"La questione posta da Michele Anzaldi, della necessità del rispetto sostanziale del pluralismo nelle trasmissioni televisive non è di quelle da liquidare con dozzinali battute polemiche, come quelle di 5 Stelle”. Lo dichiara Walter Verini, deputato del Partito democratico, per commentare le dichiarazioni dei deputati Cinquestelle sulle presenze televisive. “E' un principio che vale e deve valere sempre, tanto più in momenti come questo, di forte tensione tra le forze politiche e alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali per il Paese. Mi auguro perciò che i dati diffusi da Anzaldi e che certamente penalizzano forze come il Pd portino tutti a riflettere e a muoversi perché pluralismo, par condicio, equilibrio siano rispettati e garantiti nella sostanza", conclude.
E’ una vera riforma di medio termine
“Grande soddisfazione” per la chiusura del ciclo negoziale che ha portato all’accordo finale sul pacchetto agricolo del regolamento Omnibus è stata espressa dal Capogruppo del Pd in Commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio. “Il Parlamento europeo, in primis il Presidente Paolo de Castro, sono riusciti a svolgere un ruolo trainante rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, rilanciando su un ampio spettro di tematiche, interamente accolte, che oggi permettono di parlare di una vera riforma di medio termine della politica agricola comune. La Commissione Agricoltura della Camera ha giocato di sponda, approvando, ad inizio anno, una risoluzione con la quale sono state enucleate tutte le criticità relative all’applicazione della PAC, declinando le conseguenti proposte di riforma da inserire nell’approvazione del regolamento Omnibus. Veder oggi queste proposte quasi interamente accolte nell’accordo finale è la dimostrazione di quanto le decisioni politiche possono essere efficaci e rispondenti ai problemi, se ben impostate e coordinate tra i diversi livelli di governo, europeo e nazionale. I punti principali della revisione prevedono una semplificazione dei pagamenti diretti, con un’attenzione particolare al greening e alla valorizzazione del ruolo dei giovani agricoltori. La gestione dei rischi ha rappresentato un altro capitolo importante, con l’introduzione di significative novità in merito alle percentuali sulla perdita di prodotto necessaria per attivare le assicurazioni e all’innalzamento dal 65% al 70% del contributo pubblico. Si tratta di aggiustamenti importanti che dovranno essere valutati alla luce delle numerose problematicità riscontrabili allo stato attuale sul sistema assicurativo agricolo; la Commissione Agricoltura ha avviato, al riguardo, un’indagine conoscitiva che è prossima a concludere”, conclude Oliverio.
“Non ci sono soltanto gli squilibri dei tg Rai in favore dei partiti di opposizione e a danno del Pd: anche la situazione nei telegiornali delle tv commerciali appare distorsiva, secondo quanto attestano i dati Agcom relativi al mese di settembre, appena diffusi. I partiti di minoranza arrivano ad avere addirittura oltre quattro volte il tempo del Partito democratico”. Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.
“Al Tg5 il primo partito è il Movimento 5 stelle – prosegue– avanti di un soffio su Forza Italia, mentre al Tg La7 è la Lega Nord. Una distorsione sulla quale è urgente e necessario che l’Authority intervenga: è accettabile che la maggioranza di governo abbia un quarto dello spazio dei partiti di opposizione? Se si vanno a verificare i tempi di parola dei soggetti politici nelle edizioni principali del Tg5, si potrà riscontrare la seguente situazione: al Pd il 16,5% dello spazio, all’opposizione (M5s, Fi, Lega, Fdi) addirittura il 65,6%. Se si vanno a considerare i singoli partiti, il Pd pur essendo il partito di maggioranza e partito che sorregge il Governo, è surclassato anche dalle forze di opposizione prese separatamente: M5s al 24,3%, Fi al 24,1%. Situazione simile al Tg La7: al Pd il 13,9%, ai partiti di opposizione (M5s, Fi, Lega, Fdi) il 71,2%. Primo partito nei tempi di parola del telegiornale di La7 è la Lega, con il 36,5%: il partito di Salvini da solo ha il triplo dello spazio del Pd. Poi il M5s al 26,9%, ovvero il doppio del Pd, e così via. Siamo di fronte a quella che appare una grave distorsione. Visto che i dati sono rilevati direttamente dall’Agcom, sarebbe opportuno che l’Authority intervenisse per dire cosa ne pensa”.
