“Ho chiesto l’apertura di un tavolo sulle agevolazioni fiscali per i carburanti a favore delle imprese che noleggiano autobus con conducente”. Lo dichiara Sara Moretto, deputata del Partito democratico, dopo che il governo, sollecitato attraverso una interrogazione discussa durante il question time in Commissione Finanze, ha confermato la scelta di escludere dalle agevolazioni fiscali sul carburante tale tipo di azienda.
“Attraverso il sottosegretario Baretta – spiega – il governo ha reso noto che non rinviene alcun obbligo di integrazione della categoria nel recepimento della direttiva Ue secondo cui gli Stati membri posso prevedere il rimborso delle accise per le imprese a uso commerciale. Tale risposta mi soddisfa parzialmente perché, di fatto, il Governo ha confermato la scelta di escludere quelle imprese senza prospettare delle riflessioni in merito. In questo modo viene quindi lasciato irrisolto il problema per cui in Italia rimane inspiegabilmente escluso dalle agevolazioni un settore che conta circa 40mila imprese”.
“Ho quindi chiesto se il Governo non reputi opportuno convocare tutte le associazioni del settore per concertare le soluzioni del caso”, conclude.
"Positivi gli incontri promossi dal Commissario de Micheli con tutti i gruppi parlamentari sulle misure riguardanti il terremoto 2016 contenute nella prossima legge di stabilità."
Così Irene Manzi, deputata del Pd, commenta l'iniziativa promossa da Paola De Micheli la quale, “fedele all'impegno preso di lasciare il tema ricostruzione post terremoto fuori dalla prossima campagna elettorale, ha promosso una serie di incontri con tutte le forze politiche per illustrare le nuove misure che saranno contenute nella prossima legge di stabilità. Misure importanti, riconosciute dalle forze di maggioranza e di opposizione, condivise con sindaci e presidenti delle 4 regioni coinvolte, dirette a velocizzare gli appalti per la ricostruzione delle opere pubbliche (chiese, scuole, case comunali, ospedali), coniugando trasparenza delle regole e velocità delle procedure, a regolarizzare le costruzioni realizzate in maniera autonoma dai cittadini, a prevedere interventi su zona franca e busta paga pesante. Un pacchetto di misure necessario per chiudere la fase dell'emergenza e aprire al meglio quella della ricostruzione- prosegue Manzi- su cui come forze politiche, tenendo anche conto del positivo metodo di lavoro avviato dal Commissario, dovremmo confrontarci in un clima costruttivo, provando a fare realmente l'interesse dei cittadini dei territori duramente colpiti dal sisma, senza calcoli elettorali di breve respiro".
"La legge sull'autismo è uno dei risultati più importanti ottenuti in questa legislatura e un importante punto di partenza per affrontare i problemi legati a questo tipo di disabilità". Lo ha dichiarato Dario Parrini, deputato del Partito democratico, nel corso della presentazione del libro sull'autismo di Giorgio Bernard "Benedetta e Niccolò", in programma oggi alla Camera dei Deputati.
"Quando si tratta di autismo – ci sono due nemici da battere: l'isolamento e il silenzio. Sono le condizioni a cui vanno incontro le famiglie con figli autistici quando la sensibilizzazione nei confronti di questa disabilità non è adeguata. Tutte le iniziative che possono perforare questo muro del silenzio diventano, dunque, fondamentali. Bisogna discuterne il più possibile e nutrire la speranza dei genitori con esempi concreti. E’ questa la strada da percorrere per trovare forme di intervento sempre più efficaci e costruire un livello di autonomia sempre maggiore”.
"Ora servono stanziamenti maggiori e in questo senso c’è tutto il nostro impegno. Per noi le risorse per migliorare le terapie sull’autismo sono prioritarie. Allo stesso tempo, dovremmo valorizzare anche il ruolo dell'associazionismo degli genitori. Nel rompere l'isolamento e ridurre il disagio, l'attività delle famiglie è importantissimo", ha concluso.
