"Issare la bandiera della vittoria, come fa oggi il centrodestra, mostra ancora una volta il volto della vecchia politica”. Lo dichiara Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Lavoro alla Camera
“Il punto non è vincere – spiega Martelli – o piantare bandierine ideologiche, magari tirando i fatti dalla propria parte, bensì affrontare e risolvere i problemi delle persone”.
“Se il centrodestra , comunque, è così interessato a vincere, sappia che vinceremo quando in tutto il Paese si tornerà a essere occupati garantendo i medesimi diritti e le medesime tutele a tutte le lavoratrici e lavoratori, senza alcuna distinzione”, conclude Martelli.
''La delega sul lavoro andra' definita con i decreti attuativi. L'emendamento del Governo lascia aperte molte interpretazioni e chiarisce alcuni contenuti. Leggere questo testo con posizioni di bandiera e di comodo, come stanno facendo alcuni esponenti della destra, non serve alla discussione. Il nostro parere su alcuni contenuti e' completamente diverso, a partire dal tema dell'articolo 18''. Lo scrive in una nota il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che puntualizza: ''La nostra battaglia continuera' sui capisaldi essenziali: la contrarieta' ad una revisione radicale allo Statuto dei lavoratori, in linea con l'emendamento del Governo; la difesa dell'articolo 18 per i nuovi occupati, assumendo come riferimento il 'modello tedesco' che prevede la reintegrazione del lavoratore''
"Al termine della progressione dei diritti c'e' reintegro. Il primo punto dell'emendamento non va tralasciato: riguarda il disboscamento delle tipologie contrattuali. Lo chiedevamo da tempo e lo abbiamo gia' fatto con il Governo Prodi: con i decreti cancelleremo le forme di lavoro piu' precarizzanti''. Quanto al contratto di inserimento, contenuto nella prima versione, il presidente della Commissione puntualizza che ''lascia il passo al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: questo significa che, al termine della progressione dei diritti, questi lavoratori avranno anche la tutela dell'articolo 18, come avviene attualmente quando un contratto e' a tempo indeterminato''. Damiano registra, quindi, che ''la revisione della disciplina delle mansioni, in caso di riorganizzazione aziendale, avra' come condizione essenziale la tutela del posto di lavoro, della professionalita' e delle condizioni di vita, cioe' del salario, e limiti alla modifica dell'inquadramento: definizioni da lasciare, secondo noi, alle parti sociali. I controlli a distanza riguarderanno gli impianti e non i lavoratori, tutelati nella dignita' e nella riservatezza. L'emendamento del Governo limita il compenso orario minimo, nella nuova formulazione, ai soli settori non regolati da contratti collettivi, come espressamente richiesto dal Pd''.
“Nonostante la situazione di Alitalia sia ormai ritenuta non più appetibile da un punto di vista mediatico, riteniamo che la mancanza di risposte concrete da parte dell’azienda, soprattutto per quel che riguarda le esternalizzazioni e il futuro di tanti lavoratori, sia da considerarsi un fatto grave e da monitorare con la dovuta attenzione e preoccupazione”. Così i deputati Pd Emiliano Minnucci e Lorenza Bonaccorsi, componenti della Commissione Trasporti della Camera, e Marco Miccoli, componente della Commissione Lavoro, hanno commentato i recenti sviluppi dell'intesa tra Alitalia-CAI, Poste Italiane ed Ethiad.
“In particolare – proseguono i tre deputati - riteniamo fondamentale continuare il confronto nazionale sul trasporto aereo, riattivando al più presto il tavolo nazionale presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare tutte le delicate tematiche del settore: regole, authority, politiche industriali indirizzi di sistema e investimenti infrastrutturali. Così come rimane da sciogliere il nodo della Regione Lazio che, in questo quadro, dovrà inevitabilmente svolgere un ruolo di primo piano, non solo in merito allo sviluppo del sistema aeroportuale romano, ma anche nel seguire la delicata questione della concretizzazione dei contratti di ricollocazione”.
