“Lo sciopero di oggi dimostra un grande sentimento popolare di sostegno al popolo palestinese. Anche a Bologna un corteo molto partecipato. Per la pace, perché si fermi il massacro a Gaza di tante vittime innocenti, perché si liberino gli ostaggi, e si avvii un percorso che porti a due popoli e due stati. La presidente Melloni smetta di aizzare e tentare di ridurre la mobilitazione popolare a un problema di ordine pubblico: le frange che provocano scontri non rappresentano i contenuti della protesta popolare. Il governo riconosca lo Stato Palestinese se vuole davvero rappresentare l’Italia” così il deputato democratico Virginio Merola
"Le piazze italiane traboccano di persone di tutte le età e di ogni estrazione che hanno giustamente ignorato le becere dichiarazioni di Meloni e Salvini che tentano di criminalizzarle. Qui a piazza dei Cinquecento a Roma da ore arrivano cortei partiti da diverse parti della città, compreso quello della Cgil.
Basta al genocidio, basta alla complicità con un governo che sta sterminando un intero popolo e il cui ministro Ben Gvir si è permesso di andare a insultare gli attivisti e le attiviste della Global Sumud Flotilla dandogli dei "terroristi". Lui che ha militato in un'organizzazione condannata in Israele proprio per terrorismo.
Basta impunità per Netanyahu e il suo governo che ha rapito più di 400 persone in acque internazionali aggredendole in alcuni casi con gli idranti e sequestrando le barche.
Queste meravigliose piazze di oggi segnano il successo della Flotilla e il fallimento del governo Meloni.
l'Italia è contro il genocidio: la premier ne prenda atto e agisca di conseguenza. Insultarle e criminalizzarle non funzionerà". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, dalla manifestazione di Piazza dei Cinquecento a Roma.
“Prendiamo atto della risposta del governo in Aula oggi per cui - diversamente da quanto sostenuto dal sottosegretario Butti in Commissione Semplificazione - si va verso una proroga della convenzione per il servizio Spid di 24 mesi estensibile a 36 mesi. E' una scelta opportuna che il Pd sollecita dalla scorsa primavera quando l'orientamento del governo era quello di dismettere lo Spid all inizio del 2026". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo in un'interpellanza urgente.
"Sono confortanti pure le notizie relative all'erogazione dei 40 milioni alle aziende interessate che da anni svolgono un servizio di grande rilevanza senza percepire le somme pattuite", continua il parlamentare dem. "Continueremo nei prossimi mesi a monitorare l'utilizzo dell'identità digitale per accertare che si raggiunga l'obiettivo previsto dal Pnrr di 42,3 milioni di identità digitali attivate. Oggi siamo a circa 40 milioni che coprono l '80% della popolazione maggiorenne grazie proprio allo Spid. Sullo sfondo resta la sfida della carta di identità elettronica con accessi di poco superiori ai 6 milioni per cui serve un cambio di marcia da parte del governo sulle aree interne e sulle persone più anziane su cui i risultati sono scarsi e l'azione del governo assente", conclude Barbagallo.
“Dopo dieci mesi di annunci, il Governo Meloni mette la parola fine alla produzione di zinco e piombo a Portovesme. Non ci sono investitori, non ci sono soluzioni sull’energia, non ci sono garanzie occupazionali. È l’ennesimo fallimento industriale di un esecutivo che non ha una politica, né per la Sardegna né per il Paese”.
Lo afferma il deputato e segretario del PD della Sardegna, Silvio Lai.
“Il tavolo al Mimit - aggiunge- ha dimostrato che il Governo è incapace di affrontare una crisi industriale: nessuna capacità di interlocuzione con i grandi player internazionali, nessuna innovazione nelle politiche energetiche, solo mesi di illusioni e promesse vuote. A pagare sono ancora una volta i lavoratori del Sulcis, già segnati da anni di crisi e incertezze. In un momento in cui l’Europa spinge per l’autonomia sulle materie prime critiche, l’Italia non è in grado nemmeno di salvaguardare ciò che resta dei suoi poli industriali. La Sardegna diventa così il simbolo di un Paese senza rotta: zero energia competitiva, zero strumenti di politica industriale, zero garanzie per l’occupazione. La Regione ha fatto ogni sforzo per garantire un contesto adeguato a innovare e completare le infrastrutture ma questo non è sufficiente quando si devono cercare player internazionali e relazioni con sistemi statali. Altro che centralità dell’Italia della Meloni, anche ieri è emerso il contrasto tra propaganda e realtà. Chiediamo che il Governo venga immediatamente a riferire in Parlamento e che si apra una discussione seria su una politica industriale nazionale, perché non è più accettabile che ogni crisi si trasformi in un epilogo di abbandono e rassegnazione. La Sardegna - conclude - non può essere la cartina di tornasole del vuoto strategico di questo Governo”.
