È indispensabile un nuovo patto europeo su immigrazione e asilo. Bene che la Commissione stia lavorando in tale direzione. Per garantire sicurezza, umanità e accoglienza, è indispensabile procedere ad alcune azioni strategiche. Investire risorse decisive dell'Unione nel sostegno allo sviluppo del continente africano. Modificare le norme europee per consentire di presentare domande di asilo e protezione internazionale direttamente nelle ambasciate o punti consolari degli Stati membri nei Paesi di origine o transito. Aprire canali legali di ingressi in Europa. Rafforzare la lotta comune alle reti di trafficanti di donne e uomini nel Mediterraneo. Creare nei Paesi di primo approdo, maggiormente esposti ad arrivi e sbarchi degli Hot Spot europei per l'assistenza e l'identificazione. Definire finalmente una procedura europea di redistribuzione strutturata dei richiedenti asilo nei differenti Stati membri secondo criteri automatici e predefiniti, riformando il regolamento di Dublino, ormai inadeguato ed obsoleto. Implementare gli accordi di riammissione sottoscritti dall'Unione per rafforzare la politica di rimparti dei migranti irregolari ai sensi delle norme nazionali ed europee. Sono queste solo alcune linee guida su cui lavorare”.
Così Piero De Luca, capogruppo dem in commissione Politiche europee alla Camera.
“Speriamo - ha aggiunto il deputato del Pd - che dopo gli strumenti straordinari e rivoluzionari adottati per rispondere alla crisi economico-sociale degli Stati membri legata all'emergenza, l'Europa faccia un passo in avanti decisivo anche sul tema delicato e sensibile della gestione delle politiche migratorie. Il nuovo clima di solidarietà e responsabilità che si respira a Bruxelles ci rende assolutamente fiduciosi”.
“La domanda che ci dobbiamo porre è se stiamo andando nella direzione giusta. Ed io credo che, in tutta coscienza, la risposta sia Sì. Sì perché dopo sette mesi dalla drammatica diffusione dell’epidemia ci troviamo in una situazione diversa. E’ questo il frutto del caso o della fatalità? Ovviamente No. Siamo in grado di intervenire, circoscrivere e spegnere i focolai del virus, abbiamo rafforzato e potenziato il Servizio Sanitario nazionale, siamo protagonisti nella ricerca internazionale sul vaccino per il Covid-19. Questo risultato è merito del comportamento degli italiani, delle misure messe in campo dal governo e del ruolo del Parlamento. E’, dunque, il frutto dell’azione di un intero Paese”.
Così Elena Carnevali, capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto favorevole del Pd al decreto Covid.
“Chi dall’opposizione - ha aggiunto la deputata del Pd - parla di ‘dittatura sanitaria instaurata dal governo’ ha perso il senso della misura delle parole ed è grave che questo avvenga da parte di chi ricopre incarichi istituzionali. Siamo stati il Paese tra i più colpiti al mondo e siamo stati in grado di uscire meglio di altri dall’emergenza. Noi non nascondiamo difficoltà o ritardi, ma è grave che ci sia chi scommette sul fallimento dell’Italia più che sul successo delle misure messe in campo per affrontare i danni sociali ed economici della pandemia. La tutela della salute pubblica o è o non è. E questa - ha detto Elena Carnevali - è una responsabilità seria della politica”.
“38 anni fa la mafia assassinava Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie e l’agente di scorta. Ucciso perché si batteva per la legalità e la sicurezza dei cittadini. Come Falcone, Borsellino, Mattarella, La Torre, Grassi e i tanti che non vollero cedere alla violenza e al ricatto”. Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Piero Fassino.
“38 anni fa la mafia uccideva il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Setti Carraro e l'agente Russo. È perché ci sono uomini della sua tempre e con il suo livello di fedeltà allo Stato che la nostra Democrazia ha resistito. Non dimenticheremo mai il suo sacrificio”.
Così Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“La situazione all’interno del polo logistico della società Zalando di Nogarole Rocca (Verona) è molto preoccupante poiché sia dal punto di vista contrattuale e delle assunzioni che delle condizioni di lavoro e delle libertà personali sembrerebbe che la realtà sia molto diversa dal progetto che era stato presentato dalla società agli enti territoriali e ai comuni della zona interessati. Per questo chiediamo un intervento urgente del ministro del Lavoro che verifichi come mai ci sia stato un cambiamento di strategia cosi radicale e prenda subito iniziative in tal senso”. Lo dichiarano le deputate del Pd, Alessia Rotta e Debora Serracchiani, presidenti rispettivamente di commissioni Ambiente e Lavoro della Camera e il deputato Pd Diego Zardini, che hanno presentato una interrogazione al ministro del Lavoro.
