“Ascoltare le memorie dei testimoni e ricordare l’orrore è un dovere. Ma la Giornata della memoria non è un rito. La menzogna, l’odio, l’ingiustizia minacciano ancora la democrazia e nel buio della libertà nascono mostri. Non solo ricordo ma monito perenne a noi tutti.#Auschwitz”. Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Gianluca Benamati.
"Il Partito Democratico sta affrontando queste giornate certamente difficili con grande serietà ed equilibrio. Anche in queste ore, dicendo parole chiare su come uscire dalla crisi di governo che ora è ufficialmente aperta. Stiamo dimostrando, con unità e determinazione, di essere un punto di riferimento, di sicurezza e di stabilità in un momento così delicato per il Paese. Con la massima fiducia nel Presidente della Repubblica dovremo ora continuare ad essere in campo con unità e autorevolezza. Perché siamo una grande comunità politica che sa quali sono oggi le vere priorità dell'Italia e degli italiani".
Così il deputato dem Andrea De Maria, coordinatore nazionale di Fianco a Fianco, l'area politica del Partito Democratico.
“L’operazione dei Carabinieri di Palermo che ha portato all’arresto di 16 persone è un altro colpo che la giustizia ha inferto a Cosa Nostra. Ringrazio la magistratura e tutte le forze dell’ordine che stanno svolgendo un ottimo ed intenso lavoro, soprattutto in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo, in cui la mafia e le associazioni criminali approfittano della debolezza dei nostri concittadini”. Lo dichiara Carmelo Miceli, responsabile Sicurezza della segreteria nazionale del Pd, deputato e componente delle commissioni Antimafia e Affari costituzionali, commentando l'indagine che ha portato al fermo di 16 persone accusate di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni, danneggiamenti, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco.
“Il mio plauso e incoraggiamento a continuare sulla buona strada va anche a tutte quelle famiglie e imprenditori che denunciano pressioni criminali e atti intimidatori con molto coraggio. Lo Stato e il Parlamento sono sempre al fianco di chi combatte la criminalità organizzata, soprattutto in quei territori difficili come l’entroterra siciliano”, conclude Miceli.
“Il Presidente Cirio stia tranquillo, la scelta del deposito delle scorie radioattive sarà trasparente, rispettosa della volontà delle comunità locali e della vocazione agricola, turistica ed ambientale dei territori. La Regione Piemonte smetta di polemizzare su tutto e si attivi concretamente, coinvolgendo gli enti preposti, per verificare se i siti potenzialmente idonei hanno realmente l’attitudine ad ospitare il deposito nazionale”. È quanto dichiara il deputato dem Davide Gariglio.
“Fino a che non verrà completato il deposito nazionale - conclude Gariglio - il cui iter durerà alcuni mesi, le scorie radioattive continueranno ad essere immagazzinate in depositi temporanei: il Piemonte ospita da anni la maggior quantità di queste scorie (5.505 metri cubi in siti nucleari in provincia di Alessandria e Vercelli) ed é quindi la Regione maggiormente interessata a che il percorso per la scelta di un sito unico nazionale maggiormente sicuro si completi al più presto. Occorrono quindi meno polemiche e maggior serietà”.
“Le preoccupazioni avanzate non da ultimo nella giornata di ieri, trovano oggi una risposta. Oggi, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che garantisce al Coni l'autonomia necessaria per rispondere alle istanze della Carta Olimpica. Ero sicuro che si sarebbe arrivati a una soluzione prima del comitato esecutivo del Cio. Alle prossime Olimpiadi verrà sventolato il tricolore e verrà suonato l’inno di Mameli”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il deputato democratico Andrea Rossi.
“Se davvero si vuole far ripartire il Paese e investire nel miglior modo possibile i fondi che l’Europa ci sta mettendo a disposizione per il Recovery Plan, non si può non realizzare un grande Piano Infanzia che preveda la presa in carico del bambino e della sua famiglia già durante la gravidanza. L’investimento nel capitale umano è quello più produttivo anche da un punto di vista economico. Lasciare al loro destino i bambini che nascono da famiglie in difficoltà economica significa di fatto condannare una parte consistente della popolazione a un destino di marginalità e vuol dire anche determinare per la società un carico di povertà e anche di devianza che può minare alla base qualsiasi possibilità di sviluppo”.
