Da oggi obbligo di laurea triennale per educatore professionale
“Con l’approvazione della legge che istituisce le professioni di educatore professionale socio-pedagogico, socio-sanitario e pedagogista vogliamo valorizzare l’identità scientifica e professionale di educatori e pedagogisti al fine di accrescere la qualità dei servizi educativi e di assistenziali negli asili, nelle case-famiglia, ma anche nelle carceri e nelle strutture per l'assistenza di anziani o disabili. Riteniamo che educatori non ci si improvvisa”. Lo ha detto Maria Coscia, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, durante la dichiarazione di voto nell’Ala della Camera.
“Con questa legge - ha proseguito Coscia - si dà finalmente certezza identitaria a delle figure professionali molto importanti presenti nel vasto campo della attività educativa multiforme e complessa che ha visto nel corso del tempo uno sviluppo notevole ma non sempre lineare. Si fa anche chiarezza e si riforma il sistema, si eleva la formazione e la qualità delle professioni interessate con la definizione dei profili professionali e dei relativi titoli di studio che dovranno essere di livello universitario per i nuovi assunti mentre viene valorizzata l’esperienza di quanti sono già occupati nel settore. Sono inoltre fissati alcuni requisiti fondamentali per l'esercizio di queste professioni, tenuto conto degli standard e del quadro europeo delle qualificazioni professionali, valorizzandole e garantendone il riconoscimento, la trasparenza e la spendibilità a livello lavorativo. Per l’acquisizione delle qualifiche professionali di educatori viene prevista la laurea triennale e per quella di pedagogista la laurea magistrale abilitante”.
“Siamo preoccupati e chiediamo alla Regione Puglia, e in particolare all’assessore all’Agricoltura Di Gioia, di chiarire le ragioni del ritardo nella comunicazione al Governo dei documenti necessari per attivare le procedure di sostegno al comparto cerasicolo pugliese, duramente colpito dall’ondata di maltempo di questa primavera. Ora la priorità è che la richiesta per l’intervento del Fondo di solidarietà nazionale giunga tempestivamente al ministero dell’Agricoltura”.
Così i deputati pugliesi del Pd, dopo aver ascoltato le comunicazioni del sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, in risposta ad una serie di atti di sindacato ispettivo.
“La provincia di Bari con il suo distretto del Sud Est - sottolineano i deputati Dem pugliesi - è la prima in Italia per produzione di ciliegie pari ad oltre un terzo della produzione nazionale. Gli eventi calamitosi oggetto delle interrogazioni hanno determinato gravi conseguenze dal punto di vista occupazionale. A rischio default ci sono anche molte aziende per le esposizioni con gli istituti di credito. Oltre ad affrontare l’emergenza occorre mettere in campo una politica più organica per promuovere e tutelare un prodotto di eccellenza dell’agroalimentare Made in Puglia attraverso la convocazione di un tavolo permanente in sede ministeriale”.
“Siamo felici di apprendere che il Governo ha in cantiere una radicale riforma sulle norme processuali che regolano l’esame dei ricorsi in materia di asilo”. E’ quanto dichiarato da Federico Gelli, presidente della Commissione d’inchiesta sui migranti e responsabile sanità Pd al termine dell’audizione oggi in commissione del Ministro della Giustizia.
“Il numero delle domande di protezione internazionale – prosegue Gelli – è cresciuto nel 2014 del 138%, nel 2015 del 32% e del 62,33% nel primo semestre del 2016 rispetto al corrispondente periodo del 2015 e le decisioni sono quasi sempre impugnate dinanzi ai tribunali. I dati forniti dal ministero rivelano un aumento dei procedimenti che toccano nel 2015 percentuali di incremento pari al 70% a Roma ed al 300% a Milano. Il ministero ha però dimostrato di avere le soluzioni adatte: Orlando ha annunciato il prossimo varo di un pacchetto di idonee misure correttive. Mi riferisco alla proposta di istituire 12 sezioni specializzate nella trattazione dei ricorsi in materia di protezione internazionale, alla introduzione del rito camerale per la loro trattazione, all’eliminazione – ove possibile – dell’udienza e del contraddittorio orale, alla fissazione del termine di quattro mesi per il deposito del decreto che decide la controversia, l’utilizzo dei giudici onorari di tribunale per supportate il lavoro dei giudici togati. Desidero sottolineare che la previsione della sola ricorribilità per cassazione del decreto è una delle possibili opzioni suggerite dalla nostra Commissione nella sua relazione approvata lo scorso 3 maggio 2016, al fine di ovviare alla problematica dei tempi decisamente lunghi di definizione dei procedimenti giurisdizionali. La questione non riguarda solo il funzionamento degli organi giudiziari ma incide sull’intero sistema dell’accoglienza. Basti pensare che la proposizione del ricorso giurisdizionale di regola determina la sospensione automatica dell’efficacia del provvedimento impugnato, con conseguente facoltà del ricorrente a rimanere sul territorio italiano per tutta la durata del giudizio. Solo intervenendo sulle procedure giurisdizionali sarà possibile garantire quel turn over nei centri di permanenza dei migranti, la cui mancanza pregiudica l’efficacia e la capacità del sistema di accoglienza nazionale, oltre a comportare costi assai sostenuti per lo Stato Italiano.
