07/04/2015 - 17:18

“La Corte di Strasburgo ci ricorda che l’Italia oltre a sanare lo spread negativo di tipo finanziario deve ancora colmare quello che riguarda i diritti umani e civili. Mi pare che il Parlamento e il Governo siano consapevoli di avere il dovere politico e morale di risolvere questo gap e la legge sul reato di tortura che è in dirittura d’arrivo alla Camera ne è la dimostrazione”.

Lo dice Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio, il quale aggiunge: “Naturalmente tutto questo sana solo in parte la ferita vergognosa delle violenze inflitte ai manifestanti durante il G8 di Genova che hanno riguardato un contesto e una situazione particolare. Per fortuna, infatti, le forze dell’ordine e della sicurezza in Italia sono garanti della legalità e per questo vanno considerate e rispettate. Credo che il Paese abbia piena consapevolezze di quanto accadde alla Diaz e che il compito prioritario oggi è far sì che l’Italia non conosca più ferite e vergogne come quelle”.

 

07/04/2015 - 17:04

Coesistenza pacifica, rispetto delle minoranze e democrazia diffusa sono oggi sotto attacco e si devono difendere considerando tutte le opzioni possibili a partire da quella diplomatica. Occorre fare presto e mobilitare la comunità internazionale. Per questo condivido le parole di oggi del Ministro Gentiloni che ha giustamente sottolineato l'esigenza di agire in fretta contro Daesh. Non si tratta di una crociata, ma pensare che i problemi si risolvano da soli è velleitario e controproducente, mentre l'Italia può e deve avere, per storia e collocazione, un ruolo importante che accompagni diplomazia, interventi economici, politici e azione umanitaria.

Lo ha dichiarato l’on. Lia Quartapelle, commissione Esteri, Gruppo Pd Camera dei Deputati.

 

07/04/2015 - 17:03

“Un attacco dannoso e senza senso. Prima il cattivo sapore, poi i macchinari che mancano o che non sono adeguati, ora la scarsità di materia prima. C’è da chiedersi con quale altro espediente la Citrag tenterà da domani di affossare la norma che eleva dal 12 al 20 per cento il succo nelle aranciate”. Lo afferma in una nota Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in commissione Agricoltura della Camera e autore della disciplina approvata lo scorso ottobre in parlamento.

“Gli interessi intorno a questa partita – prosegue -  sono evidentemente enormi, come pure la volontà di mettere freni a una norma che dà all’acquirente, al cittadino, un ventaglio di scelta più orientato alla qualità. D’altra parte, l’innalzamento dei livelli qualitativi è un’esigenza avvertita anche dalla migliore industria, che già produce bibite ad alto tenore di succo. Ci spiace sinceramente per la nuova presa di posizione della Citrag, l’ultima di una serie di campagne di comunicazione francamente improbabili , incentrate dapprima sulla tesi che le bibite al 20 per cento di succo avrebbero assunto un cattivo sapore, poi sulla impossibilità di adeguare la produzione con gli attuali impianti. Argomenti mai suffragati da dati concreti. Intanto migliaia di coltivatori,  in Calabria, Puglia e Sicilia, spezzati da politiche dei prezzi inumane, lasciano marcire tonnellate di arance nei propri agrumeti.

Rassicuriamo la Citrag: nessuno vuole impedire la produzione in Italia di bibite a basso tenore di succo. A patto, certo – conclude Oliverio - di rinunciare alla qualifica ‘a base di frutta’.  Che lasci però i cittadini liberi di riconoscere e di scegliere qualità e sicurezza alimentare”.

 

07/04/2015 - 16:04

"La violenza terroristica dell’Isis, che colpisce indiscriminatamente in Medio Oriente e in Africa e in tutta la sponda meridionale del Mediterraneo, è una minaccia grave che non può essere ignorata. Ha fatto bene il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a porre questo tema con fermezza questa mattina”. Ad affermarlo è Andrea Manciulli, Presidente della delegazione parlamentare italiana alla Nato.

"Dobbiamo agire in fretta e con decisione per far sì che l'Europa e la comunità internazionale svolgano pienamente il proprio ruolo per fermare terribili massacri, persecuzioni delle minoranze e violazioni dei diritti umani fondamentali: non possiamo permetterci di rimanere ignavi e impassibili di fronte ad essi”, spiega Manciulli.

“Quanto avviene ogni giorno in varie parti del mondo, lontano o vicino che esso sia, ci riguarda direttamente e ci chiama in causa. Per questo credo sia indispensabile operare uniti e con maggior impegno sul piano diplomatico, militare, umanitario, come già stiamo facendo, per fermare l'escalation di violenza e terrore”, conclude Manciulli.

