“E’ incredibile vedere con quale faccia tosta Luca Zaia si presenta alle manifestazioni”. Durante i suoi due anni al Ministero dell’Agricoltura, Zaia è stato impegnato 24 ore su 24 nella promozione personale e nulla ha fatto per risolvere i problemi di una filiera così importante come quella dell’allevamento». Lo afferma Roger De Menech, deputato del Partito democratico, che ha partecipato oggi in piazza San Marco a Venezia all’iniziativa della Coldiretti.
“Con il ministro Martina e con tutto il Pd - ricorda De Menech – siamo impegnati a rimediare ai danni causati dalla demagogia leghista sulle quote latte e sui fondi europei. Coltivatori e allevatori hanno bisogno di tutto, tranne che di sterili chiacchiere”, conclude il deputato democratico.
Adesione concreta a #giulezampe
“Gli animali domestici non sono cose, e come tali non possono essere considerati né da chi li cura né dal legislatore. Solo un intervento normativo può correggere l’anomalia tutta italiana che considera gli animali d’affezione come cose, e come tali pignorabili" Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, annunciando la presentazione di una proposta di legge per modificare l’articolo 514 del codice di procedura civile.
“Per aderire in modo concreto alla campagna #giulezampe ho ritenuto indispensabile – spiega Anzaldi - un intervento legislativo che modificasse l’impianto e che sottraesse gli animali domestici, per quello che costituiscono a livello affettivo e sentimentale, alla disponibilità dei creditori. Con l’aggravarsi della crisi sono oltre 5000 mila i pignoramenti nel nostro Paese ed è già accaduto che tra i “beni” per pagare i creditori siano finiti anche animali domestici come cani e gatti. Pignorare un animale – sottolinea il deputato Pd - è un inutile sadismo a spese dei contribuenti. Non porta nulla dal punto di vista del recupero credito ed anzi è' un costo per la comunità' che deve provvedere alla custodia in canili o strutture simili. Mi auguro – conclude Anzaldi - che la Camera dei Deputati possa presto affrontare questo problema introducendo una norma di civiltà giuridica”
In Italia sono arrivate 39mila donne mutilate, impediamo che questo avvenga alle figlie
“I dati sulle mutilazioni genitali diffusi dall’ultimo rapporto dell’Oms sono sconcertanti e indicano un fenomeno dilagante che coinvolge anche l’Europa: nella sola Italia si contano ben 39mila donne che hanno subito l’infibulazione nei loro paesi di origine. E’ chiaro che dobbiamo impedire che questo accada alle loro figlie”. Lo dice Rosa Calipari, deputata del Partito Democratico, la quale aggiunge che “la Convenzione di Istanbul, recentemente approvata dal Parlamento, per la prima volta ha riconosciuto l'esistenza di queste pratiche anche in Europa e prevede dure condanne per un fenomeno equiparato alla tortura, visto che si tratta di una pratica che mette a rischio la vita delle donne trasformando per sempre il loro corpo. L'Italia è impegnata in questa battaglia con forza, come testimonia anche l’impegno di Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del Consiglio in materia di Pari Opportunità, ma c’è ancora molto da fare, come testimoniano i numeri, soprattutto – conclude Calipari- per rafforzare i presidi territoriali attraverso i quali è possibile dare informazioni e sostegno alle donne”.
"Considero un fatto molto positivo l'ingresso nei gruppi e l'avvicinamento al Pd di alcuni deputati e senatori di Scelta Civica. Positivo e naturale, visto che molti di questi parteciparono da protagonisti alla fondazione del Partito Democratico”. Lo ha dichiarato il deputato Walter Verini.
“Da Pietro Ichino a Linda Lanzillotta, da Alessandro Maran a Giancarlo Susta, a Irene Tinagli, - spiega Verini - si tratta di personalità che condivisero dall'inizio il profilo innovatore e riformista del Pd, che negli anni successivi alla segreteria di Veltroni aveva perso il suo impulso originario. Di qui scelte diverse di queste personalità, che comunque - con la partecipazione alle elezioni 2013 di Scelta Civica - impedirono la vittoria della destra berlusconiana”.
