Proventi titoli edilizi solo a opere di manutenzione e rigenerazione
“Un grande passo in avanti di tutto il PD nella lotta al consumo di suolo. Dal 2018 i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal Testo unico sull'edilizia sono destinati esclusivamente - e senza vincoli temporali - alla realizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie degradate, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di demolizione di costruzioni abusive, all'acquisizione di aree verdi, a interventi di tutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio, alla mitigazione del rischio idrogeologico, all'insediamento agricolo in ambito urbano. E’ infatti stato approvato un emendamento riformulato che nasce da uno a mia prima firma già presentato in VIIII Commissione Ambiente e peraltro sostenuto da tutta la commissione. Si mette così fine alla cattiva pratica da parte dei comuni di usare i proventi di tali oneri per il finanziamento delle spese generali correnti, a onor del vero spesso costretti a farlo a causa delle ristrettezze economiche attuali. Questo ha però comportato lo spreco di moltissimo suolo”.
Lo afferma Chiara Braga, deputata e responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico, commentando l’approvazione in V Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati dell’emendamento "salvas-suolo" all’Art. 64-bis sulla destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi.
“L’agricoltura continua a essere al centro dell’azione politica del Parlamento”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera per commentare i provvedimenti a favore del settore agricolo contenuti nella legge di Bilancio.
“Le misure della legge di Bilancio – spiega – adottate per consolidare ulteriormente la crescita del settore agricolo o affrontarne i nodi problematici rimasti aperti, sono molte. Alcune di esse ricoprono una particolare importanza per il nostro sistema produttivo agricolo. Tra queste, il rifinanziamento del Fondo per l’attuazione del piano cerealicolo nazionale, dotato di 10 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2017-2109; l’innalzamento delle percentuali di compensazione Iva applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina (non superiore al 7,7% per i bovini, all’8% per i suini); l’esenzione ai fini Irpef, per il triennio 2017-2019, dei redditi dominicali e agrari sui terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; l’esonero contributivo triennale per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni, che si iscrivono per la prima volta alla previdenza agricola nel 2017; la Cassa integrazione in deroga per i pescatori, l’istituzione del Fondo di solidarietà per la pesca, con dotazione iniziale di 1 milione di euro per il 2017, per garantire i lavoratori del settore in caso di sospensione obbligata dell’attività, arresto temporaneo obbligatorio, sospensione dell’attività per condizioni metereologiche avverse e ogni altra causa non imputabile al datore di lavoro; la riduzione delle accise per tutti i produttori di birra”.
“Questa manovra rappresenta dunque un ulteriore e deciso consolidamento delle politiche del governo mirate a rendere attrattivo il settore agricolo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: sei trimestri consecutivi di crescita. In altre parole, grazie al lavoro del governo e del Parlamento, l’agricoltura è tornata a essere, soprattutto al Sud, un settore capace di produrre Pil e occupazione”, conclude.
Non solo per 1 anno e con innalzamento progressivo
“Oggi è stato compiuto un concreto passo avanti. L’obiettivo è raggiungere i 15 giorni di congedo obbligatorio di paternità come in tanti Paesi europei e come prevedeva la proposta di legge già depositata alla Camera a mia prima firma e al Senato a prima firma Fedeli. Un obiettivo esplicito che trovava d’accordo le parlamentari di molto gruppi politici e che da oggi ha un preciso scadenzario: il congedo per i papà sarà obbligatorio e di 2 giorni nel 2017, poi nel 2018 i giorni diventeranno 5, di cui 4 obbligatori e 1 facoltativo, sempre nei primi 5 mesi di vita del bambino” .
- Lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati Pd, in merito all’emendamento alla Legge di Bilancio approvato oggi e di cui è prima firmataria -
“Si cambia quindi, non solo la quantità più che raddoppiata ma anche la modalità : sino ad ora – spiega la deputata Dem - si è ripartiti da zero ogni anno, invece oggi si descrive una strada progressiva e certa. Il congedo sarà obbligatorio e retribuito : perché il congedo di paternità è un diritto che determina un vantaggio per tutti, per le madri e per la loro libertà di scegliere di lavorare”
“Si tratta di un vero cambio di passo – conclude Di Salvo - che si unisce ad altre scelte significative presenti nella legge di bilancio su natalità , maternità, contrasto alla violenza”.
