“Grazie alla Consulta, cade oggi l’ennesimo divieto crudele e ingiusto stabilito dalla Legge 40, quello che vietava l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita per le coppie fertili con patologie genetiche”. Lo dichiara Roberta Agostini, deputata del Partito Democratico e coordinatrice delle Donne Pd.
“La sentenza di oggi – spiega Agostini - assesta l’ennesimo colpo a una legge che ha costretto tante coppie a viaggi della speranza e imposto un divieto assurdo al desiderio di maternità e paternità di molte persone”.
“Si tratta quindi di un giorno importante: oggi si è compiuto un passo avanti sul cammino di un più pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone”, conclude Roberta Agostini.
“Una conto è la spregiudicatezza, un altro le balle spudorate come quelle raccontate da M5S sul reclutamento dei futuri insegnanti: secondo la proposta del Pd, l’aspirante insegnante per formarsi non pagherà più di tasca propria, anzi verrà pagato dallo Stato ”. Lo dichiara Manuela Ghizzoni, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Cultura alla Camera.
“Per la formazione iniziale del docente e l’accesso alla professione – spiega Ghizzoni - abbiamo previsto un modello totalmente innovativo. Il nostro obiettivo è evitare gli errori del passato, in particolare quello di creare precariato, e poter mettere alla prova gli aspiranti docenti con tirocinio e formazione sul campo”.
“Per questo, per l’accesso alla professione – continua la deputata democratica - abbiamo previsto un concorso nazionale attraverso il quale si accede a un contratto triennale di formazione, durante il quale l’aspirante docente perfeziona le competenze sulla didattica della disciplina e progressivamente assume la funzione docente. Al termine del triennio, si passa direttamente in ruolo. In poche parole, lo Stato investe sui talenti e le attitudini dei futuri docenti, pagandone la formazione”.
“Ne deduciamo – aggiunge Ghizzoni – che i 5 Stelle preferiscono il modello dei costosi Tfa a pagamento (da 2500 a 3000 euro) a carico degli aspiranti docenti. Noi preferiamo pagarli mentre si perfezionano. Loro preferisco il sistema attuale, che produce precariato, noi le immissioni in ruolo garantite sul fabbisogno, con un’unica prova concorsuale”.
“Per evitare questo strafalcione, bastava leggersi il testo delle modifiche al ddl. Ma i deputati di M5S non si sono evidentemente presi la briga di farlo: sparare accuse a casaccio è più facile”, conclude Manuela Ghizzoni.
“Da quanto si apprende, l’intervento della Consulta sulla Legge 40 è del tutto coerente con i suoi precedenti pronunciamenti. Attendiamo di leggere la sentenza ma si buon ben dire che la cancellazione del divieto per le coppie fertili con patologie è davvero una buona notizia. Prosegue, dunque, pezzo dopo pezzo, lo smantellamento di una pessima legge”.
Così la capogruppo del Pd in commissione Affario sociali, Donata Lenzi, dopo le anticipazioni sulla decisione della Consulta.
Sulla class action “è stato fatto un buon lavoro, che ha visto la fruttuosa collaborazione tra maggioranza e opposizione. Anche con l’apporto di emendamenti del Pd, che hanno avuto il parere favorevole del relatore Bonafede e del governo, dalla commissione esce un testo che potrà rendere finalmente efficace il ricorso all’azione di classe semplificando i procedimenti di adesione”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia, commenta la conclusione dell’esame del provvedimento (formalmente manca solo il mandato al relatore dopo aver raccolto i necessari pareri delle altre commissioni) che approderà in aula la prossima settimana. “Con questo testo –spiega – la class action entra a pieno titolo nel codice di procedura civile uscendo dall’angusto ambito del codice del consumo, in concreto ciò significa che, consumatore o meno, tutti ora potranno far valere in giudizio la lesione di ‘diritti individuali omogenei’ avanzando richieste di risarcimento o chiedendo l’inibitoria per evitare il perpetrarsi di condotte plurioffensive”.