“Si tratta - proseguono Minnucci, Bonaccorsi e Miccoli – di una questione che chiama in causa anche il ruolo di Poste Italiane e di Atitech, che negli accordi stipulati lo scorso 13 luglio - e come dichiarato più volte dallo stesso Ministro Lupi - si sono impegnate rispettivamente nell'acquisizione di servizi e infrastrutture ICT, e di attività di manutenzione per i voli a medio e lungo raggio di Alitalia, con relativa ricollocazione di 85 e 200 unità del personale in esubero. Questa misura darebbe concretezza alla partecipazione di Poste Italiane al rilancio di una delle più grandi compagnie aeree europee”.
“Siamo sicuri che il Governo abbia lavorato e stia lavorando intensamente nella mediazione tra le esigenze di rilancio aziendale e l’assoluta necessità di tutelare i tanti posti di lavoro messi in discussione. Riteniamo però necessario un ulteriore sforzo per accertarsi che gli accordi presi vengano rispettati e per fare in modo che l’intesa Alitalia-CAI -Poste Italiane Ethiad costituisca realmente una grande opportunità per il rilancio di tutto il settore aeroportuale italiano”, concludono i tre deputati democratici.
"L'eliminazione dell'articolo 18 non è la ricetta per curare il cancro della disoccupazione. Se si pensa che togliendo le attuali tutele si possa risolvere il problema del lavoro, si va nella direzione sbagliata, tutto questo porterebbe solo ad un aumento del disagio e della tensione sociale". Così in una nota Monica Gregori, deputata del Pd in Commissione Lavoro.
"Si tratterebbe di una contraddizione in termini - aggiunge Gregori - visto che il contratto a tutele crescenti, sul quale punta la maggioranza di Governo, non può essere tale se le fondamenta stesse del sistema di tutele in materia di licenziamento vengono eliminate. Voglio, inoltre, ricordare che l'articolo 18 prevede il reintegro per il licenziamento illegittimo; se esso venisse superato, si consentirebbe al datore di lavoro di avere la facoltà di commettere un fatto illecito, e ciò va fuori dal tema del mercato del lavoro e del rilancio dell'economia".
"Le imprese hanno già avuto la loro risposta attraverso il decreto legge Poletti - sottolinea la deputata dem - ora credo sia opportuno pensare ai lavoratori e la direzione giusta può essere solo quella di estendere a tutti le tutele evitando discriminazioni. Auspico – conclude - che il premier Renzi riunisca presto tutti i parlamentari della maggioranza per affrontare definitivamente la questione e trovare una sintesi ad un tema così delicato".
Multinazionali del web paghino le tasse nei paesi in cui fanno profitti
“La portata straordinaria dell’economia digitale sui commerci, sui servizi e sulla produzione di valore di numerosi settori economici è ormai sotto gli occhi di tutti. Come dimostra l’ampio dibattito parlamentare italiano, lo studio della commissione Ue e lo stesso dibattito tra numerosi Stati degli Usa, così com’è cambiata la società al tempo dell’economia digitale deve necessariamente cambiare l’intelaiatura fiscale che regola i rapporti tra Stati nazionali, società e imprese. Ad un tema così complesso ci si approccia con la chiarezza, la determinazione e il rigore tipici dell’analisi dei fenomeni economici, così come avviene da qualche anno in pochissimi centri di ricerca economici nel mondo e, per la verità, anche in pochissimi parlamenti, a partire da quello italiano. La soluzione indicata è semplice così com’è facilmente comprensibile la rivoluzione sui comportamenti e il funzionamento delle imprese. Non importa dove le imprese hanno la loro sede, importa dove vendono e fanno profitti. La tassazione va, dunque, spostata tutta sulle imposte indirette, sulle cosiddette ‘consumption taxes’, a partire dalle Sales taxes, dalla V.a.t. (per come funzionano negli USA) e l’Iva in Europa. Esattamente la soluzione prospettata dal Parlamento italiano nel 2013. Speriamo che questa ennesima consapevolezza declamata non si trasformi nell’altrettanto ennesima resistenza dimostrata fino a questo momento dalle Ott e dalle stesse istituzioni compiacenti”.
Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, commenta il documento concordato sul tema dell'ottimizzazione fiscale da Ocse e G20.