Il passaggio in Parlamento della legge di bilancio ha rafforzato il sistema italiano della cooperazione internazionale. Gli emendamenti presentati dal Pd hanno, infatti, risolto alcune questioni rimaste aperte al momento della presentazione della manovra. Con le modifiche approvate si aumentano le risorse disponibili: 40 milioni in più per la cooperazione bilaterale a valere per il 2017 e l’estensione di 50 milioni delle garanzie per la Cassa Depositi e Prestiti, quando funziona come istituzione finanziaria per lo sviluppo. Con l’autorizzazione per l’Agenzia della cooperazione a bandire il concorso per 60 professionisti si conclude il percorso legislativo attuativo della riforma della cooperazione e si rafforza finalmente la struttura operativa prevista nella legge 125/2014.
Più risorse economiche e più risorse umane per la cooperazione, all’interno di un disegno complessivo della legge di bilancio che già prevedeva un aumento delle risorse per la cooperazione e una specifica attenzione all’Africa con il fondo per l’Africa: una concretezza nel rendere la politica di cooperazione uno strumento qualificante della nostra politica estera rispetto alle sfide delle migrazioni e delle questioni africane che non può che lasciare soddisfatti. In questo quadro, il lavoro del Pd in parlamento ancora una volta rafforza gli impegni per la cooperazioni assunti dal governo e getta le fondamenta dell’Africa Act.
Lo afferma Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera.
“Mancano pochi giorni al voto del 4 dicembre, quando capiremo se il nostro Paese avrà veramente intenzione di cambiare per un futuro migliore, fatto di stabilità ed efficienza. Sono stati mesi intensi in cui il dibattito politico ha assunto toni esasperati, sintomo della grande portata di un voto che, qualora dovesse vincere il ‘sì’, porterebbe a un serio e netto ridimensionamento di una classe politica che ha fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi trent’anni della nostra storia repubblicana”. Lo ha detto il deputato Dem, Emiliano Minnucci, nel corso dell’iniziativa ‘Il 4 dicembre Basta un Sì per cambiare l’Italia’ nel comune di Anguillara. “Da Berlusconi a Salvini con la sua Lega, da Brunetta a Fini e Alemanno passando per Pomicino e De Mita: non nascondiamocelo, per questi personaggi le ragioni del ‘no’ sono rappresentate dal timore di perdere quelle posizioni che hanno acquisito e difeso con i denti nel corso degli anni. Non mi sconvolgo, invece, per la posizione assunta da Grillo, Di Maio e il loro movimento che è nato con i ‘vaffa’ e continua con i ‘no’ a prescindere perseguendo una linea politica assurda che fonda le sue radici su pressapochismo e dilettantismo. L’appuntamento referendario si è trasformato in un scontro a viso aperto tra riformisti/democratici da una parte e populisti/reazionari dall’altra: se i primi vogliono consentire al Paese di cogliere una seria opportunità di crescita e stabilità, i secondi rincorrono il sogno di far cadere Renzi per puri scopi di opportunità politica. Una vittoria del ‘no’, dunque, oltre a rappresentare la vittoria dei soliti noti che utilizzano il referendum come strumento politico contro il Governo, rappresenterebbe la vittoria delle destre becere e antidemocratiche che hanno sostenuto e sostengono Trump, Putin, Erdogan e Le Pen. In quest’ottica – ha concluso Minnucci – ancora non comprendo i motivi per i quali alcuni compagni, anche del nostro Partito, possano votare ‘no’ con il rischio di far riemergere chi per una vita abbiamo combattuto e denunciato sui palchi, per le strade e le piazze”.
"La Commissione Bilancio della Camera approva lo stanziamento di 20 milioni per l'attuazione del Piano Cerealicolo". Ne dà notizia. Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera e prima firmataria dell'emendamento con cui "è stato stanziato il fondo che rende operative le misure approvate da Parlamento e Governo a sostegno della filiera del grano".
