“Zaia dovrebbe aver visionato i dati recentemente rilasciati dal Ministero della Salute sulle coperture vaccinali del 2016; presumo quindi che sia a conoscenza del fatto che nessuna vaccinazione raggiunga la soglia di sicurezza del 95% a livello nazionale. Dovrebbe inoltre sapere che anche in Veneto tale quota di sicurezza non venga raggiunta per nessuna vaccinazione, ma che anzi, solo per fare alcuni esempi, si registrano tassi del 91,97% per la polio o addirittura dell'89,19% per il morbillo. Mi chiedo quindi, di fronte a questi dati, cosa lo spinga ad impugnare un provvedimento che corre ai ripari mettendo in sicurezza la salute dei nostri ragazzi. Non vorrei che il principale interesse del governatore veneto sia quello di avere una maggiore visibilità mediatica piuttosto che la tutela della salute collettiva". E' quanto dichiarato dal deputato Pd Federico Gelli, componente della commissione Affari sociali.
“I numeri parlano chiaro - ha proseguito Gelli - e spiegano bene la necessità di questo decreto. Nei primi 5 mesi dell’anno si sono registrati soltanto in Italia 2851 casi di morbillo. Nello stesso periodo lo scorso anno i casi erano 392. Di fronte ad un’impennata superiore al 700% serve intervenire, anche attraverso decreti d'urgenza. Nel mentre si può e si deve coinvolgere le famiglie spiegando loro i pericoli a cui espongono i loro figli non vaccinandoli. Ma ora si deve agire, e di certo non presso la Corte Costituzionale”.
"Per il secondo anno consecutivo, come certifica l'Istat, le nascite in Italia si attestano sotto la soglia delle 500mila unità: una soglia critica, che mette in luce una situazione allarmante sul fronte del gap demografico del nostro Paese rispetto al resto dell'Europa, continuando un trend che prosegue, senza sosta, dal 2008".
Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori.
"L'Istat parla di una correlazione tra la crisi economica e la diminuizione delle nascite, ma agli effetti della congiuntura economica vanno aggiunti altri e importanti fattori che determinano un freno importante alla scelta di diventare genitori: sono fattori di lungo periodo, che vanno affrontati con politiche non emergenziali", aggiunge Iori. "Questo scenario richiede un intervento di lungo periodo che deve sostanziarsi di interventi strutturali a sostegno della natalità: dai servizi alla prima infanzia alle politiche per la genitorialità, dal welfare aziendale alle politiche fiscali e di conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, solo per citare alcuni esempi", prosegue la deputata del Pd.
"All'interno di questo quadro è importante lavorare, quindi, a 360 gradi, in tutti i campi che hanno a che fare con la natalità, e sostenere sul piano economico e formativo la genitorialità", conclude Iori.
“In Veneto le percentuali di copertura vaccinale sono nettamente al di sotto del livello di sicurezza, e la cosiddetta ‘immunità di gregge’ non è garantita. Purtroppo le dichiarazioni del Governatore del Veneto Luca Zaia in materia di vaccini sono assolutamente da smentire, poiché dai dati che giungono dal Ministero della Salute ci dimostra chiaramente che il Veneto era un tempo tra le Regioni più sicure e proprio da quando è stata introdotta la facoltà di non vaccinare i propri figli i livelli si sono notevolmente abbassati mettendo così a rischio la salute pubblica. La copertura vaccinale dei principali vaccini è crollata in maniera omogenea dal 97% (2007) fino al di sotto della soglia del 90% (2016) in alcune Ulss; la situazione appare drammatica. Tali coperture riguardano patologie importanti come Polio, Difterite Tetano, Pertosse, Epatite B, Hib e morbillo. Ogni genitore deve sapere che non vaccinare il proprio figlio non è potenzialmente dannoso solamente per la propria famiglia ma costituisce un rischio per l’intera comunità. Invito il Governatore a rinunciare al ricorso e a cambiare linea, poiché non è su pericolose posizioni ideologiche in ambito sanitario che può avvenire uno scontro politico. Molte altre Regioni, a partire dall’Emilia Romagna stanno sostenendo il decreto; se non vi è un’azione comune tra le Regioni rischiamo una situazione di rischio sanitario a macchia di leopardo in tutto il Paese. La volontà prioritaria del Governo è quella di tutelare la salute pubblica. Sono troppi i casi di cronaca che ci riportano di piccole epidemie di malattie pressoché innocue fino a pochi anni fa. Bisogna prevenire una situazione potenzialmente pericolosissima”.
