Cinema: Orfini, bene dimissioni dg, ora riforma governance
*Borgonzoni commissariata da Giuli*
*Borgonzoni commissariata da Giuli*
Depositata interrogazione: che fine hanno fatto i 24,8 milioni previsti per il 2025?
"A forza di inseguire polemiche, il Ministro Giuli finisce per inciampare nel suo stesso risentimento. Oggi ha trovato il modo di prendersela anche con il Premio Strega, dimenticando un fatto essenziale, come ricordato dalla stessa Fondazione Bellonci: è stato lui stesso, con una lettera, a dimettersi dalla giuria nel momento della sua nomina al Ministero” Così Irene Manzi, Capogruppo PD nella Commissione Cultura della Camera dei Deputati. “Siamo all’ennesima polemica inutile, forse, solo a mascherare l’assenza totale di contenuti e risultati concreti.
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“Il ministro Giuli parli, dica che Daoud è benvenuto. Dal governo nessuna risposta e nessun atteggiamento garante dei diritti della libertà di opinione. Se fossi in Kamel Daoud, scrittore e giornalista franco-algerino, non mi sentirei sicuro a venire in Italia senza almeno la certezza di una dichiarazione politica del ministro Giuli che dica che lui è benvenuto perché l’Italia non persegue chi fa reati di opinione. L'intellettuale Daoud è atteso nel nostro Paese per partecipare a eventi culturali legati alla presentazione del suo ultimo romanzo.
“Più che prendersela con il Partito Democratico, il sottosegretario Borgonzoni dovrebbe rivolgersi all’ufficio stampa del Ministero della Cultura, che ha fatto filtrare alla stampa l’irritazione del ministro Giuli per le sue prese di posizione e per la mancata convocazione agli incontri istituzionali sul cinema. Da quanto ci risulta, il ministro non ha ancora smentito né l’irritazione né l’esclusione. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma una cosa è certa: al Collegio Romano regna la confusione e i dissidi interni stanno minando la credibilità e l’operatività del Ministero.
Serve confronto in Parlamento
“Mentre il ministro Giuli si abbandona alla consueta retorica autoreferenziale parlando di una “storia d’amore” tra il MiC e il cinema italiano, il settore sprofonda in una crisi profonda e strutturale.
“Abbiamo posto al ministro Giuli più o meno le stesse domande sette mesi fa e ci accorgiamo che nel frattempo non è successo nulla. Anzi la situazione è peggiorata e il ministro continua a negare la crisi del settore cinematografico e audiovisivo. Lo fa lui ancora oggi, lo fa la sottosegretaria Borgonzoni e insieme lo fanno ad ogni incontro con le parti. Viene da domandarsi chi siano quelle migliaia di lavoratori che continuano a manifestare in questi mesi: artisti, attori, autori, produttori, spesso con le lacrime agli occhi perché ridotti alla fame dalle scelte di questo governo.