“La morte di 29 migranti abbandonati all’assideramento nel canale di Sicilia ci riempie di dolore e di un profondo senso di inadeguatezza. Di fronte alla tragedia umana che si consuma nel tempo presente ci è imposta una riflessione: dopo la fine di ‘Mare nostrum’ occorre che Triton venga esteso nella sua operatività al fine di consentire sempre il salvataggio di vite umane. Le parole del Vescovo di Agrigento: “Dovremmo metterci tutti in ossequioso silenzio e pensare che questi erano uomini come noi e sono morti in una maniera indegna per un essere umano” interrogano le nostre coscienze.
L’Europa non può pensare di lasciare ancora una volta sola l’Italia dinnanzi a questa tragedia: bisogna intensificare le azioni dicontrasto della tratta di esseri umani in Libia ad opera delle organizzazioni criminali e provvedere al più presto alle modifiche necessarie del Piano Triton perché ogni vita umana persa in quel tratto di mare riguarda noi e tutta l’Unione europea“. Lo dice Sandra Zampa, vice presidente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza.
“La sentenza della Cassazione conferma una volta per tutte che sulle unioni civili il tempo è scaduto: ora la parola passi alla politica”. Lo dichiara Fabrizia Giuliani, deputata del Partito Democratico, e componente in Commissione Giustizia alla Camera.
“Non possiamo più chiedere alla giurisprudenza – spiega la deputata democratica – di supplire alle decisioni che la politica rimanda da troppo tempo. I tempi per il superamento del bipolarismo etico che, per almeno vent’anni, ha paralizzato qualunque decisione su questo tema, sono assolutamente maturi. Oggi si respira un clima nuovo – continua Fabrizi - e questo consentirà di trovare un accordo politico nel quale tutti si possano riconoscere per arrivare a una legge sulle unioni civili, anche considerati gli ampi margini lasciati dalla legislazione europea nel cercare soluzioni che non abbiano un carattere discriminatorio”.
“Si tratta – prosegue Fabrizia Giuliani – di un’esigenza profonda della società quella di consentire a ciascuno il pieno sviluppo della propria vita affettiva senza discriminazioni. Di una legge sulle unioni civili ha già parlato più volte Matteo Renzi come di una priorità, una volta portato a termine il capitolo delle riforme istituzionali. In Parlamento ci metteremo quindi al lavoro per giungere presto a una soluzione condivisa, magari partendo dal testo del Senato. Di certo, a questo punto la politica non ha più alibi”, conclude Fabrizia Giuliani.
La priorità è salvare le vite, come ha garantito Mare Nostrum
“Davanti a questa nuova, angosciante, tragedia, l’Europa non può voltarsi dall’altra parte. Serve una politica migratoria che tenga conto dell’impegno di tutti i Paesi dell’Unione e che abbia come fine prioritario la salvaguardia della vita umana, come ha garantito per un anno intero la missione Mare Nostrum, orgoglio italiano riconosciuto dalla comunità internazionale".
Lo dice Laura Garavini, esponente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera la quale aggiunge “esprimiamo cordoglio per le vittime e vicinanza al sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ancora una volta in prima linea”.
“Il percorso delle riforme deve continuare. E’ un dovere che serve al futuro del Paese. Il Partito democratico ha scelto di percorrere la strada del rinnovamento delle istituzioni e della legge elettorale coinvolgendo tutte le forze politiche che consideravano prioritario questo obiettivo. Se qualcuno oggi ritiene di doversi sfilare da questa strada comune e di voler passare dal campo dei moderati a quello degli estremisti, immaginando di allearsi con forze come la Lega che vorrebbe portarci fuori dall’euro e dall’Europa, se ne assumerà tutta la responsabilità di fronte agli italiani. Noi andremo avanti. Lo dichiara Emanuele Fiano responsabile riforme della segreteria nazionale del Pd e capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera.