“L’interruzione della trattativa tra Eni e il fondo Sk Capital su Versalis conferma le preoccupazioni da noi sollevate fin dall’inizio della vicenda”. Lo dichiara Andrea Martella, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Già nella risoluzione sulla chimica approvata alla Camera – spiega – avevamo evidenziato che il buon esito di qualsiasi trattativa era legato condizioni e presupposti, che dovevano essere soddisfatti”.
“Certo, le preoccupazioni sul futuro della chimica in Italia rimangono. Continueremo per questo a dare il nostro contributo per arrivare a una soluzione positiva, chiedendo innanzitutto al governo di venire in Aula alla Camera per aggiornarci sulla vicenda”, conclude.
“Un confronto molto proficuo”. Così i parlamentari Raffaella Mariani e Stefano Esposito, relatori del codice appalti, hanno definito l’audizione che oggi si è svolta alla Camera, davanti alle commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato riunite, con il presidente dell’Anac Cantone, incontro durante il quale “é stato annunciato- spiegano - il prossimo invio delle linee guida alle commissioni Parlamentari ed al Consiglio di Stato per il parere previsto dalla nuova normativa ”.
“Con Cantone – hanno sottolineato Mariani ed Esposito– abbiamo condiviso l’analisi sui primi due mesi di applicazione del nuovo codice ma anche il giudizio sulla strumentalità di alcune critiche avanzate dal momento che molte delle norme introdotte permetteranno di procedere nell’affidamento di gare senza interruzioni in quanto in assenza dei decreti attuativi e delle linee guida che si stanno mettendo a punto, sono ancora applicabili le norme previgenti.
In merito invece alle novità più significative del codice, come l’introduzione dell’affidamento del progetto esecutivo per i lavori e il riferimento all’offerta economicamente vantaggiosa anziché al massimo ribasso – proseguono i Parlamentari - siamo certi che al di là di un fisiologico periodo di adattamento che avevamo previsto, potremo contare su una più rapida e proficua spesa per investimenti, con minor rischio di varianti e dell’ampliamento dei tempi di esecuzione. Le commissioni di Camera e Senato – hanno concluso i Parlamentari - si faranno carico di un monitoraggio molto attento per la verifica della evoluzione dell’applicazione del codice e anche per aiutare tutti soggetti interessati a chiarire i dubbi e le incomprensioni con lo scopo di adottare il più velocemente possibile le nuove regole”.
“L’assoluzione di Vasco Errani è una bella notizia. Prima di tutto per lui e per la sua famiglia, poi per chi crede nella giustizia e nell’onestà di uomo per il quale parla la propria storia. Non ho mai avuto un solo dubbio sulla sua correttezza, come del resto ha dimostrato con il proprio comportamento durante l’intera vicenda; ho sempre confidato che sarebbe finita così”. Lo afferma Marco Di Maio, dell’ufficio di presidenza del Gruppo PD alla Camera.
“Finalmente ora anche dal Sud cominciano ad arrivare segnali positivi. I dati di oggi dello Svimez sanciscono la fine della recessione nel Mezzogiorno e l’indicazione di una chiara inversione di rotta, con una stima di crescita positiva nel 2015 del +1%, superiore anche allo 0,7%% del resto del Paese. Ciò che fa più piacere è il fatto che a trainare la ripresa economica sia proprio il mercato del lavoro (+94 mila occupati, +1,6%). E’ la prova degli effetti benefici delle misure approvate dal Governo. Ed è lo stesso Svimez a segnalare l’azione congiunta della decontribuzione sulle nuove assunzioni e degli sgravi fiscali (i famosi 80 euro). Ancora tanto resta da fare, ma questi dati ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta e che occorre moltiplicare le nostre energie nello sforzo di riformare questo Paese”.