“Nel corso di tali incontri pubblici era stato prospettato che le future assunzioni avrebbero avuto, nell’immediato, una durata minima di 6 mesi e che sarebbero state rinnovate almeno una volta, per poi essere trasformate in contratti a tempo indeterminato; nei fatti, la realtà si è rivelata ben diversa. A quanto ci risulta tutte le assunzioni effettuate hanno avuto un termine di soli tre mesi, allo scadere dei quali, per centinaia di lavoratori non si è provveduto al rinnovo dei contratti; anche le condizioni di lavoro all'interno del centro risulterebbero essere particolarmente difficili e lesivi della stessa dignità dei lavoratori. Tempi e ritmi di lavoro durissimi, controlli sulla persona, il divieto di poter portare effetti personali. Addirittura, le lavoratrici sarebbero obbligate a utilizzare delle buste di plastica trasparente per riporre gli assorbenti, così da poter più facilmente ispezionabili”, proseguono i deputati.
“Se quanto appreso corrispondesse per filo e per segno allo status quo saremmo in presenza di gravi violazioni delle libertà personali e contrattuali dei lavoratori, per questo è necessario che il Governo intervenga al piu presto”, concludono i deputati dem.
“Presidente Solinas, ma davvero ha intenzione di chiedere i danni a coloro che hanno contribuito a diffondere il virus in Sardegna? Bene, le diamo qualche idea e le forniamo l’ordine che segue: 1) inizi con il perseguire chi ha emanato l’ordinanza che ha consentito di riaprire le discoteche e lo ha fatto con un protocollo di sicurezza surreale; 2) successivamente persegua chi non ha mai fatto controlli in entrata nei porti e negli aeroporti; 3) infine, persegua tutti coloro che non hanno osservato e fatto osservare misure di sicurezza adeguate e, anzi, hanno attaccato i sindaci che chiedevano che quelle misure venissero applicate. Presidente Solinas, anziché perdere tempo a cercare nemici ovunque, si occupi di tutelare la salute dei Sardi, facendo tamponi a tappeto e vaccini antinfluenzali ad anziani e persone fragili. Presidente Solinas se cerca i responsabili di tutto questo si autodenunci!”. Così in una nota congiunta i deputati sardi del PD Romina Mura, Andrea Frailis e Gavino Manca replicando alle dichiarazioni di ieri del presidente della Regione Christian Solinas, intervenuto nell’Aula del Consiglio Regionale circa il danno di immagine che sarebbe stato causato all'isola sulla questione dei nuovi casi di positivi al Covid-19.
"La scuola ha bisogno delle professionalità, delle competenze, dell'esperienza e dell'entusiasmo dei docenti precari che assicurano oggi la continuità didattica in tutta Italia". È quanto dichiara Lucia Ciampi, deputata Pd in Commissione Cultura della Camera, dopo aver incontrato, assieme ad altri parlamentari,una delegazione di insegnanti.
"Le richieste dei docenti precari sono comprensibili per ragioni umane e professionali e l'obiettivo del governo dovrà essere quello di promuovere percorsi adeguati per stabilizzare gli insegnanti", conclude la deputata dem.
“Matteo Salvini ha deciso di “deportare” tutti gli eletti della Lega a Catania, a manifestare, in una sorta di Pontida etnea, il loro sostengo “contro la magistratura”. Uso il termine “deportare” poiché “obbligatorio” mi pare l’invito del segretario della Lega a questa iniziativa anti istituzionale e anti democratica.
Matteo Salvini la smetta con questo vittimismo, e abbia la dignità di farsi processare per le sue azioni.
Purtroppo ci troviamo nella condizione di dovere ricordare che la magistratura ha il dovere di indagare anche sui ministri e sugli ex ministri: la tripartizione dei poteri è uno dei principi cardine della nostra costituzione liberale e democratica. Non possono esistere capipopolo che si sentano al di sopra di questo principio fondamentale e fondante.
Per questo motivo ritengo necessario lanciare un appello affinché cittadini, associazioni, artisti, intellettuali, si attivino per l’organizzazione di una manifestazione non “contro”, ma “pro” le istituzioni. Non si può permettere alla Lega di fare di Catania una città simbolo di atteggiamenti che non esito a definire dal sapore eversivo.
Per quanto mi riguarda sono a disposizione di chiunque avesse bisogno di supporto pratico, organizzativo, logistico, per la buona riuscita delle iniziative che in questo momento mi sembrano quanto mai necessarie e urgenti”.
Lo dichiara il deputato catanese del Pd, Santi Cappellani, in merito alle dichiarazioni di Matteo Salvini su Catania.