 

07/04/2015 - 15:04

“La sentenza di Strasburgo ci ricorda che l’Italia per troppi anni non si è dotata di una legge specifica contro il reato di la tortura e non ha rispettato i principi della legislazione internazionale. E’ una triste pagina che sta per essere superata. Infatti, la norma in dirittura d’arrivo alla Camera finalmente sana questo vulnus. Ci conforta sapere che il testo che abbiamo elaborato in commissione, frutto di un confronto serrato con autorevoli giuristi e con gli organismi  che si battono per i diritti umani, è in linea con quanto sostiene la Corte europea stabilendo all'unanimità che l'Italia violò l'articolo 3 della Convenzione sui diritti dell'uomo, che vieta la tortura, durante l'irruzione alla scuola Diaz di Genova nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 in occasione del G8 in corso nella città ligure. La nuova legge che riconosce e punisce il reato di tortura è cioè aderente allo spirito degli ordinamenti internazionali”.

Così il relatore della legge sul reato di tortura, il democratico Franco Vazio.

 

07/04/2015 - 14:36

“In un momento in cui il terrorismo di matrice islamica ed estremista continua a seminare violenza e orrore in tutto il Medio Oriente e in Africa non possiamo rimanere inerti e girare lo sguardo dall'altra parte. Condividiamo in questo contesto l'iniziativa del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che chiede alla comunità internazionale di prendere una posizione netta contro questi massacri. Come ha più volte ricordato anche Papa Francesco il silenzio è complice e i leader mondiali non possono assistere passivamente a queste continue e reiterate violazioni dei più elementari diritti umani e diritti delle minoranze. La guerra contro il terrore è una sfida dei nostri giorni che dobbiamo affrontare con preparazione, intelligenza e coraggio, il futuro appartiene alle giovani generazioni e non possiamo accettare che la violenza abbia l'ultima parola di fronte alla stragrande maggioranza della stessa società musulmana, oggi prima vittima di questa pericolosa e delirante deriva criminale”.

Così il democratico Kalid Chaouki.

 

07/04/2015 - 13:57

"La sentenza della Corte di Strasburgo riapre una ferita mai veramente sanata. Lo fa per dire che in quei giorni a Genova una catena di ordini e responsabilità improprie causò violenze inaudite provocando vittime tra i manifestanti e trascinando nel fango le forze dell’ordine protagoniste di tanta inumana brutalità".

"Una moderna democrazia europea non può permettersi di rimanere indifferente. Per questo stiamo per introdurre nell’ordinamento italiano il reato di tortura intesa proprio come dolo specifico e aggravante per chi usa violenza in modo ingiustificato o per estorcere dichiarazioni e infliggere punizioni. Con questa legge, che inizieremo a votare in settimana, vogliamo anche ricomporre quel vulnus che sono stati i fatti di Genova per il nostro stato di diritto".

Lo ha dichiarato l’on. Emanuele Fiano, capogruppo Commissione Affari Costituzionali, Camera dei Deputati, e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

02/04/2015 - 20:57

“Buon lavoro a Graziano Del Rio e a Franco Gabrielli indicati da Renzi alla guida del ministero delle Infrastrutture e a Prefetto di Roma, Due ottime scelte perché entrambi, in questi anni e nei loro precedenti incarichi, hanno dimostrato rigore, capacità, onestà e rispetto delle istituzioni. In una fase di lentissima ripresa economica, abbiamo bisogno che il ministero delle Infrastutture funzioni a pieno ritmo per avviare o completare piccole e grandi opere nel rispetto delle leggi e dell’ambiente. Così come la sicurezza della Capitale, anche alla vigilia di appuntamenti importanti come il prossimo Giubileo, dev’essere affidata a mani sicure ed esperte”.
Così la vice presidente della Camera Marina Sereni al termine del CDM.

 

02/04/2015 - 20:48

“In un dicastero strategico per l’ammodernamento e per la crescita dell’Italia quella di Graziano Delrio è la scelta giusta, sono convinto che avranno una spinta decisiva quelle leggi da troppo tempo incardinate: la riforma del codice della strada, l’introduzione del reato di omicidio stradale, la “leggina” da me presentata, e sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari, che prevede l’ergastolo della patente, il contrasto all’evasione delle assicurazioni, maggiori risorse per i controlli sulle strade. Come pure la tanto attesa riforma del Trasporto pubblico locale, che mette al centro il diritto alla mobilità per milioni di pendolari, per la quale abbiamo atteso per mesi il testo dal vecchio ministero pur essendo, in commissione, in fase avanzata di discussione. Altre riforme sul tappeto sono quelle della portualità e del sistema aeroportuale italiano che attendono di essere portate a termine. Sono certo che il nuovo corso del Ministero, a guida di Delrio, saprà superare la stagione della Legge Obiettivo per tornare, come in tutta Europa, all’ordinarietà delle norme e alla programmazione. Sono altresì sicuro che Graziano Delrio non perderà tempo prezioso e si metterà da subito al lavoro, mettendo quanto prima a conoscenza della commissione parlamentare le linee guida del suo ministero”. Lo afferma il deputato Pd e Presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, Michele Meta.

