Fiscal drag: Lai, indicizzare Irpef a inflazione è unica soluzione. Governo affronti il problema

  • 13/05/2026

“Indicizzare l'Irpef all'inflazione significa introdurre un principio di equità e non di fare un regalo fiscale. Questo è quanto dovrebbe fare il governo Meloni, ovvero introdurre un meccanismo di indicizzazione dei parametri Irpef al fine di contenere l'evidente aumento della pressione fiscale causata dalla ripartenza del fiscal drag”. È quanto dichiara il deputato PD, Silvio Lai durante il Question Time alla Camera con il ministro Giorgetti.

Fiscal drag: Guerra, Giorgetti non affronta il problema dell'aumento della pressione fiscale

  • 13/05/2026

“Il ministro Giorgetti non risponde alle domande poste dal PD sul fiscal drag ma viene in Aula a ricordarci solo del passato e ammette, finalmente, che l'intervento del governo sul cuneo fiscale non è stato altro che una partita di giro: quello che è stato intascato con il fiscal drag è stato restituito con un guadagno medio per i contribuenti di 40 euro annuali. Una cifra risibile rispetto a quanto raccontata come la più grande riduzione del cuneo fiscale.  Non tutti sono stati pienamente compensati, come viene certificato dall'Istat, non i pensionati né le famiglie senza figli.

Manovra: Roggiani, non incide sulla vita delle persone e penalizza città e lavoratori

  • 29/10/2025

“La manovra del governo Meloni non incide né sulla vita delle persone né sulla crescita del Paese. È una legge di bilancio che non risponde ai bisogni reali di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Gli aumenti promessi con il taglio dell’Irpef, tra 138 e 440 euro l’anno, sono irrisori rispetto ai 25 miliardi sottratti con il fiscal drag. Anche sulle pensioni, dopo tanta propaganda, l’aumento di 3,7 euro al mese per le minime si commenta da solo”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.

Dfp: Guerra, brutta pagina, tolto a Parlamento indirizzo e controllo

  • 24/04/2025

“Con questo Documento di Finanza pubblica ci troviamo di fronte a una brutta pagina per il Parlamento, che viene privato del suo diritto di indirizzo e controllo dell’attività del governo. Da documento di ‘programmazione’ abbiamo subito la sua trasformazione in atto di semplice ‘monitoraggio’, con la scusa che ci troviamo in un momento di incertezza. Ma è proprio nei momenti di incertezza che il Parlamento deve essere messo in condizione di sapere dove la maggioranza intende condurre il Paese. Come avvenuto anche al tempo del Covid.