"L'azienda pretende di licenziare tutti i lavoratori dell'ex gruppo Ilva per poi assumere quelli esclusi dall'esubero con la formula del Jobs Act. Appoggio le forme di protesta dei lavoratori e la posizione del ministro Calenda, che hanno visto cambiare i termini dell'accordo dall'oggi al domani". Così la deputata del Pd, Cristina Bargero, ha commentato la proposta di ArcelorMittal per l'Ilva.
"L'aggiudicazione al gruppo AM InvestCo Italia degli stabilimenti Ilva è stata siglata a condizione che mantenesse i 10.000 occupati e la parità contrattuale e salariale, oltre alla questione ambientale, come il decreto Calenda aveva stabilito. La trattativa con i sindacati non può prescindere da queste condizioni, decisive per l'aggiudicazione", aggiunge.
"È importante che il gruppo assicuri che nessun posto di lavoro andrà perso, perché verrebbero meno gli impegni presi per l'attribuzione. Oggi- continua la deputata- la trattativa con i sindacati dovrà stabilire anche il cromo programma del piano industriale e ambientale in modo da far ripartire la produzione e la bonifica nel più breve tempo possibile e secondo le direttrici imposte dal governo. D'altra parte, il governo ha garantito che i vincoli stabiliti dovranno essere la base di partenza nella trattativa con i sindacati e il gruppo ArcelorMittal".
“In merito al tema delle autonomia territoriale, e della sua essenzialità con l’impianto costituzionale italiano, da troppi anni dentro un pendolo che sembra impazzito, la politica italiana e i suoi rappresentanti oscillano tra richieste esasperate di autonomia che sfocia in localismi e addirittura indipendentismi, cui fa da contrappunto un mai sopito ritorno centralista da parte di alcuni strati dirigenziali di Stato e delle Regioni che pensano di liquidare con un ritorno allo Stato giolittiano le difficoltà della modernizzazione italiana. Le tue parole in occasione della recente visita ad Aosta, che ripristinano peraltro il corretto equilibrio sancito all’articolo 5 della nostra Carta Costituzionale sul ruolo fondativo ed essenziale delle autonomie italiane, riportano finalmente il dibattito e soprattutto le impostazioni istituzionali su un essenziale presupposto: la valorizzazione delle autonomie territoriali italiane è il presupposto (e non l’ostacolo) per l’unitarietà nazionale italiana ed è lo strumento essenziale col quale un paese articolato e composito come l’Italia può offrire ad uno scenario europeo dilaniato da nazionalismi di ritorno o nostalgici e irrealistici ritorni alle piccole Patrie ottocentesche”.
“I giovani e le istituzioni”
Convegno promosso dal Forum Giovani della Provincia di Salerno
Domani, 10 ottobre 2017, ore 14.30.
Aula Nuova Palazzo dei Gruppi Parlamentari, Via di Campo Marzio 74
Si svolgerà domani a partire dalle ore 14.30 il Convegno promosso dal Forum Giovani della Provincia di Salerno dal titolo “I giovani e le istituzioni”.
In apertura dei lavori, il saluto della vicepresidente della Camera, Marina Sereni; dei Coordinatori del Forum Nazionale dei Giovani, del Forum Giovani Regione Campania e del Forum dei Giovani Provincia di Salerno. A seguire gli interventi dei deputati Dem: Marco Di Maio, Commissione Affari Costituzionali e Finanze; Lia Quartapelle, Commissione Affari Esteri e Comunitari; Micaela Campana, Commissione Giustizia; Edoardo Fanucci, Commissione Bilancio; Francesca Bonomo, Commissione Politiche dell’Unione Europea. Conclude la deputata Dem Sabrina Capozzolo.
" Con l'avvicinarsi della discussione parlamentare sulla legge di Bilancio si moltiplicano le proposte e le indiscrezioni giornalistiche. Noi lavoriamo all'idea di non far emanare dal Governo il Decreto direttoriale dei ministeri del Lavoro e dell'economia relativo all'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019. La legge prevede che avvenga entro la fine dell'anno. Ci auguriamo che l'articolo del Corriere della sera di oggi che riferisce di una disponibilità del Governo a rimandare la decisione al 2018, trovi riscontro nella realtà". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Nel parere votato dalla Commissione lavoro della Camera la scorsa settimana - prosegue - abbiamo chiesto un rinvio a giugno 2018. Su un altro fronte, quello dei licenziamenti, una correzione di rotta sarebbe auspicabile: è vero che, dopo il Jobs Act, licenziare è più facile e conviene più dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali".
