“Propongo, ai candidati di questo collegio uninominale (il 4 della Camera) di confrontarci in una pubblica piazza del collegio (Don Bosco, Piazza Dei Rei di Roma, Piazza della Montagnola…) sui temi del territorio e della politica nazionale, per dare agli elettori la possibilità di conoscerci meglio e direttamente e valutare la nostra esperienza e le nostre proposte, senza restare nascosti dietro i simboli dei nostri partiti. Potremmo fare anche più incontri”. Così il vicepresidente del gruppo Pd Camera, Roberto Morassut.
“Mettiamoci la faccia e le idee - continua Morassut - e discutiamo dei problemi del territorio. Proviamo a far comprendere chi conosce meglio i problemi di questi quartieri, chi vi è davvero legato e può quindi svolgere il ruolo di rappresentante del territorio in Parlamento ed esserne una voce utile. Questo è il senso di un confronto uninominale non certo quello di essere catapultati da un partito da altri luoghi e da altri territori affidandosi alla sola politica nazionale.
ll sistema sanitario e socio assistenziale italiano rischia il collasso a causa del caro energia, ma nessuno ne parla. E intanto il tema salute è letteralmente sparito dal dibattito elettorale e dalle agende dei partiti, soprattutto da quello della destra.
La denuncia arriva dal Veneto, e in particolare da Verona, dove le onorevoli dem Beatrice Lorenzin (candidata al senato nel collegio plurinominale Veneto 2) e Alessia Rotta (candidata alla Camera nel collegio plurinominale Veneto 2) stanno incontrando gli operatori del settore. Questa mattina hanno visitato l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, una delle eccellenze sanitarie del nostro Paese, IRCCS per le Malattie infettive e tropicali.
Lorenzin ha registrato i numeri positivi dell’IRCSS autorizzato durante il suo mandato e ha affrontato i temi dei pazienti Covid, dell’assistenza sanitaria e la necessità di calibrare più azioni contro il cancro, vista l’esplosione dei casi registrati dopo la pandemia. Si anche è parlato delle proposte per sopperire alla carenza del personale sanitario.
Ora però è l’emergenza energetica a preoccupare le strutture, che rischiano di essere letteralmente strangolate fino alla chiusura.
I dati sono impietosi: con i costi dell’energia che, in alcuni casi, possono sfiorare aumenti anche del 1000% per chi è in scadenza del contratto energetico. Le strutture rischiano la chiusura con il conseguente crollo di tutto il sistema sanitario. “Noi vogliamo fermare la speculazione sul prezzo del gas e dell’energia e proteggere cittadini e imprese. Adesso è necessario arginare questo vero e proprio tsunami energetico che si sta abbattendo su tutto il comparto salute”, ha affermato l’onorevole del PD Lorenzin.
“Per fronteggiare gli aumenti delle bollette anche per gli ospedali, il governo Draghi ha stanziato soldi in più per le Regioni e sta lavorando su ulteriori misure. Assicurare prestazioni sanitarie puntuali ed efficaci implica l’uso di grandi quantità di energia, per questo è necessario un intervento urgente e mirato”, ha aggiunto l’onorevole Alessia Rotta.
“Salvini è stato ministro dell'Interno eppure non era né poliziotto, né prefetto, anche se gli piaceva tanto mettersi le magliette della polizia. E quindi? Mai più un politico al Viminale? Dobbiamo solo avere poliziotti o prefetti? Quindi mai più un politico dovrà fare il ministro. Da domani alla Giustizia ci sarà un giudice e all'Agricoltura un contadino? Questa è la squadra che ha in mente Salvini per il prossimo Governo. La verità è una sola: Salvini quando parla di sanità non sa cosa dire”.
Così la deputata dem, Beatrice Lorenzin.
"Condivido le preoccupazioni manifestate dalla Associazione Familiari delle Vittime del 2 Agosto sull'autorizzazione concessa dal Giudice di Sorveglianza all'intervista televisiva di Paolo Bellini, condannato il 6 aprile all'ergastolo e all'isolamento diurno per un anno quale "esecutore della strage di Bologna".