Così il pediatra e deputato dem, Paolo Siani, capogruppo del Pd in commissione bicamerale Infanzia, commenta la mozione discussa in Aula concernente iniziative in materia di definizione del Piano nazionale per l’infanzia e l'adolescenza e ulteriori misure in campo educativo ed economico a favore dei minori.
“Nel 2020, in Campania - aggiunge Paolo Siani - quasi 5mila ragazzi tra i 14 e i 17 anni sono stati fermati e portati in carcere. Si poteva intervenire prima? Lo Stato è stato in grado di offrire a questi ragazzi un’altra opportunità? Sostenere i neo genitori vuol dire contribuire a realizzare una società migliore. Questo è il momento per realizzare una grande investimento sull’infanzia perché, come è stato dimostrato da molti studiosi, gli interventi di prevenzione realizzati nei primi mille giorni di vita determinano risparmi economici consistenti e una riduzione di tutta una serie di costi sociali che l’esclusione sociale e la marginalità producono più o meno a lungo termine”.
“Voglio esprimere i miei più sentiti auguri di buon lavoro al Generale Mario Cinque, nuovo Capo di Stato maggiore dell'Arma dei Carabinieri”.
Lo dichiara Carmelo Miceli responsabile sicurezza della segreteria nazionale del Partito democratico, deputato e componente delle commissioni Antimafia e Affari costituzionali.
“Infanzia: occorre intervenire qui e ora”.
E’ stata discussa oggi alla Camera, la mozione concernente iniziative in materia di definizione del Piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e ulteriori misure in campo educativo ed economico a favore dei minori.
La mozione, a prima firma Paolo Lattanzio - deputato del Partito democratico e responsabile dell’Intergruppo parlamentare Infanzia e Adolescenza), chiede al governo tra le altre cose: l'inserimento di una cornice interamente dedicata all’infanzia nel PNRR, un Piano straordinario per infanzia e adolescenza, la presa in carico chiara e coordinata del tema infanzia nel governo. In particolare chiede di prevedere all'interno del piano Next Generation un capitolo dedicato all'infanzia perché alcuni interventi e alcune misure ci sono ma manca una lettura sinergica, manca un raccordo fra tutti gli interventi che coinvolgono i bambini. Inoltre viene chiesto di rileggere gli interventi per le madri e i padri, le famiglie, la scuola nell'ottica di interventi che abbiano al centro i bambini e le bambine in quanto titolari di diritti.
“E’ quella visione bambinocentrica che il governo deve avere perché alcuni interventi possano guardare ai più piccoli come ai titolari dell'azione politiche - afferma Lattanzio - la cosa importante è che grazie alla discussione della mozione per due giorni il dibattito parlamentare sarà incentrato su questo tema, trascurato nella prima fase dell'emergenza covid, nella quale è stato difficilissimo vedere un'attenzione alle bambine e ai bambini, ricordiamo i parchi chiusi, le scuole chiuse, la mancanza di ogni anche singola previsione o riferimento alla presenza nella società italiana di bambine e bambini, ragazze e ragazzi”.
“Quando intervenire su questi temi? Qui e ora, senza aspettare un solo minuto: la crisi comporta anche bambine e bambini in difficoltà, noi chiediamo un approccio al contempo universalistico e progressivo, avendo lavorato sull’Agenda 20/30. Ci vuole un impegno politico”. Così Paolo Lattanzio, intervenendo in Aula. Lattanzio ha anche specificato che la mozione è un rafforzamento e un supporto esplicito alle attività del Terzo Settore italiano, fondamentali in questo periodo di crisi sanitaria e sociale, essendo stata elaborata grazie al contributo di 50 associazioni, centri di ricerca e società scientifiche che si occupano di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza.
“Per questo motivo sono particolarmente fiero di essermi fatto portavoce all’interno della mozione di tante istante maturate e costruite direttamente con queste realtà”.
“Alle audizione in commissione di queste settimane sui decreti legislativi di riforma dello sport, ho sempre evidenziato che su questo tema sia auspicabile trovare la massima unità del mondo politico. Lo sport, per sua natura, deve essere autonomo dalla politica. Contemporaneamente la politica deve essere unita nel sostenere un settore straordinariamente importante per il Paese dal punto di vista sociale, economico e culturale. Per queste ragioni confido che nelle prossime ore il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di concerto con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, si faccia carico, con una norma o un decreto per garantire, attraverso il riconoscimento della pianta organica e del ruolo del CONI stesso, l'autonomia richiesta dal CIO in ossequio agli impegni contenuti nella Carta Olimpica”. Lo dichiara il deputato dem Andrea Rossi componente delle commissione Cultura alla Camera.
