’aumento dei dazi, tema che la Premier si rifiuta di affrontare dopo non aver ottenuto alcun vantaggio dal suo rapporto privilegiato con Trump.
L’unica certezza ancora una volta è il premio all’infedeltà fiscale perché in questo paese le tasse le pagano sempre e solo gli stessi: lavoratori e pensionati. A quest’ultimi la manovra cancella anche le ultime agevolazioni rimaste come opzione donna.
Lo ha detto ad Agorà Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Giorgia Meloni difende il veto in Europa e affossa l’Italia :” per risolvere il dumping fiscale possiamo lavorare insieme“, ha chiesto ieri al Pd. Peccato che sulle regole fiscali (art 113 TFUE) il diritto di veto dei singoli Stati lo paghiamo noi. Sovranismo contro gli interessi dell’Italia” così sui social il capogruppo del Pd in commissione Esteri alla camera, Enzo Amendola.
“Quella del governo Meloni è una manovra figlia di nessuno: improvvisata, scritta all’ultimo minuto per tenere insieme una maggioranza divisa e senza visione. È un provvedimento che si caratterizza soprattutto per ciò che non c’è: misure per la crescita, per il lavoro stabile, per i salari, per contrastare la povertà. Si regalano piccole mance a categorie diverse, ma senza una strategia complessiva”. Lo afferma la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.
“Sul fisco – aggiunge l’esponente Pd – il governo restituisce solo briciole dopo aver tolto 25 miliardi ai lavoratori dipendenti, e sul lavoro continua a ignorare la necessità di regole sulla rappresentanza e sulla contrattazione negli appalti. Sulle pensioni poi siamo di fronte a un vero arretramento: cancellata ‘Opzione donna’, bloccati i canali di pensione anticipata e dimenticati disoccupati, persone con disabilità e donne con carichi familiari. È un’impostazione che tradisce ogni promessa elettorale.”
“Anche sulla Sanità – conclude Guerra – le risorse sono del tutto insufficienti. La spesa cresce, ma i finanziamenti non tengono il passo: a pagare saranno ancora una volta i cittadini, con l’aumento delle addizionali regionali e l’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza. E il tetto sulle assunzioni resta, condannando ospedali e servizi pubblici alla paralisi. È una manovra sbagliata nel metodo e nel merito, e a farne le spese saranno i più fragili”.