"L'ottimo risultato – continua - raggiunto grazie al pieno sostegno del gruppo del Partito Democratico e del ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, ci consentirà di sostenere il comparto cerealicolo negli investimenti capaci di garantire maggiore quantità e migliore qualità del prodotto italiano. I 20 milioni di euro stanziati nella legge di Stabilità per il 2017 si aggiungono al fondo di 10 milioni di euro finanziato a settembre e rafforzano la strategia elaborata per consentire al comparto cerealicolo di superare la crisi strutturale degli ultimi anni. Ora, possiamo concretamente puntare alla certificazione, la tracciabilità e l'etichettatura previste dalla risoluzione approvata in Parlamento per costruire nuove opportunità di mercato, quindi di sviluppo industriale e occupazione, anche a vantaggio dell'industria della pasta impegnata nei programmi di sviluppo del prodotto 100% made in Italy.
“Il finanziamento del Piano Cerealicolo si aggiunge alle tante cose fatte dal Governo Renzi e dal Partito Democratico - per rilanciare la capacità produttiva ed ampliare la penetrazione commerciale dell'agricoltura e dell'agroindustria made in Italy", conclude.
“La Commissione Bilancio ha approvato, con il parere favorevole del Relatore Guerra e del Governo, l'emendamento presentato dal Collega Vignali e da me sottoscritto, per riconfermare nel 2017, con uno stanziamento di 15 milioni di euro, il bonus c.d. Stradivari per l'acquisto di nuovi strumenti musicali in favore degli studenti dei licei musicali, di tutti i corsi dei Conservatori, degli ISSM e enti abilitati a rilasciare titoli riconosciuti. Si tratta di un contributo dello Stato una tantum, fino ad un massimo di 2.500 euro e del 65% del prezzo di acquisto dello strumento musicale. È' una misura importante che nel 2016 ha funzionato molto bene e che sostiene e incoraggia la cultura, la formazione e gli studi di tanti giovani appassionati e cultori della musica. Infatti, alla luce delle numerosissime richieste pervenute nel 2016, l'emendamento approvato amplia giustamente la platea degli studenti destinatari dell'incentivo, a partire dai giovanissimi dei licei musicali, incrementano, altresì, l'entità del bonus. Una misura, inoltre, che incentiva anche un settore di eccellenza e qualità della tradizione artigianale italiana".
Ne dà notizia Tino Iannuzzi, deputato del Partito democratico.
Dagli incentivi per le start-up, all’estensione di Opzione Donna, dall’ottava salvaguardia per gli esodati e l’esonero contributivo in agricoltura, alla norma contro la delocalizzazione dei call center. Sono solo alcuni degli strumenti con i quali abbiamo voluto garantire maggiori tutele ai lavoratori di oggi e di ieri. Con una attenzione particolare a quanti vivono situazioni di difficoltà: i disabili, gli orfani, gli indigenti, i lavoratori a contatto con l’amianto.
Dietro alle risorse che abbiamo stanziato per ciascuna di queste misure ci sono storie complicate che da domani potranno contare su un aiuto in più da parte dello Stato.
Non è una missione compiuta. La strada è molto lunga per assicurare al Paese benessere e giustizia sociale.
Ma un dato lo possiamo trarre: per il terzo anno consecutivo approveremo una legge che non toglie, ma restituisce speranza e soprattutto soldi ai cittadini. Con meno tasse (in tutti i settori: dalle famiglie ai professionisti) e più investimenti, soprattutto in infrastrutture e sicurezza idrogeologica.