Mentre peraltro è in corso la procedura per la scrittura delle motivazioni della sentenza nonchè l'avvio del processo di appello. Il Presidente della Associazione Familiari delle Vittime Paolo Bolognesi ha chiesto l' intervento del CSM. Per quanto mi riguarda presenterò appena possibile una interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia".
Così Andrea De Maria, deputato PD e Segretario di Presidenza della Camera.
“Questa destra è pericolosa per i diritti, per l’economia e anche per la salute. L’abbiamo visto, purtroppo, durante la pandemia. Salvini, nella sua continua ricerca di un consenso che andava riducendosi fortemente, ha più volte strizzato l’occhio ai no vax. L’attacco di oggi al ministro Speranza, e al suo ottimo lavoro al ministero, non è solo normale dialettica da campagna elettorale ma il tentativo di mostrarsi vicino a posizioni antiscientifiche e anti vaccini. Va ricordato che le scelte fatte in pandemia dal ministro della Salute sono state suggerite dal comitato tecnico scientifico composto da illustri scienziati, e non poteva che essere così. È grazie a queste scelte che stiamo uscendo dalla pandemia. Non vorrei mai un ministro della salute più attento ai sondaggi, e agli umori del momento, che alle indicazioni degli esperti e della comunità scientifica”.
Lo dichiara Paolo Siani, deputato Pd e candidato alla Camera nel collegio uninominale circoscrizione Campania 1.
“Il voto a terzi e quarti poli, con tutto il rispetto per la libertà di scelta degli elettori, a causa di questa legge elettorale, significa purtroppo consegnare il destino dell’Italia alle nostre destre, quelle stesse che solo qualche anno fa corsero a dimettersi al Quirinale lasciando il Paese a un passo dal default. Sono sempre gli stessi di allora: Meloni, all’epoca ministra del governo Berlusconi; Salvini, leader della Lega che oggi vuole togliere dal Pnrr le risorse destinate al Sud; e Berlusconi, l’amico di Putin. L’alleanza di centrosinistra messa in campo dal Partito Democratico è l’unica in grado di fermare il progetto delle destre che disarticola la nostra Costituzione, mette a rischio i conti pubblici e sposta il ruolo dell’Italia da fondatore dell’Unione europea, con Francia, Germania e Spagna, a nemica dell’Ue insieme a Orban e Vox”.
Così il deputato dem, Alfredo Bazoli.
"Fino al 25 settembre dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per vincere le elezioni e scongiurare la vittoria delle destre che farebbero scivolare il Paese indietro di decenni in tema di libertà, diritti, lavoro, ambiente. Abbiamo 17 giorni per dimostrare che il risultato non è già scritto ma che la partita è solo una, apertissima e contendibile". Lo dichiara Angela Ianaro, deputata uscente del Pd e candidata democratica nel collegio plurinominale Campania 2. "Una partita da combattere senza esitazioni o rallentamenti - prosegue Ianaro - a dispetto di chi si è assunto la responsabilità di andare da solo come Carlo Calenda, che ha danneggiato il fronte progressista e riformista e che, con le sue scelte folli, farà esclusivamente il gioco di Meloni and company. D'altra parte il leader di 'Azione' le strizza l'occhio, non disdegnando una coalizione che abbracci anche Fdi".
"Noi andiamo avanti rispettando la parola data agli elettori senza cambiamenti di rotta e sterzate improvvise, ascoltando le loro richieste e accogliendo i contributi che arrivano dalla società civile, dalle aziende, dai semplici cittadini che si troveranno ad affrontare un inverno durissimo dal punto di vista dei consumi. Noi vogliamo essere al loro fianco. Ecco perché l'unico voto che può contrastare le destre è quello rivolto al Partito Democratico".
