07/12/2016 - 15:45

“Basta con i tentativi del M5S di far credere che i deputati del PD vogliono arrivare ad ottobre per la pensione. Il PD ha già detto che non ha paura del voto, tanto meno della pensione. Piuttosto si preoccupi di quei parlamentari 5 stelle che senza l'incarico di deputato o senatore tornerebbero ad essere disoccupati come prima del febbraio 2013 e che in questi giorni sono allarmati e che sperano che il PD salvi loro la poltrona. I molti parlamentari del pd alla prima legislatura sono professionisti o dipendenti in aspettativa che con tranquillità e onore potranno riprendere la loro attività e continuare a pagare, come tutti, i contributi per la pensione quando arriverà. Basta  ipocrisie come quelle per l'Italicum”.

Lo ha detto Umberto D'Ottavio, deputato del Pd.

07/12/2016 - 15:09

" Nel 2017 si deve andare al voto, il Paese lo chiede. Per farlo, occorre una nuova legge che renda omogenei i  sistemi elettorali di Camera e Senato. In caso contrario, correremmo il rischio di consegnare il Paese all'ingovernabilità. Dobbiamo sostenere il positivo lavoro che sta svolgendo il Presidente Sergio Mattarella". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

07/12/2016 - 15:01

Il rispetto della volontà del paziente è vincolante, prevista nomina fiduciario

“Pur nelle attuali difficoltà, la commissione Affari sociali all’unanimità ha adottato il testo base unificante le 15 proposte di legge sul testamento biologico. Si tratta di un testo equilibrato nato dall’ascolto di quanto maturato in questi anni nell'opinione pubblica e nella magistratura”. Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice alla pdl sul consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

“Si parte dall'affermazione non scontata - prosegue Lenzi - che il consenso del paziente ha valore fondante la legittimità dell'intervento sanitario e che deve essere rispettata; e il rispetto della volontà del paziente adeguatamente informato è vincolante per il medico e lo esime da responsabilità. Aggiungo che il rispetto non significa abbandono ma bensì il ricorso alle cure palliative. Le disposizioni anticipate scritte sono vincolanti ed è prevista la nomina del fiduciario. Una importante novità è l'introduzione della pianificazione delle cure come strumento rafforzato delle dat (dichiarazioni anticipate di trattamento): chi è già malato di una patologia cronica invalidante firma un patto con il medico che si impegna a rispettarne le volontà e a non abbandonarlo. Spiace che la crisi ci impedisca di procedere ma lasciamo agli atti il nostro lavoro”.

07/12/2016 - 12:44

“Il rapporto dell'Istat di ieri ci ha confermato dei dati duri sulle condizioni materiali di milioni di nostri concittadini. Un italiano su quattro è povero o a rischio di povertà, tra questi sono più esposti i giovani, gli abitanti del Mezzogiorno, le famiglie numerose e monoreddito... Nulla di nuovo, si potrebbe dire”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

“Da molti anni – continua - le ricerche sociali mettono in evidenza una crescente diseguaglianza, la crisi ha in realtà soltanto aggravato un trend che contraddistingue da sempre il nostro Paese dal resto d'Europa. La mancanza di un istituto universale di contrasto della povertà ha nel tempo prodotto una situazione cronica, una vasta area di disagio e insicurezza sociale che non possiamo più sopportare o ignorare.

In questi ultimi anni, dopo la sperimentazione del SIA, il governo ha avanzato una proposta e la Camera ha approvato una legge delega che introduce finalmente uno strumento ordinario di lotta alla povertà mentre molte Regioni si sono mosse autonomamente sulla stessa linea. Ora a seguito del referendum si è aperta una crisi politica e la Legge rischia di fermarsi definitivamente al Senato”.

“Possiamo considerarla una priorità di tutti – si domanda e conclude -  e fare in modo che esca dal Parlamento entro il termine di questa legislatura? Sarebbe un segnale di responsabilità e di buon senso che i cittadini - a cominciare da quelli più in difficoltà - non potrebbero che apprezzare”.

