"L’utilizzo di risorse federali per l'acquisto di libri scritti dallo stesso Tavecchio è di per sé un fatto gravissimo che dovrebbe far riflettere sull’opportunità di fare un passo indietro da parte del presidente, soprattutto se si considera che essi potevano essere spesi per finanziare il calcio femminile". Lo dichiarano in una nota i deputati del Partito Democratico Laura Coccia e Federico Gelli per commentare l'acquisto da parte della FIGC di 20mila copie del libro di Tavecchio “Ti presento il calcio”.
"La candidatura di Roma - spiegano Coccia e Gelli – a ospitare le Olimpiadi 2024, è un’occasione di sviluppo di politiche sportive importanti, non solo per la Capitale, ma per l’intero Paese”.
“Investire in una disciplina olimpica considerata ‘minore’ come il calcio femminile e spesso circondato da banali luoghi comuni su una disciplina considerata da molti ‘per uomini’, che vede tante donne praticarlo con passione, è un grave errore perché investire su questo è un modo per contrastare gli stereotipi di genere”, concludono Laura e Federico Gelli.
“Il dibattito di oggi alla Camera chiarisce finalmente in modo chiaro la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni sul diritto allo studio universitario, e pone dunque le basi per la sua attuazione. Finora, infatti, uno dei più importanti tra i diritti sanciti dalla Carta fondamentale - tanto che il presidente Mattarella, nel suo discorso di insediamento, lo ha considerato al primo posto tra quelli che realizzano ‘l’attuazione della Costituzione’ – è rimasto sostanzialmente inattuato. Lo dimostrano i dati sugli studenti che fruiscono di borse di studio (il 7% del totale, sono il 30% in Germania) o lo scandalo degli “idonei non beneficiari” di borse (il 20% del totale degli aventi diritto, con punte del 40 o addirittura del 70% in alcune regioni). Oggi l’intervento del relatore Fiano, che ha ripreso le convergenti sollecitazioni avanzate dal Partito Democratico e da altri gruppi parlamentari, ha chiarito l’interpretazione del legislatore, secondo la quale alla competenza regionale è assegnata la sola “promozione” del diritto allo studio universitario, mentre di conseguenza è affidata allo Stato, nell’ambito della sua competenza piena sull’istruzione universitaria, quella sugli altri aspetti costitutivi del diritto allo studio universitario: dalla definizione dei principi e delle regole di organizzazione del sistema, all’assegnazione di borse, assegni e altre provvidenze. L’auspicio è che ora il governo e le Regioni intervengano rapidamente per modificare l’attuale impianto legislativo e renderlo adeguato, anche in termini di dotazione finanziaria, alle necessità di attuazione dei principi sanciti dall’art. 34 della Costituzione.”
Lo dichiara Marco Meloni, deputato del Partito Democratico, componente della I Commissione della Camera.
“Allo stato centrale le disposizioni generali e comuni per la salute, le politiche sociali e la sicurezza alimentare, alle regioni l’organizzazione e la programmazione di queste politiche”. E’ questo il punto centrale di un emendamento proposto dal deputato democratico Federico Gelli insieme ad altri colleghi del PD e approvato oggi alla Camera durante l’esame della Riforma della Parte II della Costituzione. “Abbiamo definito un cardine fondamentale del diritto alla salute per i nostri cittadini - ha detto Gelli – perché realizziamo finalmente una vera integrazione tra politiche sanitarie e quelle sociali definendo un nuovo assetto e precise competenze tra stato e regioni parlando di salute nella sua eccezione più ampia. Si tratta di una salto culturale importante perché si definisce per la prima volta un nuovo assetto istituzionale che punta al rinnovamento e all’efficienza superando le disparità e i disservizi creati nel passato. Tutto questo aiuterà a garantire standard comuni a tutti i cittadini superando quindi le differenze tra le varie regioni. Anche sulla sicurezza alimentare, lo stato centrale dovrà disciplinare la materia nei suoi principi generali mentre spetterà poi alle regioni integrarli con le politiche di prevenzione sul territorio. Con questa nostra proposta – conclude l’esponente PD - si crea quindi un nuovo diritto alla salute che vale da nord a sud e che respinge il neo centralismo salvifico proposto dal Movimento 5 Stelle e il federalismo esasperato della Lega”.
