"Trasparenza e honestà sono i due leitmotiv dei 5 stelle che oggi rimangono solo chiacchere. A Palermo hanno dimostrato zero trasparenza e zero honestà: indagati per le firme false si sono rifiutati di collaborare con i magistrati, sottraendosi al confronto. Grillo e Casaleggio come al solito cosa fanno? Scappano. Questo è il M5S, che passa dal dialogo sulla rete alla reticenza più totale". Lo dice il deputato dem, Emiliano Minnucci.
"Di Maio dovrebbe convincere i suoi capi, Grillo e Casaleggio, al confronto con Matteo Renzi. Semmai sono loro che scappano.
Il premier più volte ha chiesto un confronto con i veri leader dei 5 stelle e loro si sono sottratti. La domanda sorge spontanea: perché Grillo e Casaleggio scappano dal confronto con Renzi?". Lo dice il deputato del Pd, Marco Donati.
“Con la scelta omertosa delle bocche cucite ed il rifiuto di collaborare con i magistrati, il M5s sta deliberatamente ostacolando le indagini sullo scandalo delle firme false a Palermo. Una inchiesta che invece si sarebbe potuta chiudere rapidamente, se il movimento non avesse nei fatti tradito uno dei suoi presunti dogmi costitutivi: la trasparenza dell’operato e delle scelte. Siamo dunque passati dallo streaming alla scena muta. Zitti davanti ai magistrati, ma loquaci sui social media, dove gli indagati si lanciano accuse reciproche e messaggi trasversali. Il tutto con la complicità dei Grillo e Casaleggio e a dispetto dei provvedimenti disciplinari annunciati dai Di Maio e Di Battista”.
Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent.
"L'Italia è di fronte ad una opportunità storica: può dimostrare al mondo che è capace di cambiare. E al tempo stesso di creare le condizioni per quella stabilitá politica che per decenni è sembrata impossibile da raggiungere. Basta risatine ironiche sull'ennesimo cambio di Governo. Abbiamo modo di dimostrare che siamo un Paese con la P maiuscola, in grado di realizzare quelle modifiche che da trent'anni a questa parte tutte le forze politiche dicevano di volere raggiungere, senza mai riuscirci. Questa volta ce la possiamo fare: meno burocrazia, meno parlamentari, meno costi della politica, un meccanismo più efficiente per fare le leggi e per rendere più efficace l'operato dello Stato.
E' un voto che va ben oltre i confini dell'Italia. Il mondo ci guarda, preoccupato che anche da noi possa inspiegabilmente esserci una deriva populista, analogamente a quanto successo in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. Un No al referendum significherebbe grande instabilità e potrebbe avere effetti incontrollabili, non solo per l'Italia ma anche per l'Europa. E certamente spazzerebbe via, in un attimo, tutti i risultati che siamo riusciti a mettere in campo con il Governo Renzi in questi due anni e mezzo di duro lavoro. Risultati ancora piccolini, ma concreti, seri. Che indicano che il processo di riforme a cui stiamo lavorando, funziona.
Anche i nuovi dati resi noti dall'Istat continuano a confermare il calo della disoccupazione, la crescita del Pil (la ricchezza del Paese) dopo anni di stagnazione, l'aumento dei posti di lavoro, soprattutto tra donne e giovani al Sud. Non possiamo permetterci di fermare l'operato del nostro Governo. Anzi, dobbiamo proseguire più in fretta, perchè c'è ancora tantissimo da fare. Ma è innegabile - checchè ne dicano i disfattisti del No - che il Paese sta finalmente ricominciando ad andare nella giusta direzione. Ecco perchè c'è bisogno di una grande partecipazione al voto e di un netto SÌ alla riforma. Gli italiani all'estero lo sanno bene. Dai primi dati sull'affluenza sembra che ci sia una massiccia partecipazione degli elettori nel mondo e sono certa che si esprimeranno convintamente per il Sì. Chi si confronta quotidianamente con l'immagine del nostro Paese all'estero e dal 2014, dopo anni in cui si doveva vergognare delle proprie origini, ha toccato con mano l'impennata di credibilità dell'Italia grazie al nostro attuale Governo, sa meglio di chiunque altro quanto valga l'approvazione di questa riforma. Non mi stupirei se gli italiani nel mondo potessero ancora una volta dare un contributo importante all'esito del voto. Intanto un grazie sincero e caloroso a tutte/i coloro che si sono spesi con passione ed impegno a favore del Sì al referendum. Al contempo un forte invito alle elettrici/elettori in Italia a votare a favore della riforma: possiamo finalmente rendere l'Italia un Paese moderno, in linea con le principali democrazie europee. Buon voto a tutte/i. Basta un SÌ." Lo ha detto Laura Garavini, della Presidenza del PD alla Camera, commentando i primi dati sulla partecipazione al voto da parte degli elettori residenti all'estero.