“Negare all’ex magistrato Guliano Turone l’accesso all’Archivio storico del Senato è un atto censorio”. Lo dichiara Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’Associazione 2 agosto 1980, nel rendere nota la lettera, recapitata questa mattina all’ex magistrato Giuliano Turone, protagonista delle indagini su Michele Sindona e sull’omicidio di Giorgio Ambrosoli negli anni ‘70, con cui gli è stato negato l’accesso a due dei cinque documenti relativi al Caso Moro che aveva chiesto di consultare, con la motivazione che “l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna ha stabilito la proroga della classifica fino al 2019".
“La negazione dell’accesso – prosegue Bolognesi - va contro non solo alla declassifica degli atti del Caso Moro voluta dal presidente Romano Prodi, ma tradisce la volontà politica di trasparenza rappresentata dalla recente direttiva del presidente del Consiglio Renzi, il quale ha disposto l’accesso a tutti gli atti inerenti le stragi che vanno dal 1969 al 1984”.
“Ci auguriamo che quegli apparati che fino a oggi hanno coperto con il segreto i documenti, non ostacolino o omettano il deposito delle carte sulle stragi all’Archivio di Stato”, conclude il parlamentare democratico.
“Domani depositerò un'interrogazione urgente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere immediati chiarimenti sui mancati controlli antidoping a sorpresa che precedettero l'Olimpiade di Londra”. Lo dichiara Laura Coccia, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Cultura alla Camera.
“L'inchiesta condotta dai Nas di Firenze e dai Ros di Trento – spiega la Coccia - sta mettendo in risalto una grave serie di violazioni, soprattutto sul fronte della mancata reperibilità. Nel 2011, infatti, per ben 2 mesi, 38 atleti sono risultati irreperibili ai controlli antidoping”.
“Dall'indagine emerge uno scenario inquietante che getta discredito sullo sport italiano e desta grande preoccupazione. Sono sicura che il CONI e le Federazioni sapranno fare piena luce su tali gravissimi fatti, per impedire che vengano commessi in futuro”, conclude la deputata democratica.
La vice presidente della Camera nella sua newsletter: ricostituzione segreteria Pd fatto politico nuovo. Minoranze nell’esecutivo per coesione e stabilità
“Il discorso di Renzi sul programma dei Mille giorni ha dato ragione a quanti, come me, pensano che il nostro Paese debba necessariamente aprire una stagione di riforme che tocchino tutti - e ripeto tutti - gli ambiti della vita pubblica. A chi mi domanda se ritenga la legge elettorale una priorità, rispondo che, se dovessi metterla in alternativa alla riforma del mercato del lavoro, farei fatica a considerarla più urgente, ma che in Parlamento siamo in mille, suddivisi in quattordici commissioni alla Camera e al Senato, e dunque siamo nelle condizioni di fare contemporaneamente più cose. Riforme politiche e riforme economico-sociali sono due facce della stessa medaglia, entrambe necessarie per far ripartire l'Italia. Ogni legge, ogni provvedimento rappresenta un tassello indispensabile del disegno complessivo”. Così la vice presidente della Camera nella sua newsletter settimanale.
“Ascoltare le opposizioni in Aula criticare il discorso di Renzi aiuta a capire che non ci sono altre opzioni in campo – continua - Le critiche dunque si muovono tra il solito "benaltrismo" e il solito scetticismo sulla capacità di concretizzare questo ambizioso percorso di cambiamento. Non è esagerato dire, come ha fatto oggi Renzi, che questa è l'ultima chances che abbiamo e che ciò che è in gioco è molto di più del destino politico di un leader”.
“Il Pd, come ha detto Speranza, è pronto a raccogliere questa sfida. Ecco perché la ricostituzione della Segreteria che oggi sarà formalizzata in Direzione non è un passaggio burocratico, ma un fatto politico nuovo. Se anche alcuni esponenti delle minoranze entreranno a far parte dell'esecutivo nazionale – conclude - ciò non potrà che rafforzare la linea delle riforme e dare al Pd maggiore coesione e stabilità, dimostrando anche che con un leader forte un partito può discutere, decidere e poi lavorare unito a costruire soluzioni concrete”.