Così la deputata Dem Stefania Covello, responsabile Pd Mezzogiorno e Fondi Ue.
“La Rai, non commemorando o quantomeno non ricordando degnamente nel ventottesimo della sua scomparsa Enzo Tortora, suo conduttore di storiche trasmissioni di successo (rievocato, invece, con speciali da altri emittenti), ritengo sia venuta meno a uno dei suoi fondamentali compiti di informazione e formazione dei cittadini”. Per cercare almeno di recuperare mi aspetterei che i vertici della Rai ci dessero qualche certezza ora su quando dedicheranno uno spazio apposito alle sue vicissitudine umane e giudiziarie”. Così il capogruppo Pd in Vigilanza Rai Vinicio Peluffo commenta la risposta dell’azienda alla sua interrogazione sulla mancata commemorazione del giornalista.
“La vicenda di Enzo Tortora – spiega – è uno dei più importanti casi giudiziari e mediatici della storia contemporanea. Infatti, come noto il presentatore fu coinvolto in un procedimento giudiziario intentato unicamente sulla base di accuse infondate portate da un gruppo di pentiti che lo indicavano come affiliato alla camorra e al centro di un traffico di droga. La vicenda finì con il riconoscimento della totale innocenza di Tortora, ma il suo arresto fu drammaticamente spettacolare dando il via a una vera e propria gogna mediatica. Questa esperienza segnò profondamente Tortora che si impegnò sui temi della giustizia sia come parlamentare europeo, eletto nelle liste del Partito Radicale, sia come semplice cittadino, quando dopo la condanna in primo grado a dieci anni di reclusione diede le dimissioni per rinunciare all'immunità e affrontare l’appello. Assolto con formula piena, ma ormai minato nel fisico e nel morale, Tortora morì di tumore ai polmoni il18 maggio 1988”.
“Il suo casoper l’impatto mediatico, per la popolarità del soggetto coinvolto, per il calvario giudiziario e l'infondatezza dell'impianto accusatorio, è assurto a paradigma dei casi di malagiustizia ed è a tutti gli effetti uno dei casi giudiziari più significativi e importanti nella storia della Repubblica italiana”. Per questo, conclude il deputato Pd “che i vertici Rai, interpellati sulla mancata commemorazione di Tortora, rispondano con un vago ‘la tematica del trentennale dell’assoluzione del presentatore sarà portata alla valutazione delle strutture editoriali’, ritengo suoni quasi offensivo”, conclude.
"In Capitanata ci sono olivicoltori seri che producono ottimo olio e bene fa lo Stato a difenderli da agropirati e chimici senza scrupoli". Lo afferma la deputata Pd Colomba Mongiello, vice presidente della commissione parlamentare sulla contraffazione che esprime "il plauso istituzionale" alla Guardia di Finanza per l'operazione condotta a Cerignola, in provincia di Foggia, con il sequestro di ingenti quantitativi di olio di semi rigenerato, con false etichette extravergine made in Italy, e alcol prodotto clandestinamente.
"L'opificio clandestino scoperto nelle campagne del Basso Tavoliere era la base operativa di un sodalizio attivo nella falsificazione dell'olio e degli alcolici, ma che non disdegnava altro tipo di attività illecite.
Un business internazionale, l'olio proveniva dalla Polonia ed ero diretto in Germania, particolarmente remunerativo e altrettanto pericoloso sotto il profilo della salute pubblica. I processi di adulterazione, infatti, comportano sempre rischi per i consumatori vittime della frode commerciale. Il danno certo all'economia e quello alla salute - conclude Mongiello - motivano e giustificano la persistenza delle sanzioni penali, invece di quelle amministrative, e l'elaborazione di un diritto penale agroalimentare, composto da norme capaci di prevenire e reprimere l'agropirateria".
Durante il question time di domani a Montecitorio, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, risponderà alla interrogazione del Gruppo del Partito democratico che chiede, “nell’auspicata ipotesi che prevalga la volontà britannica di continuare a far parte dell’Unione, quali iniziative intenda promuovere il Governo per rafforzare gli obiettivi di rilancio della crescita e dell’occupazione a livello comunitario, anche in relazione alle proposte italiane contenute nell’ampia agenda strategica presentata lo scorso febbraio. E’ urgente, infatti, recuperare lo spirito di progresso sociale ed economico per l’intero continente proprio dell’originario progetto europeo”.