Insomma, “indubbiamente un buon passo avanti rispetto alla normativa attuale, che rende la class action strumento realmente efficace. Tanto più – sottolinea Ferranti – che viene semplificato anche il procedimento di adesione attraverso gli strumenti informatici e si garantisce l'effettiva pubblicità tramite i portali di servizio telematico del ministero della Giustizia. Tra l’altro, come già avviene nel sistema francese introdotto nel 2014, alla class action sarà possibile aderire anche dopo la sentenza di condanna”.
Domani, venerdì 15 maggio , alle ore 11:30, presso la sala Stampa della Camera dei Deputati, sarà presentata la proposta di legge sul “Mobility Management”
"La mia proposta di legge ha lo scopo di implementare la fondamentale figura del mobility manager, aziendale e scolastico, al fine di organizzare la mobilità dei dipendenti e per affrontare concretamente il grave problema della congestione del traffico delle città italiane, assicurando una gestione dei trasporti razionale e sostenibile". Lo dichiara il deputato del Pd e presidente dell’intergruppo sulla Mobilità sostenibile, Paolo Gandolfi, che domani presenterà la proposta di legge sul cosiddetto "Mobility Management" alle ore 11:30 presso la Sala Stampa di Montecitorio.
"La figura del mobility manager è quella di un dirigente interno alle aziende pubbliche e private con la funzione di occuparsi della mobilità dei dipendenti, ossia come vengono a lavorare e come si muovono per lavoro; mentre il mobility manager scolastico si occupa dell'organizzazione dell'arrivo a scuola degli studenti. Il mobility manager costruisce inoltre progetti di mobilità sostenibile riferiti ai dipendenti dell'azienda, interfacciandosi non solo con i dipendenti stessi ma, essendo un dirigente e avendo quindi una possibilità di azione nell'organizzazione di servizi, anche con l'ufficio mobilità dei vari Comuni dove le aziende risiedono", aggiunge il deputato.
"Alla Camera abbiamo approvato dentro al collegato ambientale un fondo di 35 milioni di euro che verrà utilizzato dal ministero dell'Ambiente per fare un progetto per gli spostamenti casa-lavoro. Chiaramente le aziende che avranno al loro interno la figura del Mobility Manager saranno quelle aziende che potranno accedere ai finanziamenti previsti dai bandi", conclude Gandolfi.
Parteciperanno alla conferenza Federico Castorina e Tommaso Giacchetti, rispettivamente Presidente e Direttore Generale del think tank Cultura Democratica. Sarà presente anche il Prof. Stefano Carrese, delegato per il Rettore di Roma Tre alla mobilità sostenibile.
Quello di papa Francesco "è un nobile ed alto gesto di pace”. Lo sostiene la deputata del Pd Marietta Tidei, del Gruppo interparlamentare per la Pace, la quale aggiunge: “la scelta del Vaticano di riconoscere lo Stato palestinese è di enorme importanza. Si tratta di un contributo fondamentale agli sforzi della diplomazia internazionale per definire la strada per una risoluzione del conflitto israelo-palestinese nell’unico modo possibile, cioè attraverso il riconoscimento di uno Stato di Palestina. Molto importanti anche i contenuti dell’accordo stretto tra Vaticano e Autorità nazionale palestinese e il valore attribuito alla laicità, storicamente parte della cultura palestinese. Dopo il passo di Francesco, ci aspettiamo dal nostro Governo un gesto semplice: l’attuazione della mozione votata in parlamento per il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato palestinese”.
“La proposta di riorganizzazione del nuovo ente di ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria, predisposta dal Commissario straordinario Salvatore Parlato, presenta criticità che rischiano di condizionare la futura capacità del nuovo Ente nel supportare istituzioni e amministrazioni pubbliche”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio, dopo l’audizione di Parlato.
“Nel disegno del nuovo Ente – sostiene Oliviero – le tradizionali attività e i temi fondanti di ricerca sono poco valorizzati e hanno subito un indebolimento, mentre avrebbero dovuto essere incrementati e valorizzati anche tramite rapporti stabili di lavoro. L’ex INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) paga un prezzo molto elevato alla riorganizzazione, in quanto viene smembrato in tre parti, perdendo così la sua centralità e la sua storica capacità di visione unitaria sui caratteri tradizionali e sui fenomeni emergenti in agricoltura.