“E’ accettabile che il primo partito del parlamento e partito di maggioranza del Governo finisca addirittura terzo nello spazio dato ai partiti e venga quadruplicato dai partiti di opposizione?”, conclude.
“I Cinquestelle hanno preso così gusto a denunciare complotti, inesistenti colpi di Stato e derive reazionarie che, visto che c’erano, non potevano certo dimenticare la Rai. Peccato che i dati dell’Osservatorio di Pavia li smentiscano in modo solare”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai, in risposta alle dichiarazione del Movimento 5 Stelle sulla Rai.
“I dati raccolti dall'Osservatorio – spiega - sono chiari e danno, anzi, molto da pensare. Segnalano in pesante squilibrio ai danni del Pd nelle reti Rai. E' dunque sorprendente quindi che M5S attacchi il Partito democratico e il suo deputato Michele Anzaldi, solo perché che si è limitato a riportare i dati”.
“L’unica spiegazione possibile è che si tratti di un espediente per spostare l’attenzione dall’esistenza di uno squilibrio a danno del Pd, che deve essere sanato”, conclude.
“Insieme a molti altri esponenti del Partito democratico ho partecipato alla mobilitazione per sostenere l’esigenza di una rapida approvazione della legge sullo ius soli-ius cultura. Si tratta di un traguardo irrinunciabile, una legge di civiltà per assicurare diritti alle ragazze e ai ragazzi nati nel nostro Paese da genitori stranieri che risiedono qui legalmente e da anni e che crescono quotidianamente insieme ai nostri figli. Rinunciarvi significherebbe non solo tradire le speranze di molti di quei giovani ma anche cancellare un futuro di civiltà, integrazione e sicurezza. Sono sicuro che l’impegno di decine e decine di parlamentari trova nella società una condivisione ampia e mi auguro che nelle prossime settimane si possa raggiungere questa meta, anche perché è così che si sconfiggono le paure e chi le cavalca”.
Così Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio, che nei giorni scorsi aveva aderito allo sciopero della fame a sostegno della legge sullo ius soli.
“L’accordo finale sul pacchetto agricolo del Regolamento Omnibus attua una vera e propria riforma a medio termine della Politica Agricola Comune 2014-2020, nel segno della semplificazione”. Lo dichiara Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura della Camera.
“Il pacchetto di misure – spiega - mira a rendere la Pac più flessibile, cercando di ridurre le procedure burocratiche e di favorire una stabilizzazione dei redditi degli agricoltori. A tal proposito, viene inserito il nuovo strumento di stabilizzazione del reddito settoriale, in cui il risarcimento scatta quando si registra una diminuzione di reddito per un determinato settore aziendale del 20% su base annua. Inoltre, viene abbassata dal 30% al 20% la soglia di perdita di produzione necessaria per l’attivazione di polizze assicurative del raccolto. Con questo accordo, viene valorizzato anche il ruolo dei giovani agricoltori nei pagamenti diretti, dando nuovo vigore al cosiddetto pagamento giovani introdotto nel 2013. Nell’ambito dello sviluppo rurale sono stati varati diversi aggiustamenti finalizzati a: rafforzare gli effetti delle provvidenze per il primo insediamento dei giovani, la partecipazione ai regimi di qualità e gli investimenti effettuati dagli agricoltori nell’ambito dei piani di sviluppo rurale. Per quanto riguarda il capitolo delle misure di mercato, l’impegno è andato nella direzione di dare maggiore forza contrattuale alle formule organizzative degli agricoltori. Così OP (organizzazioni dei produttori) e AOP (associazioni organizzazioni produttori), operanti nel settore lattiero caseario, potranno avvalersi della contrattualizzazione scritta obbligatoria e le misure del pacchetto latte vengono estese oltre il 2020. Tali prerogative vengono estese a tutti i produttori e a tutte le OP e AOP. Sempre in questo capitolo, è prevista la revisione dell’intervento per affrontare le crisi di mercato, dando immediatezza alle misure di riduzione della produzione, utilizzate con successo durante la crisi del latte. Tutti temi, questi, su cui anche la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati è intervenuta più volte con propri atti d’indirizzo”.