A Bologna la 'Leopolda' della sanità per la chiusura della campagna referendaria
Oltre 40 interventi davanti ad una platea di oltre 500 persone formata da rappresentanti del settore sanitario, operatori ospedalieri, farmacisti, esponenti di aziende farmaceutiche, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari provenienti da tutta Italia per oltre due ore di confronto sulla riforma costituzionale e sulle sue ricadute nel sistema sanitario nazionale. E' quanto successo a Bologna con la chiusura della campagna nazionale “Sì per un'Italia in salute” promossa dal deputato e responsabile sanità Pd Federico Gelli che ha deciso di chiudere il tour nazionale proprio nella città dove tre mesi fa la campagna ha avuto inizio.
“Abbiamo avuto un'intuizione straordinaria – spiega Gelli – nello sfruttare questo referendum per creare attorno al tema della riforma costituzionale una rete di oltre 600 comitati inerenti al settore sanitario. Abbiamo riunito una parte della società civile all'interno di una motivazione molto forte: quella della salute pubblica e delle forti diseguaglianze presenti nel nostro Paese causate da un Titolo V che ha contribuito a creare un gap enorme e intollerabile fra le Regioni e ridotto il diritto alla salute ad una mera questione di residenza. In questi mesi – continua Gelli - abbiamo convinto centinaia di persone, anche sostenitori di schieramenti politici opposti, a votare sì con convinzione e senza riserve. Di fronte ad un tema come la sanità, siamo tutti pazienti dello stesso Paese e come tali siamo in dovere di difendere e migliorare il nostro sistema sanitario. Questa campagna referendaria ha unito un intero settore come mai avvenuto in passato e questa è la conferma che chi ha letto attentamente ciò che prevede questa riforma, ha compreso l'importanza dell'appuntamento a cui siamo chiamati domenica. Un primo passo verso un percorso che elimini disuguaglianze che oggi ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo avviato - conclude Gelli - una riflessione che va aldilà dei partiti e oltre questo referendum. Ci troviamo davanti ad un bivio: scegliere uno Stato in grado di renderci tutti uguali nel rispetto di un diritto fondamentale della nostra Costituzione oppure lasciare le cose così come stanno, ignorando chi, più sfortunato di noi perché nato a qualche chilometro di distanza, sta rinunciando a quelle cure che un Paese democratico, giusto e rispettoso dei diritti, dovrebbe poter garantire a tutti, nessuno escluso”.
"Il 50esimo rapporto del Censis evidenzia come il 52,7% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni abbia subito comportamenti offensivi o violenti da parte di coetanei in Italia nel corso del 2016: un dato allarmante, che preoccupa e che deve portare a un rafforzamento delle azioni di prevenzione e di contrasto di questi fenomeni, seguendo le direttrici che indica lo stesso rapporto". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori. "Tra gli aspetti che meritano maggiore attenzione c'è sicuramente la sottovalutazione che molti genitori fanno degli atti di bullismo o di cyberbullismo di cui sono vittime (o autori e complici) i propri figli: per l'80,7% dei dirigenti scolastici, infatti, i genitori tendono a minimizzare, qualificando questi atti come scherzi tra ragazzi, e solo l'11,8% segnala atteggiamenti collaborativi da parte delle famiglie, attraverso la richiesta di aiuto della scuola e degli insegnanti", sottolinea Iori. "Questa distanza che esiste tra scuola e famiglia va sanata nell'interesse supremo dei ragazzi vittime di bullismo: solo attraverso un patto educativo forte tra tutti gli attori in causa, che
si sostanzia di informazione, affiancamento e ascolto, si può intervenire con efficacia e a tutela dei soggetti più fragili", conclude Iori.