“La Regione Lazio attraverso l’Agenzia Regionale del Turismo su istanza del comune di Montelanico reitera alla Proloco del comune stesso la richiesta di commissariamento “stante il perdurare delle motivazioni già esposte in nota precedente”. Tra le motivazioni che portano a questa richiesta la più singolare e anticostituzionale è la n° 3: l’iscrizione di n° 6 componenti su 7 del direttivo al Partito Democratico che tramite un giornale locale di proprietà del Pd di Montelanico denigra la persona e la politica del sindaco. Qualcuno dovrebbe ricordare al funzionario regionale che ha firmato il documento i principi e gli articoli della costituzione italiana, secondo cui non esiste nessuna possibilità di discriminazione nei confronti di chi professa una idea politica o una appartenenza ad un partito e svolge un lavoro volontario in una organizzazione come la proloco per il bene della comunità. Infine vorrei capire come fa la funzionaria regionale ad asserire il tutto attraverso una lettera ufficiale e soprattutto da dove prende la certezza che sei su sette dei membri sono iscritti al Pd, visto che gli iscritti del Pd sono elenchi riservati dei circoli e del partito e non certo nelle disponibilità della Regione e tantomeno della funzionaria regionale. Tutto ciò è stupefacente! Oggi mi limito a fare una denuncia pubblica e naturalmente a tutela della Proloco e dei membri del direttivo di Montelanico e porremo in essere tutte le iniziative possibili per tutelare la libertà delle persone”. Lo dichiara il deputato del Pd, Renzo Carella.
“La manifestazione organizzata Da Forza Nuova proprio nell’anniversario della marcia su Roma non deve avere luogo”.
- lo dichiara Maria Coscia, deputata romana del Partito Democratico –
“La promozione dell’ignobile Marcia dei Patrioti, di chiara memoria fascista, continua inspiegabilmente, nonostante nessuna autorizzazione sia mai stata concessa. Probabilmente si cerca uno scontro fisico e politico che non può e non deve avvenire, perché – spiega la deputata Dem - da un lato c’è una organizzazione che viola le leggi e dall’altra ci sono tutti i cittadini italiani che credono nella Costituzione”.
“Quello che il movimento di chiara fede fascista vuole è cercare di far rivivere uno dei momenti più bui della storia Italiana, ma – conclude Coscia - dovranno arrendersi all’evidenza: mai più marce su Roma”.
"Oggi ho depositato una proposta di legge per mettere fine alla pratica, adottata da alcuni operatori di telefonia e pay tv, di inviare bollette con una cadenza di 28 giorni". Lo dichiara Alessia Morani, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
"Il testo - spiega - introduce, dunque, l’obbligo della fatturazione dei servizi su base mensile; dispone un irrobustimento dei poteri di vigilanza da parte delle competenti Autorità; un aumento delle sanzioni da queste ultime comminabili e la restituzione delle somme indebitamente percepite da parte degli operatori in caso di violazione dell'obbligo di cadenza mensile. Infine, limita la possibilità di modificare, da parte delle aziende di comunicazione elettronica, in modo unilaterale le condizioni contrattuali: le modifiche unilaterali saranno ammesse solo con un giustificato motivo obbiettivo".
"Mi auguro che il governo, anche alla luce dell'impegno assunto dalla Ministra Finocchiaro durante il question time di metà settembre a risolvere questo problema, al fine di garantirne l'approvazione, inserisca le norme nella Legge di Bilancio. Se così non fosse, comunque, inseriremo la proposta sotto forma di emendamento alla stessa legge di Bilancio", conclude.
“E’ finalmente legge la revisione organica della legge fallimentare diventata un’esigenza fortemente sentita da tutti gli attori del mondo economico. Una legge che si dota di strumenti per intercettare e supportare le aziende in difficoltà prima di diventare insolventi, tutela i diritti dei creditori, introduce l'istituto dell'esdebitazione che consente, dopo tre anni dalla dichiarazione di insolvenza, di sganciare l'insolvente dalla procedura giudiziale per restituire gli imprenditori a una vita sociale ed economica piena, in linea con le direttive europee e i paesi più avanzati sul piano industriale. Una legge che potrà cambiare radicalmente nel tempo anche l'approccio che la nostra cultura ha sempre avuto con il concetto di ‘fallimento’, una condizione che ha provocato gogna sociale, emarginazione e, in passato, anche perdita del diritto di voto”. E’ il commento della deputata Pd Marilena Fabbri, firmataria di una proposta di legge abbinata alla riforma fallimentare, all’indomani dell’approvazione in Senato.
“Sono profondamente convinta - aggiunge Fabbri - che la difficoltà di vivere il ‘fallimento’ di un evento della vita (una relazione affettiva, un matrimonio, un esame, il lavoro) dipende anche dall'approccio che noi abbiamo con il fallimento d'impresa. Nella legge è confluito un mio emendamento che conferisce la delega al governo per ampliare i diritti di informazione e partecipazione dell'insolvente alla procedura giudiziale. Si potrà dare nuovo slancio all'iniziativa d'impresa, se è vero che la paura di fallire era considerata tra gli elementi di maggior freno nel fare impresa al pari di burocrazia e lentezza della giustizia civile. Non sentiremo parlare più di fallimento ma di insolvenza e soprattutto l’insolvente non rimarrà più agganciato alla procedura a vita, senza possibilità di ritornare a fare impresa e avere una vita sociale ed economica soddisfacente, ma potrà essere ‘esdebitato’ dopo tre anni se non c'è stato dolo. Plaudo ancor di più all’approvazione di questa legge perché sono vicina a quelle persone che sono diventate insolventi loro malgrado e che ora potranno riprendersi in mano pienamente la loro vita, senza nulla togliere ai legittimi diritti dei creditori”.
