24/06/2016 - 15:54

“Per Guido Montanari, neo assessore all’Urbanistica nella giunta di Chiara Appendino, la Metro 2 è solo un bluff. Rischia quindi di essere abbandonata una infrastruttura strategica per collegare le periferie con il centro”: è quanto afferma Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd.

“E’ il primo passo del ‘governo del No’; ma non ci potevamo aspettare altro da un sindaco che le periferie le ha viste solo e per la campagna elettorale e da un urbanista ‘vetero chic’ che le renderà ancora più marginali”.

24/06/2016 - 15:52

Oggi la Gran Bretagna se n'è andata dall'Unione Europea. Quasi la metà degli scozzesi vorrebbe andarsene dalla Gran Bretagna. I Gallesi un po' ci pensano. A Belfast c'è stata una guerra civile per decenni per lo stesso motivo. La Catalunia vorrebbe staccarsi dalla Spagna e pure i baschi non si sentono a casa, i cechi hanno salutato gli slovacchi tempo fa, nella ex Iugoslavia si sono ammazzati e hanno fatto la pulizia etnica. Si può criticare quanto si vuole l'Europa tecnocratica. E non a caso noi ci battiamo per un'Europa sempre più politica e dei popoli. Ma non si può non capire che, oggi più che mai, chi si divide è destinato alla sconfitta. Chi si unisce, superando le differenze, è destinato a vincere. E se oggi in Europa c'è chi piange, in giro per il mondo c'è chi ride per quello che è successo qui stanotte. Si può essere dalla parte della ragione e perdere, è quello che è successo in questo caso. E chi come la Lega di Salvini - che ha nello Statuto la secessione dall'Italia - o gli ‘statisti’ del M5S che festeggiano con il loro amico Nigel Farage, dimostrano esattamente quello che sono.  Basta chiedere ai ventenni italiani, francesi, inglesi, spagnoli o tedeschi se si sentono o no veramente europei e se il loro (e nostro) futuro è meglio che sia l'Europa o la piccola regione in cui sono nati per caso”.

Lo scrive il vice capogruppo vicario del Partito Democratico alla Camera, Matteo Mauri, sulla sua pagina Facebook.

24/06/2016 - 13:39

“Abbiamo lavorato con grande serietà alla preparazione del disegno di legge contro il caporalato, che è il frutto positivo del nostro contributo, del Pd e dei deputati pugliesi in particolare, insieme a quello determinante dei ministri dell’Agricoltura, Maurizio Martina, della Giustizia, Andrea Orlando e del Lavoro, Giuliano Poletti. Per questa ragione raccogliamo con favore la richiesta che giunge dalla manifestazione nazionale di domani a Bari, promossa da Fai, Flai e Uila, di accelerarne l’approvazione e ci impegniamo con le migliaia di lavoratori in piazza a chiuderne favorevolmente e in tempi rapidi l’iter legislativo”.

Così il deputato Dem pugliese Ludovico Vico, componente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo.

24/06/2016 - 11:33

"La democrazia si esprime in ogni Paese attraverso il voto che i cittadini danno a chi li deve rappresentare nelle istituzioni. Ci sono certamente situazioni nelle quali è giusto il pronunciamento del popolo ma io sono tra quelli che pensano che su temi così complessi non sia molto semplice per un cittadino esprimersi con un si o con un no. C'è bisogno di una riflessione un po' più approfondita". Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo a 'Radio Radio'.

24/06/2016 - 11:31

"L'uscita della Gran Bretagna dall'Europa è l'ultimo regalo velenoso di oltre trent'anni di liberismo politico, economico e sociale. Lo stesso che, dopo averci trascinato nella più grave crisi economica mai vissuta in occidente, pretende ancora di dettare la regola del cieco rigore di bilancio ai Paesi europei. Libertá di licenziamento e abbattimento dello Stato sociale sono state le linee-guida delle politiche dell'Europa, anche imposte al nostro Paese". Lo scrive sul suo profilo Facebook  Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Scopriamo con ritardo - prosegue- la rivolta del ceto medio in via di estinzione  e di conseguente proletarizzazione e delle periferie dei vecchi e nuovi poveri e assistiamo inermi al trionfo dei populismi".