“Inizia domani, presso le commissioni riunite Esteri e Ambiente della Camera dei deputati, la discussione della risoluzione per lo ”sviluppo umano e ambientale del continente africano”. L’Africa ha assunto, dal bacino del Mediterraneo all'area Sub - sahariana, un ruolo cardine per l’Europa del XXI secolo, superando tutti gli stereotipi tradizionali che la vedevano come una “terra dimenticata”. È poi un continente molto giovane, dove l’età media non supera i 25 anni e dove la popolazione continuerà a crescere fino ad ospitare, nel 2050, un quarto di quella mondiale”. Commenta l’On. Chiara Braga, prima firmataria della risoluzione assieme alla collega Lia Quartapelle Procopio, la cui discussione inizierà domani a Montecitorio.
Lo sviluppo del continente africano è – continua Chiara Braga - a partire proprio dalla questione ambientale e dello sviluppo del capitale umano, nell'interesse di tutto il pianeta e in particolare per l’Italia che, grazie alla sua posizione geografica e un legame storico tra i due continenti, deve impegnarsi, anche con iniziative legislative ad hoc, per assicurare che questa parte del globo a sud dell’Europa non sia più territorio di sfruttamento e di migrazioni di massa, ma un’area di opportunità per chi la abita e un mercato fertile anche per le nostre economie, affrontando maniera concreta le questioni delle migrazioni, dell’instabilità degli stati fragili, delle minacce ambientali come il cambiamento climatico e il bracconaggio che sovente finanzia anche il terrorismo. E in questa giusta direzione – conclude Chiara Braga – va l’impegno del Governo Italiano, in primis del presidente Renzi e del ministro Gentiloni, che hanno fatto dell’Africa un’asse determinante per la politica estera italiana recuperando i ritardi e soprattutto la scarsa lungimiranza del passato".
“Proprio il giorno in cui dichiara di ‘abbracciare’ tutta la città Chiara Appendino ha minacciato di abbandonare l’osservatorio sulla Tav. In questo modo Torino non potrà più beneficiare dei progetti e delle risorse per le opere di compensazione”: è quanto afferma Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd.
“Così, come ha dichiarato lei stessa, ‘non potrà fermare la Torino - Lione’ ma potrà purtroppo riunire idealmente quella ‘città divisa in due’ tanto sbandierata in campagna elettorale, penalizzando di fatto tutti. Chissà se i cittadini si consoleranno con i suoi abbracci”.
"Bene i Nas sull'operazione mense scolastiche. Sulla salute dei più giovani non si scherza!". Lo ha dichiarato la deputata Pd Colomba Mongiello, della commissione Agricoltura, commentando il bilancio delle ispezioni effettuate oggi nelle scuole italiane dai carabinieri che registra ben 4 tonnellate di alimenti sequestrati.
"Uno strumento importante per combattere questa inaccettabile situazione degenerata delle mense che danno cibo avariato ai ragazzi - spiega Mongiello - è sostenere il consumo di prodotti agroalimentari di qualità a filiera corta legata al territorio, e i biologici, oltre a diffondere il modello nutrizionale della dieta mediterranea che giova alla nostra economia, all’ambiente e soprattutto alla salute degli studenti. E proprio questa direzione va l'emendamento sul cibo di qualità nelle mense scolastiche, al dl 104/2013 della commissione Cultura, che è stato approvato a Montecitorio, a prima firma mia e del deputato Realacci presidente commissione Ambiente.
“Riservare una quota adeguata di cibi di qualità nei servizi di refezione scolastica – prosegue Mongiello – è una modo semplice per promuove la buona agricoltura, magari a km 0, la sana alimentazione, in un Paese che vanta il primato europeo di prodotti tipici con ben 252 denominazioni di origine riconosciute e circa 4.700 specialità tradizionali censite in tutte le regioni. L'emendamento dunque prevede che il cibo di qualità e i prodotti della dieta mediterranea dovranno essere inseriti nei menu delle scuole italiane, dagli asili nido alle superiori, ed a fornirli saranno le aziende tradizionali e biologiche del territorio. Una strada questa - conclude la deputata Pd - da intraprendere al più presto e che sicuramente rappresenterà un rimedio efficace.