"Faccio i migliori auguri di buon lavoro a Mauro Alessandri, nominato oggi vicesindaco dell'Area Metropolitana di Roma. Mauro è un giovane che svolge il proprio impegno politico ed istituzionale con umiltà, dedizione e competenza. Come vicesindaco saprà sicuramente rappresentare le esigenze e le istanze dei territori della provincia di Roma, un lavoro che troverà sempre il mio appoggio dai banchi del parlamento". Lo dice in una nota la deputata del Pd della provincia di Roma, Monica Gregori.
''Il Capo dello Stato ha commemorato con autorevolezza il dramma dell'esodo dall'Istria e dalla Dalmazia di oltre 350mila cittadini italiani''. Lo afferma in una nota la deputata del Pd, Barbara Pollastrini. ''Con la Giornata del Ricordo si rievoca anche la tragedia delle foibe. In mattinata lo aveva fatto la Presidente della Camera, Boldrini. Mi sono ritrovata nelle loro parole. E' una ferita profonda che impone alle coscienze di non dimenticare. Anche oggi il mondo e' attraversato da guerre che, in nome di ideologie e fondamentalismi, annientano popoli, etnie, persone. Pensare alla storia illumina sulla prima funzione delle istituzioni e della politica, quella di costruire una cultura nelle civilta' che metta al centro diritti umani il, dialogo e contrasti violenze e sopraffazione'', conclude.
“Il Piano europeo per gli investimenti è forse l’atto più importante dell’attuale fase del processo di integrazione europea. Può essere considerato come uno dei risultati più significativi ottenuti dal nostro governo durante il semestre di Presidenza dell’Ue. L’obiettivo che si vuole raggiungere è combinare la sostenibilità delle finanze pubbliche con il rilancio di crescita e occupazione. Il piano Juncker dunque segna, per la prima volta, un nuovo approccio dell’Europa tutta rigore e austerità alla quale ci siamo abituati in questi anni”. E’ quanto affermato in Commissione Politiche Europee della Camera dal presidente Michele Bordo, del Pd, relatore sul Piano Juncker.
“Il piano presenta anche delle criticità, come la dotazione finanziaria del fondo e la sua effettiva capacità di mobilitare i 315 miliardi di investimenti stimati. Tanto più che il compito di provvedere alla dotazione finanziaria del fondo sembrerebbe demandato interamente, e in via del tutto discrezionale, agli Stati membri, alle banche di promozione nazionale e ai privati. Inoltre, considerato sia l’alto rischio degli investimenti che l’incerta redditività, bisognerebbe capire fino a che punto può esserci l’interesse dei privati a effettuare conferimenti di risorse economiche nel fondo” ha detto Bordo.
“L’esame parlamentare del Piano è estremamente importante – ha aggiunto Bordo – perché può contribuire a verificare la validità del suo impianto e a migliorarne l’efficacia, in particolare in vista del negoziato sulla proposta di regolamento istitutiva del FEIS. Come ho avuto modo di dire più volte è nostro dovere, e interesse, iniziare a ‘contare’ davvero nella fase ascendente, cioè quando devono maturare le decisioni europee. Per questo, dopo l’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Bilancio, valuteremo la possibilità di apportare al piano Juncker correzioni e miglioramenti”.
"Puntare sul capitale umano, investendo in formazione e nella specializzazione delle giovani generazioni, così da favorire innovazione e sviluppo. Questa è la chiave del successo del Land Sassonia, riuscita nel giro di appena 25 anni a trasformarsi da area depressa a motore di sviluppo per l´intera Germania. E questa, ne sono convinta, può diventare la chiave di successo per il rilancio e la ripresa del nostro Mezzogiorno". Lo ha detto Laura Garavini, presidente dell’Intergruppo parlamentare di amicizia italo-tedesco, introducendo il convegno “Il successo dell´Est della Germania. Un esempio per il Mezzogiorno?”, al quale hanno partecipato in veste di relatori il Presidente del Land Sassonia, Stanislaw Tillich ed il Sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa.