"Se la politica non cambierà strada con proposte alternative di modello economico e sociale, mi in primo luogo alla sinistra alla quale chiedo anche uno scatto di orgoglio, non solo decreteremo la fine dell'Europa, ma metteremo a rischio la stessa sopravvivenza della democrazia", conclude.

24/06/2016 - 11:30

“Non è servito il sacrificio di Jo Cox, né i tanti autorevoli appelli. E’ un giorno davvero brutto per l’Europa. Londra e la Scozia non sono riuscite a compensare la valanga “Leave” dell’Inghilterra profonda e del Galles. Dobbiamo prepararci a un contraccolpo pesantissimo, anche se l’Unione ha già pronto un piano di emergenza e le Banche centrali sono già attivate per scongiurare il peggio. La cosa più triste è vedere i leader di estrema destra di tutta Europa esultare, mentre si prospetta un futuro incerto per i nostri Paesi. In un momento così difficile penso vada accolto e fatto nostro l’appello della delegazione degli eurodeputati socialisti francesi che sottolineano come adesso sia il momento di una rifondazione, sia a livello dell’Ue che al livello dell’eurozona, in cui i 27 Paesi devono lavorare insieme e rifondare quello spirito unitario che in questi momenti ci sembra perduto”.

Così Marina Berlinghieri, Capogruppo Dem in Commissione Politiche dell’Unione europea.

24/06/2016 - 10:06

"Giorno tristissimo. Brexit mina speranza di crescita e pace. Tutti più fragili e vulnerabili. Da qui si riparte per Ue più coesa e forte".

Lo scrive in un tweet Ettore Rosato,  capogruppo del Pd alla Camera.       

24/06/2016 - 09:43

Soluzione a contraddizioni non è disintegrazione

“'Leave the European Union' parole che oggi pesano come un macigno su un'Europa disgregata non piu' solo a parole ma anche nei fatti. La peggiore delle previsioni purtroppo si e' avverata, dopo una campagna referendaria carica di odio, paura e illusioni. La decisione dei cittadini britannici di mettere la parola 'fine' a un rapporto evidentemente ormai logorato e irrecuperabile obbliga gli Stati europei a una riflessione senza precedenti. Uno choc simbolico sul quale non si potra' indugiare troppo: le ripercussioni di questa scelta in Gran Bretagna, come nel resto d’Europa, saranno politiche, sociali, militari e naturalmente economiche, nonostante il paracadute predisposto dalle banche centrali”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.

“Ricercare le responsabilita' di questo esito sarebbe un inutile gioco al massacro. – prosegue Bordo - Occorre invece intervenire rapidamente per disinnescare il rischio concreto di un'emulazione anche in altri Paesi di quanto accaduto in Gran Bretagna. Abbiamo bisogno immediatamente di fare scelte politiche che consentano all'Europa di tornare a crescere a ritmi sostenuti, di creare occupazione, di realizzare redistribuzione sociale. Sara' necessario che i Paesi collaborino di piu' sulle questioni fondamentali e non facciano prevalere gli egoismi nazionali, spesso terreno fertile per il radicamento di forze antieuropee e di nuovi nazionalismi. Gli Stati devono recuperare lo spirito unitario, anche perche' la soluzione alle contraddizioni europee non puo' essere la disintegrazione dell'Unione capeggiata da movimenti populisti e xenofobi. L’Europa va rilanciata. Non ci sono alternative ad essa”.

“Bisogna adoperarsi per giungere quanto prima a una proposta di riforma che assicuri all’Unione maggiore integrazione e una identita' piu' chiara. D'altra parte, se non si trova una via di salvataggio europea a questo momento di grande difficolta' ogni Paese pensera' di potersi salvare da solo, commettendo in questo modo un errore gravissimo. Da domani, anche sulla scorta del pessimo risultato del referendum inglese, si lavori allora ad un progetto europeo piu' attraente e capace di renderci tutti meno vulnerabili di quanto non lo siamo oggi. Si faccia ogni sforzo per costruire una nuova Europa, piu' forte e coesa, che abbia l’ambizione di essere protagonista nel mondo” conclude Bordo.

