“Invece di continuare a lanciare invettive condite da insulti come ha fatto oggi in Aula alla Camera, l’on Di Battista provi a ragionare con maggiore lucidità su ciò che sta accadendo in Europa. Legga, per esempio, le parole di una personalità che dovrebbe apprezzare (visto che si tratta di colui che scelsero come candidato alla presidenza della Repubblica). Oggi è proprio Stefano Rodotà a criticare le consultazioni degli elettori quando diventano appelli alla popolazione per avere il benestare su decisioni che la politica deve prendere: cioè quanto il M5S si ripropone di fare in ogni occasione. La politica è infatti spesso assunzione di responsabilità e capacità di guida di un Paese. Magari Di Battista uscirebbe anche dalla confusione di dichiararsi europeista e restando nello stesso tempo alleato di Farage e lanciando un referendum per uscire dall’euro”.
Così la Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent.
“L’uscita del Regno Unito è soprattutto l’effetto del risultato deludente che ha dato di sé l’Unione europea e non l’esclusiva prevalenza degli umori populisti e xenofobi. Ma questo risultato anziché costituire l’inizio della fine della costruzione europea, può rappresentare straordinaria opportunità di rilancio. Adesso occorre, da un lato, riformare l’Unione, secondo un approccio che preveda se necessario forme differenziate di integrazione tra gli Stati; e, dall’altro, negoziare con il Regno Unito la possibilità di un suo rientro tra i Paesi che accettano una integrazione più debole. L’Italia può svolgere un ruolo utile e positivo inducendo i partner, a cominciare dalla Germania, a rimettere in discussione scelte ormai dimostratesi insufficienti. Anche in risposta alle forze populiste e xenofobe, credo si possa avviare il processo federale immediatamente, definendone i pilastri in occasione della Conferenza di Roma del marzo 2017 per il 60° anniversario dei Trattati”.
Così Marina Berlinghieri, Capogruppo Dem in Commissione Politiche dell’Unione europea, intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni del Presidente del Consiglio.
"I dati Istat ci dicono che l’agricoltura è l'attività economica più importante che nel Mezzogiorno ha resistito alla crisi con un crescita registrata dal valore aggiunto di +7,3%. Un boom che ci riempie di soddisfazione e che vuole semplicemente dire che tutti insieme abbiamo lavorato bene e con profitto. Tutti, dagli agricoltori ai diversi soggetti della filiera agricola, alle istituzioni ai vari livelli .
Abbiamo fatto assieme molta strada: dall'abolizione dell'Imu agricola, al percorso di sburocratizzazione dell'intero comparto che ha reso più facile e veloce le pratiche, alla rivalutazione dell'intero made in Italy, anche grazie all'Expo, che ha ridato slancio all'export. Ancora: dalla legge sull'agricoltura sociale per cui le cooperative agricole, alla stregua degli imprenditori, coniugano al meglio produzione agricola di qualita', inclusione sociale e cooperazione, all' assegnazione ai giovani che vogliono fare impresa di terre pubbliche e agro-pastorali e terreni requisiti alla malavita.
Il mezzogiorno sta riscoprendo la propria vocazione economica millenaria, che è anche tradizione e cultura, di terra generosa e ricca di prodotti agricoli pregiati. La sua agricoltura è un unicum mondiale su cui impostare uno slancio economico e ritrovare una identità territoriale". Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera Nicodemo Oliverio .
“Il primo recupero della crescita economica e dell’occupazione nel Mezzogiorno dopo sette anni di recessione non avviene per caso. Abbiamo detto durante l’esame della legge di stabilità che per noi il Sud è un tema centrale. Gli interventi su Terra dei Fuochi, Ilva, credito di imposta per la pesca, la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, sono stati dunque di certa efficacia. Stesso discorso per le misure che hanno riguardato l’acquisto di beni strumentali nuovi per le imprese meridionali che potranno beneficiare di un credito di imposta per quattro anni o l’estensione dell’esonero contributivo per i nuovi assunti in regioni come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Insomma, governo e maggioranza sono stati in grado di adottare politiche mirate che, come adesso è evidente a tutti, stanno dando buoni risultati”.
Così la deputata Dem Stefania Covello, responsabile Pd Mezzogiorno e Fondi Ue.
Domani, martedì 28 giugno, alle ore 13.00 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione 4, si terrà una conferenza stampa per illustrare i nuovi strumenti normativi a sostegno dell’Agricoltura sociale ad un anno dall’ approvazione della Legge numero 141 del 2015 (“Disposizioni in materia di agricoltura sociale”).