Lo ha detto Daniela Sbrollini deputata del Pd e vicepresidente della Commissione Affari Sociali.
Oggi, martedì 13 giugno, alle ore 13, presso la Sala stampa di Montecitorio (via della Missione, 4) si terrà una conferenza stampa sui rischi a cui è esposta l’Italia per effetto del riscaldamento globale e dunque quali potrebbero essere per il nostro paese se non dessimo attuazione in modo tempestivo all'accordo di Parigi.
Interverranno, tra gli altri, Stella Bianchi, deputata del Partito democratico, Antonio Navarra e Riccardo Valentini, scienziati dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, l'organismo scientifico che risponde alla Nazioni Unite), Maria Grazia Midulla (Wwf), Pippo Onufrio (Greenpeace), Edoardo Zanchini (Legambiente).
“Ascoltiamo – dichiara Stella Bianchi - la scienza sul cambiamento climatico. Basta poco per capire quanto sono concreti e vicini nel tempo i rischi drammatici che il nostro paese corre insieme a tutta l'area del Mediterraneo e dunque quanto è importante l'impegno che Italia e Europa stanno mettendo sull'attuazione dell'accordo di Parigi”.
“In questi giorni, un bellissimo video norvegese commuove il popolo del web. La clip è una pubblicità progresso per il sostegno alle case famiglia. Racconta la storia di un bambino che, al contrario dei compagni di classe, non ha nulla da mangiare. Ma gli amichetti del bambino sfortunato troveranno una soluzione. Questo regalo del villaggio globale è un appello di una forza tale che non si può non ritenere la solidarietà un valore assoluto”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai, postando il video della pubblicità progresso norvegese.
“Eppure – continua - se dal mondo del web si passa alla televisione, la solidarietà non più sembra più un valore irrinunciabile. Si prenda la Rai. Sapete di che cosa si occuperà il prossimo Cda in programma mercoledì? Se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovrà cioè decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla povertà, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterà. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Se si passa dal web alla televisione, insomma, quel bambino può benissimo rimanere digiuno”.
“Chissà se la Rai, che ha concesso a tanti conduttori di utilizzare lo spazio del servizio pubblico per salutare i telespettatori e magari approfittarne per abbandonarsi a lamentele o addirittura recriminazioni sul proprio stipendio, utilizzerà quegli stessi minuti trasmetterà il meraviglioso video del bambino svedese per sensibilizzare il pubblico italiano e conquistarlo alla causa della solidarietà. Quella vera”, conclude.
“Il tempo delle oscillazioni, dei particolarismi e dell'assenza della funzione guida, delle Grandi Interpretazioni della Realtà. A me questo sembra il dato di fondo. Ad ogni tornata democratica in tutto il campo occidentale c'è un elettorato prevalente che prova a scommettere su ciò che sente come nuovo. Ma sulla base di questo meccanismo al ciclo successivo non può che cambiare investimento. Creando un meccanismo ondulatorio di "innamoramento" e delusione permanente. Come se ne esce? (ammesso che se ne possa e se ne debba uscire - io penso di sì). Con un investimento in quegli strumenti culturali che diano chiavi di interpretazione un po' più di medio periodo. E quindi quella che senza paura chiamerei una nuova funzione dei partiti.
Vedo un lato molto positivo e lo racconterei così: in un mondo di tifosi ognuno va sempre allo stadio convinto quando gioca la sua squadra e la sostiene con tutte le energie. Non è un mondo che a me piace molto. Da qualche anno, invece, mi pare che di volta in volta uno vede un po' chi gioca e valuta se andare a vedersi la partita e per chi tifare. È un mondo più laico, più complesso. Ma poiché la democrazia non è una partita di pallone, serve un lavoro nuovo su strutture che diano chiavi interpretative e di senso. È un po' lo storico dibattito sull'accesso diretto alle fonti, alla scrittura e sulla funzione della guida e dell'interprete”.
Lo dichiara Roberto Rampi, deputato del Partito democratico
“Lo straordinario risultato di Leoluca Orlando premia la linea politica di un campo largo di alleanze tra le forze responsabili contro la destra e i populismi”. Lo dichiara Teresa Piccione, deputata del Partito democratico, per commentare i risultati del primo turno delle elezioni amministrative.