Martedì 21 conferenza stampa di presentazione
Martedì 21 giugno, alle ore 10, presso la Sala Stampa di Montecitorio (via della Missione, 4), il deputato del Partito democratico Edoardo Fanucci terrà, in qualità di primo firmatario, una conferenza stampa di presentazione del progetto di legge sul sovraindebitamento. Assieme a lui sarà presente Franco Michelotti,presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Pistoia.
“E’ noto – spiega Fanucci – come la grande crisi, a partire dal 2008, abbia causato profonde trasformazioni nel tessuto economico e sociale del nostro paese, generando un grave aumento dell’indebitamento e delle insolvenze dei soggetti non fallibili, vale a dire delle famiglie e dei consumatori più in generale, delle imprese agricole, delle piccole imprese. Nel 2012, con l’introduzione della legge sul sovraindebitamento, detta anche 'salva suicidi', sono stati messi a disposizione di tali soggetti nuovi strumenti per la cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente. Tuttavia questa legge, se opportunamente migliorata, può offrire ulteriori soluzioni innovative, maggiormente idonee a consentire il superamento della crisi e il ritorno alla vita normale per i cittadini avvinti dalla morsa del debito".
“Proprio per questo la legge 'salva suicidi', se adeguatamente riformata come prevede il progetto di legge di cui sono primo firmatario, può risolvere innumerevoli situazioni disperate di famiglie e di piccoli imprenditori che, lasciandosi alle spalle il vecchio indebitamento, possono intraprendere un nuovo inizio. Oltre un milione di sovraindebitati potrebbe adire la nuova normativa e tra questi, tengo a sottolinearlo, anche i contribuenti sovraindebitati verso Equitalia.”, conclude Fanucci.
“Il gruppo consiliare "SiamoVeneto" ha elaborato una campagna informativa contro il gioco d’azzardo di pessimo gusto. Trovo gravissimo il volantino fatto circolare sul web ed in forma cartacea in cui si definisce lo stato come “pusher". La campagna è stata finanziata con soldi pubblici dei cittadini veneti ed è l''ennesimo esempio di una politica che sa solo gridare senza avere la responsabilità di governare la cosa pubblica e che strumentalizza i problemi al solo scopo di lucrare consenso”. Lo ha detto Daniela Sbrollini del Pd, vice presidente della commissione Affari sociali della Camera.
“L’immagine diffusa ovunque, di pessimo gusto - prosegue Sbrollini -, mostra una siringa con scritto a caratteri cubitali “drogati con moderazione”. La politica invece sta facendo tanto contro la ludopatia, tanto sta facendo il Parlamento in questa legislatura come nella scorsa e un gran lavoro lo stanno facendo anche le amministrazioni locali, quella di Vicenza in particolare se ne è occupata molto, dando regole severissime contro il proliferare delle sale giochi. Il Sottosegretario all’ economia Pier Paolo Baretta ha recentemente confermato il provvedimento che prevede la riduzione rispetto alle 400 mila attuali macchinette, l’obiettivo è quello di rimuovere tutte le macchinette dai bar e dalle tabaccherie, e concentrarle solo ed esclusivamente in sale specializzate. La legge di stabilità 2016 ha istituito presso il Ministero della salute il Fondo per il gioco d'azzardo patologico-GAP, per la dotazione del fondo è già autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui. Va mantenuto in vita il mercato che però dev’essere severamente controllato e regolamentato. Se così non fosse, con certezza e in poco tempo, vi sarebbe un aumento esponenziale del gioco d’azzardo illegale, gestito da organizzazioni criminali o mafiose senza alcun controllo ed incasso da parte dello Stato, che si vedrebbe solo addebitare a suo carico enormi costi sociali. Non si può vietare completamente il gioco, bisogna prevenire e limitare i fattori di rischio che portano alla ludopatia , si deve cominciare dal togliere il gioco d’azzardo dai luoghi della quotidianità e bisogna fare in modo che i giovani stiano lontani dalle sale gioco e dalle scommesse. Bisogna offrire ai ragazzi altre accattivanti possibilità di svago e di ritrovo prevenendo pericolose deviazioni sociali, lo si può fare ad esempio attraverso l’attivazione di percorsi educativi, culturali o sportivi in collaborazione con le scuole e con le famiglie”.