Il Presidente Conte, questa maggioranza ed il Partito Democratico lavorano ogni giorno e concretamente per la ricostruzione del cratere 2009, affermare che sia stato abbandonato è davvero assurdo e falso. Solo chi è in campagna elettorale permanente può scegliere questo profilo così inadatto a governare una città in ricostruzione, la cui classe politica dovrebbe privilegiare il dialogo e la collaborazione per il bene del territorio. Il 2020 per le questioni della ricostruzione è stato un anno decisivo, abbiamo fatto molte cose importanti.
Finalmente la ricostruzione 2016/17 è ad una svolta, grazie al lavoro di governo parlamento e commissario Legnini. Ma anche questo incontro bello e giusto, diventa occasione di polemica. Conosciamo gli obiettivi politici ed elettorali di Biondi che già alle regionali voleva scappare da L’Aquila per candidarsi Presidente, sappiamo che vuole andare via nel più breve tempo possibile, ma la sua campagna elettorale non può essere fatta a scapito degli interessi generali degli aquilani.
Invece di ululare quotidianamente contro il governo potrebbe dedicare un po’ di tempo alla vicenda di Verdeacqua, delle frazioni, dei cimiteri, delle strade dissestate, dell’apertura delle scuole, dei tanti progetti pubblici strategici finanziati e non partiti (Porta Barete, Porta Leone, Viale della Croce Rossa, piazza d’Armi e altri ancora) e magari un po’ di tempo per i problemi della sua maggioranza. La parola d’ordine di questi difficili tempi di pandemia è collaborazione, lavorare insieme e fuori da schemi precostituiti. Il resto è piccolo cabotaggio”. Lo dichiara la Deputata Dem Stefania Pezzopane, responsabile Nazionale Pd Dipartimento Terremoti e ricostruzione, a proposito della polemica del Sindaco Biondi sulla ricostruzione 2009.
È un primo passo importante per favorire la ricostruzione del rapporto tra cittadini e politica. Per questo la riforma sottoposta a Referendum deve essere sostenuta da una serie di altre iniziative parlamentari per ridefinire le regole del funzionamento della democrazia.
Con questo spirito oggi c’è stato un primo confronto tra deputati e senatori del Partito Democratico nell’incontro “Le ragioni dei Democratici per il Sì”
È un segnale importante: dalle parole ai fatti con il SI si può cominciare a cambiare. È compito di un grande partito riformista farsene carico e porta bandiera.
Lo ha dichiarato Andrea De Maria, deputato Pd e membro dell'Ufficio di Presidenza della Camera a margine del convegno "Le Ragioni dei Democratici per il Sì" che si svolto oggi presso la Sala Berlinguer.
In questi giorni assunte importanti decisioni alla Camera e al Senato per far procedere speditamente le modifiche costituzionali e della legge elettorale che assieme alla riduzione del numero dei parlamentari fanno parte di quel “contesto organico di riforma” necessario per coniugare rappresentanza democratica ed efficienza dell’azione di governo nel pieno rispetto del dettato costituzionale. Siamo soddisfatti per questa accelerazione, a cui noi Democratici abbiamo lavorato convintamente, testimonianza che il patto di maggioranza tiene e che si lavora concordemente al rinnovamento delle istituzioni, tassello decisivo per costruire un Paese più giusto, moderno, forte. Su questa base è possibile andare avanti con un disegno più ampio di riforme che riguardino ad esempio la sfiducia costruttiva ed il potere di nomina e di revoca dei ministri da parte del Presidente del Consiglio così come da noi proposto già nell’assemblea nazionale del febbraio scorso>.
Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
Ho difficoltà a pensare che un qualsiasi deputato o parlamentare o anche membro del governo che abbia a cuore come abbiamo tutti la natura parlamentare della nostra democrazia (o perlomeno lo spero che siamo tutti, visto che un senatore aveva chiesto in realtà pieni poteri) possa essere soddisfatto di per sé dell’uso del voto di fiducia nell’ambito di una procedura di approvazione di un provvedimento. Sarei sordo e cieco se non comprendessi le naturali proteste che vengono dai banchi dell’opposizione per questo voto di fiducia su un decreto di proroga della situazione di emergenza di questo Paese e però sareste voi ciechi e sordi se non consideraste lo sforzo, doveroso, che pure nella situazione di emergenza che l’Italia e tutto il mondo hanno attraversato e attraversano, si è fatto in questo Parlamento per discutere e confrontarci e valutare le necessità del Paese e gli atti del governo. Addirittura introducendo l’obbligo di relazione del governo precedente o immediatamente successiva alla presentazione di decreti della presidenza del consiglio dei ministri”.
Così Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula corso delle dichiarazioni per il voto di fiducia sull’approvazione del decreto proroga emergenza Covid.