06/12/2016 - 15:21

Dopo la sentenza del Tribunale di Torino ('11 settembre 2016), che ha rigettato il reclamo presentato dal ministero dell'Istruzione contro l'ordinanza del giugno 2016 della Corte d'appello che riconosceva il diritto agli studenti di portarsi il pranzo da casa, il che modo il Ministro intenda intervenire affinché le istituzioni scolastiche possano garantire l'equità, la salute dei bambini e il principio di solidarietà. Lo chiede una interrogazione del Gruppo del Pd alla quale risponderà domani il ministro Giannini durante il question time della Camera.  La funzione anche educativa della mensa – spiegano nell’interrogazione - impone che i bambini dovrebbero vedersi somministrare cibi simili, oltre al fatto che menu diversi potrebbero anche creare problemi di gestione del personale insegnante e creare un aumento di costi a carico della scuola. Quella sentenza, dunque, non coinvolge solo il comune di Torino: sono, infatti, molte le amministrazioni che si trovano in difficoltà rispetto ad una sentenza che stabilisce un nuovo principio circa il consumo dei pasti a scuola. Perciò è necessario un intervento del Ministro. 

06/12/2016 - 13:25

“Si renda  giustizia alle oltre 15.000 vittime delle stragi nazifasciste, avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e ai loro familiari che ancora oggi attendono che le sentenze di condanna all’ergastolo dei criminali nazisti, emesse da tribunali italiani, siano eseguite e accolte dalla Germania”. Lo ha chiesto Paolo Bolognesi, deputato PD, presidente dell’Associazione 2 agosto 1980,  intervenuto  oggi in Aula,  nella discussione della Mozione presentata dal deputato PD Andrea De Maria, di cui è cofirmatario,  affinché l'Italia si impegni a far eseguire le condanne e a ottenere i risarcimenti alle vittime delle stragi nazifasciste.

 Dopo che Bolognesi ha ricordato il “blindato occultamento” dei 695 fascicoli sugli eccidi, rinvenuti “nell’armadio della vergogna” solo nel 1994, ha affermato che quel  “ritrovamento ha permesso ai tribunali italiani di emettere sentenze definitive nei confronti dei colpevoli delle stragi a cui sono stati comminati 59 ergastoli”, ma  “nessun criminale nazista risulta aver scontato un solo giorno di pena. La Germania ha negato sia la loro estradizione sia l’esecuzione della condanna penale sul suo territorio dichiarando illegittime, nel 2013,  le sentenze italiane”. 

Bolognesi ha poi citato la sentenza della Corte Costituzionale del 22 ottobre 2014, che ha definito illegittima la legge n. 5, votata nel 2013 dal Parlamento italiano che recependo la sentenza dell’Aja del 2012 annullava tutti i processi civili in corso e impediva ai magistrati di avviarne altri, perché lesiva dei “dettati della Costituzione con gli articoli 2 e 24.

 “Con questa mozione -  ha sottolineato Bolognesi -chiediamo al Governo di non chiudere, moralmente, l'armadio della vergogna una seconda volta. E' indispensabile accostare al ricordo il dovere di riconoscere le responsabilità del proprio passato, non solo durante gli anniversari, ma nel rispettare, nei fatti, il diritto alla giustizia delle vittime" .

05/12/2016 - 20:20

“Desidero ringraziare di cuore tutte le persone che hanno partecipato a questa difficile campagna referendaria con passione e onestà”. Lo dichiara Daniela Sbrollini, deputata del Partito democratico.

“Grazie a Matteo Renzi - continua - per la passione, il coraggio e, soprattutto, la coerenza che ha dimostrato, anche ieri dopo la sconfitta. Nessuno in questo Paese si è mai dimesso da nulla dopo aver perso. Anche questa è una lezione. Hanno vinto i No dei grillini, dei leghisti, di una parte della sinistra, di una minoranza del Pd, della destra della Meloni, di Forza Italia. Questi schieramenti non hanno nulla in comune tra di loro e non sono d'accordo sulla legge elettorale, e neanche sulla visione della società. Abbiamo perso un referendum importante, non le elezioni. Partiamo da più del 40% di consensi e lavoreremo per correggere i nostri errori. In politica si può vincere o perdere ma le idee rimangono”.