“Con Massimo Rendina se ne va un amico, ma soprattutto un punto di riferimento per generazioni intere. Come la mia, che dalla sua storia ha imparato una lezione fondamentale: a combattere, cioè, per i valori in cui si crede, mettendoli davanti a tutto. E a non stancarsi mai di lottare, anche quando – come sarebbe potuto accadere a un reduce della campagna di Russia, di fronte alla prospettiva di un nuovo arruolamento nella Resistenza – avresti magari il desiderio di fermarti un po’”. Lo dichiara Michele Meta, deputato Pd e Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati.
“Il comandante Max – prosegue il deputato del Pd – è stato un uomo di cuore e di testa. Da un lato, infatti, il suo cuore di partigiano ha battuto (sempre, e orgogliosamente, a sinistra) di passioni forti: disposto a rischiare la propria vita per la democrazia, è stato testimone prima ancora che maestro. Dall’altro, però, con la sua professionalità non comune (da giornalista, da insegnante, da intellettuale) ha contribuito a infondere nelle nuove generazioni il seme di una cultura antifascista, radicata nel rispetto dell’altro”.
“Proprio questa sua capacità di parlare a generazioni diverse – conclude Meta – è stata forse la ricchezza più grande di Massimo Rendina: un giovanotto di 95 anni, che mancherà molto alla città di Roma e che ci lascia un’eredità profonda”.
“Ancora lutti nel Mediterraneo, non si può tornare indietro. L’angoscia per l’ ennesime morti non può farci dimenticare che il nostro compito prioritario è di salvare la vita a chi scappa dalle guerre. Quello che è accaduto questa notte, purtroppo, dimostra che si può arretrare rispetto all’impegno assunto dal nostro Paese con l’operazione Mare Nostrum e questo è inaccettabile. L’Europa deve farsi carico delle proprie responsabilità incrementando l’operazione Triton anche perché è facilmente prevedibile che nei prossimi mesi i flussi siano destinati ad aumentare. C’è bisogno, quindi, di una politica migratoria fatta in concerto con tutti e 28 i Paesi dell’Unione Europea così da garantire tratte sicure per i migranti e flussi concordati”.
Così Paolo Beni, deputato del Partito Democratico, il quale esprime “cordoglio per le morti e vicinanza e solidarietà al sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che anche questa volta è in prima linea ad affrontare questa tragedia”.
"La crisi dell’Ucraina richiede il massimo di unità edeterminazione da parte dell’Europa. Siamo di fronte ad una escalation del conflitto molto preoccupante e le conseguenze per le popolazioni civili sono sempre più pesanti. L’iniziativa della Cancelliera Merkel e del Presidente Hollande ha bisogno del sostegno convinto di tutta l’Unione Europea. Le pressioni sulla Russia, affinché accetti il terreno della trattativa e si impegni per un cessate il fuoco vero e duraturo, devono essere da parte europea le più decise possibili. Non esistono alternative militari alla via del dialogo politico e diplomatico. Non possiamo permetterci di fallire, non possiamo accettare una guerra nel cuore dell’Europa". Così Marina Sereni, vice Presidente della Camera dei Deputati.
Domani ore 10,30, interviene il presidente del Land Sassonia, Stanislaw Tillich
Laura Garavini, Presidente del gruppo interparlamentare italo-tedesco, organizza un incontro che si terrà domani, 10 febbraio alle ore 10.30, nella aula della Commissione Affari Esteri di Montecitorio dal titolo: “Il successo dell’Est della Germania. Un esempio per il Mezzogiorno?”.
Oltre al presidente del Land Sassonia Stanislaw Tillich, intervengono Rocco Buttiglione, vice-presidente del Gruppo italiano dell’Unione Interparlamentare, Gianclaudio Bressa, Sottosegretario agli Affari regionali, modera il giornalista Paul Kreiner, della Sachsische Zeitung.