“Il risultato raggiunto è stato voluto soprattutto dal Parlamento Europeo, che non si è limitato a lavorare nello stretto recinto proposto dalla Commissione, ma ha confezionato una proposta di revisione vera e propria. Di questo va ringraziato Paolo De Castro, per l'ottimo lavoro svolto in qualità di relatore”, conclude.
“L’appello delle sorelle Paolini e l’atto estremo di Bertocco arrivano a pochi giorni dall’inizio dell’esame della Legge di Bilancio e non devono restare inascoltati. Abbiamo il dovere di garantire qualità di assistenza alle persone con grave disabilità e una vita indipendente, perché senza queste precondizioni non solo viene violato un diritto, che è previsto costituzionalmente, ma si gravano le persone di una fatica ulteriore alla disabilità”.
- lo dichiara Elena Carnevali, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Affari Sociali -
“In questi anni è stato compiuto uno sforzo importante, ancorché insufficiente, per prestare adeguata attenzione al mondo della disabilità. Sono state stanziate risorse per la non autosufficienza, 500 milioni di cui la metà per la disabilità grave; sono stati aggiornati i Lea, in cui sono previsti interventi continuativi di assistenza domiciliare integrata oltre che nuovi e innovativi ausili, e – spiega la deputata Dem - si è arrivati alla legge 112, il cosiddetto durante e dopo di noi”.
“Siamo ancora molto lontani dagli obiettivi del piano d'azione biennale per le persone con disabilità, ma è evidente la controtendenza: dopo gli anni di azzeramento del fondo per la non autosufficienza operato del centro destra c’è stata una crescita costante, sulla quale non solo non possiamo arretrare in questa Legge di Bilancio, ma che dobbiamo addirittura incrementare. Ora ogni passo deve mirare ad omogeneizzare il livello dei servizi, ancora troppo diversi tra le regioni, e sostenere i comuni, su cui grava un peso non sempre adeguatamente riconosciuto in materia di assistenza. Finalmente un percorso di dignità è stato intrapreso – conclude Carnevali - e non si può tornare indietro”.
Condivisibile la denuncia delle sorelle Paolini
“Le denunce di questi giorni delle sorelle Elena e Maria Chiara Paolini e la fine tragica, e forse evitabile, di Loris Bertocco accendono i riflettori sui buchi della rete assistenziale delle persone con disabilità. Non posso che condividere la loro denuncia. Il sistema è attualmente insufficiente e scarica tutto l’onere dell’assistenza sulle famiglie che, fra l'altro, sono sempre più piccole se non addirittura assenti. L'alto costo di ogni intervento rispetto a una platea così ampia (circa 4 milioni compresi gli anziani per cui il solo aumento di 1000 euro all'anno a testa costerebbe più di 4 miliardi) non è un buon motivo per non fare nulla. È ora di affrontare questo dramma dandogli la stessa attenzione che viene data alle questioni pensionistiche ed è ora di creare una alleanza tra tutti i soggetti dandoci come primo obiettivo l'aumento del fondo per la non autosufficienza insieme a regole comuni tra tutte le Regioni”.
Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
È una opportunità per gli studenti
“L'alternanza scuola lavoro è una metodologia didattica che offre nuove competenze agli studenti, rendendo più ampio il bagaglio con cui lasciano la scuola, e deve diventare sempre più una prassi corretta che consenta un arricchimento del curriculum scolastico. Si tratta di una opportunità che i nostri ragazzi non possono e non devono perdere. Per questo credo sia opportuno riflettere sugli strumenti da mettere in campo per renderla più efficace impedendo che se ne faccia un uso improprio e distorto”.