“Adesso mi interessa la tenuta e l'unità del Paese. Continuerò a lavorare sul mio territorio e in Parlamento come ho sempre fatto, nel rispetto delle opinioni di tutti. Non servono i fanatismi ma i contributi di tutti quelli che vogliono bene all'Italia”, conclude.

05/12/2016 - 15:56

" La scorsa settimana, prima del Referendum, avevo sostenuto che, in caso di vittoria del No, Renzi avrebbe dovuto dimettersi. Il NO ha vinto e Renzi, con coerenza e nettezza, ha rimesso il suo mandato. Non c'è spazio per alcun reincarico e occorre voltare pagina. Quello che bisogna assolutamente evitare è il ritorno a un Governo tecnico: abbiamo più volte provato questa esperienza e l'ultima è stata particolarmente negativa". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
" Adesso - prosegue - bisogna mettere in sicurezza la legge di Bilancio approvata dalla Camera. Ci vuole un atto di responsabilità che consenta di approvarla al Senato senza correzioni, attraverso un percorso concordato tra i partiti, o con pochi emendamenti che consentano la sua definitiva approvazione prima di Natale". "Bisogna anche ricordare che l'assenza di un Governo non consente di mettere la fiducia. Con l'esercizio provvisorio non diventerebbero legge norme sociali fondamentali: le risorse per il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione e, tra gli altri, tutti gli interventi su pensioni, povertà e lavoro. Ci vuole, inoltre, un Governo politico che sia in grado di varare in tempi brevi una nuova legge elettorale", conclude.

05/12/2016 - 15:24

La sconfitta è per l’Italia non per Matteo Renzi

“È significativo che, a differenza del dato nazionale, il voto degli italiani all'estero sia stato fortemente a favore della riforma costituzionale. Abbiamo votato convintamente Si dappertutto. Dalla Germania, alla Gran Bretagna, dalla Francia alla Croazia, dal Belgio al Lussemburgo, passando dalla Svizzera e dalla Scandinavia. Dovunque in Europa, come pure nelle altre parti del mondo, con tassi di consenso mediamente superiori al 65%. E con un tasso di partecipazione maggiore del 30%, quindi molto elevato, nettamente superiore alle normali tornate referendarie, sui livelli delle politiche. Chi vive all'estero, a contatto con le realtà straniere, ha una consapevolezza molto maggiore di cosa significhi la stabilità politica e quanto questo voto avrebbe potuto far fare un passo avanti importante all'Italia”. Lo dice Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, eletta nella circoscrizione Europa, la quale aggiunge: “"Questa non è la sconfitta di Matteo Renzi. E' una sconfitta per l'Italia e anche per l'Europa. E' la sconfitta di tutti coloro che credevano che il nostro paese potesse finalmente cambiare. L'Italia ha perso un'occasione storica per diventare un paese più efficiente, meno burocratico, più stabile. Con il risultato odierno purtroppo le forze populiste nel nostro paese escono rafforzate. Ma si tratta soltanto di una tappa, per quanto dolorosa. La battaglia per un'Italia più moderna e più efficiente non finisce con la sconfitta odierna. Continua e si combatterà alle prossime politiche. Da qui ad allora saremo ancora più impegnati per evitare che il Paese scivoli nelle mani del populismo più becero."

05/12/2016 - 13:39

Conferenza Stampa - Gruppo Pd Camera

Domani, martedì 6 dicembre, ore 11.30 - Sala Stampa di Montecitorio

con Andrea De Maria e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, partigiane e del comune di Marzabotto

In occasione della discussione alla Camera della mozione che impegna il governo ad adoperarsi perché sia assicurata l’esecuzione anche in Germania delle sentenze di condanna dei criminali tedeschi, emesse dai tribunali italiani per le stragi del 1943-45, e assunte iniziative volte alla ricostruzione di una memoria storica condivisa e alla riparazione morale per le vittime, si terrà una conferenza stampa con il deputato Dem Andrea De Maria, primo firmatario della mozione e componente della segreteria nazionale del Pd, e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, partigiane e del comune di Marzabotto.