“Siamo soddisfatti – continua - di aver creduto fino in fondo, anche nei momenti più difficili, che questa scelta si sarebbe dimostrata vincente. Mettiamo Palermo in mani sicure e accompagniamo il cambiamento con determinazione. I palermitani hanno scelto coraggiosamente la consapevolezza e la valorizzazione delle loro risorse l'innovazione e lo sviluppo, la cultura e l'accoglienza”.
“Per questo Palermo merita di essere la Capitale della Cultura 2018 e di ospitare Manifesta. Saranno anche un modo per mettere a reddito il nostro patrimonio culturale e creare lavoro”, conclude.
“Avanti con più determinazione, forse anche grazie allo scellerato dietrofront di Trump”. Lo dichiara Stella Bianchi, deputata del Partito democratico, per commentare la dichiarazione finale del G7 sul clima, in programma in questi giorni a Bologna.
“La buona notizia – continua - della dichiarazione conclusiva del G7 ambiente è l'impegno ribadito da tutti i grandi paesi anche sulla questione centrale del clima e del sostegno ai paesi in via di sviluppo, a eccezione degli Usa di Trump, che scelgono di isolarsi, di venir meno alle proprie responsabilità nello sconcerto delle centinaia di sindaci e governatori, imprenditori e associazioni, università e fondazioni americane che ribadiscono il loro impegno a rispettare l'accordo di Parigi. Bene ha fatto il ministro Galletti a rivendicare il buon risultato ottenuto tenendo aperto il dialogo”.
“Ora è sempre più chiaro che sta all'Italia e all'Europa guidare l'attuazione dell'accordo di Parigi sul clima”, conclude.
Usa perdono occasione per essere in pole position su lotta al cambiamento climatico
“L’Accordo di Parigi resta l'unico impegno globale sul clima e gli obiettivi fissati a Parigi sono irreversibili. Questo quanto emerso dal documento finale sottoscritto poco fa al G7 di Bologna. Peccato che gli Stati Uniti non ritengano necessario sottoscrivere anche la sezione numero 2 del documento comune, ovvero quella sul cambiamento climatico e il supporto alle banche per lo sviluppo, firmata soltanto dai ministri degli altri sei paesi del G7 assieme all'Unione Europea”. Lo afferma sul documento finale del G7 Ambiente di Bologna l’On. Chiara Braga, parlamentare del Pd e componente commissione ambiente della Camera
“Il nostro Paese con l’Europa - prosegue Chiara Braga - sull'ambiente sta con convinzione dalla parte giusta ed è altresì importante che nasca proprio a Roma un centro di coordinamento per facilitare l'interazione con l'Africa, anche sui temi dello sviluppo sostenibile. Il futuro di tutti dipende da come sapremo prenderci cura del pianeta e costruire un modello di sviluppo più sostenibile. Ambiente e sviluppo devono stare insieme, superando le antiche contrapposizioni che hanno segnato il passato; è una sfida per i Governi, per le imprese e per tutti i cittadini. Mi auguro - conclude Chiara Braga - che il Parlamento italiano si impegni ad approvare definitivamente negli ultimi mesi di questa Legislatura alcuni provvedimenti importanti per ambiente, sostenibilità e territorio. Primo fra tutti la legge contro il consumo di suolo ferma da tempo in Senato”.
“Il G7 ambiente di Bologna ha confermato, con la necessaria abilità diplomatica della dichiarazione finale a Sei più Uno, la linea emersa a Taormina: gli Usa sono isolati e i Sei andranno avanti con gli impegni sul clima assunti con l’Accordo di Parigi, che non sono rinegoziabili.
L’impegno per il clima è fondamentale non solo per difenderci dai pericoli dovuti ai mutamenti climatici in atto, ma anche per il nostro futuro: una sfida economica, tecnologica, sociale e geopolitica. E’ una sfida in cui l’Europa vista a Taormina, quella di Merkel, Macron e Gentiloni, può svolgere un ruolo da protagonista insieme alla Cina. Come quell’Europa che fu determinante per l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto contro gli USA di Bush grazie anche alla capacità di Romano Prodi che coinvolse la Russia.
L'Italia può avere una funzione importante proponendo politiche coerenti con gli impegni europei e ambiziose in tutti settori. La stesura della nuova Strategia Energetica Nazionale, su cui si è aperta una consultazione pubblica e un confronto in Parlamento, è un primo banco di prova per definire la direzione di marcia.