"Se non si interviene si moltiplicheranno casi come quello della Ericcson: licenziamenti collettivi senza ricorrere preventivamente all'uso della cassa integrazione al fine di alleviare il disagio e la disperazione dei lavoratori. Si tratta di forme barbariche di relazioni industriali alle quali la legge deve porre un argine", conclude.
"L'Ulivo nacque e vinse con il consenso forte del Paese sotto una regola elettorale - la legge Mattarella - che non prevedeva il deposito di alcun programma di coalizione, così come non lo prevede la proposta di legge elettorale appena approvata dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera. Ma il programma - le famose "Tesi" dell'Ulivo, elaborate con il coinvolgimento di molte competenze sia dei partiti di centro sinistra, sia della società civile - c'era eccome, e fu la traccia del governo guidato da Romano Prodi.
Si sta insieme, in un progetto per l'Italia, non perché ti obbliga la legge elettorale, ma perché - come auspico - ne saremo conviti e assumeremo questa responsabilità davanti agli elettori, in alternativa alle destre e al populismo del niente."
Così Francesco Sanna, deputato dem della Prima Commissione, risponde ad Alfredo D'Attorre (MDP) sulla mancanza dell'obbligo di deposito del programma di coalizione nel "Rosatellum 2.0".
“Un serio passo avanti per dare al Paese una buona legge elettorale. La conclusione del lavoro della commissione Affari costituzionali di questa mattina ci dice come sia possibile per il Parlamento compiere con responsabilità un suo compito fondamentale con un ampio consenso. Possiamo infatti evitare di andare al voto con una legge diversa fra Camera e Senato come più volte auspicato dal Capo dello Stato e con un testo che sollecita le forze politiche ad allearsi per dare governabilità al Paese. Possiamo inoltre, fra le altre cose, restituire ai cittadini il potere di scelta e uno stretto rapporto con gli eletti attraverso i collegi uninominali e le liste molto piccole di quelli plurinominali. Come relatore esprimo la mia soddisfazione su questo risultato, fiducioso che i prossimi passaggi ci consegneranno finalmente la nuova legge”. Lo dichiara Emanuele Fiano capogruppo Pd in commissione Affari costituzionale e relatore del testo su cui ha avuto stamani il mandato dalla Commissione.
"Aderisco allo sciopero della fame per lo #IusSoli. Una battaglia di libertà a favore di fondamentali diritti da troppo tempo negato". Così su Twitter Federico Massa, deputato del Partito Democratico.
“È una vergogna che il movimento 5 stelle metta in dubbio l’onestà e la trasparenza del ministro Minniti e di quanti al ministero dell’Interno avranno il compito di delineare i collegi elettorali. Altrettanto grave e diffamante è l’ipotesi che il partito democratico possa disegnarsi i collegi a suo uso e consumo. La barbarie del linguaggio dei 5 stelle non ha limiti ma non ci faremo intimidire”. Lo dichiara Emanuele Fiano, relatore della legge elettorale e capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali.
“L’approvazione in Commissione dell’emendamento sulla scheda elettorale ‘antifrode' è un’ottima notizia”. Lo afferma Sergio Boccadutri, deputato e responsabile Innovazione del Partito democratico, e cofirmatario dell’emendamento con Paolo Coppola.
“Si tratta di una norma che contrasterà in modo netto pratiche come il voto di scambio. Per adesso siamo riusciti a introdurre la norma per quanto riguarda la scheda della Camera dei Deputati e del Senato. Mi auguro che al più presto si estenda la misura alle elezioni amministrative e regionali”.
“Quella approvata è una norma, semplice, che modernizza il sistema e migliora i presidi a tutela della democrazia e della rappresentanza", conclude.
"Il riconoscimento chiaro e dettagliato che il costo delle attività per produrre i campionari rientrano tra le spese ammissibili riconosciute per il credito d'imposta in ricerca e sviluppo è una buona notizia perché fa chiarezza su un punto ancora equivocabile. Chiarimento richiesto da molto tempo dal settore tessile e che rende finalmente efficace un utile strumento a supporto delle attività di ingegno e sviluppo del comparto, cosa che senza dubbio contribuirà a mantenere buoni livelli di competitività e investimenti.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito i chiarimenti tesi a sbloccare questa situazione accogliendo anche le sollecitazioni del PD e del Parlamento che si è occupato più volte di questo tema con risoluzioni e interpellanze. Non si può che essere soddisfatti per questo risultato che si unisce anche ad altre misure orizzontali messe in campo dal Governo, come industria 4.0, per rendere sempre più competitivi ampi settori della nostra manifattura". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Attività Produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati.