"Il Land Sassonia – spiega Garavini - è la Regione con il maggior Prodotto Interno Lordo tra tutti i Länder della ex Ddr, anche grazie al fatto di essere riuscita ad azzerare, da anni, il suo debito pubblico. E ciò nonostante riesce a garantire un elevato ed efficiente uso della spesa pubblica al punto da risultare il Land con i migliori risultati scolastici e di formazione universitaria”.
“Nel giro di soli tredici anni – continua la deputata democratica - si è triplicato il numero di laureati in matematica, informatica e scienze tecnologiche. Inoltre la Sassonia risulta essere la regione con la spesa pro capite più elevata in ambito culturale".
"Sono convinta che conoscere da vicino buone prassi, condividere riflessioni, e problemi, conoscere ed individuare risposte, ci possa aiutare ad affrontare reciprocamente le difficili sfide del presente e del futuro e a raggiungere più velocemente, insieme, una vera e costruttiva integrazione europea”, conclude Laura Garavini.
“Bene il programma di formazione degli insegnanti delle nostre scuole per educare i bambini e i ragazzi a un maggiore uso della frutta, come previsto dalla Ue . Un obiettivo che va nella direzione di una cultura alimentare che combina nell'alimentazione, il sapore, alla salute. Ora chiediamo al ministro un ulteriore fondamentale passo avanti: nelle mense scolastiche si usi frutta italiana”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo in commissione Agricoltura che aggiunge: “A proposito voglio ricordare l’interrogazione, firmata anche dai deputati Colomba Mongiello e Michele Anzaldi (commissione Agricoltura ), dove si chiede al ministro Martina che nelle nostre scuole non venga consumata per esempio uva importata dalla Spagna, dato che l'Italia è tra i principali produttori europei e che nei prossimi bandi di gara per l'appalto della fornitura agli studenti degli istituti scolastici di prodotti ortofrutticoli e ortofrutticoli trasformati, vengano previsti criteri di aggiudicazione che privilegino frutta e verdura locali come previsto dal regolamento europeo. Anche questo – conclude Oliverio – significa fare educazione alimentare”
“Continueremo a seguire la vicenda in attesa di conoscere nel dettaglio il piano industriale di Whirlpool e invitiamo il Governo a monitorare la situazione per salvaguardare gli stabilimenti produttivi e i livelli occupazionali di Indesit, scongiurando ipotesi di tagli e chiusure”. Lo hanno dichiarato i deputati Pd Giampiero Giulietti e Emanuele Lodolini commentando la risposta del viceministro dello Sviluppo economico De Vincenti alla loro interrogazione dove chiedevano chiarimenti sull’acquisizione da parte di Whirlpool della Indesit.
Il viceministro De Vincenti ha precisato che “il19 febbraio la Whirlpool illustrerà al Ministero dello Sviluppo economico il piano industriale della Indesit, recentemente acquisita dal gruppo statunitense. Lo scorso luglio è stato sottoscritto un accordo tra l’americana Whirlpool Corporation e Fineldo spa (a cui fa capo Indesit Company) per la cessione della partecipazione detenuta da Fineldo. La stessa Whirlpool ha inoltre raggiunto accordi con la famiglia Merloni per l’acquisto delle azioni da essa detenute in Indesit. Ai sensi di tali accordi, il gruppo americano acquisterebbe il 66,8% delle azioni di Indesit Company, finanziando tale operazione per cassa, insieme a finanziamenti bancari e facendo ricorso al mercato del debito statunitense e internazionale. L’acquisizione di Indesit da parte di Whirlpool è soggetta sia all’autorizzazione del Tribunale di Ancona, ottenuta recentemente, sia alla procedura dell’autorità antitrust di cui si è invece in attesa di esito.