Con questa proposta di organizzazione i temi della politica agraria rischiano di perdere in strategicità: per effetto dello smembramento in più strutture è minata la capacità di analisi interdisciplinare che caratterizza questa branca delle ricerca pubblica, perdendo attenzione su temi di frontiera, quali i beni pubblici, la multifunzionalità, la bioeconomia, la diversificazione dei redditi, temi di avanguardia della ricerca europea e internazionale”.
“Sicuri della sensibilità del Commissario straordinario – conclude il capogruppo Pd – ci auguriamo che questo piano possa essere modificato come auspicato da tutti gli interventi dei componenti della commissione Agricoltura”.
“Dov’è finito il Fico che si autoproclamava rivoluzionario? Oggi apprendiamo che tra una riforma profonda del sistema radiotelevisivo e l’esistente, cioè l’orrenda legge Gasparri, il presidente della Commissione Vigilanza preferisce la seconda, al punto di rimpiangerla in anticipo”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.
“La sua improvvisa svolta moderata – continua Peluffo – rientra probabilmente nella classica paura legata alle strade nuove rispetto a quelle già conosciute. L’ex rivoluzionario Fico, infatti, sa bene che la riforma della Rai non assicura a M5S un posto in Cda, mentre con la vecchia legge Gasparri quella poltrona sarebbe certa”.
“Questo tipo di motivazioni ‘ideali’ – prosegue il capogruppo Pd – sono d’altronde le stesse che guidano Grillo, il quale partito con il proposito roboante di privatizzare la Rai, ora si preoccupa unicamente di contare i minuti che i Tg gli dedicano”.
“Per fortuna – aggiunge Peluffo – con la riforma del sistema radiotelevisivo il governo e la maggioranza metteranno al centro non le spartizioni di poltrone, ma le competenze e il merito nella scelta dei vertici Rai, che saranno poi responsabilizzati rispetto alla gestione dell'azienda individuando un ad, all'interno di un Cda che sarà votato a maggioranza dal Parlamento, proprio a tutela del pluralismo”.
“A Fico più che il pluralismo interessa la certezza della poltrona, ma dovrà farsene una ragione”, conclude Vinicio Peluffo.
“La proposta di riorganizzazione del nuovo ente di ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria, predisposta dal Commissario straordinario Salvatore Parlato, presenta criticità che rischiano di condizionare la futura capacità del nuovo Ente nel supportare istituzioni e amministrazioni pubbliche”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio, dopo l’audizione di Parlato.
“Nel disegno del nuovo Ente – sostiene Oliviero – le tradizionali attività e i temi fondanti di ricerca sono poco valorizzati e hanno subito un indebolimento, mentre avrebbero dovuto essere incrementati e valorizzati anche tramite rapporti stabili di lavoro. L’ex INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) paga un prezzo molto elevato alla riorganizzazione, in quanto viene smembrato in tre parti, perdendo così la sua centralità e la sua storica capacità di visione unitaria sui caratteri tradizionali e sui fenomeni emergenti in agricoltura.
Con questa proposta di organizzazione i temi della politica agraria rischiano di perdere in strategicità: per effetto dello smembramento in più strutture è minata la capacità di analisi interdisciplinare che caratterizza questa branca delle ricerca pubblica, perdendo attenzione su temi di frontiera, quali i beni pubblici, la multifunzionalità, la bioeconomia, la diversificazione dei redditi, temi di avanguardia della ricerca europea e internazionale”.
“Sicuri della sensibilità del Commissario straordinario – conclude il capogruppo Pd – ci auguriamo che questo piano possa essere modificato come auspicato da tutti gli interventi dei componenti della commissione Agricoltura”.
Un'iniziativa sulla formazione duale e sull'educazione alla cittadinanza
"Uno dei punti di forza dell'economia tedesca - un aspetto che ha consentito alla Germania di superare meglio di altri paesi la grave crisi internazionale degli ultimi anni - è certamente il sistema duale di alternanza scuola lavoro, caratterizzato da uno stretto rapporto tra approccio teorico ed esperienze lavorative pratiche, giá a partire dal periodo scolastico. Caratterizzato inoltre da una forte partecipazione aziendale alla formazione duale dei ragazzi, anche attraverso un investimento economico nel sistema duale". Lo ha detto Laura Garavini, introducendo un'iniziativa promossa alla Camera in qualità di Presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia italo tedesco: la presentazione del volume “Educare alla cittadinanza, al lavoro ed all'innovazione. Il modello tedesco e proposte per l'Italia”, curato dall'Associazione Treellle e dalla Fondazione Rocca.