“La sentenza del Consiglio di Stato che scagiona il comune di Catanzaro per il bando senza compenso, è un giuridicismo fuori dalla realtà: pensare che si possa appaltare gratuitamente un piano regolatore è offensivo della dignità dei professionisti e mette a rischio la qualità stessa degli oggetti di gara e del rapporto fra pubblico e privato, orientato così verso lo scambio di influenze invece che al pagamento di competenze di qualità.” Lo dichiara la responsabile Lavoro del Partito democratico, Chiara Gribaudo, a proposito della sentenza che pochi giorni fa ha ribaltato il giudizio del Tar della Calabria, sulla base di un paragone con i contratti di sponsorizzazione.
“Quando la pubblica amministrazione – continua - ritiene di poter non pagare architetti, ingegneri o avvocati per le loro prestazioni, è come se pretendessimo di andare all’ospedale e trovare infermieri e medici che lavorano senza stipendio. Questo episodio ci testimonia l’esigenza vera di regolare innanzitutto il rapporto fra professionisti e pubblica amministrazione, così come emerso nei confronti promossi dal Pd in questi mesi”.
“Occorre presto un provvedimento in questo senso, che ponga dei limiti all’abuso di bandi, affidamenti e incarichi a zero euro o sottopagati. Stiamo lavorando in questa direzione per la dignità di tutti i professionisti”, conclude.
“La soglia è rimasta al 3% nazionale sia alla Camera che al Senato. Le pluricandidature sono la metà del Consultellum con cui gli M5s volevano andare al voto. Non capiamo quindi in tutta franchezza la nuova polemica M5s dell’on. Toninelli”.
Così il deputato Dem Marco Di Maio, della Presidenza del Gruppo Pd.
Approvato all'unanimità su proposta dei deputati Coppola e Boccadutri (Pd)
“Un tagliando staccabile con un codice alfanumerico 'antifrode' su ogni scheda elettorale per evitare possibili brogli alle urne. E' il contenuto dell'emendamento 1.20 approvato all’unanimità in commissione Affari Costituzionali su proposta mia e del collega Pd Sergio Boccadutri. In questo modo si potrà finalmente dire addio alla cosiddetta truffa della 'scheda ballerina' che consiste nel comprare il voto dell’elettore consegnandogli una scheda già votata prima dell’entrata nel seggio e chiedendogli di riportare una scheda bianca”. Lo dichiara il deputato Pd e presidente della commissione d’inchiesta di Montecitorio sulla Digitalizzazione, Paolo Coppola.
"Con questa modifica - spiega Coppola - il voto di scambio diventa più difficile. Il metodo della ‘scheda ballerina’ veniva denunciato dalla stampa da anni. Il dibattito sulla legge elettorale è stato l’occasione per introdurre questa semplice modifica della procedura di voto che renderà la vita più difficile alla criminalità e ai politici corrotti. Le schede elettorali avranno un tagliando staccabile ‘antifrode’ che permetterà di controllare che la tessera consegnata all’elettore prima delle operazioni di voto sia la stessa che l’elettore inserisce nell’urna dopo il voto”.
“Auspichiamo che questo meccanismo antifrode – conclude Coppola - venga esteso anche alle elezioni amministrative e regionali”.
L'emendamento recita: "Ogni scheda è dotata di un apposito tagliando rimovibile, dotato di codice progressivo alfanumerico generato in serie, denominato «tagliando antifrode», che sarà rimosso e conservato dagli uffici elettorali, prima dell'inserimento della scheda nell'urna".
"Ho aderito anch'io allo sciopero della fame lanciato da Luigi Manconi, per sostenere l'approvazione della legge sullo ius soli o ius culturale. Auspico che dopo la sessione di Bilancio il Senato riesca ad approvare quello che anche per me rappresenta un doveroso traguardo di civiltà, integrazione, sicurezza. Un traguardo da costruire, innanzitutto nella maggioranza e coinvolgendo tutte le forze e i singoli parlamentari. Al di là dei sondaggi, sono convinto che il Paese condividerebbe una risposta dì civiltà, che contribuirebbe a combattere le paure e soprattutto chi le sollecita e le strumentalizza. In questi giorni qualcuno ha ricordato la campagna elettorale in Francia nel 1981, quando Francoise Mitterrand mise tra i punti del programma l'abolizione della pena di morte, nonostante i sondaggi dicessero che il 72% dei francesi fossero favorevoli alla pena capitale. In quell'anno Mitterrand vinse le elezioni, divenne Presidente e poco tempo dopo la Francia vide abolita la pena di morte" .