23/06/2016 - 20:25

“I dati, confusi e incompleti, forniti dall’Agcom diventano con il passare delle ore la base per interpretazioni sempre più strampalate”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Ieri Fico – spiega – è riuscito non si sa come a dilatare lo spazio dedicato a favore del sì fino a fargli toccare il 78% mentre oggi Brunetta si avventura in un analogo stiracchiamento, pur di dimostrare il falso. A vantaggio delle opposizioni, che continuano a far finta di non capire, cerchiamo di spiegarlo una volta ancora: i dati sulle presenze tv rispetto al referendum sono il frutto della libera scelta dei partiti, che utilizzano gli spazi loro assegnati nel modo che credono. E già questo dovrebbe essere un argomento decisivo. Dal momento che non se ne tiene conto, aggiungiamo che sulla base degli stessi dati aggregati forniti dell’Agcom, il Sì è stato rappresentato il 51% del tempo, il No il 34. Quindi Fico e Brunetta, prima si mettano d’accordo e poi ci spieghino come hanno fatto ad arrivare, rispettivamente, al 78 e al 70%. Anche a prescindere da tutto questo, i rilevamenti dell’Autorità e quelli girati sin qui sono poco convincenti. Si prenda come esempio il tanto citato caso di Napolitano. Il presidente emerito risulta aver parlato in tv a favore del sì per ben 19 minuti quando, in realtà, si è parlato di lui per 19 minuti e il suo pronunciamento per le riforme si è limitato alla trasmissione ‘Che tempo che fa’.”

“Considerata l’estrema confusione dei rilevamenti fin qui circolati, ci pare sia necessario fare chiarezza e, soprattutto di dati più affidabili. Chiederemo al direttore generale della Rai di mettere a disposizione i dati dell’azienda e altrettanto faremo con l’Osservatorio di Pavia”, conclude.

23/06/2016 - 20:11

“Quello che ieri era un invito al Garante nazionale per l’Infanzia, anche attraverso la mia lettera al quotidiano il Mattino,oggi, anche alla luce delle polemiche sorte tra Curia e Garante regionale, diventa un appello affinché intervenga con urgenza per scongiurare  che il drammatico  problema  evidenziato dalla ricerca effettuata dal garante regionale della Campania si impantani in una sterile querelle che non porta ad alcun risultato. Asl, servizi sociali, scuola, così come la Chiesa, sono tutti chiamati a dare il proprio contributo per affrontare un fenomeno aberrante come l’incesto ed aiutare i bambini di quei quartieri e di quelle aree. Nel mentre ci attardiamo nelle nostre polemiche e leggiamo i lanci di agenzia ci può essere una vittima. Pertanto torno a rivolgermi alla D.ssa Albano, in qualità di Presidente dell’autorità garante per l’Infanzia affinché intervenga e si attivi immediatamente per quell’azione di coordinamento tra le istituzioni indispensabile per avviare un azione di contrasto efficace e capillare”.

Così il deputato Dem, Michele Anzaldi, Segretario della commissione di Vigilanza Rai.

23/06/2016 - 17:49

"Martedì prossimo chiameremo a discutere di NetNeutrality, per la prima volta in Italia alla Camera dei Deputati, i principali attori italiani ed internazionali. Il keynote di apertura spetterà al sottosegretario con delega alla Comunicazione del governo, Antonello Giacomelli e le conclusioni al commissario Agcom, Antonio Nicita". Lo afferma Sergio Boccadutri, deputato del Pd, presentando l'appuntamento organizzato dall'Area Innovazione del PD, di cui è coordinatore, che si svolgerà il 28 giugno alle ore 09.30 presso l'Aula dei Gruppi parlamentari di Montecitorio. "Il 25 novembre scorso - prosegue Boccadutri - è stato adottato il Regolamento 2015/2021 che stabilisce misure riguardanti l’accesso ad un’Internet aperta e proibisce discriminazioni, traducendo per la prima volta il concetto di Net Neutrality nell’ordinamento europeo. Inoltre è di pochi giorni fa la decisione di un tribunale californiano che ha confermato la validità delle norme varate dalla FCC americana a tutela della natura ‘aperta’ di Internet, stabilendo che i fornitori di servizi a banda larga devono agire come “piattaforme neutrali e indiscriminate” e non potranno, quindi, bloccare o limitare il traffico internet né fornire ai provider le cosiddette ‘corsie privilegiate’ a pagamento. Il regolamento ha stabilito alcuni punti fermi, ma l’interpretazione concreta delle disposizioni in materia è ancora in fase di discussione. Il Parlamento europeo ha affidato al BEREC, Body of european regulators for electronic communications, la definizione delle linee guida che indirizzeranno l’attività di implementazione delle nuove regole da parte delle Autorità Nazionali in ciascuno Stato Membro", conclude Boccadutri.