Prenderanno parte alla conferenza stampa l’On. Massimo Fiorio, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario della Legge numero 141 del 2015; Ilaria Signoriello, portavoce del Forum nazionale Agricoltura Sociale e Marco Berardo Di Stefano, presidente nazionale della Rete delle Fattorie sociali.
Nel corso dell’evento verrà inoltre presentato il convegno “Agricoltura sociale, ad un anno dalla legge tra decreti attuativi e nuovi strumenti normativi” previsto per il prossimo 26 luglio presso la sala Aldo Moro di Montecitorio.
Per partecipare alla conferenza stampa è necessario accreditarsi inviando un mail entro lunedì 27 giugno pd.ufficiostampa@camera.it
Segnaliamo che per gli uomini è obbligatorio indossare la giacca.
“Il primo recupero della crescita economica e dell’occupazione nel Mezzogiorno dopo sette anni di recessione non avviene per caso. Abbiamo detto durante l’esame della legge di stabilità che per noi il Sud è un tema centrale. Gli interventi su Terra dei Fuochi, Ilva, credito di imposta per la pesca, la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, sono stati dunque di certa efficacia. Stesso discorso per le misure che hanno riguardato l’acquisto di beni strumentali nuovi per le imprese meridionali che potranno beneficiare di un credito di imposta per quattro anni o l’estensione dell’esonero contributivo per i nuovi assunti in regioni come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Insomma, governo e maggioranza sono stati in grado di adottare politiche mirate che, come adesso è evidente a tutti, stanno dando buoni risultati”.
Così la deputata Dem Stefania Covello, responsabile Pd Mezzogiorno e Fondi Ue.
post su Fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd
Dopo sette anni di recessione, il Mezzogiorno inverte la rotta e cresce più della media nazionale. Il Pil (dati Istat) registra +1%, contro lo 0,8% nazionale. Aumenta anche l’occupazione (+1,5%).
Dietro questi numeri una speranza per il futuro del Sud e dell'Italia.
“La falsificazione della realtà sta diventando un brutto vizio dei parlamentari 5 stelle. Sul glifosato dovrebbero sapere che astensione e voto negativo si equivalgono. L’Italia quindi ha espresso la sua contrarietà al rinnovo, tanto è vero che non c’è stato. Cosa hanno fatto i grillini invece? Nulla, oltre a chiacchierare”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo del Partito democratico in Commissione agricoltura alla Camera.
“Grazie anche all’intervento del Governo italiano – continua - si è evitato che ci fosse il rinnovo incondizionato dell’autorizzazione per 180 mesi. Questo significa governare, non gettare l’allarme in maniera irresponsabile. L’agricoltura non è mai stata così al centro delle politiche del governo e del Parlamento. Non più tardi di lunedì è arrivato un nuovo decreto per la tutela del reddito degli allevatori e degli agricoltori. Abbiamo tagliato del 25% le tasse, con la cancellazione di Irap e Imu agricola che da sole valgono 600 milioni di euro. Stiamo investendo sulla sostenibilità e proprio il Ministro Martina ha messo in campo il piano glifosato zero ben prima delle votazioni di queste settimane”.
“Il Movimento 5 Stelle vuole contribuire sui temi agricoli? Porte aperte, ma le bugie devono restare fuori”, conclude.
Il Presidente Renzi lunedì mattina si recherà prima al Senato e poi alla Camera per le comunicazioni sul Consiglio europeo e naturalmente per una riflessione sulla Brexit. Sono ore concitate che stanno riscrivendo la storia del vecchio continente. Per questo perdoniamo a Brunetta qualche disattenzione e polemica inopportuna. Giustamente tutte le cancellerie chiedono tempi stretti e risposte rapide. Per questo è stato necessario rivedere le modalità di intervento che consentiranno comunque a Renzi di andare in Europa, come è sempre accaduto, dopo un confronto con entrambe le Camere del Parlamento.
Lo ha dichiarato l'on. Ettore Rosato, Capogruppo del Partito Democratico, Camera dei Deputati.
“Desta molta preoccupazione e dispiacere la scelta fatta dalla maggioranza dei cittadini inglesi di lasciare l'Ue. A questo punto, però, l’Italia colga l’occasione per rilanciare la propria candidatura come nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema)”. Così Federico Gelli, deputato e responsabile sanità Pd ha commentato l'esito del voto in Inghilterra che ha visto prevalere la decisione di un'uscita del Paese dall'Ue.