"La grande partecipazione alle manifestazioni di oggi, in occasione dello sciopero generale per Gaza e la Flotilla, rappresenta una occasione straordinaria di democrazia. Ho partecipato questa mattina al corteo a Bologna. La criminalizzazione del dissenso, da parte della destra a partire dalla Presidente del Consiglio Meloni, è inaccettabile e segna una carenza evidente di cultura istituzionale. Come è inaccettabile irrridire le lavoratrici e i lavoratori che stanno esecitando un loro diritto costituzionale. Gli atti di violenza compiuti in questi giorni vanno condannati e contrastati con determinazione e senza ambiguità e non devono essere sottovalutati, ma non cancellano il grande valore democratico dei tantissimi che manifestano pacificamene. Sul piano della prospettiva politica ora è fondamentale sostenere la possibilità che finalmente si riapra un percorso di pace, verso la prospettiva dei due popoli e due stati". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Oggi a Venezia ho partecipato allo sciopero generale in solidarietà con il popolo palestinese e con gli attivisti della Global Sumud Flotilla, illegittimamente arrestati dopo l’abbordaggio in acque internazionali. È stata una mobilitazione per Gaza, contro il genocidio in corso e per chiedere la liberazione immediata di chi ha avuto il coraggio di sfidare l’assedio portando aiuti umanitari. Di fronte a questa gravissima violazione del diritto internazionale, il governo Meloni resta immobile, incapace perfino di difendere i cittadini italiani coinvolti”.
Così la deputata democratica, Rachele Scarpa.
“Non solo: di fronte a una mobilitazione pacifica e democratica come quella di oggi - aggiunge - la destra al governo ha trovato il coraggio non per condannare i crimini di Netanyahu, ma per attaccare con parole oscene il diritto di sciopero, uno dei pilastri della nostra Costituzione. È un atteggiamento inaccettabile, che rivela non solo complicità politica sul piano internazionale, ma anche disprezzo per i diritti sociali e democratici nel nostro Paese. Lo sciopero di oggi -conclude - è stato la risposta migliore a chi vorrebbe silenziare le piazze. Siamo con Gaza, con gli attivisti della Flotilla e con chi difende la libertà e la dignità dei popoli. Non ci fermeremo finché non sarà posta fine ai crimini in corso e finché l’Italia non tornerà a essere dalla parte della pace, della giustizia e della legalità internazionale”.
“Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno provato in ogni modo a intimidire e a minacciare i manifestanti, bollando lo sciopero come illegittimo, arrivando persino a dire che i lavoratori avrebbero pagato personalmente le conseguenze della loro scelta. Ma la risposta dell’Italia è stata straordinaria”.
Lo dichiara Marco Furfaro, membro della Segreteria Nazionale PD e deputato, dal palco della manifestazione tenutasi a Piombino.
“Cortei e piazze piene, partecipazione come non si vedeva da tempo, un popolo che non si è lasciato intimorire da un governo che tenta di imbavagliare il dissenso.
Se Giorgia Meloni vuole davvero aiutare il popolo palestinese, la smetta di attaccare chi porta aiuti e solidarietà e abbia il coraggio di farlo con Netanyahu. Ma soprattutto, riconosca finalmente lo Stato di Palestina e la smetta di ostacolare ogni iniziativa europea per sanzionare Israele.
Il resto è solo squallido e pavido cinismo sulla pelle del popolo palestinese”.
“Sul Ponte dello Stretto il governo andrà a sbattere contro un muro. Anche le evidenti criticità rilevate dalla Corte dei Conti sono perentorie e insormontabili, dalla direttiva comunitaria Habitat a quella della normativa Iropi e alla Vinca negativa mai superata. In quella che dovrebbe essere l'opera di bandiera del governo, manca il computo metrico estimativo dettagliato dei costi, delle quantità e dei prezzi, uno strumento fondamentale per la costruzione di opere pubbliche. Come può dunque l'esecutivo stimare con certezza l'importo di 13 miliardi per la costruzione del Ponte?”. Lo dichiara il deputato siciliano e capogruppo Pd in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo durante l'interpellanza urgente al sottosegretario Ferrante alla Camera.