Un ringraziamento alle colleghe e ai colleghi che in queste giornate, anche la notte, hanno lavorato per dare il loro contributo a questo provvedimento: ognuno portando la propria sensibilità e preparazione. E a Mauro Guerra e Maino Marchi per il loro instancabile impegno"
Lo scrive su Facebook, Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd
“La violenza maschile sulle donne non è solo un fatto privato, non è solo un’emergenza, ma è purtroppo un fenomeno strutturale e trasversale della nostra società. Una donna su tre in Italia è vittima di violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Sono più di sei milioni le donne che hanno subìto violenza nell’arco della loro vita. Dall’inizio del 2016 in Italia sono state uccise 100 donne. Vittime di queste violenze non sono purtroppo solo le donne, lo sono anche i figli che rimangono orfani con una madre che viene a mancare ed un padre in carcere: sono vittime incolpevoli che non possono essere lasciate sole. I centri antiviolenza del nostro Paese offrono quotidianamente supporto e assistenza a più di 16mila donne, sono principalmente composti da professioniste volontarie e donne che vogliono dare una mano. Molti di questi centri rischiano la chiusura per ragioni burocratiche, legate alla revoca degli spazi a loro assegnati, e a causa dei tagli alle risorse. Il Governo ha recentemente stanziato altri 30 milioni di euro, dobbiamo fare in modo che questi soldi arrivino al più presto. Serve un cambio di passo soprattutto culturale, bisogna continuare in famiglia e nelle scuole a fare prevenzione educando prima di tutto i bambini maschi al rispetto delle coetanee e di tutte le donne. Serve una società culturalmente improntata al rispetto del prossimo e alla valorizzazione delle differenze. L’ONU ha posto un chiaro obiettivo per il 2030: la parità di genere e la fine delle discriminazioni. l’Italia deve fare la sua parte prima di tutto al suo interno ponendo nuove regole che favoriscano la partecipazione delle donne alle istituzioni e a tutti i livelli nelle posizioni delle imprese private. La riforma costituzionale oggetto del prossimo referendum parla anche di questo. Allo stesso tempo è fondamentale che un grande Paese come il nostro così come tutta l’Unione Europea contribuiscano a progetti di cooperazione internazionale per sostenere le donne e le comunità più povere nei paesi in via di sviluppo così come ai processi di costruzione della pace. In ancora troppi Paesi la condizione delle donne in ogni fascia d’età rimane inaccettabile. Grazie al lavoro del parlamento più “rosa” della Repubblica in questa legislatura abbiamo fatto molto: oltre alla ratifica della convenzione di Istanbul abbiamo approvato la legge contro il femminicidio, istituito e finanziato un nuovo piano anti-violenza guidato ora dal Ministro Maria Elena Boschi, introdotto i congedi per le donne vittima di violenza e creato dei percorsi di protezione ed emergenza nei pronto soccorso e in tutte le ASL e molti altri piccoli-grandi interventi per un’Italia più giusta. Nella mia Commissione Affari Sociali e Sanità, c’è una rappresentanza straordinaria di donne, siamo la maggioranza e su questi temi abbiamo lavorato, spesso trasversalmente, fin dal primo giorno. La battaglia per le pari opportunità e contro la violenza fisica, verbale o psicologica contro le donne è una battaglia di tutti che continuerà nei prossimi mesi ed anni, è anche sui risultati in questo campo che si misura il grado di civiltà e di modernità di un Paese”.
Lo ha detto Daniela Sbrollini del Pd, vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera.
“Esprimo apprezzamento per l’approvazione dell’emendamento sul tema delle gare di acquisto sui farmaci biosimilari che raccoglie le osservazioni fatte dall’Antitrust e che risulta più chiara e atta a favorire una buona concorrenza tra le aziende”.
Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, cofirmataria dell’emendamento approvato in commissione Bilancio.
“Dopo una battaglia condotta a partire dal decreto fiscale, siamo riusciti ad ottenere un primo piccolo risultato per i produttori di birra, con l’abbassamento per tutti dell’accisa a 3,02”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicecapogruppo PD alla Camera.
"Leggo, e apprezzo, le aperture del sottosegretario Baretta, che vede nel passaggio al Senato la possibilità di un’ulteriore riduzione per i micro birrifici, soluzione già adottata dai ¾ dei paesi europei. Alcune proposte erano già presenti alla Camera, grazie ad emendamenti miei e di altri colleghi. Continueremo a sostenere le realtà che fanno impresa sull’artigianalità del lavoro e sulla sostenibilità della filiera. Per questo andremo avanti con un ordine del giorno, perché la discussione al Senato continui nel solco di valorizzare i piccoli produttori indipendenti, spesso giovani che si mettono in gioco e fanno crescere il settore per numerosità delle aziende e degli addetti grazie alla qualità del loro prodotto", conclude Gribaudo.