“Abbiamo – spiega - tutte le carte in regola per accogliere l’Ente regolatorio farmaceutico europeo: la nostra industria farmaceutica è al secondo posto per produzione in Ue, con un export che supera la soglia del 70%. Il comparto, inoltre, fa segnare una crescita anche a livello occupazionale”.
“Insomma, non mancano gli argomenti per richiedere che la nuova sede dell’Ema possa essere l’Italia”, conclude.
La Deputata PD interviene al Convegno promosso dal Presidente del Comitato italiani nel mondo, Fabio Porta
“L Italia è di nuovo attraente nel mondo. Lo attesta un recente studio del Censis che dimostra come negli ultimi sei mesi l'indice di attrattività del nostro paese nei riguardi degli investitori esteri sia passato da 33,2 a 47,8. Grazie all’azione riformatrice del nostro Governo ci troviamo davanti a una congiuntura dalle grandi prospettive per la nostra economia.
Assocamere estero, in quanto strutture di diritto straniero ma con le grandi competenze rivolte all’Italia, costituisce una rete strategica per la nostra economia. Una rete di soggetti che non solo possono favorire l'internazionalizzazione delle aziende italiane, ma che soprattutto possono individuare all'estero e veicolare verso l'Italia, investitori stranieri interessati ad investire nel nostro Paese.
Per questo apprezzo molto l’iniziativa odierna, che fa conoscere le best practice di operatori economici e commerciali operanti all’estero e dà visibilità ad esperienze d'eccellenza della nostra italianità nel mondo, sempre troppo poco conosciute”. Lo dichiara Laura Garavini, della Presidenza del PD alla Camera, partecipando al convegno alla Camera dei Deputati, dal titolo “La rete delle comunità d’affari italiane all’estero per una nuova internazionalizzazione”. L’iniziativa è stata promossa e organizzata dal Comitato per gli italiani del Mondo, presieduto dall’On. Fabio Porta, con la collaborazione di Assocamere estero e del Segretario Generale, Nino Esposito e ha visto la partecipazione di qualificate eccellenze componenti della rete camerale nel mondo.
Martedì 28 giugno , alle ore 13 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione numero 4, si terrà una conferenza stampa per illustrare i nuovi strumenti normativi a sostegno dell’ Agricoltura sociale ad un anno dall’approvazione della Legge numero 141 del 2015 (“Disposizioni in materia di agricoltura sociale”).
Prenderanno parte alla conferenza stampa l’On. Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario della Legge numero 141 del 2015; Ilaria Signoriello, Portavoce del Forum nazionale Agricoltura Sociale e Marco Berardo Di Stefano, Presidente nazionale della Rete delle Fattorie sociali.
Nel corso dell’evento verrà inoltre presentato il convegno “Agricoltura sociale, ad un anno dalla legge tra decreti attuativi e nuovi strumenti normativi” previsto per il prossimo 26 luglio presso la sala Aldo Moro di Montecitorio.
Condivido tristezza dei tanti italiani che vivono in Gran Bretagna, bello il messaggio del sindaco Khan
"Un giorno buio. Per la Gran Bretagna e per l'Europa. Condivido lo sgomento, la preoccupazione e la tristezza dei tanti italiani in Gran Bretagna che vivono la decisione dell'uscita dall'Europa come una lacerante rottura personale. A maggior ragione sono belle ed incoraggianti le parole del neo eletto sindaco di Londra, Sadiq Khan, che a poche ore dall'esito del voto ha rivolto un messaggio ai circa un milione di cittadini europei residenti a Londra, confermando loro quanto siano benvenuti e come la citta di Londra ne apprezzi il lavoro ed il contributo alla vita civile e culturale". Lo dice Laura Garavini, deputata eletta nella circoscrizione Europa, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, la quale aggiunge: “La sconfitta del "Remain" al referendum e la conseguente uscita della Gran Bretagna dall'Europa, apre una fase molto complicata e non priva di dure conseguenze. Già in queste ore si vedono i primi effetti destabilizzanti del voto: il crollo della sterlina oltre il 10%. La tempesta dei mercati finanziari, a livello globale, le perdite delle borse e dei titoli azionari. E in contemporanea l'esaltazione di diverse forze populiste antieuropee che già preannunciano analoghi referendum in giro per l'Europa: in Olanda, in Francia, in Danimarca”. e: “ora è molto importante tenere i nervi saldi. Senza gettare alle ortiche il più grande risultato conseguito nell'ultimo secolo - l'Europa - ma, anzi, cercando di accelerare i processi di integrazione europea, ancora più convintamente di quanto non sia successo fino ad oggi. Anche se, inevitabilmente, si dovrà operare in una Europa più piccola e a due velocità”.