23/06/2016 - 17:31

L’Italia investe nelle energie rinnovabili e verdi. 

"Il Premier Renzi ha presentato oggi un pacchetto di investimenti da 9 miliardi di euro in venti anni per incrementare e diffondere energie rinnovabili. Per la rete distributiva, Terna stanzierà ulteriori 4 miliardi nei prossimi 4 anni.
Il nostro Paese sa di essere all’avanguardia e può sfruttare questo vantaggio tecnologico per adempiere agli impegni presi nella conferenza sul clima di Parigi. A questa “strategia verde” dovranno orientarsi tutti i grandi operatori pubblici e privati. 

Per salvaguardare il Pianeta, non è più tempo di analisi e riflessioni ma di azioni di concrete".

Lo scrive in un post su Facebook Ettore Rorato, presidente dei deputati Pd.

23/06/2016 - 17:29

"Perché nelle produzioni milanesi di ‘Che Tempo Che Fa’, ‘Rischiatutto’ e ‘Detto Fatto’, sebbene la disponibilità in Rai di personale di regia altamente qualificato, l’azienda, nell’individuare recentemente le figure dell’area regia, ha scelto di nuovo di attingere a personale esterno? Ma,  più in generale, come mai la tendenza della tv pubblica è  sempre quella di usare professionalità non interne?”. Lo chiede il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, Vinicio Peluffo, con un interrogazione indirizzata al presidente della Rai Monica Maggioni e al direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

“Mi domando se i vertici della Rai non  ritengano che la mancata valorizzazione delle proprie risorse non contraddica nei fatti quello viene affermato nel codice etico ed è stato detto da loro stessi in più di un’occasione. E se non ritengano che il costante accantonamento a favore di esterni delle professionalità che in Rai già esistono, e sono di elevato livello, non contribuisca nei fatti a svilire tali professionalità impoverendo l’azienda dal punto di vista professionale, lavorativo e sul piano della motivazione personale dei lavoratori, oltre a incidere negativamente sulle politiche di bilancio”, conclude.

23/06/2016 - 17:10

Lo ‘scivolone’ sull’emendamento dell’opposizione al ddl antiterrorismo “mi lascia a dir poco sconcertata. E’ un voto che ha il solo effetto di ritardare ulteriormente l’entrata in vigore di convenzioni internazionali di grande significato e rilevanza nella prevenzione e nella lotta di contrasto al terrorismo internazionale, specie a quello nucleare, e alle sue fonti di finanziamento”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, ricordando come a Montecitorio il provvedimento sia passato a fine gennaio “con 279 sì, 92 astenuti e nessun voto contrario”.

A giudizio di Ferranti, si tratta di “un provvedimento che di per sé dovrebbe comportare la presenza compatta in aula delle forze di maggioranza e un voto unitario. Una volta di nuovo alla Camera, sarà mio impegno personale – conclude – recuperare i tempi assicurando un esame il più rapido possibile per l’approvazione definitiva”.

23/06/2016 - 15:59

“Anche oggi sui tempi dedicati dai Tg al tema del referendum continuano le menzogne e le invettive intimidatorie di Fico e Brunetta”.

Cosi Sergio Boccadutri, deputato Pd e componente dem in Commissione di Vigilanza Rai.
“A questi signori - prosegue Boccadutri - spieghiamo nuovamente, con l’auspicio che riescano finalmente a recepire, un  concetto chiaro ed elementare: sono i partiti che decidono liberamente cosa dire negli spazi a loro disposizione nei tg. Se Fico e Brunetta non vogliono parlare di referendum nei Tg è una loro legittima scelta, poi però non si lamentino. Inoltre, i dati Agcom dimostrano che se esiste uno squilibrio nelle presenze nei tg a favore del Sì o del No al referendum, è a scapito del si”.

“La verità - conclude l'esponente Pd - è che M5S e Forza Italia le provano tutte nel tentativo abbastanza triste di mendicare qualche secondo in più nei telegiornali a loro favore, mettendo in campo una squallida e fantasiosa messinscena peraltro smentita dai dati reali”.

Pagine