Via libera alla Camera al decreto legislativo sulla tenuità del fatto, la commissione Giustizia oggi ha approvato il parere favorevole messo a punto dal relatore, David Ermini. Il decreto, nell’ambito dei reati con pena massima fino a 5 anni o esclusivamente pecuniaria, consente di non punire i comportamenti occasionali e di scarsa gravità. La decisione spetterà, comunque, sempre al giudice, che dovrà tenere in debito conto anche l’eventuale opposizione della vittima. L’assoluzione per tenuità del fatto non pregiudica il risarcimento del danno in sede civile.
La commissione Giustizia, nel parere approvato oggi, ha però posto alcune condizioni restrittive, nel senso che non ci potrà mai essere tenuità del fatto di fronte a reati connotati da motivi abietti o futili, sevizie o crudeltà o in violazione del sentimento di pietà per gli animali e ai danni di persone (anche per età) indifese. E non ci potrà essere tenuità nemmeno se c’è recidiva semplice o condotte abituali e reiterate o addirittura (come nell’omicidio colposo) se l’esito è la morte. Il giudice, poi, dovrà rigorosamente attenersi ai criteri fissati dall’articolo 133 del codice penale nel valutare la gravità del reato.
“Su questo decreto – spiega Donatella Ferranti – si è fatta una propaganda allarmistica del tutto infondata e strumentale, in realtà non ha nulla a che fare con la depenalizzazione o l’impunità di delitti gravi. I reati di allarme sociale, dallo stalking alle truffe reiterate ai pensionati, dai maltrattamenti in famiglia al furto aggravato o ai maltrattamenti di animali, continueranno a essere perseguiti e puniti. Anzi, proprio perché l’archiviazione per particolare tenuità del fatto consentirà di non disperdere energie e risorse in processi su fatti minimi, gli uffici giudiziari – sottolinea la presidente della commissione Giustizia – potranno concentrarsi sui delitti che mettono davvero a repentaglio la sicurezza dei cittadini per arrivare in tempi ragionevoli alla pronuncia di sentenze di merito senza incorrere nella tagliola della prescrizione”.
“Esprimo piena soddisfazione e condivisione per il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo primo intervento alla Camera”. E’ quanto afferma in una nota il deputato del Pd Franco Ribaudo.
“Ha parlato al cuore degli italiani – aggiunge Ribaudo – toccando gli aspetti salienti della vita di ogni cittadino e incarnando le speranze e le aspettative di ognuno di loro. Con la semplicità delle sue parole ha voluto rimarcare l’importanza della Costituzione, la cui pedissequa applicazione deve proiettarsi nella vita di ogni giorno, dando voce e risposta ai problemi dei giovani, dei disoccupati, degli anziani e di quanti non hanno voce”.
“Solo così gli italiani potranno riacquistare speranza e fiducia nelle istituzioni. Ho apprezzato la necessità di continuare sulla strada delle riforme e soprattutto la sua attenzione verso il Mezzogiorno e le annose problematiche che l’attanagliano: mafia, sottosviluppo e mancanza di lavoro”, conclude Franco Ribaudo.
"I rilievi del presidente Cantone in materia di concessioni autostradali saranno dentro l'indagine conoscitiva che il Pd ha promosso in commissione Ambiente”. Lo dichiara il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, con riferimento allo scambio di lettere sulle concessioni stradale tra presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Cantone e ministro delle Infrastrutture e trasporti Lupi.
“I profili di criticità sollevati – prosegue - sono già stati dibattuti in commissione, durante il processo di conversione del decreto, e in tal senso vanno lette le modifiche da noi proposte rispetto al testo originario. Modifiche che introducono disposizioni finalizzate al preventivo assenso da parte dell'UE e assicurano che gli investimenti già oggetto di attuali concessioni vengano realizzati in un quadro di contenimento del sistema tariffario.