"Il Referendum passa, ma il Partito Democratico resta: è banale dirlo, ma sembra che ce ne siamo dimenticati. La contesa tra il SÌ e il NO si è trasformata in una sorta di lotta tribale, senza esclusione di colpi, anche al nostro interno. Chiunque vinca, dovremo mantenere la rotta, a partire dalla necessità di mettere al riparo e concludere positivamente la legge di Bilancio". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Voterò Sì al Referendum - spiega - per alcuni motivi essenziali: perché la prima parte della Costituzione, quella che prevede i valori fondamentali di libertà e uguaglianza, non viene modificata; perché si supera il bicameralismo perfetto e soltanto la Camera potrà votare la fiducia al Governo. E infine, perché si supera la legislazione concorrente Stato-Regioni su alcune materie quali le politiche attive del lavoro, la previdenza complementare e la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro", conclude.
“Continua a Palermo quello che ormai si configura sempre di più come un vero e proprio Festival dell’Omertà 5 Stelle”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd.
“Dopo scene mute – spiega - e il rifiuto di sottoporsi a una prova calligrafica dei colleghi Nuti e Mannino, oggi anche la deputata grillina Giulia Di Vita ha fatto altrettanto, aggiungendo con incredibile tracotanza che parlerà solo ai suoi elettori quando e come vorrà. Quello dei tre deputati è un comportamento gravissimo. Sia in assoluto, perché sta di fatto ostacolando il lavoro dei magistrati, che rispetto all’ormai vuoto mantra grillino della trasparenza e dell’onestà. Questa vicenda segna la morte definitiva di entrambe”.
“Le domande che questa vicenda inevitabilmente pone rimangono aperte: se non hanno nulla da nascondere, perché i tre deputati rifiutano la prova calligrafica? E soprattutto: Grillo era al corrente dei fatti molto gravi successi a Palermo nel 2012?”, conclude.
"Vaccinarsi in Veneto continuerà a non essere obbligatorio nonostante le percentuali dei principali vaccini come Polio, Difterite Tetano, Pertosse, Epatite B, Hib, morbillo segnino tassi di copertura tra i peggiori in Italia. Con questi numeri e senza intervenire nel medio lungo periodo si mette in pericolo la sicurezza sanitaria dei cittadini. La giunta veneta dunque sceglie di non decidere.
Nessun cambio di rotta quindi nonostante i numeri drammatici. L’assessore Coletto, in accordo con il Governatore della Regione Luca Zaia, continua a negare un problema evidente, dovremmo forse aspettare qualche episodio di malattia o epidemia grave? Il rischio è alto e lavorare veramente sulla prevenzione è miglior modo per evitare brutte sorprese. La Regione vuole continuare a disinteressarsi al problema, scegliendo di non decidere su una materia di sua competenza non facendo prevenzione sanitaria e caricando i sindaci della responsabilità e del controllo sul tasso di copertura dei bambini nei propri plessi scolastici, comune per comune: arriveremo all’assurda situazione in cui i genitori dovranno scegliere la scuola più adatta ai figli anche sulla base della sicurezza sanitaria poiché non sarà garantita ovunque. Inoltre per tutto il tempo per cui i bambini non saranno a scuola nessun tasso minimo di copertura dei luoghi di aggregazione sarà garantito. Questa presa di posizione è inaccettabile e come vicepresidente della Commissione Affari Sociali farò tutto il possibile per impedire che ciò avvenga”. Lo ha detto Daniela Sbrollini del Pd.
“Domenica 4 dicembre - prosegue Sbrollini - l’Italia si esprimerà sul Referendum costituzionale, che prevede un riassetto delle competenze tra Stato e Regione, anche e soprattutto per questo è importante votare Sì. Con la nuova Costituzione non solo si eliminerebbe il contenzioso perenne tra Stato e Regioni ma soprattutto si azzererebbero quelle differenze odiose che si sono venute a formare in questi anni tra alcune Regioni rispetto ad altre, rendendo più omogenei i livelli essenziali di assistenza ed i servizi erogati riducendo contemporaneamente i costi. Su questa scelta della mia Regione ho immediatamente informato il Ministero della Salute perché valuti se e come intervenire per garantire la sicurezza sanitaria".