“Non è assolutamente ipotizzabile pensare - sottolinea il deputato dem - che gli atleti italiani non possano sfilare sotto la bandiera italiana alle Olimpiadi di Tokio o che in caso di vittoria non sia possibile suonare l’inno di Mameli. Ogni inutile polemica e ricostruzione fantasiosa lascia il tempo che trova. Questa problematica, purtroppo, si trascina dalla legge di Bilancio approvata nel dicembre 2018, con lo sostituzione di Coni Servizi con Sport e Salute SPA, e a oggi non ha trovato soluzione”.
“Qui - conclude Rossi - nessuno è sul libro paga di qualcuno. Stiamo lavorando da mesi per il bene dello sport e non per favorire una parte a discapito di un’altra”.
“Garantire che il settore delle sanificazioni sia immune da ogni rischio di infiltrazione della criminalità organizzata deve essere una nostra priorità. Parliamo di un ambito cruciale in questa fase della pandemia. L'affidabilità delle società di sanificazione deve essere certificata, affinché sia massima la salvaguardia della salute pubblica e il rispetto della legge. Da questo punto di vista, va accolto favorevolmente l’appello di Confindustria Servizi Hcfs e Anip-Confindustria, l’associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati, affinché venga costituito un albo delle società in cui poter verificare oltre alla professionalità nell’erogazione del servizio, anche il requisito dell’assoluta insussistenza di rapporti con le organizzazioni mafiose. Soprattutto alla luce delle recenti relazioni degli organismi investigativi, tra le quali quella del procuratore antimafia Cafiero De Raho”.
Così il deputato dem Carmelo Miceli, componente della commissione Antimafia e responsabile Sicurezza del Pd.
Non sono affatto meravigliato dalla esemplare capacità degli italiani di affrontare il lungo e intermittente lookdown dovuto al Covid.
Quando la posta in gioco è alta gli italiani sanno rispondere e smentire la loro fama di popolo insubordinato.
Ci sono dei precedenti nella storia italiana e per citarne uno in sintonia con i nostri giorni penso alla tassa sull’Europa.
Se il nostro governo di centro sinistra guidato da Conte ha fatto bene sul contenimento del COVID ora, si ricostruisca una maggioranza, che sia all’altezza del rilancio del paese e renda epocale, per l’Italia, la sfida del Recovery.
Non siamo di fronte ad un piano di spesa ordinario ma ad un passaggio storico per il nostro paese che richiede riforme all’altezza della sfida.
Serve un governo in grado di assumersi chiaramente questo impegno di fronte ai cittadini e serve un Parlamento protagonista nelle proposte di riforma.
Lo si deve a tutti coloro che hanno sofferto, impoverendosi, in maniera disciplinata in questo lungo anno e lo si deve ai giovani, ai quali lasciamo l’onere di pagare il debito.
Di fronte ad una proposta alta gli italiani risponderanno ancora una volta.
Lo ha dichiarato il deputato dem, Serse Soverini.
“Il Recovery Fund è l’occasione storica per un grande rilancio del Paese. La crisi di governo alimentata negli ultimi giorni, una crisi al buio, rischia di compromettere e ritardare gravemente la definitiva approvazione del Pnrr. E non possiamo assolutamente permettercelo. Tocca a tutte le forze politiche responsabili, in Parlamento e nel Paese, lavorare con serietà e spirito costruttivo, per non sprecare questa straordinaria opportunità, da cui dipende davvero il futuro dell’Italia. Bisogna mettere da parte interessi particolari e pensare solo alle esigenze del Paese. Bisogna fare presto e bisogna fare bene”.
Così il capogruppo dem in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“Bisogna intervenire con forza e coraggio - aggiunge il deputato del Pd - sulle procedure di programmazione ed esecuzione degli interventi. Altrimenti rischiamo di commentare un grande flop tra qualche anno. È indispensabile, come ricordato anche dal Commissario Gentiloni, dettagliare un cronoprogramma preciso degli interventi proposti, che definisca i tempi esatti di realizzazione dei progetti da finanziare. Ed è necessario individuare con maggiore attenzione - aggiunge Piero De Luca - i c.d. ‘milestones’ e ‘targets’, ossia gli obiettivi intermedi e finali che il Piano si prefigge di raggiungere nei vari settori interessati”.