 

02/04/2015 - 19:42

“La nomina di Graziano Delrio a Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è una bella notizia per l’Italia: sono certo che sarà utile e farà onore al nostro Paese. Delrio è una persona di straordinaria qualità e sui temi su cui lavorerà come ministro può vantare l’esperienza positiva di un Sindaco che ha fatto bene. Sono certo che saprà utilizzare le grandi risorse del Ministero per affrontare la crisi in modo innovativo, selezionando le grandi opere davvero utili al Paese al di là dello sterminato elenco di oltre 300 opere prodotto dalla Legge Obiettivo, combattendo le deformazioni del passato che la stessa legge 443/2001 ha favorito, e con una politica che punti sulla qualità del territorio e su un’edilizia legata alla riqualificazione urbana, alla sicurezza e alla bellezza più che al consumo di nuovo territorio. Una straordinaria carta da giocare per superare la difficile fase economica che stiamo vivendo e produrre nuovi posti di lavoro, come peraltro dimostra il successo dell’ecobonus”. Questo quanto afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la nomina al MIT di Graziano Delrio.

 

02/04/2015 - 19:06

“E’ necessario un immediato intervento che chiarisca e risolva la situazione. L’Imu sugli impianti di risalita, peraltro stabilita con una sentenza giurisdizionale e non per volontà politica, è inaccettabile”. Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera e presidente dell'Intergruppo parlamentare per la Montagna che accoglie l’appello dell’associazione di categoria degli impiantisti Federfuni la quale chiede una soluzione dato che la sentenza della Cassazione che impone agli impianti di risalita di pagare l'Imu è – dicono - insostenibile, non solo per gli impiantisti, ma per tutta l'economia montana’”.

“Obbligare a pagare l'Imu sugli impianti a fune definiti di arroccamento e legati al comparto del trasporto pubblico – prosegue Borghi - crea un precedente pericoloso per tutto il sistema montagna italiano. Servono atti concreti per uscire da questa empasse. Dobbiamo aiutare e non penalizzare ulteriormente il comparto della neve, già colpito più di altri dalla crisi economica, e nel quadro del percorso che porterà alla local tax occorrerà trovare un punto di risposta su questo aspetto".

 

02/04/2015 - 17:07

“Con gli 80 euro la pressione fiscale si è ridotta nel 2014 al 42,9 per cento del PIL contro il 43,4 del 2013, scendendo di mezzo punto”. Così Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio, commenta i dati ISTAT di contabilità nazionale pubblicati oggi.

“Il bonus 80 euro vale 10 miliardi, cioè 0,6 punti di PIL. I misteriosi marchingegni della contabilità pubblica lo considerano come uscita, cioè come un credito fiscale pagato dallo Stato. Di conseguenza, quando l’ISTAT rileva una pressione fiscale 2014 pari al 43,5 percento non tiene conto degli 80 euro.”

Causi continua: “Considerando gli 80 euro come minore entrata per lo Stato, e non come maggiore spesa, la pressione fiscale effettiva è 43,5 meno 0,6, quindi 42,9 per cento, in riduzione di mezzo punto al confronto con il 2013”.

Conclude Causi: “Questa e solo questa è la verità, e nessuna strumentalizzazione politica motivata dall’accendersi della campagna elettorale può modificarla. Qualcuno dica a Toti che il Governo Renzi è riuscito, in un anno soltanto, a far scendere il carico fiscale più di quanto ci fossero riusciti in dieci anni i governi del centro-destra a trazione Forza Italia.”

 

02/04/2015 - 15:35

"L'intesa tra l'Abi e le associazioni dei consumatori per la sospensione della quota capitale per i finanziamenti e per i mutui delle famiglie è un'ottima notizia, che segue l'accordo già siglato con le imprese".

Lo afferma Sergio Boccadutri, deputato del Pd in commissione Bilancio che prosegue: “L'accordo si tradurrà in un aiuto concreto a tante famiglie e aziende in difficoltà, evitando conseguenze irreversibili proprio nel momento in cui si vedono i primi segnali di ripresa. L'intesa tiene conto di quanto previsto dalla legge di Stabilità ed è complementare all’intervento del fondo Gasparrini. Sarà importante prevedere per il 2016 il rifinanziamento del fondo affinché intervento pubblico e privato siano costantemente allineati”.