“La risposta della Federbasket sul caso della squadra Tam Tam di Castel Volturno lascia allibiti: da settimane la vicenda viene raccontata dai mezzi di informazione nazionali e locali, ne hanno parlato il Tg2 e il Tg3, la stampa campana e nazionale, il talk show Tagadà su La7, ma solo ora la Fip fa sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta?”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, replicando alla dichiarazione di Federbasket a seguito della lettera del parlamentare al Cio.
“E’ stata presentata – prosegue– un’interrogazione parlamentare, sono stati lanciati appelli pubblici al Coni e alla stesa Fip, eppure alla Federazione non si erano accorti di nulla? Se non fosse una cosa seria, che riguarda i sogni e i diritti di alcuni giovani ragazzi, sembrerebbe una barzelletta”.
“Invece di scusarsi e trovare rapidamente una soluzione, i dirigenti della Federazione Pallacanestro danno una confusa risposta interlocutoria. Il Coni farebbe bene ad avviare un’indagine per capire di chi sono le responsabilità di questa situazione”, conclude.
Gli altri hanno rifiutato responsabilità
“Siamo noi che dovremmo indignarci con chi si sottrae al confronto e al dovere della responsabilità e agita parole piene di populismo e demagogia. La legge elettorale è una necessità per migliorare il rapporto con i cittadini e dare al Paese uno strumento in grado di assicurare governabilità, e questa che stiamo votando oggi è l’intesa possibile. Avremmo preferito il Mattarellum, noi del Pd, cioè i collegi uninominali. Ma gli altri non l’hanno voluta. Abbiamo tentato di ottenere il massimo di convergenza, parlando e confrontandoci con tutti i Gruppi parlamentari, sulla base di un principio democratico: nessuno può arroccarsi, se vuole raggiungere l’obiettivo. Alcuni Gruppi, invece, si sono arroccati all’insegna di un individualismo che nuoce alla democrazia. Ci spiace non aver raggiunto l’unanimità, ma questa è la legge che questa Camera è riuscita a scrivere, e votiamo volentieri la fiducia, pur di dare al Paese una norma”.
Lo ha detto il vice presidente del Gruppo del Pd alla Camera, Gero Grassi, nella dichiarazione di voto di fiducia posta sulla legge elettorale.
"Ancora una volta, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concentrato la propria attenzione sul tema dei piccoli comuni e delle aree interne e montane, partendo dalla recentissima legge approvata dal Parlamento e richiamando all'esigenza di una sua forte attuazione e di un concreto irrobustimento delle risorse finanziarie. Sono parole importantissime, delle quali ringraziamo il Presidente Mattarella, e che ci spronano a continuare nella direzione del rafforzamento della strumentazione legislativa e finanziaria per questi territori".
Cosi' l'onorevole Enrico Borghi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e delegato della Presidenza del Consiglio per le aree interne, nonchè co-presentatore e relatore della legge sui piccoli Comuni, commenta l'intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla 34^ assemblea annuale dell'Anci in corso a Vicenza.
"Dal Presidente oggi è giunta l'autorevolissima conferma che la nostra è una Repubblica fondata sulle autonomie, le quali sono parte della soluzione dei problemi dell'oggi e non causa delle difficoltà, e che gli ottomila Comuni italiani, grandi e piccoli, sono il tessuto connettivo della nostra comunità nazionale.
L'appello di Mattarella al Parlamento è molto chiaro: da un lato vi è apprezzamento per il lavoro compiuto, che dà finalmente ai piccoli Comuni e ai loro territori una legge di riferimento che ne riconosce le peculiarità, e dall'altro vi è l'esortazione affinchè le risorse vengano aumentate, le Regioni provvedano alla attuazione per le parti di competenza e si concretizzino le azioni che governo e parlamento hanno messo in campo per le Aree Interne. Importanti sono le riflessioni fatte dal Presidente sulla necessità di pensare e guardare ai giovani per dare un futuro a questi territori. Le parole che ci arrivano da Vicenza sono un riconoscimento, uno stimolo e un pungolo che prendiamo in grandissima considerazione e per le quali ringraziamo ancora una volta il Presidente Mattarella, che ha saputo anche in tale circostanza porsi come garante della nostra unità nazionale, fondata sul riconoscimento delle peculiarità di cui è ricca l'Italia".