All’incontro, che si svolgerà domani martedì 6 dicembre alle ore 11,30 nella Sala Stampa di Montecitorio, parteciperanno: per l’Anpi, il senatore e vice presidente vicario nazionale Luciano Gurzoni, l’on. Claudio Maderloni del Comitato Nazionale, il senatore Gianfranco Pagliarulo del Comitato Nazionale e direttore di Patria indipendente, Sergio Sinchettodel Comitato Romano e Natalia Marino; per la Confederazione e l’Anmig, il presidente Claudio Betti; per l’Anrp, il presidente Enzo Orlanducci e il vicepresidente Lauro Rossi; per l’Anpc, il segretario Maurizio Gentilini; per l’Anvcg, il segretario Roberto Serio e il vicepresidente Aurelio Frulli; per la Fivl, il presidente Francesco Tessarolo e il consiglierePaolo Rossetti; per la Fiap, Bianca Lami Cimiotta e Italo Pattarini; per l’Associazione Vittime Divisione “Acqui” (Cefalonia), il vicepresidente Claudio Toninel; per il comune di Marzabotto, il sindaco Romano Franchi, Walter Cardi eGian Luca Luccarini.

Al termine della conferenza stampa, alle ore 12, i partecipanti saranno ricevuti dalla vicepresidente della Camera, Marina Sereni. La discussione della mozione è prevista a partire dalle ore 10, il voto sarà poi nel pomeriggio.

05/12/2016 - 11:25

"La Giornata internazionale per le persone con disabilità, che si celebra oggi, sia l'occasione per porre l'attenzione su un tema, quello della disabilità, che implica la necessità di proseguire su quel percorso virtuoso che ha registrato un importante step con l'approvazione della legge sul Dopo di noi". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori. "La diversità è negli occhi di chi guarda: solo partendo da questa prospettiva, abbattendo cioè le barriere culturali che si frappongono ancora oggiverso le persone disabili, possiamo realmente guardare a soluzioni in grado di sostenere e aiutare i soggetti più fragili", sottolinea Iori. "La disabilità, fisica o psicologica che sia, è un'occasione di confronto e di crescita, può essere un’opportunità non uno stigma sociale che purtroppo molte volte è propedeutico all'emarginazione o alla denigrazione", prosegue. "La legge sul Dopo di noi rappresenta un cambio di passo importante. Per la prima volta, infatti, si costruisce un percorso individualizzato che tiene conto delle esigenze specifiche della persona con disabilità in modo da programmare la prosecuzione di un prendersi cura specifico quando i genitori verranno a mancare. Non consegnarsi alle situazioni anche difficili ma continuare a coltivare innovazione e progettualità", conclude Iori.