“Ora – continua il deputato democratico - il Pd a guida Renzi rappresenta con tutta evidenza più di una speranza che quel riformismo possa cambiare, il più presto possibile e nel profondo, l'Italia”.
“Per questo il ritorno per molti e l'approdo per altre personalità al Pd è una notizia davvero
importante", conclude Walter Verini.
“L'ennesimo ricorso presentato contro il decreto che vieta la coltivazione in
Italia del mais Ogm Mon810 è stato respinto dal Consiglio di Stato, un’ulteriore convalida che l’applicazione del principio di precauzione va nella direzione giusta per la salvaguardia del nostro patrimonio agroalimentare. L’Italia sta cambiando verso, il paese ha assolutamente bisogno di una strategia che coniughi mercato ambiente e salute pubblica e questo governo e questa maggioranza con le proprie scelte sta dimostrando di volerlo e poterlo fare”. Così il deputato Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“E’ importante la giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, per riflettere e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa pratica disumana che umilia le donne e il loro corpo. E’ necessario non abbassare mai la guardia su questi temi, perché migliaia di donne ogni giorno vengono violate e private di un futuro libero. Per questo noi del Partito democratico continueremo sempre a pungolare l’azione dei Governi per sostenere le battaglie per i diritti inviolabili delle donne, come è la campagna contro matrimoni forzati lanciata dall’Onu e sostenuta con vigore dall’Alto Rappresentante per l’Unione europea per gli Affari Esteri, Federica Mogherini”.
Lo dichiara Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico.
“Oggi è una giornata importante per le donne di tutto il mondo: contrastare il fenomeno aberrante delle mutilazioni genitali, a cui le giovani donne sono sottoposte, è un dramma che tocca le donne ovunque, non solo nei paesi dove è più praticata. I dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono allarmanti. L'Italia sta facendo molto ma serve un impegno costante da parte dei Governi per salvaguardare i diritti delle donne garantendo più risorse per sostenere le politiche di prevenzione”.
Così Roberta Agostini, deputata del Partito Democratico.
" Se dobbiamo innovare le regole del lavoro lo dobbiamo fare a tutto campo e con coerenza. Non stupisce l'arroccamento conservatore della destra che pretenderebbe di mantenere inalterato l'attuale impianto delle eccessive forme di assunzione precarie accanto alla diminuzione delle tutele in caso di licenziamento prevista dal Jobs Act." Così in una nota il Presi dente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano.
" Si tratta di una posizione nostalgica tesa addirittura a peggiorare un mercato del lavoro che - prosegue il Presidente - con l'eccessiva precarietà, ha rubato il futuro ad intere generazioni di giovani e portato la disoccupazione ad un record storico. Se il Governo ha deciso di puntate le sue carte sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, è evidente che esso deve essere significativamente incentivato e che devono essere eliminate le forme di lavoro concorrenziali.
È giusto - conclude l'esponente PD- limitare la durata del contratto a termine a 24 mesi e cancellare, seppure con gradualità, le forme di assunzione più flessibili come previsto dalla Delega lavoro, a partire dal lavoro a progetto e dagli associati in partecipazione. Di contro, è condivisibile ed organico a questa impostazione l'allungamento a 24 mesi della indennità di disoccupazione. Per quanto riguarda, infine, le Partite IVA la nostra battaglia per il blocco dell'aumento dei contributi previdenziali continua con l'emendamento del PD presentato al Milleororoghe", in attesa della riforma organica promessa da Renzi."
"Il successo della manifestazione organizzata dalla Coldiretti è la dimostrazione di quanto l’agricoltura e l’allevamento di animali siano centrali per la vita del nostro Paese e di quanto facciano parte del nostro patrimonio storico-culturale, lavorativo, produttivo.
Quella di oggi è una manifestazione giusta dalla parte degli allevatori italiani penalizzati , in difesa del prodotto latte made in Italy e dei suoi fruitori di tutte le età, dai bambini ai vecchi , perché il latte è un bene primario, necessario, e va difeso con tutti i mezzi. Nelle piazze italiane abbiamo assistito all’esplosione pacifica di un grande disagio e alla solidarietà arrivata da ogni parte, dalle istituzioni alle gente comune”. Così il deputato Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo in commissione Agricoltura, presente oggi in piazza a Cosenza a manifestare accanto agli allevatori.