“Rammarico, tristezza, anche molta preoccupazione” – così la Vice Presidente della Camera Marina Sereni commenta il voto britannico ai microfoni di Radio Radicale. “Nell’immediato questa scelta sta producendo instabilità, problema serio che le istituzioni europee sono impegnate gestire. In prospettiva ci sarà un negoziato, che dovrebbe concludersi entro due anni, per consentire alla Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea. E’ la prima volta che l’Unione Europea, grande progetto di integrazione democratica e pacifica, perde un pezzo. E perde un pezzo molto importante, un paese che ha fatto la storia dell’Europa e che è anche culturalmente parte essenziale dell’Europa. Se ci pensiamo tutti noi diciamo ai nostri figli di imparare l’inglese perché in Europa non se ne può fare a meno e gli inglesi escono dall’Europa. E’ una battuta d’arresto molto seria che deve essere affrontata con grande rigore dalle istituzioni europee, perché bisogna cambiare qualcosa per far tornare l’Europa al centro della simpatia dei nostri cittadini. Penso però che sia necessario senso di responsabilità anche da parte delle leadership politiche nazionali, mentre ascolto in questo momento commenti superficiali e anche per alcuni versi sguaiati.”
“Cameron a mio avviso – prosegue Sereni – ha compiuto un azzardo promuovendo questo referendum e a chi esalta le virtù benefiche della democrazia diretta, vorrei dire che la democrazia diretta in Europa si dovrebbe fare su scala europea. Non può decidere un paese per tutti gli altri. Inoltre credo che Cameron sia stato spinto, più che da un’idea diversa di Europa, dalla volontà di regolare i conti interni al partito conservatore britannico. In questo caso ha perso ne trae le conseguenze. Credo che sia sbagliato utilizzare le istituzioni europee per la politica interna. Questo indebolisce la politica razionale nei confronti di quella politica populista che si alimenta solo delle paure e delle sofferenze delle persone.”
Rispondendo alla domanda sul rinvio della direzione del Pd la Vice Presidente Sereni continua: “Ritengo la slittamento del tutto comprensibile, essendo oggi una giornata molto tesa e molto complessa in tutta Europa. Spero però che quando terremo la Direzione ci ricorderemo di questa giornata, perché vale per noi quello che vale per gli altri paesi e per gli altri partiti: non possiamo discutere guardando il nostro ombelico e non vedere che in questo momento in Europa c’è bisogno di un’Italia solida, forte, autorevole e stabile. Noi possiamo avere delle conseguenze negative da Brexit ma possiamo anche cogliere questa opportunità per dare un contributo al rinnovamento e al rilancio del progetto europeo. Ma per fare questo abbiamo bisogno di istituzioni solide, parlo del Governo, del Parlamento e parlo anche del rapporto tra opposizioni e maggioranza. Perché credo che in un momento come questo anche chi ha idee diverse dalle nostre dovrebbe convenire che serve un’Italia solida e stabile.”
“Si apre per l'Inghilterra un lungo periodo di incertezza legislativa e quindi economica, benché il Trattato preveda ancora due anni di negoziati per l'uscita. Con tristezza ma senza precipitazione dobbiamo riconoscere, come ha ricordato il Presidente Renzi, che l'Europa è il nostro futuro e per questo, riformabile”. Lo dichiara Gea Schirò, deputata del Partito democratico e componente in Commissione Politiche Ue.
“L'Italia – spiega - ha fatto e continuerà a fare la sua parte e la credibilità acquisita con il percorso di riforme realizzate e il protagonismo europeista dimostrato ci rendono interlocutori indispensabili in questo processo. L'economia UK potrebbe perdere circa 4% di Pil nei prossimi 5 anni in caso di uscita soft e intorno all'8%, andando quindi in recessione, in caso di duri negoziati”.
“Noi abbiamo le carte in regola per affrontare questa emergenza e essere protagonisti del nuovo processo di coesione che ci aspetta”, conclude.