"Confrontarsi con le esperienze di altri Paesi è qualcosa che arricchisce, offre nuovi spunti e può risultare prezioso nell'individuazione di soluzioni innovative" ha proseguito la parlamentare, "Non è un caso che la presentazione della ricerca, di cui è coautore il collega Giampaolo Galli, avvenga in contemporanea alla trattazione in aula della 'Buona scuola', una riforma che introduce anche in Italia il sistema duale di alternanza scuola lavoro e che si appresta ad innovare profondamente il sistema educativo e formativo del Paese".
La deputata PD ha concluso: “Diverse riforme, già adottate o in via di definizione, stanno traendo impulso da buone prassi altrui, già storicamente sperimentate, che possono rappresentare un importante contributo alla discussione su come rendere il nostro Paese più moderno, più efficiente e più giusto”.
La presentazione del volume è avvenuta all'interno della rassegna di conferenze promosse dal Gruppo interparlamentare di amicizia italo-tedesco. Presenti i due autori della ricerca, il deputato Giampaolo Galli (PD) ed il Professor Alessandro Cavalli, Accademico dei Lincei. L'incontro, introdotto dal Vice Presidente dell’Unione Interparlamentare, Rocco Buttiglione è stato moderato dal corrispondente economico della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tobias Piller, ed ha visto il partecipato contributo di numerosi ospiti.
Dopo anni di tagli, dal governo 3mld l’anno di finanziamenti
“Finalmente la scuola torna al centro del dibattito in Italia come non capitava da anni; e questo grazie al progetto di riforma del governo con cui si definisce la piena realizzazione e lo sviluppo dell’autonomia scolastica sancita ben 18 anni fa. Con questa riforma si afferma chiaramente che la scuola non è solo di una parte politica ma è uno dei pilastri fondamentali del nostro Paese e che deve essere messa nelle condizioni ideali di contribuire pienamente e degnamente alla costruzione del futuro dei giovani. E’ proprio per questo che, anche grazie al grande lavoro svolto in commissione Cultura e che ha condotto a notevoli modifiche del testo, abbiamo puntato all’innovazione della didattica per il miglioramento delle conoscenze e delle competenze, all’ apertura delle scuole al territorio, al pieno coinvolgimento della comunità scolastica nella definizione del piano dell’offerta formativa e all’apprendimento per competenze”. Lo ha detto Maria Coscia, capogruppo Pd in commissione Cultura e relatrice al ddl ‘la buona scuola’ durante la relazione in aula di Montecitorio.
“Abbiamo lavorato - prosegue Coscia - per dare pari opportunità a tutte le studentesse e gli studenti, contrastando le disuguaglianze sociali, culturali e territoriali e mettendo in campo strumenti importanti per combattere la dispersione scolastica. Per realizzare questi obiettivi, dopo anni di tagli indiscriminati, abbiamo stanziato 1 miliardo per quest’anno e 3 dal prossimo che saranno stabili; abbiamo definito anche l’organico dell’autonomia con l’immissione in ruolo di 100mila docenti che contribuiranno a realizzare questi obiettivi e potenziato la scuola digitale e l’alternanza scuola lavoro. Con questa legge, finalmente si mettono a sistema tutte le esperienze e le buone pratiche realizzate in questi lunghi anni nelle nostre scuole e si compie questa operazione attraverso la valorizzazione delle competenze dei docenti, il potenziamento degli organi collegiali e una nuova responsabilità assegnata ai dirigenti scolastici. La scuola è una comunità educante in cui ognuno mette a servizio dei ragazzi competenze e esperienze. Sono certa che se sapremo cogliere questa opportunità daremo alla nostra scuola un futuro migliore”.