“Quello che è successo oggi a Milano contro l'Assessore Maran é inaccettabile e pericoloso. Ogni forma di intimidazione a cittadini o a rappresentanti delle Istituzioni - dichiara l'On. Matteo Mauri - é da condannare duramente da parte di tutti. Il manichino trovato appeso rappresenta un modo barbaro di intendere la società e il rapporto tra le persone. E purtroppo certi gesti si sono verificati a più riprese in questi mesi, non ultimi quelli contro le sedi del PD - ricorda l'On. Mauri. Nessuna motivazione può giustificare atti del genere. Ci rivolgiamo con fiducia alle Forze di Polizia perché riescano a identificare al più presto i responsabili di ciò che è accaduto. Sicuri che si tratti di comportamenti legati a pochi singoli. A Pierfrancesco e alle persone a lui care va tutta la vicinanza e la solidarietà che merita”.
Riferimento Renzi a modello tedesco non va frainteso
''Abbiamo ribadito in piu' occasioni la nostra contrarieta' ad avere nella Delega sul lavoro una riscrittura complessiva dello Statuto dei lavoratori e la cancellazione dell'articolo 18''. Lo dice il presidente delle commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.
''Il riferimento di Renzi al modello tedesco non puo' essere frainteso: bisogna conoscerne i meccanismi e applicarlo in modo integrale. In Germania le tutele si applicano nelle aziende con piu' di 10 dipendenti, da noi sopra i 15. Per i licenziamenti e' necessaria una consultazione con il Comitato d'impresa che, se lo ritiene illegittimo, ricorre al giudice. Quest'ultimo puo' disporre il reintegro oppure l'indennizzo economico. E' quello che abbiamo normato in Italia appena due anni fa con il Governo Monti, ''copiando'' il modello tedesco. L'argomento utilizzato dalla destra secondo il quale queste tutele costringono le imprese al nanismo sono palesemente contraddette dalle caratteristiche del sistema produttivo tedesco caratterizzato da imprese medio-grandi. Se si vuole ulteriormente migliorare la situazione e dare maggiori certezze a lavoratori ed imprese sui tempi dei processi, mentre si sta riformando la giustizia civile per renderla piu' celere, lo si faccia anche con il processo del lavoro accelerandone ancora di piu' i tempi per allinearci agli standard tedeschi''.
«Non bisogna creare allarmismi», afferma Daniela Sbrollini, deputata del Pd e vicepresidente della commissione Affari Sociali e Sanità della Camera.
«Non riproporremo i tagli lineari che abbiamo conosciuto con i governi di centrodestra. La revisione della spesa sanitaria è concepita da noi in termini di lotta agli sprechi e alle inefficienze. In questo senso va il Patto per la salute siglato quest'estate e su questo punto si è soffermato questa mattina nel suo discorso alla Camera anche il presidente Renzi parlando di costi standard».
«Basta ai centralismi di chi ha contribuito a un aumento esponenziale della spesa pubblica. Con responsabilità, ognuno faccia la sua parte evitando di spendere tempo ed energie nella programmazione di ipotetici scioperi fiscali. Sui costi standard il governo è pronto, ma le regioni? E proprio al governo - conclude Sbrollini - noi del Pd chiediamo a gran voce che le risorse recuperate dagli sprechi vengano reinvestite nella sanità per incrementare il livello qualitativo del servizio sanitario nazionale».
"Credo che la legge delega sul lavoro sia lo strumento più efficace per imporre i cambiamenti del diritto che il premier Renzi ha richiamato oggi. Operare forzature come quella dell'utilizzo della decretazione d'urgenza sarebbe un errore, il Parlamento ha la forza e la dignità per trovare una soluzione efficace e condivisa". Così Monica Gregori, deputata del Pd, commenta le parole del presidente del Consiglio durante l'informativa sui Millegiorni a Montecitorio.
"I punti in materia di lavoro – aggiunge Gregori - richiamati da Renzi sono corretti, ma mi permetto di aggiungere altre due priorità della nostra azione politica: la rinegoziazione della Garanzia giovani per avviare un robusto rifinanziamento e una reale riforma dei servizi per l'impiego. La prima vera battaglia è quella di un nuovo avvio europeo della Garanzia giovani che abbia finalmente le risorse necessarie per rimettere i giovani italiani ed europei al centro del mercato del lavoro. Il premier ha giustamente richiamato un nuovo ruolo del nostro Paese in campo europeo con la nomina di Federica Mogherini, che ci inorgoglisce”.