Occorre favorire l’autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili per cittadini, comunità e imprese; abbandonare il carbone nei prossimi anni e raggiungere il 100% di produzione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050”.
Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando gli esiti del G7 Ambiente di Bologna.
“Non si può governare con il dilettantismo e l’incoerenza: gli italiani hanno detto di no al modello Appendino-Raggi. Forse i selfie e i sorrisi possono essere efficaci in campagna elettorale ma alla prova dei fatti gli elettori hanno capito che una cattiva amministrazione può in pochi mesi, come sta accadendo a Torino, distruggere quanto di buono è stato costruito in 23 anni e che le promesse fatte, prima o poi, vanno mantenute”. Lo dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd sui risultati delle elezioni amministrative che hanno visto la sconfitta del M5S in tutta Italia.
Domani, alle ore 13, presso la Sala stampa di Montecitorio (via della Missione, 4) si terrà una conferenza stampa sui rischi a cui è esposta l’Italia per effetto del riscaldamento globale e dunque quali potrebbero essere per il nostro paese se non dessimo attuazione in modo tempestivo all'accordo di Parigi.
Interverranno, tra gli altri, Stella Bianchi, deputata del Partito democratico, Antonio Navarra e Riccardo Valentini, scienziati dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, l'organismo scientifico che risponde alla Nazioni Unite), Maria Grazia Midulla (Wwf), Pippo Onufrio (Greenpeace), Edoardo Zanchini (Legambiente).
“Ascoltiamo – dichiara Stella Bianchi - la scienza sul cambiamento climatico. Basta poco per capire quanto sono concreti e vicini nel tempo i rischi drammatici che il nostro paese corre insieme a tutta l'area del Mediterraneo e dunque quanto è importante l'impegno che Italia e Europa stanno mettendo sull'attuazione dell'accordo di Parigi”.
“L’esperienza e il valore dell’impegno di Giusy Nicolini sul fronte dell’accoglienza resta intatto dopo l’esito delle urne. Da sindaca è stata un esempio di umanità nell’accoglienza e di comprensione delle dinamiche reali di questo fenomeno epocale. Il suo lavoro e la sua esperienza, apprezzati in tutta Europa, non vanno assolutamente dispersi”.
Così Gea Schirò, deputata del Pd.
"Le vaccinazioni per le quali è introdotto l’obbligo sono gratuite in quanto già incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza. Inoltre, l’obbligo vaccinale riguarderà anche i minori stranieri non accompagnati, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato, privi di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili. Per essi è infatti prevista l’iscrizione obbligatoria al Ssn anche nelle more del rilascio del permesso di soggiorno. A ribadirlo è la circolare del Ministero della Salute sull'obbligo vaccinale contenente le prime indicazioni alle Regioni. In questo modo si mette a tacere tutti quei detrattori che, in nome di un malcelato razzismo, criticavano il provvedimento sui vaccini invitando ad attenzionare lo stato di salute di chi sbarca sulle nostre coste. Il Governo si sta occupando a 360 grandi della salute di tutti, con buona pace di chi alimenta polemiche inutili senza neanche conoscere i provvedimenti di cui sparla". Così Federico Gelli (Pd), componente della Commissione Affari sociali della Camera, commenta la circolare ministeriale sui vaccini.
"I decreti attuativi per l'introduzione del reddito di inclusione (Rei), approvati ieri dal Consiglio dei ministri, rappresentano uno straordinario passo in avanti in quella strategia, ad ampio raggio, che mira a offrire un sostegno concreto a quelle fasce della popolazione italiana che vivono in una condizione di difficoltà e precarietà materiale". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori.
"Parliamo di una misura concreta, che prevede uno stanziamento complessivo di due miliardi l'anno pari a un sostegno familiare compreso tra i 190 e i 485 euro", spiega la deputata del Pd. "Particolare attenzione viene data alle famiglie con figli, ma anche a quelle con donne in gravidanza e figli con disabilità: verranno inizialmente privilegiati loro nell'erogazione dei fondi seguendo una logica doverosa di intervenire laddove le situazioni di povertà sono rese più complesse dalla presenza di situazioni già di per sé impegnative", prosegue Iori.
"Il Rei andrà a sostenere circa 660mila famiglie italiane di cui 550mila con minori: questo dato è significativa espressione della volontà di combattere la povertà infantile", conclude la deputata del Pd.