“Ma il vulnus più importante – continua il parlamentare ribadendo l'illegalità evidenziata dalla Corte dei Conti - è la violazione dell'articolo 72 del Codice degli Appalti per cui occorre procedere ad una nuova gara quando il costo dell'opera lieviti per oltre il 50%: qui siamo arrivati oltre il 400%. Serviva indire una nuova gara pubblica al miglior offerente e non individuare nel compagno di merende di Salvini il nuovo aggiudicatario”.
“Ci viene risposto dal governo 'i dettagli nel progetto esecutivo' anche a proposito dei necessari approvvigionamenti idrici strumentali ai lavori del ponte. Da dove arriverà l'acqua in una una terra che ogni giorno si misura con la siccità? Non c'è problema, ci dicono, costruiremo un acquedotto da Furci Siculo di 40 km per portare acqua per il Ponte. Con quali risorse se nel progetto non sono previste?”, conclude Barbagallo.
“Invece di andare in tv ad attaccare ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori il ministro Salvini venga in aula a rispondere a questa interpellanza sui conti che non tornano per il ponte sullo stretto e sui danni che il suo operato sta causando al Paese.
Non solo oggi ma ogni giorno per la crisi dei trasporti che solo lui e Giorgia Meloni fingono di non vedere gli italiani perdono visite mediche, giornate di lavoro, clienti e occasioni che attendevano da mesi e il Governo non sta facendo nulla per risarcirli. Evidentemente per il peggior ministro dei trasporti della storia disagi e disservizi sono un problema solo nei giorni di sciopero.
Invece di puntare il dito contro le lavoratrici e i lavoratori che rinunciano a una parte importante del proprio salario per esercitare un proprio sacrosanto diritto costituzionale che deve essere sempre difeso e rispettato cominci piuttosto a cercare i miliardi di euro che dovrà risarcire lui quando dovrà mettere le mani in tasca per rispondere del costo che dovremo sostenere come paese per la sua cartolina elettorale del ponte sullo stretto: un progetto che non sta in piedi come dimostrano le 5 pagine di rilievi della corte dei conti sulla delibera Cipess”. Lo ha detto in Aula in apertura di seduta Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione trasporti, illustrando l’interpellanza urgente presentata del gruppo Pd a prima firma della capogruppo Braga a proposito del ponte sullo stretto.
“Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per denunciare l’ingiusta esclusione della provincia di Agrigento dai finanziamenti FSC e PNRR destinati al potenziamento della radioterapia in Sicilia. Una scelta che penalizza gravemente i cittadini agrigentini e li costringe troppo spesso a viaggi della speranza per curarsi.” Lo dichiara la deputata Pd Giovanna Iacono sottolineando come “oggi la radioterapia sia fondamentale nel trattamento oncologico: circa il 65% dei tumori viene curato con questa metodica, percentuale che con i nuovi acceleratori lineari può arrivare fino all’85%. È quindi inaccettabile che all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, e in una provincia con 446.437 abitanti, ci sia un solo acceleratore lineare, installato nel 2016 e rimodernato nel 2024, quando ne servirebbero almeno tre.”
“Ho chiesto al Ministro - continua la parlamentare dem - di spiegare i criteri adottati e di intervenire subito per garantire ad Agrigento almeno due nuovi acceleratori lineari, nel rispetto del diritto costituzionale alla salute e dell’equità del Servizio Sanitario Nazionale.”
“Non possiamo accettare che Agrigento resti fanalino di coda della sanità siciliana. La salute non è un privilegio ed è dovere delle istituzioni garantire a tutti i cittadini le stesse possibilità di cura, senza disparità territoriali. Agrigento merita rispetto e un servizio sanitario all’altezza dei bisogni della sua comunità”, conclude Iacono.
“Oggi quanto accaduto al Liceo Artistico Caravillani di Roma è molto grave. Serve fare piena luce. Le immagini diffuse suscitano seria preoccupazione anche per la sicurezza all’interno degli edifici scolastici e per l’incolumità di studenti e personale. In questo contesto, le dichiarazioni del Ministro Lollobrigida sono inaccettabili e irresponsabili: invece di contribuire a rassicurare famiglie e cittadini, gettano ulteriore benzina sul fuoco, alimentando tensioni e scontri già preoccupanti. Chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe operare con prudenza e responsabilità, non provocare ulteriori divisioni” così il deputato democratico Andrea Casu.
“Il diritto di voto è universale, lo dice la Costituzione. Ma oggi, in Italia, non lo è davvero. Perché tante persone con disabilità motorie o sensoriali non possono esercitarlo liberamente e in autonomia, senza ostacoli. È un’ingiustizia che dura da troppo tempo. Per questo ho presentato una proposta di legge che introduce il voto elettronico da remoto per tutte le consultazioni elettorali”.
Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo in Commissione Affari Sociali del Pd e componente della segheria nazionale, durante la presentazione della PdL con Massimo Vita (Uici), Daniele Renda (Disability Pride) e Umberto Emberti Gialloreti (presidente della Consulta Regionale del Lazio per la Tutela dei Diritti della Persona con Problemi di Disabilità).
“È una legge di civiltà che mette fine a un’ipocrisia: dire che tutti possono votare, quando sappiamo che non è così. Con questo provvedimento restituiamo dignità e partecipazione a chi oggi è escluso. Faccio un appello a tutte le forze politiche affinché, almeno questa volta, ci sia unità: la democrazia è vera solo se è di tutte e tutti”.
Gli attacchi del governo al diritto di sciopero stanno superando il limite. Solo ignoranza politica e arroganza sconfinata possono portare ad attaccare i lavoratori che domani decideranno di aderire allo sciopero e che parteciperanno alle tante manifestazioni indette in tutta Italia. Gli scioperi non sono regalati, costano un giorno di stipendio e sono serviti a conquistare diritti e migliorare la vita di milioni di donne e uomini. Dovrebbe saperlo chi come Meloni viene da un quartiere operaio. Nel mondo reale funziona così, ma chi ha vissuto solo di politica non lo sa.
Così una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sta diventando purtroppo il piano dei ritardi e dei rimpianti. Ai gravi ritardi accumulati si sommano tagli a progetti fondamentali: trasporti regionali, iniziative per le persone con disabilità, centri per l’impiego e politiche attive del lavoro, interventi contro il rischio idrogeologico in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Una situazione critica e preoccupante, che rischia di compromettere il futuro dell’Italia e dell’Europa”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei alla Camera.
“Ad oggi – aggiunge l’esponente dem – il governo deve ancora spendere circa 110 miliardi di euro in meno di un anno, avendone spesi solo 86. Eppure, il ministro Fitto non ha chiarito quali misure intenda adottare per accelerare. Abbiamo chiesto di attuare il piano, non di smontarlo. I ritardi non sono imputabili agli enti locali, che sono in regola, ma soprattutto ai ministeri nazionali. Serve meno propaganda e più impegno concreto: meno centri in Albania e più centri per l’impiego in Italia”.
“Saltare questo piano – conclude De Luca – significa soprattutto penalizzare il Mezzogiorno, cui era destinato almeno il 40 per cento dei progetti territorializzabili per ridurre i divari di servizi e infrastrutture. Quella scelta non fu casuale, ma frutto di una visione politica coraggiosa della passata legislatura, che ha reso possibile il Next Generation EU e il Pnrr. Se oggi il Paese dispone di queste risorse, è grazie al lavoro dei democratici e dei progressisti. Il governo Meloni, invece, rischia di dissipare un patrimonio economico e sociale decisivo per il futuro dell’Italia”.
“L’incendio che il 16 agosto scorso ha devastato l’impianto Campania Energia a Teano, in provincia di Caserta, è stato un disastro ambientale e sanitario di proporzioni enormi. I Vigili del fuoco hanno impiegato quindici giorni per domare le fiamme e le conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’ambiente sono evidenti. Per questo avevo presentato un emendamento al disegno di legge Terra dei Fuochi che stanziava 15 milioni di euro destinati alle bonifiche e agli interventi di messa in sicurezza. Ma il governo lo ha respinto».
Lo dichiara il deputato casertano del Pd Stefano Graziano, capogruppo in Commissione Difesa e Vigilanza Rai.
“Ancora una volta – sottolinea l’esponente dem – l’esecutivo si schiera contro il Mezzogiorno, contro la provincia di Caserta e contro la tutela della salute pubblica. È inaccettabile che davanti a un’emergenza così grave si scelga di voltarsi dall’altra parte, negando le risorse necessarie a caratterizzare i terreni, avviare le bonifiche e garantire sicurezza ambientale e sanitaria ai cittadini”.
“Avevo rivolto un appello – conclude Graziano - affinché l’Aula votasse in maniera trasversale, al di là degli schieramenti, perché la difesa del territorio e della salute non hanno colore politico. Purtroppo il mio emendamento è caduto nel vuoto. Avrei voluto almeno che i deputati del centrodestra eletti in provincia di Caserta facessero sentire la propria voce, invece è calato un silenzio assordante. Il Partito Democratico continuerà a battersi con forza per la Terra dei Fuochi e per la sicurezza dei nostri cittadini.