Ci aspettano giorni cruciali per mobilitare e convincere chi è ancora indeciso a non consegnare il Paese a una destra sovranista, retrograda sui diritti e sulle conquiste sociali, con ricette economiche del secolo scorso, una destra che vuole indebolirci e isolarci in Europa, mettendo a rischio il futuro dell'Italia. La sfida vera è tra noi e loro: solo il Pd può assicurare crescita, sviluppo, lavoro, tutela dell'ambiente, attenzione ai giovani e fermare una deriva pericolosa per la nostra collocazione internazionale, per l’attuazione del PNRR, per la tenuta dei conti pubblici e per il riscatto del Sud. Il Terzo o Quarto Polo e i Cinquestelle, attaccando ogni giorno il Pd, stanno portando avanti la migliore campagna elettorale per la destra. Ogni voto a loro diventa nei fatti un voto regalato alla coalizione della destra. Solo una forte affermazione del Partito democratico, può garantire la prosecuzione di un percorso di riforme fondamentali per un’Italia più moderna, sostenibile, giusta ed inclusiva.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo Pd alla Camera.
"Non permetteremo alla destra di Meloni, Salvini e Berlusconi di riportare il Paese indietro di 70 anni, cancellando diritti fondamentali, e mettere a rischio stipendi e pensioni come hanno fatto nel 2011. Per questo il Partito Democratico è in campo per sconfiggere la destra e la partita è aperta e ancora tutta da giocare. Come ha sottolineato il segretario Letta non dobbiamo dare ai cittadini percezioni sbagliate sull'esito delle prossime elezioni politiche. Non sta scritto da nessuna parte che la destra vincerà le elezioni, né che - se del caso - ci sarà un possibile rimescolamento delle carte né che l'Europa ci salverà. La battaglia è qui e ora, aperta, in corso e ci sono oltre 60 collegi uninominali da prendere. Continuiamo la campagna elettorale per rendere il nostro Paese più forte, più giovane e più sostenibile". Lo dichiara il deputato del Pd, Andrea Romano, candidato all'uninominale di Livorno e Piombino.
Non c’è un destino già scritto per il 25 settembre e, nonostante l’oggettivo aiuto di terzi e quarti poli di Conte e Calenda alla destra di Meloni, Salvini e Berlusconi, la competizione tra noi e loro è tutta aperta. Ha ragione il segretario a mettere in guardia da false percezioni che possono rallentare la mobilitazione e lo sforzo attorno ai candidati e alla lista. Tanto più che non meno di sessanta collegi uninominali sono perfettamente contendibili e possono determinare la vittoria nostra o della destra. Per questo motivo nei prossimi giorni e fino al termine della campagna elettorale continueremo a incontrare le persone, ascoltare richieste e bisogni e soprattutto parlare delle nostre proposte, del nostro programma per un’Italia più giusta, più verde, più moderna. Noi non consentiremo alla destra di riportare indietro agli anni cinquanta le lancette dell’orologio sui diritti né di condurre di nuovo, come nel 2011, lo Stato ad un passo da non riuscire più a pagare stipendi e pensioni.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“L’Italia ha bisogno di un governo serio e autorevole, ascoltato e rispettato in Europa e a livello internazionale. Perché siamo un paese fragile sul piano energetico e sul piano operativo, con troppe amministrazioni, frammentato. Con poche strutture tecniche capaci di tradurre le risorse in opere. Questi sono i nostri limiti, evidenti a tutti. Senza un governo serio e autorevole questi limiti diventerebbero montagne insormontabili, mentre potrebbero essere attenuati dal rispetto e dall’autorevolezza”. Così in una nota il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut.
“La Destra - continua Morassut- non è in grado di garantire queste condizioni essenziali. Ha troppe divisioni interne, non ha una buona storia recente in sede mondiale, grazie a Berlusconi, è ambigua e non credibile nel rapporto con Putin, non ha esperienza di governo pratico con Meloni che è brava a parlare ma ha gestito un piccolo ministero senza portafoglio qualche anno fa senza mai portare un provvedimento in Parlamento. Gli italiani ci devono pensare bene a votare questa Destra e a darle carta bianca. Occorre invece un governo riformista e civico che il Pd deve impegnarsi a costruire, fatto di politici onesti e cedibili e di ottimi tecnici con una forte sensibilità ai temi sociali”.