02/12/2016 - 17:14

"Due anni di lavoro, centinaia di sedute, milioni di emendamenti, pagine e pagine di stenografici, non volevamo produrre un testo perfetto. La "costituzione ideale" è gelosamente custodita nei cassetti di chi si dedica ai convegni: volevamo una nuova Carta che rispondesse a una nuova società, a mutati bisogni, a trasformate richieste di partecipazione. E non abbiamo usato fantasia, abbiamo raccolto 35 anni di discussioni, commissioni, sentenze e dibattiti, congressi di studiosi e di partiti. Ci sono, ci siamo riusciti? Io penso di sì e domenica possiamo archiviare decenni di proclami. Non abbiamo toccato nulla della parte dei principi, dei diritti e dei doveri dei cittadini, quelli che ci tengono uniti, frutto del compromesso altissimo tra culture diverse che avevano combattuto insieme la Resistenza. Abbiamo invece cambiato quello che non funzionava più (avremo una sola Camera, leggi in tempi certi, meno decreti) e quello che costava inutilmente troppo (via il Cnel, le province, un terzo dei parlamentari). Abbiamo ridefinito le competenze di Stato e Regioni, per funzionare meglio e non far ricadere sui cittadini, disfunzioni e sovrapposizioni di poteri. Abbiamo cercato di dare stabilità ad un paese che deve molti dei suoi ritardi e delle sue incertezze a 63 governi in 70 anni: troppi anche per una democrazia solida come la nostra (sarà solo la Camera a votare la fiducia). Senza dare più poteri al premier, come tentarono altri (sia la bicamerale D’Alema che la riforma Berlusconi): nessun articolo della Riforma riguarda funzione e ruolo di chi guida il governo, anzi abbiamo rafforzato le prerogative delle opposizioni e la partecipazione attiva dei cittadini. Su tutto questo siamo chiamati a decidere domenica. Non c’è un’alternativa tra due riforme. Abbiamo una sola vera possibilità di cambiamento, il No è lasciare tutto così, il Sì è l’occasione per lasciare ai nostri figli un paese migliore e più giusto. Per cambiare #bastaunsì."

Lo scrive su facebook Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd

02/12/2016 - 16:10

"In sede di esame della legge di Bilancio al Senato dovremo dare la dovuta attenzione al rinnovo dei contratti per la dirigenza sanitaria. Il meccanismo utilizzato per il Pubblico Impiego, regolato dalle confederazioni, non è sufficiente dopo 7 anni di blocco del contratto. L'auspicio è quello di poter tornare all'implementazione di meccanismi quali i Fondi per risultati, posizione e disagio, così come prima del blocco da parte della legge Tremonti. Per far questo si potrà attingere a quei risparmi regionali generati da anni di blocco e depauperamento dei fondi, e quindi a costo zero per lo Stato. Si potrà poi valutare anche una possibile fiscalità di vantaggio per la retribuzione di risultato da fissare eventualmente al 10%".

Questo l'auspicio del responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, in vista del prossimo esame della manovra da parte di Palazzo Madama.

02/12/2016 - 14:39

Nei momenti più importanti per l’Italia in Europa, come il voto di ieri del Parlamento Ue sulle risorse per il terremoto, il solito Salvini non si presenta in aula per fare il suo dovere. Era a fare volantinaggio per il no. Evidentemente per Il segretario della Lega Nord è più importante la campagna referendaria dei fondi per le zone terremotate. 
Salvini è un europarlamentare e viene lautamente pagato per stare a Bruxelles e non per fare l'assenteista. Sarebbe meglio che lo facesse seriamente e si guadagnasse lo stipendio.

 Lo afferma Alessia Morani, vicepresidente del Gruppo Pd della Camera.

02/12/2016 - 14:09

Mente travolto da firmopoli e da omertà

“Quando Grillo dice che Renzi è in continuità con Monti o è in forte confusione, o è in malafede, tertium non datur, ma probabilmente sono la firmopoli e l’omertà degli esponenti 5 stelle a confonderlo”.

- così Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati Pd, commentando il post Beppe Grillo sul suo blog -

“Con l’attuale governo le tasse sono diminuite,  sono state introdotte norme per correggere la legge Fornero - Monti fino all 'ottava salvaguardia per gli esodati, prevista nella legge di bilancio, e alle  nuove regole sul cumulo gratuito, sull’uscita anticipata dal lavoro per le persone più in difficoltà , per i lavoratori precoci o con lavori usuranti. Infine  – spiega la deputata Dem - in Europa l’Italia sta giocando un ruolo solidaristico e anti austerity”.

“Il leader pentastellato fa finta di non vedere che le riforme sin qui approvate sono non solo in discontinuità con il governo Monti, ma addirittura in antitesi con le politiche attuate durante il governo tecnico. Grillo – conclude Di Salvo - ha finito anche le più folli argomentazioni, travolto dagli scandali e dai silenzi sospetti, evidentemente non gli resta che mentire”

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