Le stesse osservazioni di Cantone sono il frutto della positiva azione emendamentiva del Pd rispetto al testo originario del ministro Lupo in quanto il ruolo previsto di ANAC e Autority e il ripristino del naturale ruolo di monitoraggio e vigilanza delle commissioni parlamentari da noi introdotte in legge seppelliscono l'era dei governi Berlusconi che su questi temi aveva espropriato il Parlamento, alzando una cortina fumogena sulle concessioni autostradali che ora viene diradata. In tale direzione va, dunque, l'indagine conoscitiva che, come precisato dal Presidente Realacci, entrerà nel vivo nelle prossime settimane, e nella quale i rilievi e le osservazioni di Cantone come quelli degli altri stakeholders costituiranno un importante contributo".
''Un gran bel discorso, umano e solenne. Mi ha commossa sentire citare piu' volte la parola diritti e nella dimensione piu' vera: umani, civile e sociali''. Lo afferma Barbara Pollastrini, del Pd, commentando il discorso di insediamento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. ''Ho sentito la dignita' della persona come filo da proporre alla politica e alla societa' per rendere vivo l'articolo tre della costituzione. Mi sono alzata in piedi alle parole sul ripudio della guerra, sulla costruzione faticosa della pace, sulla lotta alla violenza contro le donne''.
“Il neo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato davanti al Parlamento un bellissimo discorso, di alto profilo costituzionale ed etico. Soprattutto ha sottolineato la necessità che i cittadini possano tornare a rispecchiarsi nelle istituzioni le quali devono lavorare per il bene comune e la dignità delle persone: in questo monito, così come in ogni riga del suo messaggio abbiamo sentito l’insegnamento di Aldo Moro”.
Così Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione d’inchiesta sull’omicidio Moro.
“Il neo Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso di altissimo profilo istituzionale nel quale ci ha altresì ricordato la necessità di approvare riforme (costituzionali e legislative) capaci di garantire una migliore attuazione dei principi costituzionali, a partire dal superamento delle diseguaglianze sempre più profonde che si sono venute consolidando in questi ultimi anni. Considerazioni importanti che dovranno orientare il proseguo dei lavori parlamentari e che dovranno indurci a trovare la forza e la lucidità per approvare una riforma costituzionale e una nuova legge elettorale esenti da contraddizioni e irragionevolezze”.
Così Andrea Giorgis, deputato del Pd.
“Sono cinque i comuni dell'Umbria ammessi nella terza tranche di finanziamenti del Programma “6.000 Campanili”. Lo ha detto il deputato Pd Giampiero Giulietti che spiega : “Il ministro delle Infrastrutture Lupi ha firmato il decreto di attuazione della legge Sblocca Italia con il quale sono stati stanziati altri 100 milioni di euro per la realizzazione di opere infrastrutturali nei comuni sotto i 5.000 abitanti. Con questo terzo stanziamento salgono a 250 milioni di euro le risorse complessive erogate per un totale di 293 interventi finanziati . Trai beneficiari di questa terza tranche, rientrano anche cinque piccoli Comuni umbri per i quali sono stati stanziati complessivamente oltre 4 milioni 700.000 euro; si tratta di Giano dell'Umbria (900.000 euro), Scheggia e Pascelupo (840.000 euro), Montone (987.951 euro),Ferentillo (1.000.000 euro) e Calvi dell'Umbria (999.299,29 euro).
“E'una bella notizia – prosegue Giulietti - perché con il programma 6.000 campanili si investe sui piccoli Comuni, realtà che costituiscono il cuore pulsante della nostra regione e del nostro Paese, e che se opportunamente valorizzate, possono divenire il volano della ripresa e dello sviluppo economico. L'ammissione a finanziamento di questi cinque Comuni umbri, che si aggiungono ai4 che già precedentemente avevano beneficiato del “Programma 6.000 campanili”, consentirà di mettere in moto immediatamente l'economia locale per interventi di riqualificazione e valorizzazione del territorio, con ricadute positive anche a livello occupazionale”.
Fabio Porta, Presidente del Comitato per gli italiani nel Mondo e la promozione del Sistema paese della Camera dei Deputati, esprime la soddisfazione delle collettività italiane all’estero.
Grazie al Presidente della Repubblica per aver ricordato, nel suo discorso al Parlamento, che gli italiani nel mondo sono parte della “speranza” che in questo momento serve al Paese.
Da tutto il mondo mi stanno arrivando in queste ore messaggi commossi ed entusiasti per il “saluto affettuoso” che il Presidente ha voluto rivolgere ai nostri connazionali che vivono all’estero.