“Sul versante italiano, ribadisco l'assoluta necessità di riformare il nostro sistema di politiche attive per il lavoro: possiamo avere il diritto del lavoro più avanzato d'Occidente ma senza una rete moderna, connessa, competente ed omogenea avremo sempre territori di serie A e territori di serie B”, conclude Monica Gregori.
“L’impiccagione del manichino dell’assessore alla Mobilità del Comune di Milano è l’ultimo di una serie di gesti molto violenti connessi alla vicenda di Uber e dei tassisti del capoluogo lombardo. E’ legittimo avere ragioni diverse e esprimerle in un dialogo che può essere anche aspro, ma le questa scia di intimidazioni è un segno di profonda inciviltà e come tale è inaccettabile”. Lo dichiara Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico.
“Sono sicura – prosegue Quartapelle - che un’iniziativa del genere non possa provenire che da pochi individui isolati e che la loro categoria non si riconosca in questa lugubre azione”.
“Anche per questo, mi auguro che le associazioni del tassisti vogliano dissociarsi al più presto da questo e da qualunque altro gesto di intimidazione”, conclude la deputata democratica.
“La questione della centrale Enel di Porto Tolle è e resta una questione nazionale, che deve ottenere la giusta importanza sulle scrivanie del management nazionale di Enel e del Governo”. Il deputato Pd Diego Crivellari, in virtù dell'impegno preso e profuso in questi mesi, esprime con la massima urgenza la necessità di dare una risposta ai lavoratori, alle comunità locali e alle aziende coinvolte nell'indotto sul futuro del sito polesano.
“Le maestranze - prosegue Crivellari - hanno intrapreso la loro strada sindacale per capire cosa li attende, a loro esprimo solidarietà e confermo il mio impegno a salvaguardia dei livelli occupazionali e di reddito. Ma temo che non sia più una questione solamente di contrapposizione tra azienda e lavoratori, non è una questione meramente sindacale o di riorganizzazione del personale ad oggi in forza. Non è tanto meno l'ultima pagina di un sito produttivo, oltre all'avvio del processo di demolizione, su cui ci siamo fortemente impegnati, oggi occorre compiere un passo in più. C'è bisogno di una vera e rapida alternativa e su questo impegneremo nuovamente anche il Governo. Salvare l'occupazione è un imperativo, così come pensare al futuro di Porto Tolle. Oggi, in maniera cogente, il tema all'ordine del giorno è la somma di più istanze: quale spazio ha Porto Tolle nel piano industriale di Enel, quale è il destino della centrale e in concomitanza quale politica energetica sceglie il Paese, quali scelte farà il Governo nei prossimi mesi. Per questo, la conferma avuta oggi, che a metà ottobre avremmo il Ministro dell'Ambiente direttamente a Porto Tolle è un segnale positivo. Nell'attesa, è importante continuare a raccogliere dal territorio tutte le sollecitazioni che possono venire, sia da forze politiche che dalle attività produttive. Da parte mia continuerò oltre che a dialogare con tutti, a porre la questione a tutti i vertici istituzionali che hanno competenza in merito. Ugualmente - ha concluso l'on.Crivellari - Enel dovrà in tempi brevi dirci esattamente quale futuro ci sarà per Polesine Camerin”.
“Grande soddisfazione per i due ori, i due argenti e il bronzo conquistati dagli atleti militari italiani all’Invictus games di Londra. Si tratta di un grande risultato per la nostra squadra”. Lo dichiara Laura Coccia, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Cultura alla Camera.
“Mi auguro – prosegue Coccia – che la manifestazione possa diventare stabile e tenersi in futuro con cadenza regolare. Sarebbe importante che questo accadesse perché manifestazioni come gli Invicuts games pongono un problema serio come quello dei reduci”.
“Attraverso i giochi li sia aiuta in due modi: si tiene viva l’attenzione nei loro confronti e, grazie agli obiettivi agonistici, si offre loro un modo per riabilitarli sia dal punto di vista fisico che psicologico”, conclude Laura Coccia.