 

02/04/2015 - 14:39

"Il rapporto Cottarelli sugli enti locali compie l'eterno errore dei tecnici che vogliono fare politica.
Dopo il fragoroso fallimento del governo degli ottimati, che doveva risollevare le sorti del mondo sotto la guida di Super Mario Monti e che si è risolto a tassare e tagliare, i tecnici tornano alla carica nel rapporto Cottarelli infarcito di pressapochismi e pregiudizi ideologici.
Manifesto pubblicamente tutte le mie riserve per la parte che conosco e che ho letto di questo rapporto, e cioè quella relativa alle autonomie locali.  Se il criterio è estensibile a tutto il resto del lavoro, lo si può tranquillamente buttare nel cestino.
L'eterno errore dei tecnici è semplice: le autonomie locali, e dentro a esse i Comuni, non sono solo centri di spesa. Sono centri di democrazia, autonomia, sussidiarietà. E quindi è sbagliato, oltre che offensivo, immaginare ad esempio di imporre la fusione dei comuni alla voce "costi della politica". Risibili poi le stime sui costi del funzionamento delle istituzioni locali (con intervalli di oscillazione così ampi che se venissero applicati ai criteri di calcolo del deficit l'UE ci commissarierebbe domani!!) e ridicola l'affermazione finale che stima tra 360 e 983 milioni i risparmi derivanti dalla fusione dei Comuni fino a 10.000 abitanti. A parte che tra 360 e 983 c'è una bella differenza, ma, lo ripeto, non è questo il tema, ed è troppo facile sparare cifre a casaccio per rafforzare una impalcatura ideologica. E' una questione che abbiamo affrontato legislativamente con la legge Delrio (che qualcuno vuole boicottare) e risolta con l'Unione obbligatoria dei Comuni per trovare in questo contesto un ambito efficace di contenimento della spesa e di rappresentanza democratica. Quella logica va perfezionata non buttata dalla finestra per rimettere sul tavolo ipotesi errate tecnicamente e istituzionalmente. Per questo il Pd, dopo aver promosso la riforma degli enti locali, spinge nella direzione di una legge specifica per i piccoli comuni, con particolare attenzione per quelli rurali, montani e isolani chiamati a presidiare territori complessi in un'epoca di diminuzione di risorse e che non possono essere lasciati da soli di fronte a tali difficoltà.
Tutto questo però deve valere come ennesimo monito anche per gli irriducibili ultimi giapponesi del mondo delle autonomie locali comunali, che quando si ergono a difesa dello status quo o del ritorno al passato, in realtà non fanno altro che armare queste posizioni liquidatorie.
In mezzo tra il nostalgismo e il furore tecnicistico-ideologico c'è il riformismo. Sentiero stretto e difficile, ma da battere se vogliamo dare un futuro ai territori italiani in questi tempi complessi". Lo dichiara in una nota il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici.

 

02/04/2015 - 13:52

Le interpretazioni capziose e le pesanti offese rivolte dal sindaco di Verona al lavoro della Commissione parlamentare Antimafia sono totalmente infondate e gravemente lesive della dignità del Parlamento.

Le valutazioni sulla situazione di Verona sono state condivise insieme alla Presidente Rosy Bindi (PD) dai Vicepresidenti Claudio Fava (Misto-PSI-PLI) e Luigi Gaetti (Movimento 5 stelle) e dai parlamentari Enrico Buemi (PLA-PSI-MAIE), Francesco D’Uva (Movimento 5 stelle), Alessandro Naccarato (PD), Rosanna Scopelliti (Area Popolare -NCD/UDC), componenti della delegazione.

La richiesta di rivalutare, alla luce dei gravi fatti emersi dalla recente inchiesta Aemilia, l’invio di una commissione d’accesso al Comune di Verona è stata avanzata a garanzia dell’amministrazione e della cittadinanza, come strumento di prevenzione contro le infiltrazioni di stampo mafioso che hanno già prodotto gravissimi danni in altre realtà del nord d’Italia, dove la sottovalutazione di tutte le istituzioni ha facilitato l’aggressione criminale.

La legge attribuisce alla Commissione parlamentare antimafia il compito specifico di “svolgere il monitoraggio sui tentativi di condizionamento e di infiltrazione mafiosa negli Enti locali e di proporre misure idonee a prevenire e contrastare tali fenomeni”.

La delegazione parlamentare si è attenuta strettamente alla sua funzione istituzionale, come già avvenuto a Roma e Reggio Calabria, e respinge ogni tentativo di strumentalizzare le finalità del suo lavoro.

 

 

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