Un saluto ancora più significativo perché legato al sentimento di “unità nazionale” e alla restituzione di un “orizzonte di speranza” al nostro Paese, così provato da una delle più lunghe crisi dal dopoguerra.
Pei il Presidente della Repubblica, questa speranza potrà essere concreta soltanto se sapremo “ricostruire quei legami che tengono insieme la società”; e “a questa azione sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità, in Patria come all’estero”.
Il pensiero ed il saluto rivolto dal nuovo Presidente agli italiani nel mondo non è così un passaggio formale ma sostanziale: le nostre grandi comunità che vivono all’estero possono davvero diventare parte determinante del riscatto e del futuro del nostro Paese, restituendogli una speranza concreta.
Grazie, Presidente, a nome dei milioni di italiani nel mondo, per aver descritto con parole semplici ed efficaci la straordinaria ricchezza che noi possiamo ancora oggi rappresentare!
“Il discorso del Presidente Mattarella è stato alto, importante e rigoroso”. E’ quanto afferma Titti Di Salvo segretaria dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“L’unità del Paese - ha proseguito Di Salvo - di cui parla il Presidente è quella ancorata ai valori della Costituzione e declinata al futuro: diritto allo studio come cuore del cambiamento, donne e giovani per metterlo in campo. Discorso di grande sensibilità istituzionale e sociale, che nomina le persone, i volti e le difficoltà. Un messaggio di speranza, il più bello degli auspici possibili”.
“Non ha parlato solo a chi lo ascoltava nell’Aula di Montecitorio, il Presidente Sergio Mattarella. Ha parlato al Paese, ad una comunità sociale e politica. Ha parlato ai cittadini, alle donne e agli uomini, in questo modo tratteggiando in modo esemplare le responsabilità, ad ogni livello, di chi governa, della pubblica amministrazione, di chi in ogni angolo rappresenta lo Stato.
Si comprendono dunque gli applausi ricorrenti, a scena aperta, che l’Aula ha tributato nei passaggi significativi. Pari dignità sociale, etica della cosa pubblica ed etica della cittadinanza, la minaccia dovunque e comunque della corruzione e della mafia, essere comunità sociale e politica prima ancora che economica in Italia come in Europa: parole di chi, come ha ribadito, intende prima di tutto testimoniare il valore della Costituzione, garantendola ma soprattutto testimoniandola e incarnandola. Di chi sollecita il suo rinnovamento come piena attuazione del diritto alla democrazia, in ogni ganglio della vita del paese.
Il discorso di insediamento, sobrio, esemplare, lucido, compiutamente politico, esemplifica mirabilmente quella che sarà la cifra di questo settennato, e il modo in cui il Presidente Mattarella intende il suo ruolo di arbitro e di garante della Carta costituzionale.
Ecco perché ritengo che, e lo testimonia il modo in cui tutte le forze politiche hanno accolto le sue parole, non poteva esserci inizio migliore. Adesso spetta a noi accogliere pienamente la concretezza e le indicazioni contenute in questo discorso. Perché è evidente che dietro quelle parole si muove la consapevolezza del ruolo e del significato pieni del termine politica. Di ciò che è garanzia e al tempo stesso esercizio della polis, della comunità. Del ruolo non sopprimibile né sostituibile dei partiti politici, della necessità di costruire le condizioni per una nuova speranza.
L’esperienza e il rigore costituzionale del politico e dell’uomo di legge, che non a caso ha reso omaggio ai suoi predecessori Ciampi e Napolitano, da oggi costituiscono un punto di riferimento essenziale per il lavoro del Governo e del Parlamento. Buon lavoro, Presidente!”.
"Il discorso di insediamento del Presidente della Repubblica ha rappresentato un momento alto e significativo per il Paese intero. Un discorso di grande rigore costituzionale, di garanzia per tutti, anche perché ricco di spunti legati alla vita vera, alle ansie e alle speranze degli italiani. Mi hanno colpito anche, tra le tante, tre cose. La necessità di andare avanti con le riforme e i cambiamenti del Paese; l'esigenza di tutelare - insieme - l'indipendenza della Magistratura e i diritti dei cittadini ad avere una giustizia certa e veloce e il richiamo ai valori unificanti della Resistenza, proprio nel 70° della Guerra di Liberazione".