“Come stabilito infatti da un emendamento del Pd approvato dall’Aula - ha detto il deputato dem - il presidente del Consiglio o un ministro da lui delegato dovrà illustrare preventivamente alle Camere il contenuto dei provvedimenti da adottare, al fine di tenere conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati, e ove ciò non sia possibile, per ragioni di urgenza connesse alla natura delle misure da adottare, riferire successivamente alle Camere. L’obiettivo comune in questa nuova fase dell’epidemia, come ha spiegato Ceccanti, ‘non è tanto e non solo quello di parlamentarizzare i Dpcm, ma di farne il meno possibile per ricorrere allo strumento fisiologico dei decreti-legge. La procedura adottata per i Dpcm, modellata su quella della legge che riguarda il coinvolgimento del Parlamento sulle riunioni del Consiglio europeo, è in grado di rispondere all’esigenza di ripristinare un fisiologico rapporto tra Parlamento e Governo’”.
Le ultime dichiarazioni di Zaia sulla diffusione del batterio killer sono surreali. Nel tentativo di scaricare ogni responsabilità denuncia di aver scoperto la vicenda dai giornali e che non si tratta di dipendenti regionali. Come se la sanità non fosse materia di competenza dell'amministrazione regionale. Come se i vertici della sanità veneta non avessero voce in capitolo nella gestione degli ospedali”. Lo dichiara la deputata democratica Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente.
“Parliamo di una situazione che si è protratta per quasi due anni – aggiunge - e che ha causato molto dolore. La Regione non può pensare che sia sufficiente portare la relazione della commissione d'inchiesta in procura per risolvere la questione. In due anni, l'amministrazione non ha mosso un dito per capire cosa stesse accadendo e non è intervenuta quando aveva il dovere di farlo. Adesso, dunque, dichiarare che la responsabilità è esclusivamente imputabile all'azienda ospedaliera è vergognoso.
“In certe occasioni– continua Rotta - sarebbe più rispettoso tacere oppure assumersi la responsabilità politica di una terribile vicenda. Non è sufficiente esprimere solidarietà alle famiglie dopo la superficialità e incapacità con cui è stata affrontata la vicenda. Zaia è il Presidente della Regione – conclude - e non uno passato di lì per caso.
Una buona notizia per gli stadi vincolati. Con l'accordo raggiunto fra Pd e Iv sull'emendamento, presentato al Senato, che vede come primi firmatari la senatrice Biti del Pd e il senatore Renzi di Italia Viva, si pongono le premesse per poter intervenire in modo più agevole per lavori di ristrutturazione sugli stadi vincolati in Italia. Sono contenta di aver combattuto questa battaglia, iniziata con il collega Lepri, mesi fa, attraverso la presentazione di una mia proposta di legge alla Camera, firmata poi da oltre 40 deputati del Pd, e successivamente integrata e trasformata in emendamento al decreto Semplificazione dalla collega Biti (Pd) al Senato e dall'ex ministro allo Sport Luca Lotti.
Così Rosa Maria Di Giorgi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera dei e membro della Commissione Cultura e Sport.
Per Firenze - aggiunge la deputata dem - significa non abbandonare lo stadio Franchi a un destino di degrado dopo la parentesi della gara voluta dalle amministrazioni cittadine per collocare l'impianto nell'area Mercafir (gara andata deserta). Felice che anche Renzi, ex sindaco di Firenze, riformulando un suo emendamento, sia accanto al Pd in questa importante scelta su cui da mesi il nostro partito sta lavorando. Nessun consumo di suolo, rispetto per il bene culturale su cui si interviene, salvaguardandone le parti identitarie secondo il parere delle Soprintendenze, e opportunità per le società sportive di poter intervenire creando spazi commerciali che rendano possibile la sostenibilità degli impianti stessi. Sarà possibile finalmente ristrutturare gli stadi storici - conclude Rosa Maria Di Giorgi - mantenendone l'identità storico-artistica e salvaguardandone la funzione primaria che è quella del gioco del calcio.
Dal Mise arriva uno stop incomprensibile alla dorsale sarda del metano. Apprendiamo in queste ore che il ministero dello Sviluppo economico ha dato un parere negativo agli emendamenti al decreto Semplificazione presentati dal Partito democratico sul tema della metanizzazione in Sardegna. Questa scelta, non concordata in maggioranza, rappresenterebbe un danno economico e ambientale irreparabile per l’economia della Sardegna. Ed è fondata su un parere che, richiamando un presunto squilibrio costi-benefici, non ha però valore ufficiale. Chiedo che venga convocato al più presto un tavolo di confronto della coalizione affinché l'argomento venga discusso seriamente, collegialmente e alla luce del sole. Il progetto della dorsale è figlio del Patto Stato-Regione del 2016: da quattro anni i sardi dispongono grandi aspettative verso questo intervento che permetterebbe alla Sardegna non solo di colmare un gap infrastrutturale ma di porsi all’avanguardia nella transizione energetica del Paese.
On. Gavino Manca
On. Romina Mura
On. Andrea Frailis