“Ormai la confusione del senatore Airola tra la Rai e il blog di Grillo è irreversibile”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.
“Ieri – spiega - pretendeva un trattamento di favore per i 5 Stelle da parte dei tg, oggi vuole addirittura stabilire su quali temi i telegiornali debbano far parlare gli esponenti del Pd al Tg1. Se ne faccia una ragione: purtroppo per lui nessuno, a meno che non sia il direttore di un telegiornale, può decidere le scalette dei telegiornali”.
“Se è tanto interessato a decidere di che cosa debbano parlare i parlamentari, allora si dia da fare per far sì che il suo collega Luigi Di Maio rompa il suo incredibile silenzio sulla vicenda di Palermo e ci spieghi finalmente che cosa è successo sulle firme false”, conclude.
“E’ un vero e proprio verminaio di relazioni pericolose e interessi privati sulle spalle dei cittadini romani quello che sta emergendo dall’inchiesta della procura di Roma sull’operato dell’assessore all’Ambiente, Paola Muraro. Verbali riservati della Giunta trasmessi ai vertici dell’Ama per favorire - sospettano gli inquirenti - le aziende dello storico Ras della monnezza Cerroni. Nomine con retribuzioni che lievitano, come nel caso di Salvatore Romeo, considerato da tutti l’uomo forte del Campidoglio. Una serie di atti che vedono coinvolta direttamente la stessa sindaca Virginia Raggi e nei quali troviamo di tutto meno la salvaguardia dell’interesse della città di Roma”.
Così la vicepresidente del Gruppo Pd, Alessia Morani.
“Il muro di omertà e silenzi sulla Grillopoli delle firme false M5s continua a sgretolarsi. Dopo le confessioni siciliane, e la girandola di interrogatori che coinvolge anche i parlamentari, oggi giungono quelle dall’Emilia Romagna. A vuotare il sacco è la candidata pentastellata alle elezioni regionali Tania Fiorini che, oltre a coinvolgere il già indagato capogruppo al comune di Bologna Marco Piazza, tira in ballo anche Massimo Bugani ‘visto che ha sempre condiviso tutto’. Bugani non è uno qualunque. E’ l’uomo più vicino a Casaleggio e pilastro della Fondazione Rousseau, la piattaforma nodo nevralgico delle attività pentastellate a livello nazionale. Di Maio ha chiesto anche lui di autosospendersi? Che dicono i Grillo e i Casaleggio?”.
“Oggi abbiamo aggiunto elementi di civiltà alla legge di bilancio e un traguardo importante per la vita delle donne e degli uomini ”. - lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati Pd - “L’approvazione dell’emendamento che aumenta il congedo di paternità dagli attuali 2 giorni a 5 giorni di cui 4 obbligatori e uno facoltativo dal 2018 è un passo importante sia per eliminare ostacoli nei confronti del lavoro delle donne che per indicare la condivisione della cura dei figli come obiettivo di interesse generale . Un passo avanti netto -spiega la firmataria dell’emendamento - che diventa strutturale e non più annuale, per raggiungere l'obiettivo di arrivare a quanto previsto in molti Paesi europei, cioè ai 15 giorni di congedo parentale riservati ai padri”. “Tra le novità anche l’introduzione del congedo per le lavoratrici autonome vittime di violenza, e –prosegue la deputata Dem – la prosecuzione nella sperimentazione dell’opzione donna, estesa a tutte le lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo trimestre del 1958 e del ‘57 se lavoratrici autonome”. L 'aumento di 5 milioni all anno per il triennio 2017/2019 del finanziamento del piano contro la violenza . La politica attenta alle donne – conclude Di Salvo - è quella in grado di incidere anche sulle politiche economiche, questi sono fatti e non parole”