“Nell’anno dell’Expo e della vetrina mondiale del nostro Paese, iniziative di questo genere aiutano ad avvicinare le istituzioni e la pubblica opinione allo straordinario e complesso mondo dell’agricoltura” . Lo scrive la deputata Pd Stefania Covello, della commissione Agricoltura e responsabile nazionale del Pd mezzogiorno, che non potendo essere presente per motivi di salute alla manifestazione “Un giorno da allevatore” voluta dalla Coldiretti ha fattor giungere al presidente la propria “convinta adesione alla iniziativa, un giorno da allevatore, da voi promossa”.
. “La vera coesione sociale e territoriale – prosegue Covello - parte da una sana agricoltura di cui la vostra organizzazione è protagonista con i suoi associati. Siamo consapevoli nella nostra funzione pro tempore di legislatori di dover fare di più e in particolare di non dover complicare la vita a chi quotidianamente è impegnato a portare avanti la propria attività economica in questo settore, come in altri. E non è semplice perché si interviene su stratificazioni normative e su impianti di legge che si sono sedimentati nel tempo e sono diventati una sorta di domino complicato che spesso si frappone alla volontà di sostenere realmente il settore. Ci stiamo provando non senza difficoltà e non senza incomprensioni ma proprio in vista dell’Expo dobbiamo fare in modo che i nostri territori e i nostri operatori economici con la loro qualità siano davvero i veri protagonisti di questa vetrina mondiale in cui la Calabria può e deve mostrare il suo volto migliore. Il prossimo primo aprile si giungerà ad una vera liberalizzazione nel settore della produzione di latte e si supererà il sistema delle “quote” che non pochi danni ha creato alle imprese e al Paese. Ogni allevatore potrà produrre liberamente ma questa che può essere una opportunità deve essere accompagnata da maggiori controlli e da un efficace sistema che tuteli e promuova la qualità. E su questo il nostro impegno sarà massimo.
“Il Governo sta già cercando una soluzione”. Lo spiega Giovanna Martelli, deputata Pd e Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le pari opportunità a proposito dell’incontro con i sindaci dei comuni mantovani che il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha tenuto a Gonzaga (Mantova), in qualità di commissario delegato per l'emergenza relativa al, e da cui è emerso che mancano 330 milioni di euro ai fondi per la ricostruzione.
“In seguito alla riunione ho contattato direttamente il direttore del servizio territoriale di Mantova e ho già interessato il presidente del Consiglio Renzi per condividere insieme una proposta di risoluzione del problema”, conclude Giovanna Martelli.
“Il governo mantiene gli impegni ed evita, così, una significativa perdita per le casse dello Stato e il conseguente danno per i cittadini”. – così Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd in Commissione di Vigliaza Rai, commenta la decisione del governo di presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per congelare i canoni sulle frequenze tv. Già durante l’esame della legge di Stabilità l’esecutivo aveva proposto che i criteri di determinazione dei contributi per l'uso delle frequenze non cambiassero. Ora – spiega il capogruppo Pd - con l’emendamento che congela i canoni per le frequenze, si da pienamente atto a quanto annunciato”.
“Attendiamo – conclude - che l’esecutivo, come annunciato dal sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, arrivi una revisione complessiva per i contributi in materia di frequenze tv”.
“Siamo completamente d’accordo con il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Sarebbe, infatti, un grave errore la fornitura di armi all’Ucraina perché la situazione in quell’area va gestita con mezzi diplomatici e non con le armi, opzione che favorirebbe un’escalation militare. Ci auguriamo che la ragionevolezza del ministro della Difesa italiano contagi tutti i protagonisti in causa”.
Così Gian Piero Scanu, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa
“Perché, al contrario di molti comuni siciliani, il governo non ha previsto la possibilità di un alleggerimento del Patto di Stabilità per le spese sostenute dal comune di Taranto per fronteggiare l’emergenza sbarchi?”.