"Massimo Rendina è stato un grande combattente che ha saputo sempre parlare ai giovani e rendere attuali i valori della Resistenza. Per me è stato un amico affettuoso e sincero, mi mancherà molto. Era una persona schietta alla quale tutti noi dobbiamo molto, grazie anche a lui viviamo in un paese libero”.
Così il deputato del Pd Roberto Morassut, ricorda il comandante partigiano Massimo Rendina, morto ieri all’età di 95 anni.
“Apprendiamo con dolore che sette migranti sono morti di freddo stanotte nel tentativo disperato di raggiungere le nostre coste: è l’ennesima, insopportabile tragedia. Non possiamo rischiare di tornare alla fase dei cadaveri nel Mediterraneo. Al di là dei nomi che si danno alle missioni, la priorità resta sempre la salvaguardia della vita umana, resa ancora più stringente dai conflitti terribili in Libia e in tutta l’area del Medioriente. Facciamo ancora una volta appello all’Europa, affinchè intervenga e non lasci sola l’Italia “.
Serve informazione corretta su iniziative del governo.
“Per la prima volta dopo anni di tagli lineari si ricomincia a investire sulla scuola. Per questa ragione, ho trovato francamente in malafede il taglio che è stato dato alla puntata andata in onda ieri a Presa Diretta dedicata alla Buona scuola”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Simona Malpezzi della commissione Cultura che sottolinea come “con il governo Renzi torna il segno “più” davanti alla voce istruzione con un investimento di 3 miliardi per il personale docente, con potenziamento per l'alternanza scuola-lavoro e la formazione insegnanti. Non solo: abbiamo già investito 1 miliardo e 8 di euro per un grande piano di interventi per l'edilizia scolastica, senza contare le tre regioni coinvolte dal Piano Convergenza dove abbiamo aperto 7mila e 400 cantieri per un investimento di 1,6miliardi!”. “Si può essere d'accordo o meno sui contenuti del progetto – prosegue Malpezzi – ma non riconoscere l’inversione di tendenza rappresenta un pessimo esempio di informazione. Ho partecipato a quasi 80 incontri in questi mesi in tutta Italia: non mi sembra che questo indichi una chiusura quanto piuttosto la grande volontà di discutere insieme a tutti quelli che vivono la scuola e che insieme ci hanno aiutato a rendere la proposta della Buona Scuola più efficace”.
“A fine febbraio – conclude – il decreto chiarirà ogni dubbio, ma certo non cancellerà la brutta pagina di pseudo inchiesta scritta ieri da Presa Diretta. Perché parlare del piano del governo Renzi facendo apparire lo stesso governo come artefice e responsabile dell'attuale situazione della scuola senza ricordare nulla della proposta é pregiudizio”.
" Se il patto del Nazareno è saltato, come è a tutti evidente, sarà meno problematico, alla Camera, trovare il modo di correggere la legge elettorale. Un argomento che sta da sempre a cuore a Berlusconi e che noi abbiamo criticato è quello dei capilista: a questo punto Renzi, se è coerente, non farà fatica ad accettare una correzione". Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano.
" La soluzione si può trovare facilmente abbassando il numero dei collegi e, di conseguenza, aumentando il numero dei parlamentari eletti per farli diventare maggioritari rispetto a quelli nominati. Trovare un nuovo compromesso nel Partito Democratico sulle riforme, da quella elettorale a quella del lavoro - prosegue il Presidente - è la via maestra che può consolidare la nostra unità. Del resto è dimostrato che si può cambiare opinione e riconoscere onestamente i propri limiti, come è avvenuto nel caso delle Partite IVA. Il Governo ha riconosciuto l'errore ed ha promesso una riforma: nell'attesa il PD, con altri partiti, ha presentato un emendamento al "Milleororoghe" per bloccare l'aumento dei contributi previdenziali per questi lavoratori autonomi. Il Governo ci ascolti" conclude l'esponente del PD.