Dal Parlamento esce “un’altra riforma organica che potrà giocare un ruolo importante nel rilancio della competitività e dell’economia”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio, esprime “viva soddisfazione” per l’approvazione da parte del Senato, nel testo già licenziato dalla Camera, del ddl delega sulle procedure concorsuali: “E’ un ulteriore tassello – osserva la deputata del Pd – che va ad arricchire il percorso riformatore in tema di giustizia avviato in questa legislatura. Sono norme – spiega Ferranti – che innovano nel profondo l’attuale legge fallimentare, risalente al 1942, puntando sulle misure di allerta in grado di anticipare l’insolvenza aziendale, sugli strumenti di composizione stragiudiziale delle crisi e sulla semplificazione delle regole processuali”.
“Mi giungono segnalazioni da cittadini italiani residenti all’estero che i rispettivi comuni di iscrizione all’AIRE non riconoscono le agevolazioni previste dalla normativa nazionale riguardante l’IMU e la TASI, adducendo a giustificazione il Testo Unico degli Enti Locali che permetterebbe, ai comuni in dissesto finanziario, di derogare alla legge nazionale”. Così Alessio Tacconi (PD) eletto nella Circoscrizione estero che della questione IMU per gli Italiani all’estero si è spesso occupato in questa legislatura fino a farne una priorità della sua agenda politica.
Il Deputato ha recentemente portato la questione all’attenzione del Ministero dell’Economia e della Finanze richiamandosi alle leggi approvate dagli ultimi Governi che stabiliscono che, a decorrere dal 2015, è considerata “direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso”.
“Pertanto – continua il Parlamentare - su tale abitazione va riconosciuta l’esenzione dall’IMU e l’ulteriore agevolazione prevista dalla legge e cioè la riduzione di due terzi della TARI e della TASI e, infine, con la legge di bilancio per il 2016, anche l’abolizione completa della TASI”.
“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, da me sollecitato al riguardo – riferisce l’On. Tacconi - mi ha confermato per le vie brevi che, anche in caso di dissesto, l’ente locale non può disapplicare le agevolazioni previste dalla normativa nazionale; i comuni possono, al contrario, confermare le agevolazioni (e quindi anche le esenzioni) relative ai propri tributi, nonostante il dissesto, in virtù del comma 4 dell’art. 251 del TUEL”.
“Facendo seguito a questa risposta informale – prosegue ancora Tacconi – insieme ai miei colleghi del PD eletti all’estero ho depositato oggi un’interrogazione allo stesso Ministro per chiedere che venga prima di tutto emanata una circolare esplicativa in cui si ribadisce la portata della norma introdotta dalle leggi nazionali e l’impossibilità per gli enti locali di derogarvi, e, in secondo luogo, perché si diano istruzioni ai comuni affinché procedano al rimborso di quanto illegittimamente richiesto ai contribuenti che si trovino nelle condizioni previste dalla legge. I nostri connazionali interessati potranno così far valere i loro diritti” – conclude infine il Deputato.
Laura Garavini sulle modifiche del Rosatellum in materia di italiani all’estero
"Con il Rosatellum il Partito Democratico si sta ancora una volta facendo carico di un forte senso di responsabilitá, così da dare al Paese una legge elettorale organica, in grado di favorire maggioranze chiare e presupposti di governabilità.
Non è la nostra legge elettorale preferita. È il frutto di compromessi. Perchè siamo convinti che le regole vadano scritte insieme, anche con la partecipazione di forze dell’opposizione. L’accordo è infatti condiviso con Forza Italia, Lega e con i partiti minori di centrodestra. Proprio perchè il Parlamento non può esimersi dal dovere di dotare l’Italia di una nuova legge elettorale, dopo che la Corte costituzionale aveva definito incostituzionali, con due successive sentenze, le leggi elettorali precedenti di Camera e Senato. Venerdì scorso anche la Direzione del Partito ha approvato all’unanimità l’accordo.
In materia di voto all’estero non si sono introdotte modifiche sostanziali, se non su due punti. Il primo riguarda la incandidabilità nella circoscrizione estero per politici che abbiano ricoperto una carica politica a livello nazionale nel paese estero di residenza nei cinque anni precedenti la candidatura. La seconda modifica, richiesta dal Nuovo Centro Destra e sostenuta dai restanti partiti (ad eccezione del PD), è la possibilità, per residenti in Italia, di candidarsi all’estero, in uno solo dei collegi. Si tratta di un compromesso che come PD avremmo preferito evitare, ma che non ci crea particolari ansie. Perché la decisione finale rimane sempre esclusivamente in mano agli elettori, dal momento che si continua ad essere eletti attraverso le preferenze. Sarebbe stato inutile alzare barricate su questo aspetto dal momento che la possibilità di correre in un collegio, diverso da quello di naturale residenza, esiste in numerosi sistemi elettorali: ad esempio in Europa, in Germania ed in Inghilterra.