Lo ha dichiarato Flavia Piccoli Nardelli deputata del Pd e presidente della commissione Cultura della Camera.
“Il Pd si assume l’impegno a far calendarizzare ed approvare alla Camera il più rapidamente possibile la Legge Europea. Si tratta del testo modificato in maniera sconsiderata da Mdp al Senato che, votando con le destre e i Cinque stelle per miopi ragioni di propaganda politica, mette a rischio l’attività di migliaia di aziende e il posto di lavoro di decine di migliaia di lavoratori che aspettavano la tempestiva entrata in vigore della nuova normativa in materia energetica. Allo stesso tempo chiediamo al Governo, per tramite del sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi, un impegno per la veloce predisposizione dei necessari decreti attuativi. La scelta sconsiderata di Mdp al Senato non può e non deve essere pagata dalle cittadine e dai cittadini italiani”.
Così il deputato Dem Gianluca Benamati, capogruppo in commissione Attività produttive e responsabile del dipartimento Energia del Pd.
“Occorre fare presto - aggiunge Gianluca Benamati - affinché dal prossimo primo gennaio possa entrare in vigore, accanto alla norma che riduce gli oneri in bolletta elettrica per le imprese e le famiglie, la riforma del sistema di agevolazioni per le aziende ad alta intensità energetica. Norme che hanno un grande impatto sull’economia reale e sui territori. In questo caso, basti pensare ad esempio alla Sardegna, a queste norme è legata la soluzione di vertenze complesse e l’esistenza stessa di alcuni comparti industriali. E tutto ciò parallelamente a tariffe più leggere anche per i cittadini, che nel 2018, 2019, 2020, si vedranno assegnati quote importanti dei risparmi sugli oneri di sistema. Ecco perché - conclude il capogruppo Dem in commissione Attività produttive - la decisione assunta da Mdp al Senato è doppiamente incomprensibile: vuole mettere in difficoltà un governo che sta operando bene e, allo stesso tempo, colpisce gli interessi del sistema produttivo e dei cittadini”.
“’Non dobbiamo pensare a governare ma a fare l’opposizione’. Queste parole-verità sono di Roberto Fico, pronunciate arringando la folla in piazza Montecitorio. Bisogna dargli atto di aver detto una cosa vera, cioè che il Movimento di Grillo non vuole prendersi responsabilità per render migliore il nostro Paese, non gliene frega un bel niente di governare il Paese, loro preferiscono divertirsi facendo gli eterni oppositori”.
Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera Gero Grassi.
“Chi dice che il Rosatellum è una norma salva Verdini offende gli elettori nel mondo e dice una bufala. Oppure non ha capito cheall’estero si continua a votare con le preferenze. É assurdo dire che Verdini, ammesso volesse candidarsi all’estero, uscirebbe favorito da una sua eventuale candidatura. Semmai, è vero il contrario. Gli italiani all’estero in tutte le tornate elettorali passate hanno confermato un forte orientamento di centro sinistra. Se, dunque, la destra vuole che Verdini non venga eletto, ecco che lo può candidare all’estero. In ogni caso come Partito Democratico escludiamo la candidatura di soggetti che non siano iscritti all’Aire (il registro dei residenti all’estero), proprio perchè, a differenza degli altri partiti che hanno voluto inserire questa clausola nella legge elettorale, siamo convinti che gli italiani nel mondo siano al meglio rappresentati da chi li conosce bene, perchè all’estero ci vive.
Questa rettifica normativa non ci preoccupa. É prassi in Germania, in Gran Bretagna ed in molti altri sistemi elettorali stranieri prevedere la possibilità di essere candidato in collegi diversi da quello di residenza. Anzi, sfidiamo le forze politiche a dimostrare nei fatti il loro interesse per gli italiani all’estero, nella misura in cui candidino solamente soggetti residenti all’estero. In caso contrario siamo certi che l’elettorato premierà la coerenza del Partito Democratico, perché noi non ci sottraiamo a candidare all’estero solo ed esclusivamente residenti fuori dai confini nazionali.“
Così Laura Garavini, dell’Ufficio di presidenza del Pd alla Camera, eletta nella Circoscrizione Europa.