Così Walter Verini, Capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera.
“Beppe Grillo ha dimostrato in ogni occasione possibile di essere molto bravo a ‘chiamarsi fuori’, un campione del genere, tanto da diventare inessenziale anche nelle scelte che richiedono la partecipazione di tutti. La sua decisione di non essere presente alla cerimonia al Quirinale per l’insediamento del nuovo Capo dello Stato è in linea con il personaggio che si è costruito l’ex comico”.
Lo dice il vicepresidente dei Deputati Pd Gero Grassi , il quale aggiunge: “Sergio Mattarella è una personalità che esprime il valore ‘alto’ della politica. Noi del Pd siamo onorati di averlo votato e sarà una grande opportunità per il paese”.
“Sono apprezzabili le parole del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che giudica ‘irreversibile’ la costruzione dello Stato Palestinese e ricorda che l'Italia ha votato, nel novembre 2012, a favore dell'attribuzione alla Palestina dello status di Stato osservatore non membro dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Siamo convinti che la costruzione dello Stato di Palestina sia una soluzione giusta e non rinviabile, l’unica alternativa per la risoluzione di questo conflitto. Mi auguro perciò che al più presto il Parlamento voti a favore del riconoscimento dello Stato Palestinese.
Lo afferma Marietta Tidei, deputata del Partito Democratico, commentando le parole del ministro Gentiloni in un' intervista a Liberté in occasione della sua visita ad Algeri.
Il Presidente del Comitato permanente sugli italiani nel Mondo e la promozione del Sistema Paese della Camera dei Deputati, Fabio Porta, esprime soddisfazione e compiacimento per l’elezione del dodicesimo Presidente.
“Dopo i nove lunghi anni di Giorgio Napolitano, contrassegnati dalla grande autorevolezza e dalla profonda saggezza di un Presidente che in Italia e nel mondo tutti hanno imparato a stimare e apprezzare, il Parlamento italiano ha dato ancora una volta prova di grande unità e lungimiranza eleggendo alla più alta carica istituzionale una figura autorevole e di sicura garanzia istituzionale.
Sergio Mattarella, eletto da quasi due terzi dell’assemblea dei ‘grandi elettori’ a conferma del prestigio e della simpatia che ha ampiamente superato quelli del Partito Democratico e del Presidente del Consiglio che lo hanno proposto, sarà ancora una volta il “Presidente di tutti gli italiani” così come lo sono stati i suoi illustri predecessori.
In un momento così delicato per le riforme istituzionali ed elettorali in discussione nei due rami del Parlamento e in una fase di altissima tensione internazionale a causa della recrudescenza del terrorismo e del fanatismo, con l’elezione di Sergio Mattarella l’Italia ha saputo scegliere un uomo con le caratteristiche e l’esperienza giusta per rispondere a queste sfide e a tutte le difficili incombenze connesse al suo nuovo incarico.
A questo siciliano, entrato in politica all’indomani del barbaro assassinio del fratello e allora Presidente della Regione Sicilia Piersanti, vanno il saluto rispettoso e gli auguri di tutti gli italiani; in primo luogo quei milioni di italiani che vivono nel mondo e che sanno quanto siano importanti la dignità e il prestigio internazionale del nostro Paese e delle sue istituzioni.
Auguri, Presidente!”
Il "metodo Quirinale" non deve rimanere uno spot, ma essere esteso al dibattito sulle riforme anche perché il Premier Renzi ha sicuramente compreso che si tratta di una scelta che paga. " Così in una nota il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano.
" Il confronto e la ricerca dell'unità, in primo luogo nel Partito Democratico, sono la premessa indispensabile per individuare gli ulteriori compromessi e le soluzioni con le altre forze di maggioranza e di opposizione - prosegue Presidente Damiano - Non vorremmo più assistere alla logica del "pendolo"già usata nel recente passato: un colpo a destra ed uno a sinistra, a seconda delle circostanze. Con l'elezione di Sergio Mattarella abbiamo svoltato: quando si trova la strada giusta sarebbe delittuoso abbandonarla" conclude l'esponente PD.