In ogni caso come Partito Democratico escludiamo la candidatura di soggetti che non siano iscritti all’Aire, proprio perchè, a differenza degli altri partiti che hanno voluto inserire questa clausola nella legge elettorale, siamo fortemente convinti del fatto che gli italiani nel mondo siano al meglio rappresentati da chi li conosce bene, in quanto residenti all’estero.
Questa rettifica normativa non ci preoccupa. Anzi sfidiamo le altre forze politiche a dimostrare nei fatti il loro interesse per gli italiani all’estero, nella misura in cui si rendano disponibili a candidare solo soggetti residenti fuori dai confini nazionali. In caso contrario siamo certi che l’elettorato saprá premiare la coerenza del Partito Democratico, l’unica forza politica che, forte del proprio senso di responsabilità, non si sottrae a candidare per l’estero solo ed esclusivamente residenti Aire.“ Così Laura Garavini, dell’Ufficio di presidenza del Pd alla Camera.
Da Fnomceo accuse generiche, dopo ore di serrato confronto
“Dispiace, dopo ore di serrato confronto con la Fnomceo, che le posizioni rimangano cosi distanti, dispiace che le accuse contenute nel loro comunicato siano generiche, in una fase nella quale puntuali rilievi, come formulati da altri ordini, aiuterebbero il confronto. Abbiamo apprezzato il lavoro del Ministro e dei senatori in merito a scelte rilevanti, ad esempio la trasformazione dei collegi in ordine, riforma attesa da anni. E ricordo brevemente che il lavoro della XII commissione della Camera sull’articolo 4 è stato orientato a questi principi : favorire la partecipazione al voto (ora intorno al 10-15%) anche con il possibile ( e non obbligatorio) l ricorso al voto su più sedi o elettronico , favorire la partecipazione delle donne e delle generazioni di professionisti più giovani alla vita degli ordini, limitare il numero dei mandati per favorire il ricambio, prevedere la terzietà dei membri del seggio elettorale, introdurre i revisori esterni come, per altro, abbiamo fatto in tutte le riforme di altri settori approvate in questa legislatura, favorire gli accorpamenti di ordini piccoli con il loro accordo, favorire, e non imporre, il mettersi insieme tra più ordini per offrire servizi a un costo più contenuto , prevedere la possibilità di adottare quote di contribuzione più basse per chi è non occupato. Ribadisco la piena disponibilità al confronto perché tutto è correggibile, disponibilità che mi auguro ci sia tra tutte le parti”.
Così Donata Lenzi, capogruppo Pd nella commissione Affari sociali di Montecitorio, intervenendo nel dibattito sul DdL Lorenzin sugli ordini professionali.
“La demagogia è un'arma da usare con cautela perché c'è sempre un demagogo più demagogo di te, come si è reso conto Alessandro Di Battista, partito per infiammare una piazza di demagoghi e scappato via a fischi e pernacchie. Peccato che neppure questa lezione sia stata appresa dai grillini che continuano a sparare stupidaggini un tanto al chilo sulla legge elettorale. Hanno la memoria corta e parecchio confusa.” Così Federico Gelli, deputato Pd.
“Non si ricordano che sono stati proprio loro - spiega Gelli - a far saltare l'intesa sul modello tedesco pochi mesi fa e adesso si lamentano perché il Parlamento, come prevede la Costituzione, e come è stato chiesto dallo stesso Capo dello Stato, vuol fare il proprio lavoro e cioè approvare una nuova legge elettorale che consenta ai cittadini italiani di votare nei prossimi mesi. Così fanno finta di non vedere che pur coi suoi difetti questa legge da una parte supera le preferenze, come già deciso nel 1993 con un referendum da oltre l'80% degli italiani, e poi fa tornare i collegi dove c'è un rapporto diretto tra elettori e eletto. Ma forse è proprio questo – conclude Gelli - che ai 5Stelle risulta indigeribile e cioè che saranno costretti per tornare in Parlamento a presentare nei collegi la propria faccia davanti ai cittadini che li potranno guardare negli occhi. La loro è la democrazia del click e dei like non sono abituati a confrontarsi con le persone vere e quindi temono che nei territori gli elettori scopriranno il bluff a 5Stelle.”