Lo ha chiesto il deputato del Partito Democratico Alberto Losacco, durante il question time di oggi alla Camera.
“Lo scorso 15 gennaio il MEF - spiega Losacco - ha varato il decreto ministeriale che prevede la possibilità di alleggerimento del Patto di stabilità anche per i comuni interessati dall'emergenza sbarchi e accoglienza profughi. È una misura che ha consentito ai comuni di Agrigento, Augusta, Caltanissetta, Catania, Lampedusa, Mineo, Palermo, Porto Empedocle, Pozzallo, Ragusa, Siculiana, Siracusa e Trapani l'esclusione delle spese connesse alla pressione migratoria dal Patto di stabilità”.
“Non si comprende perché – continua Losacco - per le spese sostenute in quella circostanza dal comune di Taranto, ma potrei citare anche Reggio Calabria, Crotone, Salerno e altri importanti centri interessati dalla pressione migratoria durante Mare Nostrum, non sia stata prevista la stessa possibilità di esclusione dal Patto di stabilità per l'anno 2014”.
“Appare evidente la penalizzazione, in modo particolare per Taranto. Mi auguro per questo che, per esempio nell'ambito del decreto-legge sulla città ionica attualmente al Senato, ci sia la possibilità di correggere questa palese incongruenza”, conclude il deputato democratico.
“Anche a nome del PD, ringrazio il ministro Martina per la risposta puntuale, in particolare per l ’azione che svolge per contrastare le speculazioni che hanno determinato il crollo del prezzo del latte pagato alla stalla, per aver messo a disposizione del Fondo Latte 108 milioni di Euro e per aver avviato l ’ attuazione di un Piano nazionale, sul quale è aperto un confronto con la filiera. La situazione nel settore lattiero caseario è anche determinato dal clima di incertezza, connesso alla fine del sistema delle quote latte. Il prezzo del latte alla produzione è diminuito nell’ ultimo semestre del 19%: da 44,5 centesimi a litro a 36. Domani nelle piazze gli allevatori manifesteranno, avvertono il pericolo di dover chiudere le stalle. Eppure il settore è la voce più importante dell’ agroalimentare. Con 36 mila imprese di allevamento, 11 milioni di tonnellate di latte bovino prodotte, 28 miliardi di euro di valore generato dalla filiera. L'export di formaggi italiani, è cresciuto negli ultimi anni di oltre il 5%, il doppio della crescita della domanda mondiale e i consumi interni si mantengono su discreti livelli. Il ministro sta intervenendo nel modo giusto, sia per evitare che le multinazionali sostituiscano il latte locale con latte importato, ponendo così fine all’ agricoltura distintiva che contraddistingue il nostro Paese, sia favorendo l’applicazione dell’ articolo 62 del decreto legge 2012 n.1. In tale contesto assume, però, grande rilievo il ruolo di vigilanza e di accertamento della correttezza nelle relazioni commerciali assegnato all' Antitrust. Vogliamo essere della partita. nella consapevolezza che il latte si fa mungendo le mucche, non spremendo gli allevatori”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio durante il question time in aula con il ministro Martina.
“La crisi del settore lattiero-caseario - ha aggiunto la deputata Pd Coloba Mongiello, commissione Agricoltura - è lo specchio della prevalente forza contrattuale di industriali e commercianti rispetto ai produttori: il prezzo del latte acquistato dagli allevatori diminuisce, mentre aumenta il prezzo al consumo. A favorire le speculazioni sono principalmente la mancata trasparenza del mercato, che favorisce l'importazione di latte venduto come made in italy e di cagliate casine e caseinati poi utilizzati per produrre formaggi senza latte. E’ del tutto evidente inoltre la violazione delle norme che vietano esplicitamente l'acquisto di materie prime sottocosto, per questo abbiamo chiesto al ministro di far applicare il decreto interministeriale 19 del 2012, attuativo dell'articolo 62 che vieta la cessione di prodotti agricoli ad un prezzo inferiore alla media del suo costo di produzione”.