Bene Grasso su whistleblowing
"Fa bene il presidente del Senato Pietro Grasso a richiamare l’importanza dell’approvazione delle norme di tutela per coloro che segnalano episodi di corruzione nel settore pubblico e privato, noto come ‘whistleblowing’, in approvazione al Senato”.
Lo dice il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Walter Verini il quale aggiunge: “I dati Istat, ancora una volta, sono implacabili nel ricordarci la pervasiva diffusione della corruzione, e quanto incida nella nostra dimensione quotidiana. Questo Parlamento ha già fatto importanti leggi: quelle contro gli ecoreati, il nuovo codice antimafia e quello sugli appalti, il fondamentale testo sull’autoriciclaggio, quello sul falso in bilancio, l’aumento delle pene per questo tipo di reati. Ma occorre fare ancora di più, a partire dalla garanzia di protezione e riservatezza a tutti i cittadini che intendano contribuire civilmente all’emersione di comportamenti corruttivi a tutela della stragrande maggiora degli italiani perbene e delle tantissime imprese che rispettano le regole”.
“L'adozione del regolamento che istituisce il Procuratore Europeo, che sarà inizialmente incaricato di perseguire le frodi al bilancio comunitario, è un passo decisivo verso il rafforzamento della cooperazione in materia di giustizia tra i paesi membri dell'Ue», così Anna Rossomando, deputata del Partito Democratico in Commissione Giustizia alla Camera. Che aggiunge: «L'Italia, con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha sempre sostenuto la necessità di un maggiore coordinamento e ha avuto un ruolo importante nel percorso che ha portato oggi all'approvazione del regolamento”.
“Il prossimo obiettivo – conclude la deputata – è quello di estendere i compiti della Procura europea fino a includere i reati legati al terrorismo internazionale, un fenomeno che riguarda tutto il nostro continente e che può essere sconfitto solo se si avrà una maggiore collaborazione tra i diversi paesi”.
"Presenterò un'interrogazione ai ministri Minniti e Lorenzin per fare il punto sull'attuale situazione e capire come si possa dare risposte immediate all’emergenza sicurezza nel Servizio sanitario nazionale. Non possiamo rimanere inermi di fronte al crescente fenomeno delle aggressioni ai medici, soprattutto nelle sedi di guardia medica. Di sicuro si potrà e dovrà lavorare per migliorare l'organizzazione del servizio. Si può poi pensare all'apertura di un tavolo interministeriale, che coinvolga non solo il Ministero della Salute ma anche il quello dell'Interno, al fine di individuare le migliori risposte e far sentire meno solo e vulnerabile chi lavora quotidianamente in prima linea per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini". Così il responsabile sanità Pd, Federico Gelli, a seguito dell'incontro con il Sindacato dei Medici Italiani-SMI.
Quanto poi alla situazione riguardante gli specializzandi ed il precariato dei giovani medici: "Dobbiamo impegnarci per trovare i fondi necessari già nella prossima legge di bilancio da destinare all'incremento del numero di borse per le scuole di specializzazione e per la formazione in medicina generale. C'è una carenza di Medici di Famiglia, e i giovani medici che vorrebbero intraprendere questa strada restano in attesa di poter conseguire il diploma spendibile per accedere alla convenzione. Inoltre - ha proseguito - inseriremo all'interno del programma elettorale del Partito l'impegno a raggiugnere nei prossimi anni il necessario equilibrio fra domanda e offerta in ambito sanitario. Dobbiamo infatti avere chiara la situazione del fabbisogno regione per regione e legare le reali esigenze al numero effettivo di borse che viene attribuito. Questo perché non attuare leggi lungimiranti in questo ambito rischia di indurre nuova disoccupazione."