La prossima settimana “potrà passare alle cronache per una doppietta straordinaria: ecoreati al Senato e ddl anticorruzione alla Camera. Due leggi cruciali per la legalità, che il paese e i cittadini attendono da anni”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio: “E’ l’ennesimo impegno mantenuto dal Pd e dal governo e il segnale forte che questa maggioranza – sottolinea – non fa sconti ai corruttori e agli inquinatori. Il testo sui reati ambientali e quello sulla corruzione rappresentano un cambio di rotta storico rispetto al passato e andranno a colpire quei fenomeni criminali che in questi anni hanno causato dolore alle vittime e prodotto disastri nel tessuto economico-sociale portando al declino il nostro paese”.
“L’operazione Andromeda, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dalla squadra mobile della Polizia, dalla Dia e dalla Gdf del capoluogo calabrese, rappresenta un duro colpo alle cosche che controllano il territorio di Lametia Terme. E’ stata colpita la ‘ndrangheta imprenditrice, quella che si avvale della storica capacità di intimidazione per fare nuovi affari, conquistare quote rilevanti di mercato inquinando la via economica e impedendo uno sviluppo sano e la buona occupazione. Dobbiamo essere grati alle forze dell’ordine e alla magistratura per il difficile e complesso lavoro d’indagine che ha permesso di sgominare una rete criminale potente e pericolosa, con proiezioni in altre regioni d’Italia e all’estero”.
Dichiarazione dell’on. Rosy Bindi
Presidente della Commissione parlamentare Antimafia.
La vice presidente della Camera: forte vicinanza alla famiglia di Abati, situazione sicurezza ancora molto difficile
“L’offensiva di primavera dei Talebani era attesa, tanto più violenta nell’anno in cui la coalizione internazionale si appresta a lasciare il paese e a trasferire la responsabilità della sicurezza nelle mani degli Afghani. Di fronte ai morti, e all’uccisione di un cittadino italiano, è dovere di ognuno far prevalere il cordoglio per tutte le vittime ed esprimere la più forte vicinanza alla famiglia di Alessandro Abati”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni dopo l’attacco al residence di Kabul.
“La gravità degli attentati di queste ore da parte dei Talebani è sotto gli occhi di tutti – continua - e certo ciò richiede una risposta decisa e unitaria dalla comunità internazionale. Alle incertezze politiche per l’evoluzione della situazione in Afghanistan si aggiunge con ogni evidenza un quadro ancora molto problematico sotto il profilo della sicurezza. Non possiamo permetterci di lasciare l’Afganistan nelle mani del terrorismo - conclude - e al tempo stesso non possiamo prolungare indefinitamente la presenza militare straniera in quel territorio: è questo il rebus che dobbiamo risolvere insieme alle autorità afgane e con il pieno coinvolgimento di tutti i principali attori dell’area”.
“L’allarme della Coldiretti sull’imminente fine del pesce 'europeo' arriva a ridosso dell’approvazione definitiva del Collegato Agricoltura, che tra l'altro prevede controlli e frodi nel settore ittico e dell'acquacoltura, oltre a interventi finanziari e condizioni agevolate. A seguire le Camere esamineranno un ddl specifico sul Rilancio settori agricoli in crisi. Una straordinaria occasione, dunque, da cogliere per contrastare le tante emergenze del settore e valorizzare tutta la filiera ittica”.
Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio che aggiunge: “Siamo di fronte a un grave problema causato da decenni di saccheggi del nostro patrimonio ittico in barba a qualsiasi logica di conservazione dell’ecosistema marino. La ripopolazione dei nostri mari e la salute del nostro comparto ittico devono passare attraverso normative specifiche e controlli assidui. Due pilastri della lotta alle frodi e alla concorrenza sleale su cui Governo e Parlamento, da una parte, e forze dell’ordine, dall’altra, stanno facendo molto. Ma non basta. E’ necessario un cambiamento culturale complessivo: passare da una politica europea di divieti e obblighi a una nuova fase di valorizzazione del nostro patrimonio marino, di difesa del reddito degli operatori del settore, a partire dai pescatori, e di tutela dei consumatori dalle frodi e dalla mancanza di informazione. Un cambiamento culturale – conclude Oliverio – che le politiche del Governo e della maggioranza supporteranno con nuove sfide”.