"Forza Italia ha sbagliato a non votare Mattarella al Colle e sbaglia ancora a legare quel tema alle riforme costituzionali. Se hanno cambiato opinione sono problemi loro, se ne assumeranno l'enorme responsabilita'. Patto del Nazareno finito? Cosi' sembra ma sarebbe il secondo grande errore di Berlusconi. Se non vota le riforme fa male solo a Forza Italia". E' quanto affermato dal Presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un'intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.
Quanto ai 'numeri' Bordo spiega: "Alla Camera ci sono senza dubbio. Al Senato vedo una consapevolezza e un senso di responsabilita' diffusi. Ritenere conclusa una fase politica rappresenta un passaggio coraggioso che rende stabile e semplifica il quadro politico". E ancora: "Il nostro e' un partito complesso in cui convivono anche posizioni diverse. E spetta al leader fare ogni sforzo per tenerle unite. Beninteso, poi, nelle decisioni, deve sempre prevalere il senso di responsabilita' nei confronti dell'Italia".
E Ncd?: "In questo momento e' un alleato di governo con il compito di partecipare al processo di riforma del Paese. Ma restiamo alternativi. Finita questa esperienza ognuno per la sua strada. E se le strade dovessero ancora convergere io non ho pregiudizi nei confronti di nessuno. Basta trovare una sintesi sulle cose da fare" conclude Bordo.
" Se siamo dentro ad un nuovo paradigma delle regole del lavoro, alla diminuzione della tutela sul licenziamento deve corrispondere l'aumento delle protezioni sociali in caso di disoccupazione e il forte disboscamento delle forme di lavoro precarie. La nuova ASpI deve avere risorse finanziarie adeguate e durare strutturalmente più a lungo, cioè 24 mesi." Così Cesare Damiano durante il suo intervento all'iniziativa del PD del Piemonte con il Ministro Giuliano Poletti.
" È positivo se il Governo diminuisce la durata del contratto a termine portandola ad un massimo di 24 mesi - ha continuato il Presidente Damiano - perché in questo modo si rafforza la centralità del contratto a tutele crescenti. Infine, per quanto riguarda la stesura definitiva dei Decreti attuativi del Jobs Act, insistiamo sulla necessità di cancellare il riferimento ai licenziamenti collettivi, di inserire un criterio di proporzionalità tra infrazione e sanzione e di aumentare le mensilità di indennizzo in caso di licenziamento".
"E' necessario trovare quanto prima una soluzione alla crisi greca anche perche' abbiamo tutto l'interesse a evitare il default di Atene e una sua conseguente uscita dall'Unione europea. Allo stesso tempo, pero', c'e' la necessita' di lavorare, come peraltro abbiamo fatto durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione, affinche' l'Europa abbandoni la politica dell'austerita' e del rigore tenuta in questi anni e che ha prodotto recessione specialmente nelle realta' europee piu' indebitate come i Paesi del Sud e del Mediterraneo. Il rigore, da solo, non permete al Continente di ripartire". Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo in diretta a 'Radio Citta' Futura'.
Alle attuali condizioni, ha proseguito Bordo "credo che se anche la Grecia dovesse seguire alla lettera tutti gli impegni assunti nei mesi scorsi per far fronte ai debiti accumulati negli anni, non riuscirebbe comunque a risollevarsi. Sono dell'avviso che l'Europa dovrebbe riconoscere alla Grecia la liquidita' minima di cui necessita per far fronte alle esigenze immediate, si parla di 10 miliardi di euro, ma poi il Paese deve impegnarsi, eventualmente prevedendo anche un allungamento dei tempi, a rispettare un piano di rientro che possa soddisfare tutti i Paesi".
"Si' alla flessibilita' e alla mediazione, dunque, ma nel solco di regole e Trattati sottoscritti da tutti. Nessun Paese puo' pensare di potersi muovere autonomamente, come se gli altri non ci fossero. Bisogna rimanere dentro un quadro condiviso anche perche' se passasse il messaggio in base al quale si puo' derogare agli impegni presi dai singoli governi, si creerebbe un pericoloso precedente" ha concluso Bordo.