“Caro Grillo di falso in giro ci sono solo le firme di Palermo che avete coperto finché non siete stati smascherati da giornalisti e giudici. I senatori saranno espressione della volontà dei cittadini, come previsto dalla nostra riforma: questa è la verità che state cercando di nascondere agli italiani. E la realtà è che non avete più argomenti per giustificare il vostro no a una riforma che semplifica il Paese e fa risparmiare i cittadini.” Lo dichiara il deputato democratico Marco Di Maio, della presidenza del Gruppo Pd della Camera.
“Salvini non va a lavorare al Parlamento Ue neppure nel giorno in cui si votano provvedimenti a favore delle zone terremotate. Naturalmente continua a prendere lo stipendio. Vergogna”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare la notizia dell’assenza del segretario della Lega Matteo Salini durante il voto del Parlamento Europeo sullo stanziamento di fondi per le zone terremotate.
“Prima si utilizzano i soldi dei mega centri commerciali per far quadrare i conti del bilancio comunale, rinnegando ogni promessa fatta in vista delle elezioni, mentre il giorno dopo si vuole rinunciare ai finanziamenti già stanziati per le opere di compensazione della Tav. Qualcuno faccia capire al sindaco Appendino ed al Movimento 5 Stelle che la campagna elettorale è finita. Non sono in gioco le false ideologie di un gruppetto di esaltati, ma milioni di euro a beneficio di un’intera comunità”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd, sulla mozione presentata a Torino dalla maggioranza per uscire dall’Osservatorio sulla Torino – Lione.
“Le opere di compensazione per la Tav valgono complessivamente circa 112 milioni di euro. Mi domando – conclude Silvia Fregolent – se i grillini abbiano realmente compreso che abbandonare l’Osservatorio non significa non realizzare l’infrastruttura ma soltanto rinunciare ad ogni decisione sull’utilizzo di tali ingenti risorse”.
"Oggi l'Istat ha certificato che il numero degli occupati è aumentato di 174 mila unità rispetto allo scorso anno, che la disoccupazione continua a scendere e quella giovanile e' al minimo da quattro anni. Al contempo il Pil torna a crescere, con un +0,3 per cento nel trimestre e un +1 per cento su base annua. E ieri, dopo sette anni di attesa, e' stato finalmente firmato l'accordo per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici (85 euro in più al mese). Stavolta si cambia davvero. Avanti Italia. #Bastaunsi'". Lo scrive, su Facebook, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.
La vice presidente della Camera: le riforme, anche costituzionali, completano il percorso di cambiamento
“Una buona notizia ieri, una buona notizia oggi. Per l’Italia, per chi lavora, per chi investe, per chi, seppure colpito dalla lunga crisi economica, prova ad avere fiducia. Ieri, dopo un’estenuante trattativa durata mesi, è stato firmato l’accordo tra Governo e Sindacati che mette fine a sette anni di blocco contrattuale del pubblico impiego. Stamattina l’istat ci dice che nel terzo trimestre del 2016 è diminuita la disoccupazione giovanile e il Prodotto interno loro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2015”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.
“Dopo la firma, unitaria - anche questa dopo anni - del contratto dei metalmeccanici, è arrivata l’intesa sugli statali. Un’intesa che impegna l’esecutivo con cinque miliardi, che darà maggiori benefici ai redditi più bassi, non penalizzerà chi, proprio in virtù del suo basso reddito, ha usufruito degli 80 euro di bonus voluto dal governo Renzi, dà garanzie ai precari, incentivi ai meritevoli e contrasta l’assenteismo – continua - La buona notizia Istat, come qualcuno vorrà sottolineare, è certo un aumento di zero virgola, ma è il segnale di un Paese che non sta arretrando e che, lentamente, torna ad avere fiducia in se stesso. Come dimostra il dato sulla disoccupazione giovanile che scende al 36,4%, ai minimi dal 2012”.
“Le riforme, anche con il referendum di domenica, sarebbero il completamento di un percorso di cambiamento che gli italiani chiedono a gran voce. Con il Sì – conclude - i protagonisti di questo cambiamento possono essere tutti i cittadini”.
“Vergogna per il manifesto contro Renzi: i fascisti di Casapound non sono folclore, ma sono quelli che toglierebbero la libertà di parola agli avversari. Mai abbassare la guardia davanti questo pericolo. Aspettiamo la presa di distanza del fronte del no”. Lo dichiara il deputato democratico Federico Gelli.