“Terremo ulteriori incontri con le parti coinvolte nella vertenza, al momento – conclude il viceministro - non risultano piani di ristrutturazione che prevedano eccedenze occupazionali al di fuori dei processi di riorganizzazione che stanno interessando una parte del gruppo dirigente. Il 19 febbraio si terrà comunque un nuovo incontro dove la Whirlpool illustrerà il piano industriale conseguente all’acquisizione, peraltro già operativa, di Indesit”.
Ricostruire la storia per garantire una memoria condivisa è atto doveroso nei confronti delle generazioni passate e delle nuove. Alla memoria condivisa si arriva grazie un percorso politico a cui hanno contribuito protagonisti diversi della nostra storia recente: dal Presidente Cossiga, che per primo visitò la Foiba di Basovizza, al Presidente Scalfaro che la riconobbe monumento nazionale, e poi all’ex Presidente della Camera Violante che sdoganò il tema anche nella sinistra italiana e, infine, al deputato Menia che si fece promotore della legge per l’istituzione del “giorno del ricordo” – votata con larghissima maggioranza – che oggi celebriamo.
E’ grazie a questo faticoso cammino che è stato possibile cancellare falsità inaudite, dove le foibe erano solo “cavità carsiche” e gli esuli “fascisti che scappavano”.
Rendere omaggio a quelle vicende significa far emergere, con onestà e consapevolezza, dal buio e dal silenzio, una delle pagine più tristi della nostra storia.
Lo ha affermato l’on. Ettore Rosato, vice capogruppo Partito Democratico, intervenuto in aula in occasione della commemorazione del “Giorno del Ricordo” per le vittime delle Foibe.
“Chiediamo al ministro Galletti di definire obiettivi e priorità del governo riguardo l’utilizzo dei fondi comunitari strutturali per i progetti che rispondono a finalità di riequilibrio ambientale dei suoli e di riassetto idrogeologico. Questo problema è di vitale importanza visto il ripetersi di episodi di cui è solo l’ultimo esempio quanto accaduto nel territorio del salernitano con l’esondazione del fiume Sele. Nel testo dell’interrogazione a risposta immediata si sottolinea la rilevanza della questione anche in vista di Expo’ 2015 in quanto il processo di degradazione dei suoli si interseca necessariamente con il tema del cibo”.
Lo chiedono per il question time di domani, i deputati del Partito Democratico al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti
“Trasparenza, pugno duro con chi sbaglia e semplificazione delle norme. E’ questa la strada per affrontare il nodo della corruzione in Italia con misure serie e credibili”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Roger De Menech.
“La relazione odierna del presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri – spiega De Menech - ci restituisce un Paese letteralmente mangiato da corruzione e pessima gestione dei beni pubblici. Dopo anni in cui i governi di centrodestra si sono impegnati a minimizzare se non giustificare il fenomeno presso l’opinione pubblica e a depenalizzare i reati in Parlamento, il governo Renzi inverte la tendenza”.
“Su questo tema – continua il deputato democratico - dobbiamo fare tutti la nostra parte. Le amministrazioni pubbliche utilizzino maggiormente le nuove tecnologie per rendere conto ai cittadini e alle imprese di come spendono i fondi ricavati dalle tasse, la Magistratura sia inflessibile con chi si macchia di questi odiosi reati e il Parlamento vari al più presto norme semplici e chiare”.
“A questo proposito, il ddl anticorruzione pronto per l’aula probabilmente già questa settimana, inasprisce le sanzioni per i pubblici ufficiali, estende l’area di punibilità del falso in bilancio e lo rende sempre perseguibile d’ufficio. Inoltre, stiamo lavorando per allungare i tempi di prescrizione dei reati collegati”, conclude Roger De Menech.
“No allo sfruttamento della donna”. Così Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico e consigliera del Presidente del Consiglio in materia di Pari opportunità, commenta la visione di un sito che promuove un servizio di escort ‘volontarie’ per l’Expo 2015.