“Fontana grida al complotto, ma ora si scopre che la Regione Lombardia ha sbagliato a fornire i dati in base a cui i nostri territori sono stati classificati in zona rossa. Ma fino a quando dovremo sopportare la gestione pessima e irresponsabile di questa amministrazione? Fontana la smetta di sottostare ai diktat di Salvini e inizi a fornire i dati con trasparenza, collabori davvero con gli enti locali e le opposizioni. Altrimenti si faccia da parte, la Lombardia ne ha solo da guadagnare”. Lo dichiara l’On. Chiara Braga, deputata del Partito Democratico e componente della Segreteria nazionale del PD.
“Sembra incredibile, eppure è vero: la Lombardia è finita in zona rossa perché Fontana e Moratti hanno sbagliato a dare i dati al governo”. Lo scrive in un post su Facebook Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera.
“Vi ricordate che Fontana e Moratti hanno fatto ricorso al TAR contro la decisione del governo di mettere la Lombardia in zona rossa a partire da domenica 17? Il punto forte del ricorso e dell'ennesima polemica contro Roma era che il governo stava usando il dato RT sbagliato. Il ricorso, ci hanno raccontato i giornali, era il primo colpo della nuova strategia della neo-assessora alla salute Letizia Moratti chiamata per sostituire Gallera L’Incapace. Moratti L'Esperta era pronta a persino andare in tribunale per dimostrare l'efficienza della gestione lombarda. Qualcosa però non tornava: i dati sul parametro RT li calcolano le Regioni e sono sempre le Regioni che li trasmettono al governo. Quindi suonava un po’ strano che Fontana si lamentasse di un dato che forniva lui al governo”.
“Regione Lombardia oggi ha consegnato altri dati RT, perché la settimana scorsa avevano commesso un errore, trasmettendo i dati sbagliati. Grazie alla correzione, la Lombardia tornerà zona arancione da lunedì. Il ricorso era quindi un modo per provare a coprire l’errore. Voglio sapere - prosegue l'esponente dem - se la mia Regione è in zona rossa da una settimana, con annessi negozi chiusi, disagi per tutti, scuole bloccate, per colpa di Fontana&Moratti. Farò un accesso agli atti per chiedere che venga resa pubblica tutta la corrispondenza tra Fontana e il CTS relativamente al calcolo dell’RT. Se Fontana non ha nulla da nascondere pubblichi subito quella corrispondenza. Altrimenti, lo farà il governo, rispondendo all’accesso agli atti. E i lombardi - conclude Quartapelle - vedranno chi ha sbagliato e deve chiedere scusa”.
“La situazione di Iveco, coinvolta in voci di cessione da parte di CNH industrial all'azienda cinese Faw, deve essere seguita con grande attenzione dalla politica bresciana e dal governo. Lo stabilimento di Brescia impiega oggi 1577 persone e rappresenta per la città e la sua vocazione industriale, una presenza storica e simbolica che non può essere impoverita. Sebbene non sia compito della politica ingerirsi in scelte che spettano all'autonomia di un'azienda, lo è certamente quello di richiamare l'imprenditore, anche in una fase di possibile cessione, quanto meno al rispetto degli impegni occupazionali e degli investimenti stanziati per il rilancio dell'azienda”. Lo dichiara il deputato dem Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione giustizia della Camera.
“Occorre al riguardo ricordare - aggiunge il deputato dem - che CNH industrial, non più tardi di un mese fa, aveva riconfermato il suo piano industriale risalente al marzo scorso, il quale prevedeva il rilancio del sito produttivo bresciano con oltre 24 milioni di euro di investimenti fino al 2024, per consentire lo sviluppo della motricità elettrica e a idrogeno dei veicoli. È importante che l'azienda, pur a fronte di trattative di cessione, confermi dunque il proprio piano, a fugare le preoccupazioni dei lavoratori”.
“Quanto poi all'eventuale cessione - conclude Bazoli - è fondamentale che l'eventuale passaggio di proprietà possa essere il preludio ad un ulteriore rilancio del sito produttivo bresciano, e non una svendita ad un concorrente poco interessato ad uno sviluppo industriale. Sotto questo profilo, il governo, le istituzioni e l'attuale proprietà dovranno avviare una interlocuzione costante, al fine di rassicurare insieme ai lavoratori anche l'opinione pubblica bresciana”.