“Questa - conclude - è la strada per uscire da una crisi grave che va affrontata con mani affidabili e capacità di ascolto verso chi sta soffrendo”.
Calenda ci ha abituato a cambiare idea nel giro di poche ore quindi non dovrebbe stupire se ora pensa a formare un governo insieme a Fratelli d’Italia. Ma certo diventare alleato di chi al governo Draghi ed alle sue scelte si è sempre tenacemente opposto è una notevole capriola.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
“Purtroppo è senza fine la propaganda elettorale della Lega che non sa davvero come coprire le proprie azioni a danno dei cittadini del Mezzogiorno. Se oggi i fondi del Fondo di Sviluppo e Coesione sono fermi nel cassetto, è perché loro hanno fatto cadere il governo Draghi e impediscono di dare seguito alle decisioni dello scorso mese di giugno. Se oggi il Sud rischia di perdere 22 miliardi di euro indispensabili per investimenti fondamentali alle famiglie e alle imprese, è per colpa di chi lavora ogni giorno contro il Mezzogiorno. Del resto è lo stesso giochino pericoloso che fa la destra quando propone di riscrivere il Pnrr. Ovvero di provare a rivedere le soglie minime del 40 % di risorse di cui il Sud ha assolutamente bisogno. Adesso basta. Mostrino un po’ di serietà e lavorino con noi per far approvare in 24 ore il piano di riparto già definito, attribuendo subito le risorse stanziate alle Regioni del Sud. Non si nascondano dietro la propaganda. Se si oppone a questa proposta, la destra conferma di essere nemica del Mezzogiorno”, così Piero De Luca, vice capogruppo Pd alla Camera e candidato in Campania.
"La destra ha poche idee chiare, una è sicuramente quella di isolare e depotenziare il Mezzogiorno d'Italia, bloccandone lo sviluppo". E' quanto afferma Angela Ianaro, deputata uscente del Pd e candidata nel collegio plurinominale Campania 2. "Il piano - prosegue Ianaro - è sotto gli occhi di tutti: da un lato la volontà, sbandierata da Fdi e Lega, di voler ridiscutere e ripensare i fondi del Pnrr, che equivale a sottrarre al Sud i fondi per rilanciarne il tessuto sociale ed economico; dall'altro il blocco dell'assegnazione al Meridione di 22 miliardi di euro del FSC, il Fondo Sviluppo e Coesione, cioè i fondi strutturali per i prossimi sei anni (5,6 solo per la Campania). La caduta prematura e irresponsabile del governo Draghi provocata dalla destra, infatti, ha spinto su un binario morto la delibera che ha formalizzato il piano di riparto tra le regioni del Sud. Il Pd chiede a gran voce che questi fondi vengano assegnati subito e che non vengano dirottati altrove perché sarebbe suicida e irresponsabile" conclude Ianaro.
“Quando la destra dice di voler rivedere il Pnrr, quando dice che bisogna valutare l’autonomia dei territori, tutto questo vuol dire una cosa soltanto: togliere risorse al Sud. Il Pnrr, che il Partito democratico ha contribuito in maniera determinante ad ottenere, prevede risorse importanti per il Mezzogiorno. Risorse che sono necessarie, indispensabili. Il centrodestra non solo si è opposto al Piano, non solo ha votato contro in Europa, ma adesso che i soldi stanno arrivando vuole privare i cittadini del Sud di quegli investimenti che servono a recuperare il divario con il Nord. Ormai la loro strategia è chiara, dobbiamo impedire che i cittadini del Mezzogiorno vengano ulteriormente penalizzati”.
Lo dichiara Vito De Filippo, deputato dem e candidato al Senato in Basilicata - P01.