“L’Expo – spiega Martelli - è un’occasione per l’Italia di rimettere al centro dell’attenzione il ruolo fondamentale della donna e delle pari opportunità come risorsa per l’economia del pianeta”.
“La promozione del nostro Paese passa attraverso la pratica concreta: per questa motivazione il Dipartimento per le Pari Opportunità ha segnalato alla Polizia Postale il sito che promuove il servizio di escort”, conclude Giovanna Martelli.
Il tema della annunciata privatizzazione delle Poste Italiane e i suoi riflessi sui territori, inizia ad agitare il mondo politico. Questa mattina 67 deputati iscritti al gruppo del Partito Democratico guidati dal presidente dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna Enrico Borghi hanno depositato alla Camera un’interrogazione al ministro per lo Sviluppo Economico, sottoscritta tra gli altri dai deputati Iannuzzi, Braga, Realacci, Di Maio, Fanucci, De Menech sulla vicenda del ridimensionamento del servizio di Poste Italiane in aree marginali e montane.
Poste Italiane Spa - si legge nel testo dell’interrogazione - riceve significativi contributi da parte dello Stato nell’ambito della legge di stabilità per consentire agli uffici postali periferici di garantire l'erogazione dei servizi postali essenziali. Eppure il piano di riorganizzazione annunciato dall'azienda prevedrebbe, a livello nazionale, la chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici. Ciò nonostante il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni abbia in più occasioni ricordato che con apposita delibera l’Autority ha inserito specifici divieti di chiusura degli uffici che risiedono nelle aree remote, anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio.
“Poste Italiane - dice Borghi - non può perseguire logiche di guadagno a scapito delle esigenze della collettività, sacrificando uffici che ritiene "improduttivi" o "diseconomici", senza considerare che rappresentano un punto di riferimento per i cittadini dei piccoli comuni. I servizi postali, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali per il presidio del territorio e la garanzia dei servizi essenziali. Il ministro deve dirci quali azioni intenda intraprendere per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorità per il Garante delle Comunicazioni e come si intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi ai cittadini”.
Oggi in commissione Esteri il governo risponde a un’interrogazione dell’on. Cimbro
“Chiediamo al governo e al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, quali iniziative sul piano diplomatico intenda mettere in atto per assicurare che i diritti di Nadia Savchenko non vengano violati durante la sua detenzione in Russia, e di attivarsi per arrivare il prima possibile alla sua liberazione”. È quanto chiede la deputata del Pd Eleonora Cimbro, componente della commissione Esteri, in una interrogazione (presentata nelle settimane scorse) a cui il governo risponderà nella seduta della commissione Esteri che si terrà oggi alle 14.
“Nadia Savchenko - si legge nell’interrogazione -, pilota ucraina, è stata catturata dai separatisti filorussi nell'est dell'Ucraina, dove si trovava in quanto membro volontario dell'operazione anti-terrorista ATO. La parte russa accusa la Savchenko di essere corresponsabile della morte di due giornalisti russi in Ucraina orientale; ma nessuna prova convincente è stata fornita a supporto dell'accusa. Innaturale è poi il prolungarsi della reclusione: la Savchenko è attualmente detenuta nella SIZO-6-centro di detenzione a Mosca e precedentemente è stata detenuta coattamente in un ospedale psichiatrico, il Centro Serbsky, per un mese. Il 15 dicembre 2014, la detenuta ha indetto lo sciopero della fame contro i maltrattamenti subiti in detenzione e la mancanza di cure mediche adeguate ha provocato la perdita di udito ad un orecchio. Il suo trasporto coatto in Russia è considerato sequestro dalle principali leggi internazionali. Inoltre, in quanto prigioniera di guerra, su di lei si applica il Diritto internazionale umanitario. Il Parlamento europeo con una recente risoluzione sulla situazione ucraina ha chiesto alle autorità russe il rilascio della pilota ucraina. Ci uniamo alla richiesta della comunità internazionale per una immediata liberazione di Nadia Savchenko”.